Pier Silvio Berlusconi celebra “Amici”: “Evento di cui siamo orgogliosi”

In seguito al successo della finale di “Amici”, che ha registrato il 25,9% di share con ben 3.483.000 spettatori, Pier Silvio Berlusconi si è complimentato con Maria De Filippi e con il suo team, esprimendo orgoglio e soddisfazione per un evento televisivo di grande portata.

Pier Silvio Berlusconi

“Amici”, il messaggio di Pier Silvio Berlusconi

Molto più di un programma TV e punto di riferimento sia per la programmazione Mediaset sia per i giovani talenti. Si potrebbero riassumere così le parole che Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, ha indirizzato a Maria De Filippi e a tutta la sua squadra per i successi raggiunti da “Amici”. Risultati confermati anche a seguito della finale del programma, andata in onda domenica 17 maggio su Canale 5, che ha totalizzato il 25,9% di share con 3.483.000 spettatori. Mediaset continua così a intercettare l’entusiasmo e le preferenze del pubblico, confermandosi leader nell’intrattenimento di qualità. Come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi, il talent rappresenta ormai qualcosa di più di una semplice trasmissione televisiva, configurandosi come evento di punta nel palinsesto oltre che un importante trampolino di lancio per i nuovi artisti.

Pier Silvio Berlusconi: il valore di “Amici” nell’offerta editoriale di Mediaset

“Amici è molto più di un programma: è un evento di cui siamo orgogliosi”, queste le parole di Pier Silvio Berlusconi rivolte all’intero team: “Cara Maria, brava. Hai fatto ancora un grandissimo lavoro. Grazie a te e a tutta la tua squadra da parte mia e di tutta Mediaset”. Superata la dimensione di un semplice programma TV, “Amici” è diventato a tutti gli effetti un autentico pilastro per l’offerta editoriale targata Mediaset. Ideato e condotto da Maria De Filippi, è in onda annualmente da settembre 2001 e detiene il primato di talent show più longevo nella storia della TV italiana, potendo contare su 25 edizioni. Un traguardo che ha trovato nuova conferma anche nella serata conclusiva con il 25,9% di share. “Evento di cui siamo orgogliosi, un punto di partenza per giovani talenti”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi nel messaggio indirizzato a Maria De Filippi, concludendo: “Ti abbraccio forte. Pier Silvio”.

Diana Bracco: una carriera dedicata all'innovazione e alla scienza

Presidente e CEO del Gruppo Bracco, Diana Bracco si è distinta per un impegno costante nello sviluppo della ricerca e della diagnostica avanzata. L’imprenditrice è conosciuta, inoltre, per l’intensa attività filantropica. 

Diana Bracco

Diana Bracco: dalla laurea a Pavia alla leadership globale del Gruppo Bracco

Il percorso di Diana Bracco affonda le radici tra le aule della facoltà di Chimica dell’Università di Pavia, presso cui si laurea e dove nel 2001 riceve la Laurea Honoris Causa in Farmacia, seguita nel 2004 dalla Laurea Honoris Causa in Medicina, conferitale dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Entrata nell’azienda di famiglia nel 1966, assume l’incarico di Direttrice Generale nel 1977 e nel 1999 quelli di Presidente e CEO. Sotto la sua guida, il Gruppo si espande significativamente fino a raggiungere un fatturato di 2,2 miliardi di euro, con una forza lavoro costituita da 4.000 dipendenti e un patrimonio di oltre 2.500 brevetti. Anche AD del Centro Diagnostico Italiano, guida in qualità di Presidente la Fondazione Bracco, organizzazione filantropica che si occupa di creare e diffondere espressioni della cultura, dell'arte e della scienza quali mezzi per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale, con un’attenzione particolare alle donne e ai giovani.

Diana Bracco: ruoli istituzionali, impegno sociale e riconoscimenti

Diana Bracco ha inoltre ricoperto importanti ruoli di responsabilità nel sistema confindustriale. È stata Vice Presidente di Confindustria per la ricerca e innovazione dal 2008 al 2016, e la prima Presidente donna di Assolombarda, dal 2005 al 2009. In passato ha poi operato nelle vesti di Vice Presidente di Confindustria per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico, di Presidente di Responsible Care, di Presidente della Fondazione Sodalitas per lo sviluppo dell'imprenditoria nel sociale. Il suo contributo al Paese è stato evidente anche durante Expo 2015, dove ha rivestito la carica di Presidente di Expo 2015 S.p.A., di Presidente di “Italian Committee” Women&Expo e Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia. Attualmente, il suo impegno prosegue attraverso la presidenza del Cluster Tecnologico Nazionale Alisei e della Fondazione Giuseppina MAI, dedicata al sostegno della ricerca scientifica pubblica e privata. Membro del CdA dell'Università Bocconi di Milano. Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala Diana Bracco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medaglia d’oro del Comune di Milano nel 2002 ed è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004. Nel 2024 ha ricevuto la Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), nel 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano. Nell’aprile 2026 le è stato inoltre conferito il Premio alla Carriera "Leadership & Innovazione", promosso dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia.

Alessandro Benetton: “Per crescere davvero bisogna avere il coraggio di buttare via la scala”

Per anni le regole del business sono state il punto di riferimento imprescindibile per chi voleva costruire un percorso imprenditoriale solido. Ma, secondo Alessandro Benetton, arriva un momento in cui proprio quelle regole rischiano di trasformarsi in un limite.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Le regole che ti fanno crescere non sono quelle che ti portano oltre

In un recente episodio di “Un Caffè con Alessandro”, l’imprenditore riflette sul rapporto tra apprendimento, innovazione e leadership, partendo da una metafora filosofica tanto semplice quanto potente: la “scala di Wittgenstein”. “Quando avevo 20 anni ho imparato il business nel modo più diretto possibile, osservando come funzionavano davvero le cose – scrive Alessandro Benetton sul suo profilo LinkedIn – Ma a un certo punto ho capito che le regole che ti aiutano a crescere non sono le stesse che servono quando sei arrivato a un livello superiore”. Secondo l’imprenditore, molte aziende commettono l’errore di continuare a utilizzare gli stessi schemi che avevano funzionato in passato, senza interrogarsi su ciò che sarà davvero utile per affrontare il futuro. “Continuano a salire la stessa scala anche quando l’edificio è già stato costruito”, spiega. Al centro della riflessione c’è il concetto elaborato dal filosofo Ludwig Wittgenstein: strumenti, modelli e regole servono per acquisire competenze e comprensione, ma non devono diventare permanenti. Una volta raggiunto un nuovo livello, bisogna avere il coraggio di lasciarli andare.

Alessandro Benetton: “Quando inizi a innovare, stai costruendo

Le regole e i modelli sono i pioli a cui ci aggrappiamo per salire più in alto – osserva Alessandro BenettonMa la scala è uno strumento, non un punto d’arrivo”. Un concetto che vale soprattutto nel mondo del business. All’inizio è naturale osservare i competitor, studiare i maestri e persino replicare alcune strategie vincenti. “Non c’è nulla di male – sottolinea – I modelli servono proprio a fare i primi passi e a muoversi più velocemente”. Il problema nasce quando l’ispirazione si trasforma in dipendenza. “La tradizione è utile, mentre l’abitudine è pericolosa – afferma – La tradizione trasmette valori, l’abitudine invece impedisce di rinnovarli”. È proprio questo il momento decisivo nella vita di un imprenditore: capire quando un metodo ha esaurito la propria funzione. Continuare a replicare il passato può infatti impedire alle aziende di prepararsi al cambiamento e all’innovazione. Da qui due consigli chiave. Il primo riguarda il rapporto con i mentori. “Va bene farsi ispirare, ma con una scadenza”, spiega. “Se dopo anni ti ritrovi ancora a chiederti ‘come lo farebbe lui?’, significa che sei ancora fermo sulla scala”. Il secondo insegnamento è imparare a rompere gli schemi. Non necessariamente attraverso rivoluzioni clamorose, ma iniziando a costruire qualcosa di autenticamente personale: un nuovo approccio al mercato, una visione originale o una scelta non presa in prestito dai manuali. “Finché replichi stai imparando. Quando inizi a innovare, stai costruendo”, sintetizza Alessandro Benetton. La riflessione si chiude con una citazione di Pablo Picasso che racchiude il senso dell’intero messaggio: “Ogni atto di creazione è prima di tutto un atto di distruzione”.

Ares Ambiente: affidabilità e qualità nell’intermediazione dei rifiuti

La leadership nella gestione e nell’intermediazione dei rifiuti che Ares Ambiente ha consolidato nel corso del tempo è frutto di un modello basato sulla responsabilità sociale verso il territorio e sulla sostenibilità ambientale.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: un modello di affidabilità e trasparenza

Un metodo operativo incentrato sulla trasparenza, attraverso cui garantire un meccanismo di controllo perpetuo e sinonimo di affidabilità e qualità per clienti, partner e stakeholder. Questo è il modello adottato da Ares Ambiente, che con regolarità sottopone le proprie procedure e attività a verifiche di enti terzi qualificati, un approccio che assicura la totale conformità delle normative vigenti e uno stimolo al miglioramento continuo. Accanto ai principi di affidabilità e qualità, vige l’impegno per la trasparenza, aspetto che Ares Ambiente porta avanti attraverso l’adozione del Bilancio SA8000, uno strumento che consente di comunicare i valori, le attività, gli obiettivi da raggiungere e i risultati ottenuti, con cui coniugare il rispetto per il territorio e la responsabilità sociale.

