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DICOGIOVANI2025: il premio a una specializzanda della Scuola diretta da Susanna Esposito

Il premio DICOGIOVANI2025 è andato a una specializzanda della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Parma, diretta dalla Prof.ssa Susanna Esposito, relatrice della tesi premiata.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: il Premio DICOGIOVANI a una specializzanda di Parma

La tesi di Lisa Torelli sull’uso degli inibitori di JAK in pazienti pediatrici con malattie infiammatorie croniche intestinali refrattarie alle bioterapie convenzionali ha colpito per la sua attualità clinica e l’impatto innovativo sul tema, aggiudicandosi il Premio DICOGIOVANI2025, riservato alle migliori tesi di specializzazione realizzate all’interno delle Scuole di Specializzazione italiane di Pediatria. Il lavoro è stato supervisionato dalla Prof.ssa Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale Pietro Barilla di Parma, che ha fatto da relatrice, mentre Christine Martinez Vinson (la responsabile del Centro di riferimento per le malattie digestive pediatriche dell’Ospedale Robert Debré di Parigi presso cui la dott.ssa Torelli ha svolto un periodo di formazione) è stata la correlatrice. Dopo la specializzazione all’Università di Parma a novembre 2024, a Lisa Torelli è stato offerto un impiego presso l’Ospedale Robert Debré.

Susanna Esposito: formazione solida e ricerca di alto livello nella Scuola di Specializzazione in Pediatria di Parma

La Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Parma è divenuta negli anni un punto di riferimento per la formazione specialistica in pediatria nel Paese e il lavoro della dott.ssa Lisa Torelli non è altro che un’ulteriore conferma. Con oltre 130 medici in formazione, la Scuola di Pediatria di Parma offre alle giovani e ai giovani specializzandi opportunità cliniche e scientifiche di rilevanza internazionale. La relatrice della tesi e Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale Pietro Barilla Susanna Esposito ha espresso tutta la sua soddisfazione per il lavoro svolto dalla dott.ssa Torelli e per la ricezione del premio: “Questo premio rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro della nostra Scuola e per l’impegno dei nostri specializzandi. Vedere i nostri giovani medici distinguersi in Europa e nel mondo è motivo di grande orgoglio. Il merito va a una formazione solida, a una ricerca di alto livello e alla possibilità di esperienze internazionali concrete e qualificanti”.

Susanna Esposito: la Scuola di Alta Formazione di DIGICARE sulla sanità digitale

Susanna Esposito ha presentato la prima School del progetto di Alta Formazione di DIGICARE, incentrata su telemedicina, sanità digitale e medicina personalizzata. L’obiettivo è formare professionisti del settore attenti alle innovative pratiche sanitarie e mediche e consapevoli degli sviluppi nel medio e breve termine.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: sanità digitale e telemedicina al centro della nuova Scuola di Alta Formazione di DIGICARE

Inaugurata da Susanna Esposito la prima School del progetto di Alta Formazione DIGICARE si concentra su tre discipline cruciali: telemedicina, medicina personalizzata e sanità digitale. “Vorremmo che le nostre Scuole di Alta Formazione non forniscano soltanto conoscenze teoriche, ma permettano di acquisire anche competenze pratiche, che possono essere utili per tutti coloro che lavorano nell’ambito sanitario, in area clinica ma anche amministrativa di supporto”. Professoressa Ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, Direttrice della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Pediatria e del Master in Intelligenza Artificiale e Telemedicina (ARTE) presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, Susanna Esposito metterà a disposizione le sue esperienze professionali, tenendo una lezione specifica sul paziente pediatrico.

 Susanna Esposito: il programma di formazione della Scuola

“Nel nostro Paese ci sono numerose esperienze sull’uso della telemedicina con software che, come nel nostro caso, abbiamo ottimizzato anche grazie al contributo dei pazienti e dei loro familiari”, ha dichiarato Susanna Esposito. Il corso illustrerà l’applicazione della telemedicina in diversi ambiti e i benefici che si possono trarre da essa, tra cui la riduzione degli accessi agli ospedali. Uno di questi casi è rappresentato dai pazienti affetti da asma bronchiale: la telemedicina permette di identificare eventuali riacutizzazioni con il paziente a distanza, situato presso il suo domicilio. La Scuola di Alta Formazione prevede anche un modulo dedicato al bambino affetto da ansia lieve-moderata, poiché, come ha specificato Susanna Esposito: “Oggi le problematiche psicologiche e psichiatriche in età pediatrica e adolescenziale sono una realtà davvero conclamata ed è necessario fornire un supporto alle famiglie”. Il programma di DIGICARE prevede, in chiusura, una panoramica sugli aggiornamenti riguardanti la sanità digitale e gli studi di tutto il mondo, in modo da capire gli sviluppi in atto.

La tecnologia che rivoluziona la medicina: Susanna Esposito presenta DIGICARE

Susanna Esposito ha inaugurato DIGICARE, una Scuola di Alta Formazione per preparare gli operatori all’utilizzo della sanità digitale. L’iniziativa, frutto di collaborazioni tra università e partner strategici, offre agli interessati competenze avanzate per la diagnosi e la cura a distanza.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: un percorso per chi vuole guidare il cambiamento nel settore

Un percorso formativo avanzato che integra telemedicina, intelligenza artificiale e robotica per trasformare il panorama sanitario con l’obiettivo di una medicina sempre più personalizzata. Si tratta di DIGICARE, la Scuola di Alta Formazione lanciata dalla Prof.ssa Susanna Esposito, docente di Pediatria all’Università di Parma e responsabile della Clinica Pediatrica Pietro Barilla. Rivolto ad appassionati di innovazioni come la telemedicina, l’Intelligenza Artificiale e la robotica in ambito medico-chirurgico, il progetto è nato grazie all’assegnazione del bando emiliano “AVVISO PER LA SELEZIONE E IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI DI ALTA FORMAZIONE PER UNA REGIONE DELLA CONOSCENZA EUROPEA E ATRATTIVA PER FSE+ 2021/2027”. Durante la presentazione, Susanna Esposito ha sottolineato come l’iniziativa offra un’opportunità senza precedenti a chi ambisce a guidare il cambiamento nel settore sanitario. Opportunità resa possibile grazie alla collaborazione dell’Università di Parma con altri atenei regionali – tra cui l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Bologna e l’Università di Ferrara – e con partner strategici come Clust-ER Health e la Società Italiana di Telemedicina.

