EIP Summit 2026, Agostino Scornajenchi illustra il concetto pragmatico di integrazione energetica

Intervenuto come ospite dell’EIP Summit 2026, Agostino Scornajenchi ha rimarcato la necessità di un approccio pragmatico e integrato per un sistema energetico sempre più resiliente. Per il CEO di Snam, dovremmo passare al concetto pragmatico di «integrazione energetica»: “L’integrazione combina molecole ed elettroni per creare il sistema più affidabile, sicuro ed economico, utilizzando le forze di ciascun vettore”.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: il gas sostiene la crescita delle rinnovabili colmando i deficit di stoccaggio

L’EIP Summit è l’evento annuale promosso da Energy Infrastracture Parnters (EIP) che riunisce a Zurigo i principali attori del comparto energetico per discutere delle prospettive di evoluzione del settore. L’edizione 2026 ha visto al centro il tema «Stability through integration», con un focus particolare sul ruolo del gas nello scenario energetico globale e sulle sfide legate all’integrazione del sistema energetico europeo. Nel suo intervento, Agostino Scornajenchi ha evidenziato come l’espansione delle rinnovabili porti con sé la nascita di nuove esigenze in termini di flessibilità, bilanciamento e capacità di stoccaggio. “Più rinnovabili significano maggiore intermittenza e un maggiore bisogno di flessibilità, equilibrio e stoccaggio a lunga durata”, ha sottolineato il CEO di Snam. In questo scenario, ha poi ribadito il manager, il gas agisce da fattore abilitante per la crescita delle rinnovabili, “colmando le lacune di disponibilità, dispacciabilità e stoccaggio”.

Agostino Scornajenchi: le due direttrici per un sistema energetico sicuro, competitivo e sostenibile

Come evidenziato da Agostino Scornajenchi durante il suo intervento, l’integrazione tra i diversi vettori energetici e le varie infrastrutture costituisce una risposta concreta e pragmatica a uno scenario globale complesso, segnato da una domanda energetica in costante aumento e dall’esigenza di assicurare continuità, competitività e resilienza al sistema. È esattamente questa la rotta seguita da Snam per offrire un contributo reale alle sfide energetiche, puntando su infrastrutture sicure, flessibili e sempre più predisposte ad accogliere nuove fonti di energia sostenibile. Un percorso che poggia su solidi investimenti in tecnologie innovative, con l’obiettivo di guidare l’evoluzione del comparto verso un modello energetico sempre più integrato e resiliente. Sotto questa luce, integrazione e diversificazione emergono come due pilastri strategici che si alimentano a vicenda: la prima ottimizza la gestione coordinata di tecnologie, vettori e impianti; la seconda mitiga i rischi geopolitici e incrementa la protezione degli approvvigionamenti. Nel loro insieme, le due direttrici si rivelano dunque determinanti nello sviluppo di un sistema energetico sicuro, competitivo e sostenibile.

DEAS, Stefania Ranzato: la cybersecurity italiana a difesa dell’arte

I musei non sono più soltanto spazi fisici da sorvegliare: dietro le opere esposte si nasconde oggi un intero ecosistema digitale, fatto di telecamere connesse, accessi automatizzati e archivi informatizzati. In questo scenario si inserisce la proposta di DEAS, che punta a valorizzare la cultura hacker italiana a difesa del patrimonio artistico. Stefania Ranzato, fondatrice dell’azienda, spiega perché queste competenze possono oggi diventare uno strumento di tutela per l’arte e la cultura del Paese.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: la nuova criminalità contro l’arte

La digitalizzazione ha rivoluzionato le modalità di conservazione e fruizione del patrimonio artistico, ma ha portato con sé anche nuovi rischi, in un momento in cui anche le forme di criminalità legate a musei e opere d’arte si stanno trasformando. I dati raccolti da Europol sui furti di opere d’arte, citati da “Artuu”, restituiscono un quadro molto lontano dalla figura tradizionale del ladro specializzato. Alle organizzazioni criminali consolidate si affiancano oggi bande temporanee, riunite attraverso social e app di messaggistica per una singola azione, secondo un modello che gli esperti definiscono “crime as a service”: persone, competenze e strumenti vengono reperiti al bisogno. Il fenomeno riguarda da vicino anche l’Italia, dove musei statali, fondazioni e raccolte private costituiscono un patrimonio vastissimo, spesso ospitato in edifici storici dove tutelare la sicurezza senza compromettere l’accesso del pubblico è una sfida costante. È a partire da questo scenario, oltre che dal rifiuto dell’immagine stereotipata dell’hacker, che Stefania Ranzato riflette sulla necessità di ripensare la protezione del patrimonio, tenendo conto anche del peso crescente della tecnologia nelle strutture museali. Per la manager l’hacker è soprattutto talento, creatività e capacità di analizzare i sistemi con uno sguardo non convenzionale, individuando ciò che sfugge agli altri e proponendo soluzioni originali: una dimensione che DEAS considera parte del proprio DNA e che può oggi essere messa al servizio della tutela di uno dei beni più importanti del Paese.

Stefania Ranzato: la sicurezza digitale dei musei

Difendere un museo oggi significa andare oltre il controllo fisico degli ambienti. Ogni telecamera è collegata a una rete, ogni sistema di accesso comunica con un’infrastruttura digitale, le collezioni sono catalogate in archivi elettronici, i sensori antintrusione trasmettono dati costantemente, e lo staff opera attraverso credenziali, dispositivi e software. Per questo un semplice problema informatico può avere effetti che vanno ben oltre il furto di informazioni, arrivando a colpire la continuità delle attività, il funzionamento dei sistemi e persino il collegamento tra il mondo digitale e quello fisico. DEAS ritiene che questa componente debba entrare a pieno titolo nella strategia di protezione dei beni culturali. Arte e cultura, spiega Stefania Ranzato, vanno riconosciute come asset strategici nazionali e trattate di conseguenza. All’interno dell’azienda si lavora per valorizzare la figura dell’hacker anche nel suo lato più creativo e non convenzionale, puntando su giovani in grado di osservare i sistemi da angolazioni inedite, scovare falle e proporre soluzioni fuori dagli schemi: un know-how che, oltre a essere prezioso per la sicurezza informatica in generale, può rivelarsi decisivo anche per proteggere il patrimonio artistico e culturale italiano.

CIRCOLINK, l’Università LUMSA alla guida del progetto UE contro gli sprechi nel settore del mobile

"Favorire la transizione del settore arredamento in ambito europeo verso un modello di economia circolare": così Valentina Cucino, referente CIRCOLINK per l’Università LUMSA, descrive l'obiettivo del progetto dedicato a ripensare il ciclo di vita dei mobili.

Università LUMSA

Università LUMSA: i dettagli del progetto CIRCOLINK per l'economia circolare del mobile

CIRCOLINK, acronimo di Circular Revolution through Collaborative LINKs in Furniture Ecosystems, è il progetto coordinato dall’Università LUMSA che, secondo la classificazione di Horizon Europe, è riconosciuto come rilevante al 100% per gli obiettivi di “Climate Action”, in linea con l'European Green Deal e la Biodiversity Strategy europea. Il progetto riunisce 17 partner provenienti da otto Paesi europei, con l'obiettivo di accompagnare il settore del mobile verso un'economia realmente circolare attraverso attività di ricerca, innovazione e sperimentazione sul campo. Il tema non è marginale: secondo il Joint Research Centre della Commissione europea (dati 2024), l'industria dell'arredamento è il settore con il maggiore impatto ambientale dopo tessile e calzature. Con una produzione nel 2025 pari a 104 miliardi di euro e consumi per 110 miliardi di euro (dati CSIL 2026), il settore genera ogni anno circa 10,78 milioni di tonnellate di rifiuti, dei quali tra l'80% e il 90% viene incenerito o conferito in discarica, mentre solo circa il 10% viene riciclato (dati Cordis 2022). Il quadro normativo europeo si sta evolvendo, con iniziative come il Right to Repair, il regolamento EUDR, il REACH e il nuovo regolamento ESPR, ma strumenti fondamentali come l'Ecolabel europeo e i criteri per gli appalti pubblici verdi restano ancora volontari in molti Paesi, limitando la diffusione di pratiche di ecodesign specifiche per il settore.

Università LUMSA: le voci del progetto e i sette pilot SHIFTER

"Nonostante le numerose iniziative già avviate, la diffusione su larga scala dei modelli di business circolari nel settore del mobile continua a essere frenata da barriere di natura normativa, economica e organizzativa", ha spiegato la professoressa Laura Michelini, ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università LUMSA e responsabile scientifica di CIRCOLINK, indicando tra le criticità la carenza di incentivi fiscali e la scarsa standardizzazione dei materiali, oltre alla limitata diffusione della simbiosi industriale. Valentina Cucino, associata del corso, ha aggiunto che l'obiettivo è raggiungere questo risultato "riducendo i rischi sistemici e superando le principali barriere attraverso un approccio basato sui dati". Le attività si articolano in sette linee di lavoro, che comprendono altrettanti progetti pilota SHIFTER: in Italia, Regusto svilupperà una piattaforma digitale basata su Intelligenza Artificiale e blockchain per il riuso dei mobili, mentre Braida, nel contesto del Distretto della Sedia, lavorerà su manifattura circolare e manutenzione predittiva per favorire la simbiosi industriale; in Austria e Danimarca i pilot riguarderanno appalti pubblici circolari; in Polonia nascerà un hub per il ricondizionamento; in Repubblica Ceca sarà sviluppato un sistema di riconoscimento automatico dei mobili tramite immagini; in Irlanda un sistema di tracciabilità tramite QR Code accompagnerà lo sviluppo del futuro Passaporto Digitale del Prodotto.

