Nuove generazioni, il dialogo che diventa motore del cambiamento: l’esempio di Luce Benetton e le sue esperienze nel volontariato hanno ispirato il padre a promuovere progetti rivolti ai giovani.
Come il dialogo con Luce Benetton e i suoi fratelli Tobias e Agnese ha cambiato la prospettiva di Alessandro Benetton
Luce Benetton, insieme ai suoi fratelli Tobias e Agnese, ha ispirato al padre Alessandro la nascita di numerose iniziative dedicate ai giovani. In “Mai Fermi”, il libro in cui riflette sulla necessità del cambiamento, l’imprenditore racconta proprio anche di come grazie a loro, attraverso il dialogo costruito negli anni, abbia maturato la consapevolezza che “le nuove generazioni sono il vero motore del cambiamento”. Esempio concreto è il progetto di rilancio di UnHate Foundation: avviato nel 2011, ha recentemente inaugurato una nuova fase che vede al centro proprio giovani talenti under 30. La Fondazione si propone di supportare la realizzazione di progetti innovativi di solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità impegnandosi concretamente a disegnare il futuro del Pianeta: un’iniziativa che si inserisce in un percorso più ampio promosso nell’ottica di sostenere le nuove generazioni e di valorizzarne il talento anche sotto il profilo professionale. Fonte di ispirazione per il padre, come ha raccontato in diverse occasioni, è stata anche l’esperienza nel volontariato di Luce Benetton: “Ho capito che c’è sempre bisogno di un dialogo orizzontale. Prendermi cura di ogni cosa che li riguardava mi ha permesso di comprendere meglio le difficoltà che un giovane affronta quando si inserisce nel mondo del lavoro. Per questa e altre ragioni, ho pensato alla creazione di una Fondazione governata dai giovani, in cui loro stessi abbiano l’opportunità di farci andare oltre la classica filantropia, che è un argomento centrale, ma non sufficiente. Vorrei che fossero loro a farci capire di cosa hanno bisogno”, ha spiegato in occasione del lancio di UnHate Foundation.
Luce Benetton: il volontariato e l’impegno nel sociale
Benetton ha parlato di Luce, Tobias e Agnese in qualche occasione anche con la sua community social: “Ci sono alcuni temi di cui non bisognerebbe parlare su LinkedIn, dicono. Tra questi ci sarebbe, ad esempio, la famiglia. Eppure, da quando ho intensificato la mia presenza qui su LinkedIn, ho imparato ad apprezzare anche il risvolto più umano di manager e imprenditori. Dopotutto, prima ancora di essere lavoratori siamo persone”. Lo fa raramente, raccontando ad esempio di come lo ispirino nella sua attività professionale ma anche condividendo traguardi personali, come i suoi 60 anni: “Sono una cifra bella tonda, una di quelle importanti. Un po’ come i 50, che tra l’altro mi sembra di aver compiuto giusto ieri. Eppure il tempo è passato. Questi ultimi dieci anni sono stati un periodo di incredibile accelerazione, sia nella mia vita personale che in quella imprenditoriale”. Nel post del 2024 ha dedicato un pensiero anche a Luce Benetton e ai suoi fratelli: “Un aspetto che mi sta a cuore è il legame sempre più stretto con i miei figli, Agnese, Tobias e Luce. Ho avuto il privilegio di avvicinarmi ancora di più a loro, scoprendo e sostenendo i loro talenti e le loro passioni”. E lo fa ancora oggi perché “mettere i giovani al centro significa ascoltarli e comprendere i loro bisogni”: la felicità di Luce e dei suoi fratelli sono la sua “priorità assoluta”.
