“Frankfurter Allgemeine Zeitung”: l’ascesa di Pier Silvio Berlusconi in Germania

Pier Silvio Berlusconi sta realizzando un progetto inedito in Germania che nessun altro editore del settore aveva mai intrapreso prima. A sottolinearlo è il “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, che ha riservato parole di stima ed elogio in un approfondimento sulle principali realtà italiane che stanno crescendo a livello europeo.

Pier Silvio Berlusconi

MFE e Pier Silvio Berlusconi sul “Frankfurter Allgemeine Zeitung”

Pier Silvio Berlusconi è “tra i manager italiani che stanno conquistando la Germania”. Lo riporta il “Frankfurter Allgemeine Zeitung” in un recente articolo sui businessmen italiani che stanno conquistando l’economia tedesca. Passando in rassegna i principali successi di MFE negli ultimi anni, l’approfondimento pone l’accento sull’iniziativa voluta e portata avanti da Pier Silvio Berlusconi per il primo grande broadcaster europeo. A tal proposito, il quotidiano evidenzia come il Chairman e Group CEO stia compiendo operazioni che nessun altro editore televisivo aveva mai tentato in precedenza. L’articolo riconosce, in particolare, la capacità del manager di investire all’estero in un comparto, come quello dei media, storicamente connesso alle identità nazionali e quindi complesso da integrare a livello continentale. Al contrario, MFE riesce a primeggiare in Italia nella TV privata, mettendo in difficoltà anche le reti pubbliche, e si posiziona come realtà di riferimento in Spagna e in Portogallo. Tale scenario è ulteriormente amplificato dalla strategia messa in campo in Germania, dove MFE ha avviato una nuova fase con l’OPA su ProSiebenSat.1 che ha consentito al Gruppo di raggiungere una partecipazione del 75,6%. L’operazione viene descritta dal “Frankfurter Allgemeine Zeitung” come una magistrale combinazione tra attesa strategica e tempestività nelle scelte da compiere, mettendo in risalto la lungimiranza del manager nel concretizzare l’evoluzione del grande network europeo.

La crescita di MFE guidata da Pier Silvio Berlusconi

Nell’analisi del “Frankfurter Allgemeine Zeitung” trova ampio spazio il progetto realizzato per ProSiebenSat.1: Pier Silvio Berlusconi ha esercitato a lungo la pazienza. Pur essendo il principale azionista di ProSiebenSat.1, era rimasto in minoranza prima di ottenere l’intera società”, sottolinea il quotidiano, aggiungendo che “la perseveranza di un’azienda familiare quale MFE è rimasta nonostante la quotazione in Borsa, ha dato i suoi frutti”. Il network crossmediale paneuropeo, pertanto, si conferma un’iniziativa imprenditoriale vincente condotta con determinazione: da qui deriva anche la grande capacità, rispetto ad altri editori, di operare su diversi mercati europei del settore media e comunicazione. Non solo: il Chairman e Group CEO si è guadagnato l’attenzione del “Frankfurter Allgemeine Zeitung” anche per il proprio stile imprenditoriale, con una leadership di nuova generazione totalmente focalizzata sul core business e distante dai palcoscenici politici. Elementi che, abbinati al percorso internazionale, contraddistinguono un profilo manageriale che guida MFE anche attraverso contesti macroeconomici non favorevoli. Come riportato dal quotidiano, Pier Silvio Berlusconi riesce infatti a eccellere sia in Italia che all’estero: “L’economia italiana nel suo complesso potrebbe non trovarsi in una situazione ottimale. Alcuni dirigenti aziendali, tuttavia, guardano con coraggio oltre i confini e stanno attualmente facendo onore all’Italia all’estero”, così in conclusione il “Frankfurter Allgemeine Zeitung”.

Giorgio Busnelli: come Amazon supporta oltre 1.000 PMI siciliane

Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia, ha messo a fuoco il ruolo centrale della Sicilia nella strategia del colosso americano dell’e-commerce. Il manager racconta un impegno che va ben oltre la logistica: oltre 1.000 piccole e medie imprese siciliane supportate, investimenti nel fotovoltaico, programmi di formazione digitale e una presenza capillare sul territorio che coinvolge anche i borghi rurali più remoti dell’isola.

Il Country Manager di Amazon Italia Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli e le PMI siciliane: dal borgo rurale ai mercati internazionali

Giorgio Busnelli ha sottolineato come la Sicilia rappresenti per Amazon un mercato prioritario, con investimenti superiori ai 2 miliardi di euro nell’intero Sud Italia e 3.000 dipendenti assunti a tempo indeterminato. L’azienda stima di aver generato un indotto di 1,5 miliardi di euro e opera nell’isola attraverso due delivery station, a Palermo e Catania. Al centro di questa presenza ci sono le piccole e medie imprese: più di 1.000 quelle siciliane supportate tramite la vetrina del Made in Italy. Un dato in particolare colpisce: il 45% di queste aziende ha sede in aree rurali, a bassa densità di popolazione. Si tratta spesso di piccole realtà artigianali, imprese familiari tramandate di generazione in generazione che, grazie ai canali digitali e al supporto dell’Ice - l’Istituto per il commercio estero, riescono oggi a vendere i propri prodotti in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.

Giorgio Busnelli: fotovoltaico, formazione e la convivenza tra digitale e negozi fisici

Giorgio Busnelli ha poi affrontato i temi più legati alla presenza di Amazon sul territorio. Sulla questione dei negozi fisici di prossimità, spesso indicati come vittime dell’e-commerce, il manager ha respinto quella che definisce una narrativa semplicistica: “Non esiste un cliente completamente digitale, un cliente completamente fisico. Ci sarà sempre bisogno del negozio fisico di prossimità così come penso che ci sarà crescente bisogno di canali digitali che possono portare prodotti di altra natura o in altri momenti ai clienti”. Amazon punta inoltre a rafforzare i punti di ritiro (tabaccherie, edicole, cartolerie), che nel Sud Italia sono già 12.000. Sul fronte energetico, Giorgio Busnelli ha parlato di sette parchi fotovoltaici in Sicilia, sviluppati con il contributo di Amazon – tra questi anche i due parchi agrivoltaici già operativi a Paternò e Mazara del Vallo, che combinano produzione di energia verde e colture agricole. L’obiettivo è raggiungere zero emissioni entro il 2040. Sul versante della formazione, infine, Amazon ha coinvolto in Sicilia oltre 300 insegnanti e 50.000 studenti in programmi dedicati all’Intelligenza Artificiale e al digitale, in collaborazione con Develhope e Code.org.

Stefania Ranzato: DEAS prima tra gli italiani nella cybersecurity mondiale

Un nuovo traguardo per la cybersecurity italiana porta la firma di Stefania Ranzato. DEAS, la società da lei fondata, ha conquistato il primo posto tra i team italiani e si è posizionata tra i migliori competitor mondiali alla gara “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, la competizione internazionale organizzata da Hack The Box e considerata uno dei principali appuntamenti globali dedicati alle competenze di hacking e offensive cyber.

Stefania Ranzato (DEAS)

Stefania Ranzato: il primato italiano alla competizione mondiale di cybersecurity

DEAS, nata da un’intuizione di Stefania Ranzato nel 2018, ha partecipato alla “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, la gara organizzata da Hack The Box e riconosciuta come uno dei più importanti appuntamenti internazionali nell’ambito dell’hacking e della cybersecurity offensiva. Il risultato ottenuto è duplice: il primo posto nella classifica italiana e un piazzamento tra i top team a livello mondiale, che consolidano così la posizione di DEAS come punto di riferimento dell’eccellenza italiana nel settore.

Stefania Ranzato: centinaia di squadre a livello globale e un risultato straordinario

La competizione ha visto la partecipazione di centinaia di squadre provenienti da tutto il mondo: aziende tecnologiche, società di consulenza, università e organizzazioni specializzate nella sicurezza informatica. Un contesto di altissimo livello competitivo che rende il risultato di Stefania Ranzato e del team DEAS ancora più significativo. “Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici”, ha commentato l’imprenditrice.

Snam, l'AD Agostino Scornajenchi parla di leadership agli studenti della 24ORE Business School

L’AD e DG di Snam Agostino Scornajenchi ha incontrato gli studenti della 24ORE Business School: partendo dalla sua esperienza, ha raccontato quali sono le sfide che un manager si trova ad affrontare ogni giorno, tracciando una mappa della leadership contemporanea.

Agostino Scornajenchi

L’incontro tra Agostino Scornajenchi e gli studenti della 24ORE Business School

Agostino Scornajenchi ha iniziato la propria carriera da giovane laureato in Economia ed è oggi alla guida di una delle più importanti società di infrastrutture energetiche d’Europa. Di recente, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Snam ha incontrato gli studenti della 24ORE Business School per parlare di energia, geopolitica e leadership, offrendo loro una preziosa bussola per orientarsi nel mondo del lavoro. “È stato un incontro super interessante – ha commentato il manager – Con gli studenti della 24ORE Business School abbiamo parlato dei percorsi di carriera, abbiamo parlato dei valori, abbiamo parlato di talento, abbiamo parlato di leadership, abbiamo provato a incontrare e a fare incontrare generazioni diverse e a far comprendere l’importanza dell’ascolto, della partecipazione e della curiosità all’interno delle organizzazioni complesse. Abbiamo provato anche a dare qualche consiglio per gli anni importanti e impegnativi che aspettano questa comunità di giovani”.