Paolo Gallo: Italgas firma l’accordo tra i principali operatori di gas in Europa

Paolo Gallo ha firmato a Parigi la Green Gas Innovation Alliance, un accordo tra Italgas, GrDF e Cadent per accelerare l’innovazione nella distribuzione del gas. L’intesa punta su gas rinnovabili, digitalizzazione delle reti, nuove tecnologie e collaborazione tra operatori, con l’obiettivo di sviluppare infrastrutture capaci di distribuire nuove molecole.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: Italgas, firmato il nuovo accordo tra i principali distributori di gas in Europa

L’AD e DG Paolo Gallo ha firmato a Parigi, lo scorso 11 settembre, la Green Gas Innovation Alliance (GGIA), il primo accordo tra i maggiori operatori europei delle reti di distribuzione di gas, ovvero l’italiana Italgas, la francese GrDF SA e l’inglese Cadent. Tutte e tre gestiscono circa 500.000 chilometri di rete, ovvero un quarto di quella europea, puntando a soddisfare 35 milioni di clienti. “Il valore sta nel lavorare come un’unica entità per affrontare la sfida che abbiamo davanti. Essere così grandi è un vantaggio enorme: in questo settore la scala economica è la chiave”, ha rimarcato Paolo Gallo. La GGIA nasce da accordi bilaterali preesistenti tra le tre società e ha lo scopo di accelerare l’adozione di nuove tecnologie, come gas rinnovabili low-carbon (biometano, idrogeno e metano sintetico), e sviluppare le reti di distribuzione con digitalizzazione, sensoristica e nuovi sistemi che consentano alle infrastrutture esistenti di distribuire nuove molecole e miscele di gas.

Paolo Gallo: gli obiettivi della Green Gas Innovation Alliance e l’apertura verso nuovi Paesi

Al centro del nuovo accordo non figura solo uno scambio di conoscenze, ma anche la volontà di innovare la distribuzione di gas, prevedendo uno scambio tra il personale delle aziende, visite studio e collaborazioni tecniche. Italgas è infatti l’unica ad aver già digitalizzato tutta la rete. “Coinvolgeremo nuovi operatori – ha evidenziato Paolo Gallo – non solo i gestori delle reti di distribuzione, ma forse anche aziende disposte a condividere la stessa visione”. Tra i più papabili nuovi soci ci sono Spagna e Polonia, in quanto Paesi con il maggior potenziale di crescita sul biometano in Europa. Nel 2022 l’UE aveva individuato nel biometano e nell’idrogeno le soluzioni per diminuire la dipendenza dal gas russo, iniziativa che però è passata gradualmente in secondo piano: la GGIA vuole riportare al centro queste due tecnologie. Tra i tre Paesi firmatari della GGIA, la Francia è la più avanzata sul fronte biometano, con 700 impianti già connessi alla propria rete. Intanto, Italgas ha avviato un progetto pilota in Sardegna sull’idrogeno verde prodotto da impianti fotovoltaici, unendolo al gas naturale in rete. “Abbiamo iniziato con il 2% – ha specificato Paolo Gallo – e ora stiamo passando al 20% per uso residenziale, senza chiedere ai clienti di cambiare le loro abitudini”. Inoltre, il Gruppo sta testando una miscela di idrogeno in Abruzzo e ha sviluppato la tecnologia proprietaria Digital Reverse Flow, con lo scopo di aumentare la capacità della rete locali di assorbire biometano.

Gian Maria Mossa: Banca Generali vola ad agosto, raccolta record a 602 milioni

“Un altro mese di forte crescita trainato dalla spinta di nuova clientela e dall’attenzione che ci arriva dal mondo imprenditoriale”. Con queste parole, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali Gian Maria Mossa ha commentato i dati della raccolta di agosto, un mese che si è chiuso con 602 milioni e che ha portato la raccolta cumulata da inizio anno a 5,7 miliardi, in crescita del 43% su base annua. Si tratta del miglior risultato di sempre sia per il mese di agosto sia per i primi otto mesi dell’anno.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: i numeri della raccolta di Banca Generali

La raccolta del mese del Gruppo guidato da Gian Maria Mossa conferma la solidità dei risultati e la capacità della rete di catalizzare nuovi flussi di liquidità, pari a 422 milioni nel mese, pur nel tradizionale periodo di vacanze e con una crescente volatilità dei mercati, in vista di future opportunità di investimento in prodotti gestiti e amministrati coerenti con gli obiettivi e i profili di rischio della clientela. Gli Assets under Investment (AUI) hanno registrato una raccolta netta positiva per 98 milioni nel mese, portando il totale da inizio anno a 2,7 miliardi. All’interno di questo dato, si conferma particolarmente robusto il contributo delle soluzioni gestite, pari a 114 milioni nel mese e 2,4 miliardi da inizio anno, a testimonianza della continua domanda per soluzioni a elevato valore consulenziale. Tra queste, la raccolta in fondi e Sicav, pari a 196 milioni nel mese e 1,6 miliardi da inizio anno, è risultata consistente, trainata in particolare dai fondi di casa (156 milioni nel mese, 1,4 miliardi da inizio anno), che confermano l’apprezzamento per la qualità dell’offerta. L’andamento delle altre componenti gestite riflette principalmente un diverso mix di allocazione degli investimenti, senza alterare il forte trend di crescita registrato da inizio anno.

Gian Maria Mossa guarda al futuro tra risiko bancario e nuove sinergie

Nel suo intervento, Gian Maria Mossa ha sottolineato come, a dispetto del clima di ferie e della volatilità sui tassi e sui listini legata alle rinnovate pressioni inflattive delle ultime settimane, i banker della rete abbiano rafforzato la vicinanza alle famiglie, trovando ulteriore riscontro nel modello distintivo d’offerta e nelle competenze dei professionisti. “Anche sul fronte della crescita esterna, nonostante le speculazioni sul risiko dopo la recente Ops promossa da Banca MPS – ha commentato l’AD – continuiamo a registrare grande attenzione da diversi banker di standing che puntano a valorizzare al meglio il proprio potenziale, riconoscendo nella solidità della nostra squadra e unicità di modello un punto di riferimento per lo sviluppo della propria carriera”. Guardando ai prossimi mesi, Gian Maria Mossa ha confermato che l’attenzione resta concentrata sulle opportunità nel segmento di riferimento e sulle sinergie con Intermonte, con la consapevolezza di poter raggiungere e superare gli ambiziosi target prefissati.

Flavio Cattaneo: Enel cresce negli Stati Uniti, acquisiti 810 MW di impianti solari

Nuova crescita per Enel nel mercato statunitense: il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha infatti perfezionato l’acquisizione di un portafoglio di impianti solari pari a 810 MW, dislocati tra Utah e Tennessee, per un corrispettivo di 760 milioni di dollari. L’operazione consolida la presenza del Gruppo nel mercato statunitense, rafforzandone ulteriormente il ruolo nelle energie rinnovabili.

 Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: 810 MW di impianti solari acquisiti negli Stati Uniti

Come specificato da Enel in una nota, l’operazione include due parchi fotovoltaici divenuti operativi tra il 2023 e il 2025, con entrambe le strutture coperte da accordi commerciali di lunga durata con primarie realtà industriali, fattore che ne assicura ulteriormente la solidità. L’acquisizione, dal controvalore economico pari a 760 milioni di dollari, si inserisce nell’ambito degli accordi che il Gruppo guidato dall’AD Flavio Cattaneo ha siglato lo scorso febbraio con il fondo di investimento Excelsior Energy Capital. Importante il valore strategico sul mercato statunitense, con 810 MW di potenza acquisita e previsioni che indicano come tali strutture possano contribuire al margine operativo lordo ordinario per circa 90 milioni di dollari su base annua. Non solo: la crescita potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, considerando ulteriori opportunità di acquisizione per 15 GW di impianti già in esercizio, anche in altri mercati.

Flavio Cattaneo: Enel nelle energie rinnovabili

Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha precisato come l’operazione si inserisca nel contesto degli accordi siglati con Excelsior Energy Capital per l’acquisizione di oltre 1 GW tra fotovoltaico ed eolico. In merito, Enel prevede di integrare i rimanenti 205 MW di generazione eolica entro la fine del 2026. Prende forma, in tal modo, un elemento chiave del Piano Strategico del Gruppo per accelerare la crescita nel settore delle fonti di energia rinnovabile. In linea con questo, da gennaio a oggi, Enel ha già acquisito circa 1,5 GW tra Stati Uniti ed Europa, facendo seguito ai 2,2 GW acquisiti nello scorso anno. L’obiettivo è posizionarsi come leader di settore tra le realtà estere che operano negli Stati Uniti, un’area caratterizzata da forte incremento della domanda anche in virtù della spinta proveniente dai sistemi di Intelligenza Artificiale e dai data center.

