Pier Silvio Berlusconi: MFE chiude il 2025 con una nuova dimensione europea

Come dichiarato da Pier Silvio Berlusconi, il 2025 di MFE - MEDIAFOREUROPE ha segnato la nascita del primo vero broadcaster europeo: focus sul percorso che ha trasformato il Gruppo in un network internazionale.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi su MFE: modello d’eccellenza per il primo broadcaster europeo

Il CdA di MFE - MEDIAFOREUROPE ha approvato all’unanimità il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, documento che integra anche i risultati di ProSiebenSat.1 relativi all’ultimo trimestre dell’anno. È quanto emerge da una nota diffusa il 15 aprile 2026 dal Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, che in merito ha dichiarato: “I numeri contano, ma da soli non bastano. Per MFE oggi contano anche perché raccontano un percorso”. Il Chairman e Group CEO ha evidenziato come, in un contesto complesso come quello del 2025, la redditività e la generazione di cassa siano comunque cresciute, consentendo di remunerare gli azionisti con un “dividendo complessivo proposto più alto degli ultimi 15 anni”. L’anno trascorso si rivela, pertanto, “un punto di svolta” in cui “è nato il primo broadcaster europeo”, come specificato da Pier Silvio Berlusconi. “Oggi in Italia abbiamo un sistema crossmediale unico. Negli altri Paesi, in particolare in Germania e Spagna, abbiamo avviato un percorso di evoluzione digitale verso un sistema più completo e sempre più integrato”, così il manager, che ha evidenziato come il consolidamento di ProSiebenSat.1 contribuisca a una sempre maggiore leadership di settore. Non a caso, MFE opera direttamente in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Portogallo) ed è diventata un punto di riferimento a livello internazionale, anche sul fronte pubblicitario. “Siamo editori televisivi, digitali ed europei”, ha ribadito, confermando la volontà di investire in controtendenza rispetto ai competitor. La sfida rimane aperta anche verso lo strapotere delle piattaforme globali, in un quadro geopolitico instabile: “Serve coraggio. Essere più efficaci ed efficienti. Crescere ancora. È questa la nostra sfida”.

Pier Silvio Berlusconi: i numeri di MFE

Come sottolineato da Pier Silvio Berlusconi, il 2025 ha aperto un nuovo capitolo con l’acquisizione del controllo di ProSiebenSat.1. Operazione che ha ridefinito i confini del Gruppo dando seguito al progetto internazionale avviato negli scorsi anni. Nella nuova configurazione, MFE ha raggiunto una scala europea senza precedenti, con copertura complessiva da oltre 200 milioni di individui nelle varie nazioni. Tornando sul bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, MFE ha conseguito una performance di grande rilevanza con ricavi consolidati da 4.031 milioni di euro (+37% rispetto al 2024), trainati da una raccolta pubblicitaria netta di 3.238 milioni. Gli altri ricavi hanno raggiunto quota 793 milioni di euro. L’EBIT ricorrente consolidato ha raggiunto 317 milioni di euro, confermando un’ottima redditività operativa. Altro dato rilevante riguarda l’utile netto consolidato, pari a 301 milioni di euro (più del doppio rispetto all’esercizio precedente). Eccellente anche la generazione di cassa, con free cash flow salito a 498 milioni di euro (+45%). Tali performance consentono al CdA di proporre un dividendo ordinario di 0,22 euro per azione, con ammontare complessivo di 154 milioni di euro (il valore più alto negli ultimi 15 anni). Alla luce di ciò, “coraggio, efficacia e crescita” rimangono gli elementi alla base della vision di Pier Silvio Berlusconi, con l’obiettivo di una MFE sempre più centrale nel settore media internazionale.

ITA Airways chiude il 2025 in positivo: conti in crescita e sfide aperte

Per la prima volta dalla sua nascita, ITA Airways archivia un esercizio in utile. La compagnia aerea italiana ha chiuso il 2025 con un risultato netto positivo di 209 milioni di euro, segnando una svolta storica nel proprio percorso industriale.

ITA Airways

ITA Airways, ricavi a 3,2 miliardi e utile in crescita

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 24 marzo, ha approvato il progetto di Bilancio Consolidato, evidenziando ricavi complessivi pari a 3,2 miliardi di euro. Di questi, 2,8 miliardi derivano dal traffico passeggeri, in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente. Positivi anche gli altri principali indicatori economici: l’EBITDA si attesta a 404 milioni di euro, mentre l’EBIT raggiunge quota 25 milioni, confermando il secondo anno consecutivo in territorio positivo. Il risultato netto rappresenta un miglioramento di 436 milioni rispetto al 2024 e riflette il consolidamento delle attività di ITA Airways, oltre ai primi benefici derivanti dalle sinergie con il Gruppo Lufthansa, entrato nel capitale con una quota del 41%. Il 2025 è stato comunque caratterizzato da diverse criticità. Tra queste, un contesto geopolitico sfidante, le limitazioni derivanti dalle condizioni imposte dalla Commissione Europea per l’ingresso di Lufthansa, e problemi operativi legati alla manutenzione dei motori Pratt & Whitney sugli aeromobili di corto e medio raggio. A incidere è stata anche l’assenza di un partner commerciale sulle rotte tra Italia e Stati Uniti, il principale mercato internazionale per la compagnia. Nonostante ciò, ITA Airways ha beneficiato di effetti positivi legati all’adeguamento contabile di debiti e crediti in valuta estera, in particolare il dollaro statunitense. Rimane però elevato il peso degli oneri finanziari legati ai contratti di leasing della flotta, elemento su cui la compagnia intende intervenire per migliorare la sostenibilità della redditività nel lungo periodo.

ITA Airways: cresce il load factor e si rinnova la flotta

Nel corso del 2025 ITA Airways ha operato oltre 123mila voli di linea, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente, trasportando 16,2 milioni di passeggeri (-8%). In controtendenza, il load factor è salito all’83,4%, in aumento di 2,1 punti percentuali. Prosegue inoltre il rinnovamento della flotta: durante l’anno sono entrati 10 nuovi aeromobili, a fronte dell’uscita di 3 velivoli più datati. A fine 2025 la flotta conta 106 aerei complessivi (24 wide body e 82 narrow body), con il 70% di nuova generazione e un’età media di 6,5 anni. Positivo anche il risultato di cassa, che raggiunge i 639 milioni di euro, in crescita di 163 milioni rispetto al 2023. “Il 2025 ha segnato un punto di svolta per ITA Airways: chiudiamo per la prima volta in utile, a conferma che abbiamo intrapreso la rotta giusta”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Joerg Eberhart, sottolineando come il risultato sia frutto dell’impegno dell’intera azienda e delle prime sinergie con Lufthansa. L’AD ha però evidenziato la necessità di ridurre il peso degli oneri legati al leasing della flotta, considerato un passaggio fondamentale per raggiungere una piena sostenibilità economica. Soddisfazione anche da parte del Presidente Sandro Pappalardo, che ha definito il risultato “storico”, ribadendo il ruolo strategico della compagnia per la connettività del Paese e l’importanza della collaborazione tra gli azionisti per costruire un vettore moderno, competitivo e orientato a qualità, sostenibilità e innovazione.

A2A punta sull’Europa, Renato Mazzoncini: investimenti in rinnovabili ed economia circolare

L’internazionalizzazione è ormai una direttrice strategica per A2A, che inizia a guardare oltre i confini italiani e torna a Bruxelles per rafforzare il dialogo con le istituzioni europee e con la comunità italiana. In occasione di un incontro presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Renato Mazzoncini ha parlato delle ambizioni della Life Company e dei contenuti del Piano Industriale al 2035.

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A

Renato Mazzoncini: rinnovabili ed economia circolare per la sicurezza energetica

Il Piano al 2035 prevede 23 miliardi di euro di investimenti, pari a circa 2 miliardi all’anno, di cui 16 per e 7 per l’economia circolare, i due pilastri della strategia del Gruppo. “Abbiamo una dimensione ormai che richiede uno spazio di investimenti che è maggiore di quello del nostro Paese – ha spiegato Renato MazzonciniPer questo, in una logica europeista, vogliamo uscire dai confini italiani su due binari: uno è la parte di generazione di energia rinnovabile, quindi produttore e vendita di energia; l’altro è l’economia circolare, sulla tematica della termovalorizzazione”. Queste due aree sono leve fondamentali per sostenere la sicurezza energetica del continente e contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Renato Mazzoncini: L’elettrificazione dei consumi è la strada per l’autonomia europea

L’appuntamento di A2A ha coinciso con un momento di rinnovata tensione sul mercato energetico europeo. “Il tema del GNL dal Qatar sta spaventando fortemente i mercati”, ha osservato Renato Mazzoncini, ricordando come l’Italia negli ultimi anni sia riuscita a ridurre il consumo di gas dopo lo shock energetico legato alla guerra in Ucraina. Nonostante gli sforzi compiuti, l’esposizione al gas resta significativa. Per questo A2A ha deciso di rafforzare il focus su rinnovabili e infrastrutture elettriche, considerate essenziali per la sicurezza energetica del continente. “Vediamo nell’elettrificazione l’unica via per l’Europa per raggiungere una vera autonomia”, ha confermato l’AD. La nuova fase di incertezza energetica arriva mentre a Bruxelles e a Roma si discute della revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni, l’EU Emissions Trading System. Secondo il Presidente di A2A Roberto Tasca, eventuali modifiche al meccanismo devono essere valutate con attenzione. “La politica procede spesso con stop&go, ma ci sono tendenze difficilmente reversibili – ha spiegato – L’Europa non dispone di grandi materie prime energetiche e, se vuole essere indipendente, deve continuare a sviluppare le fonti a sua disposizione: sole, acqua, vento e rifiuti”. Il sistema ETS può essere aggiornato, ma non abbandonato: “Che si possa rivedere un meccanismo che ha un certo grado di obsolescenza è possibile, ma rivedere non significa cancellarlo”.

