Gian Maria Mossa: Banca Generali nel primo semestre 2026, l’analisi del CEO

Come sottolineato dal CEO Gian Maria Mossa, Banca Generali ha raggiunto performance eccellenti nella prima metà del 2026, con un utile netto a 278,7 milioni di euro (+39,2% sui 200,2 milioni del 2025) e un margine di intermediazione a 606,8 milioni, in rialzo del 28,4% su base annua.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa sui primi sei mesi: “Miglior semestre della nostra storia”

Commentando i risultati di Banca Generali nel primo semestre, il CEO Gian Maria Mossa ha espresso grande soddisfazione evidenziando come il Gruppo sia riuscito a chiudere “il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi”. Il CEO ha inoltre specificato come tali traguardi evidenzino “la solidità del nostro modello e la capacità di creare valore attraverso la crescita della clientela, l’evoluzione dell’offerta e il continuo rafforzamento della qualità dei ricavi”. Il primo semestre si è concluso con performance eccellenti: utile netto a quota 278,7 milioni di euro, segnando un balzo del +39,2% sui 200,2 milioni del primo semestre 2025, mentre il margine d’intermediazione è salito del 28,4% su base annua, raggiungendo 606,8 milioni. Ottimi riscontri anche per la raccolta e le masse complessive, che hanno raggiunto il picco storico di 129 miliardi di euro (+13,6% annuo). Nel dettaglio, 121,1 miliardi di euro (+13,7%) fanno capo direttamente ai clienti di Banca Generali, mentre i restanti 7,9 miliardi (+12%) sono connessi alle gestioni istituzionali e alle consulenze di advisory. Non da ultimo, raccolta netta record a 4,4 miliardi di euro (+47% a/a). Notevole anche la qualità dei flussi, con oltre 2,1 miliardi confluiti negli Asset Under Investment, spinti dal contributo delle soluzioni gestite (1,94 miliardi, +128% a/a). Le altre attività hanno intercettato 2,3 miliardi di euro di flussi, favoriti dal forte interesse dei clienti verso i titoli nei conti amministrati.

Gian Maria Mossa: Banca Generali guarda avanti con fiducia e determinazione

Proseguendo nell’analisi, il CEO Gian Maria Mossa ha posto l’accento sul fatto che, nonostante “un contesto caratterizzato da volatilità e rinnovate complessità, il valore della consulenza si conferma sempre più centrale nelle scelte delle famiglie. La forza della nostra rete si unisce oggi a piattaforme di Asset Management in Italia, Lussemburgo ed Irlanda sempre più distintive, che ci consentono di ampliare le soluzioni a disposizione dei clienti, migliorare il mix di business e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento competitivo”. In parallelo, procede con ottimi riscontri lo sviluppo dei piani strategici aziendali, anche attraverso sinergie con Intermonte che “rafforzano la nostra offerta e il dialogo con gli imprenditori”. Si inserisce in tale direzione anche PMI2Change, progetto lanciato il 1° luglio presso Borsa Italiana che “supporta l’avvicinamento tra capitale e imprese, favorendo il percorso di crescita delle PMI italiane”. Pienamente operativa la sinergia con Alleanza: “Il completamento del roll-out del progetto di Insurbanking sta producendo risultati molto positivi, e procedono a pieno ritmo le iniziative legate all’intelligenza artificiale, a beneficio dell’efficienza della banca e dell’operatività della rete”. A conclusione dell’intervento, Gian Maria Mossa ha sottolineato come Banca Generali sia proiettata verso il secondo semestre “con fiducia e determinazione, forti della qualità delle persone, della solidità dei nostri risultati e della convinzione di poter continuare a crescere creando valore anche in uno scenario caratterizzato da incognite”.

Fondazione Don Gnocchi introduce la robotica nella riabilitazione per trattamenti personalizzati

L’innovazione tecnologica al supporto della riabilitazione dei pazienti. Fondazione Don Gnocchi ha introdotto la robotica nei suoi centri riabilitativi, per rendere più efficace il percorso del paziente e più intenso l’effetto del lavoro dell’equipe multidisciplinare dei suoi centri. Con applicazioni sia in ambito neurologico che ortopedico, ogni trattamento è personalizzato in base alle caratteristiche cliniche di ogni persona.

 Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: introduce la robotica nella riabilitazione per supportare terapisti e pazienti

Restituire ai pazienti la miglior efficacia e qualità dei trattamenti, questo è l’obiettivo di Fondazione Don Gnocchi che, per migliorare su questo fronte, ha investito in innovazione tecnologica, aggiungendo la robotica nei percorsi di riabilitazione. Questa tecnologia diventa parte integrante del modello riabilitativo del paziente, ponendo al centro la persona e le competenze del team multidisciplinare dei centri della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Uno di questi è quello di “S. Maria alle Fonti” di Godiasco-Salice Terme, una palestra robotica riabilitativa inaugurata lo scorso maggio. La robotica nei centri della Fondazione è dedicata principalmente al recupero delle funzioni degli arti superiori, alla riabilitazione dell’equilibrio e del cammino, offrendo spazio a percorsi sia in ambito neurologico, in caso di ictus, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, neuropatie periferiche o lesioni midollari, sia in ambito ortopedico per stabilità posturale e mobilità compromessa.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la robotica migliora efficacia e personalizzazione dei percorsi riabilitativi

“Le tecnologie robotiche affiancano il lavoro dell’équipe multidisciplinare all’interno di un modello centrato sulla persona, consentendo interventi intensivi, standardizzati e personalizzati, supportati dal monitoraggio continuo dei dati clinici”, hanno evidenziato i responsabili della Fondazione Don Gnocchi. Gli apparecchi robotici non prendono il posto del terapista, anzi, rafforzano le sue competenze, la sua azione e i risultati sul paziente. Con questo approccio, è possibile offrire trattamenti ad elevata intensità, ripetibili e standardizzati. I centri riabilitativi della Fondazione Don Carlo Gnocchi si adattano alle caratteristiche cliniche di ogni paziente; un modello che offre trattamenti personalizzati, facendo della robotica uno strumento strategico per rendere più efficace il percorso del paziente.

Milano, Vitali Spa tra i protagonisti nella realizzazione della nuova metrotranvia

Avviati i lavori per la nuova tranvia Milano - Limbiate. Vitali Spa fa parte del raggruppamento di imprese per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera che migliorerà la mobilità dell’area nord della città.

Vitali Spa

Vitali Spa nel raggruppamento di imprese che realizzeranno l’opera

Sono iniziati i lavori per il rinnovo della tranvia Milano - Limbiate, che collegherà il quartiere Comasina M3 e quello di Monte Grappa di Limbiate attraverso l’hinterland nord di Milano. Un’opera pubblica di grande rilevanza che migliorerà la mobilità. La metrotranvia si estenderà lungo circa 12 chilometri e comprenderà 19 fermate, toccando i Comuni di Milano, Cormano, Paderno Dugnano, Senago, Varedo e Limbiate. Il percorso attraverserà zone residenziali, quartieri urbani, scuole e importanti aree verdi come il Parco delle Groane e il canale Villoresi. Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da MM Spa, che si occuperà anche della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza. L’opera, sostenuta dai fondi del Ministero dei Trasporti, di Regione Lombardia, della Città metropolitana, della Provincia di Monza e Brianza e dei Comuni interessati, vede Vitali Spa Società Benefit in prima linea. L’azienda, parte del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da GCF Generale Costruzioni Ferroviarie Spa (insieme a Salcef Group, Salcef Construction, Project Automation e GCF Elettriche), gestirà infatti la fase di progettazione esecutiva e la realizzazione dell’infrastruttura.

I prossimi step della metrotranvia e il contributo di Vitali Spa

I prossimi interventi consisteranno, a Limbiate, nella rimozione dei binari e delle traversine nel tratto che va dal futuro deposito in Via Monte Grappa alla rotonda di via Tobagi. A Paderno Dugnano si procederà con la posa delle palancole a sostegno delle sponde del canale secondario Villoresi tra via Gadames e via Leonardo da Vinci. Sono previsti, inoltre, lo spostamento dei sottoservizi che interferiscono con la nuova infrastruttura e l’allestimento dell’officina-deposito a Limbiate e delle sottostazioni elettriche. “Con la riqualificazione la linea diventerà una infrastruttura di trasporto moderna – hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e alle Opere pubbliche Arianna Censi e Marco Granelli –. I lavori infatti prevedono anche il rinnovo completo della sede tranviaria, in parte protetta dal traffico privato, nuove fermate accessibili, marciapiedi, piste ciclabili, sistemi semaforici intelligenti con priorità per il tram e spazi pubblici più sicuri, con tempi di percorrenza previsti di 35 minuti per tutto il percorso: una linea regolare e veloce grazie al raddoppio di molti tratti oggi a binario unico. I nuovi tram transiteranno sulla riqualificata linea della Milano - Limbiate, presumibilmente a metà del 2030”. Vitali Spa contribuirà al progetto mettendo in campo un’esperienza maturata in decenni di attività nella realizzazione di grandi opere, infrastrutture per la mobilità e interventi di rigenerazione urbana. Con il suo know-how tecnologico e un approccio orientato alla sostenibilità, contribuirà a garantire standard di eccellenza nella costruzione dell’opera.

