Atitech, il ruolo cruciale di Annalaura Lettieri nell’acquisizione del ramo maintenance di Alitalia

L’obiettivo di dotare l’Italia di un’infrastruttura strategica nel campo delle manutenzioni aeronautiche è chiaro. “Vogliamo offrire soluzioni chiavi in mano, proprio come avviene nei principali Paesi europei”, aveva rimarcato Gianni Lettieri, Presidente di Atitech. L’acquisizione del ramo maintenance di Alitalia è stato un passo cruciale verso questa direzione, con Annalaura Lettieri, in qualità di General Counsel, che ha svolto un ruolo fondamentale nelle trattative.

Annalaura Lettieri

Accordo storico tra Atitech e Alitalia: il contributo di Annalaura Lettieri

La priorità – aveva evidenziato il Presidente Gianni Lettieri – è riportare nell’hub di Fiumicino, che intercetta una platea di compagnie aeree di livello internazionale, e in quello di Capodichino, che è porta d’ingresso per aeromobili che guardano con interesse al Mediterraneo e a tutta l’area EMEA, i principali player del traffico aereo, costretti in questi anni a cercare altrove servizi che, invece, con puntualità e professionalità possiamo già offrire oggi a Roma e Napoli”. L’operazione ha segnato solo l’inizio di un ambizioso progetto, da tempo portato avanti da Gianni Lettieri, volto alla creazione di un Polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche. Grazie anche al contributo di Annalaura Lettieri, è stato raggiunto un accordo dopo intense trattative tra Atitech, i commissari di Alitalia e i sindacati. Questo accordo ha permesso l’assorbimento di 940 lavoratori impiegati nella manutenzione degli aeromobili e nella rilavorazione della componentistica aeronautica presso il complesso di Fiumicino e vari scali italiani ed esteri. L’obiettivo: riportare in Italia le commesse relative alla full maintenance, creando un’officina italiana per la riparazione completa degli aeromobili.

Annalaura Lettieri: nasce il Polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche

L’avvocato Annalaura Lettieri ha avuto un ruolo cruciale nel guidare l’ufficio legale durante l’acquisizione. Il Polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche si concentrerà su diversi ambiti: manutenzione di linea, leggera, pesante, retrofit delle cabine e rilavorazione dei componenti. Offrirà inoltre servizi su scali esteri in città come Tel Aviv, Francoforte, Monaco, Buenos Aires, San Paolo, Tunisi, Parigi, Osaka, Londra e New York. L’obiettivo: sviluppare capacità per i componenti, i motori e tutti gli aspetti della manutenzione aeronautica, generando una crescita occupazionale che potrebbe assorbire fino a 3.000 unità tra i complessi aziendali in Italia. “All’interno di Atitech e dell’ex Alitalia esistono professionalità e competenze capaci di soddisfare le più svariate esigenze dei vettori presenti sul mercato”, ha dichiarato Lettieri, evidenziando come il know-how e l’expertise rappresentino il fulcro dell’operazione. Il capitale umano è considerato la “vera forza di questa operazione”, con un’attenzione particolare alla formazione continua e all’utilizzo di tecnologie sempre più avanzate.

Stefano Venier porta Snam al Festival dell’Economia di Trento: la vision sul futuro dell’energia

“La sicurezza energetica non riguarda solo il gas, ma tutto il mix energetico. Le nostre scelte di oggi, infatti, influenzeranno il panorama energetico dei prossimi decenni”: l’AD di Snam Stefano Venier al Festival dell’Economia di Trento.

 Stefano Venier

Festival dell’Economia di Trento: l’intervista a Stefano Venier, AD di Snam

La transizione energetica rappresenta un passaggio cruciale che dobbiamo compiere”: l’AD di Snam Stefano Venier lo ha ribadito intervenendo lo scorso 24 maggio al Festival dell’Economia di Trento. Tuttavia “va considerata in un contesto più ampio, in cui affrontiamo anche la questione dei problemi planetari”, ha aggiunto l’AD spiegando che “altrimenti, potremmo realizzare la migliore transizione energetica del mondo, senza però risolvere la questione della sostenibilità del Pianeta”. Emblematico in quest’ottica il concetto dell’Earth Overshoot Day: “Rappresenta il giorno in cui consumiamo tutte le risorse che il Pianeta produce in un anno intero, attualmente fissato al 26 o 27 luglio. Questo ci impone di adottare un approccio basato sull'economia circolare e sulla responsabilità nell'uso delle risorse, affrontando i modelli di consumo attuali. Senza tali cambiamenti, nonostante una transizione energetica efficace, i problemi rimarrebbero irrisolti”. Stefano Venier ha quindi ricordato come Snam si sia focalizzata proprio sull’obiettivo prioritario della riduzione delle emissioni: “Abbiamo assunto un impegno per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040-2050, estendendo il coinvolgimento delle filiere, delle PMI e dei fornitori. Incentiviamo programmi di sostenibilità nelle valutazioni di acquisto dei servizi, attribuendo un peso significativo alle performance ambientali. Ampliando la prospettiva, poniamo al centro le emissioni ma consideriamo anche altri fattori”.

Il presente e il futuro dell’energia: la vision di Snam nelle parole dell’AD Stefano Venier

Come azienda territoriale integriamo l'impatto ambientale nelle nostre attività locali, contribuendo alla scala e allo sviluppo sostenibile del territorio”: l’AD Stefano Venier nel suo intervento ha rimarcato come per Snam sia cruciale “il modo in cui restituiamo alle comunità il territorio attraversato, pertanto abbiamo introdotto obiettivi sulla biodiversità e sul capitale naturale, che sono fondamentali per noi”. In particolare quest’anno “raggiungeremo l'impatto zero su tutte le opere e i 500 cantieri simultaneamente in corso nel Paese”. Non solo: “Se nel 2027 il nostro impatto sarà positivo, significa che non solo avremo restituito il territorio nelle condizioni in cui l’abbiamo trovato, ma lo avremo migliorato sotto il profilo della biodiversità e della sicurezza territoriale”. Stefano Venier si è poi soffermato sulla strategia di Snam e su due principi che ritiene cruciali: “Primo, non c'è transizione senza infrastrutture. Come ho già detto, ribadisco: per ogni euro investito nelle fonti rinnovabili, che siano molecole verdi o elettroni, dobbiamo destinare 1€ alle infrastrutture. Questo è fondamentale per superare le sfide di spazio e tempo. Secondo, ci sono stime divergenti sull'importo necessario: l'IEA parla di 4 trilioni di dollari l'anno per il 2050, mentre il Financial Times indica 7 trilioni di dollari. Attualmente, la sfida riguarda i bilanci degli Stati. Poiché queste transizioni richiedono un sostegno finanziario non solo da parte delle imprese, ma anche dal punto di vista del costo per il cittadino finale. La terza componente critica è la sostenibilità economica per i cittadini, altrimenti la tanto discussa "just transition" sarà solo un'idea. È improbabile che i bilanci degli Stati coprano interamente queste cifre: forse il 20-30%, mentre il restante 70% dovrà provenire dal capitale privato”. Per attrarre questi investimenti è quindi indispensabile offrire certezza e stabilità normativa: “L’Europa ha cercato di dare l'esempio al mondo, ma questo ha comportato anche delle sfide. La leadership europea nella transizione energetica ha a volte seguito un approccio troppo dogmatico. Oggi, dobbiamo essere pragmatici e guidati da un agnosticismo tecnologico, che ci porta a essere aperti a considerare tutte le tecnologie energetiche, anche quelle che verranno sviluppate – da qui al Net Zero del 2050 – adattandole alle specificità di ogni paese per agevolare l’impiego di molecole verdi e quindi la decarbonizzazione”. È la vision alla base del Piano Strategico 2023-2027 di Snam presentato a gennaio: “Mentre lo stiamo mettendo a terra siamo già al lavoro per definire gli obiettivi 2029”.

Gianni Prandi: “Governare l’IA perché non schiacci l’uomo”

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) sta trasformando velocemente la società, creando mistificazioni, pregiudizi e incomprensioni: secondo Gianni Prandi, Fondatore e membro del CdA di Vidierre, è importante rendersi conto che la tecnologia non è dotata di intelligenza reale, ed è più urgente che mai chiedersi come e secondo quali principi si dovrebbe utilizzare.

Gianni Prandi

Le IA sono realmente intelligenti? La risposta di Gianni Prandi

L’esplosione delle Intelligenze Artificiali (IA) presso le grandi masse ricorda, secondo Gianni Prandi, alcuni fenomeni verificatisi in corrispondenza con il lancio dei primi PC. Allo stesso modo in cui i computer dell’epoca furono salutati come innovazioni epocali che avrebbero risolto i problemi dell’umanità, così, quando si parla di IA, emerge spesso il luogo comune che in futuro saranno le Intelligenze Artificiali a occuparsi di tutto. Una mentalità non solo sbagliata, ma persino pericolosa: secondo Gianni Prandi, è importante ricordarsi che l’IA è in grado di mimare i processi cognitivi degli umani con eccezionale diligenza, ma non è realmente dotata di intelligenza e capacità critica. “Il suo mestiere è un altro, come se fosse uno straordinario archivista: sa incamerare quantità formidabili di dati e catalogarli con una rapidità eccezionale in modo da poterli confrontare”. “Usando il termine che si usava per distinguere le doti degli studenti: è un secchione, non un genio”.