I consigli di Agostino Scornajenchi per i futuri leader

Cosa si aspetta un leader dal proprio team? E perché è importante non trascurare le persone che si trovano sotto di noi all’interno della piramide aziendale? Queste sono alcune delle domande a cui l’AD e DG di Snam Agostino Scornajenchi ha risposto durante l’incontro. “Che cosa vuole un capo da voi? Un capo vuole la soluzione a dei problemi”. Il suo suggerimento è quello di “stimolare e arricchire continuamente un senso di curiosità, ovvero cercare di comprendere le cose di più e meglio rispetto ai vostri colleghi”, ma soprattutto “quando c’è un problema o qualcosa che non si capisce” bisogna avere il coraggio di farsi avanti. “Quello è il momento in cui alzare la mano perché quello è un momento in cui non c’è concorrenza”. Un altro consiglio è quello di “non trascurare il numero di persone che sono nella parte più bassa della piramide” perché man mano che si sale nella carriera diminuisce l’importanza di chi nomina e aumenta quella di ciò che abbiamo seminato. “Se un vostro collaboratore diretto oggi viene interrogato su di voi, parlerà bene. Ma se verrà interrogato tra dieci anni e magari sono otto anni che non lavorate più insieme, parlerà bene di voi soltanto se ve lo siete meritato”, ha spiegato. E ha aggiunto: “Nessuno può fare carriera a discapito delle organizzazioni per cui ha lavorato”.

Atitech: Olbia hub strategico per la manutenzione dei jet privati

Atitech, la più grande MRO indipendente dell’area EMEA, investe sull’hangar per la manutenzione di business jet di Olbia. Posizione strategica e unicità del servizio in Italia rendono lo stabilimento competitivo. Previsti dal primo business plan 16 milioni di investimenti, 60 milioni di fatturato e 350 assunzioni.

 Atitech

Atitech: l’hangar di Olbia per la manutenzione di business jet

Il progetto di Atitech a Olbia per un hangar specializzato nella manutenzione di jet privati ha preso vita passo dopo passo, dopo l’ottenimento delle certificazioni e il primo check di manutenzione su un business jet lo scorso novembre. Il primo business plan per lo stabilimento di Olbia è stato redatto all’insegna della prudenza, ponendosi obiettivi facilmente raggiungibili. “Quello che prevede a regime è 350 persone, circa 60 milioni di euro di fatturato, 16 milioni di euro di investimenti, di cui quasi la metà sono stati già effettuati — ha dichiarato lo scorso ottobre il Presidente di Atitech Gianni Lettieri al quotidiano “La Nuova Sardegna” — Il mercato è infinito in questo settore, c’è una crescita a doppia cifra anno per anno. In Italia non c’è nessuno che fa questo tipo di attività e poi logisticamente Olbia è in una posizione straordinaria per accogliere questo tipo di attività”.

Atitech: il piano occupazionale e competitivo per Olbia

Oltre a portare avanti l’investimento per l’hangar, Atitech è impegnata nel raggiungimento dell’obiettivo posto dal piano occupazionale. Allo scorso ottobre, erano già state assunte circa 60 persone provenienti dall’ex Air Italy, a cui si è aggiunto l’accordo firmato con l’istituto tecnico che ha lo scopo di inserire i giovani all’interno del contesto della manutenzione. Questo è un alto traguardo che la più grande MRO indipendente leader del mercato EMEA si è posta: “Cercare di risolvere il problema del bacino Air Italy, ma anche quello di inserire i giovani”, ha sottolineato Gianni Lettieri. Olbia e la Sardegna rappresentano una posizione strategica per il settore della manutenzione dei business jet, poiché per sei mesi l’anno, durante il periodo estivo, sono numerosi i jet che sostano e rimangono fermi sull’isola. L’hangar di Atitech a Olbia si pone anche l’obiettivo di attirare tutti questi tipi di aerei, nel restante periodo dell’anno, provenienti dal Far East, dal nord Africa e dal nord Europa, che anziché “andare in Svizzera, in Germania o in Francia, io credo che hanno convenienza a venire qua, anche in termini di costi. Qui saremo certamente più competitivi”.

Gruppo Riva: la storia del leader siderurgico italiano dal dopoguerra a oggi

Partito dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi, Gruppo Riva ha vissuto un'espansione rapidissima, accompagnando la ricostruzione nazionale nel secondo dopoguerra e acquisendo importanti realtà produttive in tutta Europa. Nel giro di pochi decenni questa coraggiosa visione imprenditoriale ha trasformato una piccola attività in uno dei principali colossi siderurgici europei.

Gruppo Riva, operatore siderurgico

Gruppo Riva, dalle origini alla prima colata continua curva: la nascita di un leader siderurgico

Nei primi anni ’50 Emilio Riva e il fratello Adriano captano le grandi prospettive di sviluppo del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra. L’attività prende il via come una piccola impresa per la raccolta e il commercio di rottami ferrosi, ma sulla scia dell’impetuosa crescita conosciuta come “miracolo economico”, qualche anno dopo già inaugura il primo stabilimento produttivo a Caronno Pertusella, passando alla produzione diretta di acciaio. Negli anni ’60 il settore si trova ad affrontare una concorrenza internazionale sempre più agguerrita, legata alla diffusione delle "miniacciaierie" a forno elettrico. Per superare questa sfida e modernizzare la siderurgia italiana, Gruppo Riva punta sull'innovazione tecnologica. Il 2 giugno 1964 viene inaugurata a Caronno Pertusella la prima colata continua curva a tre linee in Italia. Questa rivoluzionaria tecnologia permette di ottenere le billette direttamente dall'acciaio liquido, ottimizzando i costi e migliorando significativamente la resa produttiva. La seconda metà del decennio segna invece l'avvio di una strategica politica di acquisizioni, allo scopo di sostenere la crescita e rafforzare la propria competitività. Nel 1966 il Gruppo rileva le Acciaierie e Ferriere del Tanaro a Lesegno (Cuneo) ed entra nella gestione della SEII di Malegno (Brescia). Grazie a questi investimenti, alla fine degli anni ’60 la produzione raggiunge le 300mila tonnellate annue di acciaio, consentendo all'azienda di ampliare la gamma di laminati lunghi e di proiettarsi con successo verso i mercati internazionali.

L’espansione internazionale di Gruppo Riva

Tra gli anni ’70 e ’80, nonostante la crisi petrolifera e la recessione della siderurgia europea, Gruppo Riva si muove in controtendenza, proseguendo la sua espansione oltre confine. L'azienda fa il suo ingresso nei mercati di Spagna (Siderúrgica Sevillana) e Francia (Iton Seine), sbarca in Canada con la Associated Steel Industries e, nel 1978, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Grazie a investimenti massicci nell'automazione e nelle nuove tecnologie, il Gruppo supera il traguardo di 1,1 milioni di tonnellate di acciaio nel 1980. Nel corso del decennio l’azienda consolida ulteriormente la propria leadership attraverso altre operazioni strategiche come la privatizzazione del polo siderurgico di Genova Cornigliano (COGEA) nel 1988 e l'acquisizione dell'ALPA in Francia, arrivando a triplicare la produzione complessiva alla fine degli anni '80. L'espansione europea accelera nei primi anni ’90 con l’ingresso in Belgio (Thy Marcinelle) e la privatizzazione di due importanti impianti in Germania. Negli anni successivi lo sviluppo prosegue con l'acquisizione di altri stabilimenti. Nel 2005 firma lo storico accordo di programma per la riconversione ambientale dello stabilimento di Cornigliano, esempio virtuoso di equilibrio tra logiche industriali, tutela occupazionale e sostenibilità. Dopo la scomparsa del fondatore Emilio Riva nel 2014, la guida passa a Claudio Riva nel ruolo di Presidente di Riva Forni Elettrici. Nel gennaio 2023 il Gruppo acquisisce nuovi siti di selezione e frantumazione di rottami metallici, riaffermando la sostenibilità e l'economia circolare tra i propri valori fondanti.

Samuele Frosio: McFIT, fitness, socialità e rigenerazione urbana a Secondigliano

Sotto la guida di Samuele Frosio, McFIT ha inaugurato una palestra lo scorso maggio a Secondigliano, all’insegna del benessere fisico e sociale e dell’inclusione. Il centro si inserisce nel progetto di riqualificazione urbana “Restart Scampia”, che mira alla realizzazione di quartieri moderni e accessibili, offrendo nuove possibilità ai giovani.

