Moda, Luca de Meo (Kering) favorevole a intesa con Francia per tutelare la filiera

Vertice a Parigi tra il Ministro Urso e Luca de Meo: al centro del colloquio la tutela del Made in Italy e il contrasto all'illegalità. Il CEO di Kering ha ribadito la centralità della manifattura italiana, che genera oltre il 60% del fatturato totale del colosso del lusso.

Luca de Meo

Luca de Meo a colloquio con il Ministro Adolfo Urso

Luca de Meo, CEO di Kering, ha incontrato a Parigi Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai vertici di Lvmh, per parlare di un’intesa volta a contrastare l’ultra fast fashion. Italia e Francia, i due pilastri indiscussi dell’alta moda a livello globale, starebbero infatti collaborando per rafforzare la filiera del lusso e porre un freno a illegalità e sfruttamento del lavoro. Tra le proposte ci sono misure che favorirebbero la tracciabilità e la legalità lungo tutta la filiera produttiva, quindi dalle piccole realtà ai giganti del settore. “Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli di essere parte di un unico ecosistema industriale”, ha dichiarato Urso, che ha poi detto di aver “individuato un percorso comune per tutelare meglio il comparto anche in sede europea, come dimostra la nuova iniziativa doganale sui piccoli pacchi extra-Ue”.

Luca de Meo si candida a modello di riferimento per la manifattura italiana

Entrambi i colossi del lusso poggiano la propria struttura sulla manifattura italiana: l’80% della filiera produttiva fa capo alla penisola, sia per le maison di Lvmh – tra cui spiccano Fendi, Bulgari e Loro Piana – sia per quelle del portafoglio Kering, come Gucci, Bottega Veneta e Brioni. Durante l’incontro, il CEO di Kering Luca de Meo si è mostrato aperto a sostenere eventuali nuovi progetti come modello di riferimento, con l’obiettivo di consolidare la catena di fornitura, contrastare forme di illegalità e migliorare qualità e condizioni di lavoro. D’altronde, i marchi italiani generano già oltre il 60% del fatturato complessivo del Gruppo.  Pure il Presidente e CEO di Lvmh Bernard Arnault ha espresso l’intenzione di proseguire sulla stessa strada. Il Gruppo da lui guidato impiega quasi 20mila lavoratori in Italia e negli ultimi cinque anni ha investito circa 500 milioni di euro all’anno nel Paese. L’intesa tra i due Governi sarà approfondita nelle prossime settimane, a seguito del confronto con le associazioni di categoria.

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