Investimenti sul territorio in digitalizzazione, economia circolare e decarbonizzazione, riduzione delle perdite del sistema idrico, indipendenza energetica e sicurezza delle infrastrutture sono alcuni degli aspetti affrontati dal Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro nel suo intervento alla trasmissione “Quasar”, in onda su Rai 2.
Luca Dal Fabbro: gli investimenti di Utilitalia sul territorio
Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto alla trasmissione televisiva “Quasar”, in onda su Rai 2, lo scorso 11 aprile, dove ha parlato dell’importanza delle infrastrutture per i servizi di utility e per l’indipendenza e sicurezza energetica del Paese. È fondamentale “garantire innanzitutto la sicurezza dell'approvvigionamento di energia, di acqua e di servizi essenziali, come la raccolta dei rifiuti e gestione dei rifiuti”, ha sottolineato Luca Dal Fabbro. Utilitalia lavora costantemente per il futuro dell’Italia, investendo 8,5 miliardi di euro all’anno nei territori in cui opera tramite le aziende controllate, migliorando digitalizzazione, economia circolare e decarbonizzazione. Per quanto riguarda il sistema idrico italiano, “occorre fare investimenti sempre più al passo con le nuove tecnologie e per poter affrontare le crisi. Il sistema deve garantire la sicurezza dell'approvvigionamento da una parte ma deve anche garantire la qualità”.
Luca Dal Fabbro: la sicurezza e l’indipendenza energetica e delle infrastrutture
Luca Dal Fabbro ha rimarcato inoltre la rilevanza degli investimenti per la transizione energetica, necessaria per “essere meno sensibili, meno dipendenti dall'estero, quindi aumentare intrinsecamente la sicurezza dell'approvvigionamento nelle nostre case e nelle nostre imprese”. In un contesto in cui le infrastrutture energetiche diventano sempre più digitalizzate, poi, è cruciale garantirne la sicurezza. “Le reti energetiche o idriche sono mosse attraverso internet — ha sottolineato Luca Dal Fabbro — Dobbiamo ovviamente occuparci di difendere le nostre reti attraverso nuovi investimenti e quindi avere un approccio reattivo”.