“Le aziende sono fatte di persone”: l’intervista all’AD di Iren Gianluca Bufo

Un ingegnere nato a Venezia nel 1973, da famiglia di origini abruzzesi, oggi alla guida di una delle utility più importanti d’Italia. È il ritratto emerso dall’intervista rilasciata da Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, a “Closeup”, in onda su Telenord.

Gianluca Bufo, AD e DG di Iren

Gianluca Bufo, il primo AD interno nella storia di Iren

Gianluca Bufo è il primo AD scelto all’interno del management di Iren, multiutility nata nel 2010. La svolta è arrivata due anni fa: i soci hanno scelto di affidare il timone a un manager cresciuto in azienda. Proprio lui descrive la nomina non come un traguardo, ma come una responsabilità verso le quasi 12mila persone del Gruppo. Cresciuto a Venezia in una famiglia di origini abruzzesi, dopo la laurea in Ingegneria entra in Eni a San Donato Milanese, negli anni della liberalizzazione del mercato energetico. È lì che matura la convinzione che ripete più volte nell’intervista: le aziende, prima di tutto, sono fatte di persone. Nel 2015 approda in Iren, chiamato da Massimiliano Bianco per guidare la trasformazione delle attività commerciali del Gruppo. Resta forte l’idea di azienda come squadra, da lì parte anche la sua lettura di cosa significhi oggi essere una utility, in un mercato che rischia di scivolare verso la logica delle commodities: la storia e la presenza sul territorio da oltre un secolo restano, secondo Gianluca Bufo, un valore che non si riduce al semplice prezzo di un megawattora o di un metro cubo di gas. La vera sfida, spiega, è mantenere standard elevati in modo il più possibile “invisibile” al cittadino, e per farlo serve appunto la squadra: non tanto trovare nuovi talenti, visto che le trasformazioni su sostenibilità e digitalizzazione generano un fabbisogno costante di nuovi inserimenti, quanto trattenerli, offrendo loro un senso di scopo che vada oltre stipendio e carriera.

Gianluca Bufo: Iren, un Piano da 6,4 miliardi per il territorio

È in questa cornice che si inserisce anche il Piano Industriale aggiornato a novembre 2025: 6,4 miliardi di euro fino al 2030, con una crescita degli investimenti in Liguria del 15% annuo rispetto al 2024, concentrata soprattutto su reti idriche, depurazione e fognature. Il 60% del miliardo investito ogni anno sul territorio, ricorda Gianluca Bufo, si traduce in fatturato per le imprese locali, un dato che racconta bene il legame tra crescita del Gruppo e quella del territorio stesso. A chiudere l’intervista, un momento più personale: la passione per il padel praticato in famiglia e un pensiero per le sue figlie. Sul futuro delle nuove generazioni, Gianluca Bufo si dice consapevole delle maggiori complessità che dovranno affrontare rispetto alla sua generazione, con l’auspicio che sappiano reagire con la stessa tenacia.

ProgettoDiventerò, Diana Bracco: dobbiamo ridare fiducia ai giovani

Grazie al progettoDiventerò, la Fondazione Bracco ha premiato oltre 3mila giovani dal 2012. L’iniziativa offre un ponte tra percorso formativo e carriera, puntando sulla meritocrazia e sul supporto concreto alle nuove generazioni per valorizzare le competenze e il merito. Per la Presidente Diana Bracco, bisogna “restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”.

L'imprenditrice e dirigente d'azienda Diana Bracco

Diana Bracco: è importante restituire fiducia ai giovani

Per rendere l’Italia un Paese per giovani occorre innanzitutto restituire fiducia e orgoglio alle nuove generazioni”. Ad affermarlo è Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e della Fondazione Bracco, che dal 2012 promuove il progettoDiventerò per la valorizzazione dei giovani. Dalla sua prima edizione a oggi ha premiato oltre 3mila ragazzi e ragazze con un investimento di 5 milioni di euro. Il programma è pensato per accompagnare i talenti emergenti nei loro percorsi di studio e carriera, facendo da ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro. Il costante impegno della Fondazione Bracco a supporto delle nuove generazioni di talenti si esprime anche attraverso lo storico legame con l’Accademia del Teatro alla Scala, di cui è Socio Fondatore. Un sodalizio che sostiene da anni iniziative di rilevanza internazionale, inclusi concerti, spettacoli della Scuola di Ballo e mostre itineranti, contribuendo a valorizzare le eccellenze artistiche per cui l’Italia è rinomata in tutto il mondo. La portata del progetto si estende anche a livello globale. Durante le prime due edizioni, ad esempio, hanno partecipato 752 studenti che frequentano scuole italiane all’estero e sezioni italiane di scuole internazionali di varie parti del mondo: Albania, Argentina, Brasile, Cile, Egitto, Etiopia, Francia, Perù, Stati Uniti d’America, Venezuela. Durante l’anno accademico 2024-2025 sono stati coinvolti in tutto 1.550 allievi, di cui il 20% proveniente dall’estero.

Diana Bracco: la meritocrazia deve essere un principio percepibile

Le premiazioni dell’edizione 2025-2026 si sono tenute a giugno, presso la sala Alessi del Comune di Milano. Un appuntamento che ha posto al centro una riflessione sul valore dell’errore come tappa essenziale della crescita e sulla perseveranza intesa come la capacità di trasformare le sfide in opportunità. “È necessario far sentire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato – ha spiegato Diana BraccoSono convinta che serva uno sforzo corale delle Istituzioni, delle imprese e del mondo del no profit. Noi come Fondazione Bracco cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo”. Borse di studio, riconoscimenti, percorsi formativi e fondi per la ricerca: sono gli strumenti con cui, in questi anni, la Fondazione ha concretamente investito nel futuro. “Dall’inizio del progetto abbiamo raggiunto più di tremila ragazze e ragazzi, con un investimento di oltre cinque milioni di euro – ha proseguito la Presidente – A tale riguardo, ringrazio il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che mi ha inviato una bella lettera di plauso in cui testimonia l’apprezzamento e la vicinanza delle istituzioni alla nostra Fondazione”.

Renato Mazzoncini: A2A, presentato il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia

È stato presentato da Renato Mazzoncini il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia di A2A: 300 milioni di euro investiti e  891 milioni di euro di valore generato per il territorio. Ridotte inoltre le emissioni di CO2 di 851.000 tonnellate e le perdite idriche del 20% e avviato un progetto di recupero calore da data center per il teleriscaldamento.

 Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: A2A a Brescia, 891 milioni di euro di valore a seguito degli investimenti in sostenibilità

"Nel 2025 — ha rimarcato Renato Mazzoncini, AD e DG di A2Aabbiamo investito a Brescia oltre 300 milioni di euro destinati alle reti energetiche, al ciclo idrico, al teleriscaldamento, alla digitalizzazione e alla formazione. Sono interventi che rafforzano la competitività del territorio, migliorano la qualità dei servizi e preparano la città ad affrontare con fiducia le trasformazioni del futuro”. Stando al Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia della Life Company riferito al 2025, presentato da Renato Mazzoncini, a fronte degli investimenti sono stati generati 891 milioni di euro di valore economico complessivo (+63%). A questi, si aggiungono la riduzione di 851.000 tonnellate di CO2 e il coinvolgimento di 31.000 studenti e docenti in progetti di educazione ambientale.

Renato Mazzoncini: Brescia laboratorio di innovazione per A2A tra teleriscaldamento, smart city ed economia circolare

La città di Brescia si conferma  il laboratorio di innovazione e sperimentazione di A2A per lo sviluppo di soluzioni che possono venire  replicate anche altrove: “Dalla guida autonoma applicata al car sharing, realizzata con il Politecnico di Milano, al primo sistema di recupero del calore da un data center per alimentare il teleriscaldamento, fino ai pali dell'illuminazione integrati con le colonnine City Plug”, ha aggiunto Renato Mazzoncini. Il teleriscaldamento ha giocato un ruolo strategico per la decarbonizzazione, con 1.165 GWht di calore portato nelle case bresciane, di cui l’84% generato da fonti non fossili: un sistema premiato al Global District Energy Climate Awards di Washington come uno tra più avanzati su scala globale per il suo apporto all’economia circolare e nel recupero di calore. Brescia si consolida inoltre come modello italiano anche nel settore del ciclo idrico, con una riduzione delle perdite del 20% e lo sviluppo di nuovi progetti per la depurazione dell’acqua - con gli impianti di Calvisano, Visano, Pralboino e Ciliverghe di Mazzano - grazie agli investimenti di A2A

Fabrizio Di Amato: innovazione e ricerca alla base della crescita globale di MAIRE

Intervenuto in occasione dell’evento “Futuro Capitale”, tenutosi lo scorso giugno, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato si è soffermato sul ruolo dell’innovazione in quanto aspetto intrinseco nel Dna del Gruppo e della città di Roma. La collaborazione con le università è sempre stata al centro della strategia aziendale e lo dimostra il fatto di essere stata tra le prime realtà a partecipare al Rome Technopole.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: innovazione e ricerca guidano la crescita globale di MAIRE

Siamo una realtà che ha sempre investito in innovazione – ha ribadito Fabrizio Di AmatoNell’industria della chimica siamo ancora leader mondiali nel polipropilene grazie alla collaborazione che c’è stata all’epoca tra la Montecatini e il Politecnico di Milano”. Il Fondatore e Presidente di MAIRE è intervenuto lo scorso 9 giugno, in occasione di “Futuro Capitale”, e ha parlato del ruolo centrale che l’innovazione ha avuto per il Gruppo. “L’innovazione è nel nostro Dna – ha evidenziato Fabrizio Di Amato – Siamo nati 43 anni fa a Roma, da una piccola società siamo diventati una multinazionale presente in 50 Paesi”. Al centro della leadership e della crescita di MAIRE figura la collaborazione con le università, aspetto su cui il Gruppo è stato il primo a puntare: ci sarà infatti l’inaugurazione di un nuovo centro di eccellenza sulla transizione energetica entro l’anno.

