Pier Silvio Berlusconi: innovazione, il ruolo chiave nella strategia europea di MFE

Pier Silvio Berlusconi accelera sul progetto europeo di MFE - MEDIAFOREUROPE: nuova organizzazione e focus su dati, AI e misurazione integrata degli ascolti per rafforzare competitività e crescita internazionale.

 Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: la “nuova” MFE

Evolve il modello di Gruppo per sostenere la nuova dimensione e la crescita internazionale”: nei primi giorni di marzo, per voce di Pier Silvio Berlusconi designato Chairman e Group CEO, è stata presentata la “nuova” MFE. Il passaggio da holding di controllo finanziario a media company operativa impone infatti la necessità di una riorganizzazione più funzionale nel coordinare e indirizzare direttamente le società del Gruppo in tutti i Paesi. Questo nuovo assetto, come ha sottolineato anche Pier Silvio Berlusconi, “valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando MFE per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa”. Nell’ambito di questa evoluzione, saranno costituite anche diverse strutture dedicate a nuove aree di attenzione e di lavoro. La prima, dedicata allo sviluppo e al coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’Intelligenza Artificiale. La seconda, focalizzata sul mondo dei dati, che sarà guidata da Federico di Chio nel ruolo di Data and Media Currency Director, si propone di misurare e analizzare tutti i dati relativi ai risultati editoriali e alle proposte commerciali, sia sulla televisione lineare che su tutti i mezzi digitali.

Pier Silvio Berlusconi: innovazione e dati, come evolve MFE

Preservare la qualità degli ascolti sul lineare e incentivare la regolamentazione delle audience OTT sono priorità della strategia europea di MFE, oggi già presente anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. L’obiettivo indicato da Pier Silvio Berlusconi è proprio quello di condividere le competenze italiane anche in questi Paesi: a giocare un ruolo fondamentale in quest’ottica sarà la nuova area dedicata al mondo dei dati, come evidenzia oggi “Tivu” nel numero di aprile. “Puntiamo ad avere in tutti i mercati in cui operiamo un framework metodologico di rilevazione degli ascolti che sia rigoroso, moderno e inclusivo, che cioè includa anche le grandi piattaforme digitali con regole uguali per tutti”, aveva spiegato proprio Di Chio lo scorso marzo, intervenuto nel corso dell’incontro con la stampa in programma a Cologno Monzese con il CEO Pier Silvio Berlusconi. In questa prospettiva, l’innovazione diventa la leva chiave: non solo per armonizzare i sistemi di rilevazione tra lineare e digitale, ma anche per ridisegnare in modo più trasparente e competitivo l’intero ecosistema TV e media europeo.

Paolo Gallo: la flessibilità del sistema energetico tra gas e rinnovabili

Nell’intervista rilasciata a “Repubblica”, l’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha rimarcato il ruolo del gas, e in special modo del biometano, per la sicurezza e indipendenza energetica del Paese. È pura ideologia pensare di raggiungere la transizione energetica esclusivamente con le fonti rinnovabili, c’è bisogno di flessibilità.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: la transizione energetica passa dal gas e dal biometano

L’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha parlato di sicurezza e indipendenza energetica in un’intervista rilasciata a “Repubblica” lo scorso 3 maggio, ricordando quanto il ruolo del gas sia cruciale per la transizione energetica e per mantenere in equilibrio il sistema energetico. “Senza sicurezza, non esistono né competitività economica e tantomeno sostenibilità. Le reti del gas sono e resteranno un’infrastruttura abilitante: garantiscono flessibilità, resilienza e l’integrazione progressiva dei gas rinnovabili, a partire dal biometano, già presente in buone quantità e in rapido sviluppo”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn del manager. Pensare di raggiungere la piena transizione energetica solo attraverso l’elettrificazione da rinnovabili è pura ideologia.

Paolo Gallo: sicurezza e flessibilità del sistema energetico italiano

“Servono investimenti e una visione guidata dalla neutralità tecnologica — ha scritto Paolo Gallo su LinkedIn — È su questo che si gioca la competitività del sistema Paese e dell’Europa. Come Italgas continueremo a fare la nostra parte da leader globali: crescere, innovare, rafforzare le infrastrutture”. Investire nelle energie rinnovabili, come eolico e fotovoltaico, è molto importante ma rimangono fonti intermittenti. L’AD e DG ricorda quanto sia altrettanto necessario generare un sistema che sia flessibile, mettendo in campo tutte le soluzioni possibili. Intanto Italgas, diventato il primo operatore europeo nella distribuzione di gas, presenterà il prossimo giugno il Piano aggiornato al 2032 che prevede diverse novità. “Mostreremo le capacità dei nostri sistemi di Intelligenza Artificiale — ha dichiarato Paolo Gallo nell’intervista — Sarà un fattore importante per sviluppare efficienze già nel 2026, quando avremo anche il picco di sinergie dalla recente fusione”.

A8 Milano-Laghi: intervento lampo di Vitali Spa per il nuovo ponte

A inizio anno, Vitali Spa ha completato con successo il varo del nuovo ponte sull’autostrada A8 Milano-Laghi, portando a termine l’intervento in una sola notte e restituendo la piena funzionalità dell’arteria già alle prime ore del mattino.

Vitali Spa

Sostituzione del ponte di Lainate: la strategia di Vitali Spa

L’intervento ha riguardato la sostituzione integrale del ponte di Lainate, una delle operazioni più complesse lungo una delle autostrade più trafficate d’Italia. L’obiettivo era ambizioso: realizzare la sostituzione senza interrompere la continuità della circolazione. Per raggiungerlo, Vitali Spa ha adottato un approccio completamente integrato che ha unito progettazione esecutiva avanzata, pianificazione estremamente dettagliata e tecnologie di movimentazione di ultima generazione. La scelta strategica è stata quella di costruire il nuovo impalcato fuori opera, a circa un chilometro dal punto definitivo di installazione. Questa soluzione ha consentito di lavorare in condizioni ottimali, senza interferire con il traffico autostradale e riducendo al minimo i disagi per gli utenti.

Varo notturno e rimozione del vecchio ponte: l’intervento lampo di Vitali Spa

Alle ore 22, con la chiusura programmata dell’autostrada, è entrata nel vivo la fase operativa. Il nuovo ponte, da oltre 700 tonn, è stato trasportato fino all’area di tiro mediante carrelli ad alta capacità di carico. Successivamente, tre autogru hanno gestito la fase di sollevamento e posizionamento, consentendo l’installazione dell’infrastruttura nella sua sede definitiva con precisione millimetrica. All’alba, il traffico sull’A8 era già completamente ripristinato. L’intervento di Vitali Spa non si è però concluso con il varo. È seguita infatti la complessa fase di rimozione del vecchio ponte, posizionata a cinque metri di altezza. L’operazione è stata eseguita utilizzando carrelli semoventi e colonne di appoggio, che hanno permesso di sollevare e traslare l’intera struttura fuori dalla carreggiata autostradale in meno di due ore. Il risultato finale è una infrastruttura completamente rinnovata, realizzata in tempi estremamente ridotti e con impatti minimi sulla viabilità.

Teva Italia: approccio innovativo alla terapia dell’emicrania

Contribuire al miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso il progresso scientifico è un aspetto centrale nell’approccio di Teva Italia, portato avanti grazie al suo impegno verso l’innovazione terapeutica, ad esempio nella gestione dell’emicrania. In questo ambito, l’azienda ha sponsorizzato l’evento “Give Me Five - A Journey Over Five Years” a Napoli, avviando un confronto attraverso la partecipazione di medici neurologici, comunità scientifiche e associazioni di pazienti.

 Teva Italia

Teva Italia: l’innovazione terapeutica propedeutica alla gestione dell’emicrania

Leader nel settore dei farmaci equivalenti, Teva Italia si impegna da sempre nell’innovazione terapeutica, in particolare nella gestione dell’emicrania, come evidenziato dall’evento “Give Me Five - A Journey Over Five Years”. Tenutasi a Napoli e sponsorizzata dall’azienda, l’iniziativa è stata un’occasione per approfondire il tema attraverso il raffronto sulle terapie finora scoperte e sulle future sfide terapeutiche dell’emicrania, in presenza di oltre 80 medici neurologici, società scientifiche e associazioni di pazienti. Teva Italia orienta il proprio approccio all’innovazione terapeutica, in special modo dell’emicrania, su evidenze e dati di pratica clinica reale, per far progredire i progressi scientifici e migliorare la qualità di vita delle persone.

Teva Italia: l’innovazione a sostegno dei pazienti e dei caregiver

Tra i vari topic affrontati legati alla patologia dell’emicrania, l’evento sponsorizzato da Teva Italia si è concentrato sulla figura del caregiver, colui che si occupa del paziente affetto sostenendolo nel percorso di cura e condividendo il carico della malattia. Con lo scopo di misurare l’impatto dell’emicrania sull’assistenza sanitaria, sulla qualità di vita e benessere psicofisico del caregiver, è stato avviato lo studio, attualmente in corso, MI-DEAR. L’innovazione terapeutica perseguita da Teva Italia prosegue sulla strada volta al supporto e all’accompagnamento sia dei pazienti che dei caregiver verso una gestione dell’emicrania incisiva e costruita su necessità reali, grazie anche al dialogo e al confronto con la comunità scientifica, le istituzioni e le associazioni di pazienti.