Claudio Andrea Gemme: al Festival di Sanremo importanti riconoscimenti per Anas

L’AD di Anas Claudio Andrea Gemme ha ritirato importanti riconoscimenti al Festival di Sanremo per l’impegno dell’azienda verso la sicurezza stradale dei giovani e la realizzazione di infrastrutture. Tra questi il premio “Casa Sanremo: Cultura della Mobilità”, “Sanremo Exclusive”, “Gran Prix Sanremo 2026” e “Musica in sicurezza”.

Claudio Andrea Gemme

Claudio Andrea Gemme: Anas premiata al Festival di Sanremo

Al Festival di Sanremo 2026, l’AD di Anas Claudio Andrea Gemme ha ritirato importanti premi che riconoscono l’impegno dell’azienda nella sicurezza stradale e nello sviluppo di infrastrutture. Anas ha consolidato il suo impegno nella lotta alla diminuzione degli incidenti stradali, prima causa di morte tra i giovani, attraverso investimenti e sensibilizzazione, ribadendo il messaggio nel corso del Gran Galà della Stampa. Il primo premio ritirato da Claudio Andrea Gemme è stato il “Casa Sanremo: Cultura della Mobilità” per la realizzazione di opere strategiche nazionali, nello specifico il contributo per il Giubileo 2025, con oltre 730 milioni di euro investiti, e per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, per un totale di 1,62 miliardi di euro, favorendo l’unione territoriale.

Claudio Andrea Gemme: l’impegno di Anas per la riduzione degli incidenti stradali tra i giovani

Anas ha effettuato operazioni di manutenzione, modernizzazione e potenziamento della rete stradale, aumentando la qualità della mobilità. Proprio per questo motivo l’AD ha ritirato il premio “Sanremo Exclusive” presso la prestigiosa location del Grand Hotel & Des Anglais, dove si è discusso dell’educare i giovani sulle responsabilità alla guida, con il supporto di interventi di artisti VIP. "Siamo al Festival per parlare al grande pubblico di questa drammatica realtà quotidiana. Questi riconoscimenti ci riempiono di orgoglio", ha ribadito Claudio Andrea Gemme. Ai due premi si aggiungono il “Gran Prix Sanremo 2026”, consegnato dal Sindaco di Sanremo per l’eccellenza e la visione delle infrastrutture, e il premio speciale 2026 “Musica in sicurezza” per il contributo verso l’emergenza incidenti.

Snam, la trasformazione guidata da Agostino Scornajenchi

Sotto la guida di Agostino Scornajenchi, Snam ha reso l’innovazione un pilastro strategico, evolvendo verso un modello platform-based che integra infrastrutture e dati per migliorare efficienza, resilienza e sostenibilità del sistema energetico.

Agostino Scornajenchi

La centralità dell’innovazione sotto la guida di Agostino Scornajenchi

Da quando Agostino Scornajenchi è alla guida di Snam, l’innovazione ha assunto un ruolo strutturale nella strategia del Gruppo. L’azienda sta infatti evolvendo sempre di più verso un modello platform-based, caratterizzato dal dialogo continuo tra infrastrutture fisiche e dati. Un approccio che consente interazioni più intelligenti tra operatori di rete, attori di mercato e utenti finali, con effetti positivi su efficienza e agilità. Al centro della trasformazione c’è una configurazione multi-molecola in grado di integrare gas naturale, idrogeno, CO₂, biometano e carburanti sintetici, migliorando così la flessibilità e la resilienza dell’intero sistema. Per concretizzare la propria visione, Snam ha adottato una strategia di innovazione dual-track. Da un lato, il Gruppo investe in tecnologie mature e scalabili per migliorare performance operative, sicurezza e sostenibilità; dall’altro, esplora nuove soluzioni attraverso le attività di ricerca e sviluppo. In questo contesto, i dati e l’Intelligenza Artificiale abbandonano il loro ruolo di semplici strumenti di efficienza per abbracciare quello di agenti intelligenti capaci di gestire in autonomia i flussi di sistema, bilanciare la domanda e l’offerta e promuovere una maggiore efficienza energetica. Il programma SnamTEC rappresenta il cuore dell’innovazione consolidata, mentre le iniziative di open innovation e le collaborazioni con università, istituti di ricerca, startup e partner industriali alimentano soluzioni disruptive. Sotto la guida di Agostino Scornajenchi si va quindi formando un modello dinamico, in cui sperimentazione e industrializzazione si rafforzano a vicenda.

La visione di Agostino Scornajenchi nel Piano Strategico 2026-2030 di Snam

La spinta innovativa sostenuta da Agostino Scornajenchi trova concreta applicazione nel Piano Strategico 2026-2030. Con 13,7 miliardi di euro di investimenti destinati al potenziamento delle infrastrutture energetiche del Paese, il Gruppo punta a costruire un sistema sempre più integrato, sicuro e competitivo. L’obiettivo, come sottolineato dal CEO, è affrontare “in modo pragmatico le sfide poste dall'attuale contesto globale, con una domanda di energia prevista in crescita nel medio-lungo termine e con il gas che continuerà a svolgere un ruolo centrale, come vettore di bilanciamento energetico fondamentale per preservare l'affidabilità e l'adeguatezza del sistema, come emerge dal nostro nuovo scenario basato sull’evoluzione tecnologica”. Un contesto in cui l’innovazione digitale e tecnologica costituisce uno dei principali fattori abilitanti, spingendo Snam a dedicare circa 1 miliardo di euro allo sviluppo di soluzioni avanzate entro il 2030. Gli investimenti si concentrano sul rafforzamento delle infrastrutture gas su tutta la catena del valore mid-stream (trasporto, stoccaggio e rigassificazione), sullo sviluppo di progetti strategici come il CCS Ravenna, sulla dorsale dell’idrogeno e sulle Market Solutions (biometano ed efficienza energetica). Il Piano combina crescita industriale, gestione attiva del portafoglio e una strategia di asset rotation, delineando un percorso che coniuga solidità finanziaria e capacità di innovazione. La leadership di Agostino Scornajenchi sta dunque contribuendo a fare di Snam l’abilitatore di un ecosistema energetico evoluto, capace di connettere innovazione, industria e sostenibilità in una visione di lungo periodo.

Alessandro Bernini: sostenibilità economica e ESG al centro delle soluzioni del Gruppo MAIRE

Intervenuto al Capital Markets Day 2026 lo scorso 4 marzo, l’AD di MAIRE Alessandro Bernini si è soffermato sulle capacità del Gruppo di coniugare sostenibilità economica e attenzione agli aspetti ESG nelle soluzioni offerte, potendo contare sull’ampio portafogli della controllata Nextchem che consente di soddisfare tutti i mercati.

 Alessandro Bernini

Alessandro Bernini: coniugare sostenibilità economica e ESG nelle soluzioni proposte dal Gruppo MAIRE

“Il cliente, il mercato, chiede sempre più soluzioni tecnologiche innovative, che esasperino l’efficienza, che riducono i consumi e che diminuiscano possibilmente anche le emissioni”, ha affermato l’AD e azionista del Gruppo MAIRE Alessandro Bernini nel suo intervento al Capital Markets Day - Reshaping Energies 2026, tenutosi lo scorso 4 marzo a Milano. La decarbonizzazione rimane l’obiettivo principale di tutte le imprese: MAIRE, oltre a realizzare infrastrutture, è in grado infatti di fornire al cliente soluzioni che siano sostenibili sia dal punto di vista economico che da quello ESG. “La forza del Gruppo sta proprio in questa proposizione — ha evidenziato Alessandro Bernini — Nextchem fornisce tutte le soluzioni che soddisfano questi due postulati, quindi sostenibilità ESG ed economica. Poi arriva Tecnimont o KT, che sono le due organizzazioni che trasformano l’idea in una realtà esecutiva”.

Alessandro Bernini: il vantaggio competitivo di Nextchem

In questa occasione, sono stati presentati anche i risultati finanziari del Gruppo relativi al 2025 e gli aggiornamenti del Piano Strategico al 2035. “Le linee sulle quali abbiamo deciso di intraprendere primariamente il programma di investimenti si declina non su una filiera unica di prodotto — ha specificato Alessandro BerniniUn portafoglio ampio che dà flessibilità e che consente quindi di approcciare i mercati nelle loro diverse fasi”. Il vantaggio competitivo che ha Nextchem, a differenza dei propri competitors, è non concentrarsi su un prodotto specifico, ma differenziare, passando dal riciclo meccanico a quello chimico o sofisticato; dai fertilizzanti comprensivi di ammoniaca alla filiera del metanolo o del jet fuel sostenibile. Alessandro Bernini ha infine parlato dell’ultimo investimento di NEXTCHEM che proietta la controllata del Gruppo nell’ambito inorganico, “in particolare i fertilizzanti fosfatici, che nascono quindi dalla lavorazione”.