Fabrizio Di Amato: MAIRE rafforza la collaborazione con le università per formare i talenti del futuro

Sotto la guida di Fabrizio Di Amato, MAIRE è stata la prima a prendere parte a Rome Technopole, l’ecosistema di innovazione della Regione Lazio dedicato alla ricerca e all’alta formazione che unisce università pubbliche e private. Una figura di cruciale rilevanza, che negli anni è gradualmente scomparsa, è quella dell’ingegnere umanista, ovvero “colui che guarda la tecnica ma anche l’impatto sociale e l’impatto economico”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Questa figura è in grado di costruire strutture che sono sia al servizio della città che delle persone. Il Presidente si è poi soffermato sulla necessità da parte di MAIRE di assumere non solo ingegneri e laureti, ma anche periti tecnici e geometri. Motivo per cui il Gruppo ha fondato una academy per formare i giovani.

Pier Silvio Berlusconi: nuova strategia e nuovo assetto per MFE - MEDIAFOREUROPE

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, ha messo a punto, insieme ai collaboratori più vicini, un nuovo piano strategico che comporta anche una riorganizzazione interna di MFE - MEDIAFOREUROPE e Mediaset. Il nuovo modello è stato illustrato ai manager del Gruppo e traduce in pratica le indicazioni strategiche già rese note l’8 luglio scorso.

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Ceo di Mfe-Media for Europe

Pier Silvio Berlusconi: il percorso verso Mediaset Italia

In linea con questa evoluzione, i Consigli di Amministrazione di entrambe le società hanno dato il via libera all’avvio del processo che condurrà alla fusione di Mediaset all’interno di R.T.I., un’operazione da cui prenderà forma la nuova realtà denominata Mediaset Italia. La riorganizzazione voluta da Pier Silvio Berlusconi ha l’obiettivo di rendere il Gruppo, ormai a dimensione multinazionale, più rapido ed efficiente nell’attuare le sinergie messe in programma. Alla base di questo cambiamento ci sono alcuni criteri fondamentali: maggiore trasparenza nei ruoli, responsabilità distribuite con precisione, una catena decisionale più snella e una maggiore rapidità nell’agire.

Pier Silvio Berlusconi: “Per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione”

Il lavoro svolto fin qui sul mercato tedesco – ha commentato Pier Silvio Berlusconi – ha già dato frutti importanti, grazie all’impegno congiunto di professionisti italiani e tedeschi, capaci di superare gli obiettivi inizialmente fissati. Il contesto pubblicitario europeo resta però complesso, con prospettive future incerte e una pressione competitiva molto forte da parte delle nuove piattaforme digitali. Pur riconoscendo la crescita raggiunta, Pier Silvio Berlusconi ha ammesso che le dimensioni del Gruppo sono ancora contenute rispetto alla sfida in corso. “Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo – ha fatto sapere – E per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione, capace di tradurre quella strategia in risultati con sempre maggiore concretezza e tempestività. È questo il senso del nuovo assetto: una linea di comando più corta, responsabilità più chiare e definite. E, soprattutto, puntare sulla crescita delle nostre risorse interne e dei nostri talenti”.

Decarbonizzazione, Agostino Scornajenchi: serve un sistema integrato

Dal palco dell'evento "La Ripartenza" a Maratea, Agostino Scornajenchi ha sottolineato l’importanza strategica di un modello energetico basato sull’integrazione delle fonti per garantire approvvigionamenti sicuri e il raggiungimento degli obiettivi climatici. L’infrastruttura gas svolge un ruolo cruciale.

Agostino Scornajenchi, CEO di Snam

Agostino Scornajenchi: superare la contrapposizione tra fonti per un sistema energetico stabile

La sicurezza energetica ha a che fare con la competitività dei Paesi, con la produttività, con la capacità di mantenere in piedi le filiere produttive. E in ultima istanza è una misura dell’indipendenza e della democrazia”. Lo ha affermato Agostino Scornajenchi, CEO di Snam, in un’intervista rilasciata a margine de “La Ripartenza: liberi di pensare”, evento tenutosi dal 17 al 19 luglio a Maratea. Il convegno ha visto la partecipazione del manager, che è alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, nell’ambito della tavola rotonda dedicata alle reti e alle infrastrutture energetiche. Dal palco del teatro naturale adiacente all’Hotel Santavenere, Scornajenchi ha lanciato un messaggio di importanza strategica per l’Italia: serve un modello fondato sull’integrazione delle varie fonti di energia, capace di assicurare sicurezza negli approvvigionamenti, competitività industriale e raggiungimento dei target climatici. Il CEO di Snam ha invitato quindi a superare la visione che contrappone le diverse fonti, spingendo invece per valorizzare la complementarità all’interno di un sistema integrato.

Agostino Scornajenchi: le reti sono il perno della resilienza e della stabilità del Paese

Agostino Scornajenchi ha riportato dunque il dibattito sul terreno dei dati oggettivi e delle evidenze concrete: attraverso una lettura sistemica dell’attuale scenario energetico, ha sottolineato come la decarbonizzazione non si possa realizzare attraverso la sostituzione dei vettori energetici, ma mediante l’integrazione coordinata di tutte le tecnologie disponibili, così da costruire un sistema realmente sicuro, competitivo e sostenibile. All’interno di questo modello, il gas e le relative infrastrutture svolgono un ruolo strategico, contribuendo a migliorare la flessibilità, la resilienza e la sicurezza del sistema energetico durante il percorso di transizione. “Le infrastrutture sono il perno della sicurezza del Paese e le crisi che stanno attraversando il mondo ce lo ricordano ogni giorno”, ha ribadito il CEO di Snam, che nel suo discorso ha messo a fuoco tutti gli aspetti economici e produttivi legati alla centralità delle infrastrutture gas per la sicurezza energetica. “L’energia migliore è quella che non rimane mai da sola. Non esistono fonti in competizione tra loro: elettroni e molecole devono lavorare insieme per costruire un sistema energetico resiliente, flessibile e sicuro”, ha concluso.

Valentina Pellegrini: rinnovata la partnership con Siemens, inaugurato il nuovo ristorante aziendale

Valentina Pellegrini e Floriano Masoero hanno inaugurato un ristorante aziendale dedicato a Ernesto Pellegrini nella sede Siemens di Milano, celebrando una partnership storica avviata nel 1969.

La manager Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini inaugura il nuovo ristorante aziendale nella sede di Siemens Italia

Nella sede milanese di Siemens Italia è stata inaugurata una nuova sala all’interno del ristorante aziendale, dedicata alla memoria di Ernesto Pellegrini, fondatore della società di ristorazione collettiva, scomparso un anno fa. Era il 1969 quando firmò con il capo della Gorla-Siama Siemens Elettra S.p.A. uno dei suoi primi contratti. In quegli anni nascevano le prime mense aziendali che davano ai lavoratori, per la prima volta, la possibilità di mangiare un pasto caldo sul posto di lavoro. I 450 dipendenti dell’epoca venivano serviti direttamente al tavolo, dove mangiavano i piatti preparati dallo chef Luigi Ambrosioni. Oggi sono cambiate tante cose, a partire dallo smart working, ma il momento della pausa pranzo resta per molte aziende un importante spazio di incontro e confronto. “Da noi il lavoro da remoto è libero, ma oltre il 60% delle persone viene ogni giorno qui in sede e spesso passa anche dalla mensa: molte discussioni di valore si verificano ancora attorno al buon cibo e alla buona tavola”, racconta Floriano Masoero, Amministratore Delegato di Siemens Italia. È insieme a lui che Valentina Pellegrini, Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., ha inaugurato la nuova sala.

Valentina Pellegrini sull’importanza delle relazioni umane nel mondo del lavoro

Il settore della ristorazione collettiva si è evoluto nel corso degli anni, di pari passo con il mondo del lavoro. C’è però un elemento che non è mai cambiato: la consapevolezza che la mensa non serve solo a sfamare i dipendenti ma è anche il luogo in cui può nascere un’idea, si costruiscono le relazioni e si rafforza il senso di appartenenza a un’azienda. È una cultura d’impresa che tanti cercano di preservare. “Sono sicuro che Ernesto Pellegrini, anche oggi, mi avrebbe preso da parte per chiedermi: "Cosa possiamo fare per farvi stare ancora meglio – dice Masoero – Il concetto di well-being è un po' sulla bocca di tutti, ma il benessere delle persone, anche in azienda, passa da tante piccole attenzioni”. Quando Ernesto Pellegrini avviò la partnership con Siemens viveva in una casa popolare nella periferia di Milano e aveva da poco conosciuto la moglie Ivana. La decisione di mantenere vivo il legame con la sede milanese della multinazionale tedesca ha un valore particolarmente significativo per Valentina Pellegrini. “Significa ricordare le nostre radici, che ci consentono di essere dove siamo oggi”, in particolare, “in un mondo così veloce, così frenetico, dove anche le relazioni hanno spesso un sapore diverso”.