Manfredi Calabrò: la visione manageriale tra innovazione, pianificazione strategica e responsabilità ESG

Manfredi Calabrò ha maturato oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e Regno Unito, operando nella comunicazione, nella consulenza strategica e nella brand governance. Si è formato alla SDA Bocconi e all’Harvard Business School e il suo modello manageriale si basa su innovazione, pianificazione strategica, responsabilità verso la collettività e attenzione alle evoluzioni tecnologiche.

Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: formazione e visione manageriale

Manfredi Calabrò ha maturato oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e Regno Unito nell’ambito della comunicazione, della consulenza strategica e della brand governance. Dopo aver conseguito un Executive MBA presso la SDA Bocconi School of Management, ha perfezionato la sua formazione in leadership e sistemi economici con il General Management Program dell’Harvard Business School. Al centro della visione manageriale di Manfredi Calabrò figurano innovazione, pianificazione strategica, valore culturale e responsabilità verso la collettività. Applicando questo approccio, ha guidato lo sviluppo e la crescita di numerose società e progetti industriali, occupandosi di operazioni di M&A e aperture di nuove sedi. Inoltre, l’impegno verso le politiche e i progetti legati agli aspetti ESG si è concretizzato attraverso il contributo per l’ottenimento della EcoVadis Gold Medal e la certificazione UNI/PdR 125.

Manfredi Calabrò: le esperienze professionali in Italia e in UK

Manfredi Calabrò, anche grazie all’esperienza a Londra, ha impostato un approccio manageriale sul confronto con aziende, istituzioni, opinione pubblica e volto all’apertura internazionale. In Italia, ha assunto ruoli apicali di crescente responsabilità in Havas, arrivando a ricoprire le cariche di Presidente e AD di diverse società del Gruppo. Recentemente, è stato Advisor del CEO presso il Gruppo Veronesi, società attiva nell’agri-food italiano, contribuendo alle decisioni strategiche su brand e priorità organizzative aziendali. È membro del board dell’HBS Club of Italy ed è stato attivo nel Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, oltre che di Confindustria Intellect. Attualmente, Manfredi Calabrò è membro del Comitato Strategico del Centro Studi Grande Milano. È stato Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli e resta costantemente aggiornato sulle evoluzioni dell’IA e sulle nuove tecnologie applicabili al proprio settore.

RSG Group, Samuele Frosio racconta la sostenibilità nel fitness italiano

Il passato come chiave di lettura del presente, le periferie come motore di comunità e sviluppo, la sostenibilità come orizzonte etico: è questa la visione di futuro espressa da Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, in occasione dei 150 anni del “Corriere della Sera”.

Samuele Frosio

Samuele Frosio: la comunità come obiettivo

Samuele Frosio descrive un percorso che parte dalla conoscenza e dall’esperienza maturate nel tempo per arrivare a un cambiamento concreto nella società e nei territori. Secondo il manager, la visione di futuro è un processo ciclico in cui la realtà attraversa una fase di trasformazione prima di giungere al cambiamento. In questo percorso, il passato assume un’importanza fondamentale in termini di conoscenza ed esperienza, diventando la base culturale indispensabile per interpretare la contemporaneità. L’obiettivo attuale dell’azienda, ha spiegato Samuele Frosio, è creare una comunità di persone che si allenano, vivono gli stessi luoghi, condividono gli stessi valori e puntano a migliorare la qualità della propria vita. Il Gruppo, di cui fa parte il noto brand McFIT, conta oggi 44 centri in Italia, con l’ambizione di arrivare a 100 centri distribuiti in tutte le regioni del Paese, aumentando di un punto percentuale la popolazione che frequenta i centri fitness.

Samuele Frosio: periferie e sviluppo sostenibile

Nella visione di Samuele Frosio, le periferie delle città rappresentano il punto su cui convogliare le energie principali, perché sono i luoghi in cui le persone vivono e hanno bisogno di spazi di aggregazione e socialità. Per questo motivo, è stato attivato un processo di riqualificazione urbanistica e di recupero di edifici abbandonati, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del territorio in una prospettiva sociale. “L’azienda che sogniamo – ha concluso – è un’azienda etica, è un’azienda che guarda verso la sostenibilità, il nostro deve essere un messaggio di pace per le nuove generazioni che guardano verso il futuro”.

Bilancio 2025 di Vitali Spa: crescita con ricavi a 180 milioni di euro

Commentando il Bilancio 2025 di Vitali Spa, l’Amministratore Delegato Alessio Parolari ha evidenziato che “i risultati raggiunti nel 2025 confermano la validità del nostro modello industriale integrato e la capacità del Gruppo di crescere in modo sostenibile, generando valore e reinvestendolo costantemente nello sviluppo dell’azienda”.

Vitali Spa

Vitali Spa protagonista nella rigenerazione urbana e nello sviluppo del territorio

“Abbiamo realizzato il più importante programma di investimenti della nostra storia, rafforzando al contempo la liquidità, il patrimonio e la struttura organizzativa. Continueremo a investire nelle aree strategiche, nelle competenze e nelle persone, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il nostro ruolo di protagonista nei processi di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio”. Queste le dichiarazioni dell’AD di Vitali Spa Alessio Parolari, che ha commentato la performance del Gruppo nel 2025. Un anno di grande rilievo caratterizzato dalla crescita su più fronti: ricavi a quota 180 milioni di euro (+16% su base annua), perfettamente in linea con il Piano Industriale di Vitali Spa; redditività sostenuta da un EBITDA che oltrepassa il 20% e testimonia una gestione altamente efficiente; netto rafforzamento anche sul fronte patrimoniale, con la posizione finanziaria disponibile a 37,9 milioni di euro (+51% rispetto ai 25 milioni dell’anno precedente) e patrimonio netto a 126 milioni. Espansione anche sul fronte del capitale umano, potenziato dall’ingresso di 80 nuove figure per promuovere competenze e ricambio generazionale.

I progetti e gli investimenti di Vitali Spa

Per Vitali Spa il 2025 si è rivelato con un esercizio da record anche sul piano degli investimenti, con circa 90 milioni di euro stanziati per potenziare le attività aziendali. Una quota rilevante è stata dedicata all’acquisizione di 20 milioni di metri quadrati di terreni, ampliando le operazioni in ambiti quali industria, logistica, data center e rigenerazione urbana. Tra i progetti, ad esempio, lo sviluppo di Bergamo Porta Sud con un’operazione su oltre 1 milione di metri quadrati e un valore stimato in 1,1 miliardi di euro. Inoltre, la riqualificazione da 150 milioni di euro dell’ex-edificio Hennebique nel Porto Antico di Genova, insieme alla realizzazione dell’autostrada Bergamo-Treviglio, il sistema e-BRT Bergamo-Dalmine-Verdellino e gli interventi manutentivi sulla rete ANAS in Sardegna. Iniziative anche nel settore della transizione ecologica con il portafoglio fotovoltaico Land Italy, che punta a raggiungere una capacità vicina ai 500 MW grazie a un primo lotto da 200 milioni di euro. Numeri che confermano la stabilità di Vitali Spa e la capacità di generare valore in numerosi ambiti operativi.

Diana Bracco: carriera, incarichi e impegno sociale

Diana Bracco è oggi una delle figure più rilevanti dell’imprenditoria italiana nel settore delle life sciences. Presidente e CEO del Gruppo Bracco, guida anche il Centro Diagnostico Italiano e la Fondazione che porta il suo nome. La sua storia si intreccia con quella di un’azienda familiare trasformata, sotto la sua direzione, in una realtà multinazionale di riferimento nella diagnostica per immagini.

Diana Bracco

Diana Bracco: la formazione e il percorso all’interno del Gruppo Bracco

Laureata in Chimica all’Università di Pavia, Diana Bracco entra nell’azienda di famiglia nel 1966. Undici anni dopo, nel 1977, diventa Direttore Generale del Gruppo, per poi succedere al padre Fulvio nel 1999 assumendo la carica di Presidente e CEO. Sotto la sua guida, l’azienda ha raggiunto un fatturato consolidato di 2,2 miliardi di euro, contando oggi 4.000 collaboratori e collaboratrici e su un patrimonio che supera i 2.500 brevetti. Il suo percorso alla guida del Gruppo si è quindi tradotto in una crescita costante, capace di consolidare la posizione dell’azienda a livello internazionale nel settore della diagnostica per immagini e dei servizi per l’healthcare.

Diana Bracco tra associazionismo industriale e impegno sociale

Il ruolo di Diana Bracco non si è limitato alla guida dell’azienda di famiglia. Tra il 2000 e il 2003 è stata Vicepresidente di Confindustria con delega per Ricerca e Innovazione, incarico rinnovato nel 2008 e nel 2012. Ha inoltre presieduto Federchimica dal 2003 al 2005 e, successivamente, Assolombarda fino al 2009, diventando la prima donna a ricoprire la presidenza in entrambe le associazioni. Nel 2015 ha presieduto Expo Milano, ricoprendo anche il ruolo di Commissario Generale di sezione per il Padiglione Italia e promuovendo, tramite il progetto Women for Expo, la valorizzazione del ruolo femminile. Sul fronte sociale e culturale, Diana Bracco ha dato vita nel 2010 alla Fondazione Bracco, dedicata alla cultura scientifica, al patrimonio culturale e alla responsabilità sociale, con particolare attenzione verso donne e giovani. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, tra cui due lauree honoris causa, il titolo di Cavaliere del Lavoro e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica. Inoltre, il 21 giugno 2024 è stata insignita della Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM). Nel 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano. Quest’anno, ad aprile, ha vinto il Premio alla Carriera "Leadership & Innovazione", promosso dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia.

