Gian Maria Mossa, Banca Generali: “L’AI non sostituirà i banker, li renderà più forti”

Il CEO di Banca Generali Gian Maria Mossa, in un’intervista rilasciata a Class CNBC, spiega come l’AI potrà supportare e migliorare il lavoro dei banker ma non sostituirà i consulenti finanziari, in quanto fondamentali soprattutto in momenti di volatilità e incertezza dei mercati.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: “L’Intelligenza Artificiale supporta i banker, non li sostituisce”

L’Intelligenza Artificiale servirà a migliorare il lavoro dei banker e non sostituirà il servizio dei consulenti. Anzi, ci farà crescere”: il CEO di Banca Generali Gian Maria Mossa, in un’intervista rilasciata a Class CNBC, invita a “non avere paura” e a guardare con fiducia alle nuove tecnologie AI. “È una disruption molto positiva, soprattutto per il nostro settore. Porta efficienza, aumenta la produttività dei banker e semplifica i processi operativi con un supporto molto competente in ambito finanziario. Ai banker resta il compito di farne buon uso per intensificare la relazione e la qualità del servizio”, ha spiegato Mossa: nei giorni scorsi il mercato ha reagito negativamente alle notizie sul lancio di strumenti avanzati di IA nel settore finanziario proprio per i timori che possano mettere in discussione il ruolo dei consulenti finanziari. Il CEO di Banca Generali ha spiegato invece che “stiamo guidando una trasformazione culturale forte con ambasciatori dell’AI in ogni funzione e vediamo già proliferare agenti che migliorano l’efficienza”.

Gian Maria Mossa: ai banker il compito di fare buon uso dell’AI

Gian Maria Mossa si è detto “molto ottimista sull’innovazione tecnologica e sui suoi benefici in termini di produttività, raccolta e risultati finanziari”. Nell’intervista, il CEO ha fatto il punto anche sulle nuove strategie di Banca Generali. Il 2025 è stato l’anno in cui “con Generali abbiamo rafforzato la partnership entrando nel mondo dell’insurbanking, che avrà un forte impatto”. Per il CEO è “quasi un’acquisizione: questo rinnovato impegno di avvicinare Generali e Banca Generali crea ottime prospettive per il nostro business”. L’Istituto però guarda già al futuro. Nei prossimi anni il passaggio generazionale nelle imprese italiane sarà imponente: “Stiamo lavorando a un progetto che lanceremo a breve per valorizzare le piccole e medie imprese quotate virtuose e creare un effetto-emulazione su quelle che non hanno ancora quei requisiti. Vogliamo portare capitali e investitori, aiutando le imprese a crescere in capitalizzazione e multipli, così che il mercato dei capitali diventi un vero competitor di altre forme di investimento come il private equity. È una discontinuità epocale da cui possiamo rilanciare il mondo delle PMI”. In questo, Intermonte riveste un ruolo strategico: “Vogliamo farne la banca d’investimento della piccola e media impresa italiana. La professionalità di Intermonte, unita ai brand Generali e Banca Generali, crea un’alternativa per un dialogo di lungo periodo con l’imprenditore, non solo per il deal ma per la costruzione di valore nel tempo”. Intanto, Banca Generali è pronta ad affrontare le sfide del 2026: “Manteniamo un atteggiamento prudente perché lo scenario è incerto, ma raramente sono stato così ottimista in prospettiva. Abbiamo indicato un target di raccolta superiore a 6,5 miliardi – di cui almeno 4 in asset under investment – un margine di interesse di 330-340 milioni e la conferma della redditività del portafoglio gestito. I costi cresceranno del 6-8% ma in gran parte per progetti futuri. Ottimismo quindi, con prudenza guidata dal contesto.

Dalla comunicazione alla sostenibilità: la visione di Carlotta Ventura

Comunicazione, sostenibilità, innovazione. Sono queste le direttrici che hanno guidato il percorso professionale di Carlotta Ventura, oggi Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A e Presidente di AMSA. Un profilo trasversale, costruito tra i settori automotive, telecomunicazioni, mobilità, advisory ed energia, che racconta una leadership capace di connettere mondi diversi e di leggere il cambiamento come opportunità.

Carlotta Ventura

Il percorso professionale e la vision di Carlotta Ventura

Dopo le esperienze in General Motors Italia, Opel Italia e Ford Italia, Carlotta Ventura approda in Telecom Italia, dove ricopre incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Executive Vice President, brand strategy and media. Dal 2016 al 2018 è Direttore centrale Brand Strategy e Comunicazione di Ferrovie dello Stato Italiane, per poi assumere nel 2019 la guida del Centro Studi Americani e il ruolo di Brand, Marketing and Communications Director for Med Region di EY. Secondo la manager, la competenza tecnica non basta più. “È importante sviluppare anche una capacità di lettura dei contesti, di comprensione delle dinamiche organizzative e di sintesi tra opportunità e rischi”, spiega. La curiosità diventa una leva strategica: cambiare ruolo o settore significa accettare di non sapere tutto, mettersi in discussione e imparare dagli altri. In un mercato che evolve rapidamente, soprattutto nella comunicazione, non sono più sufficienti competenze verticali. Servono profili versatili, capaci di integrare linguaggi diversi e di costruire ponti tra funzioni, territori e stakeholder. Laureata in Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza”, con una passione per l’archeologia e le lingue classiche, Carlotta Ventura ha sempre affiancato alla formazione umanistica un approfondimento continuo su economia e geopolitica. L’interdisciplinarietà, aggiunge, “aiuta a evitare letture semplificate della realtà e a prendere decisioni più consapevoli, tenendo insieme numeri, persone e contesti”. In A2A questo approccio si traduce in una visione sistemica che unisce “anime” differenti: sostenibilità, regional affairs, brand, media relations e ascolto del territorio. Emblematico il modello dei Forum Multistakeholder, strumenti di confronto con istituzioni e comunità locali per generare valore condiviso e rafforzare il dialogo con i territori.

Inclusione, parità e comunicazione: l’impatto sociale secondo Carlotta Ventura

Accanto alla dimensione manageriale, Carlotta Ventura porta avanti il suo impegno sui temi della diversity e dell’inclusione, anche come docente alla LUISS Business School e alla Pontificia Università Gregoriana. Tra i progetti più significativi c’è quello avviato a Caivano, in collaborazione con le istituzioni locali, che ha coinvolto giovani fuori dal percorso scolastico in programmi di formazione e inserimento lavorativo: nella prima fase oltre 50 partecipanti, con circa il 65% che ha trovato occupazione al termine del percorso. Un’altra iniziativa riguarda il carcere milanese di Bollate, dove dal 2018 opera LaboRAEE, società di AMSA, per la gestione di un impianto di trattamento dei RAEE. Per la manager, è proprio qui che si gioca la sfida del futuro: “Le aziende devono riuscire a trasformare l’impatto sociale delle attività in leve strutturali di sviluppo, con una visione di lungo periodo, in grado di orientare strategie e decisioni”. Sul tema della parità di genere, Carlotta Ventura sottolinea la necessità di un cambiamento culturale e strutturale. L’educazione, fin dalle scuole primarie, è fondamentale per superare stereotipi che condizionano le scelte formative e professionali. Allo stesso tempo, nelle aziende servono politiche concrete: flessibilità, welfare, trasparenza su retribuzioni, accesso ai ruoli decisionali e percorsi di carriera. Senza dati misurabili e obiettivi chiari, la parità rischia di restare un principio astratto. Tra i suoi progetti più innovativi c’è quello realizzato insieme al professor Mattiacci dell’Università “La Sapienza”, che unisce ricerca ed esperienza: uno steering committee multidisciplinare e un gruppo di 25 giovani professionisti under 30 si sono confrontati per realizzare un Piano di Comunicazione al 2035. L’obiettivo è ridurre la distanza crescente tra chi comunica e chi riceve il messaggio, anticipando i cambiamenti e costruendo un dialogo più autentico e inclusivo.

Atitech: il Presidente Gianni Lettieri agli Stati Generali della Ripartenza 2025

Il divario tra l’Italia e gli altri Paesi europei per quanto riguarda le infrastrutture aeronautiche è stato al centro dell’intervento dei Presidente di Atitech agli Stati Generali della Ripartenza 2025, che si sono tenuti lo scorso novembre a Bologna.

 Gianni Lettieri (Atitech)

Atitech: Stati Generali della Ripartenza 2025, l’intervento di Gianni Lettieri

Se voi pensate ai miliardi di euro che i Governi che si sono succeduti hanno speso per seguire la compagnia (Alitalia) — ha dichiarato il Presidente di Atitech trascurando un settore importante come quello della manutenzione, c’è da mettersi le mani nei capelli”. Gianni Lettieri è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza 2025, che si sono tenuti a Bologna lo scorso novembre. L’arretratezza e la mancanza infrastrutturale italiana del settore aeronautico, rispetto alla media europea, sono state il focus dell’intervento del Presidente della MRO indipendente leader del mercato EMEA. Soltanto attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture sarà possibile generare occupazione e attrarre nuovi investimenti. Ed è proprio in questo periodo che Atitech si mostra attiva per generare nuovi posti di lavoro. Nel 2024 sono stati 100 i giovani assunti presso lo stabilimento di Fiumicino e, in aggiunta, la fondazione di una scuola di formazione ha consentito di preparare altri giovani destinati a lavorare a Capodichino.