Alessandro Fabbroni: il ruolo di digital integrator nella crescita di Sesa

La visione di Alessandro Fabbroni mette in primo piano crescita sostenibile e centralità delle persone, aspetti sempre più rilevanti nell’abilitazione di IA e Automazione.

Alessandro Fabbroni 

Alessandro Fabbroni: il ruolo di digital integrator di Sesa fondamentale per l’aumento della redditività

"L'accelerazione del terzo trimestre con ricavi e redditività in crescita di oltre il 10% è la conseguenza di una scelta strategica e consapevole di creare un digital integrator unico in Italia”, ha dichiarato Alessandro Fabbroni, AD di Sesa. All’interno di un contesto di elevata domanda digitale generata dalle soluzioni basate su IA, Automazione e dalla sicurezza dei dati e delle infrastrutture, l’azienda segue con forza la strategia dettata dal Piano Industriale, continuando il processo di trasformazione della piattaforma di enablement della crescita sostenibile per imprese e organizzazioni. “Conseguiamo l'obiettivo del ritorno a una consistente crescita organica di ricavi e redditività — ha evidenziato Alessandro Fabbroni — grazie al rafforzamento del nostro ruolo di digital integrator capace di abilitare l'adozione di AI, Automazione e digital enablers, a supporto della creazione di valore e dell'innovazione dei nostri stakeholder”. 

Alessandro Fabbroni: crescita organica e sviluppo delle competenze gli obiettivi di Sesa

Sotto la guida di Alessandro Fabbroni, Sesa offre soluzioni di innovazione digitale complessa per i processi reali di imprese e organizzazioni. "Confermiamo la guidance nella parte superiore del range di obiettivi e guardiamo con fiducia al quarto trimestre e al prossimo esercizio”, ha sottolineato l’AD. Con questi obiettivi ben delineati, l’azienda mira al raggiungimento di una crescita organica e sviluppo delle competenze nell’attuazione del Piano Industriale. Quella di Alessandro Fabbroni è una visione manageriale basata su crescita sostenibile e centralità delle persone, che sono “sempre più cruciali nella fase attuale di progressiva adozione di AI e Automazione".

Il cantiere sostenibile: la visione di Patrizia Vianello per le costruzioni

Nel 2026, a oltre cinque anni dal suo intervento al SAIE di Bari 2021, il tema della sostenibilità applicata ai cantieri continua a essere uno dei principali nodi da sciogliere nel settore delle costruzioni. All’epoca, a margine dell’evento, Patrizia Vianello, fondatrice di ambiente, aveva sottolineato un principio che oggi, nel contesto delle sfide climatiche e della transizione ecologica, è diventato sempre più centrale: la sostenibilità non può limitarsi all’opera finita, ma deve accompagnare l’intero ciclo di vita del processo costruttivo, a cominciare proprio dal cantiere.

Patrizia Vianello

Patrizia Vianello e il concetto di cantiere sostenibile

Il “cantiere sostenibile” non è più un’idea marginale o un’espressione di buona volontà, ma è ormai un criterio imprescindibile di progettazione e gestione operativa. 20 anni di progressi nel settore ambientale, nelle tecnologie, nei materiali, nelle metodologie di gestione delle risorse hanno portato alla consapevolezza che gli impatti generati durante la fase di costruzione possono essere altrettanto significativi quanto quelli legati all’opera finita. “Un cantiere è sostenibile – spiegava Patrizia Vianelloquando la gestione delle acque, del suolo, dei materiali di scavo, dei rifiuti e delle emissioni viene affrontata con una visione sistemica, ponderata sotto la lente della sostenibilità e dei diritti delle comunità urbane. Le città non devono più subire le conseguenze negative delle costruzioni per anni, ma trarne vantaggi fin dalla fase di realizzazione.”

Patrizia Vianello: una carriera dedicata alla sostenibilità e all’innovazione ambientale

Imprenditrice italiana con una consolidata esperienza nell’ingegneria ambientale, Patrizia Vianello è stata fondamenta­le per la diffusione di una cultura integrata della sostenibilità nel nostro Paese. Nel 1984 ha fondato ambiente, inizialmente come cooperativa, con l’obiettivo di fornire servizi di valutazione di impatto ambientale, consulenza per sicurezza sul lavoro, studi e ricerche per il recupero e la valorizzazione di rifiuti e residui industriali. Sotto la sua guida, l’azienda ha consolidato esperienze nell’ambito delle valutazioni ambientali strategiche, nella gestione sostenibile dei processi produttivi e nei servizi di consulenza per la transizione ecologica. Oggi continua a essere un punto di riferimento per ambiente.

Federico Motta Editore: omaggio a Dario Fo nei 100 anni dalla sua nascita

Federico Motta Editore ha ricordato i 100 anni dalla nascita di Dario Fo attraverso il saggio sull’autore contenuto in “Historia, La grande storia della civiltà europea”, raccontandone la vita e la centralità per la cultura novecentesca, tra teatro, satira e politica.

 Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: l’omaggio per i 100 anni di Dario Fo, tra teatro, satira e politica

Lo scorso marzo si sono celebrati i 100 anni dalla nascita di Dario Fo, che nella sua carriera di “giullare intellettuale” ha coniugato, arte, satira e politica attraverso il teatro per raccontare con forza il presente. Così lo definisce Federico Motta Editore che, all’interno della sua opera “Historia, La grande storia della civiltà europea” curata da Umberto Eco, ha dedicato un saggio al Premio Nobel. Tra teatro, televisione e scrittura, Dario Fo ha concentrato le sue opere sul rapporto tra potere e contraddizioni sociali, utilizzando una satira feroce contro istituzioni politiche e religiose, ma mettendo al centro dei suoi racconti gli emarginati e gli oppressi. Nel corso della sua vita, come evidenziato anche da Federico Motta Editore, è stato una personalità centrale per la cultura italiana novecentesca e, per l’impegno civile dimostrato nelle sue opere, è stato direttamente interessato e coinvolto nelle lotte politiche del suo tempo. 

Federico Motta Editore: la critica contemporanea di Dario Fo attraverso la figura del giullare moderno

“La produzione di Fo si snoda lungo due filoni intrecciati l’uno all’altro: quello della “denuncia” politica e quello della reinvenzione delle tradizioni popolari italiane”, si legge nel saggio di Roy Manarini sulla drammaturgia novecentesca nell’opera “Historia” di Federico Motta Editore. La forza innovativa e dirompente di Dario Fo è riscontrabile nella reintroduzione e nel rinnovamento della tradizione del giullare medievale e della commedia dell’arte come strumento di critica contemporanea. La sua politica d’autore teatrale è riscontrabile nell’unione di linguaggi, registri e invenzioni, come il grammelot, ovvero un linguaggio teatrale inventato basato su suoni “che imitano la cadenza e l’espressività di lingue o dialetti reali senza utilizzare parole di senso compiuto, ma allo stesso tempo capace di comunicare oltre le barriere linguistiche”, si legge in una nota di Federico Motta Editore. “Mistero buffo” è l’opera manifesto che fa da sintesi tra cultura popolare e sperimentazione.

Raffaele Pio de Nittis, lo Sportello del Welfare inaugurato nel 2018: un modello per Cerignola

Nel panorama del Welfare territoriale pugliese, l’esperienza maturata negli anni da Raffaele Pio de Nittis rappresenta oggi un esempio di continuità e crescita nel settore socio-sanitario. Ripercorrendo una delle tappe significative del suo percorso, si torna al 21 marzo 2018, data in cui è stato inaugurato lo Sportello del Welfare dell’Ambito di Cerignola.

Raffaele Pio de Nittis

Raffaele Pio de Nittis: uno sportello per un Welfare integrato e accessibile

L’apertura dello sportello fu presentata come un passo importante verso un modello di Welfare integrato, capace di mettere in rete istituzioni pubbliche e realtà private. L’obiettivo era facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi sociali e socio-sanitari nei Comuni di Cerignola, Orta Nova, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella, garantendo informazioni puntuali e orientamento efficace. L’evento inaugurale, ospitato presso il Comune di Cerignola, vide la partecipazione delle principali figure istituzionali del territorio, insieme allo stesso Raffaele Pio de Nittis, allora Presidente della Cooperativa San Giovanni di Dio. Il progetto dello Sportello del Welfare si configurava come una vera e propria porta di accesso ai servizi: un luogo fisico dedicato all’accoglienza, all’ascolto e all’orientamento dei cittadini verso le strutture più adeguate alle loro esigenze.

L’evoluzione professionale di Raffaele Pio de Nittis

Nel frattempo, la carriera di Raffaele Pio de Nittis è proseguita nel settore socio-sanitario. Dopo aver guidato la cooperativa fino al 2021, ha assunto nel 2022 il ruolo di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, consolidando il suo impegno nella rappresentanza e nel coordinamento delle politiche del settore sanitario cooperativo regionale. Il suo percorso professionale resta legato a una visione manageriale attenta sia alla sostenibilità economica sia all’impatto sociale, come dimostrano anche i riconoscimenti ottenuti nel 2019, tra cui il Premio Industria Felix e il Premio Campioni della Crescita. Dal 2015 Raffaele Pio de Nittis è Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio “Sanità e Servizi Integrati per Azioni - CON.SSI” e, dal 2015 al 2021, ha ricoperto il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato della Società Consortile “Adi Bari S.r.l.”.