Gianni Prandi: l’umanesimo applicato alle IA

Il problema è rappresentato dal modo “superficiale” con cui la maggioranza si pone di fronte a questa questione. La crescita incontrollata dei dispositivi tecnologici contribuirà a rendere le IA sempre più potenti e la diffusione del suo utilizzo aumenterà il numero di “azioni senza intelligenza” compiute nella società. Per questo, Gianni Prandi ritiene che sia necessario adottare un approccio molto più misurato e consapevole verso le IA. Ricordandosi sempre, soprattutto, la regola fondamentale: le Intelligenze Artificiali devono contribuire allo sviluppo dell’uomo, e non il contrario: “Come per tutte le innovazioni, se non vengono governate finiscono per schiacciare l’uomo. Per questo credo che sia importante stabilire regole e principi. Il rischio è che comprima l’autonomia, l’indipendenza e la capacità di decidere: un percorso che trasforma l’essere umano in un mezzo, mentre dovrebbe restare il fine”.

Maurizio Rota: rivoluzionare il turismo italiano attraverso la tecnologia

True Italian Experience, guidata dal Vice Presidente e AD Maurizio Rota, unisce cultura e tecnologia, rivoluzionando il modo in cui i turisti vivono l’Italia e offrendo un’esperienza immersiva che spazia dall’arte alla storia, senza perdere di vista il futuro digitale.

Maurizio Rota

Turismo e innovazione digitale, Maurizio Rota: un binomio perfetto

L’Osservatorio Internazionale sul Turismo di TIE utilizza il sistema WOSM© - World Open Source Monitoring, uno dei più avanzati a livello globale per l’acquisizione, selezione, elaborazione e gestione dei dati provenienti da TV, stampa, radio e web. Grazie a questo sistema, l’Osservatorio analizza oltre 25 milioni di fonti web, 88 piattaforme social e più di 120mila testate media, individuando le preferenze degli utenti utili a ottimizzare l’offerta turistica. Integrando quindi l’innovazione digitale nel settore del turismo italiano, True Italian Experience mira a trasformare il concetto di viaggio e cultura. Questo metodo valorizza il patrimonio culturale italiano con soluzioni tecnologiche avanzate. Le strategie adottate puntano a rendere l’esperienza dei viaggiatori non solo più immersiva, ma anche più consapevole e arricchente. Grazie a TIE, il turismo in Italia diventa un’esperienza più completa, unendo tradizione e modernità in un equilibrio armonioso. La visione di Maurizio Rota si concretizza in pratiche che permettono ai viaggiatori di vivere appieno la bellezza e l’autenticità italiane, creando un perfetto connubio tra passato e futuro.

Maurizio Rota: un futuro digitale per il turismo italiano

Le iniziative promosse da Maurizio Rota segnano un significativo progresso per il turismo italiano, dimostrando come la digitalizzazione possa arricchire l’esperienza dei visitatori e promuovere efficacemente il patrimonio culturale nazionale. Grazie a una visione proiettata verso il futuro e all’uso di tecnologie avanzate, True Italian Experience si posiziona come leader nel settore, trasformando il modo in cui i turisti interagiscono con le bellezze dell’Italia. L’approccio del Vicepresidente e AD va infatti oltre la semplice tecnologia, estendendosi a una visione innovativa del turismo. Attraverso TIE, Maurizio Rota ha introdotto una nuova mentalità, sfruttando strumenti digitali all’avanguardia per trasformare il viaggio in un’esperienza di profonda scoperta culturale. True Italian Experience mira a rendere ogni viaggio un’esperienza unica, dove tradizione e innovazione si fondono per creare ricordi indimenticabili.

Ares Ambiente: ottenuta nuova iscrizione all’ANGA. L’azienda fondata da Marco Domizio amplia l’offerta

Con l’iscrizione dei propri mezzi alla Categoria 1 Classe F dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, l’azienda fondata da Marco Domizio potrà ampliare la propria offerta e gestire una vasta gamma di rifiuti urbani in conformità con le normative ambientali.

Marco Domizio

Ares Ambiente: la società fondata da Marco Domizio amplia la propria offerta

L’azienda fondata da Marco Nicola Domizio ha da poco ottenuto l’iscrizione dei propri mezzi alla Categoria 1 Classe F dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Sezione Regionale della Lombardia per la raccolta e il trasporto di rifiuti urbani. Ares Ambiente potrà dunque ampliare la propria offerta, integrando la gestione di una vasta gamma di rifiuti urbani. Il servizio, offerto in conformità con le normative dettagliate nei paragrafi 4.2 dell’allegato 1 al Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008 e successive modifiche del 13 maggio 2009, rappresenta per l’azienda un ulteriore passo verso l’economia circolare e la transizione ecologica.

Un maggiore contributo per l’ambiente dall’azienda fondata da Marco Nicola Domizio

Il Decreto Legislativo n.152 del 2006, spesso indicato con il nome “Codice dell’Ambiente”, è la norma che in Italia regolamenta la raccolta urbana, stabilendo quali sono i principi fondamentali per una corretta gestione dei rifiuti, vale a dire una gestione in grado di tutelare l’ambiente e la salute pubblica. Le attività di raccolta differenziata, riciclaggio e recupero di materia ed energia sono alla base della strategia nazionale per diminuire l’impatto dei rifiuti sull’ambiente. In tale contesto, il ruolo di intermediari come l’azienda guidata da Marco Domizio diventa estremamente prezioso in quanto, attraverso l’efficienza e l’innovazione dei propri servizi, riescono a contribuire in maniera significativa ad affrontare le sfide della raccolta e del trasporto dei rifiuti. Un contributo che, grazie all’iscrizione dei propri mezzi, Ares Ambiente potrà adesso duplicare.

Guidare le trasformazioni globali: l’editoriale dell’AD Luigi Ferraris per “Longitude”

“The Game changer, siamo a un punto di svolta, per la mobilità e per il Paese”: è il titolo che l’AD del Gruppo FS Luigi Ferraris ha dato all’editoriale da lui firmato e pubblicato su “Longitude”, il magazine che si occupa dei temi di economia e politica internazionale.

Luigi Ferraris, AD di Gruppo FS

Luigi Ferraris: Gruppo FS, un “significant player” della trasformazione

Secondo l’AD del Gruppo FS Luigi Ferraris, ci troviamo ad un bivio cruciale: possiamo restare semplici spettatori delle trasformazioni globali in corso oppure possiamo assumere un ruolo attivo e guidare questi importanti cambiamenti, divenendo cioè dei “significant player”. Eventi come la guerra in Ucraina e la pandemia hanno radicalmente modificato il modo in cui viviamo, lavoriamo e viaggiamo, scrive il manager, ma hanno anche portato l’Europa a implementare politiche di solidarietà finanziaria e di maggiore investimento pubblico. Il Recovery Fund e l’EU Repower sono due iniziative che stanno spingendo l’Europa, e l’Italia in particolare, a investire in maniera consistente nelle infrastrutture e nella transizione energetica. “Due ambiti nei quali il Gruppo FS intende svolgere un ruolo di primo piano, anche all'interno di un rinnovato scenario nazionale”, sottolinea Luigi Ferraris, che enfatizza l’urgenza di “migliorare le nostre infrastrutture”, in particolare “quelle dedicate alla mobilità, comprese le ferrovie, che hanno un'età media di oltre 60 anni”. Guardando al futuro, il manager ribadisce che il Gruppo vuole continuare a essere un punto di riferimento in tutto il Continente, dove il sistema italiano delle reti ad alta velocità viene considerato un modello all’avanguardia, e guidare la ripresa economica italiana generando valore e promuovendo una mobilità multimodale di persone e merci.

Luigi Ferraris: i temi centrali del Piano Industriale del Gruppo FS

Nel suo editoriale, Luigi Ferraris si concentra poi sul Piano Industriale del Gruppo FS, il quale prevede investimenti per oltre 190 miliardi in dieci anni e obiettivi particolarmente ambiziosi. Tra questi, la creazione di un sistema infrastrutturale integrato per ferrovie, strade, stazioni, porti, aeroporti e terminali merci, con l'obiettivo di rendere i viaggi più comodi, convenienti e sostenibili per l'ambiente. Il Piano prevede, inoltre, un significativo aumento della capacità della rete ferroviaria, dei passeggeri su mezzi collettivi e del trasporto merci su rotaia. Altri punti chiave sono l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e la digitalizzazione. L’obiettivo è coprire “almeno il 40% del nostro fabbisogno entro il 2027” e garantire, grazie al progetto “Gigabit Rail and Road”, connessione wi-fi lungo gli oltre 17mila km di linee ferroviarie e nelle oltre 220 stazioni. Luigi Ferraris mette, infine, in luce i risultati già ottenuti dal Gruppo, come i tanti cantieri avviati per il potenziamento delle infrastrutture e l’incremento dei servizi per passeggeri e logistici. Da non trascurare poi la creazione di una nuova società, FS Security, che oltre a dare lavoro a un migliaio di persone nei prossimi tre anni garantirà maggiore sicurezza a bordo e nelle stazioni. “L'obiettivo è crescere e superare le sfide future. Insieme”, conclude il manager.

I progetti di Serenissima Ristorazione per l’alta formazione nel settore food e Ho.Re.Ca.

Serenissima Ristorazione contribuirà a formare gli studenti del nuovo Master “Food & Beverage: gestione e sostenibilità dei servizi di ristorazione”, frutto della collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel campus di Piacenza: la partnership prevede tirocini, laboratori e progetti di ricerca.