Ares Ambiente: l’impegno nella promozione della sostenibilità ambientale

I valori di trasparenza e responsabilità di Ares Ambiente trovano un’applicazione concreta attraverso la dichiarazione ambientale conforme al Regolamento EMAS CE n.1221/2009, un documento pubblico che mostra approfonditamente l’impatto ambientale delle attività aziendali, i programmi e gli obiettivi futuri. Il comportamento e le scelte effettuate dalla realtà fondata da Marco Domizio in merito alla dichiarazione ambientale sono sinonimo di rispetto e trasparenza nei confronti delle comunità locali in cui opera. Di pari passo, le performance aziendali si stanziano sempre su un livello elevato grazie a un sistema organizzativo strutturato su divisione rigorosa e definita dei processi, protocollo di controllo e aggiornamento e formazione professionale. Tale approccio assicura elevati standard qualitativi, riduce i rischi e ottimizza l’efficacia delle pratiche operative. Inoltre, Ares Ambiente si impegna nella diffusione di una cultura della sostenibilità ambientale a tutta la filiera della gestione dei rifiuti, dai dipendenti, fino ai clienti e ai fornitori.

Amazon Italia, la leadership del manager Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli è Country Manager di Amazon Italia e Vice Presidente delle Categorie del Largo Consumo per l’Europa. Il suo percorso professionale si distingue per una solida formazione accademica, una lunga esperienza nella consulenza strategica e una progressiva crescita ai vertici di Amazon, fino agli attuali incarichi di responsabilità a livello internazionale e nazionale.

Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia e Vice Presidente delle Categorie del Largo Consumo per l’Europa

Giorgio Busnelli: i primi incarichi professionali

Giorgio Busnelli si laurea in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano e successivamente completa il proprio profilo accademico conseguendo un MBA in Business Administration presso INSEAD. Il suo percorso professionale inizia in McKinsey & Company, dove rimane per 17 anni. Durante questo periodo cresce fino a diventare Partner, lavorando a stretto contatto con executive di grandi aziende internazionali. È il 2017 quando entra in Amazon in qualità di Direttore delle categorie Media (Libri, Musica, Film e Videogiochi) per Italia e Spagna. È il primo passo all’interno del Gruppo, in un ruolo focalizzato sullo sviluppo e la gestione di segmenti chiave dell’offerta retail.

Giorgio Busnelli: il percorso in Amazon

Nel 2020 Giorgio Busnelli viene nominato Direttore delle Categorie del Largo Consumo, Insight & Innovation per Italia e Spagna, mentre nel 2022 assume la guida delle Categorie del Largo Consumo a livello europeo. Nel febbraio 2025 viene nominato Country Manager di Amazon Italia, mantenendo contestualmente il ruolo di Vice President delle Categorie del Largo Consumo per l’Europa. Una doppia responsabilità che lo colloca al centro delle strategie del Gruppo sia a livello nazionale che europeo. Sotto la sua direzione, Amazon Italia consolida un organico di circa 19.000 dipendenti a tempo indeterminato e supera i 25 miliardi di euro di investimenti complessivi nel Paese dal 2010, a conferma della crescita strutturale del Gruppo sul mercato italiano. A ottobre 2025 entra a far parte del Consiglio Direttivo di Assolombarda.

Luca Dal Fabbro insignito del premio Top Manager 2025 per il percorso nella transizione energetica

Leadership comprovata e ruolo guida nella transizione energetica sono le motivazioni con cui il Premio Top Manager 2025 è stato conferito al Presidente di Iren e Utilitalia Luca Dal Fabbro. Il riconoscimento, assegnato in occasione della cerimonia di apertura della 27esima edizione del Master in Gestione delle risorse energetiche “SAFE”, conferma il suo impegno per la crescita del Gruppo e per lo sviluppo del Paese.

 Luca Dal Fabbro

Il premio Top Manager 2025 a Luca Dal Fabbro

“Sono onorato di aver ricevuto questo premio, che richiama il valore del percorso di transizione energetica in corso nel Paese — ha dichiarato Luca Dal Fabbro in occasione della cerimonia d’apertura della 27esima edizione del Master in Gestione delle risorse energetiche “SAFE” — Un processo complesso che richiede visione industriale, innovazione continua e responsabilità verso territori e comunità”. Il Presidente di Iren e di Utilitalia è stato infatti premiato come Top Manager 2025 lo scorso aprile, per “la riconosciuta leadership e la comprovata capacità di guidare la transizione energetica”. Il riconoscimento a Luca Dal Fabbro è stato assegnato dal Presidente di SAFE Raffaele Chiulli presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, alla presenza di istituzioni, operatori del settore e rappresentanti della sfera accademica. 

Luca Dal Fabbro: la crescita di Iren sotto la sua guida

Alla guida della multiutility dal 2022, il Presidente Luca Dal Fabbro ha voluto condividere il Premio “con tutte le persone del Gruppo Iren e con il sistema delle utilities rappresentato da Utilitalia: il loro impegno quotidiano è essenziale per trasformare le strategie in risultati concreti a favore della sicurezza energetica, della sostenibilità e della competitività del Paese”. Sotto la guida di Luca Dal Fabbro, Iren ha chiuso l’esercizio di bilancio 2025 con un margine operativo lordo in aumento del 6% e un utile netto di oltre 300 milioni di euro (+12%). In aggiunta, lo scorso novembre, è stato definito un Piano di investimenti al 2030 pari a 6,4 miliardi di euro, con l’obiettivo di intervenire su reti, termovalorizzatori e sviluppo sostenibile.

Vitali Spa accelera sulla sostenibilità: energia green, economia circolare e governance ESG

Nel 2024 il percorso di crescita di Vitali Spa è entrato in una nuova fase strategica con la trasformazione in Società Benefit, una scelta che ha rafforzato l’integrazione dei principi ESG all’interno del modello industriale del Gruppo.

Vitali Spa

Vitali Spa rafforza governance ESG, sicurezza e valorizzazione delle persone

Dopo la pubblicazione del terzo Bilancio di Sostenibilità, il 2024 si è confermato infatti un anno decisivo per l’azienda, che ha coniugato sviluppo infrastrutturale, innovazione e responsabilità ambientale e sociale. Fondata nel 1989, Vitali Spa opera lungo l’intera filiera delle infrastrutture e dello sviluppo immobiliare, con attività che spaziano dalla produzione di energia rinnovabile alle opere per la mobilità, fino ai data center e ai progetti di rigenerazione urbana. Una struttura integrata che oggi trova nella sostenibilità uno dei principali driver di crescita e competitività. La strategia ESG del Gruppo si sviluppa attorno a quattro pilastri fondamentali: persone, territorio, sostenibilità e trasparenza. In quest’ottica, l’azienda continua a investire nella valorizzazione del capitale umano attraverso programmi di formazione, sviluppo professionale e welfare aziendale. Parallelamente, Vitali Spa rafforza il modello di governance, orientato verso responsabilità, controllo e trasparenza dei processi decisionali. Particolare attenzione viene riservata alla salute e sicurezza sul lavoro, considerate leve centrali per garantire continuità operativa e sostenibilità nel lungo periodo.

Transizione energetica ed economia circolare: i progetti green di Vitali Spa

Sul fronte ambientale, Vitali Spa prosegue il proprio percorso di transizione energetica con investimenti concreti destinati a ridurre l’impatto delle attività produttive. Tra i progetti più significativi figura il completamento dell’impianto fotovoltaico della Solar Factory di Caponago, operativo dal 2025, che consente di coprire circa il 50% del fabbisogno energetico del Gruppo. Continuano inoltre gli investimenti nella sede green di Olbia e nello sviluppo di nuovi impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Anche l’economia circolare ricopre un ruolo centrale nella strategia aziendale. Il Gruppo ha infatti ottenuto importanti certificazioni per la produzione di calcestruzzo e conglomerato bituminoso, confermando l’impegno verso processi industriali più sostenibili. Rilevanti i risultati raggiunti nel recupero dei materiali da demolizione: grazie all’utilizzo di impianti mobili di riciclo, l’azienda è riuscita a recuperare fino al 99% delle risorse, riducendo in modo significativo il consumo di materie prime e gli impatti ambientali lungo la filiera. A conferma della solidità del modello adottato, nel 2024 Vitali Spa ha ottenuto importanti riconoscimenti da enti indipendenti, tra cui il rating Silver EcoVadis e il massimo punteggio nel Rating di Legalità.