Ecologia Oggi: il progetto di educazione ambientale presso l’Istituto “Spirito Santo” di Cosenza

Ecologia Oggi: il progetto di sensibilizzazione alle buone pratiche della raccolta differenziata è arrivato a Cosenza lo scorso 17 aprile, presso l’Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo”. Una giornata dedicata ai giovani e ai cittadini volta all’educazione ambientale.

 Ecologia Oggi, azienda attiva nel settore ambientale

Ecologia Oggi: il progetto di educazione ambientale presso l’Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo”

L’iniziativa di Ecologia Oggi prosegue il suo percorso tra i Comuni e le scuole italiane e lo scorso 17 aprile ha fatto tappa a Cosenza, presso l’Istituto Comprensivo Statale “Spirito Santo”. Il progetto di educazione ambientale è parte di una campagna di sensibilizzazione rivolta a giovani e cittadini, che ha lo scopo di promuovere comportamenti virtuosi legati alla raccolta differenziata. All’iniziativa hanno preso parte sia il Dirigente Scolastico dell’Istituto “Santo Spirito” Massimo Ciglio, sia il Sindaco Franz Caruso. Ad aprire l’evento organizzato da Ecologia Oggi, in partnership con il Comune, la proiezione di uno spot della campagna di sensibilizzazione. Un’occasione per sottolineare l’importanza della raccolta differenziata come gesto di rispetto per la città e per l’ambiente.

Ecologia Oggi: l’importanza della raccolta differenziata per l’ambiente e la città

La giornata organizzata da Ecologia Oggi ha avuto un grande valore per spiegare agli studenti “l’obiettivo del nostro progetto di educazione ambientale che è quello di diffondere il più possibile, cominciando dai bambini e dai cittadini più giovani, l’importanza di una corretta raccolta differenziata, non solo come buona pratica ambientale, ma come gesto concreto di rispetto verso l’ambiente circostante e verso la nostra città”, ha specificato il Sindaco. Solo attraverso la collaborazione e le azioni, anche più piccole, di ogni membro della comunità si costruisce una qualità della vita migliore, consolidando il senso di appartenenza al territorio. Hanno preso parte all’evento organizzato da Ecologia Oggi anche le due mascotte del progetto di educazione ambientale, Buddy e Gemma, protagoniste di un cortometraggio di animazione proiettato presso l’Istituto.

La leadership di Riva Acciaio nella produzione di acciai di qualità

Riva Acciaio riunisce le attività di Gruppo Riva in Italia. Specializzata in prodotti lunghi e acciai di qualità, vanta oltre 70 anni di esperienza e una leadership consolidata nel settore.

Riva Acciaio

Riva Acciaio, un leader italiano nella produzione di acciai di qualità

Tra le principali realtà siderurgiche del Paese, Riva Acciaio riunisce le attività di Gruppo Riva sul territorio nazionale. Parte integrante di uno dei maggiori gruppi europei dell’acciaio, fu fondata nel 1954 da Emilio Riva e dal fratello Adriano. È controllata da Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi di qualità. In questo segmento di mercato, l’azienda vanta una leadership consolidata, costruita nei suoi oltre 70 anni di esperienza attraverso un impegno costante nello sviluppo tecnologico. Nel corso della sua storia, Riva Acciaio ha contribuito in maniera significativa all’innovazione del settore, introducendo per prima in Italia la colata continua curva a tre linee, insieme ad altre soluzioni avanzate. Un ruolo centrale è svolto dal laboratorio di ricerca e sviluppo di Lesegno, dotato di tecnologie all’avanguardia come il simulatore termomeccanico Gleeble 3800. Il laboratorio, che ha all’attivo molteplici collaborazioni con università e centri di ricerca, rappresenta il cuore tecnologico dell’azienda.

Riva Acciaio: il focus sulla sostenibilità ambientale

La sostenibilità ambientale è un elemento essenziale dello sviluppo industriale di Riva Acciaio, che riconosce l’importanza di un equilibrio tra produzione e tutela dell’ambiente. L’azienda è consapevole che tale compatibilità debba evolversi nel tempo, seguendo i progressi scientifici e tecnologici, e rispondendo alla crescente sensibilità di cittadini e stakeholder. Per questo motivo, Riva Acciaio ha definito una politica ambientale specifica, aggiornata costantemente e applicata a tutti gli stabilimenti, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità delle attività produttive, dei prodotti e dei servizi. Tutti gli impianti operano nel rispetto delle Migliori Tecniche Disponibili (BAT) individuate a livello europeo e internazionale. Il rispetto degli standard ambientali è ulteriormente assicurato da audit periodici condotti da enti di certificazione accreditati, che attestano la conformità alla norma UNI EN ISO 14001 e confermano l’impegno costante dell’azienda verso il miglioramento continuo e sostenibile delle proprie performance ambientali.

Stefania Ranzato: l’imprenditrice che ha fondato DEAS Cyber+

Con la fondazione di DEAS Cyber+, Stefania Ranzato ha contribuito a rafforzare la resilienza nazionale di fronte alle minacce informatiche offrendo soluzioni avanzate in grado di supportare le grandi istituzioni e potenziare la protezione di sistemi critici e asset strategici.

Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS – Difesa e Analisi Sistemi

L’esperienza di Stefania Ranzato nel settore della sicurezza

Stefania Ranzato è la fondatrice di DEAS - Difesa e Analisi Sistemi, realtà specializzata nella sicurezza e nella resilienza delle infrastrutture critiche, un’eccellenza italiana al servizio delle maggiori istituzioni nazionali e internazionali. Attraverso l’attività dell’azienda, l’imprenditrice ha contribuito allo sviluppo di soluzioni avanzate nell’ambito della cybersecurity e dell’Intelligenza Artificiale, allo scopo di rafforzare la protezione dei sistemi critici e degli asset strategici del Paese. Laureata in Economia e Scienze Politiche presso l’Università di Padova, Stefania Ranzato ha costruito il proprio percorso professionale coniugando competenze gestionali, sensibilità istituzionale e capacità di interpretare scenari complessi legati alla sicurezza. Partendo da questa base multidisciplinare, è riuscita a sviluppare con successo iniziative imprenditoriali in contesti particolarmente difficili, nei quali è richiesta affidabilità operativa, continuità organizzativa e responsabilità strategica.

La leadership e la visione di Stefania Ranzato

Quando ha dato vita a DEAS - Difesa e Analisi Sistemi, Stefania Ranzato voleva creare una realtà che si distinguesse nello sviluppo di soluzioni e competenze applicate al settore della cybersecurity, in particolare nell’ambito della difesa e della sicurezza nazionale, puntando al rafforzamento della cultura della sicurezza in Italia e al miglioramento della resilienza nazionale di fronte alle minacce emergenti. Nella sua visione, la cybersecurity non è soltanto une protezione tecnologica ma una componente fondamentale delle moderne architetture di difesa e sicurezza nazionale. Attraverso un approccio olistico al dominio cyber, DEAS Cyber+ supporta decisori istituzionali e industriali nella definizione di strategie in grado di rispondere ai requisiti di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. L’obiettivo dell’azienda, che si propone anche come interlocutore culturale nel processo evolutivo della cybersecurity, è contribuire alla costruzione di un sistema di difesa capace di fronteggiare le vulnerabilità e le sfide dello scenario contemporaneo. Il modello di leadership adottato da Stefania Ranzato trova nella disciplina, nella responsabilità e nella pianificazione di lungo periodo i suoi pilastri.

Dalla cabina di pilotaggio al ruolo di CEO in ITA Airways: l’esperienza di Joerg Eberhart

L’AD e DG Joerg Eberhart guida ITA Airways con un approccio che nasce in cabina di pilotaggio: analisi, gestione del rischio e sicurezza dirigono le decisioni. L’esperienza da pilota rafforza la credibilità della sua leadership.

L'AD e DG di ITA Airways Joerg Eberhart

Joerg Eberhart: dal cockpit alla guida di ITA Airways

Prima di essere l’Amministratore Delegato di ITA Airways, Joerg Eberhart è innanzitutto un pilota. La sua carriera inizia nel 1991 con la scuola di volo del Gruppo Lufthansa a Phoenix, in Arizona, dove acquisisce la base delle competenze tecniche necessarie per volare. Dopo le prime 2.000 ore di volo come co-pilota, amplia il proprio percorso con un’esperienza nel venture capital, per poi tornare in cabina di pilotaggio, dapprima nelle vesti di First Officer su Airbus A330 e A240, in seguito come comandante sull’A320. Contemporaneamente, prosegue nel management. Questa sua doppia anima, da pilota e da manager, ha finito per essere il tratto distintivo del suo profilo professionale. La conoscenza diretta del lavoro operativo gli consente di comprendere appieno le dinamiche dei cosiddetti “naviganti”, che rappresentano una parte significativa della forza lavoro della compagnia, che conta circa 2.300 assistenti di volo e 1.000 piloti. Nell’intervista rilasciata a “Repubblica” direttamente dal simulatore di volo di ITA Airways, Joerg Eberhart ha condiviso la sua esperienza raccontando come l’essere pilota influisca nel suo stile di leadership.