Susanna Esposito: DIGICARE per un sistema sanitario moderno e accessibile

Entrando nel dettaglio, la Scuola di Alta Formazione mira a formare figure altamente specializzate nell’ambito delle tecnologie digitali, strumenti fondamentali per un sistema sanitario in rapida evoluzione. Il modello formativo si fonda su una rete di collaborazioni che unisce il mondo accademico, il comparto produttivo locale e realtà internazionali, promuovendo scambi tra ricerca, istruzione e industria. DIGICARE offre competenze pratiche per l’uso di strumenti digitali nella diagnosi, nel monitoraggio e nel trattamento a distanza, con un particolare focus sulla medicina personalizzata e sull’integrazione di dati biometrici, clinici, ambientali e comportamentali, sempre nel rigoroso rispetto delle normative e dell’etica professionale. Gli interessati potranno aderire gratuitamente a uno o più moduli formativi, strutturati in 100 ore di lezioni teoriche e seminari, affiancate da 33 ore di project work, laboratori pratici, workshop e mentorship. “Con DIGICARE -- ha rimarcato Susanna Esposito - potremmo costruire un sistema sanitario sempre più moderno e accessibile”.

Susanna Esposito: guida all’uso corretto dell’aerosol pediatrico

Susanna Esposito, Prof.ssa Ordinaria di Pediatria all'Università di Parma, si è espressa in merito alla corretta terapia con aerosol ad uso pediatrico, che nella maggior parte dei casi è utilizzato in maniera erronea. Ha senso infatti solo per curare la bronchiolite o bronchite asmatica.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: quando usare l’aerosol nelle malattie respiratorie infantili

Alcuni esperti infettivologi, tra cui Susanna Esposito, sono tornati sull’argomento dell’aerosol: in oltre il 50% dei casi la terapia con aerosol non serve a niente, ha evidenziato la Responsabile Tavolo Tecnico Malattie Infettive della Società Italiana di Pediatria (SIP), Prof.ssa Ordinaria di Pediatria all'Università di Parma, Direttrice della Clinica Pediatrica Pietro Barilla dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. “Ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite, al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringotonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione”, ha aggiunto. “Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica (10 ml per narice nei lattanti, 5 ml nei neonati) — ha affermato Susanna Esposito — facendo passare il liquido da una narice all’altra: l’obiettivo è evitare la colonizzazione batterica nasale”.

Susanna Esposito sul corretto utilizzo dell’aerosol in età pediatrica

Susanna Esposito ha continuato su quello che è il corretto uso dell’aerosol e per quali motivi è davvero efficace: “In caso di bronchite asmatica, con broncospasmi ricorrenti, ovvero un restringimento dei bronchi che provoca grave difficoltà respiratoria, si può procedere con salbutamolo e corticosteroidi per via aerosolica, mentre per la bronchiolite - un’infezione virale delle ultime diramazioni bronchiali frequente nel primo anno di vita - possono essere utili terapie aerosoliche solo con la soluzione ipertonica. Nella laringite ipoglottica, con tosse “a foca” — ha dichiarato Susanna Esposito — si opta per l’aerosol con soluzione fisiologica e cortisone. È bene aggiungere che la scelta dei corticosteroidi va fatta dal pediatra, perché non tutti hanno la stessa efficacia”. Dopo essersi laureata con lode in Medicina e Chirurgia, la professoressa si è specializzata in Pediatria e Malattie Infettive, per poi ricoprire la carica di Direttrice dell’Unità Operativa Semplice di Infettivologia Pediatrica, poi della Clinica Pediatrica I. È stata Direttrice dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano dal 2010 al 2016, dal 2016 al 2019 ha diretto la Clinica Pediatrica dell’Università di Perugia e dal 2019 dirige la Clinica Pediatrica dell’Università di Parma.

Susanna Esposito: il freddo? Non è responsabile del raffreddore ma agevola la diffusione virale

Il freddo causa il raffreddore? Secondo gli esperti la risposta è negativa ma ci sarebbero dei fattori che favoriscono la diffusione di virus e batteri tra la popolazione nei mesi invernali: il parere della professoressa Susanna Esposito.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: il freddo non è la causa del raffreddore

“Copriti altrimenti ti ammali”, ci ripetevano le nostre mamme all’approcciarsi della stagione invernale. Da sempre, il freddo viene associato ai cosiddetti “malanni invernali”, al punto da divenire credenza comune che siano proprio le basse temperature a causare febbri e raffreddori. Una convinzione non del tutto corretta che però gli esperti faticano a estirpare. In un’intervista rilasciata a “Today”, la professoressa Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, prova a chiarire come stanno davvero le cose. “Un colpo di freddo – precisa – non è mai causa diretta del raffreddore o della febbre ma può essere un fattore che, in un soggetto con le vie aeree già colonizzate da virus, favorisce la replicazione virale, soprattutto se l’ambiente è umido”. Secondo uno studio della Northeastern University di Boston, inalare aria fredda indebolirebbe la risposta immunitaria messa in atto dalla mucosa nasale per contrastare gli attacchi degli agenti patogeni. I ricercatori hanno evidenziato come, passando da una temperatura di circa 25° a una di 4,4°, la quantità di vescicole extracellulari contenenti le proteine antimicrobiche, capaci di proteggerci da virus e batteri, diminuisca del 42%.

Susanna Esposito: la correlazione tra freddo e malanni

Il freddo dunque non dà origine ai malanni ma concorre alla loro insorgenza. Stando a quanto spiegato dalla professoressa Susanna Esposito, diversi virus, inclusi il rinovirus e i virus dell’influenza, restano infettivi più a lungo e si replicano con maggiore velocità quando le temperature sono basse e i livelli di umidità escono da una certa soglia. Se questo si unisce al fatto che in inverno le persone tendono a trascorrere gran parte del tempo in luoghi chiusi e a contatto con altri, le probabilità che i germi si diffondano aumentano notevolmente. I virus respiratori, infatti, si diffondono generalmente entro un raggio di quasi due metri dalla persona infetta. Una distanza che difficilmente può essere rispettata negli ambienti al chiuso. Nel caso di alcuni virus, poi, come il virus respiratorio sinciziale, il contagio segue un andamento stagionale con il picco che in Italia si verifica solitamente in pieno inverno, tra dicembre e febbraio. Infine, a causa di una minore esposizione alla luce solare, nei mesi invernali c’è più carenza di vitamina D, un elemento fondamentale per la salute del sistema immunitario. Alcune ricerche confermerebbero che esiste una correlazione tra il calo dei livelli di vitamina D e una maggiore debolezza del sistema immunitario, che sarebbe quindi più soggetto ad attacchi da parte di virus e batteri.

Congresso WAidid 2024, Susanna Esposito: “Insieme possiamo fare tanto”

La quinta edizione del Congresso WAidid ha riunito esperti globali nel campo delle malattie infettive e dei disturbi immunologici per affrontare temi come la resistenza antimicrobica e l’impatto dei cambiamenti climatici. La Presidente Susanna Esposito: “Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”.