Atitech: Gianni Lettieri sulle cause dell’arretratezza infrastrutturale italiana

Le conseguenze della mancanza di infrastrutture in Italia gravano sulla capacità di sviluppo e crescita di tutto il Paese, nello specifico del sud Italia. Questo è un argomento che risale alla fine del secolo scorso, quando, in chiusura degli anni ’90, la strategia secondo cui gli incentivi diretti alle imprese avrebbero attirato investimenti si è dimostrata fallimentare. A ribadirlo anche il Presidente di Atitech all’evento organizzato dall'Osservatorio economico e sociale "Riparte l'Italia": “Tu puoi dare anche il 90% dei contributi a fondo perduto a un’azienda che fa uno stabilimento ma se lo stabilimento nasce in un posto che non è infrastrutturato, quell’azienda è destinata a soccombere. Il problema che abbiamo noi in Italia è che pensiamo per tempo le cose, ma ci manca come al solito l’execution”, ha evidenziato Gianni Lettieri.

ITA Airways: pubblicata la prima rendicontazione di sostenibilità

ITA Airways conferma l’impegno verso la decarbonizzazione, l’innovazione e la governance sostenibile: pubblicata la prima rendicontazione di sostenibilità. La sua flotta, tra le più giovani d’Europa, consente di ridurre le emissioni CO2/RPK di oltre il 20%.

ITA Airways

La prima rendicontazione di sostenibilità di ITA Airways

ITA Airways anticipa i requisiti della CSRD con la pubblicazione della sua prima rendicontazione di sostenibilità, relativa all’esercizio 2024. Una mossa importante per la compagnia aerea di bandiera italiana che conferma il suo impegno verso i temi della decarbonizzazione, dell’innovazione responsabile e della governance sostenibile, segnando un passo decisivo nella propria strategia ESG. In un contesto che vede il settore aviation fare i conti con una sempre più pressante richiesta di trasparenza sull’impatto delle attività, il Presidente di ITA Airways Sandro Pappalardo ha voluto rimarcare il ruolo della compagnia quale “parte attiva della transizione sostenibile del settore, ponendo l’innovazione, il rispetto dell’ambiente, la valorizzazione delle persone e la buona governance al centro della propria strategia”. Il documento è stato redatto in conformità con i principi ESRS (European Sustainability Reporting Standards) previsti dalla Direttiva UE 2022/2464 CSRD, con cui l’Europa mira a standardizzare la rendicontazione di sostenibilità per garantire maggiore trasparenza e comparabilità delle informazioni ESG tra le società europee.

L’AD e DG Joerg Eberhart: ITA Airways verso un percorso sempre più sostenibile

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di ITA Airways Joerg Eberhart ha definito la rendicontazione 2024 “uno strumento di navigazione trasparente” che permette alla compagnia di orientarsi “lungo un percorso sempre più sostenibile”. Il documento mostra come la società abbia integrato la sostenibilità nel proprio modello di business, rendendola un pilastro strategico del Piano Industriale. Tra i principali risultati raggiunti al 31 dicembre 2024 c’è il rinnovo della flotta, che presenta un’età media di 6,6 anni, risultando tra le più giovani d’Europa. Il 65% degli aeromobili è di nuova generazione, il che si traduce in una riduzione delle emissioni di CO2 pari al 20-25% rispetto alla precedente. Il 74% della flotta è, infine, costituito da velivoli certificati Chapter 14, il livello più stringente di rumorosità secondo lo standard internazionale ICAO relativo ai limiti di rumore. Proprio il rinnovo è stato centrale per il raggiungimento di obiettivi significativi, contribuendo a una riduzione del 22,8% di emissioni CO2/RPK rispetto al 2022. La rendicontazione è visionabile online sul sito di ITA Airways.

Serenissima Ristorazione ha donato a Natale 600 pasti solidali alle famiglie in difficoltà

Lo scorso dicembre è stata presentata presso l’Emporio Solidale di Vicenza, al Mercato Nuovo, l’iniziativa sociale “Doniamo un pasto”, un progetto promosso da Serenissima Ristorazione e dalla controllata Rossi Catering, in collaborazione con il Comune di Vicenza, Caritas Diocesana Vicentina e Croce Rossa Italiana - Comitato di Vicenza.

Serenissima Ristorazione: l'iniziativa sociale "Doniamo un pasto"

“Doniamo un pasto”: Serenissima Ristorazione e Rossi Catering offrono 600 pasti alle famiglie in difficoltà

L’iniziativa ha previsto la donazione di 600 pasti destinati a persone e famiglie in situazione di fragilità nel periodo natalizio. In occasione dell’incontro è stata inoltre annunciata la nuova edizione della raccolta alimentare “Sos spesa - Il carrello solidale”, nei principali supermercati cittadini. Alla presentazione hanno preso parte l’Assessore al sociale del Comune di Vicenza Matteo Tosetto, la Responsabile dell’ufficio personale di Rossi Catering Elsa Vinci, il Responsabile marketing e comunicazione di Serenissima Ristorazione Carlo Calcara, il Direttore di Caritas Diocesana Vicentina don Enrico Pajarin, la delegata alle attività di inclusione sociale della CRI Vicenza Eviana Palazzi e il Presidente del Comitato CRI di Vicenza Leonida Bicego. “Grazie a un'importante azienda del territorio, ovvero la Rossi Catering del Gruppo Serenissima – aveva dichiarato l’assessore Matteo Tosetto – quest'anno verranno donati 600 pasti nel periodo natalizio a persone in difficoltà: 200 a Caritas, 230 alla Croce rossa italiana Vicenza e 170 al Comune di Vicenza. Un'azienda importante, a cui va tutto il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine per questo splendido gesto”.

Serenissima Ristorazione, Mario Putin: “La solidarietà è parte del nostro modo di essere impresa”

Donare 600 pasti solidali, soprattutto in un periodo come quello natalizio, significa rinnovare e rafforzare un impegno che portiamo avanti durante tutto l’anno a fianco delle comunità locali – aveva aggiunto il Presidente di Serenissima Ristorazione Mario Putin – Vogliamo ringraziare i dipendenti che hanno scelto di aderire a questo progetto, dedicando tempo ed energie a una buona causa. Il loro coinvolgimento è l’espressione più autentica del nostro modo di essere azienda. Crediamo infatti che il ruolo di un’impresa vada oltre la produzione di servizi e significa assumersi una responsabilità sociale continuativa, mettendo competenze, organizzazione e risorse al servizio della collettività. È questo il senso del nostro impegno quotidiano, fondato sulla cura delle persone e sul valore della solidarietà”. La consegna dei pasti è avvenuta il 24 dicembre, con il coordinamento dei servizi sociali del Comune di Vicenza: 200 pasti all’Emporio Caritas, 230 pasti all’Emporio Croce Rossa e 170 pasti al Comune di Vicenza, presso l’albergo cittadino. Nel corso della mattinata è stata infine presentata la nuova edizione di “Sos spesa - Il carrello solidale”, promossa dalla Croce Rossa Italiana - Comitato di Vicenza OdV con il supporto del Comune e dell’Emporio Solidale. La raccolta si è svolta sabato 20 dicembre in sette supermercati della città, con l’obiettivo di sostenere concretamente le famiglie in difficoltà economica attraverso la donazione di beni di prima necessità.

Fabrizio Di Amato: MAIRE, la strategia sul mix energetico

Intervenuto al Capital Market Day lo scorso marzo, Fabrizio Di Amato ha ribadito le intenzioni di MAIRE sul portare avanti il mix energetico per garantire la decarbonizzazione, elencando i vari ambiti in cui il Gruppo si distingue e opera.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: MAIRE, il mix energetico come leva per la transizione

Fabrizio Di Amato, Fondatore, Presidente e azionista di MAIRE, è intervenuto lo scorso marzo al Capital Market Day, tenutosi a Milano. In quell’occasione, il manager ha parlato ai microfoni di “Adnkronos”, sottolineando gli obiettivi per la decarbonizzazione perseguiti dal Gruppo. “Noi siamo per il mix energetico, non c’è una tecnologia, un’unica soluzione. Abbiamo sempre puntato a un mix tecnologico — aveva sottolineato Fabrizio Di Amatonoi spaziamo su vari settori: dal riciclo ai fuels, dai vettori nuovi alla decarbonizzazione, ai fertilizzanti. Noi ci muoviamo su diversi settori e credo che questa sia la distintività”. Riponendo l’attenzione sui dossier riaperti dall’Europa, il Presidente di MAIRE aveva sottolineato come l’industria dovesse elaborare delle proposte proprio in materia di mix energetico.