Joerg Eberhart: leadership e visione manageriale

Nel passaggio dal cockpit alla guida aziendale, ha spiegato l’AD e DG di ITA Airways, cambia il contesto ma il metodo decisionale resta pressoché lo stesso. “Raccogliamo i fatti, guardiamo le opzioni e i rischi, e poi in base a questa analisi prendiamo una decisione”, ha precisato Joerg Eberhart. Se però in volo la priorità è la sicurezza, in azienda entrano in gioco criteri più ampi: la sostenibilità economica, il benessere dei dipendenti, l’immagine aziendale e la soddisfazione dei clienti. La responsabilità, in questo caso, si estende anche alle famiglie dei lavoratori e agli stakeholder. Grazie all’esperienza diretta in ruoli operativi, inclusi quelli di assistente di volo e pilota, lo stile di leadership dell’AD risulta essere particolarmente credibile, nonché concreto. Per Eberhart, la sua capacità di prendere decisioni efficaci deriva dunque pure dal suo addestramento da pilota, che unisce disciplina, analisi e responsabilità. È con questo approccio che oggi guida ITA Airways, mettendo al primo posto la sicurezza, le persone e la qualità del servizio.

Enrico Vita: innovazione e ricerca con Nicholas Reed in Amplifon

Come annunciato dal CEO Enrico Vita, il talento e le competenze del ricercatore Nicholas Reed in ambito audiologico saranno al servizio di Amplifon. Il suo ruolo di Responsabile della Ricerca Audiologica ed Health Innovation contribuirà al miglioramento dell’innovazione del Gruppo e della vita delle persone.

 

L’annuncio di Enrico Vita: Nicholas Reed a capo della ricerca audiologica di Amplifon

Amplifon, Gruppo guidato da Enrico Vita, ha nominato Nicholas Reed Responsabile della Ricerca Audiologica ed Health Innovation, con il compito di supervisionare i programmi di ricerca nell’audiologia e nella salute dell’udito su scala internazionale. Con un PhD alla Johns Hopkins University e una cattedra da professore associato aggiunto alla Grossman School of Medicine della New York University, Nicholas Reed ha mostrato nelle sue ricerche come la perdita uditiva non trattata abbia un impatto sulla sanità pubblica. “Siamo onorati di accogliere il Dr. Nicholas Reed nella nostra squadra — ha sottolineato Enrico Vita — La sua reputazione di ricercatore di livello mondiale e la sua profonda conoscenza dei temi legati alla salute dell’udito lo rendono la persona ideale per ampliare le nostre iniziative nella ricerca e nell’innovazione nell’audiologia”. 

Enrico Vita: innovazione e ricerca per migliorare la vita delle persone

“La sua nomina rappresenta un importante investimento di Amplifon nel futuro dell’hearing care: integrando l'esperienza del Dr. Reed nell’epidemiologia e nell'audiologia clinica”, ha specificato Enrico Vita. Nel suo nuovo ruolo, Reed opererà presso la sede di Amplifon Americas a Minneapolis, le cui attività saranno svolte a stretto contatto con le funzioni Regulatory Affairs, Marketing, Technology and Innovation e Retail Excellence della sede di Milano. La sua presenza sarà fondamentale per continuare a mettere la ricerca a disposizione del miglioramento della vita delle persone, attraverso cui “perfezioneremo ulteriormente i nostri protocolli — ha concluso Enrico Vita — e renderemo i nostri servizi ancora più innovativi, personalizzati ed efficaci con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di milioni di persone in tutto il mondo”.

Flavio Cattaneo: crescita e sviluppo nel nuovo Piano Strategico di Enel

In occasione del Capital Markets Day 2026, l’AD di Enel Flavio Cattaneo ha illustrato il nuovo Piano Strategico 2026-2028 del Gruppo, che prevede 10 miliardi di euro in più rispetto a quello precedente, per un ammontare di 53 miliardi da investire in mercati e aree geografiche maggiormente dinamici.

 Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: il nuovo Piano Strategico 2026-2028 di Enel presentato al Capital Markets Day 2026

“Stiamo presentando un Piano ambizioso ma credibile e realizzabile, un Piano concepito per iniziare una nuova fase di crescita”, ha dichiarato l’AD di Enel Flavio Cattaneo lo scorso 23 febbraio in occasione del Capital Markets Day 2026, presentando il nuovo Piano Strategico 2026-2028 del Gruppo. Il manager ha illustrato un Piano ambizioso e realistico, che include una grande spinta verso lo sviluppo, sostenuta da una crescita degli investimenti, Brownfield e Greenfield. Questi ultimi genereranno un aggiuntivo rafforzamento del profilo di rischio e rendimento del Gruppo. “Lo scorso anno abbiamo messo in atto tutte le azioni strategiche sulle quali ci eravamo impegnati — ha sottolineato Flavio Cattaneo — riuscendo a raggiungere ogni singolo obiettivo. Abbiamo promesso, abbiamo mantenuto le nostre promesse”.

Flavio Cattaneo: gli investimenti programmati da Enel per mercati più dinamici

Sotto la guida di Flavio Cattaneo, il Gruppo prevede 53 miliardi di euro di investimenti per il Piano Strategico 2026-2028, 10 miliardi in più rispetto a quello precedente, focalizzandosi su aree geografiche più promettenti. “Ora siamo pronti ad accelerare la crescita grazie alla nostra flessibilità finanziaria. Ottimizzeremo la produttività attraverso un’eccellente allocazione del capitale e generando ulteriori efficienze”. Grazie alla gestione degli ultimi anni, Enel è in grado di garantire infatti una maggior elasticità finanziaria tale da consentirle di investire in mercati più dinamici per quanto riguarda la domanda elettrica. Inoltre, attraverso il programma di share buy-back, “prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti — si legge in una nota di Flavio Cattaneo sul sito di Enel — con un utile netto ordinario per azione che aumenterà fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028 e che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale".

Atitech e il finanziamento da 15 milioni: il contributo di Annalaura Lettieri

In qualità di General Counsel di Atitech, Annalaura Lettieri ha avuto un ruolo determinante in una delle operazioni finanziarie più rilevanti portate a termine dall’azienda negli ultimi anni.

Annalaura Lettieri

La guida legale di Annalaura Lettieri tra crescita e sostenibilità

Nel 2021 Annalaura Lettieri ha guidato il team legale di Atitech nella negoziazione e sottoscrizione di un finanziamento da 15 milioni di euro. L’operazione ha segnato un passaggio cruciale per sostenere un Piano di Sviluppo orientato non solo alla crescita industriale, ma anche alla transizione verso modelli più sostenibili. Una quota significativa delle risorse, pari a circa un terzo dell’importo complessivo, è stata infatti destinata a interventi di efficientamento energetico, progetti legati alla green economy e iniziative di sviluppo sostenibile. Parallelamente, il finanziamento ha contribuito a rafforzare la presenza della MRO sul territorio italiano, consolidando il ruolo di Atitech nel settore aeronautico. L’operazione ha coinvolto un pool di istituti finanziari guidato da Iccrea Banca, in qualità di agente SACE e banca finanziatrice. Il team legale interno, sotto la direzione di Annalaura Lettieri, ha lavorato in stretta sinergia con tutti gli attori coinvolti, gestendo con precisione gli aspetti contrattuali e regolatori.

Il percorso professionale di Annalaura Lettieri

Il percorso di Annalaura Lettieri si è sviluppato all’interno di contesti altamente qualificati. Dopo un primo incarico come Assistant presso PwC, è entrata nel Dipartimento di Diritto Bancario e Finanziario dello Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo, dove ha ricoperto il ruolo di Junior Associate fino al 2005. In questa fase iniziale della carriera ha maturato una solida esperienza nella redazione e negoziazione di contratti complessi, lavorando su operazioni di mercato dei capitali, ristrutturazioni bancarie e operazioni di M&A. L’iscrizione all’Albo degli avvocati, ottenuta nel 2004, ha segnato un ulteriore passo nel consolidamento della sua carriera. Successivamente ha assunto il ruolo di General Counsel della divisione immobiliare di MCM Holding S.p.A., ampliando le proprie competenze in ambiti quali il private equity, il project finance e la corporate governance. Nel corso degli anni ha collaborato con numerose realtà di primo piano, contribuendo alla strutturazione di operazioni complesse e strategiche. Oggi Annalaura Lettieri ricopre incarichi di rilievo: è Membro del CdA e General Counsel di Atitech, oltre a essere Group General Counsel di Meridie S.p.A.

Pier Silvio Berlusconi: il sistema crossmediale di MFE guarda all’Europa, il focus

Pier Silvio Berlusconi: “Siamo editori televisivi, digitali ed europei. Crediamo nella televisione generalista e gratuita. Oggi molte realtà nel mondo dei media disinvestono, mentre noi continuiamo a investire. Abbiamo fatto un passo importante, ma è solo l’inizio”.