Alessandro Viglione nominato nel 2024 Presidente dell’Odv di Autostrada Pedemontana Lombarda

Nel 2024 Alessandro Viglione è stato nominato Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della società, che gestisce il tratto autostradale A36 ed è controllata in quota di maggioranza da Milano Serravalle - Milano Tangenziali.

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: il ruolo in Autostrada Pedemontana Lombarda

La nomina di Alessandro Viglione a Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. si inserisce nell’ambito della disciplina prevista dal d.lgs. n. 231/2001. La società, che gestisce la tratta autostradale A36, vede la partecipazione di maggioranza di Milano Serravalle - Milano Tangenziali. Oltre a questo incarico, Alessandro Viglione è membro dell’Organismo di Vigilanza di altre importanti realtà aziendali, tra cui Starbucks, Conceria Antiba e Zenato Winery, a conferma di un’attività professionale che si estende a diversi settori.

La formazione e la carriera di Alessandro Viglione

Alessandro Viglione si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, discutendo una tesi in Diritto Penale Commerciale. Ha poi proseguito gli studi con un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa, con una tesi in Diritto Penale Tributario. Abilitato al patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori, si è specializzato in diversi ambiti del Diritto Penale dell’Economia: dal Diritto Penale Tributario al Diritto Penale dei mercati finanziari, dai reati fallimentari al Diritto Bancario e Societario, dagli infortuni sul lavoro al Diritto Penale Ambientale, fino alla responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. Autore di pubblicazioni e contributi in materia di Diritto Penale dell’Economia, Alessandro Viglione è partner dello Studio Lauri - Viglione Penalisti dal 2021.

Le palestre di McFIT a Secondigliano e Mugnano di Napoli: lo sport arriva in periferia

La scorsa primavera ha portato due ottime notizie per l’area nord di Napoli, dove sono stati aperti al pubblico ben due nuovi centri fitness McFIT. Il brand era già presente in centro città, ma le aperture di Secondigliano e Mugnano si sono inserite in un contesto urbano raccontato spesso solo per le sue fragilità, restituendo un’immagine diversa, fatta di investimenti e nuove opportunità.

McFIT

McFIT come presidio di comunità nei quartieri

Le palestre McFIT, del resto, non sono attività commerciali come le altre, perché contribuiscono concretamente a ridisegnare il rapporto degli abitanti con il proprio quartiere. Hanno la capacità di creare nuove routine legate al benessere, attorno a cui si sviluppano poi relazioni, occasioni di incontro e momenti di socialità che, soprattutto nei contesti periferici, possono fare la differenza. Intercettano inoltre bisogni diversi: da quelli dei più giovani che attraverso lo sport si allontanano dalla strada, alle fasce più adulte che con il fitness riscoprono l’importanza di prendersi cura di sé. E l’impatto economico legato a McFIT non è trascurabile: in luoghi in cui trovare lavoro è difficile, l’apertura di un centro fitness dall’esperienza così solida genera non solo occupazione diretta, ma anche un indotto facile da immaginare.

McFIT a Secondigliano e Mugnano: recupero urbano e numeri del Gruppo

A Secondigliano, in particolare, la palestra McFIT è nata dal recupero di un edificio inutilizzato dal 2022, che all’epoca aveva lasciato un grande senso di abbandono nella comunità. Da maggio 2026, in Via Napoli-Roma verso Scampia n.56, lo spazio ha riaperto con un look completamente rinnovato, con attrezzature di ultima generazione, doppia area di allenamento esterno, un’area per gli appassionati di Hybrid Training e poi zona cardio, pesi liberi e diversi corsi di gruppo. Una trasformazione simile riguarda anche Mugnano di Napoli. Il Gruppo RSG è presente oggi con oltre 900 sedi in tutto il mondo, 44 delle quali in Italia. I benefici individuali legati alla pratica sportiva sono ormai un dato acquisito, ma è sul piano collettivo che il discorso assume un peso diverso: le palestre McFIT contribuiscono infatti a contrastare la sedentarietà, un fenomeno che secondo i report riguarda quasi un italiano su due, e allo stesso tempo diventano leva di inclusione e riscatto sociale proprio nelle aree periferiche. Un ruolo che al sud pesa ancora di più, considerando il divario rispetto al nord: al settentrione oltre il 70% delle persone pratica sport con regolarità, mentre al meridione la quota scende sotto il 50%.

Manfredi Calabrò: l’IA generativa cambia il ruolo dei comunicatori

L’implementazione dell’IA generativa nel settore della comunicazione impone una nuova frontiera di collaborazione tra uomo e macchina e una trasformazione del ruolo del comunicatore in consulente culturale, secondo Manfredi Calabrò. Il manager, con oltre 20 anni di esperienza consolidata nella comunicazione strategica, era intervenuto sul ruolo dell’IA nelle agenzie creative e media in occasione del CEO Talks di RCS Academy del 2023, dal nome “2023: l’Anno dell’Intelligenza Artificiale - La Rivoluzione in Essere”.

 Il manager Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: l’Intelligenza Artificiale cambia la comunicazione, ma la creatività resta umana

“L’Intelligenza Artificiale fa parte di un nuovo processo decisionale: imporre una collaborazione tra esseri umani e macchine. Le strutture del sapere si sono modificate, la creatività è un mestiere artigianale e non ci sono semilavorati”, aveva sottolineato Manfredi Calabrò nel suo intervento all’evento CEO Talks di RCS Academy, organizzato in collaborazione con il “Corriere della Sera”, dal titolo “2023: l’Anno dell’Intelligenza Artificiale - La Rivoluzione in Essere”. Con oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e UK alla guida di organizzazioni complesse in ambiti quali comunicazione strategica, brand governance e consulenza corporate, Manfredi Calabrò aveva rimarcato come nel mondo della comunicazione, nello specifico nelle agenzie creative, il pensiero rimanesse il motore inventivo a prescindere dall’utilizzo dell’IA generativa.

Manfredi Calabrò: l’IA spinge i comunicatori verso un nuovo ruolo consulenziale

Forte della sua comprovata esperienza professionale, Manfredi Calabrò aveva illustrato nel 2023 al CEO Talks di RCS Academy i valori dell’IA generativa all’interno del settore della comunicazione, distinguendone l’uso tra agenzie creative e media. “Per noi comunicatori è una sfida al rialzo, investire in formazione non per diventare migliori comunicatori, ma finalmente consulenti culturali. Servirà a leggere qualche libro in più, servirà anche a riscoprire la mondanità nella sua accezione più positiva, traendo ispirazione magari anche dalle arti maggiori”, aveva dichiarato Manfredi Calabrò. L’Intelligenza Artificiale, almeno nella sua forma non diretta, non è infatti generativa.

Sesa: 4,5 milioni di euro per migliorare la qualità di vita dei dipendenti

Il Piano welfare di Sesa si concentra sul benessere delle persone, sulla work-life balance, sull’inclusione, sulla sostenibilità e sull’education. I vertici del Gruppo: “Continuiamo a porre al centro della nostra visione d’impresa l’attenzione verso le persone, l’ambiente e la comunità in cui operiamo”.

Sesa, azienda leader nel settore Digital Technology, System Integration e Business Application

Sesa: 4,5 milioni di euro per valorizzare il capitale umano

Sesa, azienda leader nel settore Digital Technology, System Integration e Business Application, ha di recente annunciato il nuovo Piano welfare, dal valore di 4,5 milioni di euro, per i suoi circa 6.500 collaboratori e collaboratrici. Realizzato in accordo con Fondazione Sesa, prevede iniziative volte a generare valore sostenibile di lungo termine a beneficio di tutti gli stakeholder e, in particolare, delle persone del Gruppo, che contribuiscono attivamente alla crescita aziendale. Il programma si basa sulla valorizzazione dell’unicità individuale, considerata grande fonte di ricchezza, e punta a migliorare il benessere di coloro che lavorano in azienda attraverso un approccio che guarda alle esigenze delle diverse generazioni. Un’attenzione specifica è riservata alle risorse under 30, che rappresentano una quota rilevante dell'organico (pari al 25% del totale al 30 aprile 2025), con interventi focalizzati su benessere, work-life balance, inclusione, sostenibilità, education. Tra i temi centrali anche quello della formazione, che si sviluppa mediante percorsi dedicati alla diversità e all’inclusione. I collaboratori e le collaboratrici possono accedere alle varie agevolazioni tramite una piattaforma digitale dedicata, dotata di assistente virtuale con supporto IA.