Serenissima Ristorazione logo

Serenissima Ristorazione e Università Cattolica del Sacro Cuore unite per la formazione nel F&B

Serenissima Ristorazione, realtà leader nella ristorazione collettiva, ha avviato una importante collaborazione in ambito accademico: sarà infatti tra gli executive partners del Master “Food & Beverage: gestione e sostenibilità dei servizi di ristorazione” organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore presso il campus di Piacenza. Il Master sarà dunque arricchito dalle competenze dei manager di Serenissima Ristorazione, che terranno personalmente lezioni e interventi. Ma non solo: avranno luogo anche tirocini, business game, ricerche e laboratori, nonché visite agli stabilimenti all’avanguardia del Gruppo (tra cui in particolare quello tecnologicamente molto avanzato di Boara Pisani).

Serenissima Ristorazione: l’importanza della sostenibilità nel settore Ho.Re.Ca.

Al centro dei contenuti formativi di Serenissima Ristorazione vi è in particolare il tema della sostenibilità applicato al settore Ho.Re.Ca. (acronimo di hotellerie-restaurant-café), aspetto su cui la società gode di una incontestata leadership. Il Gruppo ha infatti sviluppato tecniche avanzate per ridurre il dispendio energetico dei processi produttivi, nonché per evitare lo spreco di alimenti. Infine, la filosofia aziendale di Serenissima Ristorazione è fortemente incentrata sulla filiera corta e l’utilizzo di prodotti locali, attraverso la promozione di relazioni virtuose con le comunità locali.

Iren vince il Premio Top Utility, Luca Dal Fabbro: eccellenza e innovazione nel settore

Iren, una delle principali realtà nel panorama delle utility italiane, ha raggiunto un traguardo significativo vincendo la 12esima edizione del prestigioso Premio Top Utility. Questo riconoscimento, dedicato alle performance delle 100 maggiori imprese italiane nel settore dell’energia, dell’ambiente e dell’acqua, è un tributo all’impegno quotidiano del Gruppo nel perseguire l’eccellenza operativa e nell’innovazione sostenibile. Il commento del Presidente Luca Dal Fabbro.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: Iren vince il Premio Top Utility

Il riconoscimento ricevuto valorizza ulteriormente il percorso di Iren quale leader nella transizione energetica e digitale delle nostre città”. Questo il commento del Presidente Luca Dal Fabbro durante la cerimonia di premiazione, tenutasi a Palazzo Turati a Milano. Il premio è stato consegnato a seguito di una valutazione incentrata sull’eccezionale performance economica e operativa registrata da Iren nel corso dell’ultimo anno, sulla sua costante attenzione alla trasparenza e al coinvolgimento dei clienti e delle comunità locali, nonché sulla capacità di realizzare progetti e investimenti innovativi, soprattutto nell’ambito dell’economia circolare e dei materiali strategici. “Le grandi utility in questo momento storico sono i principali player economici in grado di generare investimenti strategici che portano crescita e sviluppo per il nostro Paese – ha aggiunto Luca Dal Fabbro – Realtà solide come Iren sono viste con forte interesse dagli investitori internazionali, come ha dimostrato di recente l’emissione del Green Bond da parte del Gruppo che ha ricevuto ordini 10 volte superiori all’ammontare offerto”.

Luca Dal Fabbro: Iren leader per un futuro sostenibile

Ma perché il Premio Top Utility è così significativo? Giunto alla sua 12esima edizione, il riconoscimento rappresenta il principale think tank italiano nel settore delle public utility. Coordinato da Althesys e in collaborazione con Utilitalia, il premio valuta annualmente le performance delle 100 maggiori aziende che operano nell’energia, nell’acqua, nel gas e nei rifiuti, riconoscendone le eccellenze. Vincere questo premio significa ottenere un riconoscimento tangibile dell’impegno nei servizi offerti e nella lungimiranza delle sue scelte strategiche, specialmente quelle volte al recupero e alla valorizzazione delle materie prime critiche nell’ottica della circolarità. "Iren è all’avanguardia nella promozione di una filiera industriale del recupero e del riciclo delle materie prime critiche", ha concluso Luca Dal Fabbro, sottolineando che gli investimenti avviati saranno importanti per “diventare il leader industriale in questo settore, contribuendo così alla sostenibilità ambientale e al benessere delle generazioni future”.

Pier Silvio Berlusconi: MFE cresce nel 2023, il ruolo fondamentale dei professionisti del Gruppo

In un “anno da incorniciare” quale è stato il 2023 per MFE è stato anche superato l’obiettivo di 250 nuove assunzioni. Il CEO Pier Silvio Berlusconi: “Posso dire che abbiamo chiuso con ben oltre 300 nuovi ingressi. E vorremmo fare la stessa cosa nel 2024 e nel 2025, assumendo soprattutto giovani e donne”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE viaggia in controtendenza, nuove assunzioni nel 2023, 2024 e 2025

Che il 2023 per MFE sia stato “un anno da incorniciare”, come anche il CEO Pier Silvio Berlusconi ha rimarcato in occasione della presentazione dei risultati lo scorso 17 aprile, lo dicono anche gli utili registrati, pari a 217,5 milioni di utili, in crescita del 17,7% rispetto al 2022 e superiori alle previsioni di inizio anno. Ma a bene guardare altrettanto meritevoli di attenzione in considerazione delle difficoltà che sta attraversando il settore sono anche i numeri riferiti ai nuovi ingressi. “C’eravamo dati un obiettivo di 250 nuove assunzioni, posso dire che abbiamo chiuso con ben oltre 300 nuovi ingressi. E vorremmo fare la stessa cosa nel 2024 e nel 2025, assumendo soprattutto giovani e donne”, ha spiegato il CEO Pier Silvio Berlusconi. MFE viaggia in controtendenza e punta su professionalità e competenze per fronteggiare le sfide del settore nell’anno in cui i colossi dei media mondiali hanno tagliato quasi 100mila posti di lavoro: “Noi abbiamo deciso, oserei dire per una questione di etica imprenditoriale, di tornare ad assumere”.

Pier Silvio Berlusconi ai dipendenti: “Grandi risultati, devo ringraziare tutti voi”

Pier Silvio Berlusconi incontrando i dipendenti Mediaset lo scorso dicembre per gli auguri natalizi ne aveva sottolineato il valore anche in relazione alla performance 2023: “Abbiamo superato un brutto periodo, otterremo dei grandi risultati e devo ringraziare tutti voi”. Parole oggi sostenute dai numeri presentati lo scorso 17 aprile e che esprimono efficacemente l’attenzione e il valore che MFE riconosce alle proprie risorse, ritenute fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi che il Gruppo si pone. E ancora di più in un anno particolarmente complesso, segnato da “guerre, tassi di interesse alle stelle, inflazione, caro energia” le parole di Pier Silvio Berlusconi (“Insieme siamo futuro”) assumono un peso maggiore. Ecco perché nonostante i licenziamenti che hanno investito il settore a livello globale MFE ha deciso di andare in controtendenza per vincere le sfide del presente e non solo. Lo sguardo infatti è già proiettato sul futuro, come emerge dalle parole del CEO: “Non assumiamo solo data scientist o digital oriented già formati che hanno un loro ruolo già definito in azienda, ma anche giovani che formiamo singolarmente e che seguiremo nel corso della loro carriera. Tra loro ci sono i nostri manager del futuro”.

Intesa Sanpaolo, Carlo Messina all’Assemblea degli Azionisti: le dichiarazioni del CEO

Carlo Messina: “Oggi abbiamo presentato ai nostri azionisti il miglior bilancio di Intesa Sanpaolo a conferma della posizione di leadership della Banca a livello europeo per solidità, capacità reddituale e profilo ESG”.

Carlo Messina (Intesa)

Intesa Sanpaolo: le dichiarazioni del CEO Carlo Messina all’Assemblea degli Azionisti

È nell’intervento del CEO Carlo Messina all’Assemblea degli Azionisti di Intesa Sanpaolo che si è tenuta lo scorso 24 aprile il valore dei risultati rilevanti conseguiti dal Gruppo nel 2023. “Oggi abbiamo presentato ai nostri azionisti il miglior bilancio di Intesa Sanpaolo a conferma della posizione di leadership della Banca a livello europeo per solidità, capacità reddituale e profilo ESG”, ha sottolineato il CEO. L’utile netto lo scorso anno è stato di 7,7 miliardi: “L’ammontare cash destinato ai nostri azionisti, come approvato dalla nostra Assemblea, raggiunge il significativo valore di 5,4 miliardi di euro, cui si somma il buyback di 1,7 miliardi che eseguiremo a partire dal mese di giugno”. Intesa Sanpaolo, ha rimarcato Carlo Messina, risulta la prima in Europa quanto a dividend yield: “È da sottolineare che di questi circa il 40% è destinato alle famiglie italiane e alla Fondazioni nostre azioniste, consentendo importanti interventi di carattere sociale nei territori di appartenenza. La somma a loro destinata rispetto al solo utile 2023 è pari a 2,2 miliardi di euro”.

Carlo Messina: presentato oggi il miglior bilancio di Intesa Sanpaolo

Il CEO Carlo Messina si è soffermato anche sulla vocazione ambientale e sociale della Banca: “Siamo un’istituzione al servizio del Paese. Sosteniamo con 1,5 miliardi di euro entro il 2027, in aggiunta al miliardo del periodo 2018 - 2021, e con 1.000 professionisti della Banca, il principale progetto di coesione sociale del Paese, per promuovere una società più equa in modo strutturale e concreto”. E a rivestire un ruolo centrale nelle strategie di crescita e sviluppo permangono sempre i clienti, la loro fiducia nella solidità della Banca e nella sua leadership tecnologica, il forte rapporto con i professionisti al loro servizio per il credito e la consulenza: “La nostra priorità è l’ascolto delle loro esigenze”. È in questa direzione che guardano anche gli investimenti in tecnologie avanzate: la loro adozione è pensata in funzione dei clienti e delle persone che lavorano nella Banca. “Stiamo rendendo più efficienti i processi e sviluppando software che spaziano dalla valutazione degli investimenti al miglioramento dei servizi, alla cybersecurity”, ha ricordato Carlo Messina precisando però che il loro impiego “non può in ogni caso prescindere dal fattore umano” perché da sempre Intesa Sanpaolo guarda all’innovazione come a “una grande opportunità per la banca e per tutte le persone che ci lavorano”.