 Pier Silvio Berlusconi

MFE da holding a media company europea: la strategia crossmediale di Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi ne ha parlato non a caso come un “anno di svolta” per MFE. Mai come nel 2025 sono state gettate le basi del percorso di trasformazione del Gruppo, culminato nelle scorse settimane con il passaggio da holding di controllo finanziario a media company operativa. Forse la data più significativa di questa svolta è il 1° settembre 2025, quando la Bafin, la Consob tedesca, ha ufficializzato i risultati dell’opa lanciata il 26 marzo su ProsiebenSat: un’operazione che ha contribuito considerevolmente ad ampliare dimensioni e presenza internazionale del Gruppo. MFE opera oggi in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo) raggiungendo oltre 200 milioni di persone. L’obiettivo, indicato in più occasioni proprio da Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO, è la creazione di un grande player paneuropeo: fare fronte comune per affrontare le sfide sempre più complesse che le grandi realtà del settore media si trovano oggi davanti e contrastare efficacemente i colossi internazionali del web e dello streaming. Elemento centrale di questo progetto è l’innovativo “sistema crossmediale” che MFE ha sviluppato in questi anni e la cui efficacia è nei numeri in crescita: un modello sempre più integrato in cui contenuti, dati e distribuzione dialogano tra loro e in cui il prodotto televisivo rappresenta il fulcro di un ecosistema che si estende al digitale e all’on demand valorizzando sinergie e innovazione. Non significa fare una TV italiana all’estero “con prodotti congelati tipo quelli delle piattaforme, senz’anima”, spiegava già nel 2024 il CEO. “Ogni nazione deve farsi una TV adatta al proprio pubblico. Calda, locale, in diretta, prodotta al momento e consumata nell’immediato”: una televisione lineare con una forte caratterizzazione nazionale in ogni Paese, che possa essere altrettanto importante anche su streaming e digitale, con il fatturato pubblicitario al centro del business. Questa la direzione tracciata dal CEO.

Pier Silvio Berlusconi: l’unicità del sistema crossmediale di MFE, il prodotto televisivo resta al centro

È proprio questo sistema crossmediale, costruito negli anni a partire dall’esperienza di Mediaset, che MFE intende sviluppare su scala europea, mantenendo la centralità della TV generalista ma arricchendola attraverso una logica di circolarità tra piattaforme. È un modello “unico in Italia ed è esportabile in tutta Europa”, ha sottolineato più volte Berlusconi rimarcando il valore del prodotto televisivo che, in questo ecosistema, si pone come punto di partenza di un’offerta più ampia e integrata. “Siamo editori televisivi, digitali ed europei. Crediamo nella televisione generalista e gratuita. Oggi molte realtà nel mondo dei media disinvestono, mentre noi continuiamo a investire. Abbiamo fatto un passo importante, ma è solo l’inizio. Il nostro è un settore complicatissimo. La sfida è resistere allo strapotere delle grandi piattaforme globali e all’impatto dell’innovazione tecnologica, ancora di più in un contesto economico e geopolitico sempre più fragile e instabile. Serve coraggio. Essere più efficaci ed efficienti. Crescere ancora. È questa la nostra sfida”, ha ribadito Pier Silvio Berlusconi anche nelle scorse settimane presentando i risultati di quello che a tutti gli effetti è stato “un anno di svolta” per MFE.

Agostino Scornajenchi: la visione di Snam tra storia, innovazione e futuro

Un dialogo tra passato, presente e futuro per riflettere sul ruolo strategico delle infrastrutture energetiche in un contesto globale sempre più complesso. È questo il significato dell’incontro che si è tenuto presso la Snam Energy House tra Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, e Alberto Meomartini, già CEO e Presidente del Gruppo tra gli anni ’90 e 2000.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: leadership, eredità industriale e il valore strategico delle reti energetiche

Un confronto che, come ha sottolineato lo stesso Agostino Scornajenchi, è stato “ricco di spunti, visione ed emozione”. L’iniziativa ha rappresentato un momento di condivisione tra due generazioni di leadership, unite dalla consapevolezza che guidare una grande realtà infrastrutturale significa custodire un’eredità costruita nel tempo e proiettarla verso il futuro con responsabilità. “Gestire infrastrutture complesse è insieme un privilegio e una responsabilità. Il privilegio di ricevere un patrimonio costruito da chi ci ha preceduto. La responsabilità di trasmetterlo, ancora più solido, a chi verrà dopo”, ha evidenziato l’AD di Snam, ribadendo il valore della continuità industriale e della visione di lungo termine. Al centro della riflessione, il ruolo delle reti energetiche come elemento fondamentale non solo per la sicurezza e l’approvvigionamento, ma anche come infrastrutture capaci di connettere territori, economie e persone. “Le reti non trasportano solo energia. Uniscono persone, culture, superano distanze. Da ricordare. Soprattutto oggi”, ha dichiarato Agostino Scornajenchi.

Agostino Scornajenchi guida la crescita tra tradizione, innovazione e sicurezza energetica

Snam, che da 85 anni accompagna la crescita del Paese, continua a essere un pilastro nello sviluppo energetico italiano. Agostino Scornajenchi aveva già rimarcato questo concetto al momento della sua nomina, definendo il Gruppo “protagonista nella costruzione e nello sviluppo delle infrastrutture energetiche della nazione”. Oggi, in uno scenario segnato da nuove sfide internazionali e sicurezza degli approvvigionamenti, questa missione assume una centralità ancora maggiore. Per l’AD, il futuro di Snam passa attraverso un equilibrio strategico tra esperienza tecnica e innovazione, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’azienda nella sicurezza energetica nazionale ed europea. Investire con responsabilità, valorizzare le competenze interne e mantenere una prospettiva sostenibile sono i cardini di una strategia che punta a generare valore duraturo. In questa visione, il legame con la storia aziendale non è solo memoria, ma una leva concreta per affrontare il cambiamento.

Raffaele Pio de Nittis diviene nuovo Presidente di Confcooperative Sanità Puglia

Raffaele Pio de Nittis è stato nominato come nuovo Presidente di Confcooperative Sanità Puglia. Già Vicepresidente dal 2022, apporterà il proprio contributo per costruire un sistema sanitario efficiente all’insegna della cooperazione, supportato dalla sua esperienza manageriale nel settore socio-sanitario.

 Raffaele Pio de Nittis, Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia

Raffaele Pio de Nittis è il nuovo Presidente di Confcooperative Sanità Puglia

In occasione dell’assemblea congressuale “Dare valore alla cura: efficienza e innovazione nella Puglia del futuro”, Raffaele Pio de Nittis è stato nominato come nuovo Presidente di Confcooperative Sanità Puglia. Il manager ricopriva già la carica di Vicepresidente dal 2022. La giornata ha rappresentato un momento importante per il futuro della sanità cooperativa pugliese e ha costituito un’occasione “per ribadire il valore della cooperazione nella costruzione di un sistema sanitario più efficiente, innovativo e vicino alle persone”, si legge in un post pubblicato sul profilo Instagram di Confcooperative Sanità Puglia. Raffaele Pio de Nittis porterà in questo ruolo tutte le sue competenze e il bagaglio professionale che gli hanno permesso di distinguersi come manager nell’ambito socio-sanitario.

Raffaele Pio de Nittis: la carriera manageriale nel settore socio-sanitario

Raffaele Pio de Nittis si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli, perfezionando poi la sua formazione con il Master Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School “Il Sole 24 Ore” di Milano nel 2018 e con il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. Dal 2011 al 2021 ha ricoperto il ruolo di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio", improntando la gestione al successo, come evidenziato dal “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. Prima di essere nominato Presidente di Confcooperative Sanità Puglia nell’aprile di quest’anno, Raffaele Pio de Nittis ha ricoperto la carica di Vicepresidente dal 2022. Nel suo percorso professionale spiccano anche gli incarichi in ambito associativo e istituzionale, tra cui quello di Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà dal 2012. Dal 2016 al 2019 è stato membro del Centro Studi Accademici di Confindustria e ha fatto parte della Giunta di Confcommercio dal 2018 al 2020. Nel 2018 ha assunto il ruolo di Consigliere della Camera di Commercio di Foggia, incarico che ha mantenuto fino al 2024.

Samuele Frosio e la rivoluzione del fitness in Italia

Alla guida di RSG Group Italia, Samuele Frosio propone un modello innovativo in cui allenamento, tecnologia, arte e sostenibilità convivono per creare esperienze sempre più coinvolgenti e accessibili.

Samuele Frosio

Samuele Frosio: accessibilità, esperienza e performance nel fitness

I tre brand principali del Gruppo (McFIT, John Reed e Gold’s Gym) rappresentano tre anime distinte ma complementari di questo ecosistema. McFIT si differenzia per la sua accessibilità, sia in termini economici sia geografici, con una forte presenza nelle aree periferiche dove le palestre diventano veri e propri punti di aggregazione sociale. John Reed, invece, ridefinisce l’allenamento trasformandolo in un’esperienza immersiva, in cui musica, design e arte urbana si fondono per stimolare corpo e mente. Gold’s Gym completa l’offerta rivolgendosi a un pubblico più esigente, composto da appassionati e atleti alla ricerca di performance elevate. Alla base di questa evoluzione c’è una filosofia manageriale non convenzionale. Il Gruppo promuove un modello organizzativo orizzontale, in cui la leadership si esprime attraverso l’ascolto, l’empatia e la responsabilizzazione individuale. “Ogni collaboratore – sottolinea Samuele Frosio ha la possibilità di esprimersi, crescere e contribuire al successo del Gruppo”.