Samuele Frosio all'inaugurazione della nuova palestra McFIT

Samuele Frosio: a Secondigliano il centro McFIT per l’inclusione e la socialità

“Nel decimo anno di presenza a Napoli, McFIT rafforza il proprio impegno sulla città con l’apertura del nuovo club di Secondigliano, estendendo la propria presenza verso l’area nord”, ha sottolineato Samuele Frosio all’inaugurazione della palestra di Secondigliano, avvenuta lo scorso 7 maggio. Uno spazio adibito non solo al miglioramento delle performance e del benessere fisico, ma anche di quello sociale. Il centro del brand di fitness è infatti parte di un progetto di riqualificazione urbana e sociale della città che ha lo scopo di promuovere la socialità e l’inclusione. Oltre a Samuele Frosio, all’inaugurazione hanno preso parte due pugili di caratura internazionale: Irma Testa, madrina dell’evento e prima italiana a partecipare a un’edizione dei Giochi Olimpici (Rio 2016) e a vincere una medaglia (bronzo a Tokyo 2020), e Clemente Russo.

Samuele Frosio: McFIT, il legame tra fitness e rigenerazione urbana

La palestra McFIT “si inserisce in un più ampio processo di riqualificazione urbana — ha rimarcato Samuele Frosio in linea con il progetto “Restart Scampia”. Il nostro obiettivo è offrire luoghi accessibili e inclusivi, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire allo sviluppo di quartieri sempre più moderni e vivibili”. Il centro diventa quindi un luogo di ritrovo per i giovani del territorio, fornendo loro lo spazio e le possibilità per raggiungere obiettivi importanti. Due esempi concreti del mondo del pugilato italiano in grado di emergere e venir fuori da un contesto difficile attraverso lo sport sono proprio Irma Testa e Clemente Russo, che sono intervenuti all’inaugurazione. McFIT ha aperto le porte della struttura durante l’evento, rendendolo accessibile alla comunità e lasciando la possibilità agli ospiti di visitare il centro e conoscere gli atleti.

Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente, un modello integrato per la gestione dei rifiuti

Marco Domizio ha utilizzato le competenze e l’esperienza maturate nel corso della sua carriera per fondare un’impresa ormai posizionata ai vertici del settore della gestione dei rifiuti. Ares Ambiente è in grado di soddisfare le richieste e le necessità di imprese e territori, occupandosi di tutte le fasi della filiera.

 Marco Nicola Domizio

Marco Domizio: le esperienze che hanno portato alla nascita di Ares Ambiente

Le competenze e le esperienze operative e gestionali che hanno plasmato la visione imprenditoriale di Marco Nicola Domizio per la fondazione di Ares Ambiente, avvenuta nel 2008, risalgono fin dall’inizio del suo percorso professionale. Dopo aver conseguito il diploma nel 1995, è entrato a far parte di una società di intermediazione, sviluppando skill in materia di gare d’appalto, prima di spostarsi nel settore degli spurghi e pulizie industriali con ruoli di responsabilità commerciale. In questo ambito, ha realizzato un impianto di compostaggio ancora in attività in provincia di Bergamo. Attraverso l’esperienza con una società milanese per l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania, Marco Domizio ha rafforzato le proprie competenze sulle tecnologie di trattamento e sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti.

Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente, efficienza e sostenibilità nella gestione dei rifiuti

L'approccio organizzativo introdotto da Marco Nicola Domizio con Ares Ambiente si sviluppa lungo tutta la filiera della gestione dei rifiuti, occupandosi dall’analisi dei fabbisogni alla selezione degli impianti, dalla logistica al recupero e allo smaltimento di rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non. L’azienda è riuscita in poco tempo a distinguersi e farsi scegliere, tra le principali realtà della scena italiana, come partner affidabile per imprese e territorio, garantendo elevati standard qualitativi e processi verificabili in ogni fase. La visione imprenditoriale di Marco Domizio ha consentito all’azienda di ricevere importanti riconoscimenti, tra cui quello attribuito da “Italy Post”, che l’ha inserita tra le imprese Best Performer della provincia di Bergamo.

L’IA come leva di crescita per Iren: la visione di Gianluca Bufo al SAP Executive Summit

In un contesto globale in continua accelerazione, l’Intelligenza Artificiale si afferma come fattore strategico per la competitività delle imprese. Ne è convinto Gianluca Bufo, AD di Iren, che al SAP Executive Summit, tenutosi lo scorso marzo, ha ribadito il potenziale dell’IA come leva di trasformazione e crescita per il sistema economico. Per l’AD, tutto ciò che riguarda l’IA rappresenta un elemento di agilità nei modelli di business.

L'AD di Iren Gianluca Bufo

Gianluca Bufo e la sfida dell’IA per le imprese: persone al centro della trasformazione

La forte diffusione dell’Intelligenza Artificiale ha avviato una trasformazione rapida e pervasiva dei paradigmi lavorativi e sociali. Le imprese si trovano oggi di fronte a una duplice sfida: sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla tecnologia e, al tempo stesso, continuare a valorizzare le competenze e la crescita delle persone. Come sottolineato da Gianluca Bufo, il potenziale dell’IA non è legato soltanto al risparmio di tempo, ma arriverà a ridefinire processi, ruoli e obiettivi. In questo quadro, i cosiddetti “agents of growth” saranno gli abilitatori dei nuovi percorsi di business, mentre i leader dovranno guidare la trasformazione assicurandosi che la tecnologia venga usata per creare valore per imprese, persone e società. Gli agenti non vanno intesi come sostituti dei dipendenti, ma come elementi capaci di potenziarne le capacità e migliorarne la produttività.

Gianluca Bufo racconta l’IA in Iren: dall’idrico al corporate, i risultati attesi già dal prossimo anno

Iren è tra le realtà che si trovano già in una fase avanzata di adozione dell’IA. Il Gruppo, ha spiegato lo stesso Gianluca Bufo, applica la tecnologia verticalmente sui propri business da due o tre anni, con interventi specifici sulle perdite del settore idrico e sulla predicibilità degli interventi. L’applicazione è in fase di espansione anche in ambito corporate, nell’ambito di una grande trasformazione che il Gruppo ha di fronte. I risultati di questa nuova fase di integrazione più profonda, ha dichiarato il manager, dovrebbero essere visibili dal prossimo anno.

Joerg Eberhart (ITA Airways): “Quest’anno puntiamo ad andare vicini al pareggio operativo”

Joerg Eberhart, CEO di ITA Airways, ha tracciato un quadro articolato delle prospettive della compagnia aerea italiana intervenendo a margine del congresso generale della Iata a Rio de Janeiro. Nonostante le pressioni legate al caro cherosene e alle tensioni nel Golfo Persico, ITA Airways guarda al 2026 con ottimismo, puntando al pareggio operativo e preparando nuove rotte verso il Sud America.

Joerg Eberhart, CEO di ITA Airways

Joerg Eberhart e i conti di ITA Airways: la strategia per il 2026

ITA Airways, ha spiegato Joerg Eberhart, prevede di chiudere il 2026 con un pareggio operativo, grazie a due misure principali. La prima è l’acquisto anticipato dell’80% del jet fuel necessario per l’anno in corso, che ha consentito alla compagnia di limitare l’esposizione all’impennata dei prezzi del cherosene. La seconda è un incremento medio delle tariffe del 5-10%, che il CEO ritiene sufficiente a compensare l’aumento dei costi del carburante. Nel 2025, complice un cambio favorevole euro-dollaro, ITA Airways aveva registrato un utile netto di 209 milioni di euro. Per il 2027, invece, la situazione rimane incerta: la compagnia ha prenotato a prezzi calmierati solo il 20% del jet fuel necessario, e lo stesso manager ha riconosciuto che acquistare ulteriori quote in questo momento comporta costi di hedging più elevati, ma attendere troppo rischia di precludere la possibilità di coprire quote significative per l’anno successivo. Sul fronte azionario, il 1° giugno Lufthansa, che deteneva il 41%, ha esercitato l’opzione per salire al 90%, rilevando il 49% dal Ministero dell’Economia e delle finanze per 325 milioni di euro. Il restante 10% potrà essere acquisito tra il 2028 e il 2033 per ulteriori 79 milioni, mentre l’accordo prevede anche un earn out da 100 milioni di euro legato al raggiungimento di determinati risultati nel 2027. Sul fronte sindacale, Joerg Eberhart ha sottolineato che le negoziazioni per il rinnovo dei contratti di piloti, assistenti di volo e personale di terra sono a buon punto, auspicando una chiusura entro poche settimane.

Joerg Eberhart e l’espansione di ITA Airways: Caracas, Sud America e oltre

Sul fronte dello sviluppo delle rotte, ITA Airways, ha annunciato Joerg Eberhart, punta ad avviare i voli diretti tra Roma Fiumicino e Caracas tra ottobre e novembre, riaprendo così un collegamento che mancava da diversi anni e che in passato era tra le rotte più redditizie di Alitalia. Guardando più avanti, con l’arrivo di due Airbus A350, previsto per il 2028, ha nel mirino Lima e Santiago del Cile, mercati considerati ad alto potenziale nell’area sudamericana. Parallelamente, la compagnia sta valutando un rafforzamento della presenza su Rio de Janeiro e San Paolo, oltre a esplorare opportunità in Giappone. Sul versante delle alleanze, Joerg Eberhart ha confermato che l’ingresso di ITA Airways nella joint venture transatlantica A++, che comprende Lufthansa, United Airlines e Air Canada, dovrebbe ricevere l’approvazione delle autorità regolatorie entro l’estate del 2027. Le stesse autorità hanno già dato il via libera all’adesione alla joint venture euro-giapponese J+, che vede la partecipazione di Lufthansa e All Nippon Airways. La domanda di viaggi, ha infine precisato il CEO, si mantiene complessivamente solida, con andamenti variabili settimana per settimana ma senza segnali di cedimento strutturale.