Susanna Esposito

WAidid Congress alla 5ª edizione: il discorso di apertura della Presidente Susanna Esposito

A fine novembre si è tenuta, presso l’Hotel NHow di Milano, la quinta edizione del Congresso WAidid. L’incontro, organizzato dal World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid), ha riunito professionisti e ricercatori di tutto il mondo allo scopo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra loro in merito ai temi legati alle malattie infettive e ai disturbi immunologici. Provenienti da 20 Paesi diversi, i partecipanti hanno portato con sé il loro bagaglio di competenze per discutere di problematiche come il Covid-19, la resistenza antimicrobica, l’impatto del cambiamento climatico sulle malattie infettive e la necessità di garantire equità nell’accesso alle cure sanitarie. Il discorso di apertura è stato affidato alla Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente della Società Scientifica, la quale ha ribadito la mission di WAidid, ovvero accorciare le distanze tra la ricerca, le politiche sanitarie e la pratica clinica.

Susanna Esposito: insieme possiamo plasmare il futuro

Nel suo intervento, la Prof.ssa Susanna Esposito ha illustrato la scaletta del Congresso, passando in rassegna le tavole rotonde previste dal programma. Tra queste il panel dedicato all’approccio “One Health” alle malattie infettive, quello sui progressi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare le pratiche cliniche, quello sull’interazione tra la tubercolosi e il Covid-19, seguiti dai dibattiti sugli sviluppi nel campo dei vaccini e sulla lotta al problema della resistenza antimicrobica. Centrale anche il tema dei progressi futuri sui big data e della progettazione di interventi innovativi nella sanità pubblica. Prima di dare il via al convegno, la Presidente ha ringraziato la segreteria organizzativa e il Consiglio Direttivo, concludendo con una citazione che sottolinea il valore degli sforzi collettivi nel plasmare il futuro delle malattie infettive e dei disturbi immunologici: “Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto”.

Susanna Esposito: l’importanza della comunicazione scientifica

La Prof.ssa Susanna Esposito ha presentato la quarta edizione del Master in Comunicazione Scientifica dell’Università di Parma, un percorso formativo interdisciplinare che punta a sviluppare le competenze comunicative di professionisti scientifici, arricchendo il loro profilo con abilità tecniche e pratiche.

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Susanna Esposito: la presentazione del Master CoSe

Prende il via la quarta edizione del Master in Comunicazione Scientifica dell’Università di Parma, ed è stata la Prof.ssa Susanna Esposito a presentare il corso e a illustrarne le caratteristiche. “Abbiamo già formato oltre 150 partecipanti che ne hanno apprezzato le caratteristiche sia tecniche, che poi per quelle che sono le ricadute pratiche”. Il Master vanta un’ampia interdisciplinarità, professori provenienti da diversi ambiti permettono agli studenti di acquisire competenze diversificate: “La medicina ma anche altri ambiti scientifici, pensiamo alla biologia, alle scienze naturali, alla fisica, anche all'economia”, ha specificato Susanna Esposito. Inoltre, la Prof.ssa ha sottolineato la rilevanza delle doti comunicative: possedere ottime capacità di comunicazione riguarda non solo chi si occupa strettamente dell’ambito, ma coinvolge anche ricercatori della sfera scientifica o medica, i quali, nella società odierna, devono essere capaci di trasmettere le proprie competenze e le proprie ricerche in maniera appropriata.

La carriera professionale di Susanna Esposito

Prof.ssa ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, Susanna Esposito è anche Direttrice della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e Presidentessa dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). Si è laureata in Medicina e Chirurgia con lode, per poi specializzarsi in Pediatria e Malattie Infettive. Ha ricoperto la carica di Direttrice dell’Unità Operativa Semplice di Infettivologia Pediatrica, poi della Clinica Pediatrica I. Dal 2010 al 2016 è stata Direttrice dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e dal 2016 al 2019 è stata Direttrice della Clinica Pediatrica presso l’Università di Perugia.

Susanna Esposito presenta il Master in Comunicazione Scientifica

Il mondo della scienza richiede professionisti capaci di comunicare in modo chiaro ed efficace. Il Master in Comunicazione Scientifica dell'Università di Parma, diretto da Susanna Esposito, offre una formazione interdisciplinare per chi desidera diffondere conoscenze scientifiche al pubblico e nelle istituzioni.

Susanna Esposito

Il ruolo di Susanna Esposito nel Master CoSe Unipr

Il Master in Comunicazione Scientifica (CoSe) dell'Università di Parma, giunto alla sua quarta edizione, rappresenta un'opportunità unica per chi desidera specializzarsi nella divulgazione scientifica. Sotto la guida della Professoressa Susanna Esposito, il corso offre una formazione interdisciplinare di alto livello. Il programma, interamente in modalità e-learning, consente di acquisire competenze fondamentali per comunicare efficacemente temi complessi in medicina, biologia, scienze naturali, fisica ed economia. "Abbiamo già formato oltre 150 partecipanti che hanno apprezzato sia gli aspetti tecnici che pratici," sottolinea la Prof.ssa Susanna Esposito, "perché le competenze che si possono acquisire da professori che vengono da diversi ambiti, quindi l'interdisciplinarità è molto elevata, sono fondamentali per trasmettere messaggi che riguardano la medicina ma anche altri ambiti scientifici".

Perché scegliere il Master presieduto dalla Prof.ssa Susanna Esposito

In un mondo sempre più orientato alla divulgazione scientifica, saper comunicare con chiarezza è fondamentale. Il Master CoSe, coordinato da Susanna Esposito, prepara professionisti in grado di elaborare e gestire piani di comunicazione per enti di ricerca, istituzioni, scuole e imprese. "Saper comunicare quelle che sono le principali novità in ambito medico è un tema che riguarda sicuramente chi si occupa prettamente di comunicazione, ma anche ricercatori in ambito scientifico, medico e non solo", sottolinea la Prof.ssa, "infatti, oggi gli esperti del settore devono essere in grado di trasmettere le proprie competenze e anche le proprie ricerche al grande pubblico e alla società". Partecipando al Master, si avrà l'opportunità di apprendere da docenti e professionisti di eccellenza, ampliando le proprie conoscenze e abilità nel campo della comunicazione scientifica.