Fabrizio Di Amato: le prossime sfide per MAIRE

Per quanto riguarda gli obiettivi di lungo termine, i riflettori sono puntati su tecnologie di sviluppo per “l’idrogeno circolare, e quindi di conseguenza il metanolo circolare ed etanolo”, aveva rimarcato Fabrizio Di Amato. Per il 2026 MAIRE prevede la fine della realizzazione dell’elettrolizzatore presentato lo scorso marzo e sarà il primo ad essere commercializzato in Italia. La joint venture sul nucleare rappresenta poi un altro vettore cruciale e si andrebbe ad aggiungere al mix energetico per poter “garantire quell’energia elettrica che serve poi per fare sempre la chimica”. Tra le altre attività di MAIRE rientrano i progetti di cattura della CO2 e relativi ai polimeri decarbonizzati, ammoniaca, metanolo ed etanolo. Secondo Fabrizio Di Amato, questi progetti interessano soprattutto l’area del Middle East, “dove c’è grande attenzione, ma anche tanto fermento”.

Vitali Spa: strategia ESG e sicurezza al centro del Bilancio di Sostenibilità 2024

Nel Bilancio di Sostenibilità 2024, Vitali Spa fotografa un anno di trasformazione profonda, in cui crescita industriale e responsabilità sociale avanzano insieme.

Vitali Spa

Vitali Spa cambia passo: il 2024 segna la trasformazione in Società Benefit

Il 2024 si è chiuso come un anno spartiacque per Vitali Spa: non solo la pubblicazione del terzo Bilancio di Sostenibilità ESG, ma soprattutto il passaggio formale a Società Benefit, che sancisce un cambio di passo ormai maturo. Un’evoluzione preparata nel tempo, come sottolinea Eleonora Sablone, membro del board con delega ESG, ricordando che l’azienda si è mossa “con anticipo e in modo volontario” verso un modello capace di integrare sostenibilità e governance, fino a rendere strutturale la valutazione degli impatti sociali e ambientali nei processi decisionali. Attiva dal 1989, Vitali Spa opera lungo filiere complesse: dallo sviluppo di infrastrutture per la mobilità (strade, autostrade, aeroporti, stazioni) alle grandi operazioni di rigenerazione urbana come Porta Sud a Bergamo; dalla produzione di energia rinnovabile – fotovoltaico, idrogeno e sistemi di accumulo – alle nuove infrastrutture digitali, inclusi i data center. La sostenibilità, dunque, come bussola che orienta progettazione, realizzazione e gestione degli interventi. L’obiettivo? Tenere insieme crescita economica, tutela ambientale e valore condiviso.

Formazione, energia e circolarità: gli investimenti di Vitali Spa

Al centro di questa traiettoria restano le persone, considerate il vero asse portante dell’organizzazione. Lo ribadisce Alessio Parolari, Amministratore Delegato di Vitali Spa: “Da tempo abbiamo posto al centro della nostra strategia i principi della Società Benefit e i pilastri ESG”, fondati su persone, territorio, sostenibilità e governance trasparente, per restituire ai contesti in cui l’azienda è attiva opere di qualità al servizio delle comunità. Nel 2024 questo approccio si è tradotto in investimenti strutturati su formazione, sviluppo delle competenze e welfare, affiancati da una forte attenzione alla salute e sicurezza sul lavoro, tema prioritario su cui sono cresciute le attività formative per consolidare una cultura diffusa della prevenzione. Sul fronte ambientale, l’anno ha segnato un avanzamento concreto nella transizione energetica: completata la Solar Factory di Caponago (entrata in funzione nel 2025 e in grado di coprire circa il 50% del fabbisogno energetico del Gruppo), proseguiti gli investimenti sugli impianti di Calusco d’Adda e sulla nuova sede green di Olbia. Parallelamente, l’economia circolare si consolida come pilastro industriale grazie alla certificazione UNI/PdR 88:2020 per calcestruzzo e conglomerato bituminoso in diversi siti, all’uso crescente di materiali riciclati e al recupero fino al 99% dei materiali da demolizione tramite impianti mobili. Il dialogo con gli stakeholder, il legame con i territori e i riconoscimenti ottenuti – dal punteggio massimo nel Rating di Legalità AGCM, fino agli score elevati su Synesgy, Open-Es e al Bollino Cassa Edile Awards 2024 – confermano la coerenza e la solidità del percorso ESG intrapreso da Vitali Spa.

Energia, Agostino Scornajenchi (Snam): la soluzione è l’integrazione dei diversi vettori

Agostino Scornajenchi ha posto l’accento sull’importanza di diversificare le rotte di approvvigionamento del gas. Intervenendo all’Annual Meeting di Baker Hughes, l’AD di Snam ha rimarcato il ruolo centrale dell’Lng per garantire sicurezza energetica e resilienza nel lungo periodo.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: la diversificazione energetica, prioritaria per l’Italia

Diversificare le fonti di approvvigionamento del gas è una priorità per l’Italia, soprattutto considerando la sua struttura conservatrice. Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, lo ha evidenziato nel suo intervento all’Annual Meeting di Baker Hughes che si è tenuto a Firenze a fine gennaio. “Dobbiamo sempre avere attenzione ai fornitori – ha sottolineato il manager alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale – Non l’abbiamo avuta quando importavamo il gas soltanto dalla Russia, adesso dobbiamo averla. Noi siamo un Paese che produce gas e produce energia solo per un ammontare molto limitato”. Attualmente, ha proseguito Scornajenchi, “l’energia che si fa in Italia è poca, la si fa prevalentemente con l’idroelettrico, un po’ con le rinnovabili, c’è un po’ di gas estratto in Italia, il resto è tutta energia importata, anche l’energia elettrica che produciamo in Italia è fatta con gas importato”. In uno scenario energetico altamente sfidante come quello attuale, Snam e le altre grandi realtà del settore devono guardare al futuro con una visione pragmatica e di lungo periodo. Rispondendo a tale necessità, gli investimenti nell’Lng rappresentano una strategia chiave per la diversificazione e la resilienza energetica. “È una necessità – ha chiarito Agostino Scornajenchi – che ci accompagnerà per gli anni a venire anche perché il gas è una parte importante, importantissima del mix energetico nazionale”.

Agostino Scornajenchi: il gap energetico, il peso dei data center e la strategia di integrazione dei vettori

Tra gli ostacoli che il nostro Paese deve affrontare c’è anche la questione del gap di competitività legato ai costi energetici. Le imprese italiane pagano l’energia molto di più dei concorrenti stranieri, con effetti svantaggiosi sulla produzione nazionale. “L’80% dell’energia del mondo – ha spiegato l’AD di Snam – è fatta con il fossile, lo stesso vale anche per l’Italia”. In questo contesto, che vede tra l’altro un’ulteriore crescita dei consumi associata ai nuovi dispositivi tecnologici, gestire in maniera efficace il mix energetico è di vitale importanza. Il manager ha quindi posto l’accento sul fatto che troppo spesso si trascura l’impatto energetico dei data center. “Si parla molto di data center, si parla meno dell’impatto che i data center avranno sui consumi di energia e del tipo di consumi di energia che avranno. Si parla meno di come fornire questa energia in un contesto in cui anche l’eredità industriale europea, in particolare la grande eredità nucleare europea, comincia ad avere i suoi anni”.  La soluzione è dunque “un’integrazione dei diversi vettori”, con l’Lng come fonte principale. “Il nostro ruolo – ha proseguito Agostino Scornajenchiè quello di fare in modo che l’energia arrivi in modo più sicuro possibile, resa disponibile con la massima efficienza e il minor costo ai cittadini italiani”.

Ares Ambiente rafforza il modello industriale con l’impianto CSS e CSS-C End of Waste

Grazie all’attenzione all’innovazione tecnologica, Ares Ambiente si occuperà nel nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste della gestione commerciale basata su elevati standard qualitativi, partecipando a un progetto ad alto valore aggiunto per il futuro.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: il contributo per l’impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste

Ares Ambiente, azienda attiva nel settore dell’intermediazione dei rifiuti, ha un modello industriale improntato su innovazione, sostenibilità ed efficienza, e il progetto ad alto valore aggiunto in collaborazione con Gedit S.p.A. a cui prenderà parte è in linea con questi valori. Il nuovo stabilimento di produzione di CSS e CSS-C End of Waste dell’impresa di Calcinato, in provincia di Brescia, sta per partire e l’azienda fondata da Marco Domizio sarà impegnata nella gestione commerciale dell’impianto. “Stiamo per far nascere oggi un asset che farà la differenza domani”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Ares Ambiente. Grazie a questa partnership, l’azienda potrà adeguarsi alle richieste del mercato dei combustibili alternativi.

Ares Ambiente: innovazione e alti standard di qualità al centro del modello imprenditoriale

La partecipazione di Ares Ambiente al progetto del nuovo impianto di produzione di CSS e CSS-C End of Waste rappresenta un passo decisivo, consentendo all’azienda di consolidare il suo collocamento nelle vendor list degli impianti utilizzatori finali. L’innovazione tecnologica che contraddistingue la realtà di Treviolo le permette di garantire i più elevati standard di qualità, implementando le migliori tecnologie reperibili. Fondata da Marco Domizio, Ares Ambiente offre servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, agendo come intermediario tra i principali soggetti della filiera di gestione dei rifiuti. Grazie a una continua ottimizzazione delle performance aziendali e al rispetto delle normative vigenti certificate da realtà terze, l’azienda è in grado di soddisfare le necessità di ogni cliente. Un modello virtuoso e strategico che permette di generare valore economico e tutelare nello stesso tempo l’ambiente e il territorio.