Le misure del nuovo Piano welfare di Sesa

Sul fronte del benessere personale e del bilanciamento tra attività professionale e privata (work-life balance), Sesa ha previsto l'erogazione di flexible benefits per l’accesso ad attività sportive e culturali, affiancati da programmi di supporto psicologico, coaching e soluzioni di mobilità abitativa. A queste misure si aggiunge un programma di microcredito aziendale finalizzato ad agevolare l’accesso a finanziamenti per i dipendenti. Largo spazio anche alla tutela della genitorialità, all’inclusione e alla diversità con un pacchetto di aiuti pensato per accompagnare la crescita dei figli: dai contributi per la natalità e i servizi di baby-sitting e asilo nido, fino alle borse di studio per l’acquisto di testi scolastici, centri estivi e percorsi universitari, con un’attenzione particolare al sostegno per l’assistenza sanitaria e sociale di familiari con disabilità. Nell’ambito della sostenibilità ambientale, Sesa ha inserito nel piano contributi volti a incentivare la mobilità sostenibile, favorendo ad esempio l’uso di mezzi pubblici ed elettrici, e programmi di E-Car e Bike Sharing finalizzati alla riduzione del consumo di risorse. Infine, la sfera education si concretizza mediante contributi per favorire la partecipazione a programmi formativi ed Erasmus internazionali. “Favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro, insieme al benessere delle nostre persone, è un valore fondante di Sesa, sin dalla sua nascita nel 1973. Continuiamo a porre al centro della nostra visione d’impresa l’attenzione verso le persone, l’ambiente e le comunità in cui operiamo”, commentano Paolo Castellacci e Giovanni Moriani, rispettivamente Presidente e fondatore e Vice Presidente di Sesa.

Riva Acciaio: le origini del Gruppo e l’espansione nella siderurgia italiana

Riva Acciaio è leader nel settore dell’acciaio. Da società di raccolta e commercio di rottami ferrosi, passa alla produzione dell’acciaio e, con investimenti costanti nell’innovazione, rivoluziona tutta la filiera italiana con la colata curva continua.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi alla produzione

La fine della Seconda Guerra Mondiale aveva lasciato dietro di sé le macerie e un Paese totalmente da ricostruire. La sensibilità e la visione dei fratelli Emilio e Adriano Riva furono tali da cogliere questa esigenza, intravedendo lo sviluppo del settore siderurgico italiano. Motivo per cui, nel 1954, fondarono Riva Acciaio. Inizialmente dedita alla raccolta e commercio di rottami ferrosi, sotto il nome di Riva & C. s.a.s., nel 1956 l’azienda passò dalla semplice fornitura alla produzione di acciaio, inaugurando il primo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Riva Acciaio aumentò in poco tempo la propria produzione, potendo contare su un forno ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, dieci in più della concorrenza, e su una conoscenza approfondita del mercato.

Riva Acciaio: l’introduzione della colata curva a supporto delle acciaierie italiane

L’innovazione tecnologica rappresentò il fattore decisivo che permise a Riva Acciaio di superare la crisi del settore degli anni ’60. In quel periodo, infatti, la concorrenza internazionale dettata dallo sviluppo delle mini-acciaierie portò un’ondata di recessione nel settore siderurgico del Paese. La risposta dell’azienda fu puntare sull’innovazione, rivoluzionando l’intero settore. Il 2 giugno 1964, presso lo stabilimento di Caronno Pertusella di Riva Acciaio, entrò in funzione le prima colata continua curva in Italia. Tale innovazione permise a tutte le acciaierie del Paese di abbandonare la produzione di lingotti di dimensione ridotte e passare direttamente all’acciaio liquido, ottimizzando la resa e diminuendo i costi di tutto il ciclo produttivo.

Giorgio Busnelli: con “Amazon Dona” destinati beni di prima necessità a chi è in difficoltà

Il programma “Amazon Dona” ha aiutato oltre 35mila famiglie italiane donando loro beni di prima necessità. Il Country Manager di Amazon Italia Giorgio Busnelli: “Crediamo che se un prodotto può essere utile a qualcuno, deve avere una seconda vita”.

Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli sul programma “Amazon Dona”: un sostegno concreto alle famiglie

Dieci anni fa, nel 2016, la legge “antispreco” metteva al centro l’importanza di “ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti”. È su quella stessa filosofia che oggi si basa il nuovo programma di donazioni di Amazon, che ha già aiutato più di 35mila famiglie italiane ad avere accesso a beni di prima necessità. “Crediamo che se un prodotto può essere utile a qualcuno, deve avere una seconda vita. Mettendo le nostre risorse e la nostra rete logistica al servizio delle organizzazioni, generiamo un impatto reale e misurabile, contribuendo a ridurre gli sprechi”, ha sottolineato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia. L’obiettivo del programma è “recuperare prodotti ancora in ottime condizioni ma che non possono più essere venduti”, come gli articoli con confezioni danneggiate o i multipack con unità mancanti, per poi distribuirli ai nuclei familiari che vivono in condizioni di fragilità mediante una rete di 1.400 enti del Terzo settore in tutto il Paese. Oltre ai generi alimentari, tra i prodotti donati ci sono articoli per la cura della persona, prodotti per l’infanzia, giocattoli e materiale scolastico.

Giorgio Busnelli: Amazon Italia deve rappresentare una forza positiva per la comunità

Vogliamo che la presenza di Amazon in Italia rappresenti una forza positiva per le comunità che serviamo e per il Pianeta in cui viviamo. Dimostriamo questo impegno ogni giorno. “Amazon Dona” è uno degli esempi tangibili di questi sforzi”, ha aggiunto Giorgio Busnelli. Nel 2025 il colosso dell’e-commerce e i suoi partner hanno donato oltre 35 milioni di prodotti in tutta Europa. Attraverso altri programmi come “Amazon Seconda Mano” e “Amazon Renewed”, la piattaforma rimette in vendita prodotti di seconda mano e ricondizionati mentre gli articoli in ottime condizioni che non possono essere rivenduti vengono donati con “Amazon Dona”. Oggi, a guidare i clienti nella scelta ci sono strumenti di Intelligenza Artificiale come Rufus e le recensioni, invece le stime sulle taglie basate sull'IA garantiscono che più del 90% degli acquirenti si ritenga soddisfatto. Nel nostro Paese, questa attività ha luogo a Castel San Giovanni, nel Piacentino, polo logistico d’esordio del colosso di Seattle, trasformato nel 2025 in un centro resi dedicato.

Enrico Vita: Amplifon rinnova la rete delle sedi mondiali con il nuovo hub di Barcellona

Non solo espansione del business, ma anche sviluppo interno. Sotto la guida di Enrico Vita, Amplifon rinnova e ammoderna le proprie sedi mondiali: dopo Amburgo, Melbourne, Milano e Parigi, un nuovo progetto per la sede di Barcellona. Una struttura sviluppata su un solo piano per avvicinare i 200 dipendenti e migliorare la collaborazione, oltre a consolidare la coordinazione con i 700 negozi della controllata GAES.

 Enrico Vita

Enrico Vita: Amplifon, il rinnovamento delle sedi mondiali a cui si aggiunge quella di Barcellona

Una nuova sede di Amplifon a Barcellona accoglierà i 200 dipendenti spagnoli nell’innovation district. Un cambio di stile per la struttura che da cinque piani passa a uno, con lo scopo di avvicinare e rafforzare la collaborazione tra il personale. Guidato da Enrico Vita, il Gruppo leader nel settore dell’hearing care si espande e si rinnova: da un lato le operazioni per ampliare il business e la propria filiera, con l’acquisizione di GN Hearing, il cui closing è previsto entro fine 2026, che rientra in questa strategia; dall’altro gli investimenti per l’ampliamento delle sedi di Amplifon in tutto il mondo. Il nuovo stabilimento di Barcellona ha il compito di consolidare la collaborazione e coordinazione con i 700 negozi in Spagna controllati da GAES, società del Gruppo. Il rinnovamento della sede catalana si aggiunge al lungo elenco di filiali su cui già si è intervenuti in giro per il mondo, tra cui quelle ad Amburgo, Melbourne, Milano e Parigi. I prossimi progetti in partenza prevedono l’ammodernamento delle sedi in USA, nello specifico a Minneapolis.

Enrico Vita: l’espansione del business di Amplifon con l’acquisizione di GN Hearing, che si completerà entro fine 2026

Con una studiata strategia di espansione, Enrico Vita guida Amplifon verso la crescita. L’acquisizione di GN Hearing, dal valore di 2,3 miliardi di euro, consentirà ad Amplifon di essere verticalmente integrata: alle grandi competenze sviluppate nel rapporto con i pazienti, al know-how clinico e nella distribuzione e retail degli apparecchi acustici, si aggiunge anche la produzione. Amplifon potrà contare sulla tecnologia, sui brevetti, sulla ricerca e sulla progettazione di GN Hearing. A seguito della chiusura dell’operazione prevista per fine 2026, il Gruppo punta a incrementare i propri ricavi fino a 3,3 miliardi di euro, con 800 milioni di margine operativo lordo.

Alessandro Benetton: il problema di chi eredita un successo, il caso Apple

Alessandro Benetton prende spunto dal cambio al vertice di Apple per affrontare un tema che riguarda ogni imprenditore: il successo può essere il nemico più insidioso di un’azienda.

Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e Mundys

Alessandro Benetton: la lezione della successione in Apple

Quando un’impresa è in crisi, sottolinea Alessandro Benetton, cambiare è quasi obbligatorio. Ma quando tutto funziona, quando i numeri sono positivi e il brand è forte, decidere di cambiare diventa molto più difficile. Per spiegarlo, l’imprenditore guarda al passaggio che si sta compiendo in Apple, dove dal primo settembre 2026 Tim Cook diventerà Executive Chairman e John Ternus sarà il nuovo CEO. John Ternus non erediterà soltanto il ruolo di Amministratore Delegato, ma si troverà a sedere sulla sedia che fu di Steve Jobs, l’uomo che ha creato il mito, e su quella di Tim Cook, l’uomo che ha trasformato quel mito in una macchina perfetta. Sotto la guida di Cook, ricorda l’imprenditore, Apple è passata da circa 350 miliardi a 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, con ricavi annuali quasi quadruplicati. Proprio per questo, la successione più difficile non è sempre quella che segue un fallimento, ma spesso quella che arriva dopo un successo enorme, perché è molto più complicato cambiare qualcosa che sta già funzionando. Cook, spiega Alessandro Benetton, non ha provato a diventare un altro Jobs: non aveva lo stesso carisma né la stessa brutalità creativa, ma aveva disciplina, pazienza e continuità, e ha trasformato Apple non in un museo dedicato a Jobs, bensì in un sistema. Ora tocherà a Ternus vincere la propria sfida, eliminando dal vocabolario aziendale la frase “abbiamo sempre fatto così”.

Alessandro Benetton: il percorso di discontinuità in Edizione

Per Alessandro Benetton i valori vanno protetti, ma le abitudini vanno messe alla prova: pensare “abbiamo sempre fatto così” è il primo sintomo di un’azienda che si sta addormentando. È per questo che il successo può trasformarsi in un nemico, perché convince che ciò che ha funzionato ieri funzionerà anche domani, mentre non è detto che sia così. L’imprenditore cita a questo proposito una frase di Gustav Mahler, secondo cui la tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco: il compito di chi arriva dopo è raccogliere i tizzoni ardenti dalla cenere per continuare ad alimentare la fiamma. Alessandro Benetton ha applicato questo principio al percorso di discontinuità avviato in Edizione, dove in quattro anni è stato cambiato l’80% del management, un terzo dei dipendenti ha oggi meno di 30 anni e il 50% dei dipendenti è donna. Il suo approccio, ricorda, esiste da sempre, da prima del 2022, coltivato già durante gli studi ad Harvard, nel 1992 con la fondazione di 21 Invest e oggi con la nascita di 21 Next: in poche parole, far evolvere ciò che ha bisogno di evolvere.

Joerg Eberhart: intesa raggiunta sul contratto ITA Airways

Joerg Eberhart, AD e DG di ITA Airways, ha parlato dell’intesa raggiunta con le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto di lavoro. L’accordo sarà ora sottoposto all’approvazione del CdA della compagnia e, secondo quanto dichiarato, rappresenta un risultato di grande importanza per ITA Airways e per tutte le sue persone, frutto di un confronto serio e responsabile che consente di dare una risposta concreta ai dipendenti, valorizzandone il contributo in una fase strategica e di grande rilievo per la crescita della compagnia.

ITA Airways

Joerg Eberhart: un investimento sulle persone

Per Joerg Eberhart, questo accordo rappresenta un investimento sulle persone di ITA Airways, definite una “grande famiglia” e il principale fattore di successo della compagnia sul mercato. Affrontare le sfide future, ha spiegato il manager, richiede di poter contare sul coinvolgimento, sulla professionalità e sulla motivazione di tutti i colleghi, che ogni giorno contribuiscono con competenza e passione ai risultati aziendali. Il settore del trasporto aereo sta attraversando una fase particolarmente complessa, segnata a livello globale dalle persistenti tensioni geopolitiche internazionali e dalle criticità legate alla disponibilità della flotta, dovute alla nota problematica dei motori, su cui si sta lavorando per raggiungere una soluzione a breve. In questo contesto, è stato fondamentale dare un segnale concreto alle persone dell’azienda, affinché possano continuare a essere protagoniste del percorso di crescita e trasformazione di ITA Airways e del raggiungimento degli obiettivi industriali.

Joerg Eberhart: il valore del welfare aziendale

La revisione del trattamento economico, ha sottolineato Joerg Eberhart, è stata un passaggio necessario, ma le misure dedicate al welfare e al wellbeing previste dalle intese raggiunte hanno un valore ancora più strategico, sostenibile e duraturo, perché investono sulla qualità della vita delle donne e degli uomini dell’azienda, sul loro coinvolgimento e sulla capacità della compagnia di crescere insieme a loro. Il manager ha inoltre voluto ringraziare tutte le organizzazioni sindacali per il senso di responsabilità dimostrato durante il confronto e lo staff di ITA Airways per l’impegno profuso. Una volta completato l’iter di approvazione da parte del CdA, ha concluso Joerg Eberhart, questo accordo rappresenterà un ulteriore tassello del percorso di sviluppo della compagnia, anche nel quadro della sua integrazione nel Gruppo Lufthansa.

TV verticale e micro-drama: come Maria De Filippi e Fascino PGT hanno anticipato il nuovo trend

I micro-drama stanno rivoluzionando il mondo della serialità. In un approfondimento su “La Verità”, il racconto di come questo formato stia conquistando sempre più spazio nel mercato globale. In Italia, ad anticipare il trend sono state Fascino PGT e Maria De Filippi, che con una visione lungimirante hanno aperto la strada alle produzioni verticali, intercettando per prime un linguaggio destinato a cambiare il futuro dello streaming.

 Maria De Filippi anticipa il futuro dello streaming

I micro-drama nuovo fenomeno globale: i numeri e le prospettive di crescita

Episodi da uno o due minuti, storie ad alta intensità emotiva e una fruizione pensata esclusivamente per lo smartphone: i micro-drama rappresentano la nuova frontiera del digital entertainment? Di certo in Cina, dove sono nati intorno al 2018, già da anni si può parlare di “fenomeno”, anche alla luce del successo che riscuotono. Negli Stati Uniti, secondo un’analisi di Omdia sui dati di utilizzo mobile, sempre più utenti nel tempo libero utilizzano i loro smartphone per seguire micro-drama sulle app. Molto più del tempo trascorso a guardare serie prodotte dalle grandi piattaforme dello streaming sugli stessi dispositivi. E, come riporta anche “La Verità” in un lungo approfondimento pubblicato lo scorso 8 luglio, si stima che i ricavi globali generati da queste produzioni abbiano raggiunto gli 11 miliardi di dollari nel 2025 e cresceranno fino a 14 miliardi di dollari entro la fine del 2026. E da noi? Sicuramente, la prima a intercettare le potenzialità di questo trend in forte crescita è stata la Fascino: il primo micro-drama italiano è stato lanciato lo scorso maggio dalla casa di produzione di Maria De Filippi.

Micro-drama: la Fascino di Maria De Filippi porta l’Italia nel futuro dello streaming

La serie realizzata dal team di Maria De Filippi si intitola “Tutto in una notte”: composta da 54 episodi, disponibili su WittyTV e sui canali social e Youtube di Witty Drama, ha ricevuto un’accoglienza talmente positiva che, come riporta “La Verità”, potrebbe arrivare in autunno anche su Mediaset Infinity, mentre già si lavora a nuovi progetti. Bisogna però sottolineare che “Tutto in una notte” si discosta da molte produzioni presenti sulle principali app internazionali dedicate al formato in quanto, come constatato anche sui social da diversi appassionati, annovera una qualità produttiva nettamente superiore. “Maria De Filippi la pioniera in Italia”, sottolinea “La Verità”: d’altronde la capacità di intercettare rapidamente nuovi linguaggi e modelli di consumo dell’intrattenimento è una peculiarità storicamente riconosciuta a Fascino PGT. Presto però, secondo quanto riportato dopo l’uscita della serie da diverse testate, potrebbe essere inseguita da altri player che hanno iniziato a guardare con particolare attenzione ai micro-drama e al loro potenziale nell’integrare televisione, piattaforme digitali e nuove forme di storytelling, in linea con le abitudini di consumo di un pubblico sempre più giovane e mobile-first.

Cybersecurity, DEAS è la prima azienda italiana alla Hack The Box 2026

DEAS conferma il proprio ruolo di riferimento nella cybersecurity offensiva italiana, classificandosi prima tra i team nostrani alla “Global Cyber Skills Benchmark Ctf 2026: Project Nightfall”, la competizione internazionale organizzata da Hack The Box lo scorso maggio. La Società fondata da Stefania Ranzato ha ottenuto anche un piazzamento tra i migliori team a livello mondiale, confermando la crescita delle competenze cyber offensive nel nostro Paese.

DEAS

DEAS: la sfida internazionale di Hack The Box

La competizione a cui ha preso parte DEAS rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento per la valutazione delle competenze offensive in ambito cyber, con la partecipazione di centinaia di team provenienti da aziende tecnologiche, società di consulenza, università e organizzazioni specializzate nella sicurezza informatica. Nel corso dei cinque giorni di gara, i team hanno affrontato scenari avanzati di cyber warfare e incident response, costruiti sul modello di moderne campagne Apt state-sponsored. Le prove hanno incluso attività su supply chain compromesse, cloud intrusion, reverse engineering, malware analysis, crittografia, sicurezza blockchain, hardware e Ics hacking, oltre a digital forensics.

Il risultato di DEAS e il commento della fondatrice Stefania Ranzato

DEAS ha completato tutte le 69 challenge previste, ottenendo le 126 flag disponibili. Il risultato, definito “full clear”, è stato raggiunto da sole 15 realtà nel mondo e ha visto la Società italiana concludere la competizione davanti a team riconducibili o associati a grandi Gruppi tecnologici internazionali, tra cui Microsoft e Nvidia. La fondatrice Stefania Ranzato ha commentato il risultato, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici, ai microfoni di “Adnkronos” dichiarandosi estremamente orgogliosa. Come osserva la manager, “le CTF internazionali rappresentano oggi molto più di una semplice competizione tecnica”, essendo ambienti ad alta pressione che misurano capacità operative reali quali rapidità decisionale, coordinamento, resilienza e capacità di affrontare scenari complessi in tempi estremamente ridotti. Per Stefania Ranzato, essere stabilmente il miglior team italiano e competere ai vertici internazionali conferma il valore del lavoro svolto dal team di DEAS, composto dai migliori hacker del Paese, e l’evoluzione delle competenze cyber offensive anche in Italia.