Pertosse, Susanna Esposito: i richiami del vaccino sono fondamentali

Causata dal batterio Bordetella pertussis, la pertosse è una malattia infettiva altamente contagiosa. L’incremento dei contagi in Europa ha spinto Susanna Esposito a richiamare l’attenzione sull’importanza dei vaccini.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: vaccinarsi per scongiurare il pericolo pertosse

Il 2023 ha segnato un anno critico per la salute pubblica in Europa, con un aumento esponenziale dei casi di pertosse, che ha raggiunto un incremento di dieci volte rispetto agli anni precedenti. Secondo i dati forniti dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), sono stati registrati quasi 60.000 casi tra il 2023 e l’aprile 2024, evidenziando una recrudescenza allarmante di questa malattia infettiva altamente contagiosa. La situazione è ulteriormente aggravata da tre decessi e un aumento dell’800% dei ricoveri, che hanno spinto esperti come Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, a richiamare l’attenzione sulla necessità di migliorare la copertura vaccinale, in particolare tra adolescenti e adulti. Un caso emblematico dell’emergenza è la morte del giovane calciatore Andrea Vincenzi, avvenuta a febbraio a causa di un’insufficienza respiratoria provocata dal batterio Bordetella pertussis. Il tragico evento ha messo in luce la pericolosità della pertosse e l’urgenza di diffondere una maggiore consapevolezza riguardo alla vaccinazione.

Susanna Esposito: fare richiami per mantenere l’immunità dalla pertosse

La vaccinazione contro la pertosse, come ha ricordato Susanna Esposito, “non dà un’immunità permanente perché la protezione dura dai 3 ai 5 anni a seconda dell’individuo”. La Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Università di Parma, nonché responsabile del tavolo tecnico malattie infettive e vaccinazioni della Società italiana di pediatria, già nel 1999 aveva condotto uno studio che dimostrava la necessità di richiami periodici del vaccino al fine di mantenere l’immunità. Oggi si raccomanda di somministrare il vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse (DTPa) con il vaccino esavalente nel primo anno di età, effettuare un richiamo di dTpa associato all’antipolio verso i 5-6 anni e tra gli 11 e i 18 anni e poi il dTpa ogni 10 anni per tutta la vita, oltre che in gravidanza a partire dalla 27esima settimana di gestazione ad ogni gravidanza. Con un tasso di copertura vaccinale inferiore al necessario, in Italia il batterio continua a circolare pericolosamente. Susanna Esposito ha evidenziato come sia stata constatata “una immunità scoperta della popolazione e abbiamo molti soggetti vergini all’agente infettivo della pertosse che, comunque, non fornendo un’immunità permanente, richiede di effettuare i richiami vaccinali dopo 5 anni dall’acquisizione della malattia”.

Susanna Esposito: l'importanza delle vaccinazioni per i bambini

Susanna Esposito, Presidente della Sipps Emilia-Romagna, ha rimarcato l'importanza dei vaccini obbligatori per proteggere i bambini e la società dalle malattie infettive. In risposta all'emendamento proposto da Claudio Borghi, la professoressa sottolinea come la legge sull'obbligo abbia incrementato significativamente le coperture vaccinali, evitando una pericolosa regressione della salute pubblica.

Susanna Esposito

La difesa dei vaccini da parte di Susanna Esposito

Susanna Esposito ha recentemente ribadito l'importanza cruciale delle vaccinazioni obbligatorie per la salute dei bambini e della società. Come Presidente della Sipps Emilia-Romagna e Direttrice della Clinica Pediatrica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, si è fermamente opposta all'emendamento del senatore Claudio Borghi che vorrebbe trasformare i vaccini contro morbillo, rosolia, parotite e varicella in semplici raccomandazioni. "La legge sull'obbligo vaccinale per l'accesso a scuola ha dimostrato di essere un efficace strumento per aumentare i livelli di copertura vaccinale in un momento storico in cui le coperture vaccinali erano in calo". I dati recenti confermano un aumento significativo delle coperture vaccinali, evidenziando l'importanza di mantenere l'obbligo per evitare il ritorno di malattie altamente contagiose come il morbillo. "Eliminare l'obbligo vaccinale in questo momento sarebbe irrazionale", ha dichiarato Susanna Esposito, evidenziando i rischi della disinformazione in un contesto già fragile. La situazione attuale, con più di 73.000 bambini nella fascia di età 5-6 anni non adeguatamente protetti contro il morbillo, mostra chiaramente quanto sia necessario mantenere l'obbligo vaccinale per prevenire focolai di malattie infettive. I numeri sono preoccupanti anche tra i diciottenni, con oltre 37.000 giovani che non hanno ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino contro il morbillo. "In un contesto in cui la disinformazione è diffusa, una proposta di questo tipo rischia di compromettere la salute pubblica, mettendo in pericolo sia i singoli cittadini sia l'intera società", ha concluso la professoressa, ribadendo la necessità di politiche vaccinali rigorose e basate su evidenze scientifiche per garantire il benessere di tutti.

L'importanza delle vaccinazioni secondo Susanna Esposito

L'impegno di Susanna Esposito nella promozione delle vaccinazioni obbligatorie non si limita a dichiarazioni di principio, ma si basa su dati concreti e analisi approfondite. La sezione Emilia-Romagna della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) ha dimostrato che la legge sull'obbligo vaccinale ha portato a un significativo aumento delle coperture vaccinali, un risultato fondamentale per contrastare il calo preoccupante registrato negli anni passati. Per esempio, la copertura vaccinale per il morbillo entro i 24 mesi di età per i nati nel 2014 era dell'87,21%, mentre per i nati nel 2020 è salita al 94,38%. Tuttavia, restano ancora migliaia di bambini non protetti, evidenziando l'importanza di mantenere alto il livello di vigilanza e prevenzione. Susanna Esposito ha sottolineato come "una proposta che elimini l'obbligo vaccinale rischia di compromettere anni di progressi nella salute pubblica", mettendo in pericolo soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. I dati mostrano che nella fascia di età dei 18 anni, oltre 67.000 giovani non hanno ricevuto la seconda dose di vaccino contro il morbillo, un fatto che potrebbe portare a nuovi focolai. La prevenzione attraverso le vaccinazioni è quindi essenziale per garantire la salute collettiva e prevenire il ritorno di malattie che possono avere gravi conseguenze. In un momento storico in cui la disinformazione può diffondersi rapidamente, è cruciale basarsi su evidenze scientifiche per guidare le politiche sanitarie e proteggere l'intera comunità.

Susanna Esposito: prevenzione e cura della brucellosi

Negli ultimi tempi, l’allarme sulla brucellosi è cresciuto, portando a una maggiore consapevolezza sui sintomi, i rischi e le misure preventive contro questa infezione derivante dal batterio Brucella. Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all’Università di Parma, Presidente della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders (WAidid) e responsabile del tavolo tecnico Malattie infettive e vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP), ha recentemente offerto delucidazioni su questo tema.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: cos’è la brucellosi e come si trasmette?