Gianluca Bufo: Iren, Next Cooling e Simic insieme per centrali efficienti e resilienti

L’AD di Iren Gianluca Bufo ha incontrato i vertici di Next Cooling e Simic per rafforzare una partnership volta all’efficientamento delle centrali di Moncalieri e Turbigo. Il piano prevede sistemi di areocondensazione per garantire la continuità operativa anche in caso di siccità.

Gianluca Bufo

L’incontro tra Gianluca Bufo e i vertici di Next Cooling e Simic

Una partnership industriale che unisce resilienza, efficienza e risparmio energetico”. Così Iren definisce la collaborazione con Next Cooling e Simic, che il recente incontro tra l’AD di Iren Gianluca Bufo e i vertici delle due realtà ha valorizzato allo scopo di migliorare l’efficientamento energetico delle centrali termoelettriche del Gruppo di Moncalieri (TO) e Turbigo (MI). Nell’ambito dell’accordo sono previsti infatti importanti interventi riguardanti la realizzazione di sistemi di areocondensazione, con l’obiettivo di incrementare la disponibilità degli impianti e assicurare la loro continuità operativa, migliorando al tempo stesso l’efficienza ambientale complessiva. Next Cooling è leader globale nelle tecnologie di raffreddamento, specializzato in torri di raffreddamento, condensatori raffreddati ad aria e servizi aftermarket per il settore energetico. Simic è un’azienda internazionale che si occupa di progettazione e produzione di apparecchiature di processo di alta qualità, di manutenzione e assemblaggio di impianti industriali.

Gianluca Bufo: Iren incrementa la resilienza del sistema energetico

Gli interventi riguarderanno, in particolare, l’integrazione di sistemi di condensazione ad aria, che dovranno operare in parallelo ai condensatori ad acqua esistenti, così da aumentare in maniera significativa la resilienza dell’impianto, in linea con quanto indicato da Terna. Questo contribuirà ad aumentare la disponibilità delle centrali e ad assicurare la continuità operativa anche nell’eventualità di periodi prolungati di siccità, come quello verificatosi nell’estate del 2022. L’adozione della tecnologia consentirà quindi di rafforzare la resilienza degli impianti rispetto alla crescente variabilità climatica, migliorandone al contempo l’affidabilità e l’efficienza ambientale complessiva. I progetti relativi a Moncalieri e Turbigo evidenziano l’impegno condiviso di Next Cooling, Simic e del Gruppo guidato da Gianluca Bufo nel coniugare sicurezza energetica e transizione energetica attraverso un percorso che valorizzi soluzioni tecnologiche affidabili e sostenibili, capaci di potenziare la continuità operativa degli impianti e contribuire a un sistema energetico più resiliente, efficiente e attento alla tutela delle risorse naturali.

Deas Cyber+: protezione di sistemi, reti e dati per la sicurezza nazionale

Deas Cyber+ è da sempre attiva nella cybersecurity per garantire la sicurezza informatica del Paese e proteggerlo da attacchi esterni, mettendo a disposizione le proprie competenze per testare la resilienza e resistenza dei sistemi di difesa attraverso la simulazione di attacchi informatici.

Deas Cyber+

Deas Cyber+: un muro invisibile di protezione per sistemi, reti e dati del Paese

Con un’esperienza comprovata nella cybersecurity e in attività di intelligence, Deas Cyber+ può vantare un team di esperti in sicurezza informatica per proteggere il perimetro cibernetico. I così detti white hat, ovvero professionisti del settore che utilizzano il proprio know-how in modo autorizzato per proteggere sistemi, reti e dati. Questi servizi e le relative competenze sono altamente funzionali nelle attuali congiunture geopolitiche e consentono di proteggere, creando uno schermo invisibile di copertura, dalla guerra delle informazioni. Dal 2018 Deas Cyber+ è una realtà attiva come fattore abilitante della sicurezza nazionale, operando nel dominio cibernetico e attraverso un approccio incentrato su comprensione, simulazione e contrasto dell’azione di una minaccia cyber in scenari reali e simulati. 

Deas Cyber+: la simulazione di cyberattacchi al servizio della difesa nazionale

Il Servizio Adversary Simulation di Deas Cyber+ controlla la resistenza e la reazione di un sistema, simulando in maniera realistica le modalità di un attacco cyber avanzato tramite le medesime tecniche, ovvero: ricognizione, compromissione iniziale, persistenza, movimento laterale, post-exploitation e reporting. L’azienda può contare su tre sedi operative a Roma e oltre 200 dipendenti specializzati, tra cui ingegneri, sviluppatori, ricercatori e operatori cyber. In aggiunta, Deas Cyber+ sviluppa internamente prodotti, piattaforme e algoritmi, detenendo la sovranità nazionale delle proprie tecnologie, e svolge un’elevata attività di ricerca e sviluppo attraverso il Cyber Hub, in cui il Laboratorio Avanzato di Prova Accreditato (LAP) opera nella realizzazione di test e valutazione su sistemi per infrastrutture critiche. Tutte queste operazioni sostengono concretamente i Ministeri della Difesa e dell’Interno e il CVCN (Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale).

Amplifon, il CEO Enrico Vita soddisfatto dei risultati del primo trimestre 2026

Amplifon ha condiviso i risultati del primo trimestre 2026: ricavi a 580 milioni di euro e +2% di crescita organica. Il CEO Enrico Vita: “Performance positive in tutte le aree geografiche, frutto delle iniziative e degli investimenti realizzati lo scorso anno”.

Enrico Vita

Enrico Vita: i numeri di Amplifon nel primo trimestre 2026

Amplifon ha archiviato i primi tre mesi del 2026 con ricavi consolidati pari a 579,8 milioni di euro, segnando un incremento dello 0,8% a cambi costanti rispetto al medesimo trimestre dell'anno precedente. La performance è stata sostenuta principalmente da una crescita organica del 2,2%, distribuita positivamente in tutte le aree geografiche, e dal contributo delle acquisizioni, pari all'1,0%. Il programma di efficientamento strategico denominato “Fit4Growth” ha invece spinto l'EBITDA adjusted a 141,8 milioni di euro (+1,0%). Queso dato riflette un margine record del 24,5%, in aumento di 60 punti base. L'utile netto adjusted si attesta a 44,4 milioni di euro, con una progressione del 6,7% su base annua. Sul fronte patrimoniale, il Gruppo guidato da Enrico Vita registra un free cash flow adjusted in crescita a 23,6 milioni di euro e una riduzione dell'indebitamento finanziario netto, sceso a 1.014,6 milioni di euro rispetto ai 1.045,5 milioni di fine 2025, portando la leva finanziaria a un valore di 1,84x.

Enrico Vita: “I risultati del primo trimestre del 2026 segnano il ritorno a una solida crescita organica dei ricavi

Siamo molto soddisfatti dei risultati del primo trimestre del 2026, che segnano il ritorno a una solida crescita organica dei ricavi, con performance positive in tutte le aree geografiche”, ha commentato il CEO di Amplifon Enrico Vita, secondo il quale i numeri registrati nel trimestre sono “frutto delle iniziative e degli investimenti realizzati lo scorso anno”. “Abbiamo inoltre raggiunto una profittabilità record per il primo trimestre anche grazie a una esecuzione dei piani di produttività più rapida rispetto al previsto”, ha rimarcato il manager, affermandosi ottimista circa l’andamento nei prossimi mesi. “Il trend di crescita organica e il piano di miglioramento strutturale della profittabilità ci rendono molto positivi sulle prospettive per l’intero anno”, ha dichiarato. Volgendo lo sguardo ancora più in là nel tempo, ha concluso: “Guardando oltre il 2026, siamo molto entusiasti e ottimisti sul nostro percorso di crescita, ulteriormente rafforzato dalle opportunità di trasformazione derivanti dalla futura integrazione con GN Hearing”.

Federico Motta Editore: dalle enciclopedie ai libri d’arte e fotografia

La cultura è sempre stata al centro delle opere di Federico Motta Editore: realizzando volumi di pregiata qualità, ha diffuso il sapere nelle case degli italiani. Le opere della Casa Editrice spaziano tra enciclopedie, libri di architettura e fotografia, vantando la collaborazione con figure intellettuali di fama internazionale.

 Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: dalle enciclopedie ai libri d’arte, la produzione editoriale

Far arrivare il sapere e il pensiero di illustri studiosi nelle case di numerose famiglie italiane attraverso opere eleganti e di elevata qualità è lo scopo di Federico Motta Editore. Nel corso della sua lunga storia, la Casa Editrice ha pubblicato volumi diversi tra loro, non solo opere di consultazione ed enciclopedie, ma anche libri d’arte, di architettura e di fotografia, caratterizzati sempre da una pregevole qualità. Nelle opere pubblicate hanno trovato spazio diversi studiosi e intellettuali italiani e internazionali, che hanno collaborato ai volumi di Federico Motta Editore. Tra i più noti ricordiamo Umberto Eco, che ha curato la collana “Historia, la grande storia della civiltà europea”. Nel 2026, la Casa Editrice ha avviato una collaborazione con un emergente artista contemporaneo, Domenico Sepe, dando alle stampe un libro d’arte intitolato “Omaggio a Canova”. 