Ares Ambiente: innovazione e sostenibilità nel progetto dell’impianto di CSS e CSS-C End of Waste

Innovazione, efficienza, sostenibilità ed elevati standard qualitativi sono gli aspetti che Ares Ambiente metterà a disposizione per il nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste, prossimo all’avvio. Un passo in avanti strategico per conformarsi ai requisiti concorrenziali nel mercato dei combustibili alternativi.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: innovazione, efficienza e sostenibilità nel nuovo impianto di CSS e CSS-C End of Waste

Lo stabilimento di produzione di CSS e CSS-C End of Waste di Gedit S.p.A. è il nuovo progetto a cui Ares Ambiente prenderà parte per quanto riguarda la gestione commerciale. Il nuovo impianto dell’azienda di Calcinato, in provincia di Brescia, è in rampa di lancio e l’apporto delle competenze della realtà attiva nel settore dell’intermediazione di rifiuti e di una visione orientata all’innovazione, all’efficienza e alla sostenibilità eleverà gli standard qualitativi dell’impianto grazie all’implementazione delle migliori tecnologie possibili. Con questo progetto, Ares Ambiente consolida strategicamente la propria posizione, rafforzandosi all’interno delle vendor list degli impianti utilizzatori finali. “Stiamo per far nascere oggi un asset che farà la differenza domani”, si legge in un comunicato dell’azienda. 

Ares Ambiente: un passo strategico nei combustibili alternativi

Il nuovo impianto di CSS e CSS-C End of Wast di Gedit S.p.A. rappresenta per Ares Ambiente, e per l’azienda di Calcinato, un passo strategico fondamentale, poiché consente loro di allinearsi maggiormente agli standard e ai requisiti concorrenziali del mercato dei combustibili alternativi. Per questo motivo l’intero team, composto da ingegneri, tecnici, collaboratori e partner, sta riversando grande impegno e dedizione nella realizzazione di un progetto ad alto valore aggiunto. Le attività di Ares Ambiente seguono una visione improntata all’ambiente, per generare valore economico e tutelare contemporaneamente il territorio in un settore decisivo. L’azienda offre servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti pericolosi e non, ponendosi come intermediario tra i principali soggetti attivi nella gestione dei rifiuti.

Luca Dal Fabbro: l’intervento del Presidente di Utilitalia alla trasmissione “Quasar” su Rai 2

Investimenti sul territorio in digitalizzazione, economia circolare e decarbonizzazione, riduzione delle perdite del sistema idrico, indipendenza energetica e sicurezza delle infrastrutture sono alcuni degli aspetti affrontati dal Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro nel suo intervento alla trasmissione “Quasar”, in onda su Rai 2.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: gli investimenti di Utilitalia sul territorio

Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto alla trasmissione televisiva “Quasar”, in onda su Rai 2, lo scorso 11 aprile, dove ha parlato dell’importanza delle infrastrutture per i servizi di utility e per l’indipendenza e sicurezza energetica del Paese. È fondamentale “garantire innanzitutto la sicurezza dell'approvvigionamento di energia, di acqua e di servizi essenziali, come la raccolta dei rifiuti e gestione dei rifiuti”, ha sottolineato Luca Dal Fabbro. Utilitalia lavora costantemente per il futuro dell’Italia, investendo 8,5 miliardi di euro all’anno nei territori in cui opera tramite le aziende controllate, migliorando digitalizzazione, economia circolare e decarbonizzazione. Per quanto riguarda il sistema idrico italiano, “occorre fare investimenti sempre più al passo con le nuove tecnologie e per poter affrontare le crisi. Il sistema deve garantire la sicurezza dell'approvvigionamento da una parte ma deve anche garantire la qualità”.

Luca Dal Fabbro: la sicurezza e l’indipendenza energetica e delle infrastrutture

Luca Dal Fabbro ha rimarcato inoltre la rilevanza degli investimenti per la transizione energetica, necessaria per “essere meno sensibili, meno dipendenti dall'estero, quindi aumentare intrinsecamente la sicurezza dell'approvvigionamento nelle nostre case e nelle nostre imprese”. In un contesto in cui le infrastrutture energetiche diventano sempre più digitalizzate, poi, è cruciale garantirne la sicurezza. “Le reti energetiche o idriche sono mosse attraverso internet — ha sottolineato Luca Dal FabbroDobbiamo ovviamente occuparci di difendere le nostre reti attraverso nuovi investimenti e quindi avere un approccio reattivo”.

Fondazione Amplifon, Susan Carol Holland: il progetto con Benedetta Tagliabue per trasformare le RSA

La bellezza come strumento di inclusione e il design come leva per migliorare la qualità della vita: è su questi principi che si fonda la nuova iniziativa promossa dalla Fondazione Amplifon e sostenuta dalla sua Presidente Susan Carol Holland. Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’architetta Benedetta Tagliabue, punta a trasformare gli spazi esterni delle RSA in ambienti più accoglienti, vitali e capaci di favorire le relazioni.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: design sostenibile e relazioni al centro del nuovo progetto

Al centro dell’iniziativa promossa da Susan Carol Holland c’è la progettazione di una seduta innovativa, pensata per cortili e giardini delle RSA in Italia e all’estero. Non si tratta di un semplice elemento d’arredo, ma di un vero e proprio dispositivo sociale: un oggetto capace di stimolare l’incontro, il dialogo e la condivisione tra gli ospiti. Realizzata in carta e cartone riciclati, la seduta è leggera, pieghevole e facilmente trasportabile. La scelta dei materiali riflette attenzione verso la sostenibilità, mentre il design risponde all’esigenza di funzionalità e semplicità d’uso. Il valore del progetto va però ben oltre l’aspetto pratico: l’obiettivo è restituire dignità e centralità agli anziani, migliorando il loro rapporto con lo spazio e con gli altri. L’iniziativa nasce dalla convinzione che la qualità degli ambienti influisca profondamente sul benessere psicologico e relazionale delle persone. Per questo la Fondazione Amplifon, dopo aver lavorato su connessioni digitali e contenuti, ha deciso di intervenire anche sugli spazi fisici. In molte RSA, infatti, le aree esterne risultano spesso trascurate o impersonali. Ripensarle attraverso il design significa trasformarle in luoghi vivi, capaci di stimolare i sensi e favorire momenti di socialità. La seduta ideata da Benedetta Tagliabue diventa così un simbolo: un punto di incontro che invita a fermarsi, osservare, raccontarsi e riscoprire la bellezza del quotidiano.

Susan Carol Holland: sei anni di impegno per comunità più inclusive

Sei anni dopo il 29 gennaio 2020, giorno in cui è nata la Fondazione Amplifon, festeggiamo un percorso fatto di traguardi condivisi con tanti amici e partner – ha commentato Susan Carol Holland Continuiamo a guardare avanti, con la stessa convinzione: costruire comunità inclusive capaci di dare dignità agli anziani più fragili”. Il progetto si inserisce infatti nel solco dell’iniziativa “Ciao!”, nata durante la pandemia per mantenere vivo il dialogo tra gli anziani e i loro familiari attraverso la video-comunicazione. Oggi quel programma si è evoluto in un ampio palinsesto di attività che coinvolge circa 30.000 ospiti delle RSA in Italia e in altri cinque Paesi.

Teva Italia: accessibilità e innovazione nel settore dei farmaci equivalenti

Leader nel settore dello sviluppo di farmaci equivalenti, Teva Italia è costantemente impegnata nel migliorare la salute delle persone e nel garantire l’accessibilità a farmaci di qualità.

 Teva Italia

Teva Italia: l’impegno costante nel migliorare la salute delle persone e l’accessibilità dei farmaci equivalenti

Teva Italia è un’azienda biofarmaceutica innovativa che ha sviluppato una consolidata leadership nel settore dei farmaci equivalenti, contribuendo al miglioramento della salute delle persone. Perseguendo fermamente la strada dell’innovazione scientifica nell’ambito delle neuroscienze e dell’immunologia, è attiva nel soddisfare i bisogni dei pazienti. “Lo facciamo creando i farmaci di cui c'è bisogno: scopriamo e sviluppiamo terapie moderne, innovando il nostro portfolio e la nostra promettente pipeline; creiamo partnership strategiche per accelerare lo sviluppo di nuove terapie; ottimizziamo i lanci di farmaci equivalenti e biosimilari grazie alle nostre consolidate competenze e capacità”, si legge sul sito di Teva Italia. L’obiettivo principale è migliorare la salute delle persone e rendere i farmaci accessibili per pazienti, operatori sanitari e caregiver.