Giuseppina Di Foggia presenta il Piano 2024-2028 di Terna: “Investimenti più alti della storia del Gruppo”

È tempo di una svolta storica per Terna: sotto la guida dell’AD e DG Giuseppina Di Foggia, il Gruppo sta avviando il suo nuovo Piano Industriale 2024-2028, caratterizzato da investimenti record e da una rinnovata centralità della sostenibilità e della digitalizzazione.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: “Investimenti record nel nuovo Piano di Terna

Sull’onda dei successi ottenuti da Terna nel 2023, con ricavi superiori ai 3 miliardi, l’AD e DG Giuseppina Di Foggia ha presentato il nuovo Piano Industriale 2024-2028 del Gruppo, che si caratterizza non solo per il notevole volume degli investimenti, ma anche per la serie di novità che presenta. Accompagnato dalla campagna di comunicazione istituzionale “Abbiamo preso un impegno con il futuro dell’energia”, il Piano è incentrato su quattro nuclei tematici: gli investimenti, che toccano la cifra di 16,5 miliardi, record assoluto nella storia del Gruppo; la sostenibilità, per la prima volta esplicitamente integrata nel Piano; la digitalizzazione, che abiliterà un utilizzo smart delle reti evitando perdite e sprechi; infine, la solidarietà, per una concezione della sostenibilità che riguarda tanto l’ambiente quanto le persone. “Più rapida. Più digitale. Più sostenibile. Più giusta. È la transizione energetica che vogliamo”, ha affermato Giuseppina Di Foggia. “Una sfida fondamentale per il futuro di tutti: richiede a noi di Terna una visione più ampia e l’impegno a elevare a nuovi livelli d’eccellenza la nostra missione: trasmettere energia al Paese. Ecco perché il nostro Piano Industriale 2024-2028 segna importanti primati e significative novità. È l’energia che verrà”.

Giuseppina Di Foggia sottolinea l’importanza della Twin Transition

Come può Terna aiutare il Paese a conseguire gli sfidanti obiettivi fissati dall’Europa? Secondo Giuseppina Di Foggia, è fondamentale che gli investimenti sulle rinnovabili siano accompagnati da una generale ristrutturazione del sistema energetico: oltre al potenziamento della produzione, sarà necessario riprogettare sistemi di accumulo e le connessioni strategiche con l’estero perché l’Italia rafforzi la propria indipendenza energetica e possa, più avanti, ambire alla posizione di hub energetico del Mediterraneo”. In quest’ottica, la digitalizzazione assume un ruolo di abilitatore-chiave. In virtù della natura intermittente e non-programmabile delle fonti rinnovabili, è necessario che i sistemi di accumulo e le reti siano gestibili in modo smart, evitando sprechi e perdite e programmando strategicamente la trasmissione di energia e gli interventi di manutenzione. Gli strumenti forniti dall’Intelligenza Artificiale e della robotica avranno a loro volta un ruolo chiave in questo processo. Dal momento in cui la digitalizzazione svolge un ruolo così importante nel supportare la transizione energetica, bisognerebbe, secondo Giuseppina Di Foggia, parlare di Twin Transition: una duplice transizione, digitale ed energetica, che deve procedere parallelamente per essere efficace.

Il percorso professionale di Paolo Arrigoni, Presidente del GSE

Presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), Paolo Arrigoni si è laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano.  

Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni: i primi incarichi professionali

Nato a Lecco nel 1964, Paolo Arrigoni, dopo aver completato il servizio come Ufficiale di Complemento nell’arma di artiglieria presso la caserma Santa Barbara di Milano, si laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano nel 1992, aprendo le porte a una carriera di successo. I primi passi del suo percorso lo hanno visto entrare a far parte del mondo dell’ingegneria presso Italcementi Group, dove ha ricoperto il ruolo di Project Engineer, concentrando la sua esperienza nell’automazione e nel controllo dei processi industriali. Successivamente è passato al lavoro come libero professionista nell’ambito della consulenza e della progettazione di impianti elettrici e di automazione, operando a stretto contatto con settori civili, terziari e industriali. Nel corso della sua carriera, Paolo Arrigoni ha abbracciato anche l’impegno politico, prima come Consigliere Comunale e poi come Assessore con importanti deleghe relative all’ecologia, all’ambiente, alla viabilità e ai trasporti nel Comune di Calolziocorte. Nel 2005, grazie alla sua dedizione e competenza, è stato insignito del riconoscimento come Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana durante il mandato come Consigliere di Amministrazione di GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale).

Paolo Arrigoni: tra politica e impegno per il futuro sostenibile

La sua influenza e il suo impegno politico si sono estesi oltre i confini comunali e provinciali, portandolo a diventare Senatore della Repubblica nel 2013, con una riconferma nel 2018. Durante il suo mandato al Senato, Paolo Arrigoni ha dimostrato una profonda dedizione per le questioni ambientali ed energetiche, ottenendo importanti incarichi all’interno della Commissione permanente Territorio, Ambiente e Beni ambientali, nonché come Questore del Senato e membro del COPASIR. Dal febbraio 2002 al marzo 2005, è Consigliere di Amministrazione della Società NORDCOM S.p.A. del gruppo Ferrovie Nord, attiva nel settore ICT (Information Comunication Technology). Dal luglio 2003 al febbraio 2006, è Consigliere di Amministrazione di GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale). Nel marzo del 2023, Paolo Arrigoni ha assunto il ruolo di Presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), un’azienda pubblica dedicata alla promozione e allo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile. Parallelamente al suo ruolo in GSE, è diventato membro dell’Advisory Board dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN).

Atitech e il futuro di Napoli: dialogo con Gianni Lettieri

Ospite del programma radiofonico “Barba & Capelli”, Gianni Lettieri ha condiviso la sua visione di Napoli, una città che, nonostante le sfide imposte dalla criminalità, sta vivendo un momento di rilancio grazie all’impegno dell’Amministrazione cittadina e al successo di realtà imprenditoriali come Atitech.

 Gianni Lettieri

Una Napoli più sicura e internazionale: l’analisi di Gianni Lettieri

Emergenza criminalità, il rilancio della città di Napoli e i nuovi traguardi di Atitech sono i temi al centro del recente intervento di Gianni Lettieri al programma “Barba & Capelli”, in onda su Radio Napoli Centrale. Sul primo punto l’imprenditore napoletano si è detto d’accordo con le dichiarazioni rilasciate da un importante PM della Direzione Distrettuale Antimafia, Giuseppe Visone, che ha denunciato la massiccia diffusione di armi e richiamato sulla necessità di norme più severe: “A mio parere, la situazione in questo momento è più pericolosa a Milano che a Napoli, dove le criticità principali si segnalano nelle zone della movida e quindi facilmente prevenibili. È un periodo in cui mi sento molto più sicuro a circolare a Napoli che a Milano, anche tardi, e per le donne sembra essere la stessa cosa. Bisognerebbe correre subito ai ripari e credo che molto dipenda anche dall'Amministrazione della città”. Ed è proprio l’Amministrazione una delle principali artefici della rinascita di Napoli: “Il Sindaco ha ripreso una città disastrata a sta riuscendo a risollevarla; anche sotto l'aspetto economico, sono in procinto di partire diversi progetti industriali e in questo momento si avverte una considerazione diversa, internazionale e nazionale”, è il commento del Presidente di Atitech.

Gianni Lettieri: nuovo contratto Atitech – Volotea, i dettagli

Un cambiamento che impatta positivamente anche le realtà imprenditoriali del territorio. Negli ultimi mesi la Campania ha registrato una discreta accelerazione sia sulla produzione che nell’export. Proprio in questi giorni Atitech ha siglato un importante accordo con Volotea. Nello specifico, un contratto di cinque anni per la flotta Airbus A320: “Oggi possiamo contare su 30 baie, di cui due verranno occupate a tempo pieno da Volotea. Abbiamo 650.000 mq, cinque hangar su Capodichino e altrettanti su Fiumicino, dove ci occupiamo di aerei di corto raggio, i narrow body, e aerei di lungo raggio o wide body, come il 330 o il 767. Un contratto simile lo abbiamo con Posta Cargo, con l'Aeronautica Militare per gli aerei del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica, con la Guardia di Finanza e con Air Serbia”. A contribuire al respiro sempre più internazionale della MRO di Capodichino l’acquisizione del ramo maintenance di Alitalia. Ha spiegato Gianni Lettieri: “Abbiamo fatto una grande opera di persuasione da quando abbiamo completato l’operazione e adesso c'è grande sintonia tra i dipendenti di Fiumicino, i dipendenti di Capodichino e i dipendenti dislocati all'estero. Atitech oggi gestisce la manutenzione in dieci basi estere tra cui Tel Aviv, Parigi, Monaco, Francoforte, Osaka, Buenos Aires e Rio de Janeiro. A breve apriremo anche a New York”.