Siderurgia italiana: il percorso industriale di Gruppo Riva

Gruppo Riva è oggi il principale operatore siderurgico italiano e una delle realtà industriali più rilevanti nel panorama europeo dell’acciaio. Con una storia che affonda le radici nel secondo dopoguerra, il Gruppo ha saputo trasformare una visione imprenditoriale lungimirante in una leadership solida e riconosciuta a livello internazionale.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: oltre 70 anni di storia

Fondato nel 1954 da Emilio Riva, figura pionieristica della siderurgia europea, e dal fratello Adriano, Gruppo Riva ha orientato fin dall’inizio la propria attività verso la produzione di acciai “lunghi”, puntando sull’impiego delle acciaierie ad arco elettrico. Una scelta tecnologica che, nel corso di oltre 70 anni, ha permesso di coniugare efficienza produttiva, flessibilità industriale e attenzione alla sostenibilità dei processi. La crescita del Gruppo è stata guidata da una strategia coerente di investimenti e sviluppo industriale, che ha favorito l’espansione nei principali mercati europei. Oggi Gruppo Riva opera con stabilimenti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, mantenendo una struttura a capitale interamente privato. Da giugno 2014 la presidenza è affidata a Claudio Riva, sotto la cui guida l’azienda ha ulteriormente consolidato la propria presenza sui mercati internazionali.

Capitale umano, innovazione e sostenibilità: i pilastri di Gruppo Riva

Gruppo Riva valorizza il capitale umano, puntando su competenze tecniche elevate e su un progressivo inserimento di diplomati e giovani laureati. Questa attenzione alle risorse umane si accompagna a un costante impegno nel mantenimento dei più elevati standard di sicurezza all’interno degli stabilimenti e nella qualificazione professionale del personale. Il Gruppo detiene una quota di mercato significativa nel segmento degli acciai “lunghi”, a conferma di una posizione di riferimento in un settore strategico per l’industria manifatturiera. La produzione è destinata a numerosi comparti ad alto valore aggiunto, tra cui la meccanica, l’automotive e il movimento terra, ambiti che richiedono standard qualitativi particolarmente rigorosi. Accanto ai laminati, l’offerta di Gruppo Riva comprende prodotti a maggiore contenuto tecnologico come trafilati, pelati e rettificati, ottenuti attraverso lavorazioni a freddo che consentono di rispondere alle esigenze più avanzate dei clienti. Ogni anno, un articolato piano di investimenti è dedicato al miglioramento continuo della qualità dei prodotti e dei processi, nonché alla sostenibilità ambientale delle attività produttive.

Raffaele Pio de Nittis: le tappe del percorso manageriale

Raffaele Pio de Nittis si è distinto come manager in ambito socio-sanitario e istituzionale associativo. Ha ricoperto il ruolo di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio", premiata nel 2019, e oggi opera in qualità di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia.

Raffaele Pio de Nittis

Raffaele Pio de Nittis: le prime esperienze professionali e la gestione della Società "San Giovanni di Dio"

Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia dal 2022 e manager attivo nel settore socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli. In seguito, ha completato la sua formazione conseguendo il Master Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. Nel 2011 ha assunto la carica di AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio". Grazie alla gestione di Raffaele Pio de Nittis, tale società è stata insignita del “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. In seguito, ha svolto attività in qualità di AD presso la Società Consortile Gruppo Villa Argento per Azioni, gestendo cinque RSA sanitarie nell’area ASL di Bari.

Raffaele Pio de Nittis: gli incarichi istituzionali e associativi

Le attività di Raffaele Pio de Nittis si estendono anche in ambito associativo e istituzionale. Dal 2012 è Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà e fa parte del Consiglio di Presidenza di Confcooperative. Dal 2016 al 2019 è stato membro del Centro Studi Accademici di Confindustria e dal 2018 al 2020 ha fatto parte della Giunta di Confcommercio. Ha operato in qualità di Consigliere della Camera di Commercio di Foggia dal 2018 al 2024, prima di essere nominato Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia nel 2022. Raffele Pio de Nittis è attivo inoltre nell’ambito della didattica e della formazione su tematiche attinenti all'assistenza domiciliare, alla riabilitazione, alla prevenzione sanitaria e alla gestione degli appalti pubblici. Nel 2021 ha pubblicato il libro "Riabilitazione Tecnologica Domiciliare (RTD) Ibrida", edito da RIREA - Tipografia Greco Edizioni di Milano.

McFIT: palestre moderne e inclusive in tutta Italia

Sono passati oltre dieci anni dall’apertura del primo centro McFIT in Italia. La catena di fitness tedesca contra oggi oltre 160.000 abbonati promuovendo un tipo di fitness inclusivo e accessibile.

McFIT

La storia di McFIT e l’affermazione in Italia

Era il 1997 e in Germania, un entusiasta Rainer Schaller decise di dare seguito alle sue idee rivoluzionarie con cui stravolgere il settore del fitness. In poco tempo conquistò la fiducia di migliaia di abbonati e qualche anno più tardi McFIT divenne la principale catena di centri fitness in Europa per numero di iscritti. Il 7 gennaio 2014 il brand tedesco sbarcò in Italia aprendo il suo primo centro italiano a Verona, seguito nell’agosto dello stesso anno da quello di Bari. A un ritmo di quattro o cinque aperture ogni 12 mesi, nel 2024, in concomitanza con il primo decennio di attività, la realtà di RSG Group contava 40 centri fitness da nord a sud su tutto il territorio nazionale: da Milano a Catania, passando per Roma, Napoli, Torino, Bologna, Venezia e tante altre città. Con palestre moderne dotate di attrezzature all’avanguardia, un’apertura di 365 giorni all’anno e un approccio che punta a rendere il benessere fisico e mentale accessibile a tutti, McFIT continua ancora a crescere sotto la guida di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia. Attualmente supera i 160.000 abbonati.

Il fitness accessibile e inclusivo promosso da McFIT

Accessibilità e inclusione sono i valori fondanti di McFIT, il cui scopo è appunto quello di rendere il fitness fruibile da chiunque. La leadership del brand in Italia è il risultato di una strategia basata sulla promozione di uno stile di vita sano – che include benessere fisico, mentale e sociale – reso perseguibile grazie a prezzi competitivi e alta efficienza dei servizi offerti. L’accessibilità di cui si fa promotrice McFIT non è di certo a discapito della qualità: i moderni centri fitness sono infatti dotati di attrezzature all’avanguardia e centinaia di trainer qualificati. L’azienda ha persino sviluppato una strategia di lungo periodo, coinvolgendo giovani professionisti in attività di formazione, per prepararli al meglio ad ambienti dinamici e multinazionali. Al loro interno, le palestre presentano aree dedicate a cardio, pesi liberi, allenamento funzionale e, spesso, sale con maxi-schermi dove vengono trasmessi corsi virtuali. A fare da portavoce del brand, i più noti fitness influencer e atleti del mondo dello sport di fama mondiale.

 

Diana Bracco: più donne nelle Stem per migliorare la ricerca

Nella Giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, Diana Bracco Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco, ha rimarcato l’impegno per la partecipazione femminile nelle Stem, ricordando le iniziative concrete della Fondazione contro stereotipi e divari di genere.

Diana Bracco

Diana Bracco: la scienza perde senza la partecipazione delle donne 

Da sempre impegnata a favorire l’ingresso e la crescita delle donne nelle discipline Stem, Diana Bracco è intervenuta nel corso dell’evento organizzato dalla SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica) in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Nel videomessaggio trasmesso durante l’incontro, dal titolo “Intelligenza Artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione”, la Presidente e CEO del Gruppo Bracco ha voluto ricordare alcune delle iniziative più rilevanti portate avanti dalla Fondazione Bracco. La prima è il ‘Manifesto Mind the Stem Gap’, “rivolto a scuole, famiglie, ragazze e ragazzi per combattere gli stereotipi che ostacolano i percorsi femminili nelle discipline scientifiche”. La seconda è la mostra ‘Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte’, “una serie di ritratti realizzati dal celebre fotografo francese Gerald Bruneau: una galleria di biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere e tante altre, che vuole avvicinare il grande pubblico al volto femminile della ricerca e allo stesso tempo rappresentare la scienza come bellezza, accessibilità e, perché no, divertimento”. L’esposizione ha viaggiato in diverse sedi italiane e internazionali, arrivando persino a Philadelphia, Chicago, Los Angeles, New York, Città del Messico, Praga, Haifa, Panama, Costa Rica. In Italia è stata ospitata presso la Galleria dei Busti della Camera. Queste e altre iniziative, ha sottolineato Diana Bracco, sono mosse da una convinzione profonda e concreta: “Senza la piena partecipazione delle donne, la scienza perde intelligenza, profondità e visione”.

