In occasione dell’evento “Il futuro della salute: accesso a sostenibilità e innovazione per il sistema”, Teva Italia ha raccontato come la diffusione dei farmaci equivalenti abbia contribuito alla riduzione della spesa sia dei cittadini, sia del sistema sanitario nazionale. Un risparmio per il SSN che equivale a 350 milioni di euro nel 2025 e 1,16 miliardi di euro in quattro anni.
Teva Italia: 30 anni di impegno per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale
Teva Italia sta consolidando sempre più il proprio ruolo nel supportare la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, come dimostrato all’evento “Il futuro della salute: accesso a sostenibilità e innovazione per il sistema”, che si è tenuto lo scorso 18 giugno a Roma ed è stato organizzato da The European House - Ambrosetti. “Siamo un’azienda che da sempre si è contraddistinta per l’impegno sul farmaco maturo equivalente e anche nel mondo dell’innovazione — ha sottolineato il Presidente e AD di Teva Italia Umberto Comberiati — Dal report stilato da Ambrosetti emerge chiaramente come in Italia abbiamo contribuito con l’immissione nell’ultimo quadriennio di oltre 400 milioni di confezioni nel canale retail e 552 milioni di unità in quello ospedaliero”.
Teva Italia: oltre 1,16 miliardi di euro risparmiati in quattro anni per il Servizio Sanitario Nazionale
Teva è sbarcata in Italia nel 1996, durante una prima fase di crescita e sviluppo sul mercato dei farmaci equivalenti e, in 30 anni, ha consolidato la propria leadership nel settore dei farmaci equivalenti e biologici. Oggi sostiene infatti pazienti e operatori sanitari, sia in farmacia che in ospedale, contribuendo a un sostanziale risparmio che, nel 2025, si è tradotto in circa 350 milioni di euro. Oltre 1,16 miliardi di euro in quattro anni. “Quindi, da un punto di vista di accesso, l’azienda ha per il sistema sanitario ricoperto un ruolo strategico molto importante, perché così si sono liberate risorse da poter investire in innovazione”, ha ribadito il Presidente e AD di Teva Italia Umberto Comberiati. Il farmacista possiede un ruolo centrale nella diffusione dei farmaci equivalenti, poiché quotidianamente si interfaccia con il paziente e può coinvolgerlo in una scelta consapevole più sostenibile per il Paese e per lui.