Federico Motta Editore rende omaggio a Canova con Domenico Sepe

Federico Motta Editore ha scelto il Museo Civico di Bassano del Grappa, luogo legato alla memoria di Antonio Canova, per presentare un progetto editoriale affidato a Domenico Sepe, scultore contemporaneo, che dialoga con l’eredità del grande Maestro neoclassico. Il risultato è il volume “Omaggio a Canova - Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe”, un’opera che intreccia arte, fotografia e riflessione critica, andando oltre la forma tradizionale del libro per diventare un vero oggetto culturale.

Presentazione di “Omaggio a Canova”, Federico Motta Editore - Museo Civico di Bassano del Grappa

Federico Motta Editore: il progetto per riscoprire Canova

La storica Casa Editrice ha curato e prodotto un volume in cui Domenico Sepe non si limita a essere autore delle opere scultoree, pittoriche e grafiche, ma firma anche i testi che accompagnano il lettore in un viaggio personale alla riscoperta di Canova. Attraverso lo sguardo contemporaneo dell’artista, le forme immortali dello scultore neoclassico diventano occasione di riflessione sulla bellezza e sulla sua capacità di rinnovarsi nel tempo. Federico Motta Editore ha realizzato il volume puntando su un grande formato, materiali pregiati e una cura grafica e fotografica di alto livello, confermando così la propria attitudine a diffondere libri pensati come opere durature, capaci di offrire un’esperienza estetica e intellettuale completa. Le immagini contenute nel volume provengono dalla mostra “Io Canova, genio europeo” del 2023 e dall’atelier di Sepe, e non si limitano a documentare le opere ma ne restituiscono la presenza fisica, la luce e lo spazio in cui sono collocate. Il volume porta la firma di numerosi collaboratori: la prefazione è di Maria Simonetta De Marinis, il coordinamento generale di Arianna Fumagalli, quello editoriale di Silvia Di Pietro, mentre la redazione è stata curata da Valentina Valle Baroz. Ai testi hanno lavorato, insieme a Domenico Sepe, anche Daniela Di Maso e Leonilde Romano. Le fotografie portano la firma di Pasquale Crespa, Camillo Massa e Pietro Perrino, mentre il progetto grafico e l’impaginazione sono opera di Fabio Lancini.

Federico Motta Editore: la presentazione a Bassano del Grappa

La serata dello scorso febbraio ha registrato un’ampia partecipazione, preceduta dalla visita alla collezione dedicata a Canova conservata nel museo. Silvia Di Pietro, responsabile editoriale di Federico Motta Editore e curatrice del volume, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione del progetto. Al centro della serata, l’intervento di Domenico Sepe, che ha raccontato al pubblico la genesi dell’opera scultorea a partire dal bozzetto in argilla, definendola la scintilla che dà origine a ogni forma. Sepe ha richiamato il pensiero di Vittorio Sgarbi, di Erri De Luca, di Roberto Longhi e di Giulio Carlo Argan per riflettere sulla modernità di Canova e sul significato del gesto artistico, sottolineando come la materia, nelle mani dello scultore, si trasformi in qualcosa di vivo. È intervenuto anche Riccardo Toffanin, Conservatore del Museo Civico di Bassano del Grappa, che ha definito il progetto un’opera di grande valore, evidenziando come Sepe restituisca un’immagine viva e attuale di Canova. In occasione della serata è stato annunciato l’ingresso nella collezione museale del bassorilievo in bronzo realizzato da Sepe, già riprodotto sulla copertina del volume, a testimonianza del legame tra la tradizione canoviana e la scultura contemporanea. All’evento ha partecipato anche Poste Italiane: Sabina Dall’Acqua, Direttrice Provinciale, ha presentato un folder speciale con cartolina, francobollo celebrativo e annullo filatelico dedicato ad Antonio Canova, arricchendo ulteriormente l’iniziativa promossa da Federico Motta Editore.

Classifica CENSIS: l’Università LUMSA in cima alla graduatoria degli atenei medi non statali

L’Università LUMSA conquista la vetta della classifica CENSIS tra gli atenei non statali di medie dimensioni con un punteggio di 89,2. La sua sede di Palermo continua ad attrarre tanti studenti con un’offerta formativa sempre più amplia.

Università LUMSA

L’Università LUMSA al primo posto tra gli atenei medi non statali nella classifica CENSIS

Il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) ha di recente pubblicato l’ormai nota classifica delle università italiane, diventata un punto di riferimento per l’orientamento dei tanti studenti che si apprestano a intraprendere la carriera universitaria. In cima alla lista degli “Atenei non statali di medie dimensioni” c’è l’Università LUMSA, con un punteggio di 89,2. Un risultato che riflette l’impegno di tutta la comunità accademica nel potenziare l’offerta formativa e i servizi agli studenti, nell’ottica di garantire loro un profilo accademico di alto livello e fortemente professionalizzante. L’analisi offre una mappatura dettagliata del panorama accademico nazionale, suddividendo per dimensioni e natura gli atenei (statali e non statali). La valutazione prende in esame sei parametri chiave, ovvero: servizi, borse di studio, strutture, comunicazione e servizi digitali, internazionalizzazione e occupabilità. A questo quadro si affiancano i ranking dedicati ai singoli percorsi di studio – triennali, magistrali a ciclo unico e biennali – valutati in base alla progressione di carriera degli studenti e all’apertura internazionale. In tutto sono 7 graduatorie, elaborate analizzando oltre 960 variabili. L’Università LUMSA compare nel cluster “Medi atenei”, vale a dire quelli da 5.000 a 10.000 iscritti.

L’Università LUMSA a Palermo da oltre 25 anni con il Dipartimento GEC

Il risultato raggiunto dall’Università LUMSA nell’ultima classifica CENSIS assume un significato particolarmente rilevante per la sede di Palermo, dove è presente da oltre 25 anni con il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Comunicazione, diretto dal professor Giampaolo Frezza. Negli ultimi dieci anni il polo situato in città ha registrato una crescita straordinaria, arrivando quasi a triplicare i propri iscritti. Un incremento sostenuto dal continuo ampliamento dell’offerta formativa con nuovi corsi di laurea e Master, dal potenziamento del corpo docente e dallo sviluppo progressivo delle attività di ricerca e di terza missione.

Gian Maria Mossa: Banca Generali chiude il semestre con una raccolta netta di 4,4 miliardi

A giugno Banca Generali ha registrato una crescita record, chiudendo i primi sei mesi del 2026 con una raccolta netta di 4,4 miliardi di euro. Il CEO Gian Maria Mossa: “In crescita di quasi il 50% rispetto allo scorso anno, e con una qualità del mix particolarmente positiva”.

Il CEO di Banca Generali Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: risposte efficaci alle esigenze di tutela patrimoniale dei clienti

Nel solo mese di giugno Banca Generali ha realizzato una raccolta netta pari a 631 milioni di euro, in aumento del 105% su base annuo, per un totale dei primi sei mesi del 2026 di 4,4 miliardi, ovvero il 47% in più. Questo “nonostante un contesto di mercato caratterizzato da volatilità e incertezza”. “La qualità della nostra offerta e la professionalità dei nostri banker – ha spiegato il CEO Gian Maria Mossahanno saputo rispondere con efficacia ai bisogni di protezione e valorizzazione dei patrimoni della clientela”. Lo conferma anche il forte orientamento dei flussi verso gli Asset under Investment. A giugno questi hanno costituito oltre tre quarti della raccolta mensile (il 76%, pari a 480 milioni di euro), superando la soglia dei 2,1 miliardi di euro da inizio anno e confermando il pieno allineamento con gli ambiziosi target previsti per il 2026. Nel dettaglio, le soluzioni gestite hanno registrato una raccolta mensile di 290 milioni di euro (+82% su base annua), raggiungendo 1,94 miliardi di euro da inizio anno (+128%). I contenitori assicurativi hanno confermato il progressivo interesse della clientela, attestandosi a 205 milioni di euro a giugno e a 305 milioni nel semestre. Resta elevata pure la domanda di prodotti della casa (contenitori finanziari e fondi), che hanno totalizzato 95 milioni nel mese e 1,6 miliardi complessivi da inizio anno, pari al 74% della raccolta totale AUI. Nell'ambito degli Altri Attivi, la raccolta è stata di 151 milioni di euro, sostenuta dai Conti Amministrati con 377 milioni nel mese (2,0 miliardi da inizio anno), dato che include oltre 250 milioni di euro legati all’emissione retail del BTP Italia.