Il futuro del fitness secondo Samuele Frosio

L’innovazione è uno dei pilastri strategici di RSG Group Italia. Tra i progetti più ambiziosi, l’integrazione dell’AI nei servizi fitness, con l’obiettivo di personalizzare sempre più l’esperienza degli utenti. Allo stesso tempo, l’attenzione alla sostenibilità si traduce in investimenti concreti: palestre progettate per ridurre l’impatto ambientale, utilizzo di energia rinnovabile e infrastrutture dedicate alla mobilità elettrica. Anche la collaborazione con il Politecnico di Torino contribuisce a sviluppare soluzioni all’avanguardia per il settore. Un altro elemento chiave è la capacità di dialogare con le nuove generazioni. Il Gruppo punta infatti su linguaggi e piattaforme digitali vicine ai giovani, rafforzando il senso di appartenenza attraverso iniziative come “I Have a Dream”, un progetto che dà voce agli iscritti e alle loro storie personali. Tale approccio trasforma la palestra in una comunità, un luogo in cui le persone non si limitano ad allenarsi ma costruiscono relazioni e identità. Guardando al futuro, come evidenziato da Samuele Frosio, la strategia punterà “in particolare a Centro e Sud Italia, aree dove vediamo un grande potenziale ancora inespresso”.

Sesa: la crescita organica e le strategie per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale

Sesa ha accompagnato la crescita organica dei propri risultati con investimenti per lo sviluppo di IA e Automazione, consolidando il proprio ruolo nell’innovazione digitale, come hanno dimostrato gli indicatori economico-finanziari del bilancio annuale all’aprile 2025.

 L'AD e il Presidente di Sesa

Sesa: i dati dell’ultimo bilancio annuale ad aprile 2025

Sesa, operatore leader in Italia e in Europa nel settore Digital Technology, Consulting e Vertical Application per imprese e organizzazioni, ha chiuso l’ultimo bilancio annuale ad aprirle 2025 registrando un andamento molto positivo, con 3,36 miliardi di euro di ricavi aziendali (+4,6%), 240,7 milioni di euro di reddito lordo e un utile netto pari a 95,8 milioni di euro. In quanto società quotata in Borsa, l’assemblea dei soci di Sesa ha deciso anche la remunerazione degli azionisti, con un dividendo pari a 1 euro per azione. Al 30 aprile 2025, la crescita organica del Gruppo è stata del 5% e “per il futuro noi puntiamo sull’IA, l’Intelligenza Artificiale, e sull’Automazione", aveva dichiarato lo scorso agosto l’AD Alessandro Fabbroni. A seguito della crescita degli indicatori economico-finanziari, è stata decisa anche un’importante operazione di riacquisto delle quote azionari che ammontano al 54%.

Sesa: il contributo all’innovazione digitale e agli aspetti ESG

Di pari passo con la crescita dei risultati dell’andamento annuale, Sesa è costantemente impegnata nel miglioramento degli aspetti ESG. All’aprile 2025 i dipendenti del Gruppo sono aumentati del 14,8% rispetto all’anno precedente, per un totale di 6.532 collaboratori e collaboratrici, e per migliorare il loro rapporto tra vita e lavoro è stato attivato da tempo un programma di welfare aziendale, che comprende la presenza di un asilo nido aziendale. Consolidatasi come Digital Integrator e partner per l’innovazione digitale in ambito Data Science/AI, Cloud, Cyber Security e Digital Platforms, Sesa può vantare nel personale numerosi giovani e donne, oltre a portare avanti una politica di responsabilità sociale e di sostenibilità ambientale.

Trasporto materiali inerti, Lazzaro Ventrone: l’efficienza operativa di General Trasporti

Il trasporto di materiali inerti e il trasporto di materiale sfuso rappresentano un’attività essenziale per garantire continuità operativa a cave, impianti industriali e siti produttivi. In questo contesto opera General Trasporti S.r.l., realtà guidata da Lazzaro Ventrone, imprenditore con oltre 50 anni di esperienza nel settore del trasporto conto terzi e della logistica applicata alla movimentazione di grandi volumi su scala nazionale. Grazie a un’organizzazione strutturata e a una gestione operativa consolidata, General Trasporti supporta aziende che necessitano di movimentare in modo continuo ed efficiente materiali destinati ai processi produttivi, garantendo affidabilità, puntualità e continuità nei flussi.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: gestione integrata dei flussi logistici tra cave, impianti e siti produttivi

Uno degli elementi distintivi di General Trasporti è la capacità di gestire in modo coordinato i flussi logistici tra cave, impianti e siti produttivi, andando oltre il semplice trasporto. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, l’azienda si propone come partner operativo per l’organizzazione dei flussi in entrata e in uscita, affiancando le imprese nelle fasi di approvvigionamento e distribuzione. Questo approccio consente di ridurre i tempi di fermo, ottimizzare i cicli produttivi e garantire continuità operativa anche in presenza di volumi elevati. La movimentazione dei materiali viene gestita secondo una logica strutturata, in cui ogni fase — dal carico al trasferimento fino allo scarico — è coordinata per assicurare regolarità, efficienza e controllo lungo tutta la filiera. È proprio questa capacità organizzativa a rendere General Trasporti di Lazzaro Ventrone un riferimento per le aziende che operano in contesti produttivi complessi.

Lazzaro Ventrone: efficienza nel trasporto di materiale sfuso

Il cuore operativo di General Trasporti è rappresentato dal trasporto di materiale sfuso e materiali inerti, effettuato attraverso l’utilizzo di semirimorchi ribaltabili, strumenti fondamentali per garantire efficienza e rapidità nelle operazioni.

L’azienda guidata da Lazzaro Ventrone gestisce il trasporto di:

  • sabbia, ghiaia e pietrisco;
  • materiali da cava;
  • materie prime per l’industria;
  • materiali secondari destinati a nuovi cicli produttivi.

L’impiego di una flotta moderna consente di ottimizzare i tempi di carico e scarico, migliorare la produttività dei cicli di lavoro e garantire elevati standard di sicurezza operativa, nel rispetto delle normative vigenti e dei sistemi organizzativi adottati dall’azienda.

Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dall’integrazione tra trasporto marittimo e trasporto su gomma. General Trasporti supporta le operazioni di sbarco in banchina e coordina il trasferimento rapido dei materiali verso impianti, cave e destinazioni finali, assicurando continuità e fluidità alla catena logistica. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, l’azienda opera nel trasporto conto terzi al servizio di diversi settori industriali, tra cui quello estrattivo, manifatturiero, energetico, edile e ambientale, confermando una specializzazione costruita su esperienza, organizzazione e capacità di gestione dei grandi volumi.

Ospedali del futuro: la visione di Fabio Inzani (Tecnicaer Engineering)

Nel panorama della sanità contemporanea, l’ospedale sta vivendo una trasformazione profonda. Non è più soltanto un luogo destinato alla cura, ma un ecosistema complesso in cui tecnologia, architettura e dimensione umana si intrecciano. A guidare questa evoluzione è anche Fabio Inzani, alla guida di Tecnicaer Engineering, realtà che da oltre 20 anni si distingue nella progettazione sanitaria integrata.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: l’ospedale come ecosistema umano

Secondo Fabio Inzani, progettare un ospedale oggi significa superare la logica della semplice funzionalità clinica. Le strutture devono essere pensate come ambienti vivi, capaci di incidere positivamente sull’esperienza quotidiana di pazienti, medici e familiari. L’attenzione si sposta quindi dalla sola efficienza operativa a un equilibrio più ampio: percorsi di cura ottimizzati, ambienti intuitivi e accoglienti, spazi che riducono lo stress e favoriscono il benessere psicologico. In questa visione, l’ospedale diventa un luogo di relazione, dove anche l’aspetto emotivo contribuisce al processo di guarigione. Il concetto chiave sviluppato da Tecnicaer Engineering è quello di “Human Experiences Builders”. Non si tratta di uno slogan, ma di un approccio concreto alla progettazione. Ogni scelta, dai materiali alla luce, dall’organizzazione degli spazi all’integrazione delle tecnologie, viene valutata in funzione dell’esperienza umana. L’obiettivo è creare ambienti che siano allo stesso tempo altamente tecnologici e profondamente accessibili, in cui la privacy, il comfort e la qualità percepita diventano parte integrante del percorso di cura. Ne derivano ospedali più intuitivi, con aree verdi, spazi di decompressione e ambienti pensati per migliorare la qualità del lavoro degli operatori sanitari, oltre che la permanenza dei pazienti. “Essere costruttori di esperienze umane significa non dimenticare mai che dietro ogni edificio ci sono persone, emozioni, bisogni”, sottolinea Fabio Inzani.