L’appello di Cristina Scocchia (Illycaffè) all’UE: “Intervenire con urgenza sull’energia”

È un appello diretto quello lanciato da Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè, che ai microfoni di “Askanews”, a margine di un incontro al Meeting di Rimini, ha chiesto all’Europa di intervenire con urgenza sul costo dell’energia. Secondo la manager, servono con la stessa urgenza un mercato unico dei capitali, una regolamentazione dell’innovazione capace di sostenerla anziché frenarla, e un deciso contrasto alla frammentazione che oggi penalizza le imprese del continente.

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè

Cristina Scocchia: la frammentazione del mercato europeo

A pesare è soprattutto la complessità di un mercato ancora diviso: esportare in 27 Paesi europei distinti, ha spiegato Cristina Scocchia, comporta oggi più complessità che spedire merci dall’altra parte del mondo. Non si tratta di un problema puramente economico: la mancata autosufficienza energetica, tecnologica e difensiva dell’Europa mette infatti in discussione la sua stessa autonomia e sovranità strategica. A questo scenario si aggiunge il peso del PPWR, il regolamento europeo sugli imballaggi entrato in vigore lo scorso 12 agosto, che ha già fatto lievitare i costi di circa il 10%.

Cristina Scocchia sul caro caffè e sulle difficoltà per le imprese

Il quadro tracciato da Cristina Scocchia per le imprese resta critico: non una tempesta da attraversare, ma una condizione permanente in cui vivere, tra problematiche che si moltiplicano su più fronti. A confermarlo sono anche i numeri del settore: sul caffè, ha riferito la CEO, il prezzo di quello verde ha toccato quota 330 centesimi per libbra, il doppio rispetto a cinque anni fa. A complicare ulteriormente la situazione, ha concluso, è il costo dell’energia, ormai ai massimi storici, con un autunno che si preannuncia ancora più difficile.

Pier Silvio Berlusconi proietta MFE verso un network europeo integrato

Pier Silvio Berlusconi ha tracciato per MFE - MEDIAFOREUROPE un percorso di sviluppo basato su un modello crossmediale integrato e proiettato su scala europea, ideato per affrontare le dinamiche del mercato internazionale. Tra le direttrici più rilevanti un costante aggiornamento sul fronte delle tecnologie digitali, investimenti sulle risorse umane e massima cura per la qualità editoriale, elementi che fanno di MFE un punto di riferimento nel settore a livello continentale.

Pier Silvio Berlusconi, Amministratore Delegato e Vicepresidente di MFE - MEDIAFOREUROPE

La strategia di Pier Silvio Berlusconi per MFE

MFE - MEDIAFOREUROPE consolida anno dopo anno la propria leadership attraverso un’efficace linea strategica messa in campo dal Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi: al centro innovazione tecnologica, eccellenza editoriale e valorizzazione del capitale umano, con l’obiettivo di creare un network europeo in grado di competere con le grandi realtà del web e dello streaming. Il Gruppo opera attualmente a livello internazionale con attività in sei Paesi europei, pur mantenendo un profondo radicamento in Italia. Sin dalla nascita avvenuta nel 2021 per opera di Pier Silvio Berlusconi, l’obiettivo è rimasto quello di strutturare un polo paneuropeo, innovativo, di qualità e che faccia leva su un sistema crossmediale di stampo avanzato. Tale modello contraddistingue MFE sullo scenario internazionale, nella piena consapevolezza che per fronteggiare i colossi del web occorre strutturare un network innovativo e fortemente interconnesso. Quattro gli elementi su cui il Chairman e Group CEO ha posto ulteriormente l’accento: sinergia tra le realtà del Gruppo, potenziamento del prodotto TV, produzioni crossmediali e piattaforma digitale internazionale.

Pier Silvio Berlusconi su MFE: “Crediamo nella forza della televisione”

Per proseguire lungo la scia della crescita, a distanza di un anno dall’OPA sulla tedesca ProSiebenSat.1, Pier Silvio Berlusconi ha impresso un’ulteriore svolta per il futuro del Gruppo, come raccontato recentemente dallo stesso Chairman e Group CEO. Il nuovo impulso scaturisce da una riorganizzazione che integra sinergie, efficienze, sviluppo tecnologico e linea editoriale, contesto nel quale il manager ha scelto di rifocalizzare la direzione su ciò che ha sempre contraddistinto Mediaset ed MFE: “Prima di tutto noi siamo editori. Siamo editori televisivi. Crediamo nella forza della televisione”, ha evidenziato, confermando l’intenzione di destinare ulteriori risorse su TV, produzioni locali e format crossmediali. Un modello che Pier Silvio Berlusconi intende estendere oltre i confini nazionali, considerando la TV italiana un punto di riferimento vincente da replicare anche in mercati chiave come Germania e Spagna. Identità editoriale, sinergie nei diversi Paesi e produzioni multipiattaforma segnano, pertanto, l’inizio di una nuova fase di crescita per MFE - MEDIAFOREUROPE in Europa.

Fondazione Don Gnocchi: inclusione e socialità nel parco “In-Gioco”

La Fondazione Don Gnocchi dedica particolare attenzione alla cura e all’accoglienza di bambini e ragazzi con disabilità e delle loro famiglie. A Milano, il parco “In-Gioco”, inaugurato lo scorso anno, amplia questo impegno con uno spazio aperto inclusivo pensato per favorire svago, socializzazione e integrazione per i bambini in cura e per quelli del quartiere.

 Fondazione Don Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: l’impegno nell’accoglienza e nella cura di bambini e bambine

Da sempre la Fondazione Don Carlo Gnocchi ripone impegno e attenzione nell’accoglienza e nella cura di bambini e ragazzi con ogni forma di disabilità, agevolando anche l’accompagnamento delle loro famiglie in percorsi innovativi ed efficaci. L’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile del Centro Irccs di Milano si occupa infatti di circa 1.800 bambini all’anno, di cui 800 ricevono trattamento ambulatoriale con cadenza settimanale. Per rispondere a tali esigenze, la Fondazione Don Gnocchi ha inaugurato nell’ottobre del 2025 “In-Gioco”, un parco giochi inclusivo presso gli spazi del Centro Irccs “S. Maria Nascente” di Milano. Un ambiente all’aperto, verde, accogliente e senza barriere architettoniche, in cui i bambini possono svagarsi, socializzare e giocare con pannelli interattivi e multisensoriali, usufruendo di spazi dedicati al gioco di immaginazione.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: inclusione e socialità al centro del parco “In-Gioco”

I bambini in cura hanno sempre meno tempo da dedicare allo svago e alla socializzazione, a causa di percorsi caratterizzati da lunghe attese, visite, sessioni di terapia e trattamenti longevi. Per queste ragioni, la Fondazione Don Gnocchi ha voluto restituire loro uno spazio in cui divertirsi, accogliendo anche i fratelli e le sorelle. In aggiunta, il parco giochi si pone l’obiettivo di essere uno spazio di inclusività e un punto di riferimento per il quartiere di San Siro, caratterizzato da multietnicità. L’obiettivo della Fondazione Don Carlo Gnocchi è favorire l’integrazione e consolidare la coesione sociale.

Andrea Mascetti: il ruolo di Finlombarda per il consolidamento delle imprese lombarde

Sotto la guida di Andrea Mascetti, Finlombarda rafforza il proprio ruolo a sostegno delle eccellenze lombarde, con particolare attenzione all’agricoltura. Attraverso nuovi strumenti finanziari, tra cui “Più Credito Agricoltura” e “Agrifood Basket Bond”, punta a favorire investimenti, accesso al credito, innovazione e competitività.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: Finlombarda, l’impegno nel favorire il consolidamento delle eccellenze lombarde

Sotto la guida del Presidente Andrea Mascetti, Finlombarda consolida il suo ruolo di partner finanziario di riferimento per il sistema produttivo della Regione Lombardia, premiando le eccellenze e sostenendo le filiere strategiche. Tra queste il comparto agricolo, che si distingue come eccellenza anche europea. “Riteniamo prioritario sostenere gli investimenti in agricoltura – ha sottolineato Andrea Mascetti nell’intervista rilasciata lo scorso agosto a “Milano Finanza” – Anche il rafforzamento di cooperative e consorzi che favoriscono l'aggregazione rappresenta un elemento strategico per aumentare la competitività del settore”. Il settore agricolo però sta affrontando delle difficoltà a causa della crescita dei costi, della maggiore necessità di innovazione e per le conseguenze del cambiamento climatico. Per questo motivo, Finlombarda ha avviato una serie di finanziamenti a favore delle società agricole del territorio.

Andrea Mascetti: il rafforzamento del credito per l’agricoltura con nuovi strumenti finanziari

“Un plafond di 25 milioni con risorse di Finlombarda in grado di attivare ulteriori 25 milioni del sistema bancario”, ha aggiunto Andrea Mascetti, è ciò che prevede il progetto “Più Credito Agricoltura”, che ha l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito alle imprese del settore agricolo. Iniziativa che diventerà operativa durante il mese di settembre. “Più Credito Agricoltura” si va ad aggiungere al progetto “Agrifood Basket Bond” avviato nel dicembre 2025, destinato alle PMI dell’agrifood. “Stiamo registrando una crescente attenzione verso strumenti di finanza alternativa — ha specificato Andrea Mascetti — soprattutto da parte delle imprese più strutturate che intendono diversificare le fonti di raccolta e sostenere investimenti di medio-lungo periodo”.

