Il convegno Restart ha offerto l’occasione a Pietro Labriola di intervenire sulle prospettive delle telecomunicazioni in Europa. Il CEO di TIM ha evidenziato come il consolidamento del mercato e una regolamentazione più equa siano essenziali per il futuro del settore.
Pietro Labriola: l’intervento al convegno sul futuro delle TLC
Si è tenuto a Roma il convegno di Restart “Shaping Horizons in Future Telecommunications”, nel corso del quale si è parlato, tra le altre cose, del valore del mercato europeo delle telecomunicazioni e dei tassi di crescita fino al 2030, e dei possibili scenari futuri alternativi nel settore delle TLC. Un momento chiave dell’incontro è stato sicuramente il confronto con gli stakeholder pubblici, inclusi i rappresentanti del Governo italiano e della Commissione europea, e privati, partendo dai CEO delle società di telecomunicazioni. Al dibattito hanno preso parte gli Amministratori Delegati dei principali player del settore, compreso Pietro Labriola, CEO di TIM e Presidente di Asstel. I temi affrontati sono stati il consolidamento del mercato, il Mercato Unico europeo, i nuovi modelli di network sharing, il ruolo emergente delle NetCo e dei Neutral Host, la gestione delle frequenze radio. Il convegno ha avuto luogo in un contesto particolarmente rilevante per le TLC, tornate a occupare una posizione di rilievo nel discorso europeo.
L’appello di Pietro Labriola per una regolamentazione più equa
Secondo il manager, che dal 2022 guida TIM, “non è accettabile che gli operatori tradizionali siano sottoposti a vincoli e obblighi molto più stringenti rispetto alle piattaforme Ott”. Una situazione che continua a creare “distorsioni” penalizzando gli operatori che investono nelle infrastrutture. Bisognerebbe, invece, trovare una “European Way” per stimolare l’innovazione e favorire il consolidamento del mercato. “Il fatto che in Europa ci siano 120 operatori mentre negli Stati Uniti, in Brasile o in Cina solo tre fa capire quale deve essere la strada da seguire”, ha affermato Pietro Labriola. Ha poi aggiunto: “Non vogliamo competere solo sul prezzo, ma dobbiamo investire in qualità e comunicare efficacemente il valore aggiunto dei nostri servizi”. Troppo spesso, ha fatto notare il manager, gli operatori italiani si sono concentrati su una concorrenza al ribasso, trascurando l’importanza di offrire servizi premium e fidelizzare la clientela. Per il CEO di TIM, “è ora di puntare su un modello di business più sostenibile, basato sulla qualità e sull'innovazione”.