Università LUMSA: il suo modello punta su formazione e student experience

La student exeperience dell’Università LUMSA si basa su un modello che restituisce elevate performance accademiche e soddisfazione degli studenti. Al centro spazi progettati su misura nelle sedi di Roma, Palermo e Taranto, 24 corsi di laurea e percorsi post-laurea, borse di studio, internazionalizzazione e job guidance.

 Università LUMSA

Università LUMSA: la student experience al centro del successo dell’ateneo

Quello dell’Università LUMSA è un modello costruito su misura sullo studente, un’esperienza che offre spazi progettati per chi li vive ogni giorno, numerosi corsi di laurea tra triennali, magistrali, anche a ciclo unico, borse di studio per i più meritevoli e una job guidance nel mercato del lavoro. Con tre sedi a Roma, Palermo e Taranto, l’Università nel 2025 si è classificata al primo posto nel ranking Censis tra gli atenei non statali di medie dimensioni per qualità della didattica, progressione della carriera degli studenti, servizi e internazionalizzazione. Ogni sede dell’Università LUMSA è costruita per fornire allo studente aule moderne, biblioteche e spazi dedicati alla socialità e alla nascita di idee. A Roma, lo scorso anno, è stato inaugurato lo Student Hub Traspontina 10, uno spazio rinnovato e vicino alla sede centrale con aree studio, spazi di incontri con i docenti e momenti di socialità.

Università LUMSA: qualità e scelta dell’offerta didattica

C’è poi la nuova sede di Palermo dell’Università LUMSA, nata da un progetto di rigenerazione urbana sostenibile. Un polo culturale presso la zona dell’ex stazione Lolli dotato di una grande biblioteca, un auditorium da 250 posti, aule, sala lettura, cappella e caffetteria. La student experience dell’ateneo si ripercuote positivamente anche sui risultati, generando studenti soddisfatti, con la maggior parte che completa gli studi nei tempi previsti. In aggiunta, l’Università LUMSA fornisce un programma didattico suddiviso tra 24 corsi di laurea in diversi ambiti: economia, management, comunicazione, marketing digitale, scienze politiche, relazioni internazionali, psicologia e giurisprudenza. A questi, si aggiungono percorsi post-laurea, tra cui dottorati, Master e scuole di specializzazione per soddisfare le necessità degli studenti e fornire loro una formazione di qualità.

Alessandro Fabbroni: le persone al centro della strategia di Sesa alla Milano Marathon

Alessandro Fabbroni: il team Sesa che ha preso parte alla Milano Marathon del 12 aprile ha confermato come attraverso l’unione delle forze di gruppo sia possibile raggiungere obiettivi importanti. La centralità delle persone nell’azienda è fondamentale sia per continuare a crescere che per creare valore.

 Alessandro Fabbroni e il team Sesa

Alessandro Fabbroni: il lavoro di squadra delle persone di Sesa alla Milano Marathon

Come evidenziato da Alessandro Fabbroni, le persone sono il centro della visione e della strategia manageriale di Sesa. In un contesto in cui l’IA e l’Automazione acquistano sempre più rilevanza e il loro impiego diventa sempre più massiccio, l’azienda ha deciso di puntare sulla componente umana e sul lavoro di squadra. Un esempio concreto di questa filosofia quello della Milano Marathon, che si è svolta lo scorso 12 aprile con il sostegno della Fondazione Sesa: sono oltre 30 i collaboratori e le collaboratrici del Gruppo che hanno partecipato. L’iniziativa dimostra infatti come con il lavoro condiviso e il contributo di tutto il team sia possibile ottenere un obiettivo più grande.

Alessandro Fabbroni: quando il gioco di squadra crea valore e crescita

La visione manageriale di Alessandro Fabbroni trova riscontro anche nei risultati aziendali: la collaborazione e l’unione delle forze di squadra hanno permesso di ottenere importanti obiettivi, come ha dimostrato il resoconto intermedio di gestione al 31 gennaio, che ha evidenziato un aumento dei ricavi e della redditività operativa lorda. La Milano Marathon è stata “un’esperienza che ha unito ulteriormente i legami tra le nostre persone, rafforzando il senso di appartenenza e l’impegno verso iniziative ad alto valore sociale, come la raccolta fondi a favore di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro ETS”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Sesa. L’azienda è attiva nei settori Cloud, Data Management, Cybersecurity, Digital Platform e IA e, sotto la guida di Alessandro Fabbroni, è costantemente impegnata nel raggiungimento della trasformazione digitale.

Teva Italia: umanizzazione delle cure e supporto al non profit con gli Humanizing Health Awards 2026

Con gli Humanizing Health Awards, Teva Italia rinnova l’impegno nell’umanizzazione dei percorsi di cura per pazienti e caregiver, premiando i progetti più meritevoli delle realtà non profit. Per la settima edizione, i comitati interni dell’azienda hanno selezionato i finalisti: ora spetta ai dipendenti e ai medici e farmacisti iscritti a Teva-Lab votare.

 Teva Italia

Teva Italia: l’impegno per l’umanizzazione delle cure con gli Humanizing Health Awards

I comitati interni di Teva Italia hanno votato e scelto i finalisti della settima edizione degli Humanizing Health Awards, il programma con cui l’azienda fornisce il proprio supporto alle realtà non profit impegnate a promuovere una cultura di attenzione e rispetto verso i pazienti e i caregiver, attraverso la realizzazione di progetti che hanno lo scopo di umanizzare i percorsi di cura. I comitati interni di Teva Italia si sono espressi dopo aver valutato numerosi progetti appartenenti alle aree di patologie pediatriche, patologie oncologiche, supporto ai caregiver, malattie croniche e salute mentale e malattie neurodegenerative. 

Teva Italia: al via la votazione dei finalisti degli Humanizing Health Awards

“Anche quest’anno — si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Teva Italia — le nostre persone sono coinvolte in un percorso di valutazione attento e partecipato, volto a individuare e sostenere iniziative capaci di rendere più umano il percorso di cura di pazienti e caregiver”. I finalisti della settima edizione degli Humanizing Health Awards selezionati dai comitati interni saranno ora votati dai dipendenti dell’azienda e dai medici e farmacisti iscritti alla piattaforma dedicata agli operatori sanitari Teva-Lab.it. “Partecipare alla selezione dei progetti degli Humanizing Health Awards significa, ogni volta, fermarsi a riflettere su cosa può fare davvero la differenza per pazienti e caregiver — ha dichiarato l’Account Payables Sr. Specialist di Teva Italia Carlo Davide Colosimo — È il secondo anno che prendo parte ai comitati interni e anche questa edizione è stata un’esperienza ricca di confronto e punti di vista diversi. Ogni progetto racconta un bisogno reale e propone una risposta concreta, contribuendo a rendere il percorso di cura più umano e vicino alle persone!”.

Comtel: il Made in Italy della cybersecurity con App Continuum Security

Un servizio di cybersecurity basato su agenti IA e algoritmi all’avanguardia per simulare attacchi hacker e fornire soluzioni alle vulnerabilità applicative e all’esposizione dei dati. App Continuum Security è il nuovo supporto gestito da Comtel che migliora la sicurezza di API e applicazioni, basato su una piattaforma 100% Made in Italy.

 Comtel

Comtel: il sevizio di cybersecurity Made in Italy

App Continuum Security è il nuovo servizio gestito da Comtel che consolida la sua posizione nel settore della cybersecurity. In un contesto in cui gli attacchi e le intrusioni aumentano in modo considerevole, colpendo non solo le vulnerabilità tecniche delle organizzazioni e violando la sicurezza con strategie multi-step sempre più difficili da individuare con sistemi tradizionali, Comtel ha colmato questa necessità con un supporto innovativo. Tramite App Continuum Security è possibile simulare il comportamento di un hacker durante un attacco informatico, potendo contare su algoritmi e agenti IA che analizzano e testano costantemente le applicazioni. Questo nuovo servizio si basa su una piattaforma realizzata in Italia e agisce riconoscendo i punti deboli delle API e delle applicazioni, ne migliora la sicurezza applicativa e attiva un modello di sicurezza costante e proattivo.

Comtel: App Continuum Security, IA e cybersecurity

“Continuiamo a investire per proporre servizi gestiti di cybersecurity, garantendo standard elevati ai nostri clienti — ha dichiarato il DG di Comtel Mattia Conti — La cybersecurity sta diventando uno dei nostri business primari, oggi siamo in grado di proporre prodotti e servizi che anticipano le necessità del mercato”. Il servizio App Continuum Security utilizza l’IA powered “virtual hacker”, uno strumento fondamentale per tenere traccia e mappare le vulnerabilità dei flussi e delle logiche applicative, usando poi questi dati per simulare un attacco hacker. Comtel fornisce infatti soluzioni e reporting ai clienti per rafforzare la sicurezza dei dati esposti dalle applicazioni. “Puntiamo sull’eccellenza del Made in Italy, proponendo qui le nostre soluzioni, per poi esportarle anche sul palcoscenico internazionale”.