Riva Acciaio: oltre 70 anni di crescita tra innovazione e qualità

Da oltre 70 anni Riva Acciaio opera nel settore siderurgico, distinguendosi per l’attenzione verso l’innovazione tecnologica e la qualità produttiva. Dalla colata continua curva al laboratorio di ricerca e sviluppo di Lesegno, l’azienda ha costruito il proprio percorso affiancando all’evoluzione industriale l’impegno verso sostenibilità ambientale e sicurezza.

 Riva Acciaio, azienda attiva nel settore siderurgico

Riva Acciaio: la storia dell’azienda leader nel settore siderurgico

Sono oltre 70 gli anni di attività di Riva Acciaio, che dal secondo dopoguerra a oggi ha consolidato una leadership nel settore siderurgico, distinguendosi tra gli operatori più importanti d’Europa. L’azienda ha intuito sin dall’inizio come l’innovazione tecnologica rappresentasse un elemento cruciale nella produzione di acciaio: il 2 giugno 1964 ha infatti introdotto per la prima volta in Italia la colata continua curva presso lo stabilimento di Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Riva Acciaio ha specializzato la propria produzione nella realizzazione di prodotti lunghi e in acciai di qualità, in grado di soddisfare le necessità dei comparti industriali più esigenti.

Riva Acciaio: ricerca, innovazione e sostenibilità per l’acciaio del futuro

Oltre a numerose altre innovazioni siderurgiche, Riva Acciaio può vantare un laboratorio di ricerca e sviluppo all’avanguardia, collocato presso lo stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo. Il laboratorio è munito di sofisticati strumenti avanzati, come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, e ha all’attivo diverse partnership con università e centri di ricerca. Nel corso degli oltre 70 anni di attività, Riva Acciaio ha esteso la propria leadership in Paesi al di fuori dell’Italia, come Francia, Belgio, Germania, Spagna e Canada. La produzione di acciai dell’azienda si distingue tra trafilati, pelati e rettificati, derivanti da un’ulteriore lavorazione a freddo dei laminati. L’innovazione tecnologica che accompagna la produzione di acciaio è sostenuta da un’accurata attenzione verso la sostenibilità ambientale e la sicurezza dei propri impianti.

Sesa: la crescita sostenibile tra IA, Automazione e innovazione digitale

Sesa ha consolidato il proprio ruolo di digital integrator puntando su IA, Automazione e innovazione digitale. La sua strategia integra crescita organica, sviluppo delle competenze e sostenibilità, con una particolare attenzione al capitale umano. Il modello di business guarda alla creazione di valore nel lungo periodo.

Sesa

Sesa: innovazione digitale, IA e Automazione al centro della strategia di crescita sostenibile

Con una leadership consolidata nel ruolo di digital integrator, Sesa si pone come abilitatore della trasformazione digitale per l’adozione di IA e Automazione. Sotto la guida di Alessandro Fabbroni, l’azienda può contare sul supporto di tecnologie, digital platform e vertical applications per creare valore, crescita concreta e sviluppo nell’era della digitalizzazione delle imprese. La strategia di Sesa segue il processo di trasformazione della piattaforma di enablement per la crescita sostenibile per imprese e organizzazioni, in un contesto di elevata domanda digitale e di sicurezza dei dati e delle infrastrutture. Seguendo le linee guida tracciate dal Piano Industriale, l’azienda si prefigge l’obiettivo di raggiungere una crescita organica e lo sviluppo di competenze.

Sesa: la centralità del capitale umano e l’attenzione alla sostenibilità

Il modello d’impresa di Sesa si concentra sullo sviluppo sostenibile e sulla centralità delle persone, la cui presenza è cruciale in un momento di transizione verso l’IA e l’Automazione. Il digital integrator è costantemente impegnato infatti a migliorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti, puntando su un miglior bilanciamento del rapporto vita-lavoro e su un programma di welfare aziendale. Oltre all’impegno verso il proprio capitale umano, Sesa volge lo sguardo anche agli aspetti ESG, integrando la sostenibilità nel proprio modello di business con lo scopo di creare valore di lungo termine per gli stakeholder, favorendo l’innovazione e il benessere delle persone. Sotto la guida di Alessandro Fabbroni, l’azienda si è consolidata come partner per l’innovazione digitale nei settori di Data Science/AI, Cloud, Cyber Security e Digital Platforms.

Alessandro Viglione: Lauri Viglione Penalisti riconosciuto tra gli Studi Legali top dell’anno 2026

Co-fondato da Alessandro Viglione e Luca Jacopo Lauri, lo Studio Legale Lauri Viglione, specializzato in diritto penale, è stato inserito da “Il Sole 24 Ore” nella classifica degli “Studi Legali dell’Anno 2026” nella categoria penale. All’ottava edizione, la lista nasce dalle segnalazioni di altri avvocati, giuristi e clienti del settore.

 Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: importante riconoscimento per lo Studio Legale co-fondato con Luca Jacopo Lauri

Fondato da Alessandro Viglione e da Luca Jacopo Lauri, lo Studio Legale Lauri Viglione è stato inserito da “Il Sole 24 Ore” nella lista degli “Studi Legali dell’Anno 2026” per la categoria penale. Il riconoscimento è sinonimo della qualità professionale dello Studio e attesta anche la fiducia di colleghi e giuristi. L’ottava edizione della classifica, realizzata in partnership con Statista, prende vita proprio dalle segnalazioni di avvocati, giuristi d’impresa e clienti del settore. Sono 346 gli Studi Legali, divisi per aree di specializzazione e territorio, che hanno partecipato all’edizione 2026. Sotto la guida di Alessandro Viglione e Luca Jacopo Lauri, lo Studio Legale si è specializzato in diritto penale, caratterizzandosi per una difesa indipendente e determinata, ed è qualificato anche in attività stragiudiziali.

Alessandro Viglione: le tappe professionali dell’avvocato nell’ambito del diritto penale

Con competenze in ambito penale, Alessandro Viglione si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006, con una tesi sul diritto penale commerciale e, presso la stessa Università, ha consolidato la sua formazione con il Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa. Successivamente all’abilitazione all’attività di avvocatura al patrocinio davanti le Giurisdizioni Superiori, Alessandro Viglione si è specializzato in diritto penale dell’economia, in particolare in diritto penale tributario, in diritto penale dei mercati finanziari, in reati fallimentari, in diritto penale bancario e societario, negli infortuni sul lavoro, in diritto penale ambientale e nella responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. L’avvocato è autore inoltre di numerose pubblicazioni nell’ambito del diritto penale dell’economia e ricopre il ruolo di membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

Alessandro Benetton: quando un’azienda diventa un’esperienza

Alessandro Benetton torna con un nuovo episodio di #UnCaffèConAlessandro dedicato a un concetto poco conosciuto ma, a suo dire, fondamentale per chi fa impresa: l’Imagineering.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: la lezione degli Imagineers Disney

Il termine nasce in casa Disney dalla fusione tra “imagination” ed “engineering” e descrive chi riesce a trasformare un’idea creativa in qualcosa di concreto e realizzabile. Secondo Alessandro Benetton, questa è proprio la competenza che spesso manca sia ai profili creativi sia a quelli tecnici quando lavorano da soli: chi sa sognare in grande spesso non sa costruire, mentre chi sa costruire tende ad accontentarsi di soluzioni già collaudate. L’imprenditore parte da un’esperienza comune: uscire da un negozio, un hotel o un ristorante e pensare che tutto fosse bello proprio perché sembrava naturale. In realtà, spiega, molto probabilmente non era affatto naturale: era progettato. Questa, secondo lui, è una delle grandi illusioni del nostro mondo, quella di credere che spontaneità significhi improvvisazione. Il concetto, dice, si comprende bene guardando la docu-serie Disney+ “The Imagineering Story”, che racconta il lavoro degli Imagineers, le persone che progettano i parchi Disney. Il nome nasce dall’unione di “imagination” ed “engineering”, immaginazione e ingegneria: questi professionisti non costruiscono solo giostre, ma progettano emozioni a cui danno una forma concreta, decidendo dove lo sguardo si poserà, cosa si ascolterà, quando arriverà la sorpresa e in quale ordine tutto questo accadrà. Il paradosso, sottolinea Alessandro Benetton, è che più un’esperienza sembra spontanea, più è probabile che qualcuno l’abbia progettata nei minimi dettagli.

Alessandro Benetton: l’azienda come esperienza da progettare

Da questa riflessione Alessandro Benetton trae un insegnamento per chi fa impresa: anche un’azienda, in fondo, è un’esperienza. Non comunica solo attraverso il logo, i social media e la pubblicità, ma comunica con tutto: il tono di una mail, il modo in cui si viene accolti all’ingresso, il modo in cui si risolve un problema. Tutto parla, e tutto è cultura aziendale, compreso ciò che non è stato progettato. Pur non definendosi un imagineer ma un imprenditore, Alessandro Benetton racconta di aver imparato nel tempo una cosa molto concreta: non basta costruire qualcosa che funzioni, bisogna costruire qualcosa che rimanga impresso, progettando ogni dettaglio. Se i dettagli vengono lasciati al caso, l’esperienza sarà casuale; se invece sono progettati bene, l’azienda diventerà memorabile. Forse la fiducia nasce proprio così: non da un grande gesto spettacolare, ma da tanti piccoli dettagli coerenti. Come diceva Maya Angelou, le persone dimenticheranno quello che hai detto e quello che hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.