La brucellosi è un’infezione causata dal batterio Brucella, comunemente diffuso tra gli animali, come mucche, pecore, capre e cervi. Tuttavia, ha spiegato Susanna Esposito, la trasmissione all’uomo avviene principalmente attraverso il consumo di latte o carne contaminati, in particolare se non adeguatamente pastorizzati o cotti. Anche se più raramente, è possibile contrarre l’infezione per inalazione o contatto con ferite e, fortunatamente, il contagio da uomo a uomo è estremamente raro. Sebbene la brucellosi non sia letale (il tasso di mortalità si attesta intorno al 2%), presenta sintomi fastidiosi e debilitanti, come nausea, febbre, stanchezza e dolori articolari, che possono persistere per lungo tempo. La terapia richiede un lungo trattamento antibiotico, in genere della durata di circa sei settimane.

Susanna Esposito: diffusione e prevenzione delle brucellosi

La brucellosi è particolarmente diffusa nel Mezzogiorno italiano, soprattutto nelle regioni di Campania, Calabria e Sicilia. Per far fronte a tale situazione, il nostro Paese sta adottando misure per contrastare la diffusione della malattia, tra cui la promozione della pastorizzazione del latte e la riduzione del consumo di prodotti animali crudi che potrebbero veicolare il batterio. Una delle principali sfide nella lotta contro la brucellosi è la mancata denuncia dei casi negli animali, spesso dovuta al timore dei costi di smaltimento e alle pratiche illegali. Susanna Esposito ha quindi sottolineato che solo un rigoroso monitoraggio e una segnalazione accurata dei casi negli animali possono portare all’eradicazione definitiva di questa infezione.

Susanna Esposito, il ruolo dei vaccini nel combattere lo pneumococco: l’analisi dell’esperta

Con i nuovi vaccini pneumococcici coniugati polivalenti, è possibile proteggere tanto i bambini quanto gli anziani: lo ha affermato Susanna Esposito, evidenziando l’importanza di una strategia proattiva nel contrastare le infezioni da pneumococco.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: l’importanza della vaccinazione nel combattere le infezioni pediatriche

Come sottolineato da Susanna Esposito, esperta in infettivologia e Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Università di Parma, poche infezioni infantili sono più insidiose dello pneumococco. Questo disturbo è infatti caratterizzato da diverse complicazioni, tra cui le otiti che colpiscono quasi ogni bambino nei primi due anni di età. Ma ci sono anche conseguenze potenzialmente più rischiose: ad esempio, le polmoniti, oppure malattie invasive quali le sepsi e le meningiti, che comportano spesso rischi gravissimi. È dunque fondamentale, secondo la pediatra, mantenere un approccio proattivo contro lo pneumococco, utilizzando le strategie di prevenzione più attuali frutto di anni di ricerca. Tra queste, la più efficace è certamente la vaccinazione pneumococcica con vaccino coniugato 15-valente. In accordo con le direttive ministeriali, Susanna Esposito raccomanda questa vaccinazione ai 3, 5, 11 mesi di vita.

Susanna Esposito: il ruolo dei vaccini pediatrici nel proteggere adulti e anziani

Fortunatamente, come osservato da Susanna Esposito, i nuovi vaccini pneumococcici coniugati polivalenti hanno avuto un ruolo determinante nel ridurre i rischi per i più piccoli. “I vantaggi che ci sono stati dal 2000 al 2015, prima col vaccino eptavalente coniugato poi col 13-valente, sono stati enormi perché si è osservata una riduzione del 40% delle  patologie da pneumococco”, ha evidenziato l’esperta. Gli sviluppi recenti sono tuttavia ancora più promettenti: il vaccino 15-valente, ad esempio, copre numerosissimi sierotipi pericolosi per i bambini. Ancora più recentemente è stato lanciato il vaccino 21-valente, che risulta particolarmente utile per gli anziani, che rappresentano un segmento demografico soggetto ai rischi di infezione. Il nuovo vaccino comporta una riduzione più estesa dello stato di portatore nasofaringeo, diminuendo il rischio di circolazione di numerosi sierotipi di pneumococco. In questo modo, conclude Susanna Esposito, il vaccino 21-valente contribuisce alla “immunizzazione di gregge” preservando così l’intera comunità.

L’allarme di Susanna Esposito: “Attenzione alle polmoniti da pneumococco”

I bambini ammalati di VRS affollano ancora i reparti di pediatria, ma l’infezione virale ha registrato un promettente calo nelle ultime settimane: lo ha annunciato Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Parma.

Susanna Esposito

In calo i casi di VRS: la conferma di Susanna Esposito

Il Virus Respiratorio Sinciziale è entrato finalmente in una fase di calo: lo sottolinea la pediatra Susanna Esposito, aggiungendo che l’infezione continuerà a circolare per circa un mese per poi affievolirsi del tutto. Un grande sollievo per i genitori, dunque, che vedono ridotto il rischio che i loro figli contraggano una malattia caratterizzata da grosse complicanze, quali ad esempio le bronchioliti. Susanna Esposito ha tuttavia messo in guardia dal rischio di un duplice contagio di diversi virus, che potrebbe causare grossi rischi per i più piccoli: “I casi più impegnativi legati ai ricoveri sono quelli in cui, insieme a questa infezione, c'è anche il coinvolgimento del metapneumovirus, patogeno che, quando infetta il bambino con virus respiratorio sinciziale può determinare casi più gravi, con ricoveri più lunghi che durano anche sette giorni invece di quattro”.

Virus Respiratorio Sinciziale, come riconoscerlo e cosa fare? Le raccomandazioni di Susanna Esposito

Susanna Esposito affianca alla pratica medica l’attività di divulgazione, volta a istruire l’opinione pubblica su sintomi, terapie e rischi di infezioni che, come il VRS, minacciano innanzitutto la salute dei bambini. La professoressa raccomanda di mettere in atto efficaci tattiche di prevenzione, quali lavarsi le mani prima di toccare i bambini ed evitare di fumare intorno a loro. Per i bambini vulnerabili o prematuri, è possibile valersi di anticorpi monoclonali, ma anche il latte materno, per i più piccoli, funge come una eccezionale riserva di anticorpi. Tra i sintomi, Susanna Esposito elenca la rinorrea (il cosiddetto “naso che cola”), il mal di gola e la faringite, ma non è necessario rivolgersi a un pediatra finché non si presentano complicanze più gravi, associate a una riduzione di appetito, difficoltà respiratorie e apnee prolungate. Purtroppo non esiste una terapia universalmente efficace, ma è possibile utilizzare i lavaggi nasali con soluzione di acqua salina per migliorare la respirazione, assicurandosi anche che il bambino sia sempre idratato.

Susanna Esposito, l’impegno della Direttrice della Clinica Pediatrica di Parma contro l’epilessia

È fondamentale che i pazienti pediatrici con epilessia ricevano una diagnosi precoce e che la continuità delle cure sia assicurata anche quando diventano adulti: lo ha sottolineato Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Parma, in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia.