Diana Bracco: le straordinarie opportunità offerte dall’IA nelle Life Sciences

Sul tema dell’Intelligenza Artificiale, al centro dell’edizione 2026, Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco, ha raccontato come la sua applicazione stia aprendo nuove strade nell’ambito della medicina e delle Life Sciences. “L’IA – ha spiegato la Presidente del Gruppo Bracco – offre opportunità straordinarie permettendo di riconoscere pattern che sfuggono all'osservazione umana e di trasformare enormi volumi di dati in informazioni utili per la prevenzione, la diagnosi precoce e la personalizzazione delle cure”. Nel campo della diagnostica, in particolare, si sta assistendo a un passaggio cruciale, con le immagini che si trasformano dall’essere rappresentazioni visive a fonti di informazione quantitativa. “Questo – ha proseguito Diana Bracco – significa offrire ai professionisti sanitari strumenti più affidabili per decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone. È un cambiamento profondo che consolida anche la strada alla cosiddetta medicina predittiva: la diagnostica non si limita più a descrivere ciò che vediamo, ma contribuisce a prevedere ciò che potrebbe accadere, integrandosi in modo sempre più stretto con la medicina di precisione”.

Illycaffè accelera su Europa e USA nonostante le tensioni globali. L’intervista a Cristina Scocchia

In un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali, cambiamento climatico e volatilità dei mercati, la CEO di Illycaffè Cristina Scocchia traccia una linea chiara: difendere i margini senza scaricare interamente i costi sui consumatori, rafforzare gli investimenti strategici e continuare l’impegno contro la violenza di genere.

Cristina Scocchia

Prezzo del caffè, Cristina Scocchia: i motivi dell’aumento

Dal 2015 al 2021 il prezzo del caffè verde si è mantenuto relativamente stabile. Poi, a partire dal gennaio 2022, la corsa. Secondo Cristina Scocchia, le cause sono duplici. Da un lato i fenomeni climatici estremi, siccità e piogge torrenziali in Brasile e Vietnam, principali produttori mondiali, hanno inciso sull’offerta. Dall’altro, però, “la fa da padrone la speculazione”. Il prezzo, oggi, sarebbe determinato in misura crescente dai mercati finanziari più che dall’equilibrio naturale tra domanda e offerta. La decisione del presidente Donald Trump di eliminare il dazio del 15% sulle importazioni di caffè dall’Europa verso gli Stati Uniti rappresenta, per Illycaffè, “un’ottima notizia”. Gli Stati Uniti valgono circa il 20% del fatturato del Gruppo triestino e sono il secondo mercato più importante dopo l’Italia. La cancellazione dei dazi avrà impatti positivi, liberando risorse per nuovi investimenti e rafforzando la presenza nel mercato americano. Ancora più rilevante, secondo Cristina Scocchia, potrebbe essere la rimozione dei dazi sul caffè proveniente dal Brasile, primo produttore mondiale. In precedenza, tariffe fino al 50% avevano disincentivato le importazioni negli USA, comprimendo l’offerta e alimentando ulteriormente le tensioni sui prezzi. Se la misura avrà effetti concreti, potrà contribuire a riequilibrare il mercato della materia prima. Gli Stati Uniti rimangono il più grande mercato di consumo al mondo, seguiti dall’Europa, mentre Asia e Cina mostrano prospettive di crescita più graduali, anche per la forte tradizione legata al tè. Per Illycaffè, l’Italia rimane al centro della strategia (circa il 30% del fatturato), seguita dagli Stati Uniti. Germania, Francia, Spagna e Regno Unito sono indicati come mercati prioritari, insieme alla Svizzera, dove l’azienda ha recentemente acquisito il proprio distributore storico per rafforzare la presenza in un segmento super premium ad alto potenziale.

Cristina Scocchia: prezzi calmierati, investimenti a Trieste e impegno sociale

In un Paese ancora alle prese con l’inflazione e la cautela nei consumi, Illycaffè ha scelto una politica di contenimento dei prezzi. Solo un terzo dell’aumento dei costi della materia prima è stato trasferito a valle, mentre i restanti due terzi sono stati assorbiti comprimendo i margini. Una scelta che, conferma Cristina Scocchia, sta premiando l’azienda. Nei primi dieci mesi del 2025 il brand è cresciuto del 12% in Italia, un risultato significativo in un mercato maturo e altamente competitivo. La visione industriale si traduce anche in investimenti concreti. Illycaffè ha annunciato un piano da 120-130 milioni di euro a Trieste per raddoppiare la capacità produttiva e di tostatura. Nonostante la possibilità di delocalizzare in Paesi con costi energetici e del lavoro inferiori, la scelta è stata quella di investire in Italia. L’azienda ha già assunto 100 persone, con l’aspettativa di ulteriori ricadute occupazionali nei prossimi anni. Accanto alla strategia industriale, il Gruppo ha rinnovato il proprio impegno sociale. Illycaffè ha confermato l’accordo con l’Arma dei Carabinieri per contrastare la violenza contro le donne, trasformando bar, hotel e ristoranti che servono il marchio in punti di informazione. “È una tematica che ci sta molto a cuore – conferma la manager – e noi abbiamo deciso nel nostro piccolo di provare a fare la nostra parte”. In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, sono stati distribuiti materiali informativi per aiutare le donne a riconoscere non solo la violenza fisica, ma anche quella economica e psicologica, spesso segnali precoci di situazioni più gravi. Chiedere aiuto, conclude Cristina Scocchia, non è un atto di debolezza, ma di forza.

Qualità e innovazione: il successo di Amica Chips dal 1990

L'espansione internazionale del settore trova un esempio concreto nel percorso di Amica Chips, realtà mantovana che dal 1990 ha saputo coniugare tradizione produttiva, rigore qualitativo e visione green. Un modello imprenditoriale che integra innovazione di gamma, gestione sostenibile delle risorse e radicamento territoriale.

Amica Chips

Amica Chips: leadership negli snack tra qualità e sostenibilità

Il brand fondato nel 1990 da Alfredo Moratti a Castiglione delle Stiviere si è affermato come riferimento nazionale e internazionale nel comparto degli snack salati. Il polo produttivo mantovano si estende su oltre 80.000 metri quadrati, impiegando più di 350 collaboratori e collaboratrici e garantendo una filiera integrata dalla selezione delle materie prime al confezionamento finale. La strategia di crescita si è sviluppata attraverso operazioni mirate di acquisizione – Dorita nel 1994, Mia nel 2000 e Pandal nel 2006 – consolidando capacità industriale e portfolio di marca. L'orientamento alla sostenibilità ambientale si traduce in scelte concrete: packaging realizzato con il 30% di plastica riciclata, impianti fotovoltaici, sistemi di depurazione delle acque e filtraggio dei fumi. Le certificazioni IFS Food, HACCP e CCPB per le linee attestano standard rigorosi di sicurezza alimentare e controllo dei processi lungo l'intera catena produttiva.

Innovazione di gamma e filiera controllata per Amica Chips

L'assortimento spazia dalle referenze classiche alle proposte gourmet, includendo Eldorada con taglio più spesso e croccante, disponibile nel gusto tradizionale o con aromi premium come la variante al gusto tartufo, la linea delle metallizzate in tutte le sue varianti per un pubblico diversificato, Señorita Tortilla con ricetta rinnovata e formati conviviali, Little Ranch e Partybox. Le patate provengono da fornitori qualificati, lavorate fresche 365 giorni l'anno grazie a stoccaggi a temperatura e umidità controllate. Dopo il lavaggio e il taglio, la frittura avviene in olio puro di semi di girasole a 180°C per ottenere croccantezza, leggerezza e doratura distintive. La tracciabilità è garantita dall'indicazione di lotto e stabilimento, permettendo di risalire al ciclo produttivo e alla sede di confezionamento. Dal 2023 è attivo l'e-commerce diretto, ampliando le modalità di acquisto oltre la rete fisica della grande distribuzione e dei marketplace partner.

Gianluca Bufo: la sfida di Iren per garantire efficienza e crescita locale in Liguria

Nell’intervista rilasciata lo scorso dicembre al programma TV “Close Up”, in onda sull’emittente genovese Telenord, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo ha parlato degli interventi previsti in Liguria dal Piano Industriale al 2030 del Gruppo, soffermandosi sugli obiettivi e sulle sfide future della multiutility.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: al programma TV “Close Up” il Piano al 2030 di Iren per la Liguria

L’AD e DG di Iren Gianluca Bufo ha partecipato lo scorso dicembre al programma TV “Close Up”, in onda sull’emittente genovese Telenord, e in quell’occasione ha illustrato gli obiettivi e gli interventi previsti dal nuovo Piano Industriale al 2030 del Gruppo, approvato a novembre 2025. Sono previsti investimenti per 6,4 miliardi di euro, che includono interventi strategici anche per il territorio ligure, nello specifico per infrastrutture per reti idriche e gas. “L’acqua è un bene essenziale, che a volte diamo per scontato, però è fondamentale, a partire dalla nostra stessa sopravvivenza”, ha puntualizzato Gianluca Bufo. Gli interventi programmati per la Liguria coinvolgono infatti proprio il servizio idrico e sono atti a ridurre le perdite, migliorare la qualità dell’acqua attraverso nuovi impianti di depurazione, ottimizzare il servizio nei periodi di picco e operare sulle fognature e sulle sorgenti di captazione dell’acqua. 