Enel, Flavio Cattaneo: confermati lo scorso maggio gli incarichi di AD e DG

Flavio Cattaneo è stato confermato lo scorso 13 maggio come Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel dal Consiglio di Amministrazione, riunitosi a Roma per la prima volta sotto la presidenza di Paolo Scaroni.

Flavio Cattaneo, AD e DG di Enel

Flavio Cattaneo: l’assetto dei poteri in Enel

Il Consiglio di Amministrazione lo scorso maggio ha confermato Flavio Cattaneo quale AD e DG di Enel e l’assetto dei poteri già esistente. Al Presidente sono stati riconosciuti un ruolo di impulso e supervisione sull’applicazione delle norme di corporate governance relative alle attività del Consiglio, il compito di curare, d’intesa e in coordinamento con l’AD e DG, i rapporti con organi istituzionali e autorità, e un ruolo di supervisione sulle attività di audit. Resta ferma la dipendenza gerarchica del responsabile della funzione di audit dal Consiglio di Amministrazione, con riporto funzionale allo stesso Flavio Cattaneo, in qualità di amministratore incaricato dell’istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. All’AD e DG sono stati conferiti tutti i poteri per l’amministrazione della società, fatta eccezione per quelli diversamente attribuiti dalla normativa applicabile, dallo statuto sociale o riservati al Consiglio nell’ambito delle proprie competenze.

Flavio Cattaneo: i nuovi Comitati consiliari

Nella stessa seduta del 13 maggio, in cui è stato confermato il ruolo di Flavio Cattaneo quale AD e DG di Enel, il Consiglio di Amministrazione ha proceduto anche alla ricostituzione dei Comitati consiliari, interamente composti da amministratori indipendenti. Sono stati così ricostituiti il Comitato per le Nomine e le Remunerazioni, il Comitato Controllo e Rischi, il Comitato Parti Correlate e il Comitato per la Corporate Governance e la Sostenibilità.

Gruppo Riva: la storia di una delle più grandi realtà siderurgiche italiane

Le radici di Gruppo Riva affondano nei primi anni ‘50, quando Emilio Riva e il fratello Adriano intuiscono il potenziale dell’acciaio nell’Italia del dopoguerra, proiettata verso il “miracolo economico”. Partendo dalla compravendita di rottami ferrosi, l’azienda cresce insieme all’economia italiana e avvia contemporaneamente un’espansione all’estero, rilevando stabilimenti in Germania, Francia, Belgio e Spagna.

Gruppo Riva, leader nel settore siderurgico

Gruppo Riva: l’innovazione che ha cambiato la produzione dell’acciaio

Verso la metà degli anni ’60 il settore siderurgico italiano deve fronteggiare una concorrenza estera in crescita, spinta dalla diffusione di impianti a forno elettrico ad arco, molto efficienti sui costi. Per restare competitivo, Gruppo Riva investe in una tecnologia allora poco diffusa in Italia: la colata continua curva. Nel giugno 1964 entra in funzione a Caronno il primo impianto di questo tipo in Italia, capace di produrre billette direttamente dall’acciaio fuso, superando il sistema dei lingotti e migliorando nettamente efficienza e costi. Operare con un solo sito si rivela però un limite, spingendo il Gruppo verso nuove acquisizioni in Italia e all’estero. Il primo passo risale al 1966, con la rilevazione delle Acciaierie e Ferriere del Tanaro nel Cuneese e l’ingresso nella bresciana SEII di Malegno. A fine decennio la produzione annua raggiunge le 300mila tonnellate, aprendo la strada ai mercati internazionali.

Gruppo Riva, la crescita internazionale

Negli anni ‘70, segnati dalla crisi petrolifera e dal rallentamento della siderurgia europea, Gruppo Riva investe all’estero in controtendenza: nella spagnola Siderúrgica Sevillana. Nel 1974 sbarca in Nord America, mentre nel 1976 entra in Francia. Nel 1978 diventa il primo operatore europeo a esportare acciaio direttamente in Cina. Negli anni ‘80 la produzione supera 1,1 milioni di tonnellate annue, con l’ingresso nel 1981 della veronese Officine e Fonderie Galtarossa. Partecipa inoltre alla privatizzazione dello stabilimento genovese ex Italsider di Cornigliano. Tra fine anni ‘80 e primi ‘90 l’espansione tocca anche Belgio e Germania. Più di recente, nel gennaio 2023, Gruppo Riva ha acquisito diversi siti per la raccolta e lavorazione di rottami metallici, rafforzando il proprio impegno nella sostenibilità e nell’economia circolare del settore.

Antonio Schiro come rappresentante di Confindustria Serbia al Forum di Belgrado sulla sicurezza industriale

Membro del Consiglio Direttivo e tesoriere di Confindustria Serbia, Antonio Schiro ha preso parte lo scorso 22 maggio al CEE – Western Balkans Energy, Infrastructure & Industrial Security Forum, il Forum bilaterale su Energia, Infrastrutture e Sicurezza Industriale dell’Europa Centrale e Orientale e dei Balcani Occidentali, tenutosi a Belgrado presso la Camera di Commercio e Industria della Serbia.

Antonio Schiro

Antonio Schiro: il Forum di Belgrado su energia e infrastrutture

L’evento, organizzato con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, in partnership con SOGESID S.p.A. e FIRA, ha rappresentato un importante momento di dialogo e networking per rafforzare la cooperazione regionale e promuovere progetti sostenibili di lungo periodo in ambito energetico. L’incontro a cui ha partecipato Antonio Schiro ha riunito diversi rappresentanti istituzionali, imprese e operatori industriali e finanziari, che si sono confrontati sui principali temi connessi alla transizione energetica, allo sviluppo delle infrastrutture e alla sicurezza industriale nell’area dell’Europa centro-orientale, dei Balcani occidentali e lungo il corridoio Adriatico – Mar Nero – Asia Centrale. Sono stati oltre 200 i partecipanti provenienti da Serbia, Italia, Ungheria e dai Paesi della Regione. Tra le autorità presenti c’erano il Professor Đuro Macut, Primo Ministro della Repubblica di Serbia, S.E. Luca Gori, Ambasciatore d’Italia in Serbia, Mihailo Vesovic, Deputy President della Chamber of Commerce and Industry of Serbia, e l’Onorevole Marco Scurria, Segretario della Commissione del Senato per la Politica UE.

Antonio Schiro sulla partnership Italia-Serbia

“Ritengo che detto evento sia evidentemente una conferma di come Italia e Serbia continuino con visione sinergica a rafforzare ogni possibile partnership economica anche nei settori dell’energia, della logistica e della sicurezza della catena di approvvigionamento, con l’obiettivo che l’Italia diventi il principale partner della Serbia in tali ambiti”, ha commentato Antonio Schiro. Questo scenario, ha aggiunto, potrà tradursi in concrete occasioni di crescita per le imprese italiane del settore, favorendo anche nuovi flussi di investimento verso il mercato serbo.

General Trasporti e il modello di crescita firmato da Lazzaro Ventrone

Nel trasporto merci su strada, e in particolare nella movimentazione di materie prime, materiali sfusi e semilavorati destinati all’industria, la qualità del servizio non dipende soltanto dalla disponibilità dei mezzi o dalla puntualità delle consegne. Sicurezza, organizzazione, continuità operativa e controllo dei processi sono diventati elementi determinanti per garantire alle imprese flussi logistici affidabili. È su questi principi che Lazzaro Ventrone, Amministratore Unico di General Trasporti, ha sviluppato negli anni il modello organizzativo dell’azienda, con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, e specializzata nel trasporto merci e nella movimentazione di materiali destinati ai processi produttivi. L’esperienza imprenditoriale da cui nasce General Trasporti affonda le proprie radici nel 1966 e si è progressivamente evoluta accompagnando alle competenze maturate nel trasporto investimenti nella flotta, nella sicurezza, nella formazione del personale, nelle tecnologie di monitoraggio e nella certificazione dei processi.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone e General Trasporti: organizzazione al servizio dell’industria

Per Lazzaro Ventrone, il trasporto rappresenta una componente della continuità produttiva del cliente. La movimentazione di una materia prima, infatti, non termina con il trasferimento del materiale da un punto all’altro: tempi, sicurezza, disponibilità dei mezzi e capacità di programmazione possono incidere direttamente sull’operatività degli impianti serviti. General Trasporti ha quindi sviluppato un’organizzazione specializzata nella movimentazione di merci sfuse, materie prime, semilavorati e rifiuti, lavorando al servizio di differenti filiere industriali e coordinando i flussi tra luoghi di produzione, cave, impianti e siti di destinazione. Alla capacità operativa si affianca una gestione strutturata dei processi. Formazione del personale, manutenzioni programmate, verifiche documentali e sistemi di monitoraggio della flotta consentono di integrare mezzi, persone e procedure all’interno di un unico modello organizzativo. La flotta di General Trasporti è composta da veicoli Euro 6 ed è sottoposta a programmi di manutenzione e aggiornamento. I mezzi sono inoltre supportati da tecnologie che consentono il monitoraggio di parametri operativi e di sicurezza, con particolare attenzione allo stile di guida, ai consumi e alla tracciabilità.