Federico Motta Editore: “Omaggio a Canova”, il libro che unisce presente e passato

Oltre a promuovere la conoscenza e la cultura di importanti studiosi, Federico Motta Editore è costantemente impegnata nel recupero della tradizione, ponendosi come ponte tra presente e passato. È questo il caso del progetto editoriale “Omaggio a Canova - Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe”, un’opera che apre un dialogo tra presente e futuro, mettendo a confronto le sculture dell’artista neoclassico con quelle dello scultore contemporaneo Domenico Sepe. Il libro d’arte di Federico Motta Editore è stato presentato a Bassano del Grappa lo scorso 29 gennaio, presso la Sala Chilesotti del Museo Civico, con un incontro aperto al pubblico e una visita guidata alla collezione permanente di Canova. La scelta della città ha infatti un valore simbolico, in quanto custode della memoria dello scultore neoclassico.

Manfredi Calabrò: dagli incarichi per i brand di lusso all’advisory nel Gruppo Veronesi

Manfredi Calabrò è un manager con una solida esperienza internazionale, costruita tra Italia e Regno Unito, che lo ha portato a ricoprire ruoli di primo piano nel mondo della comunicazione strategica e della consulenza corporate.

Manfredi Calabrò

Il percorso internazionale di Manfredi Calabrò

La carriera di Manfredi Calabrò si sviluppa all’interno di importanti network globali del mondo della comunicazione e della consulenza strategica, operando tra l’Italia e il Regno Unito. È a Londra che, lavorando in uno degli ecosistemi più dinamici dell’industria, arriva a definire un approccio manageriale aperto, orientato al dialogo tra impresa, istituzione e opinione pubblica. Rientrato in Italia, va a ricoprire incarichi di vertice nel Gruppo Havas, una delle maggiori multinazionali pubblicitarie e di comunicazione a livello mondiale che fa capo alla holding Vivendi. Nei ruoli di Chairman di Havas Creative Group Italy e CEO di Havas Milan e Havas CX, coordina strutture multi-site composte da oltre 350 professionisti, gestendo P&L da 20 milioni di euro e mandati globali per brand leader nei settori automotive, luxury e FMCG. Sotto la sua direzione, l’organizzazione ha vissuto una fase di forte espansione, coniugando la crescita organica con complesse operazioni di M&A e ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali per l’innovazione e l'impatto culturale dei progetti realizzati.

Manfredi Calabrò: dalla consulenza strategica all’impegno sui temi ESG

Più di recente, Manfredi Calabrò ha assunto il ruolo di Advisor del CEO presso il Gruppo Veronesi, realtà di riferimento dell'agri-food italiano con un fatturato di 3,65 miliardi di euro, supportando le decisioni strategiche su brand e priorità organizzative in un settore complesso come quello agroalimentare. Parallelamente, si è distinto per l’attenzione ai temi della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa, promuovendo l’integrazione dei principi ESG nei modelli operativi e contribuendo al conseguimento di importanti certificazioni da parte delle organizzazioni da lui guidate, tra cui la EcoVadis Gold Medal e la UNI/PdR 125 per la parità di genere. Il suo profilo si completa con un Executive MBA presso la SDA Bocconi e il General Management Program della Harvard Business School, oltre a incarichi istituzionali e accademici. Già Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli, continua a dedicarsi allo studio dell’impatto delle tecnologie emergenti e dell’Intelligenza Artificiale sui modelli di business.

Università LUMSA ospita il teatro inclusivo dei detenuti di Rebibbia

L’Università LUMSA e il suo impegno per l’inclusione sociale: la Sala Teatro dell’ateneo ospiterà lo spettacolo teatrale “Il Tunnel dei Sogni” della compagnia Libere Bolle, formata da attori-detenuti della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso. Un’occasione per dare voce e spazio alle persone rimaste invisibili e con un grande desiderio di essere ascoltate.

 Università LUMSA

Università LUMSA: gli attori-detenuti di Rebibbia in scena presso la Sala Teatro dell’ateneo

La Sala Teatro dell’Università LUMSA aprirà le proprie porte all’insegna dell’inclusione sociale. Venerdì 15 maggio andrà in scena infatti la rappresentazione de “Il Tunnel dei Sogni” della compagnia Libere Bolle. Il gruppo della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso a Roma torna a esibirsi davanti al pubblico dopo anni di spettacoli relegati all’interno delle mura delle carceri. L’obiettivo è aprire alla condivisione e l’iniziativa a cui Università LUMSA ha preso parte è la rappresentazione di come le persone che vivono nell’invisibilità del regime di detenzione coltivino un profondo desiderio di essere ascoltate. Il dolore e l’isolamento del carcere viene espresso attraverso il linguaggio del teatro, sollecitando la responsabilità individuale e collettiva.

Università LUMSA: l’inclusione sociale e civile al centro di questa iniziativa

Lo spettacolo teatrale si propone l’obiettivo di minare quei pregiudizi ormai radicati in noi, e la sua messa in scena è il frutto del lavoro e della collaborazione di diverse istituzioni e associazioni, tra cui proprio l’Università LUMSA, a testimonianza di quanto sia importante investire in progetti che promuovono l’inclusione sociale. Per rimarcare questo concetto, a seguito al primo spettacolo della compagnia Libere Bolle, si terrà un momento di confronto aperto e diretto tra il pubblico e gli attori-detenuti. Il dibattito, guidato da professionisti dell’ambito e del settore giuridico, avrà il focus sulle future politiche di reinserimento e sui metodi di giustizia riparativa attraverso l’azione estetica. Il teatro di Rebibbia torna in scena presso l’Università LUMSA, promettendo una giornata all’insegna dell’impegno civile ed emotivo.

Gian Maria Mossa guida la crescita di Banca Generali: utile a 126 milioni nel primo trimestre 2026

Il 2026 si apre con risultati record per Banca Generali, Istituto guidato da Gian Maria Mossa, che chiude il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 126,4 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che confermano il momento positivo e rafforzano il suo posizionamento nel settore del private banking italiano.

Gian Maria Mossa

Banca Generali accelera sotto la guida di Gian Maria Mossa

A trainare la performance è stato soprattutto l’aumento dei ricavi, saliti dell’11,6% a 279,6 milioni di euro. In crescita le commissioni nette ricorrenti (+10,1% a 141,2 milioni), il margine finanziario (+4,4% a 91,8 milioni) e le commissioni variabili, che hanno registrato un balzo del 35,5% raggiungendo quota 46,6 milioni. Sotto la guida di Gian Maria Mossa, Banca Generali continua quindi a consolidare la propria strategia basata su consulenza evoluta, gestione patrimoniale e innovazione finanziaria. Anche la raccolta netta ha evidenziato un forte incremento: 1,9 miliardi di euro nel trimestre (+28%), saliti a 2,8 miliardi a fine aprile (+32%). Parallelamente, le masse complessive gestite hanno raggiunto i 116,7 miliardi di euro.

Gian Maria Mossa: “Partenza solida e crescita diffusa su tutto il territorio

Il 2026 si è aperto con una partenza estremamente solida, la migliore in termini di risultati ricorrenti e accompagnata da una raccolta che, anche nel mese di aprile, ha superato le attese”, ha dichiarato Gian Maria Mossa commentando i risultati trimestrali. L’Amministratore Delegato ha inoltre sottolineato come la crescita sia stata “diffusa e ben equilibrata su tutto il territorio”, segnale di una rete commerciale sempre più efficace. Oltre ai risultati economici, Banca Generali mantiene una posizione patrimoniale considerata particolarmente solida, con un Cet1 ratio del 16,7%, dato che conferma la capacità dell’Istituto di affrontare le sfide del mercato mantenendo elevati livelli di stabilità.

UnHate Foundation, Alessandro Benetton riparte dai giovani con l’esempio dei figli Agnese, Tobias e Luce Benetton

In un’intervista rilasciata a “Grazia”, Alessandro Benetton ha parlato della figlia Luce Benetton, impegnata in progetti ad alto impatto sociale. Da quello in India all’attività nel programma TIP presso la Cornell University, la sua esperienza ha spinto il Presidente di Edizione a valorizzare il ruolo dei giovani nella costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile.

Luce Benetton, figlia di Alessandro Benetton

L’impegno nel sociale di Luce Benetton che ha ispirato papà Alessandro

Luce Benetton, figlia dell’imprenditore Alessandro Benetton, viene descritta dal padre, in un’intervista rilasciata a “Grazia”, come grande fonte di ispirazione, insieme ai suoi fratelli Tobias e Agnese. In particolare, il Presidente di Edizione parla della sua forte propensione per il volontariato e delle esperienze che ha fatto all’estero, come quella in India. Un progetto, quest’ultimo, che ha profondamente influenzato il suo modo di vedere il mondo, alimentando ancora di più una già spiccata sensibilità verso i temi sociali. L’attenzione di Luce per gli altri e l’attrazione verso progetti ad alto impatto sociale si riflettono anche attraverso il suo impegno in uno dei più antichi e vasti programmi di traduzione e interpretariato gestito da studenti negli Stati Uniti, il Translator Interpreter Program (TIP) della Cornell University. È proprio lei a parlarne in un post su LinkedIn. La missione del programma è abbattere le barriere linguistiche e culturali, fornendo supporto in situazioni di necessità.