Susanna Esposito

Giornata Internazionale dell’Epilessia: l’intervento di Susanna Esposito

In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Parma, ha incontrato i colleghi Liborio Parrino, Direttore della Scuola di specializzazione in Neurologia, e Doriana Medici, rappresentante dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda USL, in una serie di eventi promossi dalla LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia). Lo scopo delle iniziative, aperte al pubblico, è stato quello di informare e sensibilizzare i cittadini riguardo a un disturbo attorno al quale sussistono ancora pregiudizi e incomprensioni, che portano frequentemente a una stigmatizzazione dei pazienti. Attraverso questi eventi pubblici e la distribuzione di materiale informativo, Susanna Esposito e gli altri professionisti hanno tentato di fare luce su una patologia spesso misconosciuta, puntando a un cambiamento radicale nel modo in cui viene percepita e trattata.

Susanna Esposito: l’impegno dell’Ospedale dei Bambini nella tutela dei pazienti pediatrici affetti da epilessia

Nel corso del suo intervento, Susanna Esposito ha elencato i tre pilastri del trattamento infantile dell’epilessia: la rapidità della diagnosi, che permette di individuare il prima possibile soluzioni efficaci; la correttezza del trattamento terapeutico, che deve essere adeguato alle esigenze specifiche del paziente; e infine, la continuità delle cure anche in età adulta. Questi tre elementi possono essere implementati con efficacia, seconda la Direttrice, solamente in virtù di una sinergia tra competenze pediatriche e neurologiche: “Nella nostra provincia, in ambito pediatrico abbiamo circa 78 casi ogni 100mila abitanti con una maggiore incidenza nei primi quattro anni di vita, senza significative differenze tra maschi e femmine. Risultano fondamentali la diagnosi precoce, la gestione appropriata dal punto di vista terapeutico e, nel passaggio tra l’età pediatrica e quella adulta, la continuità assistenziale del paziente che al Maggiore garantiamo grazie ad una stretta collaborazione tra gli ambulatori della Clinica pediatrica e quelli della Neurologia “. Susanna Esposito ha poi sottolineato il contributo significativo che l’Ospedale dei Bambini di Parma offre nel contrastare questo disturbo neurologico: “Ogni anno, all’Ospedale dei Bambini, svolgiamo una media di circa 650 visite neuro-pediatriche per epilessia, oltre a prendere in carico più di 200 bambini ricoverati con nuova diagnosi”.

Susanna Esposito: emergenza delle disuguaglianze e guida all’appropriatezza nelle cure pediatriche

Negli atti del XXXV Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) a Bologna, è stata presentata la “Consensus su Appropriatezza Prescrittiva Diagnostica”, un documento cruciale per i pediatri finalizzato a ridurre le liste d’attesa, garantendo un accesso equo alle cure e rivisitando le indicazioni diagnostiche validate dalla letteratura scientifica. Il suo scopo principale è identificare criteri condivisi per le dieci patologie più comuni in ogni sottospecialità pediatrica, al fine di tutelare i pazienti e ridurre il cattivo uso delle risorse. Il commento di Susanna Esposito.

Susanna Esposito

Analisi e indicazioni della Prof.ssa Susanna Esposito sulle cure pediatriche

Il concetto di appropriatezza assume un ruolo ancor più cruciale nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale, specialmente alla luce della pandemia di Covid-19, che ha generato ritardi nelle visite e lunghe liste d’attesa. La Prof.ssa Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e Presidente della SIPPS sezione Emilia-Romagna, sottolinea come la situazione abbia allungato le liste d’attesa per approfondire dubbi diagnostici negli ambulatori specialistici di 2° livello. L’analisi, estesa a tutte le sottospecialità pediatriche, si articola attorno a tre domande chiave: quando sono indicati esami di laboratorio o radiologici, quando è necessario l’invio in ospedale per una visita specialistica e con quale priorità (Urgente, Breve, Differibile, Programmabile), e quali sono le esigenze formative rilevanti. I 26 ambiti specialistici presi in considerazione vanno dall’allergologia alla psicologia clinica, coprendo un ampio spettro di discipline mediche. “Abbiamo riportato due tabelle per ognuna di queste singole specialità – spiega Susanna Esposito – con i principali dieci quesiti diagnostici che arrivano all’attenzione dello specialista e le manifestazioni cliniche per cui ha senso procedere con approfondimenti specialistici”.

Susanna Esposito: disparità e sfide nell’emergenza pediatrica in Italia

Parallelamente, il XVII Congresso Nazionale della Simeup ha presentato i risultati preliminari della prima indagine nazionale sull’emergenza-urgenza pediatrica in Italia. L’indagine coinvolge 252 ospedali in 16 Regioni ed evidenzia disparità significative, soprattutto nelle regioni del Sud e nelle Isole. Le linee guida sul triage ospedaliero non sono uniformemente applicate e la presenza di posti letto in Terapia Intensiva Pediatrica è penalizzante per il Mezzogiorno. Uno degli aspetti critici evidenziati, oltre alle lunghe liste di attesa già rimarcate da Susanna Esposito, riguarda la limitata accoglienza nei Pronto Soccorso Pediatrici e nei reparti di Pediatria per i ragazzi fino a 18 anni, contribuendo così a una disuguaglianza assistenziale. Emerge inoltre la necessità di valorizzare e gratificare il ruolo del pediatra di emergenza-urgenza, il cui profilo specialistico è cruciale sia nella gestione di patologie acute sia nelle riacutizzazioni di malattie croniche che colpiscono il 18% della popolazione pediatrica. La Presidente della Simeup, Stefania Zampogna, evidenzia la fuga di medici dai Pronto Soccorso, attribuendo la crisi di vocazione a turni massacranti, stipendi inferiori rispetto a quelli europei e una maggiore attrattività del territorio. La crescente frequenza di aggressioni, soprattutto nei confronti dei medici dei Pronto Soccorso, costituisce un ulteriore elemento di preoccupazione, accentuato dalla difficile situazione post-Covid.

Susanna Esposito è tra i tre docenti dell’Università di Parma ad apparire nell’index degli “Highly Cited Researchers”

L’Università di Parma ha dato notizia di uno straordinario successo: tre docenti (Daniele Del Rio, Susanna Esposito e Marco Ventura) sono comparsi nell’indice dei ricercatori più citati al mondo stilato da Web of Science Group – Clarivate Analytics. A loro si aggiunge l’assegnista di ricerca Nicola Bragazzi

 

Susanna Esposito è tra i tre ricercatori dell’Università di Parma considerati tra i più influenti al mondo

Daniele Del Rio, Susanna Esposito e Marco Ventura: questi i nomi dei tre docenti dell’Università di Parma comparsi nell’indice degli Highly Cited Researchers stilato dalla società di valutazione Web of Science Group – Clarivate Analytics. I tre ricercatori hanno firmato pubblicazioni che hanno collezionato più riferimenti nelle ricerche di altri esperti, dimostrando dunque di esercitare una forte influenza nel proprio settore. Oltre ai tre docenti, ha fatto la sua comparsa nell’indice Nicola Bragazzi, assegnista di ricerca specializzato nelle applicazioni del machine learning in ambito nutrizionale.

