Luca Dal Fabbro: accesso al mercato dei capitali e nuovi strumenti per le utility

Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro ha rilasciato un’intervista a “Il Sole 24 Ore” in cui ha parlato della questione investimenti per le utility dopo i 24 miliardi di euro del PNRR. Utilitalia ha infatti sostenuto la proposta di basket bond per creare una piattaforma finanziaria per agevolare l’accesso delle utility al mercato dei capitali, diversificando i finanziamenti.

 Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: il futuro di acqua, energia e rifiuti passa dagli investimenti post PNRR

Intervistato da “Il Sole 24 Ore” lo scorso 23 giugno, il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro si è soffermato sullo sforzo compiuto dalle imprese per accelerare la transizione energetica e sull’uso dei fondi del PNRR. “Abbiamo saputo trasformare i fondi pubblici in cantieri aperti per la riduzione delle perdite idriche, per la creazione di moderni impianti di economia circolare e per la digitalizzazione delle reti elettriche, un lavoro solo iniziato che dovrà proseguire nei prossimi anni”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro. Ora la sfida è garantire continuità di investimenti post PNRR, che ha attivato 24 miliardi di euro per acqua, rifiuti ed energia: il fabbisogno di investimenti ammonta a circa 19,5 miliardi di euro l’anno, di cui 6 miliardi per il settore idrico, 2 miliardi per il comparto dei rifiuti e 11,5 miliardi per quello energetico.

Luca Dal Fabbro: Utilitalia, basket bond per ampliare l’accesso delle utility al mercato dei capitali

Sotto la guida di Luca Dal Fabbro, Utilitalia rinnova il proprio impegno nell’investire nel futuro del Paese, sostenendo la proposta di basket bond di comparto nell’ambito di una grande operazione di politica industriale e di inclusione finanziaria. L’obiettivo è costruire una piattaforma finanziaria capace di ampliare l’accesso delle utility al mercato dei capitali, diversificare le fonti di finanziamento rispetto al solo canale bancario”. Tra i soggetti con cui sono già stati avviati dei contatti figurano banche, fondi di credito, investitori istituzionali come la Banca europea per gli investimenti (BEI). Al vaglio anche l’idea di utilizzare i fondi delle politiche di coesione, ha sottolineato Luca Dal Fabbro: “Le risorse pubbliche non verrebbero impiegate come contributo diretto ai singoli interventi, ma opererebbero come presidio di mitigazione del rischio dell’operazione”.

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