Cristina Scocchia si racconta al “Corriere della Sera”: la mia “favola” all’americana

Dalla presentazione di fine tirocinio all’assunzione a tempo indeterminato, poi gli studi per la laurea e il dottorato e infine la nomina a CEO di importanti realtà internazionali: Cristina Scocchia, attualmente alla guida di Illycaffè, racconta la sua storia in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: i primi passi della carriera

Era in inglese e la mia conoscenza della lingua non era così forte all’epoca”: è ancora vivido il ricordo di quella presentazione di fine tirocinio che Cristina Scocchia tenne ai tempi del suo stage in Procter&Gamble, lo stesso che diede inizio alla sua carriera. Il suo lavoro venne infatti apprezzato dall’AD che le propose un contratto a tempo indeterminato, a patto che finesse gli studi con il massimo dei voti e migliorasse il suo inglese. “Ho lavorato per 16 anni per una multinazionale che non solo mi ha formato ma mi ha permesso di crescere. Quando ho cominciato il dottorato ero a Ginevra, ho trovato nell’Università di Torino i migliori corsi in economia aziendale. Mi sono iscritta e sono riuscita a conseguire un Phd da remoto, continuando a lavorare in azienda”, racconta la CEO di Illycaffè, riconoscendo di essere stata particolarmente “fortunata”. Non perché non se lo meritasse, tutt’altro. “Ho lavorato tanto: di giorno in ufficio, la sera sui libri”, rammenta. La sua fortuna è più che altro legata al fatto che siano poche le aziende “in grado di riconoscere e premiare il merito”.

Cristina Scocchia: l’importanza della meritocrazia

La lunga esperienza alla Procter&Gamble le ha fatto da scuola, fornendogli tutti gli strumenti necessari per guidare poi, nel ruolo di AD, realtà del calibro di L’Oréal, KIKO Milano e, infine, Illycaffè. Adesso che si trova dall’altra parte, Cristina Scocchia cerca di promuovere tra i ragazzi quella stessa meritocrazia che le ha consentito di arrivare fin lì. “I nostri tirocinanti sono tutti retribuiti. Come lo erano in KIKO Milano. Alcuni di questi stanno facendo carriera. Auguro loro di poter raggiungere qualsiasi traguardo abbiano in mente”, riporta la manager, secondo la quale “non c’è solo un divario uomo-donna nel nostro Paese. C’è un divario tra ricchi e poveri”. Per questo motivo, nell’Italia dei 1.000 contratti atipici in cui si è arrivati a parlare di dover obbligare per legge le aziende a retribuire i giovani in tirocinio, Cristina Scocchia afferma: “Mi piace poco l’idea di imporre le cose per legge. Ma per quanto mi riguarda le pari opportunità cominciano da lì”. E conclude: “Io non avrei potuto fare uno stage in forma gratuita. Posso dire che senza quel tirocinio difficilmente sarei diventata Amministratore Delegato”.

La carriera di Diana Bracco: formazione, successi e riconoscimenti

Con oltre 50 anni di esperienza nel settore delle Life Sciences, Diana Bracco è un’imprenditrice e filantropa, attualmente Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Bracco. Ruoli che ricopre anche per il Centro Diagnostico Italiano, oltre a essere Presidente della Fondazione Bracco.

Diana Bracco

Diana Bracco: dalla laurea all’ingresso nell’azienda di famiglia

Nel 1966 si laurea in Chimica presso l’Università di Pavia e successivamente esordisce professionalmente presso l’azienda di famiglia, storico Gruppo multinazionale specializzato in diagnostica per immagini e servizi per la salute. È nel 1977 che Diana Bracco assume il ruolo di Direttore Generale del Gruppo e nel 1999, subentrando al padre Fulvio, viene nominata Presidente e AD. Sotto la sua guida, l’azienda prospera, raggiungendo un fatturato di 1,8 miliardi di euro, con un organico di 3.700 dipendenti e consolidando un portafoglio di oltre 2.000 brevetti. Nel corso degli anni, ricopre diverse posizioni in associazioni industriali. Dal 2000 al 2003, e dal 2008 al 2012, è Vicepresidente di Confindustria con responsabilità per la Ricerca e l’Innovazione. Dal 2003 al 2005 opera in qualità di Presidente in Federchimica, per poi ricoprire lo stesso incarico in Assolombarda fino al 2009 (è stata la prima donna Presidente in entrambe le associazioni). Nel 2015 assume la Presidenza di Expo Milano e viene nominata Commissario Generale per il Padiglione Italia. Diana Bracco non solo contribuisce al successo dell’evento, ma promuove attivamente il ruolo delle donne attraverso l’iniziativa Women for Expo. Tra i numerosi incarichi ricoperti nel corso degli anni, è stata anche membro del Consiglio Consultivo di “B20 ITALIA 2021”, Ambasciatrice per l’Empowerment delle Donne nel Gruppo di Impegno B20, Presidente del Cluster Nazionale delle Scienze della Vita - ALISEI e Vicepresidente della Camera di Commercio di Milano, dove è ancora membro del CdA.

Diana Bracco: l’impegno sociale e culturale e i numerosi riconoscimenti

Attualmente, Diana Bracco è membro del Consiglio Direttivo di Confindustria, del Consiglio Generale e del Comitato Esecutivo della Fondazione Fiera Milano, nonché Vicepresidente dell’Italy China Council Foundation. Negli anni si è distinta altresì per il suo costante impegno in ambito sociale e culturale. Già in giovane età ha ricoperto la carica di Presidente di Responsible Care, un’iniziativa di volontariato volta a promuovere lo sviluppo sostenibile nell’industria chimica a livello globale. È stata Presidente di Sodalitas dal 2007 al 2016, e nel 2010 ha fondato la Fondazione Bracco, un’organizzazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale, della cultura scientifica e della responsabilità sociale, con particolare attenzione alle donne e ai giovani. È inoltre Presidente della Fondazione Milano per Expo 2015, Presidente della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria, Vicepresidente del CdA dell’Accademia Teatro alla Scala. Diana Bracco è stata anche la prima italiana a sedere nel Consiglio dei Trustee della National Gallery of Art (2011-2015). Durante la sua carriera professionale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui: una laurea honoris causa in Farmacia dall’Università di Pavia nel 2001 e una in Medicina dalla Pontificia Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2004; una laurea honoris causa in Ricerca in Biologia Applicata e Medicina Sperimentale dall’Università di Messina nel 2023; il titolo di Cavaliere del Lavoro nel 2002 e la Medaglia d’Oro del Comune di Milano nel 2002 e, infine, il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004.

Paolo Gallo tra leadership, sostenibilità e trasformazione

Paolo Gallo, nato a Torino nel 1961, ha basato la sua leadership su innovazione e sostenibilità. Nel suo libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità” condivide la filosofia che ha animato la sua carriera e le sfide affrontate nella modernizzazione delle infrastrutture energetiche italiane.

Paolo Gallo

Paolo Gallo ripercorre la sua carriera nel libro “Diario di Volo”

La carriera di Paolo Gallo ha inizio nel 1988 presso Fiat Avio S.p.A., ma è dal 1997 che si focalizza sul settore energetico, promuovendo iniziative che coniugano nuove tecnologie e sostenibilità. Il libro ripercorre gli anni accademici: dagli studi in Ingegneria Aeronautica al Politecnico di Torino, seguiti da un MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA) dell’Università di Torino, per poi proseguire verso le varie esperienze professionali. Al ruolo di Amministratore Delegato di Fiat Energia sono seguiti ruoli apicali in Gruppo Edison, Edipower e Acea S.p.A. Dal 2014 al 2016 è stato inoltre Amministratore Delegato di Grandi Stazioni, guidando con successo la privatizzazione dell’azienda. Dal 2016 è alla guida di Italgas: qui ha ispirato e realizzato la trasformazione digitale ed ecologica del Gruppo. L’approccio di Paolo Gallo alla leadership è caratterizzato da una costante attenzione alle persone, alla sostenibilità e alle nuove tecnologie. Questi principi sono alla base del suo lavoro in Italgas, posizionando l’azienda come leader in Italia nel settore della distribuzione del gas.

Paolo Gallo: una leadership tra innovazione e sostenibilità

Con oltre 20 anni di esperienza nella gestione di importanti realtà italiane, Paolo Gallo ha consolidato competenze in vari ambiti, tra cui lo sviluppo aziendale, l’economia e il marketing. La sua capacità di guidare investimenti e trasformazioni societarie su larga scala gli ha permesso di realizzare progetti significativi per aziende infrastrutturali, energetiche e utility a livello internazionale. Una delle chiavi del suo successo è la capacità di stimolare e ispirare le persone, spingendole oltre la loro comfort zone e fornendo feedback costruttivi sui loro progressi. Questa filosofia non solo migliora le prestazioni individuali, ma contribuisce anche alla crescita collettiva dell’azienda. Paolo Gallo crede fermamente nel potere dell’innovazione e nella necessità di una digitalizzazione avanzata per il settore della distribuzione del gas. Sotto la sua guida, Italgas ha adottato tecnologie all’avanguardia per migliorare l’efficienza operativa e promuovere la sostenibilità ambientale. “Sono orgoglioso di far parte di un’azienda che guida lo sviluppo economico e sociale in Italia, promuovendo una crescita sostenibile da oltre 180 anni”, ha dichiarato.