Il Rettore Paolo Martelli si è congratulato con Susanna Esposito e i suoi colleghi per il prestigioso successo conseguito, che dà lustro all’intero Ateneo:

 “Anche quest’anno la presenza dell’Università di Parma nella classifica Highly Cited Researchers si dimostra forte e importante. Ai colleghi che con grande impegno hanno ottenuto questo risultato va il mio più grande ringraziamento. Ancora una volta l’Ateneo si dimostra un terreno fertile per la ricerca: un terreno dove i risultati arrivano grazie al lavoro e ad obiettivi condivisi. Che la comunità scientifica internazionale riconosca tutto ciò per noi non può che essere motivo di grande orgoglio.

Chi è Susanna Esposito, la ricercatrice eccellente inclusa nell’indice degli Highly Cited Researchers

Susanna Esposito è Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Università di Parma, nonché professoressa di pediatria generale e specialistica presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia. Il suo riconoscimento compare nella categoria Cross-Field.

I suoi interessi di ricercatrice toccano una vasta gamma di temi relativi alla prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie pediatriche di natura internistica. Le sue principali aree di interesse spaziano dall'infettivologia alle vaccinazioni, dalla farmacologia alla pneumologia e alla medicina personalizzata nelle malattie ad alta complessità.

Da oltre 15 anni, Susanna Esposito è coordinatrice di unità di ricerca per gli studi clinici pediatrici, inclusi quelli di fase 1, e ricopre ruoli di rilievo all'interno di Società scientifiche e agenzie sanitarie. Altri suoi impegni scientifici e accademici sono la sua posizione di Presidente di tre Master presso l'Università di Parma, la posizione di delegata ai Master e alla terza missione presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, e il ruolo di Direttrice presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria.

Susanna Esposito: “Vaccinazione e prevenzione sono le strategie migliori per difendere i bambini dai virus”

Tra i relatori del Congresso della Società Italiana di Pediatria, incentrato sul tema dei virus invernali (influenza, Covid, virus sinciziale), anche la pediatra Susanna Esposito, che ricopre il ruolo di coordinatrice del Tavolo tecnico malattie infettive e professoressa ordinaria di pediatria all’Università di Parma.

 Susanna Esposito, pediatra e professoressa ordinaria di pediatria all’Università di Parma

Susanna Esposito coordina il Tavolo tecnico malattie infettive al congresso della Società Italiana di Pediatria

Il numero di ricoveri in seguito a virus respiratori è aumentato notevolmente negli ultimi anni: questo ha portato gli esperti della Società Italiana di Pediatria, tra cui Susanna Esposito, a radunarsi per elaborare strategie efficaci su come rispondere al trend. In particolare, desta preoccupazione la co-circolazione di Covid-19, influenza di tipo A e virus sinciziale (VRS): il primo caso stagionale di influenza è stato diagnosticato a fine settembre a Parma, nella Clinica Pediatrica diretta da Susanna Esposito, mentre il primo caso di VRS è stato identificato a inizio novembre nell’Ospedale Umberto I di Roma. Gli esperti, radunatisi, intendono elaborare strategie efficaci attraverso cui aiutare i genitori a difendere i propri bambini dai virus.

Susanna Esposito: “Nessuna emergenza epidemia, ma importante prepararsi e fare prevenzione

Susanna Esposito ha in ogni caso stemperato le paure eccessive riguardo alla diffusione dei virus invernali: secondo la Direttrice della Clinica Pediatrica di Parma, infatti, al momento i casi sono gestibili per lo più in ambiente domestico e terminano raramente con l’ospedalizzazione. “In questo momento c’è una circolazione di casi sporadici di influenza, non è ancora scattata l’epidemia. Anche per il Covid vi sono segnalazioni di casi di gravità variabile, che spesso sono gestiti a domicilio, anche se non abbiamo ancora visto una circolazione ampia. Al momento questi casi hanno un peso quantitativo contenuto, ma occorre ricordare che la situazione epidemiologica può cambiare rapidamente e bisogna essere preparati”. La prima forma di difesa è costituita, in ogni caso, dalla vaccinazione: l’antinfluenzale è oramai diventata prassi per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni. Anche la prevenzione primaria (lavarsi le mani, tenere la mascherina in luoghi pubblici, etc.) rappresenta, secondo Susanna Esposito, una barriera importante.

Long Covid, l’ipotesi della pediatra Susanna Esposito: “Colpisce più le donne perché legato agli ormoni sessuali”

Ad oggi, i meccanismi che causano il long Covid sono ancora poco conosciuti. Nella popolazione pediatrica, l’evidenza sembra suggerire che l’età adolescenziale sia associata a un rischio maggiore di persistenza dei sintomi”: la ricerca dell’Ospedale di Parma coordinata da Susanna Esposito ha indagato la presunta correlazione.

 Susanna Esposito

Susanna Esposito firma la prima ricerca sulla variabilità del long Covid in base a sesso ed età

Secondo i dati, i bambini tendono a essere affetti meno gravemente dal SARS-CoV-2: tuttavia, alcune evidenze sembrano suggerire che le femmine in età adolescenziale potrebbero essere più vulnerabili ai sintomi del cosiddetto long Covid, ossia al permanere di stanchezza e sintomi legati al virus anche dopo mesi. Questa premessa ha condotto la pediatra Susanna Esposito, Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Ospedale Pietro Barilla di Parma, a coordinare una innovativa ricerca volta a indagare la correlazione tra età, sesso e long Covid. “Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio incentrato sulla valutazione di come il rischio di long Covid sia modulato dall’interazione tra genere ed età nei bambini e negli adulti”, ha evidenziato Susanna Esposito nella pubblicazione. La raccolta iniziale dei dati è stata effettuata da un team di medici tramite intervista diretta. Successivamente, ai soggetti intervistati, distinti per genere e per classi di età, è stato chiesto di completare un questionario attraverso un link web inviato per e-mail.