Alessandro Benetton: i giovani, come la figlia Luce Benetton, sono motore di cambiamento

Dal dialogo con i figli, Alessandro Benetton racconta di aver maturato la consapevolezza di quanto le nuove generazioni vogliano contribuire attivamente alla costruzione di un futuro inclusivo, sostenibile e attento all’innovazione sociale. Per l’imprenditore, l’esperienza di Luce Benetton nel volontariato internazionale ne è la dimostrazione. Riferendosi ai figli, dice: “Il loro modo di guardare il mondo, di farsi domande, di cercare senso e futuro per tutti i ragazzi della loro generazione mi spinge a non smettere mai di evolvere”. Da qui è nata l’idea di aiutare i giovani a diventare protagonisti del cambiamento sociale con il rilancio di UnHate Foundation. Nata nel 2011, di recente è stata ripresa focalizzando maggiormente l’attenzione sulle nuove generazioni e sul dare loro la possibilità di essere davvero “motore di cambiamento”. La priorità della Fondazione è, appunto, coinvolgere i giovani in occasioni di crescita e sviluppo del proprio potenziale, promuovendo solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità mediante una serie di progetti innovativi.

Diana Bracco: la carriera della Presidente del Gruppo Bracco

Diana Bracco fa il suo ingresso nel Gruppo Bracco nel 1966 e ne diventa Presidente e CEO nel 1999. Sotto la sua guida, l’azienda cresce a livello globale, consolidando la leadership nella diagnostica per immagini: la carriera dell’imprenditrice.

Diana Bracco

Diana Bracco: dalla formazione alla guida del Gruppo Bracco

Dopo la laurea in Chimica conseguita presso l’Università di Pavia, Diana Bracco entra nel 1966 nell’azienda di famiglia, storica multinazionale attiva nell’ambito della diagnostica per immagini e dei servizi per la salute. Nel 1977 viene nominata DG del Gruppo Bracco e, nel 1999, assume il ruolo di Presidente e CEO, succedendo al padre Fulvio Bracco. Sotto la sua guida, il Gruppo si espande, raggiungendo un fatturato di oltre 2 miliardi di euro, con circa 4.000 dipendenti e un patrimonio di più di 2.500 brevetti. Parallelamente, Diana Bracco ricopre diversi incarichi nell’ambito dell’associazionismo industriale, tra cui quello di Vicepresidente di Confindustria con delega per Ricerca e Innovazione, nonché quello di Presidente di Federchimica e Assolombarda, diventando la prima donna a presiedere entrambe le associazioni. L’imprenditrice è stata anche membro dell’Advisory Board del “B20 ITALY 2021”, Ambassador per il Women Empowerment nell’engagement Group B20, Presidente del Cluster Nazionale Scienze della Vita - ALISEI e Vicepresidente della Camera di Commercio di Milano.

Diana Bracco: impegno sociale, culturale e riconoscimenti

Nel corso della sua carriera, Diana Bracco ha affiancato all’attività imprenditoriale un forte impegno per il sociale e la cultura. Nel 2015 ha avuto un ruolo centrale nell’Expo 2015, come Presidente e Commissario Generale di sezione per il Padiglione Italia, contribuendo anche alla promozione del progetto Women for Expo, dedicato al ruolo delle donne quali motori di crescita e cambiamento. Fondatrice e Presidente della Fondazione Bracco, promuove iniziative legate alla cultura scientifica, al patrimonio culturale e alla responsabilità sociale, con particolare attenzione a giovani e donne. Attualmente è Presidente della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria, ed è stata membro del CdA dell’Università Bocconi di Milano. Oggi Diana Bracco è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala, è stata la prima italiana a sedere nel National Gallery of Art Trustee’s Council. Ed è stata anche membro del Consiglio Generale e del Comitato Esecutivo di Fondazione Fiera Milano e Consigliere di Amministrazione del Museo Poldi Pezzoli di Milano oltre che Membro della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Nel tempo, Diana Bracco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, incluse la nomina a Cavaliere del Lavoro, la Medaglia d’oro del Comune di Milano e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce “Al Merito della Repubblica”. Nel 2024 è stata insignita della Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM). Il 29 settembre 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano. Il 14 aprile 2026 vince il Premio alla Carriera "Leadership & Innovazione", riconoscimento istituito dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia, nato per celebrare figure che hanno saputo coniugare visione imprenditoriale, impegno civile e promozione del talento femminile.

Ricavi record per Illycaffè, Cristina Scocchia: ora focus su USA ed Europa

In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” a fine 2025, Cristina Scocchia aveva tracciato un bilancio di forte crescita per Illycaffè, delineando una strategia che oggi punta su espansione internazionale, rafforzamento industriale e nuovi investimenti produttivi tra Stati Uniti e Trieste.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: Illycaffè da record nel 2025

Illycaffè ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 700 milioni di euro, segnando una crescita del 10% rispetto al 2024. Si tratta del miglior risultato nella storia del Gruppo. La crescita, aveva evidenziato la manager, è stata trasversale a tutti i principali mercati: in Italia +11% sul 2024, negli Stati Uniti +19% a cambi costanti e in Europa +22%, con particolare traino da Germania, Francia e Spagna. Lo scorso anno, nel mercato italiano, già considerato maturo, l’azienda ha rafforzato la propria presenza nell’hotellerie e nella ristorazione premium, oltre ad aver quasi raddoppiato la penetrazione nel consumo domestico. Alla fine del 2025, gli Stati Uniti rappresentavano circa il 20% dei ricavi complessivi di Illycaffè: proprio per consolidare questa presenza, Cristina Scocchia aveva annunciato la conclusione di un processo di selezione per un partner industriale americano. L’obiettivo dichiarato per l’inizio del 2026 era produrre negli USA tra il 15% e il 20% del caffè destinato al mercato statunitense. Una scelta strategica pensata per aumentare la flessibilità operativa, semplificare la logistica, ridurre l’esposizione a eventuali tensioni commerciali e accelerare l’innovazione grazie a una maggiore prossimità al consumatore finale.

Cristina Scocchia: Illycaffè tra acquisizioni europee e rincaro del caffè

Nel corso del 2025 Illycaffè ha intensificato il focus sull’Europa anche in risposta alle prime incertezze legate ai dazi statunitensi. In questo contesto si sono inserite due operazioni strategiche concluse lo scorso anno: l’acquisizione del distributore svizzero e di Capitani in Italia, che hanno contribuito a rafforzare il presidio europeo del Gruppo. A fine 2025 il prezzo del caffè verde è aumentato del 50% rispetto al 2024, stabilizzandosi nelle settimane precedenti intorno a 370-380 cents per libbra. Pur in questo scenario, l’azienda ha scelto di contenere gli aumenti al consumatore finale, accettando una contrazione della marginalità per sostenere la crescita dei ricavi. Cristina Scocchia aveva inoltre precisato che eventuali benefici da una possibile diminuzione dei prezzi delle materie prime nella seconda metà del 2026 sarebbero stati visibili soprattutto nel 2027.

Sesa cresce con Alessandro Fabbroni: ricavi raddoppiati e occupazione triplicata già nel 2023

Negli ultimi anni, sotto la guida di Alessandro Fabbroni, Sesa ha intrapreso un percorso di crescita costante, consolidando la propria posizione e raggiungendo traguardi sempre più rilevanti.

A sinistra Paolo Castellacci, presidente e fondatore di Sesa, e a destra il Ceo Alessandro Fabbroni

Sesa, in quattro anni ricavi raddoppiati e occupazione triplicata sotto la guida di Alessandro Fabbroni

Il numero degli occupati è cresciuto di pari passo con quello dei ricavi, in quattro anni sono raddoppiati e gli occupati sono moltiplicati per tre”, aveva commentato il CEO Alessandro Fabbroni in occasione della presentazione del bilancio integrato del 2023 presso la sede di Empoli. Una crescita che non si è limitata ai numeri, ma che ha rispecchiato una precisa visione industriale basata sull’integrazione tra competenze, innovazione e capitale umano. Sotto la guida del CEO, Sesa aveva raggiunto circa 3 miliardi di euro di ricavi al 30 aprile 2023, con performance economiche in ulteriore miglioramento: oltre 2,9 miliardi di ricavi consolidati (+21,7%), un EBITDA superiore ai 200 milioni (+24,9%) e un utile netto adjusted di più di 100 milioni (+21,1%). Risultati che hanno confermato la solidità di un modello di business orientato alla crescita sostenibile. Anche l’attenzione alle persone è un elemento chiave per l’azienda. Al 2023, Sesa contava infatti oltre 4.700 dipendenti, con un forte incremento delle assunzioni e una netta prevalenza di contratti a tempo indeterminato. La formazione continua, il welfare aziendale e gli investimenti sul benessere dei lavoratori sono ancora oggi parte integrante della strategia, non solo come leva sociale ma anche come fattore competitivo.