Certificazioni e sicurezza nel modello di Lazzaro Ventrone

Un elemento centrale del percorso sviluppato da Lazzaro Ventrone è rappresentato dalla scelta di affiancare all’esperienza operativa sistemi di gestione verificabili e riconosciuti. General Trasporti ha adottato la ISO 9001 per la gestione della qualità, la ISO 14001 per la gestione ambientale, la ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro e la ISO 39001, specificamente dedicata alla gestione della sicurezza stradale. A queste si aggiungono la certificazione SA8000, relativa alla responsabilità sociale, e la registrazione europea EMAS, attraverso la quale l’azienda rende verificabili anche gli impegni e i risultati relativi alla propria gestione ambientale. Le certificazioni non vengono considerate esclusivamente come attestazioni formali, ma come strumenti attraverso i quali tradurre principi di qualità, sicurezza e sostenibilità in procedure operative, responsabilità definite e controlli periodici. «Le certificazioni, il Modello 231, il Codice Etico e il nostro sistema di governance non rappresentano semplici riconoscimenti, ma il modo con cui abbiamo scelto di fare impresa. Crediamo che trasparenza, responsabilità e controllo dei processi siano il presupposto per offrire ai clienti un servizio affidabile e costruire rapporti duraturi basati sulla fiducia».

Lazzaro Ventrone: governance e trasparenza nella crescita di General Trasporti

Accanto alle certificazioni, il modello organizzativo di General Trasporti comprende il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001, il Codice Etico e l’Organismo di Vigilanza. L’obiettivo è inserire compliance, prevenzione dei rischi e tracciabilità all’interno della gestione ordinaria dell’impresa, definendo procedure e responsabilità coerenti con la crescita dell’organizzazione. La stessa impostazione viene applicata alla rendicontazione. Attraverso strumenti quali il Bilancio di Sostenibilità, il Bilancio SA8000 e la Dichiarazione Ambientale EMAS, General Trasporti rende disponibili informazioni sulle proprie attività e sugli impegni assunti nei confronti di lavoratori, clienti, ambiente e stakeholder. Il percorso costruito negli anni trova riscontro anche nei riconoscimenti ottenuti dall’impresa. General Trasporti è presente dal 2022 nelle edizioni pubblicate della classifica delle 1.000 Imprese Best Performer della provincia di Bergamo, ha ottenuto il riconoscimento di Impresa Best di distretto e si è posizionata al 4° posto nel settore Logistica della graduatoria Skille 2000, promossa da L’Eco di Bergamo in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo.

General Trasporti: dal trasporto alla continuità dei processi produttivi

Il modello sviluppato da Lazzaro Ventrone in General Trasporti parte quindi da una concezione precisa del trasporto industriale: non una semplice movimentazione di merci, ma un servizio integrato nella catena produttiva del cliente. Per un’impresa che utilizza quotidianamente materie prime e semilavorati, poter contare su un trasportatore organizzato significa ridurre il rischio di interruzioni, programmare con maggiore precisione gli approvvigionamenti e mantenere continuità nei processi produttivi. È in questa prospettiva che organizzazione, flotta, tecnologie, certificazioni, sicurezza e governance convergono in un unico sistema. Un approccio attraverso il quale Lazzaro Ventrone ha accompagnato l’evoluzione di General Trasporti, mantenendo al centro un principio: nel trasporto moderno l’affidabilità non dipende soltanto dal mezzo utilizzato, ma dalla qualità dell’organizzazione che rende possibile ogni singolo viaggio.

Tecnicaer Engineering: eccellenza italiana nella progettazione integrata

Attiva nel campo della progettazione integrata, Tecnicaer Engineering S.r.l., fondata ad Aosta nel 2004 da Fabio Inzani e Stefano Bonfante, ha ampliato progressivamente le proprie competenze fino a operare con successo anche a livello internazionale, mantenendo un forte orientamento verso i progetti pubblici civili.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering e il consorzio Mythos

Tecnicaer Engineering è fondatrice del consorzio Mythos, all’interno del quale ricopre un ruolo di primo piano. La società è specializzata nella progettazione e realizzazione di interventi di grande portata nel settore delle opere pubbliche, seguendo l’intero processo: dall’analisi di fattibilità fino alla gestione operativa. Particolare cura viene riservata agli aspetti architettonici, ingegneristici, strutturali, impiantistici e urbanistici. Con sedi a Torino, Milano e Firenze, Tecnicaer Engineering opera in numerosi ambiti, tra cui quello ospedaliero e sanitario, universitario, scolastico, sportivo, militare e carcerario, con l’obiettivo costante di migliorare gli standard qualitativi e funzionali dei propri interventi.

Sostenibilità e certificazioni di Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering integra creatività e soluzioni tecniche avanzate per garantire servizi conformi ai più elevati standard di qualità, tutela ambientale e sicurezza sul lavoro, supportati da certificazioni come ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001 - UNI ISO 45001. L’azienda si distingue inoltre per la realizzazione di infrastrutture eco-sostenibili, pensate per migliorare la qualità della vita delle comunità. Membro del Green Building Council, si distingue per l’eccellenza nel Rating di Legalità e promuove le migliori pratiche di sostenibilità ambientale secondo i protocolli LEED, ITACA, WEEL e BREAM. Attiva anche nei settori di Project Financing, Global Services e Facilities Management, l’azienda si conferma partner ideale per progetti complessi, combinando precisione, innovazione e attenzione alla sostenibilità in ogni ambito disciplinare.

McFIT, il brand che ha rivoluzionato le palestre in Italia

Con quasi 900 palestre in 30 Paesi e oltre 4,5 milioni di iscritti, McFIT è oggi uno dei marchi fitness più riconoscibili d’Europa. Fa parte della holding tedesca RSG Group GmbH, leader mondiale del settore.

McFIT, brand di punta nel panorama del fitness europeo

Le origini e la crescita di McFIT

McFIT nasce in Germania nel 1997 dall’idea di Rainer Schaller, imprenditore che ha voluto rivoluzionare il modo di vivere la palestra. Il suo approccio innovativo ha conquistato rapidamente un pubblico sempre più ampio, tanto da rendere McFIT la catena fitness con più iscritti in Europa. In Italia il marchio è sbarcato il 7 gennaio 2014, con l’apertura del primo centro a Verona, seguito, il 29 agosto dello stesso anno, da una seconda struttura a Bari. In dieci anni la rete italiana è cresciuta fino a contare 42 centri, distribuiti in città come Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Bologna e Catania.

I punti di forza e l’impegno sociale di McFIT

McFIT si distingue per alcuni elementi chiave: trainer competenti a disposizione degli iscritti, attrezzature di qualità per ogni tipo di allenamento, un design delle palestre pensato per coinvolgere, e centri aperti 365 giorni l’anno. Oltre all’attività sportiva, il brand partecipa a iniziative di responsabilità sociale: la collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi per la prevenzione dei tumori femminili, e la sponsorizzazione nel 2022 dell’evento “Integration Heroes” a San Siro, a sostegno di progetti di istruzione e integrazione sociale in comunità africane. Un percorso, quello di McFIT, che in dieci anni ha portato il marchio da due soli centri a una rete di 42 palestre in tutta Italia, a conferma di un obiettivo che resta invariato: rendere il fitness accessibile a tutti.

Enrico Vita: Amplifon cresce anche grazie all’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing

I risultati semestrali hanno rafforzato le prospettive di Amplifon, generando una reazione positiva sul titolo. Sotto la guida di Enrico Vita, il Gruppo sta raccogliendo valutazioni favorevoli da diversi operatori, tra cui Equita, Citi, JP Morgan, Kepler e Intesa Sanpaolo, con revisioni dei rating e dei target price.

 Enrico Vita, AD e DG di Amplifon

Enrico Vita: la crescita di Amplifon e la spinta del titolo

Guidato dall’AD e DG Enrico Vita, il leader dell’hearing care Amplifon è pronto a trasformare il suo business dopo l’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing, che sarà completata entro il 2026. A distribuzione, retail e competenze nella gestione dei clienti, si aggiunge quindi la produzione di apparecchi acustici. Il Gruppo, diventando verticalmente integrato, ha generato una crescita in tutte le aree geografiche, ottenendo ottimi risultati, confermati dalla semestrale. Diversi azionisti hanno promosso la realtà guidata da Enrico Vita, a partire da Equita, che ha alzato il rating a buy e il target price da 12 a 14 euro. Anche Citi ha alzato il rating a buy, diminuendo però il target price da 17 a 16,5 euro; JP Morgan, invece, ha alzato il prezzo obiettivo a 16,7 euro e alzato il giudizio a overweight. A seguire, Kepler ha cambiato il rating in buy, con target price a 13,5 euro; mentre Intesa Sanpaolo ha fatto lo stesso ma con target price a 14,7 euro.