Il long Covid colpisce più le donne perché legato agli ormoni sessuali”: la teoria di Susanna Esposito

Lo studio, coordinato da Susanna Esposito, ha prodotto risultati molto interessanti. Sembrerebbe infatti che il fattore determinante nel verificarsi del long Covid non sia l’età (che ha comunque un ruolo), bensì il genere. Le femmine tra i 12 e i 50 anni sembrano essere più vulnerabili dei maschi circa del 40%, mostrando un tasso significativamente maggiore, in termini statistici, di sintomi respiratori, dermatologici e gastrointestinali, problemi del sonno e perdita di appetito o di peso. Il rischio è risultato tre volte più alto per i problemi cardiovascolari e due volte più alto riguardo ai sintomi gastrointestinali e a quelli legati al sonno. Di fronte a questi risultati, la pediatra Susanna Esposito ha ipotizzato che l’insorgenza del long Covid potrebbe in qualche modo essere legata agli ormoni sessuali. Il fatto che la categoria in cui la discrepanza statistica più alta inizi a 12 anni (in cui in genere le donne hanno le prime mestruazioni) e finisca a 50 (l’anno seguente è quello in cui, in media, ha inizio la menopausa) sembra essere un forte elemento a favore di questa tesi. Tuttavia, sottolinea la pediatra, gli elementi da indagare sono ancora numerosi: innanzitutto il ruolo del vaccino, e poi l’influenza di fattori psicologici.

Quali infezioni vanno a braccetto con il ritorno a scuola? Risponde la pediatra Susanna Esposito

Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici e Ordinario di Pediatria all’ospedale di Parma, la pediatra Susanna Esposito ha risposto ad alcune domande di “Fanpage” sulla salute di bambini e ragazzi in età scolastica.

Susanna Esposito

La pediatra Susanna Esposito: il Covid è tra le infezioni più diffuse

I ragazzi di tutta Italia sono ormai rientrati ufficialmente a scuola e se sono tante le novità a cui dovranno abituarsi quest’anno, il rischio di contrarre infezioni tra i banchi di scuola resta sempre invariato. Per questo motivo, “Fanpage” ha intervistato la pediatra Susanna Esposito per fare il punto sulla situazione e fornire alcune linee guida. Attualmente, il Covid è ancora tra le infezioni più comuni. “Bisogna raccomandare responsabilità da parte di tutti, ragazzi e genitori, per prevenire un'ulteriore circolazione virale, soprattutto perché anche laddove ci siano dei sintomi la ricerca del virus sul tampone non avviene routinariamente”. Qualora dovessero presentarsi dei sintomi, anche lievi e in assenza di febbre, sarebbe opportuno fare il tampone e se il risultato dovesse essere positivo, sarebbe meglio restare a casa. “È sempre importante avere con sé il gel igienizzante per il lavaggio delle mani e le mascherine nei luoghi affollati come i mezzi pubblici”, ha aggiunto, “con queste semplici misure di protezione individuale possiamo ridurre di tantissimo la diffusione dell'infezione anche da parte dei soggetti che sono asintomatici”.

Susanna Esposito: attenzione anche a pidocchi e gastroenteriti

Fermo restando che “il principale problema infettivo” del momento è il Covid, ci sono però altre patologie che trovano grande diffusione nelle classi. La pediculosi, ad esempio, è molto frequente. “Se il bambino presenta prurito intenso al cuoio capelluto”, bisogna accertarsi che non abbia i pidocchi, “altrimenti va trattato nella maniera più adatta”, ha suggerito la pediatra. “C'è inoltre ancora uno strascico delle gastroenteriti in questa fase, soprattutto visto il caldo”, ha proseguito Susanna Esposito, riferendo che ci sono state delle vere e proprie epidemie. “Se il bambino ha la diarrea va tenuto a casa perché si tratta di una infezione che si diffonde molto facilmente nelle comunità scolastiche e soprattutto negli asili”. L’arma più potente che si ha contro determinate infezioni è la vaccinazione, “raccomandata a tutta la popolazione pediatrica tra i 6 mesi e i 6 anni”. In relazione alla vaccinazione anti Covid, questa “è raccomandata per i bambini fragili”. In ogni caso, ovviamente, Susanna Esposito ha rimandato al proprio pediatra, da consultare prima di prendere qualsiasi decisione.

Susanna Esposito: l’estate e i virus che provocano la gastroenterite nei bambini

Con il caldo arrivano i virus dell’estate che colpiscono soprattutto i bambini, provocando gastroenteriti. La professoressa ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma Susanna Esposito spiega quali sono quelli più diffusi e come ci si contagia.

Susanna Esposito, la bio dell’infettivologa

Susanna Esposito: traumi e infezioni intestinali tra i principali motivi di visita al pronto soccorso

Nei pronto soccorso pediatrici in estate i casi che arrivano sono in numero contenuto e dovuti soprattutto a traumi e infezioni intestinali". A spiegarlo è Susanna Esposito, Responsabile del Tavolo tecnico di malattie infettive della Società Italiana di Pediatria, nonché professoressa ordinaria di Pediatria presso l’Università di Parma. A differenza dell’inverno, in cui i virus che vanno per la maggiore attaccano le vie respiratorie, in estate viene preso di mira soprattutto l’intestino. Complice il caldo che favorisce la proliferazione di virus e batteri nei cibi mal conservati e nelle piscinette, nei mesi estivi tante famiglie si ritrovano alle prese con bambini in preda ad attacchi di diarrea, vomito e rialzi termici. Tipiche della bella stagione sono anche le punture di zecche. “Le punture di questi animali possono portare infezioni come quelle da Borrelia burgdorferi, che causa la malattia di Lyme, dalle possibili gravi conseguenze se non adeguatamente diagnosticata e trattata”, avverte Susanna Esposito.

Susanna Esposito: i virus e i batteri che provocano la gastroenterite

In cima alla lista dei virus che attaccano l’intestino e sono molto diffusi tra i più piccoli troviamo il rotavirus e il norovirus. A questi bisogna fare attenzione in particolare nei primi 12 mesi di vita. “Per i bambini sotto l’anno di vita possono essere pericolosi a causa del rischio di disidratazione. Per questo, in caso di sintomi, è bene non aspettare troppo prima di rivolgersi al proprio pediatra”, precisa la professoressa Susanna Esposito. Un'altra famiglia di virus che ama il caldo è quella degli enterovirus, i quali “si manifestano con sintomi gastrointestinali e respiratori ma anche con eruzioni esantematiche, come la mani-piedi-bocca”. Esistono poi le gastroenteriti provocate dai batteri, come la salmonella, gli Escherichia coli e lo stafilococco aureo. Questi si diffondono tramite alimenti sottoposti a sbalzi termici o lasciati per troppo tempo al caldo. L’impetigine è, ad esempio, una malattia “tipicamente estiva e contagiosa” che colpisce i bambini sotto i 10 anni ed è causata dallo stafilococco aureo.

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