Serenissima Ristorazione, 40 anni di crescita tra innovazione e qualità sotto la guida di Mario Putin

Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, rappresenta oggi una delle realtà più solide e dinamiche nel panorama della ristorazione collettiva italiana. Fondata nel 1984 a Vicenza come piccola impresa attiva nella ristorazione collettiva, l’azienda ha intrapreso un percorso di crescita costante che, in 40 anni, l’ha portata a diventare leader di settore.

Sede Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: dalla svolta del 1986 alla leadership nella ristorazione collettiva

Un momento chiave nella sua storia arriva nel 1986, quando Mario Putin decide di rilevare l’attività. Da quel momento prende forma una trasformazione profonda, guidata da una visione imprenditoriale orientata alla qualità, all’innovazione e alla valorizzazione delle persone. Da poche centinaia di pasti giornalieri, Serenissima Ristorazione è arrivata oggi a produrne oltre 250.000 al giorno. Come sottolineato dallo stesso Presidente, la crescita dell’azienda è stata il risultato di un lavoro quotidiano fatto di dedizione, capacità di affrontare le sfide e di cogliere nuove opportunità. Un percorso costruito anche grazie al contributo della famiglia, elemento che ancora oggi rappresenta uno dei pilastri della governance aziendale.

Il modello di crescita di Serenissima Ristorazione

Attualmente, opera attraverso 14 società controllate e si distingue per una forte diversificazione nel settore food: dalla ristorazione commerciale e automatica alla fornitura di prodotti alimentari per ristoranti, bar e operatori del comparto Ho.Re.Ca. Questa ampia presenza consente a Serenissima Ristorazione di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di presidiare diversi segmenti della filiera. Tra le priorità strategiche figurano il rafforzamento della competitività, l’espansione verso nuovi ambiti di business e il consolidamento nei mercati internazionali. Un ruolo centrale è occupato anche dalla sostenibilità, diventata negli anni un elemento strutturale delle attività aziendali. Ne è un esempio il centro produttivo di Boara Pisani, inaugurato nel 2010, specializzato nella produzione di pasti refrigerati e surgelati, tra i più avanzati in Italia e in Europa. Nel 2024 Serenissima Ristorazione ha inoltre presentato il suo secondo bilancio di sostenibilità, relativo al biennio 2022-2023, confermando l’impegno concreto verso i principi ESG e l’integrazione di pratiche responsabili in ogni ambito operativo. A rendere distintiva l’azienda è anche la sua natura familiare, che garantisce flessibilità decisionale e una visione di lungo periodo. Il futuro è già nelle mani della nuova generazione: Tommaso, Giulia, Massimiliano e Maria Leida, figli del Presidente Mario Putin, sono chiamati a portare avanti un percorso costruito su valori solidi e su una crescita costante.

Bergamo, Vitali Spa presenta a Palazzo Frizzoni il progetto Bergamo Porta Sud

Presentato da Vitali Spa il progetto di Bergamo Porta Sud durante l'evento “Bergamo per il Clima”. Il progetto mira a ricucire la zona sud con il centro cittadino attraverso un nuovo polo intermodale. Prevista un'infrastruttura verde per ridurre l’effetto isola di calore e sistemi energetici che contribuiranno ad azzerare l'impronta ecologica del quartiere.

Vitali Spa

Vitali Spa presenta il progetto Bergamo Porta Sud

In occasione dell’evento “Bergamo per il Clima”, tenutosi il 10 giugno presso la Sala Consiliare di Palazzo Frizzoni, Vitali Spa Società Benefit ha presentato il progetto Bergamo Porta Sud, uno dei più significativi esempi di rigenerazione urbana attualmente in corso. Un piano pensato per ricucire la zona sud di Bergamo con il centro urbano mediante un sistema integrato di connessioni ambientali, ciclopedonali e infrastrutturali. L’obiettivo dell’intervento è la creazione di un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, restituendo al contempo continuità ai quartieri. A illustrare la visione del masterplan durante la presentazione è stato il team di professionisti composto dall’architetto Cino Zucchi, dalla Senior Manager di Vitali Spa Martina La Vista e dall’Associate Director e Integrated City Planning di Arup Sara Lodrini. Al centro del progetto c’è la realizzazione di un nuovo polo intermodale in grado di integrare ferrovia, tram, autobus e mobilità privata. A questo si aggiunge lo sviluppo di connessioni pedonali dirette tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari, e la definizione di nuovi spazi pubblici e residenziali progettati seguendo criteri di elevata qualità urbana e ambientale.

La Senior Manager di Vitali Spa: la rigenerazione urbana deve generare connessioni e migliorare la vita delle persone

Il progetto Bergamo Porta Sud si caratterizza anche per una forte componente ecologica ed energetica. L’intervento prevede, infatti, un’infrastruttura verde costituita da spazi attrezzati, attraversamenti verdi che mitigano l’effetto isola di calore, migliorando la permeabilità del suolo e favorendo la biodiversità con l’inserimento di specie autoctone. In merito alla strategia energetica, in linea con gli obiettivi NetZero Cities 2030, l’intervento punta ad azzerare l’impronta ecologica del quartiere mediante sistemi centralizzati ad alta efficienza, autoproduzione da fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici integrati e l’eliminazione completa del gas naturale. “Porta Sud – ha evidenziato la Senior Manager di Vitali Sparappresenta un’opportunità concreta per ripensare il rapporto tra infrastrutture, ambiente e comunità. Oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città. Il nostro impregno è quello di sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità che lo vivono”.

DEAS, leader nazionale nella cybersecurity per la Difesa e la Sicurezza

DEAS è una società attiva nei settori della Difesa e della Sicurezza Nazionale, specializzata nello sviluppo e nell’erogazione di soluzioni di cybersicurezza e AI a impiego duale. Il suo campo d’azione riguarda la protezione di sistemi, asset e infrastrutture strategiche, con un approccio che tiene conto della complessità degli scenari operativi contemporanei e dei requisiti di affidabilità, continuità e controllo che questi impongono.

DEAS

DEAS: dalla fondazione alla leadership nazionale nella cybersecurity

Fondata nel 2018 da Stefania Ranzato, DEAS nasce come start-up innovativa e apripista nell’ambito della cybersecurity. Nel corso degli anni la società ha progressivamente consolidato un posizionamento orientato alla gestione strutturata delle minacce e alla protezione dei processi decisionali in contesti complessi. La Società è oggi leader nazionale nello sviluppo di soluzioni avanzate per la sicurezza digitale del Paese, con una presenza riconosciuta in particolare negli ambiti della Difesa e della Pubblica Amministrazione. Tale crescita è stata guidata da una cultura aziendale fondata fin dalla sua costituzione su metodo, responsabilità e valorizzazione dei talenti e delle competenze in una visione di lungo periodo.

DEAS: il modello avanzato di sicurezza nei contesti multi-dominio

L’attività di DEAS è guidata da una visione che combina competenza tecnica, comprensione dei meccanismi istituzionali e capacità di interpretare l’evoluzione degli scenari di rischio. Un tratto distintivo della Società è lo sviluppo di un modello avanzato di cybersecurity che trascende il tradizionale perimetro tecnologico, considerando il dominio cyber come uno spazio operativo interconnesso, strettamente legato alle dimensioni fisica, informativa e cognitiva. In questa prospettiva, DEAS affianca istituzioni e operatori industriali nella costruzione di quadri di sicurezza coerenti ed efficaci, favorendo scelte strategiche consapevoli e sostenibili nel rispetto dei requisiti di interoperabilità e adattabilità richiesti dagli scenari multi-dominio. L’obiettivo finale è contribuire al rafforzamento della sicurezza nazionale, promuovendo la resilienza come elemento strutturale dei sistemi complessi.

Dalla fabbrica di denim ai cieli: il percorso imprenditoriale di Gianni Lettieri

Imprenditore e dirigente d’azienda, Gianni Lettieri è attualmente alla guida di Atitech e Meridie: sono numerose le sue iniziative a favore dei giovani e del Mezzogiorno.

L'imprenditore Gianni Lettieri

L’esordio e l’affermazione di Gianni Lettieri come imprenditore

Gianni Lettieri nasce a Napoli nel 1956. Entra nel mondo del lavoro nel 1975 occupandosi della parte commerciale di un’azienda di La Spezia, mentre frequenta ancora la facoltà di Economia Aziendale. Nel 1979 esordisce come imprenditore aprendo, insieme a un industriale lombardo, uno stabilimento produttivo per la lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio, con sedi a Casandrino (NA) e Monza (MI). L’avventura nel settore tessile prosegue a gonfie vele e lo porta a fondare, nel 1989, la prima società europea specializzata nella produzione di tessuto denim-ring. Il prodotto conquista anche il mercato statunitense e indiano. In India avvia una joint venture con Raymond, dando vita alla prima azienda di produzione di tessuto denim nel Paese, la Raymond Calitri. Nel 1992 partecipa e si aggiudica l’asta pubblica per la privatizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nel 2000 Gianni Lettieri viene nominato Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e quattro anni dopo viene scelto per ricoprire lo stesso ruolo per l’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli. Intanto, entra a far parte del comitato centrale Mezzogiorno di Confindustria Nazionale e nel Comitato Consultivo del Fondo di Promozione del Capitale di Rischio per il Mezzogiorno NHS Mezzogiorno SGR APA.