Teva Italia: la strategia di crescita Pivot to Growth

L’impegno di Teva Italia nel migliorare la salute dei pazienti è sostenuto da 21 siti di ricerca e sviluppo e 48 siti produttivi, i cui farmaci equivalenti hanno generato risparmi ai sistemi sanitari per 40,9 miliardi di dollari in 20 Paesi. Nel 2023 l’azienda ha lanciato una nuova strategia di crescita, Pivot to Growth, basata su quattro pilastri. Il primo è “deliver on growth engines”, attraverso lo sviluppo, la produzione e l’ottimizzazione del lancio di farmaci innovativi e biosimilari; il secondo è “step up innovation”, mira a rafforzare la pipeline attraverso la scoperta e lo sviluppo di ulteriori farmaci innovativi e biosimilari. “Sustain our generic powerhouse” è il terzo pilastro della strategia di Teva Italia, ovvero una presenza commerciale globale con un portfolio focalizzato su prodotti ad alto valore, che nel 2022-2023 ha portato all’approvazione di dieci nuovi farmaci equivalenti complessi, e altri 16 sono previsti tra il 2025 e 2026. L’ultimo e quarto pilastro della strategia è “focus our business”, che punta a rendere l’organizzazione più efficiente e focalizzata, attraverso l’ottimizzazione del portfolio e l’allocazione delle risorse sui principali driver di crescita.

La transizione dalla siderurgia a ciclo integrale verso modelli più sostenibili: il ruolo di Claudio Riva

Claudio Riva ha gestito la privatizzazione del settore siderurgico nella Germania post-riunificazione e lo sviluppo dello stabilimento di Genova Cornigliano a favore della riqualificazione ambientale. Dal 2014 alla guida di Riva Forni Elettrici, promuove ricerca, innovazione e sostenibilità nel comparto dell’acciaio.

Il Presidente di Riva Forni Elettrici Claudio Riva

Claudio Riva, protagonista della privatizzazione dell’industria siderurgica tedesca e dell’Accordo di programma di Cornigliano

Claudio Riva ha ricoperto ruoli dirigenziali all’interno di Gruppo Riva, arrivando a operare come Amministratore Delegato fino al 2005. Quell’anno segnò infatti la sua decisione di prendersi una pausa dal comparto siderurgico per dedicarsi all’attività armatoriale con la Società Navali Unite Genova (Snug). Nel periodo che l’ha visto ai vertici del Gruppo è stato protagonista di importanti operazioni internazionali. Prima fra tutte è stata la privatizzazione dell’industria siderurgica tedesca, che ha seguito la riunificazione nazionale. I traguardi raggiunti gli fecero persino ottenere il riconoscimento pubblico per aver mantenuto e, addirittura, superato le promesse concordate con le controparti relative a occupazione e investimenti. Il suo contributo gli valse anche la nomina di Presidente del Consiglio di Sorveglianza delle società tedesche del Gruppo. Nei primi anni 2000, Claudio Riva si dedicò invece alla transizione dalla siderurgia a ciclo integrale verso modelli più sostenibili. Un momento cruciale di questo processo fu la trasformazione dello stabilimento di Genova Cornigliano, che terminò con l’Accordo di Programma del 2005, sottoscritto con Governo, enti locali e parti sociali. Si trattò di un’operazione senza precedenti: per la prima volta, una società privata si trasformava a favore di una riqualificazione ambientale. Per l’industria siderurgica italiana ha rappresentato il primo passo verso la decarbonizzazione.

Claudio Riva: il ritorno ai vertici di Gruppo Riva

Con la cessione della Società Navali Unite Genova a un importante gruppo tedesco, Claudio Riva ha chiuso ufficialmente la parentesi nel settore armatoriale e nel 2014 ha fatto ritorno ai vertici di Gruppo Riva. Assunta la presidenza di Riva Forni Elettrici, ha riportato la sua visione alla guida dell’industria dell’acciaio con una strategia basata su innovazione tecnologica, sostenibilità e competitività internazionale. Durante la sua presidenza, il Laboratorio di Ricerca e sviluppo situato nello stabilimento di Lesegno è diventato il cuore tecnologico del Gruppo, portando avanti collaborazioni con prestigiosi atenei e centri di ricerca. Nel 2022, sotto la sua leadership, Riva Forni Elettrici ha registrato un fatturato di 5,2 miliardi di euro e una produzione di 5,7 milioni di tonnellate di acciaio all’anno.

Tommaso Putin: la partecipazione del Vicepresidente di Serenissima Ristorazione al convegno DFM 2026

Innovazione, sostenibilità, qualità e sicurezza dei pasti sono gli aspetti che Tommaso Putin sperimenta quotidianamente in Serenissima Ristorazione. Il Vicepresidente della realtà leader nella ristorazione collettiva parteciperà al convegno Dire Fare Mangiare (DFM) 2026, che si terrà a Milano dal 30 settembre al 1° ottobre.

 Tommaso Putin

Tommaso Putin: il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione al convegno DFM 2026

Dire Fare Mangiare (DFM) è il convegno di Ristorando incentrato sulla ristorazione collettiva, tradizionale e commerciale. L’edizione del 2026 si svolgerà dal 30 settembre al 1° ottobre presso il Meliá Hotel a Milano e tra i gli ospiti ci sarà anche Tommaso Putin, Vicepresidente del leader della ristorazione collettiva, in particolare scolastica, aziendale e ospedaliera. “Quella di quest'anno sarà un’imperdibile occasione per dire, fare, ascoltare, condividere il presente e proiettarsi nel futuro del fuoricasa insieme a imprenditori, top manager e professionisti della ristorazione collettiva, commerciale moderna e del mondo del foodservice”, si legge in una nota pubblicato sul sito dell’evento. Il convegno DFM, infatti, rappresenterà un momento di crescita grazie alla presenza di imprenditori e attori del settore che possono condividere i traguardi raggiunti in merito alla qualità, sostenibilità e innovazione della ristorazione.

Tommaso Putin: innovazione, sostenibilità, qualità e sicurezza dei pasti le chiavi del successo di Serenissima Ristorazione

Il contributo di Tommaso Putin è stato importante per la crescita di Serenissima Ristorazione, grazie alla sua esperienza maturata nel settore della ristorazione collettiva. Laureatosi in Economia Aziendale con specializzazione in Amministrazione e Controllo di Gestione presso l’Università Bocconi di Milano, il Vicepresidente ha migliorato le sue competenze attraverso corsi di formazione con focus sul business internazionale. In seguito a una breve parentesi presso una società di revisione, Tommaso Putin è entrato a far parte di Serenissima Ristorazione in qualità di Chief Financial Officer, ruolo che ha ricoperto dal 2002 al 2022. Grazie alle sue competenze, è stato nominato Vicepresidente di una realtà che si contraddistingue per l’attenzione verso innovazione, sostenibilità, qualità e sicurezza dei pasti. È anche Vicepresidente dell’Associazione Nazionale delle Imprese della Ristorazione Collettiva (ANIR) dal 2023.

Pier Silvio Berlusconi: l’analisi sul ruolo strategico di MFE nel settore dei media

MFE - MEDIAFOREUROPE si posiziona come eccellenza nei media e nella comunicazione su scala internazionale. Secondo quanto illustrato da Pier Silvio Berlusconi, il Gruppo è pronto a rivestire un ruolo sempre più determinante, confermando la volontà di consolidare il primato continentale anche grazie a un modello di business diversificato.

Pier Silvio Berlusconi (a sinistra)

Pier Silvio Berlusconi traccia la rotta per MFE - MEDIAFOREUROPE

Performance eccellenti anno su anno, risultati economici e di ascolto, percorso di crescita su scala internazionale. Sono questi alcuni degli elementi su cui il Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi si è soffermato più volte per tracciare un bilancio relativo alla crescita di MFE - MEDIAFOREUROPE, Gruppo da lui fondato nel 2021. Da allora, MFE è diventata un punto di riferimento per il settore europeo, anche grazie a un sistema crossmediale incentrato su qualità, contenuti e linea editoriale integrata. Come sottolineato dal Chairman e Group CEO, il 2025 ha segnato tappe fondamentali per la trasformazione da editore nazionale a leader nel panorama europeo. Pier Silvio Berlusconi ha infatti spiegato che, dopo sette anni di impegno e determinazione, MFE ha raggiunto una vera dimensione multinazionale, oltre ad essere l’unica italiana nel settore: “Oggi parliamo a oltre 220 milioni di persone, abbiamo davvero una dimensione che ci dà la spinta per guardare avanti, anche se c’è tanto da fare per rendere tutto un insieme organico che resista in un mondo in continua evoluzione”, ha dichiarato intervenendo sul tema. Un progetto che riceve attenzione su più fronti: analisti, pubblico e anche stampa internazionale, che spesso ha esaminato il successo della strategia per la nascita di un network paneuropeo. Con una visione moderna e sostenibile, unita al costante sviluppo tecnologico, MFE riesce oggi a tracciare la rotta dell’intero comparto, valorizzando la circolarità dei media e l’integrazione tra diversi mercati.