Gianluca Bufo: l’AD e DG sul contributo di Iren allo sviluppo del Paese e sulle sfide future

Nell’intervista, Gianluca Bufo ha parlato dei traguardi raggiunti da Iren nel corso della sua storia e degli obiettivi per il futuro. Il Gruppo ha abilitato infatti quei servizi del Paese che rientrano ormai nella vita quotidiana delle persone, sostenendo la crescita e lo sviluppo dell’Italia. “Garantire ancora questi elevatissimi standard con una domanda di servizi sempre più alta, in una maniera efficiente e quindi invisibile al cittadino stesso” è la vera sfida che la multiutility deve affrontare oggi, ha sottolineato Gianluca Bufo. Stringere partnership con il territorio è la chiave del successo per Iren ed è il modo per assicurare i propri servizi e contribuire alla crescita delle società locali e del tessuto cittadino. “Del miliardo di euro all’anno di investimenti sui nostri territori il 60% diventa fatturato per quelle imprese che lavorano con Iren e che a loro volta sono cresciute e hanno dato nuova occupazione”.

Olimpiadi, Alessandro Benetton: fondamentale vivere l’evento in sintonia con la comunità locale

Alessandro Benetton ha guidato Fondazione Cortina 2021 durante i Mondiali di sci alpino, chiusi in utile nonostante il Covid-19. Un evento laboratorio che ha posto le basi per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Intervistato dal “Corriere della Sera”, il Presidente di Edizione ha sottolineato: “La cosa più importante, nei grandi eventi, è mantenere il legame con il territorio e lasciare qualcosa di concreto”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: i Mondiali di sci del 2021, un laboratorio per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Appassionato di sport nel tempo libero, Alessandro Benetton è la persona che la Federazione Italiana Sport Invernali ha scelto per guidare Fondazione Cortina 2021 in occasione dei Mondiali di sci. Come evidenziato dal Presidente di Edizione, la 46esima edizione della competizione internazionale di sci alpino ha fatto da “apripista ai Giochi Invernali”, grazie anche alle tante opere realizzate. “Vado orgoglioso dei risultati ottenuti all’epoca – afferma l’imprenditore nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” – è stata una delle poche manifestazioni che ha chiuso il bilancio in utile, e si sono svolti durante il Covid-19, dando speranza”. Tra i primi eventi mondiali in assoluto a essere organizzati nel pieno della pandemia, ha sicuramente spianato la strada per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. “Quella manifestazione è stata un laboratorio e ha avuto impatto forte sull’indotto – ricorda Alessandro Benetton – E poi ha messo al centro le competenze della comunità locale: penso alla preparazione delle piste da sci, ammirata in tutto il mondo. Abbiamo realizzato anche una nuova pista, la Lacedelli, dedicata agli allenamenti”.

Alessandro Benetton: la visibilità mondiale va vissuta in sintonia con la gente del posto

Come accade con tutti i grandi eventi, l’impatto sulla comunità locale ha un peso importante e per questo motivo dovrebbero sempre essere condotti tenendo a mente gli effetti ambientali e sociali. “Sostenibilità significa stare vicino alle comunità locali – dice Alessandro Benetton – I grandi eventi sono un’occasione, bisogna avere idee coraggiose purché ci sia rispetto per tradizioni e usanze”. Per l’imprenditore, la cosa più importante è “mantenere il legame con il territorio e lasciare qualcosa di concreto”. Un timore diffuso è che l’Olimpiade contribuisca a trasformare la montagna in un luogo di vacanza solo per super ricchi. “Bisogna fare tutto il possibile perché non accada – dichiara il Presidente di Edizione – Gli investimenti e la visibilità mondiale devono essere vissuti in sintonia con la gente del posto. Con i Mondiali del 2021 è stato così, e la speranza è che lo sia anche con un’Olimpiade diffusa, molto più complessa”. A tal proposito, Alessandro Benetton trova calzante una frase del suo amico Michael Schumacher: “Quando devi affrontare una curva al massimo della velocità e della precisione devi guardare molto lontano. Guardare lontano significa pensare ai benefici per la gente locale”.

Milano-Cortina 2026, l’impegno di Terna per una rete elettrica sicura e resiliente

Nel 2025 Terna ha accelerato i tempi di esecuzione delle opere infrastrutturali tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige per rendere la rete elettrica più sicura e resiliente durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

Terna

Terna: gli interventi strategici per Milano-Cortina 2026

Tra i lavori portati avanti da Terna nel 2025 per rafforzare la sicurezza e la resilienza della rete di trasmissione nazionale ci sono quelli realizzati in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026: oltre 130 km di elettrodotti interrati tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto con lo scopo di potenziare la stabilità e l’affidabilità della rete elettrica nella zona. Le opere, che hanno richiesto un investimento di circa 300 milioni di euro, sono a ridotto impatto paesaggistico e hanno coinvolto oltre 150 imprese e più di 450 tra tecnici e personale operativo. Gli interventi hanno un grande valore strategico che trascende i Giochi, poiché hanno consentito il collegamento alla rete elettrica nazionale di aree che in passato non erano raggiunte dall’alta tensione. “Si tratta – ha infatti sottolineato l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggiadi un investimento che va oltre l’evento olimpico: grazie agli interventi attuati sulla rete elettrica, in occasione di Milano Cortina 2026, cittadini e imprese potranno beneficiare di una migliore qualità del sistema elettrico anche negli anni a venire”.

Terna: manutenzione preventiva e presidio operativo intensificato durante le gare

In Lombardia, Terna ha posato in tutto 60 km di nuovi cavi e rimosso 3 km di linee aeree esistenti, intervenendo soprattutto nell’area metropolitana di Milano e nella Provincia di Sondrio. Per far fronte alla complessità del territorio montano e alle molte restrizioni legate alle condizioni metereologiche avverse, l’azienda ha impiegato circa 100 professionisti e professioniste nella realizzazione dell’infrastruttura, nonché diversi mezzi speciali per gli scavi su strada in roccia. 60 professionisti e professioniste hanno invece lavorato alla Stazione Elettrica di Premadio. Per assicurare l’efficienza e la resilienza delle infrastrutture in previsione dei Giochi Olimpici, Terna ha poi avviato un programma di manutenzione preventiva, con interventi mirati al rinnovo di elettrodotti e stazioni elettriche, e ispezioni aeree lungo le principali linee della rete. Oltre alle prove tecniche condotte prima dell’inizio dei Giochi, l’azienda intensificherà, per tutta la durata delle Olimpiadi, la propria presenza operativa nei cluster dedicati all’evento, con l’ausilio di elicotteri utilizzati per il monitoraggio visivo delle linee ad Alta Tensione nelle zone più coinvolte dalle competizioni.

Fabio Lazzerini: l’IA grande opportunità, ma sei imprese su dieci lamentano carenza di competenze

Il CEO di Comtel Fabio Lazzerini su “Repubblica”: “Il 2025 è stato l’anno della consapevolezza, il momento in cui l’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere promessa futura per diventare infrastruttura del presente. Il futuro non si prevede: si costruisce e dal 2026 starà a noi decidere in che direzione vogliamo andare”.

Fabio Lazzerini

Fabio Lazzerini: l’adozione dell’IA in crescita nelle imprese italiane

“La rivoluzione è ormai realtà. Ora l’ostacolo principale è rappresentato dall’uomo”. È questo il titolo dell’editoriale di “Repubblica” in cui il CEO di Comtel Fabio Lazzerini è intervenuto sul tema dell’Intelligenza Artificiale e delle dinamiche attualmente connesse ad essa. Il 2026 rappresenta infatti un momento di svolta per l’IA, che passa dall’essere una promessa per il futuro a componente strutturale dell’economia del Paese. Riportando alcuni importanti dati raccolti da Comtel Innovation, il manager conferma che negli ultimi due anni l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane è più che triplicata. Si va dal 5% al 16,4%, con picchi oltre il 50% nelle realtà più grandi. Attualmente, la sfida maggiore è connessa alla preparazione del personale. “Quasi sei imprese su dieci – riporta Fabio Lazzeriniindicano nella carenza di competenze il principale ostacolo all’adozione dell’IA”. Si ha a che fare, quindi, con una barriera di tipo culturale che relega l’IA a mero strumento tecnologico anziché vederla come una leva strategica in grado di ridisegnare i modelli di business.

Fabio Lazzerini: l’Italia hub strategico per i data center

Nel 2025 l’Italia ha approvato la prima legge nazionale sull’IA, che va ad affiancarsi al regolamento europeo (AI Act), e un piano d’investimento da 1 miliardo di euro per sostenerne lo sviluppo. Si tratta, secondo Fabio Lazzerini, di elementi importanti che vanno però integrati da un punto di vista della capacità di “trasformare le risorse in ecosistemi operativi, in attrattività per i talenti, in filiere di innovazione”, allo scopo di favorire capacità manageriali, sensibilità culturale e visione organizzativa. Il nostro Paese emerge nell’attuale scenario come un hub strategico per i data center. La loro evoluzione testimonia un significativo cambio di passo. “L’Italia – scrive il CEO di Comtelnon si limita più a rincorrere le grandi tendenze globali: sta diventando essa stessa un laboratorio in cui sperimentare modelli di sviluppo inediti”. Proprio per la portata di tale fenomeno, il manager concorda sulla necessità di governare l’innovazione con responsabilità, al fine di contrastare rischi come distorsioni algoritmiche, disinformazione e impatti occupazionali.