Pier Silvio Berlusconi: l’innovazione digitale come motore di sviluppo, il modello MFE

Pier Silvio Berlusconi: “Mediaset è per tutti gli italiani televisione ma da ormai tanti anni lavoriamo sul Web con una convinzione e una spinta che non è da tutti i broadcaster”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: l’innovazione digitale al centro delle strategie di crescita di MFE

Per tutti gli italiani Mediaset è televisione ma, come anche il CEO Pier Silvio Berlusconi ha ricordato in diverse occasioni, da ormai tanti anni è sempre più proiettata al digital “con una convinzione e una spinta che non è da tutti i broadcaster”. Se oggi MFE può contare su “un qualcosa di abbastanza unico in termini di tecnologia e di servizio” da offrire a utenti e clienti è merito di “un grande lavoro” portato avanti nel tempo anche in considerazione di una vision lungimirante che ha al centro l’innovazione digitale quale motore di crescita sia in chiave editoriale che in relazione al mercato pubblicitario. È anche su crossmedialità e misurabilità infatti che oggi si gioca la leadership: “La cosa importante è essere il primo editore italiano per mantenere l’impatto sui numeri nella pubblicità, aiutati dall’incrocio di distribuzione crossmediale per rispondere alle esigenze degli investitori. La raccolta digitale vede una crescita esponenziale da alcuni anni, specie per le CTV. Dal momento in cui puntiamo a creare un progetto di broadcaster multitouchpoint paneuropeo, vogliamo esportare il modello crossmediale in Spagna”, aveva spiegato in merito Pier Silvio Berlusconi nel corso di un evento lo scorso gennaio dedicato proprio all’innovazione e agli sviluppi digital in Mediaset.

Pier Silvio Berlusconi, MFE Advertising: Digital Media Hub, l’innovazione digitale al servizio dell’offerta pubblicitaria

L’innovazione, come Pier Silvio Berlusconi ha spiegato efficacemente anche in quell’occasione, ha giocato un ruolo chiave nei piani strategici relativi all’offerta pubblicitaria: nel giugno 2023, dalla nascita di MFE Advertising, holding delle concessionarie internazionali del Gruppo che lavora trasversalmente su tutti i Paesi, è stato creato un Digital Media Hub con una gestione centralizzata per la raccolta su addressable Tv, digital audio, podcast, social, DOO e mobile con un team di 130 persone tra Italia, Spagna e Gran Bretagna specializzate in attività nell’ambito dei dati, delle nuove piattaforme tecnologiche e della pubblicità programmatica. L’ottica, in linea con l’approccio “One Vision” di MFE, è di creare un’offerta transnazionale e velocizzare i processi di innovazione. Fulcro della strategia, come spiegato durante l’evento di gennaio, Mediaset Infinity “con i benefici del video che, nella “battaglia digitale”, ci avvicina molto agli OTT”. Ma non solo: “Sempre più si parla di attention per misurare quale sia l’effettiva risposta che gli spot suscitano nel consumatore e il loro impatto”. Innovazione per il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi significa proiettarsi costantemente al futuro riconoscendo e sfruttando le opportunità che il presente offre al fine di massimizzarne il valore. Ecco quindi che se nel 2023 la raccolta sulla CTV si configura in forte crescita con un aumento del 10% nel numero di investitori che ha pianificato solo questo mezzo, MFE è già al lavoro su nuovi progetti in quest’ottica: una nuova piattaforma dedicata alle imprese Small Medium Business che permetterà di gestire il planning in autonomia e una nuova iniziativa focalizzata sul Retail Media che aprirà nuove opportunità pubblicitarie avvalendosi del know-how tecnologico ma anche di approccio al mercato che annovera il Gruppo.

Innovazione verde: l’impianto di compostaggio di Ares Ambiente

Negli ultimi decenni, il Pianeta si è trovato di fronte a una sfida senza precedenti: bilanciare lo sviluppo economico con la tutela dell’ambiente. In questo contesto, Ares Ambiente, fondata nel 2008 da Marco Domizio, si è distinta come modello di innovazione e sostenibilità nel campo della gestione dei rifiuti in Italia.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: la trasformazione dei rifiuti in risorse sostenibili

L’impianto di compostaggio di Ares Ambiente rappresenta un punto di svolta nella trasformazione dei rifiuti organici in risorse preziose per l’agricoltura e per l’ambiente. Qui, ogni giorno, tonnellate di rifiuti organici provenienti da varie fonti, come la raccolta differenziata urbana, i fanghi di depurazione e gli scarti delle attività agro-industriali, vengono trasformati in compost di alta qualità. Ma cosa rende così speciale il compost prodotto? Oltre alla sua natura organica e al suo potere nutriente per il suolo, il compost prodotto dall’impianto rappresenta un’opportunità concreta per abbracciare l’economia circolare. In un mondo che lotta contro lo spreco e la degradazione ambientale, la trasformazione dei rifiuti in risorse preziose è una priorità imprescindibile. Il compost prodotto da Ares Ambiente reintroduce inoltre materia organica vitale nei terreni, supportando le pratiche di agricoltura sostenibile e contribuendo alla conservazione della fertilità del suolo a lungo termine. Un vero e proprio ciclo virtuoso, in cui ogni scarto diventa un’opportunità per la crescita e la rigenerazione.

Ares Ambiente: innovazione e sostenibilità nella gestione dei rifiuti

L’impegno di Ares Ambiente va oltre la produzione di compost. Grazie a una capacità di processare fino a 40.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno (di cui 35.000 tonnellate di F.O.R.S.U. e rifiuti organici e 5.000 tonnellate di frazione verde), l’azienda sta ridefinendo gli standard di sostenibilità nel trattamento dei rifiuti a livello nazionale. Con soluzioni tecnologicamente avanzate e un costante focus sull’innovazione, il Gruppo si pone come un punto di riferimento per chiunque sia interessato a un futuro più sostenibile. L’azienda produce due tipologie di ammendanti compostati, conformi alle normative vigenti, garantendo la massima qualità e sicurezza per i suoi clienti. L’ammendante compostato misto e quello derivato dai fanghi sono soluzioni concrete per migliorare la fertilità del suolo e promuovere un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.

L’intervento di Dario Lo Bosco (RFI) all’evento “DePortibus” a La Spezia

La transizione ecologica passa anche per le ferrovie: è ciò che ha affermato Dario Lo Bosco, Presidente di RFI, nel corso dell’evento “DePortibus - Il festival dei porti che collegano il mondo”, dove ha sottolineato come, in un’ottica di decarbonizzazione, sia fondamentale ridurre il ricorso al trasporto su gomma favorendo invece quello marittimo e ferroviario.

Dario Lo Bosco

Il contributo di RFI alla decarbonizzazione illustrato dal Presidente Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco, Presidente di RFI, è intervenuto al convegno “DePortibus - Il festival dei porti che collegano il mondo”, tenutosi a La Spezia dal 10 al 12 maggio. L’evento aveva come scopo quello di indagare il ruolo centrale che i porti e il trasporto marittimo esercitano nel contribuire allo sviluppo dei territori e alla crescita economica, culturale e sociale del Paese. Nel suo intervento, il manager ha sottolineato come collegamenti sempre più stretti con i porti siano una componente essenziale della strategia di RFI. La società, ha sottolineato Dario Lo Bosco, si è adoperata per dare vita a linee di trasporto dedicate esclusivamente alla logistica, in un’ottica di sostenibilità: “I corridoi specializzati per le merci sono realizzati esclusivamente per le merci, a differenza di altri corridoi, con uno scenario sicuramente molto più ravvicinato: nel 2030 l’obiettivo per la decarbonizzazione è spostare il 30% del traffico merci su strada attraverso le vie del mare e percorsi su ferrovie”. Infatti, valendosi di una rete intermodale (che prevede l’utilizzo combinato di diverse forme di trasporto), è possibile evitare il ricorso unico ai camion, mezzo particolarmente inquinante e con un impatto dannoso sul manto stradale, avvicinandosi dunque agli obiettivi di sostenibilità stabiliti tanto dal Paese quanto dall’Unione Europea.

Dario Lo Bosco: la collaborazione con l’Università Bocconi

Nel corso dell’intervento, Dario Lo Bosco ha sottolineato la portata storica di questo rinnovamento intermodale della rete ferroviaria, che vede RFI agire in concerto con le istituzioni: “C’è una rivoluzione infrastrutturale guidata da Salvini e Rixi con un tempo nuovo per la nazione, ma abbiamo necessità di far capire quanto di bello stiamo realizzando per il Paese”. Il Presidente ha inoltre toccato il tema dell’importanza di formare una classe di professionisti di alto livello che siano in grado di portare avanti questa riforma: un progetto che RFI sta perseguendo attraverso una inedita collaborazione con l’Università Bocconi. “Abbiamo creato anche una academy con Bocconi e diversi manager perché ci vuole una cabina di regia perché porti etica pubblica in decisioni aziendali, ma contribuisca anche al compimento nell’ammodernamento delle reti”, ha dichiarato.

Tommaso Putin: Serenissima Ristorazione acquista 100 crediti di sostenibilità

Serenissima Ristorazione sceglie la sostenibilità: come confermato dal Vicepresidente Tommaso Putin, il Gruppo ha sostenuto il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano acquistandone i crediti di sostenibilità, corrispondenti a circa 100 tonnellate di anidride carbonica assorbite dagli alberi del Parco.