La strategia di Alessandro Fabbroni per l’espansione di Sesa

Accanto allo sviluppo interno, Alessandro Fabbroni ha guidato un’intensa attività di investimenti, pari a circa 140 milioni nel 2023, destinati sia all’innovazione tecnologica che a operazioni di acquisizione mirate ad ampliare competenze e presenza sul mercato. Tale approccio ha permesso a Sesa di espandersi a livello internazionale, con oltre 100 sedi operative nel mondo. Non meno rilevante è stato l’impegno sul fronte ESG. L’azienda ha infatti migliorato significativamente le proprie performance ambientali, riducendo le emissioni pro-capite e incrementando l’uso di energia da fonti rinnovabili. Parallelamente, sono stati rafforzati i sistemi di governance e le certificazioni, a testimonianza di un percorso strutturato verso la sostenibilità.

Il modello di fitness inclusivo e accessibile di McFIT

McFIT è il brand di RSG Group, nato in Germania nel 1997 e presente sul mercato italiano dal 2014. L'azienda si pone l'obiettivo di offrire centri fitness accessibili, seguendo un modello di business orientato all'inclusività.

McFIT

Lo sviluppo di McFIT e il consolidamento in Italia

Il marchio McFIT fa parte di RSG Group (Rainer Schaller Global Group), realtà attiva a livello internazionale nel comparto delle palestre e del wellness. L’ingresso nel mercato italiano è avvenuto circa 12 anni fa con l'apertura del primo centro a Verona. Sotto la direzione di Samuele Frosio, la catena ha progressivamente ampliato la propria rete fino a superare le 40 strutture operative in Italia. La mission aziendale è rendere il fitness accessibile e inclusivo, così da contribuire al miglioramento del benessere fisico e sociale delle persone. Nei vari centri fitness sul territorio, offre un’esperienza di allenamento innovativa, volta a promuovere uno stile di vita attivo e una cultura sportiva sana e sostenibile. Con oltre 160.000 abbonati e un fatturato annuo che supera i 50 milioni di euro, l'azienda si posiziona tra i principali player nel mercato di riferimento. McFIT opera inoltre in sinergia con altri marchi del gruppo RSG, come John Reed Fitness e Gold’s Gym, avvalendosi di oltre 300 dipendenti diretti e della collaborazione di circa 170 istruttori freelance.

Le collaborazioni di McFIT e le iniziative sociali

Nel corso degli anni, l'immagine di McFIT è stata associata a diversi esponenti del mondo dello sport. Tra le figure che hanno collaborato con il brand figurano ex calciatori come Christian Vieri, Alessandro Costacurta e Marco Materazzi, oltre ad atleti olimpici quali Gianmarco Tamberi e la pugile Irma Testa. L’azienda ha inoltre lanciato diverse iniziative sociali. Tra queste si segnala il supporto alla Fondazione Umberto Veronesi per la campagna "Pink is Good", volta a sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno tramite l'erogazione di screening gratuiti. Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, nel periodo 2020-2021, la società ha risposto alle restrizioni governative installando 22 tensostrutture esterne, per garantire così agli abbonati la possibilità di continuare l'attività fisica all'aperto nel rispetto delle regole.

Raffaele Pio de Nittis: il percorso alla presidenza del CdA del Manfredonia Calcio

Competenze e know-how manageriale hanno consentito a Raffaele Pio de Nittis di distinguersi sia nell’ambito socio-sanitario che in quello sportivo, con la presidenza del Manfredonia Calcio dal 2018 al 2020.

Il Manfredonia Calcio 1932 presieduto da Raffaele Pio de Nittis dal 2018 al 2020

Raffaele Pio de Nittis: la rinascita del Manfredonia Calcio sotto la sua presidenza

Oltre all’ambito socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis ha messo a disposizione le sue competenze anche a quello sportivo, quando dal 2018 al 2020 ha assunto l’incarico di Presidente del CdA del Manfredonia Calcio 1932. Il manager ha preso le redini della squadra dopo il fallimento della precedente gestione, cambiando nome e ripartendo con successo dal Campionato di Prima Categoria Pugliese. Sotto la guida di Raffaele Pio de Nittis, il Manfredonia Calcio è stato in grado di rappresentare l’intera città “con la passione e l'orgoglio di oltre 85 anni di storia, quella stessa passione che cova nei cuori e nelle menti degli sportivi manfredoniani”, come si legge in una nota della società pubblicata proprio nel 2018.

Raffaele Pio de Nittis: la carriera professionale del Presidente di Confcooperative Sanità Puglia

Raffaele Pio de Nittis si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli, completando la sua formazione con il Master Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e con il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. La sua carriera, che l’ha portato alla presidenza di Confcooperative Sanità Puglia nell’aprile 2026, è iniziata nel 2011, in qualità di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio", che ha guidato per dieci anni e la cui gestione è stata insignita del “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. Nel 2022 Raffaele Pio de Nittis ha assunto l’incarico di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, a cui si aggiungono i ruoli ricoperti in ambito istituzionale e associativo.

Marco Nicola Domizio: la visione imprenditoriale che guida Ares Ambiente

Fondatore di Ares Ambiente, azienda con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, Marco Nicola Domizio ha costruito in oltre due decenni un percorso professionale caratterizzato da competenza tecnica e visione strategica.

 Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: le prime esperienze nel settore dei rifiuti

Diplomato geometra nel 1995, Marco Domizio lavora fin da subito nel settore ambientale, esordendo professionalmente presso una società lombarda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti. In questa prima fase sviluppa competenze chiave nella gestione delle gare d’appalto e nelle dinamiche operative del comparto, acquisendo una solida conoscenza delle esigenze normative e organizzative del settore. Successivamente, amplia il proprio bagaglio professionale assumendo il ruolo di Responsabile commerciale presso un’azienda attiva negli spurghi e nelle pulizie industriali. Qui contribuisce allo sviluppo commerciale e alla crescita aziendale, partecipando anche alla realizzazione di un impianto di compostaggio tuttora operativo nel territorio bergamasco. Una tappa rilevante del suo percorso arriva con l’attività svolta nel Sud Italia, dove Marco Domizio coordina l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania per conto di una società milanese.

Il progetto imprenditoriale di Marco Nicola Domizio: la nascita di Ares Ambiente

Nel 2008 Marco Domizio compie il passo decisivo fondando Ares Ambiente con l’obiettivo di offrire servizi completi nella gestione integrata dei rifiuti. Dallo smaltimento al recupero, fino al trasporto di rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi, l’azienda si distingue rapidamente per affidabilità, efficienza e capacità di adattarsi a un mercato in continua evoluzione. Grazie a una strategia imprenditoriale basata su qualità operativa, aggiornamento costante e rispetto delle normative, Ares Ambiente è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano nel comparto ambientale italiano, ottenendo anche il riconoscimento di azienda tra le migliori realtà imprenditoriali della provincia di Bergamo.

Pier Silvio Berlusconi: innovazione, il ruolo chiave nella strategia europea di MFE

Pier Silvio Berlusconi accelera sul progetto europeo di MFE - MEDIAFOREUROPE: nuova organizzazione e focus su dati, AI e misurazione integrata degli ascolti per rafforzare competitività e crescita internazionale.

 Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: la “nuova” MFE

Evolve il modello di Gruppo per sostenere la nuova dimensione e la crescita internazionale”: nei primi giorni di marzo, per voce di Pier Silvio Berlusconi designato Chairman e Group CEO, è stata presentata la “nuova” MFE. Il passaggio da holding di controllo finanziario a media company operativa impone infatti la necessità di una riorganizzazione più funzionale nel coordinare e indirizzare direttamente le società del Gruppo in tutti i Paesi. Questo nuovo assetto, come ha sottolineato anche Pier Silvio Berlusconi, “valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando MFE per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa”. Nell’ambito di questa evoluzione, saranno costituite anche diverse strutture dedicate a nuove aree di attenzione e di lavoro. La prima, dedicata allo sviluppo e al coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’Intelligenza Artificiale. La seconda, focalizzata sul mondo dei dati, che sarà guidata da Federico di Chio nel ruolo di Data and Media Currency Director, si propone di misurare e analizzare tutti i dati relativi ai risultati editoriali e alle proposte commerciali, sia sulla televisione lineare che su tutti i mezzi digitali.