Gian Maria Mossa: il progetto PMI2Change per diventare la banca di riferimento degli imprenditori

Tra le prossime sfide ad attendere Banca Generali c’è PMI2Change, il progetto lanciato dall’Istituto per sostenere le piccole e medie imprese quotate italiane. L’iniziativa nasce con l’idea di avvicinare in modo più efficace le imprese ai mercati finanziari. L’obiettivo è dare maggiore voce, liquidità e valore a un settore che costituisce il vero motore del nostro sistema produttivo. ““Continuiamo inoltre a rafforzare la nostra presenza nel mondo degli imprenditori, dove stiamo registrando una crescita significativa grazie a un modello che integra consulenza patrimoniale e competenze specialistiche – ha sottolineato Gian Maria Mossae sinergie con Intermonte stanno accelerando questo percorso e rendendo sempre più concreto il nostro obiettivo di affermarci come la banca degli imprenditori. In questa direzione si inserisce PMI2Change, l’iniziativa che abbiamo lanciato il 1° luglio a Palazzo Mezzanotte per contribuire a rafforzare il legame tra capitale e imprese e sostenere i percorsi di crescita delle PMI italiane. Un progetto che riflette pienamente la nostra visione e il ruolo che vogliamo svolgere nel sostenere lo sviluppo dell’economia reale e la competitività del Paese”. Sulle previsioni relative al prossimo futuro, il CEO di Banca Generali ha detto: “Guardiamo alla seconda parte dell’anno con fiducia e determinazione, forti della qualità della nostra rete, della solidità dei risultati raggiunti e della convinzione di poter conseguire obiettivi importanti”.

Ares Ambiente: soluzioni integrate per un'agricoltura più sostenibile e competitiva

Non solo gestione dei rifiuti, Ares Ambiente estende la propria ricerca continua dell'efficientamento di servizi e processi anche nel settore agricolo. Un modello di economia circolare in grado di rendere più sostenibili, innovative e competitive le imprese agricole e di valorizzare il territorio, a cui si affianca la produzione di compost di qualità con lo stabilimento a Piedimonte San Germano.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: economia circolare e agricoltura sostenibile per creare valore sul territorio

Ares Ambiente ha deciso di investire le proprie competenze non solo nella gestione dei rifiuti, ma anche nella valorizzazione del territorio, fornendo innovazione alle imprese agricole, poiché “investire nell’agricoltura significa creare valore lungo tutta la filiera”. Un esempio concreto per la sostenibilità ambientale e l’economia circolare si trova in provincia di Frosinone, nello specifico a Piedimonte San Germano: un impianto di compostaggio dove alla produzione e alla commercializzazione di compost di qualità, Ares Ambiente affianca un servizio dedicato alle lavorazioni agricole conto terzi. “Grazie ad un parco macchine moderno e a personale qualificato, siamo in grado di supportare le aziende agricole nelle principali attività operative, dall’aratura allo spandimento del compost, dalla semina alla pressatura e raccolta delle rotoballe di fieno, garantendo efficienza, tempestività e professionalità in ogni fase del lavoro”. 

Ares Ambiente: soluzioni integrate per un’agricoltura più sostenibile e competitiva

Ares Ambiente ha compreso l’importanza di un modello di economia circolare, affiancando l’agricoltura sostenibile alla gestione dei rifiuti. I servizi offerti per rendere l’agricoltura più sostenibile, innovativa e competitiva rientrano nella mission e nei valori dell’azienda, ovvero “trasformare risorse in valore e mettere le nostre competenze al servizio del territorio”, come si legge in un post pubblicato su Linkedin dall’azienda. Il modello di Ares Ambiente è stato costruito per fronteggiare le sfide ambientali del presente e del futuro, tale da rispondere in maniera concreta alle necessità delle imprese agricole, fornendo un valido contributo allo sviluppo del settore, forte del fatto che “la fiducia degli operatori agricoli e la costante attenzione agli investimenti tecnologici ci consentono oggi di offrire soluzioni ancora più integrate”.

Fabio Inzani: “Serve portare nel pubblico la flessibilità del privato”

Al G29+2 Sanità di Genova, Fabio Inzani, fondatore e Presidente di Tecnicaer Engineering, ha portato il punto di vista della sua azienda di ingegneria sulla progettazione degli ospedali, sia pubblici sia privati.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: portare nel pubblico la flessibilità del privato

Nel suo intervento, Fabio Inzani ha ricordato come Tecnicaer Engineering sia responsabile della progettazione di due strutture liguri di rilievo, il Felettino e il Gaslini, oltre che del Galliera, e come da questa doppia esperienza, nel pubblico e nel privato, nasca la possibilità di offrire un contributo utile su come rendere più efficace la sanità italiana. Il tema centrale è la necessità di anticipare, già nelle prime fasi progettuali, gli scenari organizzativi, economici e clinici che determineranno il funzionamento reale della struttura. La differenza principale tra i due mondi sta nella capacità di adattamento. Una struttura privata, pur sottoposta al controllo del servizio sanitario nazionale, può correggere il progetto “just in time” in base agli obiettivi, anche perché deve guardare al ritorno economico dell’investimento, mediamente compreso tra i sei e gli otto anni. Il pubblico, vincolato dalla rigidità delle procedure, non ha tale possibilità. Per questo, ha spiegato Fabio Inzani, l’obiettivo di Tecnicaer Engineering è usare strumenti innovativi (Intelligenza Artificiale e sistemi di certificazione, in particolare il rapporto di esclusiva con JCI in Italia) per inserire già nel progetto gli scenari che il privato gestisce in corsa: il rispetto del bilancio, la coerenza con il piano sanitario regionale e l’ottimizzazione del tempo dei professionisti disponibili.

Fabio Inzani: i casi concreti di Cosenza e del San Paolo di Milano

Per illustrare il metodo, Fabio Inzani ha citato l’esempio di una casa progettata con la camera all’ultimo piano e il bagno in cantina: uno spreco che, applicato a un ospedale, si traduce in minor tempo dedicato alla cura del paziente. Con l’Intelligenza Artificiale è possibile condurre analisi di tipo “full time equivalent” per ottimizzare i tempi dei professionisti e ridurre le inefficienze legate a logistica e trasporti. A supporto di questo approccio, il Presidente ha portato il caso dell’ospedale di Cosenza, progettato in appena 60 giorni con 863 posti letto, un risultato reso possibile grazie alla chiarezza degli obiettivi e allo snellimento procedurale legato al commissariamento della Regione Calabria. Fabio Inzani ha inoltre sottolineato l’importanza di prevedere fin dal progetto spazi “polmone”, indispensabili per adeguare gli ospedali alle nuove tecnologie, che secondo lui hanno una vita utile di circa sei anni, senza dover affrontare in futuro ristrutturazioni disagevoli. Il cantiere del San Paolo di Milano ne è un esempio: è stato pianificato un “lotto zero” con una zona polmone che consente di spostare i pazienti senza sospendere le cure, evitando così anche il rischio di un aumento delle infezioni nosocomiali legato ai lavori in corso.

Tommaso Putin: Serenissima Ristorazione rafforza la crescita tra innovazione e sostenibilità

Intervenuto ai microfoni di “Askanews”, Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione, ha raccontato la crescita del Gruppo tra indicatori economico finanziari, investimenti dell’ultimo triennio e l’espansione dei servizi di ristorazione nei settori crocieristico, Ho.Re.Ca., catering aereo e GDO con il brand Imperiali Chef.

 Tommaso Putin

Tommaso Putin: la crescita dei risultati di Serenissima Ristorazione e il brand Imperiali Chef per la GDO

Serenissima Ristorazione si conferma leader della ristorazione collettiva, come dimostrato dai risultati. “Abbiamo superato i 620 milioni di euro di fatturato — ha dichiarato Tommaso Putin, Vicepresidente, ad “Askanews” — con un EBITDA di circa 40 milioni di euro e un utile netto di oltre 16 milioni di euro e più di 12.000 collaboratori”. Nella strategia del Gruppo un aspetto cruciale è ricoperto dagli investimenti che, nell’ultimo triennio, ammontano a 80 milioni di euro, in particolare per lo sviluppo di nuove soluzioni alimentari per il settore Ho.Re.Ca., navi da crociera e compagnie aeree, oltre che mercati internazionali. Il protagonista che racchiude questi nuovi settori è il brand Imperiali Chef, dedicato anche alla GDO. “Questo know-how — ha sottolineato Tommaso Putin — sviluppato in oltre 40 anni di attività, ci ha consentito di sviluppare questa linea di piatti pronti e di semi lavorati che sono rivolti alla GDO, all’ Ho.Re.Ca. e ai mercati internazionali”.

Tommaso Putin: la leadership di Serenissima Ristorazione tra innovazione e sostenibilità

Sotto la guida di Tommaso Putin, Serenissima Ristorazione continua la propria crescita nella ristorazione collettiva, grazie anche allo stabilimento all’avanguardia di Boara Pisani, in provincia di Padova, “uno dei più grandi e innovativi d’Europa ad utilizzare la tecnologia del Cook & Chill”. Tramite questa tecnologia il Gruppo amplia la propria rete di servizi dalla ristorazione collettiva al catering aereo e crocieristico, dai semilavorati per il canale Ho.Re.Ca. fino ai piatti pronti destinati alla GDO, senza perdere di vista la sostenibilità ambientale della propria produzione. “Quest’anno abbiamo pubblicato per la prima volta il nostro bilancio di sostenibilità secondo le linee guida europee della CSRD”, ha aggiunto Tommaso Putin. In aggiunta, “siamo la prima azienda della ristorazione collettiva ad avere conseguito la validazione “GIF Responsible Organization”.

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