Fabio Inzani: sostenibilità, innovazione e centralità della persona

Tra i progetti più rappresentativi c’è quello del Parco della Salute di Torino, concepito non come una struttura isolata ma come un vero polo urbano integrato. Qui l’ospedale dialoga con università, ricerca e città, diventando un motore di sviluppo territoriale. Tale approccio segna un passaggio cruciale: l’ospedale non è più solo infrastruttura sanitaria, ma parte attiva del tessuto urbano e sociale. Per Tecnicaer Engineering, la sostenibilità non si limita all’efficienza energetica. È un concetto più ampio, che include la qualità della vita e la gestione nel lungo periodo. “Sostenibilità significa progettare edifici efficienti dal punto di vista ambientale, certo, ma anche spazi che rispettino il tempo e il benessere delle persone”, evidenzia Fabio Inzani. Materiali certificati, energie rinnovabili e sistemi intelligenti sono affiancati da una progettazione che punta a ridurre lo stress e migliorare il benessere complessivo. In questa prospettiva, un ospedale sostenibile è quello che funziona bene oggi, ma anche tra decenni, sia dal punto di vista ambientale sia umano. Guardando ai prossimi 20 anni, “immaginiamo ospedali ancora più flessibili, intelligenti e centrati sulle persone. Persone dedite all’high care, quindi con meno posti letto e più tecnologie salvavita”, rimarca Fabio Inzani. Tecnologie come l’AI e il BIM avranno un ruolo sempre più centrale, permettendo una gestione integrata e dinamica degli edifici sanitari. Ma, soprattutto, resterà centrale la persona. Progettare ospedali significa costruire il futuro della società. E questo futuro passa dalla capacità di unire innovazione e umanità in un’unica visione coerente.

Raccolta in forte aumento per Banca Generali, Gian Maria Mossa: numeri ai massimi storici

Gian Maria Mossa: i numeri confermano la solidità della strategia di crescita di Banca Generali, che registra una delle migliori partenze d’anno della sua storia. Dopo aver espresso nelle scorse settimane fiducia e ottimismo sui risultati futuri, il CEO vede già segnali incoraggianti nei dati di marzo, che segnano nuovi massimi storici per l’Istituto.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: marzo da record per Banca Generali

Nel solo mese di marzo Banca Generali ha realizzato una raccolta netta di 725 milioni di euro, in aumento del 101% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato ha contribuito a portare il totale del trimestre a 1,9 miliardi di euro, con una crescita del 28% su base annua. Un avvio particolarmente brillante che, come sottolineato da Gian Maria Mossa, rappresenta un record per l’Istituto, ottenuto nonostante un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche. Entrando nel dettaglio, emerge una forte crescita degli Assets under Investment (AUI), che a marzo hanno raggiunto i 337 milioni di euro, per un totale trimestrale di 721 milioni (+53% anno su anno). La raccolta si distingue per una buona diversificazione: i contenitori finanziari si confermano tra le soluzioni più apprezzate, con 112 milioni nel mese e 226 milioni nel trimestre, pari a circa il 30% del totale. Importante anche il contributo dei fondi, con 90 milioni raccolti a marzo e 289 milioni nel trimestre, oltre ai contenitori assicurativi, che nel mese hanno registrato flussi per 53 milioni.

Gian Maria Mossa: consulenza e conti amministrati trainano la crescita

Segnali positivi arrivano anche dal fronte della consulenza evoluta su AuC e servizi bancari, che ha generato 70 milioni nel mese e 216 milioni complessivi nel trimestre. Rilevante inoltre la performance dei Conti Amministrati, con flussi pari a 601 milioni a marzo e 1,2 miliardi nel trimestre, sostenuti anche dal collocamento dell’ultima emissione di BTP Valore, che ha raccolto 335 milioni. “In un contesto di elevata incertezza, l’impegno e la vicinanza dei nostri banker ai clienti, insieme alla forza del brand e alla qualità della nostra gamma di soluzioni, continuano a rappresentare fattori distintivi e premianti”, ha sottolineato Gian Maria Mossa. Il CEO ha evidenziato inoltre un crescente interesse da parte di nuovi clienti, in particolare imprenditori, e di professionisti attratti da un modello di business che integra private e investment banking, offrendo soluzioni flessibili e innovative nella gestione dei patrimoni. Guardando ai prossimi mesi, Banca Generali mantiene un approccio fiducioso, sostenuto da un posizionamento competitivo solido e dalla capacità di cogliere le opportunità di mercato anche in scenari complessi. I risultati del primo trimestre rappresentano quindi non solo una conferma delle previsioni, ma anche una base concreta su cui costruire ulteriori sviluppi nel corso dell’anno.

Andrea Mascetti: il percorso professionale tra diritto e consulenza legale

Andrea Mascetti: fondatore e titolare dello Studio Legale Mascetti, che ha tre sedi operative a Milano, Varese e Roma, si è specializzato in diritto amministrativo, commerciale e penale.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: dalla formazione alla fondazione dello Studio Legale Mascetti

Andrea Mascetti ha conseguito nel 1996 la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, entrando poi a far parte dell’ordine degli avvocati di Varese. In seguito alla sua prima esperienza professionale, maturata presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young nell’ambito civile e societario, e forte del bagaglio di competenze acquisite, nel 2004 ha fondato lo Studio Legale Mascetti a Milano. Lo Studio di Andrea Mascetti si è specializzato negli ambiti del diritto amministrativo, commerciale e penale, e presenta un team multidisciplinare preparato, in grado di soddisfare ogni necessità degli assistiti. Con tre sedi operative a Varese, Milano e Roma, lo Studio Legale è specializzato in appalti pubblici, urbanistica, contrattualistica, arbitrati e diritto dell’arte, attività di consulenza sulla web reputation e della redazione dei Modelli Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dalla normativa 231/01.

Andrea Mascetti: gli altri incarichi istituzionali e l’impegno in ambito culturale

Andrea Mascetti ha ricoperto incarichi di arbitro davanti a collegi arbitrali e ha operato in Organismi di Vigilanza. È stato inoltre attivo nella consulenza per società, enti locali, appalti pubblici e privati. Nel 2023 è stato nominato Presidente di Finlombarda S.p.A. e dal 2024 ha assunto la carica di membro del CdA di BPER Banca, in particolare per i Comitati di Remunerazione e Sostenibilità. Dal 2025 è membro indipendente del CdA di Snam S.p.A. Oltre agli interessi e alle attività nell’ambito legale e istituzionale, Andrea Mascetti coltiva da sempre una profonda passione per il mondo della cultura. È membro dell’Advisory Board di Valore Italia, membro del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini e del CdA della Fondazione Giancarlo Sangregorio. È stato inoltre coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione Cariplo.

Marco Nicola Domizio: le skills che rendono competitiva un’azienda di intermediazione rifiuti

Secondo Marco Nicola Domizio, fondatore di Ares Ambiente, ci sono 5 skills che rendono un’azienda di intermediazione rifiuti veramente competitiva. Oltre alle competenze tecniche e alla conoscenza delle leggi, bisogna avere buone doti relazionali, saper usare il digitale e avere a cuore la responsabilità ambientale.

Il fondatore di Ares Ambiente Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: tecnica, normativa e relazioni alla base

Si contano sulle dita di una mano le competenze chiave che un’azienda di intermediazione dovrebbe avere per operare con efficacia e riuscire a distinguersi. Ne ha parlato Marco Domizio, fondatore di Ares Ambiente, una realtà attiva nello smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. In cima alla lista troviamo la capacità di leggere e interpretare la normativa ambientale in modo dinamico. Operando in un contesto in cui le leggi e i regolamenti cambiano costantemente, il semplice rispetto delle regole non basta. Per essere realmente efficace, un intermediario deve saper anticipare le evoluzioni normative e comprendere l’impatto che queste hanno su impianti, produttore e intera filiera del recupero. Un’altra skill fondamentale è la padronanza tecnica trasversale, che si traduce nella capacità di collegare in modo adeguato le caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti alle migliori strategie di trattamento, recupero o smaltimento. Subito dopo viene la gestione delle relazioni, sempre più cruciale in un settore in cui la fiducia e la reputazione sono asset fondamentali. La costruzione di collaborazioni, il mantenimento di rapporti stabili e le abilità negoziali vengono considerate strategiche per il successo.

Marco Domizio: digitale e ESG, le nuove leve strategiche

Anche nell’ambito dell’intermediazione dei rifiuti, il digitale e la sensibilità per i temi ESG costituiscono delle leve strategiche. Per questo, Marco Nicola Domizio le inserisce tra le skills cruciali. La gestione moderna dei rifiuti si basa pure sull’utilizzo di soluzioni digitali, come software di tracciabilità, piattaforme per i formulari e sistemi di reporting, che devono essere ingrati nei processi aziendali per aumentare efficienza e generare valore. Allo stesso tempo, la consapevolezza ambientale e sociale assume un ruolo di primo piano, con l’intermediazione che viene interpretata non più come la semplice gestione dei rifiuti ma, a tutti gli effetti, come un atto di responsabilità nel quadro della transizione ecologica. “L’intermediazione oggi non è quindi soltanto gestione e innovare per l’ambiente, significa crescere insieme al cambiamento in una visione integrata – spiega il fondatore di Ares Ambiente in un post su LinkedIn – Tecnica, normativa, digitale, relazionale e strategica: è l’insieme di queste capacità che trasforma ogni attività di intermediazione efficace in un punto di riferimento per l’economia circolare. E che rende davvero competitiva un’azienda del settore”.