Enrico Vita: sviluppo internazionale di Amplifon e prospettive future

Crescono le performance del Gruppo guidato da Enrico Vita in tutte le regioni in cui è attivo, tra cui Europa, in particolar modo i Paesi mediterranei, Asia, soprattutto in Cina e Australia, e Stati Uniti, area in cui Amplifon è presente con il brand Miracle-Ear. A seguito dell’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing, sono proprio gli USA il Paese in cui è prevista una maggiore crescita del mercato. I motivi della recente ripresa vanno riscontrati anche nel piano di efficientamento avviato lo scorso anno. I futuri risultati di business dipendono soprattutto dagli investimenti in innovazione: in questo ambito GN Hearing porterà il proprio contributo grazie al lancio di un nuovo apparecchio acustico di dimensioni ridotte e basato sull’IA, che consente di concentrarsi su una singola voce in ambienti rumorosi.

“Forme nel Verde”, DEAS: la cybersicurezza incontra l’arte

DEAS, azienda italiana leader nel settore della cybersicurezza, è tra i sostenitori della 55ª edizione di “Forme nel Verde”, la storica rassegna che fino al 1° novembre 2026 porta l’arte contemporanea nel paesaggio di San Quirico d’Orcia.

"Forme nel verde" 2026, Stefania Ranzato (DEAS) con gli Studenti delle Accademie

DEAS tra cybersicurezza e arte contemporanea

Accanto alle opere di Gianfranco Meggiato e alla satira plastica di Emilio Giannelli, quest’anno la manifestazione ospita YOUNG 2026, un progetto che riunisce 20 studenti provenienti da dieci Accademie statali di Belle Arti italiane. A sostenerlo è proprio DEAS, con l’obiettivo dichiarato di offrire ai giovani non solo uno spazio espositivo, ma una reale occasione di confronto e crescita. A raccontare le ragioni di questo impegno è stata la fondatrice dell’azienda Stefania Ranzato, che in un’intervista rilasciata ad “Artuu” ha collegato il mondo della cybersicurezza a quello della cultura, sottolineando come l’impresa creda nel valore delle idee prima ancora che nei risultati. Secondo l’imprenditrice, cybersicurezza e arte contemporanea appartengono solo in apparenza a mondi distanti: “In realtà condividono un elemento fondamentale: entrambe nascono dalla capacità di leggere la complessità”. Nel settore in cui opera DEAS, ha spiegato la fondatrice, è necessario interpretare scenari in continua evoluzione e anticipare minacce che ancora non esistono, un esercizio che trova un parallelo nell’arte, chiamata a osservare il presente per immaginare il futuro attraverso linguaggi nuovi. È questa tensione verso la ricerca, più che una risposta definitiva, ad aver avvicinato l’imprenditrice al linguaggio artistico. Stefania Ranzato ha ricordato inoltre che la tecnologia deve mantenere una forte dimensione umana: la cybersicurezza protegge dati e infrastrutture, ma il suo fine ultimo è tutelare le persone, proprio come l’arte custodisce valori, emozioni e identità.

DEAS: l’investimento sui giovani talenti

Per DEAS sostenere “Forme nel Verde” significa anche esercitare una responsabilità culturale che, come evidenziato da Stefania Ranzato, oggi appartiene a ogni impresa: non limitarsi a generare risultati economici, ma contribuire alla crescita culturale della società, promuovendo valori, conoscenza e senso di appartenenza. All’interno dell’azienda lavora un’organizzazione dall’età media molto giovane, nella quale ai professionisti della cybersicurezza e dell’Intelligenza Artificiale si affiancano persone con percorsi e sensibilità diverse: una pluralità che, secondo la fondatrice, rende l’azienda più capace di affrontare la complessità. È in questa logica che DEAS sceglie di sostenere anche giovani provenienti da ambiti apparentemente lontani dal proprio, come l’arte e le discipline umanistiche, riconoscendo che il talento va coltivato ovunque si manifesti. “Quando artisti, istituzioni, imprese e comunità lavorano insieme, il territorio diventa un motore di sviluppo, non soltanto economico ma anche sociale e culturale – ha concluso Stefania Ranzato – Per questo considero San Quirico d’Orcia un protagonista della manifestazione e non il suo sfondo. La forza di “Forme nel Verde” risiede proprio nella capacità di far dialogare l’arte con un paesaggio riconosciuto in tutto il mondo, trasformando la bellezza in un’esperienza di riflessione, partecipazione e crescita collettiva”.

Renato Mazzoncini: A2A, risultati solidi e nuovi progetti per la transizione ecologica

Un modello industriale solido e volto alla transizione ecologica quello di A2A che, sotto la guida dell’AD e DG Renato Mazzoncini, ha restituito robustezza nei risultati del primo semestre del 2026, con investimenti in aumento del 5% rispetto al periodo del 2025.

 Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: A2A chiude il primo semestre 2026 con risultati solidi e investimenti in crescita

Sotto la guida di Renato Mazzoncini, A2A ha chiuso il primo semestre del 2026 con la tenuta dei principali indicatori economico-finanziari, rimarcando la stabilità e la solidità del modello industriale adottato. "In un contesto di perdurante incertezza dei mercati energetici e dello scenario geopolitico internazionale abbiamo continuato a garantire una performance robusta — ha sottolineato Renato Mazzoncini lo scorso luglio — traducendo gli obiettivi del Piano Strategico in risultati concreti e confermando il nostro impegno nella transizione ecologica". Tra i dati del primo semestre spicca l’aumento degli investimenti, pari a 718 milioni di euro e in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, diventa sempre più forte l’impegno della Life Company verso la decarbonizzazione del Paese: ha intensificato infatti la capacità installata da fonti rinnovabili e aumentato l’energia green venduta.

Renato Mazzoncini: A2A punta sui data center e sul recupero di calore per accelerare la transizione energetica

Sul fronte innovazione, per A2A "si sta concretizzando la strategia sui data center delineata lo scorso novembre. Abbiamo già la disponibilità delle aree per i primi due progetti e sono in fase di avvio gli iter autorizzativi", ha aggiunto Renato Mazzoncini. L’innovazione tecnologica diventa anche supporto alla transizione energetica attraverso la collaborazione raggiunta dal Gruppo con Equinix, uno degli operatori più importanti nelle infrastrutture digitali. Alla base della partnership il recupero di calore generato dai data center, trasformato in teleriscaldamento per la città di Milano. "Un passo significativo — ha concluso Renato Mazzoncini — verso un ecosistema in cui transizione energetica e digitale si rafforzano a vicenda".

Teva Italia: innovazione, sostenibilità e inclusione nel settore farmaceutico

Presente sul mercato nazionale dal 1996, Teva Italia è la filiale di un Gruppo farmaceutico multinazionale di grande rilievo. L’azienda si posiziona tra i leader del settore grazie a un approccio che unisce ricerca, inclusività e sostenibilità, con la mission di tutelare il benessere e la salute delle persone.

Teva Italia, filiale italiana di un’azienda farmaceutica multinazionale

Teva Italia: storia e leadership nel settore farmaceutico nazionale

Dal 1996, anno del suo approdo in concomitanza con l’avvio del mercato dei farmaci equivalenti nel Paese, Teva Italia è cresciuta fino a diventare leader nazionale del settore. L’azienda sviluppa, produce e distribuisce medicinali destinati a pazienti, caregiver e professionisti sanitari, assicurando ogni giorno la continuità delle cure e una diffusione capillare sul territorio. Con un portfolio di 262 molecole che copre la quasi totalità delle aree terapeutiche attraverso equivalenti, farmaci specialistici e prodotti di automedicazione, Teva Italia garantisce trattamenti sicuri ed efficaci grazie a rigidi controlli e a una filiera improntata alla massima tracciabilità e trasparenza. L’impatto della sua attività è confermato dai volumi registrati: nel solo 2025 ha distribuito oltre 101 milioni di confezioni nel canale retail e quasi 150 milioni di unità in quello ospedaliero, superando complessivamente nel quadriennio 2022-2025 i 400 milioni di confezioni (retail) e 552 milioni di unità (ospedale). Attualmente, un farmaco equivalente su quattro distribuito in Italia è prodotto da Teva.

Sostenibilità e responsabilità sociale: l'impegno concreto di Teva Italia

La sostenibilità rappresenta un asse portante della strategia di Teva Italia, che nel 2025 ha generato circa 350 milioni di euro di risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, portando il totale a 1,16 miliardi di euro tra il 2022 e il 2025. Risorse preziose che hanno consentito di reinvestire in nuove tecnologie, trattamenti e servizi alla persona. L’impegno dell’azienda verso la comunità si concretizza anche attraverso una fitta rete di collaborazioni con istituzioni e associazioni per promuovere il benessere collettivo mediante iniziative di responsabilità sociale e progetti ad alto valore sociale. Ne è un esempio il programma “Humanizing Health Awards”, a supporto del no-profit nell’umanizzazione delle cure, e il sodalizio ultradecennale con “A Casa Lontani da Casa”, per l'assistenza ai pazienti in mobilità sanitaria. Tra le altre iniziative supportate da Teva Italia figurano anche “Nuota con Noi” e “Non solo occhi per crescere” di Pavia Nuoto A.S.D., con cui si avvicinano i giovani con disabilità all’attività agonistica, e “I Bambini delle Fate”, progetto per l’inclusione di bambini e ragazzi con autismo e disabilità.

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