Tecnologie emergenti e innovazione d'impresa: Daniela Mainini ha intervistato Manfredi Calabrò, componente del Comitato Strategico del Centro Studi Grande Milano, per comprendere gli scenari e gli effetti di questa rivoluzione digitale.
Manfredi Calabrò: l’Intelligenza Artificiale come forza trasformativa
Con una carriera ventennale sviluppata tra Italia e Regno Unito, Manfredi Calabrò è un manager dalla consolidata esperienza nella guida di organizzazioni complesse nei settori della comunicazione strategica, della brand governance e della consulenza corporate. Nell’intervista condotta da Daniela Mainini del Centro Studi Grande Milano, ha provato a superare la definizione di Intelligenza Artificiale come semplice strumento di supporto. “È soprattutto una forza trasformativa che sta cambiando il modo in cui le idee vengono immaginate, sviluppate e portate sul mercato”. Particolarmente efficace nel rielaborare ciò che già esiste, è in grado di democratizzare la produzione di contenuti e accelerare la sperimentazione. Quando si parla di creatività, però, l’IA manca di quelle capacità tipicamente umane che servono a creare qualcosa di realmente originale. L’originalità resta, infatti, l’aspetto più importante di un processo creativo. “L’intuizione autentica nasce ancora dalla sensibilità umana, dalle competenze, dalla cultura e dalla capacità di immaginare quello che ancora non esiste”, ha evidenziato Manfredi Calabrò.
Manfredi Calabrò: il rischio dell’omologazione e il pensiero critico come vantaggio competitivo
Oltre a toccare i temi legati alla tutela della proprietà intellettuale, l’intervista mette in evidenza una minaccia meno visibile ma comunque pervasiva: il rischio dell’omologazione culturale. Gli algoritmi apprendono dal passato e suggeriscono quello che statisticamente funziona meglio. “Questo ne aumenta l'efficacia, ma potrebbe portare a contenuti, linguaggi e idee molto simili fra loro”, ha sottolineato Manfredi Calabrò. “Nelle industrie creative, però, il valore nasce proprio dall'eccezione, da un'intuizione inattesa, dalla capacità di rompere gli schemi. È per questo che credo che la sfida non sia come proteggere la creatività dall'Intelligenza Artificiale, ma evitare che l'Intelligenza Artificiale ci porti a pensare tutti nello stesso modo”. In questo scenario, il vero vantaggio competitivo per le aziende presto non sarà il solo accesso all’IA, ma piuttosto l’abilità delle persone di mantenere vive la visione, la cultura e la capacità di interpretare il cambiamento senza rinunciare al pensiero critico.