Gianni Lettieri: la carriera dagli anni 2000 a oggi

Gli anni 2000 rappresentano per Gianni Lettieri un periodo significativo per il suo percorso imprenditoriale poiché estende il proprio raggio d’azione a nuovi settori. Nel 2006 dà infatti vita alla CO.S.ER. S.r.l., azienda specializzata nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Un anno più tardi fonda Meridie S.p.A., di cui è tutt’ora Presidente, entrando così nel settore finanziario attraverso la holding di famiglia. La società cresce rapidamente e diventa la prima investment company del Sud Italia a essere quotata sul segmento MTF di Borsa Italiana. Nel 2008 costituisce la start up MEDSOLAR S.p.A., attiva nel comparto “energie rinnovabili”, e nel 2009 diventa Presidente di Atitech, azienda leader nella manutenzione di aeromobili. Sotto la sua guida, Atitech cresce esponenzialmente. Nel 2015 acquisisce lo stabilimento Alenia di Capodichino e nel 2022 si aggiudica l’ex settore manutenzione di Alitalia a Fiumicino, arrivando a consolidare le attività di manutenzione di linea su 32 scali (21 in Italia e undici tra Europa, Africa, Medio Oriente, Asia e Sud America). Nel 2025 lancia a Olbia un hub per la manutenzione dei jet privati. Gianni Lettieri è, inoltre, promotore di diverse iniziative a sostegno del territorio. Tra queste, la mensa solidale di Atitech attivata durante il periodo natalizio. Durante la pandemia di Covid-19, ha inoltre messo a disposizione uno degli hangar di Capodichino per creare il centro vaccinale più grande del Sud Italia e ha regalato alla sanità regionale 20.000 mascherine FFP2.

28 febbraio 1953: Federico Motta Editore racconta la scoperta della struttura del DNA

Il 28 febbraio 1953 è una data che ha cambiato per sempre la storia della medicina e della biologia: quel giorno James Watson e Francis Crick giunsero alla conclusione che il DNA possedeva una struttura a doppia elica. A ripercorrere questa scoperta è Federico Motta Editore, attraverso il saggio “La biologia molecolare” di Fabio De Sio, contenuto nel volume “Il Novecento” di “Historia”, opera curata da Umberto Eco.

Federico Motta Editore

Watson e Crick e la doppia elica: Federico Motta Editore racconta come nacque la scoperta

Al momento della scoperta, nel 1953, James Watson aveva soltanto 23 anni e Francis Crick 35. I due si erano conosciuti nel 1951 al Dipartimento di Fisica di Cambridge, accomunati dal medesimo obiettivo: indagare sulla struttura del DNA. L’intuizione decisiva arrivò il 28 febbraio 1953, quando giunsero alla conclusione che il DNA doveva avere una struttura a doppia elica. Nei giorni successivi costruirono anche un modellino in filo di ferro e cartone, prima rappresentazione fisica della molecola. Come sottolinea Fabio De Sio nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore, il lavoro di Watson e Crick è stato riconosciuto come il vero inizio della biologia molecolare, soprattutto per lo stile di ricerca adottato: limitando al massimo il lavoro sperimentale, i due si concentrarono sull’elaborazione di modelli strutturali, interpretando i dati disponibili alla luce delle funzioni biologiche del DNA, ovvero l’autoreplicazione e la direzione dello sviluppo cellulare. La struttura a doppia elica fornì una risposta semplice ed efficace a entrambe le questioni. Nel 1962 Watson e Crick vinsero il Premio Nobel per la Medicina, riconoscimento condiviso con Maurice Wilkins.

Il ruolo di Rosalind Franklin: Federico Motta Editore ricoastruisce la storia della scienziata dimenticata

Watson e Crick non erano però gli unici a lavorare sulla struttura del DNA in quegli anni. Al King’s College, Maurice Wilkins e Rosalind Franklin utilizzavano le diffrazioni ai raggi X per cercare di comprendere la struttura della molecola. Franklin, specializzata nello studio dei solidi cristallini e delle molecole organiche, stava producendo immagini di diffrazione ai raggi X di altissima qualità, capaci di dimostrare la struttura elicoidale del DNA. Tuttavia, mentre Franklin e Wilkins erano ancora impegnati nei loro esperimenti, Watson e Crick arrivarono a una conclusione. In particolare, i due formularono il modello a doppio filamento dopo che Wilkins aveva mostrato a Watson, senza il permesso di Franklin, la cosiddetta “Foto 51”, un’immagine scattata proprio da Franklin che rappresentava la prova chiave della struttura elicoidale del DNA. Franklin non vinse il Nobel perché morì prematuramente nel 1958, prima che il riconoscimento venisse assegnato. I suoi esperimenti e le sue ricerche, come emerge anche dalla ricostruzione di Federico Motta Editore, hanno tuttavia posto le basi per una delle scoperte più importanti del Novecento.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: il dibattito sul presente e sul futuro della sanità lombarda

“Diritto alla salute tra sanità pubblica, privata e privato sociale” è il nome dell’iniziativa organizzata dalla Fondazione Don Gnocchi lo scorso 13 aprile. Più di 120 i presenti, provenienti dal mondo delle istituzioni, della salute e della ricerca, per dibattere sul presente e futuro della sanità lombarda.

 Incontro targato Fondazione Don Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: una visione condivisa per il futuro della sanità lombarda

Presente e futuro della sanità lombarda al centro dell’incontro “Diritto alla salute tra sanità pubblica, privata e privato sociale”, organizzato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi in collaborazione con MI’mpegno e Ass. Mirasole. Tenutosi lo scorso 13 aprile presso il Centro IRCCS S. Maria Nascente della fondazione, l’evento ha visto la partecipazione di oltre 120 persone, tra cui rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario, della ricerca, delle professioni e dell’associazionismo, e ha sviluppato un ampio confronto sul presente e futuro della sanità della Regione. “La sfida è investire sul Servizio sanitario nazionale per ricondurlo alla sua base democratica — ha dichiarato il DG della Fondazione Don Gnocchi Francesco Converti — un servizio pubblico, non una somma di prestazioni. Dobbiamo ottimizzare le risorse attraverso un’alleanza che unisca innovazione ed efficienza con la capacità di umanizzare la cura”. 

Fondazione Don Carlo Gnocchi: il diritto alla salute al centro del dibattito      

La grandezza di una società si misura dalla sua capacità di prendersi cura dei più fragili — ha dichiarato il Presidente della Fondazione Don Gnocchi Don Vincenzo Barbante — Oggi ci confrontiamo con sfide nuove e complesse: l’invecchiamento della popolazione, la cronicità, la non autosufficienza. Esiste ancora una distanza significativa tra bisogni reali e risposte del sistema, che va colmata con coraggio e visione”. Al centro del confronto l’urgenza di consolidare la sanità territoriale, dando una spinta all’innovazione senza tralasciare la componente umana della cura. Il diritto alla salute rimane una sfida anche sociale, culturale e civile, a cui dedicare grande responsabilità e collaborazione. “Il diritto alla salute non può essere ridotto a una questione assistenziale — ha aggiunto il Presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi — è un principio costituzionale che chiama in causa la responsabilità di tutti. Non possiamo rischiare di dare per carità ciò che spetta per giustizia”.

Gian Maria Mossa: il CEO di Banca Generali diventa anche Presidente di Assoreti

Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, è stato nominato Presidente di Assoreti per il triennio 2026-2029. La scelta è stata annunciata a maggio durante l'Assemblea ordinaria per il rinnovo degli Organi Sociali: Mossa sarà affiancato dai Vicepresidenti Doris e Cubelli.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa eletto Presidente di Assoreti per il triennio 2026-2029

Gian Maria Mossa, già Amministratore Delegato di Banca Generali, è ora anche Presidente di Assoreti, “l’Associazione Nazionale delle Società di Intermediazione Mobiliare e delle Banche che collocano presso il pubblico prodotti finanziari, bancari e assicurativi avvalendosi di reti di promotori finanziari”. La nomina è avvenuta lo scorso 28 maggio in occasione dell’Assemblea ordinaria di Assoreti, nel corso della quale è stato deliberato il rinnovo degli Organi Sociali. Il manager alla guida di Banca Generali dal 2017 presiederà dunque il Consiglio di Amministrazione durante il triennio 2026-2029. Massimo Doris e Fabio Cubelli lo affiancheranno in qualità di Vicepresidenti. Il CdA sarà inoltre composto da Luca Bonansea, Paola Pietrafesa, Stefano Pilastri, Silvio Ruggiu e Gian Luca Sichel. Assoreti nasce nel 1985 con l’obiettivo di seguire lo studio e l’evoluzione della normativa in materia, garantire il costante contatto con le Istituzioni, fornire l’elaborazione statistica di dati che permettano l’analisi dell’evoluzione del settore, nonché promuovere e organizzare studi, pubblicazioni, convegni e ogni altra iniziativa tesa all’approfondimento delle problematiche del servizio di consulenza finanziaria.