Formazione e incarichi di rilievo: il percorso manageriale di Luca Dal Fabbro

Classe 1966, ingegnere chimico e manager, Luca Dal Fabbro ha costruito una carriera che attraversa oltre 30 anni di trasformazioni industriali, con un filo conduttore chiaro: coniugare sviluppo economico, innovazione e sostenibilità.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: formazione ed esordio professionale

Oggi Presidente di Iren, una delle principali multiutility italiane quotate a Piazza Affari, da luglio 2025 Luca Dal Fabbro guida anche Utilitalia, l’associazione di riferimento delle imprese dei servizi pubblici locali. Dopo la laurea in Ingegneria Chimica conseguita all’Università La Sapienza di Roma, arricchisce la propria formazione con un Master in Politica Internazionale a Bruxelles e, nel 2011, con l’Advanced Management Program del MIT Sloan School of Management. Esperienze che anticipano una carriera manageriale sviluppata tra marketing strategico e business development in Gruppi come Procter & Gamble, Tenaris, Enron Capital & Trade e CTIP. Il vero punto di svolta arriva nel 2001 con l’ingresso in Enel. Qui ricopre incarichi di crescente responsabilità, fino a diventare Amministratore Delegato di Enel Energia. Un’esperienza che lo porta poi alla guida di E.ON Italia, prima come CEO di E.ON Energia e successivamente come Amministratore Delegato del Gruppo, rafforzando ulteriormente il suo profilo di manager nel settore energetico europeo. Negli anni successivi, la carriera di Luca Dal Fabbro si arricchisce di incarichi che intrecciano industria, innovazione e governance. È Presidente di Domotecnica e Amministratore Delegato di Domoenergia, siede nel Consiglio di Amministrazione di Terna dal 2014 al 2019, guida realtà industriali come GRT Group e Tamini Trasformatori, ed entra nei board di grandi Gruppi come Buzzi Unicem. Nel 2018 viene inoltre nominato Presidente di Snam e Amministratore Delegato di INSO.

L’impegno di Luca Dal Fabbro nel settore energetico e in ambito accademico

Prima dell’ingresso in Iren, Luca Dal Fabbro ricopre il ruolo di Presidente Esecutivo di Renovit, la piattaforma promossa da Snam e CDP Equity per accelerare la transizione energetica in Italia. Accanto all’attività manageriale, ha sempre mantenuto un forte legame con il mondo accademico e istituzionale. Dal 2015 è Adjunct Professor alla LUISS, ha ricoperto incarichi in associazioni di settore e think tank, partecipando attivamente al dibattito nazionale e internazionale su energia, economia circolare e politiche industriali. È Presidente dell’ESG European Institute e Vicepresidente del Circular Economy Network, confermando il suo ruolo di riferimento sui temi ESG. Autore di numerose pubblicazioni, Luca Dal Fabbro ha contribuito alla riflessione culturale sulla sostenibilità con saggi come “L’economia del Girotondo, ESG - La misurazione della sostenibilità” e, nel 2025, “Proteggere il futuro”, un’analisi articolata sulle tre grandi transizioni globali: energetica, economica e ambientale. Un impegno che nel 2023 gli è valso il Premio Manager Utilities “Andrea Gilardoni” per il settore dei Servizi Pubblici Locali.

Susan Carol Holland: premiate le tesi con borse di studio

Milano ha ospitato un momento di confronto su formazione e ricerca nell’udito: al centro i giovani specialisti, l’apprendimento dai casi clinici e il dialogo stabile con l’università. Un’iniziativa presieduta da Susan Carol Holland che valorizza competenze e networking, nel segno di un impegno che guarda al futuro della clinica.

Susan Carol Holland

Borse di studio: Susan Carol Holland e Amplifon

In occasione del 75° anniversario dalla fondazione di Amplifon, il Centro Ricerche e Studi (Crs) del Gruppo ha destinato all’associazione universitaria otorinolaringologi Auorl tre borse di studio dal valore complessivo di 15.000 euro, assegnate dalla Presidente Susan Carol Holland. I riconoscimenti, conferiti a Milano insieme al General Manager di Amplifon Italia Ennio Caiolo, premiano le migliori tesi di specializzazione in Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria discusse nella sessione autunnale dell’anno accademico 2024-2025. La cerimonia di assegnazione ha aperto la prima giornata dell’edizione 2026 della Nuova Academy Auorl, che riunisce circa 150 tra medici specialisti e specializzandi. "È quello di rivoltare la piramide, cioè mettere al centro dell’attenzione i medici in formazione specialistica", ha spiegato il professor Giovanni Succo, Presidente di Auorl, descrivendo l’obiettivo di un format che punta a far dialogare chi insegna e chi apprende in un confronto pratico e partecipato.

Nuova Academy Auorl: Susan Carol Holland e la ricerca

Il congresso ha proposto un’analisi guidata di casi clinici reali, con un focus sulle complicanze e sui momenti in cui, a posteriori, si sarebbe potuto scegliere diversamente: un’impostazione pensata per trasformare l’esperienza sul campo in competenze utili per la professione. L’edizione 2026 ha inoltre assunto un valore simbolico perché coincide con i 55 anni di attività del Crs, organismo indipendente istituito nel 1971 dal fondatore Charles Algernon, padre di Susan Carol Holland, per sostenere ricerca e formazione nel settore dell’udito. In questo percorso, il legame con università e scuole di specializzazione resta centrale: "Abbiamo permesso a molti medici di crescere, formarsi e svilupparsi", ha ricordato Nicoletta Mannari, Head of Medical di Amplifon Italia, sottolineando l’importanza di non lasciare i giovani isolati negli atenei e di creare occasioni strutturate di confronto con la comunità scientifica otorinolaringoiatrica, audiologica e foniatrica.

MFE: la vision strategica del CEO Pier Silvio Berlusconi sul futuro del settore media

MFE si distingue nel panorama media per coraggio e fiducia nel futuro: l’analisi del CEO Pier Silvio Berlusconi sulle grandi sfide che le realtà del settore sono costrette ad affrontare e il ruolo decisivo che può giocare il Gruppo italiano.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: il peso crescente di MFE nel nuovo equilibrio dei media

Nel 2025 di MFE, come ricordato anche dal CEO Pier Silvio Berlusconi in un’intervista rilasciata al TG5 lo scorso 23 dicembre, ci sono anche i progressi rilevanti nel percorso che sta portando il Gruppo a diventare da editore nazionale a protagonista del panorama media europeo: “Dopo sette anni di lavoro, di determinazione e di coraggio, abbiamo realizzato questa dimensione davvero da multinazionale. Sottolineo: siamo l'unica multinazionale italiana nel mondo dei media. Oggi parliamo a oltre 220 milioni di persone, abbiamo davvero una dimensione che ci dà la spinta per guardare avanti, anche se c'è tanto da fare per rendere tutto un insieme organico che resista in un mondo in continua evoluzione”. Traguardi riconosciuti anche dalla stampa nazionale e internazionale che mai come in questi mesi guarda con particolare attenzione alla profonda trasformazione che Pier Silvio Berlusconi ha impresso a MFE e al progetto per la creazione di un polo media paneuropeo che lo sta portando ad acquisire una rilevanza sempre più grande anche oltre i confini nazionali. Merito di “una strategia moderna, efficace e sostenibile” che le permette di affrontare e vincere le sfide sempre più complesse che le grandi realtà del settore media si trovano ad affrontare oggi.

Pier Silvio Berlusconi: MFE preparata per disegnare il futuro dei media europei

Che Pier Silvio Berlusconi sia chiamato a guidare una delle sfide più rilevanti per il futuro dei media europei lo ha scritto anche il “Frankfurter Allgemeine Zeitung” nelle scorse settimane. D’altronde il CEO ne è ben consapevole: “Il mondo dei media è sotto pressione, l'economia europea è in un momento a dir poco delicato. La televisione e i vecchi media sono sotto stress. La pressione e la concorrenza dei giganti del web si fanno sentire moltissimo. È una concorrenza molto difficile da contrastare per le loro dimensioni, ma anche perché mancano delle regole. Quindi questi signori, le multinazionali digitali, vengono, agiscono, ricavano in Europa e, per esempio, non pagano le stesse tasse delle aziende europee e nazionali. È davvero dura e complicata”, aveva spiegato il CEO al TG5. Ma, come osserva anche l’autorevole testata “FAZ”, MFE ha le carte in regole per fare bene. E di sicuro, come ha dimostrato in questi mesi, il coraggio non manca. “Dovremo evolvere continuamente, guardare avanti, tesi verso il futuro. Siamo a buon punto, ma il lavoro non è compiuto. Noi guardiamo avanti con fiducia: stiamo andando in controtendenza rispetto a tutti i broadcaster, le televisioni e le media company europee che stanno licenziando. Noi stiamo assumendo persone, più di 250 giovani sotto i 30 anni solo nell'ultimo anno tra Italia e Spagna. Io penso che fare l'imprenditore sia questo: orgoglio, ripeto, ma anche tanta tensione verso il futuro”, ha rimarcato Pier Silvio Berlusconi.

