Renato Mazzoncini: A2A tra investimenti in infrastrutture e logica circolare dell’energia

Nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini si è soffermato sul ruolo infrastrutturale che energia ed elettricità hanno assunto nell’era delle rinnovabili. Per aumentare l’autonomia energetica in Italia e in Europa serve una visione di lungo periodo.

 Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A

Renato Mazzoncini: serve una visione energetica di lungo periodo per l’Europa

“Serve grande lucidità e visione che va ben oltre quello che accade il mese o l’anno prossimo — ha dichiarato l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini in un’intervista rilasciata lo scorso maggio al “Corriere della Sera” — Basterebbe applicare quello che il Governo ha scritto nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che non a caso è un piano decennale”. Anche perché nell’era delle rinnovabili l’elettricità è diventata un’infrastruttura. Se “per la generazione da fonti fossili hai investimenti bassi all’inizio ma costi d’esercizio elevati e soprattutto non controllabili, con le rinnovabili hai investimenti elevati all’inizio ma costi di esercizio molto bassi — ha ribadito Renato Mazzoncini — Con l’invasione russa in Ucraina e la crisi nello Stretto di Hormuz abbiamo capito che l’autonomia energetica è fondamentale se l’Europa e l’Italia vogliono mantenere i livelli di vita che tutto il mondo ci invidia e vorrebbe avere”.

Renato Mazzoncini: A2A investe 1,6 miliardi di euro nei data center e punta sulla logica circolare

Negli ultimi anni A2A ha avviato un massiccio piano di investimenti in sviluppo. “ Siamo passati da 500 milioni a 2 miliardi l’anno — ha evidenziato Renato Mazzoncini. L’80% di quei 2,2 miliardi di margine arriva infatti dalla remunerazione delle nostre infrastrutture.”. Dal 2020 la Life Company ha concluso 2.500 cantieri e oggi ne ha attivi 300, tra cui quelli sui data center, su cui ha a piano di  investire 1,6 miliardi di euro. “La logica deve essere circolare”, ha sottolineato Renato Mazzoncini: il calore prodotto dai data center sarà trasformato, attraverso il teleriscaldamento, in energia per i quartieri che li ospitano. “Quando si parla di infrastrutture si parla di cifre, previsioni, numeri e conti da fare, non ideologia. Il termovalorizzatore di Brescia produce quanto un milione di metri quadrati di pannelli solari. I rifiuti diventano materia prima, che riscaldano e illuminano Brescia. Per di più non si consuma territorio”.

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