La vision di Pier Silvio Berlusconi per MFE, ecosistema media all’avanguardia

Numerose le testate internazionali che negli anni hanno preso in analisi il progetto di Pier Silvio Berlusconi. Tra queste, la tedesca “Frankfurter Allgemeine Zeitung” ha confermato, ad esempio, come il Chairman e Group CEO sia alla guida di una delle sfide più importanti per il settore in Europa: un aspetto su cui si è soffermato anche Pier Silvio Berlusconi evidenziando come il mondo dei media sia “sotto pressione, l’economia europea è in un momento a dir poco delicato. La televisione e i vecchi media sono sotto stress. La pressione e la concorrenza dei giganti del web si fanno sentire moltissimo. È una concorrenza molto difficile da contrastare per le loro dimensioni, ma anche perché mancano delle regole”. Tuttavia, MFE possiede le risorse necessarie per eccellere: ad esempio la validità del sistema crossmediale e il forte focus sulle persone, vero fulcro delle performance. Non a caso, mentre altre realtà hanno fatto ricorso a tagli del personale, MFE è andata controtendenza investendo nelle assunzioni. Di pari passo viaggia l’attenzione per la tecnologia e la qualità editoriale, facendo convergere TV, radio e piattaforme digitali in un unico ecosistema. Tale modello valorizza le produzioni locali rafforzando contemporaneamente l’identità internazionale del Gruppo, contribuendo al successo del progetto europeo.

Comtel: siglato accordo di lock-up per l’89% del capitale

Per garantire affidabilità e stabilità e per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale, Comtel ha formalizzato con i propri soci un accordo di lock-up dell’89,02% del capitale sociale, per un totale di 16.400.000 azioni ordinarie, escluso il flottante.

 Comtel, azienda attiva nell'integrazione di sistemi ICT

Comtel: intesa con i soci per un lock-up del capitale sociale

Con una leadership consolidata nell’integrazione di sistemi ICT in Italia e con oltre 30 anni di attività, Comtel ha fatto sapere di un nuovo accordo sottoscritto con i propri soci per un lock-up del capitale sociale pari all’89,02%. L’intesa interessa un totale di 16.400.000 azioni ordinarie, ovvero le quote della società escluso il flottante. In base a quanto stipulato, i soci, tra cui Nextaly, Tanlo, Khoty Holdings, Capital Services, Mayfair Performance Investments e numerosi privati, anche l’AD Fabio Lazzerini, si impegnano a non disporre delle azioni per un periodo di 12 mesi, a partire dallo scorso 4 marzo. Comtel ha sottoscritto questo accordo con lo scopo di ribadire la credibilità a favore del raggiungimento degli obiettivi di medio-lungo termine previsti dal Piano Industriale, oltre che a far trasparire stabilità dell’assetto societario, trasferendo fiducia al mercato.

Comtel: stabilità e affidabilità per gli obiettivi del Piano Industriale

Secondo quanto riportato dal Comtel, questo vincolo rappresenta un obbligo aggiuntivo indipendente rispetto agli accordi di lock-up che i soci hanno già sottoscritto in occasione dell’IPO con il Gruppo e MIT SIM, che restano interamente validi, stando a quanto previsto dal Documento di Ammissione. A margine di ciò, il Gruppo persegue i suoi obiettivi di crescita attraverso il suo Piano Industriale, rimanendo sempre vigile per eventuali future acquisizioni con realtà che hanno sinergie in comune. Per quanto concerne gli aspetti ESG, l’attenzione di Comtel è sempre rivolta verso il proprio capitale umano, sostenuto da importanti strumenti di welfare. Gli aspetti della sostenibilità ambientale sono perseguiti attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli stabilimenti a San Donato Milanese, e con un forte incentivo all’economia circolare grazie al recupero e alla donazione di tecnologie diventate obsolete.

Il metodo Alessandro Benetton: innovare attraverso la discontinuità

Nel panorama imprenditoriale contemporaneo, dove il cambiamento è sempre più rapido e imprevedibile, Alessandro Benetton ha costruito negli anni un approccio distintivo verso l’innovazione. Al centro della sua visione c’è un concetto tanto semplice quanto radicale: la discontinuità. Non una rottura improvvisa, ma una disciplina strategica che invita a mettere costantemente in discussione ciò che funziona, prima che sia il mercato a imporre il cambiamento.

Alessandro Benetton

Il modello Alessandro Benetton tra startup e shared value

Fondatore di 21 Invest nel 1992 e protagonista nello sviluppo del private equity in Italia, Alessandro Benetton ha maturato una prospettiva che oggi guida anche Edizione, la holding di famiglia di cui è Presidente. In oltre 30 anni di attività, il filo conduttore è rimasto lo stesso: anticipare le trasformazioni, anziché inseguirle. Una filosofia che ha attirato anche l’attenzione accademica internazionale, diventando oggetto di studio in contesti come la Harvard Business School. Il modello si basa su tre direttrici principali: innovazione, giovani e sostenibilità. Tre pilastri che convergono in un approccio orientato allo shared value, ovvero alla creazione di valore non solo economico ma anche sociale e ambientale, con uno sguardo di medio-lungo periodo. Un elemento chiave di questa strategia è il forte impegno verso le startup, considerate come un vero motore di contaminazione industriale. In questo contesto si inserisce 2100 Ventures, fondo di venture capital europeo con radici italiane, nato per sostenere startup B2B in fase early-stage attive in ambiti come AI, climate tech e tecnologie industriali avanzate. L’obiettivo è contribuire a un nuovo rinascimento industriale europeo, riducendo il divario tra l’ecosistema tecnologico italiano e quello internazionale. Le realtà supportate spaziano dall’automazione delle risorse umane nelle PMI, alla produzione di chip fotonici a basso impatto energetico, fino a soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale per l’e-commerce e la manifattura avanzata. Tutte accomunate dalla capacità di incidere concretamente sull’economia reale, migliorandone efficienza e sostenibilità.

Come Alessandro Benetton trasforma i settori tradizionali

Parallelamente, il Gruppo ha sviluppato veri e propri hub di innovazione, trasformando infrastrutture tradizionali in laboratori di sperimentazione. È il caso dell’Innovation Hub dell’aeroporto di Fiumicino, dove startup e tecnologie vengono testate in un contesto operativo reale. Qui, soluzioni basate su Intelligenza Artificiale e sensori avanzati stanno già contribuendo a ottimizzare i processi aeroportuali e migliorare l’esperienza dei passeggeri. Sulla stessa linea si inserisce il recente lancio dell’Avolta Next F&B Hub a Milano, dedicato al settore food & beverage e al travel retail. Anche in questo caso, l’obiettivo è ripensare settori consolidati attraverso l’innovazione, intervenendo su customer experience, operations e sostenibilità. Dalle tecnologie per negozi autonomi ai sistemi intelligenti per la gestione dei rifiuti, anche i modelli più tradizionali possono evolversi radicalmente. Alla base di tutto resta la convinzione che l’innovazione non sia un evento isolato, ma un processo continuo. La discontinuità, in questa prospettiva, diventa una pratica quotidiana, una scelta intenzionale per evitare l’immobilismo e restare competitivi. “Investire in startup per noi non è moda o diversificazione – ha spiegato Alessandro Benettonè il modo più concreto per contaminare i nostri asset industriali con tecnologie e modelli che cambiano davvero i processi”.

NIS2 e resilienza digitale: il ruolo chiave di DEAS Cyber+

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni legate alla direttiva NIS2, la cybersicurezza diventa una priorità strategica per il sistema Paese. In questo scenario, realtà come DEAS Cyber+ assumono un ruolo sempre più centrale nel panorama della cybersicurezza italiana.

DEAS Cyber+

Il ruolo dei laboratori accreditati e di DEAS Cyber+

Con l’avvicinarsi della scadenza di ottobre, gli enti pubblici italiani sono chiamati a completare l’adeguamento alle misure previste dalla direttiva NIS2, il nuovo quadro normativo europeo in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Il recepimento nazionale, attraverso il D.Lgs. 138/2024 e le linee guida dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), segna un passaggio cruciale: la cybersicurezza diventa un pilastro della resilienza operativa del Paese. La normativa introduce un modello di governance evoluto, basato su gestione del rischio, implementazione di misure di sicurezza adeguate e obblighi stringenti di notifica degli incidenti. In un contesto caratterizzato da minacce sempre più sofisticate e dinamiche, emerge il ruolo dei laboratori accreditati, attori chiave nel garantire valutazioni indipendenti e affidabili. Tra questi, il Laboratorio Accreditato di Prova (LAP) di DEAS Cyber+ è un punto di riferimento nel panorama nazionale. Fondata nel 2018 da Stefania Ranzato, l’azienda ha sviluppato un modello operativo orientato alla prevenzione e al rafforzamento della resilienza digitale, rivolgendosi a tutte le organizzazioni che intendono adottare standard elevati di sicurezza. Uno degli ambiti di maggiore rilevanza è il supporto alla gestione degli incidenti informatici e delle crisi cyber. Il laboratorio affianca enti pubblici e imprese nella definizione di processi strutturati, piani di risposta e strumenti operativi per affrontare eventi critici in modo tempestivo ed efficace. In questo contesto trovano spazio anche la progettazione e implementazione di CSIRT (Computer Security Incident Response Team), strutture sempre più centrali nella strategia di difesa cyber.