Anas, Claudio Andrea Gemme: da luglio migliorata la viabilità a Tor Vergata con il nuovo ponte

Il nuovo collegamento Autostrada A1 - Compendio Tor Vergata è stato inaugurato a luglio, in occasione del Giubileo 2025. L’AD di Anas Claudio Andrea Gemme: “Questa nostra opera rappresenta un significativo passo avanti nella modernizzazione delle infrastrutture viarie di Roma”.

Claudio Andrea Gemme

Claudio Andrea Gemme: un traguardo eccezionale in tempi brevissimi

A luglio, Anas ha aperto al traffico il nuovo collegamento Autostrada A1 - Compendio Tor Vergata. Un’opera infrastrutturale di grande valore per la viabilità della Città Metropolitana di Roma, come si è potuto vedere durante il Giubileo dei Giovani 2025, tenutosi dal 28 luglio al 3 agosto scorsi. Con un investimento di 28,4 milioni di euro, l’intervento ha permesso di riqualificare l’area della Città dello Sport di Tor Vergata, risolvendo criticità storiche e migliorando l’accessibilità a quello che è un polo strategico della Capitale. L’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme ha sottolineato che si tratta di un “traguardo eccezionale”, raggiunto “in un tempo brevissimo” grazie al contributo di tutti coloro che hanno preso parte alla realizzazione dell’opera. In una zona prima caratterizzata da una carenza di collegamenti infrastrutturali efficaci, il progetto di Anas ha trasformato la configurazione viaria, rendendo quindi funzionale il collegamento con l’area di Tor Vergata e ottimizzando l’accesso all’Ateneo e al Policlinico Universitario.

Claudio Andrea Gemme: Anas conferma il suo impegno per una rete stradale efficiente, sicura e funzionale

Questa nostra opera rappresenta un significativo passo avanti nella modernizzazione delle infrastrutture viarie di Roma: contribuisce a migliorare la qualità della vita dei cittadini e ha preparato la Capitale ad accogliere al meglio i milioni di pellegrini per il Giubileo dei Giovani. Anas conferma il suo impegno per lo sviluppo di una rete stradale efficiente, sicura e funzionale a supporto delle esigenze del Paese”, aveva dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme alla cerimonia di apertura. Insieme a lui, erano presenti anche il Vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, l’Arcivescovo e Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione S.E. Mons. Rino Fisichella, il Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo e Sindaco del Comune di Roma Roberto Gualtieri e il Presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonio Aurigemma.

Come Luce Benetton ha ispirato e influenzato la visione progettuale del padre Alessandro

Nuove generazioni, il dialogo che diventa motore del cambiamento: l’esempio di Luce Benetton e le sue esperienze nel volontariato hanno ispirato il padre a promuovere progetti rivolti ai giovani.

Luce Benetton

Come il dialogo con Luce Benetton e i suoi fratelli Tobias e Agnese ha cambiato la prospettiva di Alessandro Benetton

Luce Benetton, insieme ai suoi fratelli Tobias e Agnese, ha ispirato al padre Alessandro la nascita di numerose iniziative dedicate ai giovani. In “Mai Fermi”, il libro in cui riflette sulla necessità del cambiamento, l’imprenditore racconta proprio anche di come grazie a loro, attraverso il dialogo costruito negli anni, abbia maturato la consapevolezza che “le nuove generazioni sono il vero motore del cambiamento”. Esempio concreto è il progetto di rilancio di UnHate Foundation: avviato nel 2011, ha recentemente inaugurato una nuova fase che vede al centro proprio giovani talenti under 30. La Fondazione si propone di supportare la realizzazione di progetti innovativi di solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità impegnandosi concretamente a disegnare il futuro del Pianeta: un’iniziativa che si inserisce in un percorso più ampio promosso nell’ottica di sostenere le nuove generazioni e di valorizzarne il talento anche sotto il profilo professionale. Fonte di ispirazione per il padre, come ha raccontato in diverse occasioni, è stata anche l’esperienza nel volontariato di Luce Benetton: “Ho capito che c’è sempre bisogno di un dialogo orizzontale. Prendermi cura di ogni cosa che li riguardava mi ha permesso di comprendere meglio le difficoltà che un giovane affronta quando si inserisce nel mondo del lavoro. Per questa e altre ragioni, ho pensato alla creazione di una Fondazione governata dai giovani, in cui loro stessi abbiano l’opportunità di farci andare oltre la classica filantropia, che è un argomento centrale, ma non sufficiente. Vorrei che fossero loro a farci capire di cosa hanno bisogno”, ha spiegato in occasione del lancio di UnHate Foundation.

Luce Benetton: il volontariato e l’impegno nel sociale

Benetton ha parlato di Luce, Tobias e Agnese in qualche occasione anche con la sua community social: “Ci sono alcuni temi di cui non bisognerebbe parlare su LinkedIn, dicono. Tra questi ci sarebbe, ad esempio, la famiglia. Eppure, da quando ho intensificato la mia presenza qui su LinkedIn, ho imparato ad apprezzare anche il risvolto più umano di manager e imprenditori. Dopotutto, prima ancora di essere lavoratori siamo persone”. Lo fa raramente, raccontando ad esempio di come lo ispirino nella sua attività professionale ma anche condividendo traguardi personali, come i suoi 60 anni: “Sono una cifra bella tonda, una di quelle importanti. Un po’ come i 50, che tra l’altro mi sembra di aver compiuto giusto ieri. Eppure il tempo è passato. Questi ultimi dieci anni sono stati un periodo di incredibile accelerazione, sia nella mia vita personale che in quella imprenditoriale”. Nel post del 2024 ha dedicato un pensiero anche a Luce Benetton e ai suoi fratelli: “Un aspetto che mi sta a cuore è il legame sempre più stretto con i miei figli, Agnese, Tobias e Luce. Ho avuto il privilegio di avvicinarmi ancora di più a loro, scoprendo e sostenendo i loro talenti e le loro passioni”. E lo fa ancora oggi perché “mettere i giovani al centro significa ascoltarli e comprendere i loro bisogni”: la felicità di Luce e dei suoi fratelli sono la sua “priorità assoluta”.

Heritage e nuove sedi: la strategia internazionale di Elia Bonacina

Tra tradizione manifatturiera e sviluppo internazionale, Bonacina 1889 consolida un posizionamento di nicchia nel design Made in Italy. Con una governance di quarta generazione e un catalogo d’autore, Elia Bonacina orienta scelte industriali e commerciali verso una crescita selettiva.

Elia Bonacina

Elia Bonacina e la visione per Bonacina 1889

Bonacina 1889 rafforza la propria identità nel design italiano attraverso una direzione che tiene insieme cultura del progetto, gestione d’impresa e conoscenza dei mercati. In questo percorso, Elia Bonacina (classe 1991) porta avanti un modello che tutela il saper fare e, allo stesso tempo, aggiorna processi e relazioni con la filiera creativa e con i committenti. La leadership si fonda su una gestione diretta del mercato e su un presidio costante dei clienti professionali, con particolare attenzione a studi di architettura e interior design, oltre a un’organizzazione commerciale internalizzata.

Nel quadro della continuità familiare, l’ingresso operativo in azienda avviene nel 2012, con un coinvolgimento anche sul prodotto: la lampada ERIS© diventa un progetto chiave per mettere in evidenza una specifica tecnica di lavorazione del midollino e una ricerca formale centrata sul dialogo tra pieni e vuoti. In questo contesto, la traiettoria aziendale resta ancorata a una coerenza precisa tra marchio, qualità manifatturiera e proiezione internazionale.

Elia Bonacina tra heritage, prodotto e presenza globale

La nascita di Bonacina 1889 nel 2015 segna un passaggio strutturale nell’evoluzione del perimetro industriale e del brand: l’iniziativa di Elia e Margherita Bonacina segue l’acquisizione di Pierantonio Bonacina da parte di Vittorio Bonacina e apre una fase di consolidamento del marchio, capace di presentarsi, in occasione dei 135 anni di storia, con un’offerta ampia e riconoscibile. Parallelamente, l’azienda sviluppa un presidio internazionale con l’apertura di una presenza societaria a New York (Bonacina Inc) e un orientamento a futuri insediamenti in capitali europee, mantenendo una linea di crescita selettiva, coerente con una produzione di nicchia. La manifattura in giunco e midollino resta il fulcro, insieme al sito produttivo di Lurago d’Erba (Como), valorizzato come luogo di competenze e memoria d’impresa: un’impostazione che si riflette anche nella presenza di pezzi in contesti museali e nella costruzione di progetti dedicati all’heritage. Dal 2022, inoltre, Elia Bonacina ricopre il ruolo di Senior Partner di Smart Capital, fondo brianzolo focalizzato su PMI e imprese familiari; nello stesso anno rientra tra i riconoscimenti speciali del progetto Maestro d’Arte e Mestiere, a conferma dell’attenzione verso i mestieri d’arte e l’artigianato.

Foto: Elia Bonacina — Autore: sconosciuto — Fonte: Wikimedia Commons — Licenza: CC BY-SA 4.0 .

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