Pier Silvio Berlusconi: innovazione e dati, come evolve MFE

Preservare la qualità degli ascolti sul lineare e incentivare la regolamentazione delle audience OTT sono priorità della strategia europea di MFE, oggi già presente anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. L’obiettivo indicato da Pier Silvio Berlusconi è proprio quello di condividere le competenze italiane anche in questi Paesi: a giocare un ruolo fondamentale in quest’ottica sarà la nuova area dedicata al mondo dei dati, come evidenzia oggi “Tivu” nel numero di aprile. “Puntiamo ad avere in tutti i mercati in cui operiamo un framework metodologico di rilevazione degli ascolti che sia rigoroso, moderno e inclusivo, che cioè includa anche le grandi piattaforme digitali con regole uguali per tutti”, aveva spiegato proprio Di Chio lo scorso marzo, intervenuto nel corso dell’incontro con la stampa in programma a Cologno Monzese con il CEO Pier Silvio Berlusconi. In questa prospettiva, l’innovazione diventa la leva chiave: non solo per armonizzare i sistemi di rilevazione tra lineare e digitale, ma anche per ridisegnare in modo più trasparente e competitivo l’intero ecosistema TV e media europeo.

Paolo Gallo: la flessibilità del sistema energetico tra gas e rinnovabili

Nell’intervista rilasciata a “Repubblica”, l’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha rimarcato il ruolo del gas, e in special modo del biometano, per la sicurezza e indipendenza energetica del Paese. È pura ideologia pensare di raggiungere la transizione energetica esclusivamente con le fonti rinnovabili, c’è bisogno di flessibilità.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: la transizione energetica passa dal gas e dal biometano

L’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha parlato di sicurezza e indipendenza energetica in un’intervista rilasciata a “Repubblica” lo scorso 3 maggio, ricordando quanto il ruolo del gas sia cruciale per la transizione energetica e per mantenere in equilibrio il sistema energetico. “Senza sicurezza, non esistono né competitività economica e tantomeno sostenibilità. Le reti del gas sono e resteranno un’infrastruttura abilitante: garantiscono flessibilità, resilienza e l’integrazione progressiva dei gas rinnovabili, a partire dal biometano, già presente in buone quantità e in rapido sviluppo”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn del manager. Pensare di raggiungere la piena transizione energetica solo attraverso l’elettrificazione da rinnovabili è pura ideologia.

Paolo Gallo: sicurezza e flessibilità del sistema energetico italiano

“Servono investimenti e una visione guidata dalla neutralità tecnologica — ha scritto Paolo Gallo su LinkedIn — È su questo che si gioca la competitività del sistema Paese e dell’Europa. Come Italgas continueremo a fare la nostra parte da leader globali: crescere, innovare, rafforzare le infrastrutture”. Investire nelle energie rinnovabili, come eolico e fotovoltaico, è molto importante ma rimangono fonti intermittenti. L’AD e DG ricorda quanto sia altrettanto necessario generare un sistema che sia flessibile, mettendo in campo tutte le soluzioni possibili. Intanto Italgas, diventato il primo operatore europeo nella distribuzione di gas, presenterà il prossimo giugno il Piano aggiornato al 2032 che prevede diverse novità. “Mostreremo le capacità dei nostri sistemi di Intelligenza Artificiale — ha dichiarato Paolo Gallo nell’intervista — Sarà un fattore importante per sviluppare efficienze già nel 2026, quando avremo anche il picco di sinergie dalla recente fusione”.

A8 Milano-Laghi: intervento lampo di Vitali Spa per il nuovo ponte

A inizio anno, Vitali Spa ha completato con successo il varo del nuovo ponte sull’autostrada A8 Milano-Laghi, portando a termine l’intervento in una sola notte e restituendo la piena funzionalità dell’arteria già alle prime ore del mattino.

Vitali Spa

Sostituzione del ponte di Lainate: la strategia di Vitali Spa

L’intervento ha riguardato la sostituzione integrale del ponte di Lainate, una delle operazioni più complesse lungo una delle autostrade più trafficate d’Italia. L’obiettivo era ambizioso: realizzare la sostituzione senza interrompere la continuità della circolazione. Per raggiungerlo, Vitali Spa ha adottato un approccio completamente integrato che ha unito progettazione esecutiva avanzata, pianificazione estremamente dettagliata e tecnologie di movimentazione di ultima generazione. La scelta strategica è stata quella di costruire il nuovo impalcato fuori opera, a circa un chilometro dal punto definitivo di installazione. Questa soluzione ha consentito di lavorare in condizioni ottimali, senza interferire con il traffico autostradale e riducendo al minimo i disagi per gli utenti.

Varo notturno e rimozione del vecchio ponte: l’intervento lampo di Vitali Spa

Alle ore 22, con la chiusura programmata dell’autostrada, è entrata nel vivo la fase operativa. Il nuovo ponte, da oltre 700 tonn, è stato trasportato fino all’area di tiro mediante carrelli ad alta capacità di carico. Successivamente, tre autogru hanno gestito la fase di sollevamento e posizionamento, consentendo l’installazione dell’infrastruttura nella sua sede definitiva con precisione millimetrica. All’alba, il traffico sull’A8 era già completamente ripristinato. L’intervento di Vitali Spa non si è però concluso con il varo. È seguita infatti la complessa fase di rimozione del vecchio ponte, posizionata a cinque metri di altezza. L’operazione è stata eseguita utilizzando carrelli semoventi e colonne di appoggio, che hanno permesso di sollevare e traslare l’intera struttura fuori dalla carreggiata autostradale in meno di due ore. Il risultato finale è una infrastruttura completamente rinnovata, realizzata in tempi estremamente ridotti e con impatti minimi sulla viabilità.

Teva Italia: approccio innovativo alla terapia dell’emicrania

Contribuire al miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso il progresso scientifico è un aspetto centrale nell’approccio di Teva Italia, portato avanti grazie al suo impegno verso l’innovazione terapeutica, ad esempio nella gestione dell’emicrania. In questo ambito, l’azienda ha sponsorizzato l’evento “Give Me Five - A Journey Over Five Years” a Napoli, avviando un confronto attraverso la partecipazione di medici neurologici, comunità scientifiche e associazioni di pazienti.

 Teva Italia

Teva Italia: l’innovazione terapeutica propedeutica alla gestione dell’emicrania

Leader nel settore dei farmaci equivalenti, Teva Italia si impegna da sempre nell’innovazione terapeutica, in particolare nella gestione dell’emicrania, come evidenziato dall’evento “Give Me Five - A Journey Over Five Years”. Tenutasi a Napoli e sponsorizzata dall’azienda, l’iniziativa è stata un’occasione per approfondire il tema attraverso il raffronto sulle terapie finora scoperte e sulle future sfide terapeutiche dell’emicrania, in presenza di oltre 80 medici neurologici, società scientifiche e associazioni di pazienti. Teva Italia orienta il proprio approccio all’innovazione terapeutica, in special modo dell’emicrania, su evidenze e dati di pratica clinica reale, per far progredire i progressi scientifici e migliorare la qualità di vita delle persone.

Teva Italia: l’innovazione a sostegno dei pazienti e dei caregiver

Tra i vari topic affrontati legati alla patologia dell’emicrania, l’evento sponsorizzato da Teva Italia si è concentrato sulla figura del caregiver, colui che si occupa del paziente affetto sostenendolo nel percorso di cura e condividendo il carico della malattia. Con lo scopo di misurare l’impatto dell’emicrania sull’assistenza sanitaria, sulla qualità di vita e benessere psicofisico del caregiver, è stato avviato lo studio, attualmente in corso, MI-DEAR. L’innovazione terapeutica perseguita da Teva Italia prosegue sulla strada volta al supporto e all’accompagnamento sia dei pazienti che dei caregiver verso una gestione dell’emicrania incisiva e costruita su necessità reali, grazie anche al dialogo e al confronto con la comunità scientifica, le istituzioni e le associazioni di pazienti.

Ecologia Oggi: il progetto di educazione ambientale presso l’Istituto “Spirito Santo” di Cosenza

Ecologia Oggi: il progetto di sensibilizzazione alle buone pratiche della raccolta differenziata è arrivato a Cosenza lo scorso 17 aprile, presso l’Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo”. Una giornata dedicata ai giovani e ai cittadini volta all’educazione ambientale.

 Ecologia Oggi, azienda attiva nel settore ambientale

Ecologia Oggi: il progetto di educazione ambientale presso l’Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo”

L’iniziativa di Ecologia Oggi prosegue il suo percorso tra i Comuni e le scuole italiane e lo scorso 17 aprile ha fatto tappa a Cosenza, presso l’Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo”. Il progetto di educazione ambientale è parte di una campagna di sensibilizzazione rivolta a giovani e cittadini, che ha lo scopo di promuovere comportamenti virtuosi legati alla raccolta differenziata. All’iniziativa hanno preso parte sia il Dirigente Scolastico dell’Istituto “Santo Spirito” Massimo Ciglio, sia il Sindaco Franz Caruso. Ad aprire l’evento organizzato da Ecologia Oggi, in partnership con il Comune, la proiezione di uno spot della campagna di sensibilizzazione. Un’occasione per sottolineare l’importanza della raccolta differenziata come gesto di rispetto per la città e per l’ambiente.