Innovazione e certificazioni: il valore strategico di DEAS Cyber+

Accanto alle attività operative, DEAS Cyber+ investe in modo significativo in ricerca e innovazione. Le collaborazioni con università e centri accademici consentono di sviluppare nuove metodologie e condividere best practices, mantenendo un approccio costantemente aggiornato rispetto all’evoluzione delle minacce. Il valore del LAP si esprime anche attraverso servizi di consulenza avanzata: dalla definizione dei requisiti di sicurezza all’analisi del rischio secondo standard internazionali come ISO e NIST, fino al supporto ai sistemi di gestione certificati (tra cui ISO 17025 e ISO 27001). Le attività di gap analysis e l’assistenza nella preparazione della documentazione tecnica accompagnano le organizzazioni lungo tutto il percorso di certificazione, contribuendo ad accrescere la fiducia nel mercato dei prodotti ICT. Il laboratorio contribuisce inoltre allo sviluppo di competenze altamente specializzate, formando professionisti in grado di affrontare le sfide emergenti della cybersicurezza e rafforzare il sistema Paese. Il LAP di DEAS Cyber+ si posiziona come centro di eccellenza nei Common Criteria e nel nuovo schema europeo EUCC per la certificazione della sicurezza dei prodotti ICT. Questa competenza lo rende un partner strategico per laboratori accreditati e organizzazioni che puntano al raggiungimento dei più alti livelli di sicurezza, “sostanziale” e “alto”, richiesti dal contesto normativo europeo.

Autobus elettrici e pensiline smart: così Vitali Spa ridefinisce la mobilità in Lombardia

Il progetto e-BRT di Vitali Spa collegherà Bergamo, Dalmine e Verdellino con un sistema innovativo di autobus elettrici. Con 30 km di tracciato e 36 fermate, migliorerà la mobilità nell’area riducendo traffico e inquinamento grazie a tecnologie avanzate.

Vitali Spa

Il progetto di Vitali Spa per l’e-BRT

L’e-BRT Bergamo - Dalmine - Verdellino rappresenta uno dei più ambiziosi progetti per la mobilità sostenibile in Lombardia. Realizzato dall’azienda Vitali Spa, leader nella progettazione, costruzione e gestione di grandi opere infrastrutturali, è il primo sistema di Trasporto Rapido su Bus Elettrici a livello regionale e collegherà il Polo Intermodale della Stazione di Bergamo con il Comune di Dalmine e con la Stazione di Verdellino. Si sviluppa lungo un tracciato di circa 30 km tra andata e ritorno, e prevede 36 fermate complessive (18 per ciascun senso di marcia) distribuite lungo i Comuni di Bergamo, Lallio, Dalmine, Osio Sopra, Osio Sotto e Verdellino. Ogni fermata sarà dotata di sistemi di videosorveglianza attivi h24, con controllo centralizzato dei quadri elettrici, rendendo la gestione dell’infrastruttura efficiente e sicura. Con il sistema di info-utenza sarà inoltre possibile avere informazioni immediate sui tempi di attesa e sulle linee servite, oltre a messaggi di pubblica utilità. Grazie all’integrazione tra infrastrutture, mezzi e tecnologie, consentirà ai cittadini di godere di un servizio efficiente e sostenibile, con benefici tangibili in termini di riduzione del traffico e dell’inquinamento ambientale.

La flotta degli autobus e le pensiline progettate da Vitali Spa

I due elementi principali dell’intervento, che attualmente ha raggiunto l’82% delle lavorazioni come da cronogramma, sono i nuovi autobus elettrici e le pensiline di fermata. I 15 autobus elettrici che comporranno la flotta sono progettati per garantire elevati standard di comfort e sostenibilità. Con una capacità di 528 kWh, possono trasportare fino a 128 passeggeri e hanno postazioni dedicate alle persone con mobilità ridotta. Ogni seduta è dotata inoltre di presa con porta USB-C per la ricarica dei dispositivi elettronici. L’apparato tecnologico dei veicoli è costituito da videocamere al posto di specchietti retrovisori, sistemi avanzati per il monitoraggio della flotta e del traffico in tempo reale, collegati con il centro di controllo e le pensiline. Queste, realizzate sempre da Vitali Spa, si dividono in tre tipologie (A, B e C), con dimensioni variabili a seconda degli spazi disponibili e dei flussi di passeggeri. Quelle di Tipo A e Tipo B saranno dotate di monitor informativi mono-facciali touch screen di grandi dimensioni, schermi bifacciali posti su un lato della pensilina e schermi (TFT) per gli orari degli autobus. Le strutture di Tipo C manterranno dotazioni e configurazioni analoghe ma adattate alla superficie disponibile. Tutte saranno equipaggiate con paline digitali alimentate da pannelli fotovoltaici.

Diana Bracco: responsabilità sociale e iniziative della Fondazione Bracco

Diana Bracco: sono numerosi i progetti portati avanti dalla Fondazione Bracco che si propone di creare e diffondere espressioni della cultura, dell'arte e della scienza quali mezzi per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale, con una specifica attenzione all'universo giovanile e femminile. A sostegno di arte e cultura, dell’inclusione sociale e delle nuove generazioni, compaiono l’iniziativa di comunità a Baranzate, il “progettoDiventerò” per giovani promettenti e le attività con il. Museo Poldi Pezzoli di Milano.

 Diana Bracco

Diana Bracco: la responsabilità sociale della Fondazione Bracco

Arte, cultura, coesione sociale e sostegno alle giovani donne in ambito professionale sono gli argomenti toccati dalla Presidente della Fondazione Bracco Diana Bracco nell’intervista rilasciata lo scorso agosto a Paola Severini Melograni, conduttrice del programma televisivo di Rai 3 “O anche no”. “Questa responsabilità sociale di cui tanto si parla, ma che in fondo è solamente un seguito di quello che già era, è la stessa e si sviluppa. La sensibilità sociale porta l’azienda a essere anche un attore sociale”, ha sottolineato Diana Bracco. Tra i tanti progetti sviluppati dalla Presidente vi è quello a Baranzate, in collaborazione con l’associazione La Rotonda, che supporta persone e famiglie per far crescere una comunità unita e inclusiva.

Diana Bracco: i progetti sociali e culturali promossi dalla Fondazione Bracco

In merito alla collaborazione con l’associazione La Rotonda, Diana Bracco ha dichiarato: “È riuscita a compattare tutte queste etnie, a Baranzate, e a metterle insieme in progetti ben identificati. Io trovo che questo sia un grande risultato”. All’interno di questa comunità che si è creata, è stato fornito un sostegno ai bambini, anche da un punto di vista medico, mentre le donne sono impegnate in una sartoria che è un fiore all’occhiello. Oltre all’impegno sociale a Baranzate e a quello artistico e culturale con il Museo Poldi Pezzoli di Milano, la Fondazione Bracco è attenta al percorso di studio e professionale di studenti e studentesse. È questo il caso di “progettoDiventerò”, che ha lo scopo di seguire e supportare i giovani sin dal ginnasio fino al post dottorato. “Fino adesso abbiamo investito circa 4 milioni di euro — ha evidenziato Diana Braccoe i ragazzi che abbiamo assistito sono 2.600 circa. Solo quest’anno abbiamo stanziato più di 300 borse”.

Joerg Eberhart: ITA Airways chiude il 2025 con ricavi passeggeri di 2,8 miliardi

Sotto la guida dell’AD e DG Joerg Ebenhart, ITA Airways ha consolidato la crescita dei ricavi relativi all’anno 2025, nonostante le insicurezze geopolitiche mondiali. Una flotta tra le più giovani d’Europa ha influito sul successo delle tratte a lungo raggio di carattere intercontinentale, rafforzando anche i percorsi a media e breve distanza.

 Joerg Eberhart

Joerg Eberhart: i risultati di ITA Airways nel 2025 e il successo delle tratte intercontinentali

“In un contesto operativo estremamente sfidante, ITA Airways ha dimostrato nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale”, ha ribadito l’AD e DG Joerg Eberhart. Maggiore competizione, indisponibilità della flotta e incertezza geopolitica non hanno influito più del dovuto sui risultati commerciali della compagnia aerea, che ha chiuso il 2025 con ricavi passeggeri pari a 2,8 miliardi di euro. L’indicatore RASK, che misura il ricavo per posto-chilometro disponibile, è aumentato del 2,8% e i passeggeri trasportati nel corso dell’anno ammontano a 16,2 milioni. A fruttare maggiormente sono i ricavi generati dalle tratte a lungo raggio: nello scorso anno, i guadagni dei voli intercontinentali sono cresciuti del 9,1%. “La crescita dei ricavi, il miglioramento della qualità della domanda e la forte performance del lungo raggio confermano la validità delle nostre scelte strategiche — ha evidenziato Joerg Eberhart — nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Medio Oriente, le limitazioni di flotta e una pressione competitiva crescente”.

Joerg Eberhart: i ricavi dalle tratte a breve e medio raggio

Per quanto riguarda invece le tratte di medio e breve raggio, ITA Airways, sotto la guida di Joerg Eberhart, ha consolidato la propria posizione. Nel settore domestico, infatti, ha ottenuto un miglioramento della redditività, registrando un RASK in aumento del 17,5% e una crescita generale dei coefficienti di riempimento. Nonostante le instabilità geopolitiche in Medio Oriente, le tratte di medio raggio hanno mantenuto un load factor in aumento rispetto all’anno precedente. Le performance delle tratte di lungo raggio, invece, sono state supportate dall’apertura di una nuova rotta intercontinentale nel mese di novembre e da una solida domanda. A completare i traguardi raggiunti dalla compagnia aerea nel 2025 è il percorso di integrazione nel Gruppo Lufthansa, rispettando i vincoli regolatori e costruendo delle solide basi per future sinergie. “In questo quadro — ha concluso Joerg Ebenhart — i risultati di ITA Airways si inseriscono nel percorso di integrazione nel Gruppo Lufthansa, contribuendo positivamente al rafforzamento delle performance complessive del Gruppo”. A sostenere questi risultati una flotta composta da 106 aerei, di cui il 74 di nuova generazione: con un’età media pari a 6,5 anni, si tratta della flotta più giovane d’Europa.