La formazione e la carriera di Gian Maria Mossa

Classe 1974, Gian Maria Mossa è laureato in Economia e Commercio, conseguita presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Dopo un periodo di formazione all’Università di Glasgow, è entrato nel settore Risk Management & Asset Allocation di RAS, per poi passare alla Direzione Commerciale e alla Direzione Marketing. Nel 2006 ha fatto il passaggio a Banca Fideuram come Manager dello Sviluppo Prodotti. Qui ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Responsabile della Direzione Marketing, Sviluppo Commerciale e Private. In questa posizione ha favorito il consolidamento di Fideuram nel settore del private banking, attraverso una ristrutturazione dell'offerta di prodotti e servizi. Entrato in Banca Generali nel 2013 in qualità di Condirettore Generale, tre anni dopo è stato nominato Direttore Generale con responsabilità sulla società. A marzo 2017 è stato scelto per guidare il Gruppo nel ruolo di Amministratore Delegato.

Enrico Vita: Amplifon, garantita operatività post closing di GN Hearing

I team interni di Amplifon hanno già avviato la pianificazione dell’integrazione di GN Hearing, acquisita lo scorso marzo, per garantire la massima operatività post chiusura e massimizzare la creazione di valore. Lo ha dichiarato l’AD e DG Enrico Vita in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre del Gruppo.

 Enrico Vita

Enrico Vita: Amplifon garantirà piena operatività post closing con GN Hearing

L’AD e DG di Amplifon Enrico Vita è intervenuto lo scorso maggio in occasione della presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre del Gruppo. “Guardando oltre il 2026, siamo molto fiduciosi ed entusiasti delle nostre prospettive: vediamo un percorso chiaro verso una crescita redditizia e sostenuta, ulteriormente rafforzata dall'acquisizione trasformazionale di GN Hearing”. In merito all’operazione, annunciata lo scorso 16 marzo, Amplifon ha già intrapreso la pianificazione dell’integrazione di GN Hearing su larga scala e, come specificato da Enrico Vita, “i nostri team sono pienamente mobilitati per garantire piena operatività fin dal primo giorno successivo al closing”, con lo scopo di massimizzare le opportunità di creazione di valore.

Enrico Vita: la crescita internazionale di Amplifon

Amplifon consolida la propria leadership nel settore hearing care con l’acquisizione di GN Hearing, un’operazione da 2,3 miliardi di euro con chiusura prevista per fine 2026. La pianificazione interna per finalizzare l’integrazione è stata già avviata. Le competenze di retail cliniche e di servizio di Amplifon saranno affiancate dal know-how in tecnologia e manifattura di GN, che vanta importanti skills nello sviluppo di soluzioni avanzate nel settore della connettività, dell’IA e della miniaturizzazione degli apparecchi acustici. La società conta infatti sette centri di ricerca, 2.800 brevetti e stabilimenti in Danimarca, Cina, Malesia e Stati Uniti. A seguito dell’acquisizione, come sottolineato da Enrico Vita, Amplifon rafforzerà la propria posizione negli USA, area strategica a livello internazionale nel settore dell’hearing care.

Diana Bracco: meritocrazia, innovazione e stipendi competitivi per dare fiducia ai giovani

Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco, è intervenuta al Festival dell’Economia di Trento sulla questione dei giovani in Italia. Ragazzi e ragazze rappresentano il futuro ed è urgente ricostruire il Paese su di loro: necessari stipendi competitivi con il resto d’Europa, meritocrazia, interventi in innovazione, ricerca e impresa. La Fondazione Bracco è impegnata da tempo a creare progetti per valorizzare i giovani e ha investito 4 milioni di euro dal 2012.

 Diana Bracco

Diana Bracco: l’Italia deve ridare speranza ai giovani

“I ragazzi di oggi sono la classe dirigente di domani e noi non possiamo permetterci di perderli”, ha ribadito la Presidente e CEO del Gruppo Bracco Diana Bracco nel suo intervento al Festival dell’Economia di Trento dello scorso 20 maggio. “Servono stipendi d’ingresso competitivi, sostegni alla genitorialità, asili nido e congedi parentali che permettano di costruire una vita familiare e professionale equilibrata. Occorrono poi interventi a favore dell’innovazione, della ricerca e del fare impresa”. L’Italia deve ritornare a essere un Paese costruito su misura per i giovani e, per farlo, occorre ridare speranza, fiducia e orgoglio alle nuove generazioni. “Far capire ai ragazzi che il Paese investe su di loro, creando un clima culturale che renda, ad esempio, la meritocrazia un principio percepibile e non soltanto dichiarato”. Per raggiungere questo obiettivo la strada è lunga, a maggior ragione è cruciale uno sforzo da parte di istituzioni, imprese e anche della sfera no profit. 

Diana Bracco: le iniziative della Fondazione Bracco per premiare e valorizzare i giovani talenti italiani

Sotto la guida di Diana Bracco, dal 2010, la Fondazione Bracco è impegnata nel valorizzare i giovani, con misure come progettoDiventerò, attraverso cui sono state avviate numerose iniziative, per un investimento totale di 4 milioni di euro dal 2012. “Il progetto, che si aggiunge alle tante attività che facciamo come azienda, ha raggiunto più di 2.500 giovani meritevoli. Profili diversissimi tra loro, per età, studi, provenienza geografica, ma accomunati da talento e desiderio di conoscenza”, ha sottolineato Diana Bracco. In aggiunta, la Fondazione ha istituito il Premio Felder dal valore di 1 milione di euro, un’iniziativa in partnership con il Politecnico di Milano focalizzata sulla ricerca. “Una call internazionale che ha riportato in Italia un giovane ricercatore di talento. Il vincitore del premio è stato Gianvito Vilé che ha dato vita a un laboratorio indipendente al Politecnico per lavorare sulla chimica verde. Sono cose molto concrete che hanno prodotto risultati misurabili”.

McFIT: a Mestre spazi e attrezzature per ogni tipo di routine sportiva

Gli spazi delle palestre di McFIT sono progettati per soddisfare ogni tipo di disciplina e le differenti routine di allenamento. La struttura di Mestre risponde a queste caratteristiche grazie al suo sviluppo su due piani e la presenza di una zona all’aperto, distinguendosi per stile e valore di riqualificazione sociale.

 McFIT

McFIT: una palestra per ogni stile di allenamento a Mestre

La palestra McFIT a Mestre è diventata realtà lo scorso settembre: situata nella zona commerciale di Terraglio-Zelarino, viene ospitata da una struttura su due piani che soddisfa le esigenze di ogni tipo di allenamento, inclusa una zona all’aperto. Prima dell’apertura ufficiale al pubblico, il brand di fitness ha invitato sei atleti del posto, che praticano sei diversi tipi di discipline, con lo scopo di testare gli spazi e le attrezzature della struttura per le rispettive routine di allenamento differenti. Calisthenics, body building, yoga, cardio, allenamento a corpo libero: la palestra di McFT risponde alle necessità di ogni tipo, presenta luoghi ben attrezzati, spazi accessibili e motivanti per prendersi cura non solo del proprio benessere fisico, ma anche sociale.

McFIT: la palestra di Mestre, tra sport e comunità

Sotto la guida di Samuele Frosio, McFIT ha aperto la palestra di Mestre in un immobile di nuova costruzione, situato in un’area urbana soggetta a forte riqualificazione. Una struttura di architettura contemporanea che si distingue sia dal punto di vista sociale che stilistico. Questa scelta sottoscrive l’impegno del brand di fitness non solo a migliorare la qualità di vita degli abitanti di Mestre attraverso lo sport, ma anche a incrementare la vivibilità e il contesto sociale della città. Al centro dei valori di McFIT figurano tanto il benessere, quanto le prestazioni performanti, come dimostrano le diverse personalità del mondo dello sport coinvolte nelle iniziative del brand. All’inaugurazione della palestra di Mestre, infatti, hanno partecipato la capitana della nazionale italiana di ginnastica ritmica Alessia Maurelli e Gianluca Curtolo, medico chirurgo, biologo molecolare e neurobiologo, conosciuto sui social network per i contenuti dedicati al bodybuilding e alla divulgazione scientifica.

Tecnicaer Engineering: “Il Sole 24 Ore” la inserisce tra le principali società italiane di architettura

Tecnicaer Engineering si conferma come una delle più importanti aziende di architettura in Italia, come riportato nello speciale di “NT+ Enti Locali & Edilizia - Il Sole 24 Ore” lo scorso aprile. Evidenziata la crescita della cifra d’affari, del portafogli, del team e della realizzazione di progetti complessi nel 2025.