Riva Acciaio: dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio

Visione imprenditoriale, innovazione e ricerca hanno caratterizzato la crescita di Riva Acciaio, nata nel secondo dopoguerra come realtà locale per la raccolta e commercio di rottami ferrosi. Ha consolidato la sua leadership nel settore siderurgico passando alla produzione e introducendo tecniche innovative come la colata curva continua a tre linee.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: la visione imprenditoriale dietro la nascita dell’operatore siderurgico

Dalla visione imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano ha preso vita quella che oggi è una delle realtà siderurgiche più importanti a livello europeo: Riva Acciaio. Nel 1954 le grandi prospettive di crescita del settore dell’acciaio in un’Italia totalmente da ricostruire, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, spinsero i due fratelli a fondare Riva & C. s.a.s., che si occupava della raccolta e vendita di rottami ferrosi. Due anni dopo la nascita, gli imprenditori passarono anche alla produzione di acciaio. In seguito all’acquisto di un terreno a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, Riva Acciaio si è dotata di una fabbrica all’avanguardia con un forno ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, dieci in più rispetto alla media nazionale dell’epoca. Il connubio tra investimenti e conoscenza del mercato è stato tale da aumentare velocemente la produzione, realizzando circa 190.000 tonnellate di acciaio nel 1962.

Riva Acciaio: investimenti e innovazione per la prima colata continua curva a tre linee in Italia

A partire dagli anni ’60, la concorrenza internazionale nel settore siderurgico è diventata molto alta, tale da mettere in crisi il settore in Italia con la diffusione delle miniacciaierie. Molte acciaierie sono state costrette a dichiarare fallimento, ma Riva Acciaio ha puntato tutte le sue forze su investimenti in innovazione tecnologica e ricerca. Il suo impegno ha portato a una importante introduzione che ha rivoluzionato il settore in Italia, ovvero la colata continua curva a tre linee, entrata in funzione il 2 giugno 1964 nell’impianto di Caronno Pertusella. Quella dell’innovazione è una strada che da sempre Riva Acciaio ha percorso in oltre 70 anni di attività. La colata continua curva a tre linee ha consentito di abbandonare la produzione di lingotti di dimensioni ridotte, diminuendo i costi e aumentando le performance del ciclo produttivo.

La riflessione di Alessandro Benetton sul paradosso moderno dell’efficienza

L’IA ci aiuta davvero a risparmiare tempo? Alessandro Benetton riflette sul paradosso dell’efficienza in un episodio della rubrica “#UnCaffèConAlessandro”. Ispirandosi al paradosso di Jevons, evidenzia come l’aumento dell’efficienza non sempre porti benefici: a volte può essere controproducente.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il paradosso dell’efficienza

In un recente episodio della rubrica “#UnCaffèConAlessandro”, Alessandro Benetton condivide una riflessione che mette in discussione il valore dell’efficienza come chiave per raggiungere il successo. “Ho sempre pensato che l’efficienza fosse fondamentale per il successo, mi sbagliavo”, afferma l’imprenditore. Partendo dal paradosso di Jevons, teorizzato dall’economista William Stanley Jevons nel 1865, l’imprenditore fa emergere un’idea all’apparenza controintuitiva ma di estrema attualità. Jevons osservò che l’aumento di efficienza nell’uso del carbone non portava a una riduzione dei consumi, bensì li faceva crescere. La spiegazione risiede nel fatto che quando una risorsa è più efficiente diventa anche più accessibile, economica e quindi più utilizzata. Alessandro Benetton prova così ad applicare il principio al contesto contemporaneo. “La stessa cosa sta succedendo oggi con una risorsa più scarsa del carbone: il nostro tempo”, dice. Il riferimento è agli strumenti digitali, all’automazione e all’Intelligenza Artificiale. Creati con l’idea di far risparmiare tempo, hanno finito per contribuire ad aumentare il carico di lavoro. Ne viene fuori un paradosso moderno: siamo più efficienti, ma non abbiamo più tempo libero.

Alessandro Benetton: dall’efficienza all’innovazione, un cambio di paradigma

Questa dinamica legata all’idea dell’efficienza riguarda da vicino il mondo delle imprese. “Spesso siamo noi imprenditori ad alimentare il circolo”, osserva Alessandro Benetton, “ma forse possiamo anche essere quelli che lo spezzano”. L’imprenditore invita quindi a ripensare al ruolo dell’efficienza all’interno delle strategie aziendali. Invece di considerarla come un obiettivo assoluto, andrebbe vista come uno strumento da utilizzare con consapevolezza. Citando il pensiero di Peter Drucker, secondo il quale “l’efficienza è fare meglio ciò che è stato fatto”, Benetton apre una riflessione sul valore dell’innovazione. Se l’obiettivo è creare qualcosa di nuovo, rivoluzionare un settore o sviluppare idee inedite, l’efficienza potrebbe non essere la priorità. “Fare meglio è sempre una cosa buona, ma se io invece volessi fare una cosa che non è mai stata fatta? Se volessi innovare? Se volessi rivoluzionare? Forse in quel caso, il primo strumento da sacrificare sarebbe proprio l’efficienza”, ribadisce. In quest’ottica, invita le imprese a uscire dalla logica semplicistica della continua ottimizzazione e abbracciare una visione molto più ampia.

Vitali Spa: crescita e sostenibilità in un unico modello

Coniugare crescita economica e impatto positivo sulla società è ormai diventata una scelta strategica. È su questo principio che si fonda il percorso di Vitali Spa, realtà di riferimento in Italia nei settori delle grandi infrastrutture, delle demolizioni industriali e della rigenerazione urbana.

Vitali Spa

Vitali Spa tra rigenerazione urbana ed economia circolare

Forte di oltre 30 anni di esperienza, il Gruppo si distingue per un modello operativo integrato, capace di portare a termine progetti complessi unendo competenze multidisciplinari e tecnologie avanzate. Un approccio che trova piena espressione nella divisione dedicata alla riqualificazione urbana, attraverso cui Vitali Spa trasforma aree dismesse in nuovi spazi funzionali e sostenibili. Tra gli interventi più rappresentativi si inserisce il progetto “BEI - Bergamo East Innovation”, simbolo di una visione orientata al futuro delle città. Al centro della strategia aziendale c’è anche l’economia circolare: il recupero e il riutilizzo dei materiali provenienti dai cantieri consentono di ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare le risorse.

Vitali Spa: capitale umano, sicurezza e governance

Parallelamente, Vitali Spa investe in modo continuo nella sicurezza sul lavoro e nella formazione, riconoscendo nel capitale umano un fattore chiave di sviluppo. Grazie a un parco mezzi all’avanguardia e a una governance strutturata, l’azienda si propone come partner affidabile sia per il settore pubblico che per quello privato. Trasparenza e integrità guidano ogni fase operativa, rafforzando la credibilità dell’azienda nel mercato. La trasformazione in Società Benefit, avvenuta nel 2023, ha confermato l’impegno a perseguire obiettivi di interesse collettivo accanto ai risultati economici. Una scelta che riflette la volontà di contribuire alla realizzazione di infrastrutture sostenibili e resilienti, capaci di generare valore duraturo per il territorio e le comunità.

Marzio Perrelli nuovo CEO dell’America’s Cup Partnership: guida italiana per il futuro della vela

L’America’s Cup Partnership (ACP) apre una nuova fase della sua storia con la nomina di Marzio Perrelli come Chief Executive Officer. Il manager italiano, con una lunga esperienza ai vertici dei media e della finanza internazionale, lavorerà al fianco del neozelandese Grant Dalton, che mantiene il ruolo di Chairman.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli nominato come CEO: una nuova fase dell’America’s Cup

La scelta di Marzio Perrelli segna un passaggio significativo per il consorzio che gestisce gli aspetti organizzativi, sportivi e commerciali della America's Cup, la più antica e prestigiosa competizione velica al mondo. Il suo incarico decorre da subito, in un momento cruciale di preparazione verso le prossime regate preliminari. Prima di questo incarico, Marzio Perrelli ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente esecutivo di Sky Italia dal 2018 al 2025, guidando in particolare lo sviluppo di Sky Sport. La sua carriera si è sviluppata anche nel settore finanziario globale, con esperienze in istituzioni di primo piano come Goldman Sachs e HSBC tra Regno Unito, Stati Uniti e Italia. Questa combinazione di competenze manageriali, strategiche e mediatiche rappresenta un elemento chiave per affrontare le nuove sfide dell’ACP, sempre più orientate a una crescita sostenibile e globale dell’evento.

Marzio Perrelli: “Preservare la storia e guidare la crescita

Sono onorato di assumere questo ruolo – ha commentato Marzio Perrellil’America’s Cup è la competizione più antica e prestigiosa dello sport internazionale. La nostra responsabilità oggi, a nome di tutti gli stakeholder, è preservarne il profondo patrimonio storico, garantendo al contempo maggiore continuità, solidità e crescita nel lungo periodo”. Il debutto operativo del neoeletto CEO arriva in vista di un appuntamento imminente: le regate preliminari in Sardegna, in programma dal 21 al 24 maggio 2026. Un banco di prova importante per testare organizzazione, visione strategica e capacità di innovazione.