Tommaso Putin

Il sostegno di Serenissima Ristorazione al Parco dell’Appennino Tosco Emiliano: le parole di Tommaso Putin

Serenissima Ristorazione ha risposto all’appello del Parco dell’Appenino Tosco Emiliano: unica tra le realtà del Veneto, il Gruppo leader nella ristorazione collettiva ha aderito, come evidenziato dal Vicepresidente Tommaso Putin, alla “Piattaforma di compravendita dei Crediti di Sostenibilità” recentemente promossa dal Parco. Nello specifico, il Gruppo ha deciso di acquistare 100 crediti di sostenibilità, corrispondenti all'assorbimento di 100 tonnellate di CO2. L’operazione contribuisce non solo alla riduzione delle emissioni, ma ha anche rafforza l'impegno verso la tutela delle foreste gestite dal Parco dell'Appennino Tosco Emiliano, contribuendo alla gestione sostenibile di 26.000 ettari di foresta.

Tommaso Putin: l’impegno sostenibile di Serenissima Ristorazione

A margine dell’accordo, Tommaso Putin ha evidenziato la profonda coerenza tra questa iniziativa e i core values di Serenissima Ristorazione, da sempre impegnata nella sostenibilità e nella tutela dell’ambiente: “Riteniamo che le azioni concrete intraprese abbiano un impatto positivo misurabile sull’ambiente e, di conseguenza, sulla qualità della vita di tutti noi. Siamo orgogliosi di rappresentare la nostra regione, essendo presenti come unica azienda del territorio, diventando partner del Parco al fine di agire attivamente e in maniera pragmatica per testimoniare il nostro impegno nel salvaguardare l’ambiente. Al contempo, la nostra adesione al programma racconta in prima persona i valori che da decenni caratterizzano la nostra realtà imprenditoriale”. Serenissima Ristorazione è infatti una realtà attenta alle pratiche sostenibili tanto nella produzione, quanto nella governance. Il Gruppo è infatti continuamente impegnato in attività di sensibilizzazione contro lo spreco di cibo, specialmente negli istituti scolastici. Per i suoi pasti, la realtà guidata da Tommaso Putin predilige ingredienti a filiera corta, coltivati o allevati in prossimità degli stabilimenti. Viene fatto anche abbondante uso di energia rinnovabile. Gli scarti alimentari, infine, vengono utilizzati dalla società per creare compost agricolo, in un’ottica di economia circolare.

Riva Acciaio, così riduce le emissioni: tra BAT, nuove tecnologie e ricerca

La sostenibilità rappresenta uno dei valori chiave di Riva Acciaio, che la implementa nella propria governance sia adottando adeguati sistemi di gestione della qualità, che utilizzando tecnologie in grado di ridurre le emissioni e l’impatto ambientale delle lavorazioni siderurgiche.

Riva Acciaio

Il focus sulla sostenibilità di Riva Acciaio

Riva Acciaio è un'azienda che si distingue da anni per il suo impegno nella sostenibilità ambientale. Il cuore della politica ambientale è l'applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT), adottate per la prima volta nel 2007. Queste tecniche sono continuamente aggiornate per rispondere alle più recenti scoperte scientifiche e alle crescenti aspettative della società. Il Gruppo si attiene in particolare alla normativa internazionale UNI EN ISO 14001, che descrive i sistemi di gestione che permettono di gestire più efficacemente l'impatto ambientale dei suoi stabilimenti. Con la stretta collaborazione tra dirigenti e tecnici, Riva Acciaio osserva un impegno costante verso il miglioramento continuo, che si riflette nei rigorosi programmi di monitoraggio delle emissioni e nella gestione dei rifiuti e delle risorse energetiche.

Le politiche ambientali di Riva Acciaio: il documento

Riva Acciaio ha definito chiaramente le proprie linee guida in termini ambientali in uno specifico documento redatto nel 2019: nel testo si insiste in particolare sulla necessità di formare i dipendenti attraverso specifici corsi, in modo che siano ben coscienti di come ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali. Viene inoltre specificato che i macchinari devono essere all’apice della manutenzione. Infine, Riva Acciaio si impegna a effettuare studi originali e raccolte dati attraverso i quali contribuire alla transizione sostenibile non solo della propria realtà aziendale, ma dell’intera società.

True Italian Experience: Maurizio Rota e l’eccellenza nel settore turistico

Maurizio Rota ha sviluppato competenze nel panorama della comunicazione integrata e dello sviluppo aziendale basato sulle nuove tecnologie. Attualmente, ricopre la carica di Vice Presidente e Amministratore Delegato di True Italian Experience (TIE), azienda leader nel settore del turismo incoming.

Maurizio Rota

La vision di Maurizio Rota

L’esperienza e la vision di Maurizio Rota giocano un ruolo fondamentale nella promozione dell’Italia nel mondo, nella vendita di esperienze di viaggio uniche e nell’innovazione digitale nel settore turistico. La sua carriera presso Assist Group è delineata da una crescita costante, culminata con la nomina a Direttore Generale e Consigliere di Amministrazione nel 2016. In questo ruolo sovraintende progetti strategici volti a valorizzare i brand e i prodotti italiani attraverso campagne di marketing e comunicazione su scala nazionale e internazionale. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il Liceo Scientifico “Dante Alighieri” di Matera, Maurizio Rota si laurea in Ingegneria Informatica presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. La sua tesi sull’applicazione dei Big Data al monitoraggio media evidenzia la sua combinazione di solida formazione accademica e competenze tecnologiche, che si sono dimostrate preziose lungo tutto il suo percorso professionale.

Maurizio Rota: versatilità e innovazione

Maurizio Rota ha dimostrato le due doti di leadership e innovazione in ruoli chiave all’interno di Assist Group. Qui si è dedicato a progetti all’avanguardia che sfruttano le nuove tecnologie per migliorare le strategie di marketing e comunicazione, dimostrando la sua versatilità e adattabilità anche attraverso la gestione di progetti legati alle sponsorizzazioni sportive. Un momento significativo nella sua carriera è stato il profondo contributo alla creazione e allo sviluppo di WOSM© - World Open Source Monitoring, uno dei sistemi più avanzati al mondo per la raccolta, l’analisi e la gestione dei dati provenienti da diverse fonti mediatiche. Tale esperienza ha messo in luce la sua visione e la sua capacità di innovazione nell’ambito della gestione dell’informazione. Maurizio Rota si distingue per uno stile manageriale che bilancia abilmente la capacità di innovazione e la rigorosa organizzazione. La sua determinazione e intraprendenza, unite a un’attenta analisi dei dettagli nella concezione di nuovi progetti, gli consentono di proporre soluzioni sempre all’avanguardia e in linea con le tendenze del momento.

Umberto Lebruto e “La Napoli che verrà”: i progetti di rigenerazione urbana su larga scala

Sotto la guida dell’AD Umberto Lebruto, FS Sistemi Urbani si prepara a trasformare e rigenerare ben 20 ettari di terreno a Napoli, accompagnati da operazioni di interramento per guadagnare ulteriore spazio: un progetto ambizioso che darà alla città nuove stazioni, funzioni per la cittadinanza e collegamenti strategici di carattere intermodale.

Umberto Lebruto

Umberto Lebruto presenta il progetto “La Napoli che verrà”

Umberto Lebruto, AD e DG di FS Sistemi Urbani, ha recentemente presentato il progetto “La Napoli che verrà”, che mira a trasformare due aree strategiche della città: Napoli Porta Est e Napoli Campi Flegrei, per una superficie complessiva di circa 20 ettari (di cui 12 di proprietà del Gruppo FS). Al centro del progetto, la creazione di un hub di mobilità che integrerà varie modalità di trasporto, dalla metropolitana alla ferrovia, fino ai sistemi di trasporto pubblico locale. Un elemento chiave del progetto "La Napoli che verrà" è l'intermodalità completa. Umberto Lebruto ha spiegato che la nuova stazione EAV sotto Piazza Garibaldi sarà il fulcro di questo sistema, collegando la linea metropolitana L1 e L2 con Napoli Centrale e Napoli Piazza Garibaldi. Questa configurazione renderà Napoli un hub di mobilità senza precedenti in Italia, migliorando significativamente l'efficienza e la sostenibilità del trasporto urbano.

L’impatto di FS Sistemi Urbani sull’urbanistica di Napoli: l’analisi di Umberto Lebruto

Secondo l’AD Umberto Lebruto, progetti come “La Napoli che verrà” dimostrano ulteriormente che la città è una delle località dove le attività di FS Sistemi Urbani hanno avuto uno degli impatti più profondi e significativi. “Qui a Napoli – ha dichiarato l’AD e DG di FS Sistemi Urbani – siamo riusciti in un anno, con conferenze di servizio, a chiudere l'accordo di programma e a realizzare una variante urbanistica e quindi a mettere sullo scalo ferroviario di Corso Lucci le giuste funzioni che vedranno la luce nei prossimi anni. Ed è un'eccellenza: in altre città impieghiamo molti più anni per realizzare una variante urbanistica così importante”. Il nuovo progetti di Corso Lucci avrà un ruolo fondamentale nel rendere Napoli la prima città autenticamente intermodale, in cui mezzi pubblici, treni, automobili e percorsi ciclopedonali saranno collegati in una integrazione virtuosa.

Carlo Messina vince tra i protagonisti della finanza nel sondaggio di “Milano Finanza”

Tra i protagonisti più apprezzati degli ultimi 35 anni, secondo il sondaggio promosso da “Milano Finanza” tra le società di Piazza Affari, anche il CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, che ottiene il voto medio più alto tra le personalità del mondo finanziario.