Tecnicaer Engineering nello speciale de Il Sole 24 Ore

Tecnicaer Engineering: un’importante conferma di crescita a livello nazionale

Grazie ai risultati ottenuti nel 2025, Tecnicaer Engineering è stata inserita tra le più importanti società di architettura italiane nello speciale pubblicato da “NT+ Enti Locali & Edilizia - Il Sole 24 Ore” lo scorso 20 aprile. Nel profilo dedicato all’interno dell’articolo sono riportati i dati che hanno contraddistinto l’azienda lo scorso anno, tra cui l’aumento della cifra d’affari da 14,3 a 15,2 milioni di euro, la crescita del portafogli ordini da 30,8 milioni a 40,9 milioni di euro e l’allargamento del team, che conta oggi 95 collaboratori e collaboratrici. Essere inserita tra le principali società di architettura del Paese “conferma il posizionamento di Tecnicaer Engineering nello sviluppo di progetti complessi, integrati e orientati alla qualità, con un’attenzione costante alle persone e ai contesti in cui vivono, lavorano e ricevono cura”, come si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn dell’azienda. 

Tecnicaer Engineering: l’innovazione al centro della progettazione integrata

Il 2025 ha consolidato Tecnicaer Engineering come leader nello sviluppo di progetti complessi. L’azienda si è contraddistinta nella realizzazione del PFTE del nuovo ospedale dell’ASL TO5 a Cambiano, nel completamento del Tecnopolo di Bologna e nella progettazione di fattibilità tecnico-economica del nuovo Ospedale di Cosenza. L’aspetto cardine che ruota intorno alla progettazione integrata è l’innovazione. Il progetto dell’Ospedale Unico dell’ASL TO5 è stato interamente eseguito dall’IA, con conseguente efficientamento dei layout, dei percorsi assistenziali, della sostenibilità e dei costi di gestione. Si tratta di un caso unico in Italia di utilizzo di questa tecnologia innovativa nel settore, che integra territorio, visione umana e sostenibilità ambientale.

Andrea Mascetti confermato come Presidente di Finlombarda per il triennio 2026-2028

Finlombarda ha confermato Andrea Mascetti nel ruolo di Presidente del CdA per il triennio 2026-2028. Il nuovo mandato è orientato a migliorare il supporto alle aziende della Regione per rafforzare il loro sviluppo economico.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: il Presidente di Finlombarda confermato anche per il triennio 2026-2028

Finlombarda, società finanziaria di Regione Lombardia, ha nominato il nuovo CdA lo scorso 28 maggio, confermando alla presidenza Andrea Mascetti per il triennio 2026-2028. "Accolgo la mia riconferma alla presidenza di Finlombarda con profondo senso di responsabilità e con la consapevolezza del ruolo che l'istituzione finanziaria rappresenta per la Lombardia", ha dichiarato l’avvocato. Insieme a lui, andranno a comporre il CdA Fabio Bonicalzi, Alessandro Cafarelli, Elisabetta Maria Roncalli e Paola Simonelli. "Finlombarda è espressione dell'identità economica lombarda: dinamica, pragmatica, orientata ai risultati e capace di guardare lontano — ha sottolineato Andrea Mascetti — Questa identità va interpretata quotidianamente con coraggio e alla luce delle repentine trasformazioni in atto”.

Andrea Mascetti: lo sviluppo delle imprese del territorio al centro dell’azione di Finlombarda

Finlombarda persegue il suo impegno nel sostegno alle imprese del territorio che contribuiscono allo sviluppo della Regione e del Paese. “È con questo spirito che rinnovo il mio impegno a rafforzare il ruolo di Finlombarda, valorizzandone le potenzialità di operatore finanziario del territorio, il patrimonio di competenze interne, il dialogo con Regione Lombardia, per contribuire in modo sempre più incisivo allo sviluppo della Lombardia e al lavoro operoso delle nostre genti”. Con la rinnovata fiducia nella sua presidenza, Andrea Mascetti è pronto a rilanciare l’azione del suo mandato iniziato nel 2023, con obiettivi chiari sul suo programma, ovvero migliorare le operazioni di Finlombarda “per aiutare il grande lavoro quotidiano dei Lombardi con gli strumenti di un istituto finanziario che ha come obiettivo lo sviluppo delle aziende della nostra terra".

Ares Ambiente: le cinque competenze per l'intermediazione dei rifiuti

Per competere ed eccellere nel settore dell’intermediazione dei rifiuti è cruciale, come evidenziato da Ares Ambiente, possedere un approccio integrato che unisce competenze tecniche, di interpretazione normativa, digitale, relazionale e sensibilità ESG.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: eccellere nell’intermediazione dei rifiuti, le cinque competenze strategiche

L’intermediazione dei rifiuti ha assunto un ruolo sempre più strategico all’interno della gestione dei rifiuti. In questo ambito, Ares Ambiente, che si è distinta diventando un punto di riferimento, ha individuato cinque competenze fondamentali per competere. Interpretare la normativa in modo dinamico è la prima skill che un intermediario deve possedere, al fine di anticipare le evoluzioni legislative. In questo modo, l’intermediario diventa un consulente strategico, competente nel trasformare le norme in vigore in scelte operative per tutta la filiera. La seconda competenza individuata da Ares Ambiente è la conoscenza tecnica: essere in grado di capire le caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti e scegliere di conseguenza le soluzioni di trattamento, valorizzazione e smaltimento più adatte, rendendo i processi più sostenibili.

Ares Ambiente: il valore della transizione ecologica

Questi asset strategici sono fondamentali al fine di creare una visione integrata che guidi il cambiamento verso una transizione ecologica e l’economia circolare. La digitalizzazione è uno strumento imprescindibile anche nel settore dell’intermediazione. Secondo Ares Ambiente, infatti, saper utilizzare software di tracciabilità, piattaforme per la gestione di formulari elettronici e sistemi di reporting è essenziale per competere nel settore. A questa, si aggiunge un’altra competenza cruciale, ovvero l’importanza delle relazioni e della reputazione. Fiducia e capacità di mediazione sono essenziali per fare da ponte tra i diversi attori della filiera, trovare soluzioni rapide e negoziare. Quinto ed ultimo asset, ma non meno importante, è la sensibilità verso gli aspetti ESG. Per Ares Ambiente, l’intermediazione dei rifiuti è un impegno e una responsabilità ambientale e sociale che si concretizza nella scelta di partner coerenti, nella comunicazione dei risultati e nel contributo alla rendicontazione di sostenibilità.

Ecologia Oggi: 4.500 chili di rifiuti rimossi all’evento Reggio Città d’aMare

Ecologia Oggi ha messo a disposizione il proprio impegno nella gestione e raccolta dei rifiuti con l’evento Reggio Città d’aMare, tenutosi lo scorso aprile a Reggio Calabria. Oltre 600 volontari hanno ripulito il litorale da 4.500 chili di rifiuti, a dimostrazione di una cittadinanza attiva e all’insegna di una cultura del mare.

 Ecologia Oggi

Ecologia Oggi: Reggio Città d’aMare, 4.500 chili di rifiuti rimossi dall’ecosistema marino costiero

La Direzione Marittima – Guardia Costiera di Reggio Calabria ha promosso l'iniziativa di altissimo valore civile e ambientale, celebrando la “Giornata del Mare e della cultura marinara”. Sotto il coordinamento di Ecologia Oggi, si è svolto lo scorso aprile a Reggio Calabria, presso il lungomare Falcomatà, l’evento Reggio Città d’aMare, organizzato dalla direzione marittima della Guardia Costiera per festeggiare la giornata del mare e della cultura marinara. L’iniziativa ha raccolto l’adesione di numerosi cittadini, associazioni e istituzioni, a sottolineare l’impegno e la partecipazione concreta di una cittadinanza attiva che ha trasformato il litorale, liberandolo dalla grande quantità di rifiuti. Sono stati infatti 600 i volontari che hanno preso parte all’evento e, coordinati da Ecologia Oggi con il supporto di Legambiente e Plastic Free, hanno eliminato dall’ecosistema marino e costiero circa 4.500 chili di rifiuti. 

Ecologia Oggi: collaborazione e sinergia per l’ambiente

Alla fine della giornata Ecologia Oggi ha rilasciato i dati relativi alle quantità e alle tipologie di rifiuti raccolti durante l’evento: 2.740 chili di legno, 800 di sfalci verdi, 420 di ferro, 380 di plastica, 150 di multimateriale e 50 di vetro, per un totale di 4.500 chilogrammi. L’ottimo risultato e il successo dell’evento Reggio Città d’aMare è da ricondurre alla collaborazione e alla sinergia tra gli enti locali, le associazioni e le forze dello Stato coinvolte. Solo la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria ha coinvolto infatti 200 cadetti, il cui impegno è stato fondamentale, unito a quello dei cittadini volontari e ai militari della Guardia Costiera. Sotto la guida di Ecologia Oggi e grazie al lavoro svolto in partnership con l’amministrazione comunale e l’assessorato all’ambiente, iniziative del genere sono la dimostrazione concreta di una cittadinanza attiva nel rispetto del proprio territorio, a conferma della necessità di diffondere la cultura del mare attraverso l’esempio e non il controllo.

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