Trasformazione digitale e sostenibilità: la vision di Paolo Gallo nel libro “Diario di Volo”

“Diario di Volo” di Paolo Gallo racconta come guidare la trasformazione digitale nel settore energia. Attraverso l’esperienza in Italgas, il libro mostra come l’innovazione e il digitale possano generare valore concreto e accompagnare la transizione ecologica.

Paolo Gallo

“Diario di Volo”: la guida di Paolo Gallo per la transizione digitale

In “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità” Paolo Gallo racchiude la vision con cui guida Italgas dal 2016. L’opera, edita da LUISS University Press, spiega il valore abilitante della trasformazione digitale nell’ambito della trasformazione ecologica, partendo dall’esperienza del primo operatore europeo nella distribuzione del gas. Oltre a raccontare ciò che l’azienda ha fatto e costruito nel tempo, il manager entra nel merito di come l’abbia fatto, spiegando quali sono i principi che l’hanno reso possibile. Parla di un percorso basato su innovazione, digitalizzazione, long life learning e sostenibilità, frutto di una visione che ha permesso di guardare al futuro con maggiore consapevolezza e fiducia, a dispetto degli eventi storici e sociali, a volte drammatici, che hanno segnato gli ultimi anni. In questo modo, il libro si trasforma anche in una guida per comprendere meglio i cambiamenti che stiamo vivendo. “Credo nel potere dell’innovazione e sostengo la digitalizzazione della distribuzione del gas. Sono orgoglioso di far parte di un’azienda che guida lo sviluppo economico e sociale in Italia, promuovendo una crescita sostenibile da oltre 180 anni”, dichiara Paolo Gallo.

Esperienza e visione: il profilo di Paolo Gallo

Autore di altri libri e co-autore di importanti pubblicazioni di settore, Paolo Gallo è in Italgas dal 2016, anno in cui ha preso in mano le redini del Gruppo guidandone la trasformazione digitale ed ecologica. Riconfermato nell’aprile 2025 per il suo quarto mandato consecutivo, ha dato vita alla prima realtà distributrice di gas in Europa portando a termine l’ambizioso progetto relativo all’acquisizione di 2i Rete Gas. Con una carriera cominciata in Fiat Avio S.p.A. nel 1988, si occupa di energia dal 1997, sviluppando diverse iniziative nell’ambito con un focus sempre maggiore su sostenibilità, nuove tecnologie e cura verso le persone. In passato è stato Amministratore Delegato di Fiat Energia e ha ricoperto ruoli apicali in Gruppo Edison, Edipower e Acea S.p.A. Ha inoltre curato la privatizzazione di Grandi Stazioni in qualità di Amministratore Delegato. Nel corso degli oltre 20 anni di esperienza alla guida di importanti realtà italiane, Paolo Gallo ha consolidato competenze manageriali, di sviluppo aziendale, economiche e di marketing. Negli anni si è occupato di investimenti e trasformazioni societarie e ha lavorato a progetti di larga scala per aziende infrastrutturali, energetiche e utility companies.

DEAS Cyber+: cybersicurezza e difesa del settore pubblico

DEAS Cyber+ è attiva nell’ambito della cybersicurezza e difesa digitale, nello specifico per partner istituzionali e al servizio della difesa nazionale. Al centro del proprio approccio un modello basato su Programmi, Progetti, Servizi e Formazione.

 DEAS Cyber+

DEAS Cyber+: cybersicurezza del settore pubblico

Con competenze consolidate nell’ambito della difesa cibernetica e del mondo digitale, DEAS Cyber+ fornisce servizi di cybersicurezza per la protezione e il supporto “dello sviluppo strategico di partner istituzionali e di alto profilo, offrendo soluzioni di cybersicurezza avanzate e adattive”, si legge sul sito dell’azienda. Con un approccio dinamico e in costante evoluzione, DEAS Cyber+ è impegnata nella difesa cibernetica del settore pubblico, attraverso l’anticipo delle minacce con tecnologie innovative, metodologie strategiche avanzate e soluzioni non convenzionali. L’approccio dell’azienda è conforme agli obiettivi di sicurezza nazionale e istituzionale, assicurando continuità operativa e resilienza della sfera digitale.

DEAS Cyber+: i quattro cluster strategici a sostegno della difesa istituzionale e nazionale

Al fianco della cybersicurezza del sistema nazionale e istituzionale, DEAS Cyber+ propone soluzioni personalizzate, costruite su un modello completo e integrato, con il fine di soddisfare le esigenze di tutti gli stakeholder istituzionali e governativi. Tale approccio è sostenuto da asset principali e strategici, suddivisi in quattro macrogruppi: Progetti, Prodotti, Servizi e Formazione. Progetti estesi end-to-end sono concepiti per soddisfare le esigenze di sicurezza del settore pubblico e di partner strategici. A questi si aggiunge anche lo sviluppo di prodotti hardware e software proprietari ad alto valore aggiunto, che vanno a costituire un ecosistema solido per gli obiettivi dei clienti. Il portafoglio di servizi di DEAS Cyber+ presenta attività specialistiche di consulenza in cybersicurezza offensiva, difensiva e basata sulla compliance, a cui si aggiunge la capacità proattiva di Adversary Emulation Operations, ovvero emulazioni di reali minacce per migliorare i sistemi di difesa. In aggiunta, l’azienda organizza programmi di formazione per aumentare le competenze tecniche in cybersicurezza di Forze Armate, stakeholder istituzionali, amministrazioni pubbliche a livello centrale e locale e partner strategici.

Pier Silvio Berlusconi: MFE chiude il 2025 con una nuova dimensione europea

Come dichiarato da Pier Silvio Berlusconi, il 2025 di MFE - MEDIAFOREUROPE ha segnato la nascita del primo vero broadcaster europeo: focus sul percorso che ha trasformato il Gruppo in un network internazionale.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi su MFE: modello d’eccellenza per il primo broadcaster europeo

Il CdA di MFE - MEDIAFOREUROPE ha approvato all’unanimità il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, documento che integra anche i risultati di ProSiebenSat.1 relativi all’ultimo trimestre dell’anno. È quanto emerge da una nota diffusa il 15 aprile 2026 dal Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, che in merito ha dichiarato: “I numeri contano, ma da soli non bastano. Per MFE oggi contano anche perché raccontano un percorso”. Il Chairman e Group CEO ha evidenziato come, in un contesto complesso come quello del 2025, la redditività e la generazione di cassa siano comunque cresciute, consentendo di remunerare gli azionisti con un “dividendo complessivo proposto più alto degli ultimi 15 anni”. L’anno trascorso si rivela, pertanto, “un punto di svolta” in cui “è nato il primo broadcaster europeo”, come specificato da Pier Silvio Berlusconi. “Oggi in Italia abbiamo un sistema crossmediale unico. Negli altri Paesi, in particolare in Germania e Spagna, abbiamo avviato un percorso di evoluzione digitale verso un sistema più completo e sempre più integrato”, così il manager, che ha evidenziato come il consolidamento di ProSiebenSat.1 contribuisca a una sempre maggiore leadership di settore. Non a caso, MFE opera direttamente in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Portogallo) ed è diventata un punto di riferimento a livello internazionale, anche sul fronte pubblicitario. “Siamo editori televisivi, digitali ed europei”, ha ribadito, confermando la volontà di investire in controtendenza rispetto ai competitor. La sfida rimane aperta anche verso lo strapotere delle piattaforme globali, in un quadro geopolitico instabile: “Serve coraggio. Essere più efficaci ed efficienti. Crescere ancora. È questa la nostra sfida”.

Pier Silvio Berlusconi: i numeri di MFE

Come sottolineato da Pier Silvio Berlusconi, il 2025 ha aperto un nuovo capitolo con l’acquisizione del controllo di ProSiebenSat.1. Operazione che ha ridefinito i confini del Gruppo dando seguito al progetto internazionale avviato negli scorsi anni. Nella nuova configurazione, MFE ha raggiunto una scala europea senza precedenti, con copertura complessiva da oltre 200 milioni di individui nelle varie nazioni. Tornando sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, MFE ha conseguito una performance di grande rilevanza con ricavi consolidati da 4.031 milioni di euro (+37% rispetto al 2024), trainati da una raccolta pubblicitaria netta di 3.238 milioni. Gli altri ricavi hanno raggiunto quota 793 milioni di euro. L’EBIT ricorrente consolidato ha raggiunto 317 milioni di euro, confermando un’ottima redditività operativa. Altro dato rilevante riguarda l’utile netto consolidato, pari a 301 milioni di euro (più del doppio rispetto all’esercizio precedente). Eccellente anche la generazione di cassa, con free cash flow salito a 498 milioni di euro (+45%). Tali performance consentono al CdA di proporre un dividendo ordinario di 0,22 euro per azione, con ammontare complessivo di 154 milioni di euro (il valore più alto negli ultimi 15 anni). Alla luce di ciò, “coraggio, efficacia e crescita” rimangono gli elementi alla base della vision di Pier Silvio Berlusconi, con l’obiettivo di una MFE sempre più centrale nel settore media internazionale.

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