Terna cresce nel 2025: Giuseppina Di Foggia conferma solidità e visione strategica

L’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia ha sottolineato la solidità e la resilienza del modello industriale del Gruppo commentando i risultati del 2025, che hanno evidenziato una crescita diffusa di tutti i principali indicatori economico-finanziari.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: Terna cresce anche in uno scenario globale complesso

Secondo Giuseppina Di Foggia, il Gruppo ha saputo operare con efficacia in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche e da profonde trasformazioni nel settore energetico. In questo scenario, Terna ha registrato un miglioramento delle performance economiche, accompagnato da un incremento costante degli investimenti e da un’accelerazione nella realizzazione di infrastrutture strategiche per il sistema elettrico nazionale. “Questi risultati testimoniano la solidità del nostro modello industriale e la credibilità del nostro percorso di sviluppo”, ha dichiarato la manager, ribadendo il ruolo centrale del Gruppo nel garantire sicurezza, efficienza e sostenibilità alla rete elettrica italiana.

Giuseppina Di Foggia: Terna pronta alle nuove sfide della transizione energetica

Giuseppina Di Foggia ha inoltre evidenziato come, negli ultimi tre anni, Terna abbia completato una trasformazione significativa, rafforzando il proprio posizionamento come abilitatore della transizione energetica. Un percorso fondato su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle competenze professionali. “Il mercato ci ha riconosciuto come un operatore affidabile e capace di sostenere investimenti di lungo termine – ha concluso l’AD – Oggi, forti dei risultati conseguiti nel 2025 e delle basi costruite negli anni precedenti, siamo pronti ad affrontare sfide sempre più complesse e a contribuire all'indipendenza energetica del Paese e alla sicurezza ed efficienza del sistema elettrico”.

Luce Benetton: l’importanza delle nuove generazioni e il valore dell’impegno sociale

Il dialogo costante con i figli Luce Benetton, Tobias e Agnese rappresenta uno degli elementi chiave nell’evoluzione della visione del padre Alessandro: il racconto dell’imprenditore.

Luca Benetton, figlia di Alessandro Benetton

Impegno sociale e nuove generazioni: come il confronto con la figlia Luce Benetton ha ispirato il padre Alessandro

Nella sua autobiografia ne ha parlato come del “futuro che vedo allungarsi verso il domani”: Luce Benetton, 18 anni, Tobias (22) e Agnese (25). Dietro quelle parole non si celano solamente la stima e l’affetto di un padre verso i propri figli ma anche il riconoscimento per quanto gli hanno insegnato attraverso il dialogo “continuo, autentico” che insieme hanno costruito negli anni. “Per me sono una fonte inesauribile di ispirazione, nella vita come nel lavoro: il loro modo di guardare il mondo, di farsi domande, di cercare senso e futuro per tutti i ragazzi della loro generazione mi spinge a non smettere mai di evolvere. Allo stesso tempo, c’è la responsabilità e la gioia di essere al loro fianco, di accompagnarli nel costruire il proprio percorso come individui, come professionisti, come membri di una comunità”, ha sottolineato anche recentemente in una intervista rilasciata a “Gente” Alessandro Benetton parlando di Luce, Tobias e Agnese.

Dalle esperienze nel volontariato di Luce Benetton ai progetti dedicati alle nuove generazioni

È anche l’impegno di Luce Benetton nel volontariato e nel sociale ad aver contribuito a rafforzare nel padre la consapevolezza di come le nuove generazioni debbano essere motore del cambiamento. Lo ha raccontato l’imprenditore: proprio guardando alle esperienze di Luce e dei suoi fratelli, Benetton ha riflettuto sull’importanza di promuovere iniziative in cui i giovani non siano solo destinatari, ma protagonisti attivi. Ne è un esempio il rilancio di UnHate Foundation, che pone al centro talenti under 30 e progetti legati a inclusione, sostenibilità e innovazione sociale: un’iniziativa in cui si riflette direttamente il forte legame costruito con i figli, non solo fonte di ispirazione personale ma soprattutto interlocutori capaci di orientare scelte strategiche e visione futura. Il rapporto con Luce Benetton e con Tobias e Agnese non si limita alla sfera privata ma rappresenta un vero e proprio motore di trasformazione, in cui ascolto, confronto e valorizzazione delle nuove generazioni si traducono in azione concreta.

Pier Silvio Berlusconi e la missione europea di MFE: il ruolo chiave dell’innovazione

La crescita di MFE - MediaForEurope accelera nel segno dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, al centro della vision di Pier Silvio Berlusconi. Il percorso di evoluzione intrapreso dal Gruppo ha come obiettivo quello di “coordinare e indirizzare direttamente le proprie società in tutti i Paesi, valorizzando le migliori risorse e competenze interne al Gruppo e rafforzando l’innovazione con nuovi presidi organizzativi e manageriali”.

 Pier Silvio Berlusconi

MFE: innovazione e sviluppo internazionale nelle parole di Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi lo ha ribadito più volte: l’innovazione è una tappa fondamentale del percorso di crescita di MFE. Anche di recente, nel contesto della riorganizzazione internazionale del Gruppo e della sua evoluzione da holding finanziaria a vera e propria media company operativa, il Chairman e Group CEO ha evidenziato come l’innovazione rappresenti un elemento chiave nella nuova strategia. In questo scenario si inserisce anche il nuovo assetto organizzativo, pensato per consentire a MFE di guidare e coordinare direttamente le attività nei diversi Paesi. L’obiettivo, come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi, è “coordinare e indirizzare direttamente le proprie società in tutti i Paesi, valorizzando le migliori risorse e competenze interne al Gruppo e rafforzando l’innovazione con nuovi presidi organizzativi e manageriali”. Il piano prevede infatti la creazione di unità dedicate a nuove aree di sviluppo. Tra queste, una delle prime sarà focalizzata sul coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’Intelligenza Artificiale, elementi sempre più impattanti per il settore. L’attenzione all’innovazione è da sempre un tratto distintivo di MFE, come dimostra il modello crossmediale implementato negli ultimi anni, capace di integrare televisione, radio, canali digital e web in un ecosistema editoriale e tecnologico unico. All’interno di questo percorso si colloca anche il progetto che ha dato vita a MFE Advertising, pensato per diventare il fulcro di un nuovo sistema pubblicitario europeo: “Un sistema di advertising europeo mai visto prima” che fa leva sulle sinergie “in Italia, Spagna e negli altri Paesi che si uniranno al progetto” e sulla forza dell’unione tra advertising e nuove tecnologie, queste le parole con cui il Chairman e Group CEO di MFE annunciava la nascita della piattaforma.

Pier Silvio Berlusconi: come MFE interpreta e guida l’innovazione su scala internazionale

MFE Advertising, l’innovativo modello creato da un’intuizione del Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi, continua oggi il proprio percorso di crescita, contribuendo a ridisegnare il futuro del settore anche grazie a Mediaset AdManager, la piattaforma che permette a piccole e medie imprese, così come alle agenzie, di pianificare in autonomia le proprie campagne sulle TV connesse. Un segnale concreto è già stato ravvisato durante l’evento European Broadcasters’ Ad Managers - Innovation in Action, promosso lo scorso 3 marzo da EGTA, l’associazione che rappresenta le concessionarie di pubblicità dei principali broadcaster TV e radio in Europa: è stato comunicato che sono già oltre 1.000 le aziende attive in Italia che utilizzano la piattaforma pubblicitaria sviluppata da MFE. Lanciata inizialmente con il formato Lanner su CTV, da ottobre Mediaset AdManager si è arricchita ulteriormente integrando il formato video ed estendendo la distribuzione a Mediaset Infinity, raggiungendo così anche il pubblico on demand, sia su TV connesse sia su dispositivi personali. La piattaforma offre alle aziende strumenti di targeting tra i più avanzati, fondamentali per rendere più efficace il posizionamento delle proprie campagne. Tra questi, il geotargeting si conferma una leva strategica particolarmente utilizzata, perché consente di intercettare i potenziali clienti nelle aree geografiche più rilevanti per il business. In linea con il percorso di internazionalizzazione delineato da Pier Silvio Berlusconi per MFE, anche alla luce delle operazioni concluse con successo in Germania e Portogallo, il progetto MFE Advertising è destinato ad ampliarsi ulteriormente: il servizio sarà disponibile anche in Spagna e Germania a partire dall’estate 2026. A sottolinearne il valore strategico è stato anche il giornale francese “Les Echos”, che ha definito MFE Advertising “una leva cruciale per competere con i giganti del digitale”, promuovendo la nuova governance del Gruppo e la vision strategica del CEO.

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