Ecologia Oggi: l’importanza della raccolta differenziata per l’ambiente e la città

La giornata organizzata da Ecologia Oggi ha avuto un grande valore per spiegare agli studenti “l’obiettivo del nostro progetto di educazione ambientale che è quello di diffondere il più possibile, cominciando dai bambini e dai cittadini più giovani, l’importanza di una corretta raccolta differenziata, non solo come buona pratica ambientale, ma come gesto concreto di rispetto verso l’ambiente circostante e verso la nostra città”, ha specificato il Sindaco. Solo attraverso la collaborazione e le azioni, anche più piccole, di ogni membro della comunità si costruisce una qualità della vita migliore, consolidando il senso di appartenenza al territorio. Hanno preso parte all’evento organizzato da Ecologia Oggi anche le due mascotte del progetto di educazione ambientale, Buddy e Gemma, protagoniste di un cortometraggio di animazione proiettato presso l’Istituto.

La leadership di Riva Acciaio nella produzione di acciai di qualità

Riva Acciaio riunisce le attività di Gruppo Riva in Italia. Specializzata in prodotti lunghi e acciai di qualità, vanta oltre 70 anni di esperienza e una leadership consolidata nel settore.

Riva Acciaio

Riva Acciaio, un leader italiano nella produzione di acciai di qualità

Tra le principali realtà siderurgiche del Paese, Riva Acciaio riunisce le attività di Gruppo Riva sul territorio nazionale. Parte integrante di uno dei maggiori gruppi europei dell’acciaio, fu fondata nel 1954 da Emilio Riva e dal fratello Adriano. È controllata da Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi di qualità. In questo segmento di mercato, l’azienda vanta una leadership consolidata, costruita nei suoi oltre 70 anni di esperienza attraverso un impegno costante nello sviluppo tecnologico. Nel corso della sua storia, Riva Acciaio ha contribuito in maniera significativa all’innovazione del settore, introducendo per prima in Italia la colata continua curva a tre linee, insieme ad altre soluzioni avanzate. Un ruolo centrale è svolto dal laboratorio di ricerca e sviluppo di Lesegno, dotato di tecnologie all’avanguardia come il simulatore termomeccanico Gleeble 3800. Il laboratorio, che ha all’attivo molteplici collaborazioni con università e centri di ricerca, rappresenta il cuore tecnologico dell’azienda.

Riva Acciaio: il focus sulla sostenibilità ambientale

La sostenibilità ambientale è un elemento essenziale dello sviluppo industriale di Riva Acciaio, che riconosce l’importanza di un equilibrio tra produzione e tutela dell’ambiente. L’azienda è consapevole che tale compatibilità debba evolversi nel tempo, seguendo i progressi scientifici e tecnologici, e rispondendo alla crescente sensibilità di cittadini e stakeholder. Per questo motivo, Riva Acciaio ha definito una politica ambientale specifica, aggiornata costantemente e applicata a tutti gli stabilimenti, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità delle attività produttive, dei prodotti e dei servizi. Tutti gli impianti operano nel rispetto delle Migliori Tecniche Disponibili (BAT) individuate a livello europeo e internazionale. Il rispetto degli standard ambientali è ulteriormente assicurato da audit periodici condotti da enti di certificazione accreditati, che attestano la conformità alla norma UNI EN ISO 14001 e confermano l’impegno costante dell’azienda verso il miglioramento continuo e sostenibile delle proprie performance ambientali.

Stefania Ranzato: l’imprenditrice che ha fondato DEAS Cyber+

Con la fondazione di DEAS Cyber+, Stefania Ranzato ha contribuito a rafforzare la resilienza nazionale di fronte alle minacce informatiche offrendo soluzioni avanzate in grado di supportare le grandi istituzioni e potenziare la protezione di sistemi critici e asset strategici.

Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS – Difesa e Analisi Sistemi

L’esperienza di Stefania Ranzato nel settore della sicurezza

Stefania Ranzato è la fondatrice di DEAS - Difesa e Analisi Sistemi, realtà specializzata nella sicurezza e nella resilienza delle infrastrutture critiche, un’eccellenza italiana al servizio delle maggiori istituzioni nazionali e internazionali. Attraverso l’attività dell’azienda, l’imprenditrice ha contribuito allo sviluppo di soluzioni avanzate nell’ambito della cybersecurity e dell’Intelligenza Artificiale, allo scopo di rafforzare la protezione dei sistemi critici e degli asset strategici del Paese. Laureata in Economia e Scienze Politiche presso l’Università di Padova, Stefania Ranzato ha costruito il proprio percorso professionale coniugando competenze gestionali, sensibilità istituzionale e capacità di interpretare scenari complessi legati alla sicurezza. Partendo da questa base multidisciplinare, è riuscita a sviluppare con successo iniziative imprenditoriali in contesti particolarmente difficili, nei quali è richiesta affidabilità operativa, continuità organizzativa e responsabilità strategica.

La leadership e la visione di Stefania Ranzato

Quando ha dato vita a DEAS - Difesa e Analisi Sistemi, Stefania Ranzato voleva creare una realtà che si distinguesse nello sviluppo di soluzioni e competenze applicate al settore della cybersecurity, in particolare nell’ambito della difesa e della sicurezza nazionale, puntando al rafforzamento della cultura della sicurezza in Italia e al miglioramento della resilienza nazionale di fronte alle minacce emergenti. Nella sua visione, la cybersecurity non è soltanto une protezione tecnologica ma una componente fondamentale delle moderne architetture di difesa e sicurezza nazionale. Attraverso un approccio olistico al dominio cyber, DEAS Cyber+ supporta decisori istituzionali e industriali nella definizione di strategie in grado di rispondere ai requisiti di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. L’obiettivo dell’azienda, che si propone anche come interlocutore culturale nel processo evolutivo della cybersecurity, è contribuire alla costruzione di un sistema di difesa capace di fronteggiare le vulnerabilità e le sfide dello scenario contemporaneo. Il modello di leadership adottato da Stefania Ranzato trova nella disciplina, nella responsabilità e nella pianificazione di lungo periodo i suoi pilastri.

Dalla cabina di pilotaggio al ruolo di CEO in ITA Airways: l’esperienza di Joerg Eberhart

L’AD e DG Joerg Eberhart guida ITA Airways con un approccio che nasce in cabina di pilotaggio: analisi, gestione del rischio e sicurezza dirigono le decisioni. L’esperienza da pilota rafforza la credibilità della sua leadership.

L'AD e DG di ITA Airways Joerg Eberhart

Joerg Eberhart: dal cockpit alla guida di ITA Airways

Prima di essere l’Amministratore Delegato di ITA Airways, Joerg Eberhart è innanzitutto un pilota. La sua carriera inizia nel 1991 con la scuola di volo del Gruppo Lufthansa a Phoenix, in Arizona, dove acquisisce la base delle competenze tecniche necessarie per volare. Dopo le prime 2.000 ore di volo come co-pilota, amplia il proprio percorso con un’esperienza nel venture capital, per poi tornare in cabina di pilotaggio, dapprima nelle vesti di First Officer su Airbus A330 e A240, in seguito come comandante sull’A320. Contemporaneamente, prosegue nel management. Questa sua doppia anima, da pilota e da manager, ha finito per essere il tratto distintivo del suo profilo professionale. La conoscenza diretta del lavoro operativo gli consente di comprendere appieno le dinamiche dei cosiddetti “naviganti”, che rappresentano una parte significativa della forza lavoro della compagnia, che conta circa 2.300 assistenti di volo e 1.000 piloti. Nell’intervista rilasciata a “Repubblica” direttamente dal simulatore di volo di ITA Airways, Joerg Eberhart ha condiviso la sua esperienza raccontando come l’essere pilota influisca nel suo stile di leadership.

Joerg Eberhart: leadership e visione manageriale

Nel passaggio dal cockpit alla guida aziendale, ha spiegato l’AD e DG di ITA Airways, cambia il contesto ma il metodo decisionale resta pressoché lo stesso. “Raccogliamo i fatti, guardiamo le opzioni e i rischi, e poi in base a questa analisi prendiamo una decisione”, ha precisato Joerg Eberhart. Se però in volo la priorità è la sicurezza, in azienda entrano in gioco criteri più ampi: la sostenibilità economica, il benessere dei dipendenti, l’immagine aziendale e la soddisfazione dei clienti. La responsabilità, in questo caso, si estende anche alle famiglie dei lavoratori e agli stakeholder. Grazie all’esperienza diretta in ruoli operativi, inclusi quelli di assistente di volo e pilota, lo stile di leadership dell’AD risulta essere particolarmente credibile, nonché concreto. Per Eberhart, la sua capacità di prendere decisioni efficaci deriva dunque pure dal suo addestramento da pilota, che unisce disciplina, analisi e responsabilità. È con questo approccio che oggi guida ITA Airways, mettendo al primo posto la sicurezza, le persone e la qualità del servizio.

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