Carlo Messina

“Milano Finanza”: gli oltre dieci anni alla guida di Intesa Sanpaolo hanno portato Carlo Messina in cima

Tra i banchieri è Carlo Messina a posizionarsi in cima alle preferenze di Piazza Affari nell’ambito del sondaggio promosso da “Milano Finanza” per celebrare un anniversario importante: 35 anni di attività. Tra le diverse iniziative lanciate in questi giorni per omaggiare la ricorrenza, “MF” ha ideato un sondaggio interrogando le società di Piazza Affari sulle personalità che hanno maggiormente inciso dal 1989, anno di debutto del quotidiano, a oggi nella storia del Paese. Tra i protagonisti della finanza a ottenere il punteggio più alto è il CEO di Intesa Sanpaolo, risultato il più apprezzato: “Gli oltre 10 anni alla guida di Intesa Sanpaolo hanno portato Carlo Messina in cima. Ad aiutare anche un rendimento della banca in costante crescita e in grado di garantire, sotto la guida del manager dal settembre 2013, un total return medio annuo dell’11,1%” si legge nell’articolo.

Carlo Messina: riconoscimenti trasversali per Intesa Sanpaolo e il CEO 

Il CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha ottenuto il voto medio più alto di quelli registrati dai protagonisti della finanza nel sondaggio condotto da “Milano Finanza”, pari a 7.57. Nelle scorse settimane, a riprova del valore riconosciuto trasversalmente al CEO di Intesa Sanpaolo, anche il conferimento della laurea magistrale ad honorem in Economics and Finance su proposta del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali "Marco Fanno" dell'Università di Padova. “È considerato uno dei principali banchieri europei; guida il maggior gruppo bancario del Paese e tra i primi 5 nell’area euro, con circa 94.000 dipendenti in Italia e all'estero, oltre 430 miliardi di finanziamenti in essere a imprese e famiglie, e 1,3 trilioni di attività finanziarie gestite e amministrate. Sotto la sua guida il Gruppo ha espresso un forte impegno ESG, raggiungendo un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e l’attenzione ai temi ambientali. Intesa Sanpaolo ha, inoltre, sempre posto grande attenzione al mondo universitario sostenendo la ricerca e supportando tutti gli studenti e le studentesse per favorire lo sviluppo dei talenti” si legge nelle motivazioni. Nel 2023, inoltre, Carlo Messina si è riconfermato per il sesto anno consecutivo come “miglior CEO nel settore bancario europeo”, riconoscimento assegnato dalla società di ricerca Institutional Investor che ha designato Intesa Sanpaolo prima in Europa per le relazioni con gli investitori istituzionali e gli analisti finanziari.

RAI, Roberto Sergio presenta il Piano Industriale 2024-26: obiettivi ambiziosi e futuro digitale

L’Amministratore Delegato della RAI Roberto Sergio ha presentato un dettagliato Piano Industriale per il triennio 2024-26 alla Commissione di vigilanza, accompagnato dal Contratto di Servizio. Il manager ha delineato una visione ambiziosa per il futuro dell’azienda, enfatizzando l’importanza di adattarsi a un mercato in continua evoluzione senza ridimensionare il perimetro aziendale. Nel suo intervento, ha anche risposto fermamente alle critiche e alle accuse infondate rivolte alla RAI.

Roberto Sergio

Roberto Sergio, Piano Industriale 2024-26: innovazione e difesa dalla disinformazione

Il Piano Industriale 2024-26, approvato in tempi record, è stato pensato per proiettare i risultati ben oltre il triennio previsto, mirando a garantire la rilevanza della RAI come servizio pubblico attraverso una serie di strategie innovative. Il piano, ha spiegato Roberto Sergio, si articola in tre fasi fondamentali: ottimizzazione del business corrente, valorizzazione degli assets aziendali e trasformazione in Digital Media Company. La strategia non prevede ridimensionamenti del perimetro aziendale, ma piuttosto un potenziamento delle risorse e una concentrazione su fasce di maggior ascolto. L’ottimizzazione dei palinsesti, la riduzione della frammentazione e l’integrazione crossmediale sono elementi chiave del piano, con l’obiettivo di consolidare la RAI come principale investitore nazionale in fiction, film, documentari e prodotti digitali. L’AD ha dedicato una parte significativa del suo intervento a difendere la RAI, “vittima di un accanimento distruttivo che cerca di contrapporre a fatti, dati, numeri, risultati concreti e verificabili, delle fantasiose ricostruzioni”. Ha inoltre sottolineato come queste critiche infondate non solo danneggino la reputazione dell’azienda, ma mortifichino anche il lavoro di migliaia di dipendenti.  “La RAI – ha aggiunto Roberto Sergio – non solo non merita questo trattamento ma ha bisogno di essere protetta e difesa da fake news costruite ad arte per screditare e ottenere qualche titolo sui giornali”.

Roberto Sergio sui casi Scurati e Travolta e solidarietà alle giornaliste RAI

Roberto Sergio ha poi affrontato il caso dello scrittore Antonio Scurati, chiarendo che non si tratta di un provvedimento disciplinare, ma di una richiesta di chiarimenti prevista dal regolamento aziendale. La decisione di non includere lo scrittore nel programma, ha spiegato, non era di natura editoriale, ma economica: la prassi è quella di sostituire partecipazioni a titolo oneroso con quelle a titolo gratuito in caso di promozioni in corso. La vicenda ha causato un danno reputazionale all’azienda, ma la gestione del caso è stata conforme alle regole interne. Tra le questioni legali affrontate, è stato citato anche il caso di John Travolta a Sanremo. La RAI ha avviato un’azione legale contro le società Divina Luna e U-Power per “inadempimento contrattuale e violazione degli obblighi di correttezza”. L’AD ha spiegato che né i dipendenti né i collaboratori della RAI erano a conoscenza delle intenzioni pubblicitarie dell’attore, il cui contratto vietava espressamente qualsiasi elemento promozionale non autorizzato. Il manager ha poi espresso solidarietà alle giornaliste della RAI che hanno subito aggressioni sui social per non aver aderito allo sciopero del 6 maggio. Ha invitato a un maggiore rispetto delle regole e a una comunicazione più cauta per evitare di alimentare violenze online. La conversazione si è infine spostata sull’intenzione di inserire il programma “Insider” di Roberto Saviano nei prossimi palinsesti estivi o invernali. Roberto Sergio ha quindi concluso il suo intervento ribadendo l’impegno dei vertici RAI a difendere l’identità e il valore dell’azienda che deve essere protetta e supportata per continuare a essere un pilastro fondamentale del servizio pubblico italiano e dell’industria audiovisiva.

Pier Silvio Berlusconi: da MFE alla tv del futuro, l’intervista al “Corriere della Sera”

Fare tv in Italia non è mai stato semplice “ma la televisione generalista se fatta bene, mantenuta viva e moderna, si difende alla grande”: l’analisi di Pier Silvio Berlusconi sul “Corriere della Sera”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset sta attraversando un momento importantissimo di crescita e sviluppo

Il CEO di MFE Pier Silvio Berlusconi lo aveva ricordato anche lo scorso luglio nel corso della presentazione dei palinsesti: “Oggi Mediaset attraversa un momento importantissimo di crescita e sviluppo”. Lo dicono anche i risultati registrati nel 2023 che sono stati presentati lo scorso aprile. E lo evidenzia anche quanto sottolineato dal CEO in un’intervista al “Corriere della Sera” pubblicata lo scorso 18 marzo. Fare tv in Italia non è mai stato semplice “ma la televisione generalista se fatta bene, mantenuta viva e moderna, si difende alla grande”: in un mercato contraddistinto da sfide sempre più ambiziose, MFE ha deciso di rilanciare puntando su nuovi ingressi. Professionalità e competenze sempre più avanzate per contribuire significativamente a disegnare il futuro del settore, come ha spiegato il CEO Pier Silvio Berlusconi: “Avremmo potuto stringere la cinghia, ‘fare economie’, ‘fare efficienza’ come si dice in gergo aziendale e come fanno le grandi multinazionali. Invece abbiamo preferito puntare sullo sviluppo con orgoglio. E con un po’ di coraggio farlo mentre il settore dei media va in direzione opposta. Il nostro organico sta crescendo”.

Pier Silvio Berlusconi: ora ho un progetto europeo da portare avanti

Noi, in controtendenza, assumiamo”: il CEO Pier Silvio Berlusconi lo ha ribadito in diverse occasioni di recente, anche al “Corriere della Sera”. “Assumiamo per metà under 30 e per il 50% donne. Abbiamo già iniziato lo scorso anno con 250 ingressi e intendiamo andare avanti per altri tre con un complessivo di 1.000 nuove assunzioni. Non solo data scientist o digital oriented già formati che hanno un loro ruolo già definito in azienda, ma anche giovani che formiamo singolarmente e che seguiremo nel corso della loro carriera. Tra loro ci sono i nostri manager del futuro”, si legge nell’intervista. “Io faccio l’editore e ora ho un progetto europeo da portare avanti”, aveva rimarcato inoltre in quell’occasione Pier Silvio Berlusconi. Quel progetto porta il nome di MFE e guarda alla creazione di un grande broadcaster europeo in grado di competere con i giganti globali dello streaming e di soddisfare le esigenze specifiche dei diversi mercati nazionali. Non significa però aprire a “prodotti congelati tipo quelli delle piattaforme, senz’anima”. Tutt’altro: “Ogni nazione deve farsi una tv adatta al proprio pubblico. Calda, locale, in diretta, prodotta al momento e consumata nell’immediato”. È questa la vision di MFE: “Noi persino in Italia stiamo aumentando il prodotto italiano, lo stiamo facendo in Spagna dando vita a una tv moderata, familiare e moderna. Ed è quello che vorremmo si facesse e sarebbe giusto fare in Germania. Anche investendo di più e creando nuova occupazione”.

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