Intervistato dal quotidiano “La Stampa”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha parlato dell’attuale situazione energetica e dell’impatto generato sui costi di luce e gas dal conflitto in Iran. Per garantire la sicurezza europea è cruciale aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Luca Dal Fabbro: più energia da fonti rinnovabili per aumentare l’indipendenza energetica
Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Stampa”, pubblicata lo scorso 4 marzo, in cui è intervenuto sulle ripercussioni che la guerra in Iran potrebbe generare sulle bollette di luce e gas in Italia. “L’aumento dei costi si potrà riflettere sulle bollette, è inevitabile. L’unico modo per non essere dipendenti da fattori geopolitici è aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”, ha sottolineato il manager. Le vulnerabilità europee sul fronte energetico emerse allo scoppio della guerra in Ucraina nel 2021 rischiano di essere maggiormente enfatizzate con il nuovo conflitto in Iran, dato che un quinto del petrolio e del gas mondiale transita per lo Stretto di Hormuz. “La volatilità dei prezzi del gas è un moltiplicatore della crisi — ha aggiunto Luca Dal Fabbro — influenzando non solo i costi, ma anche le aspettative macroeconomiche globali”.
Luca Dal Fabbro: la sicurezza e la stabilità di Iren
Secondo Luca Dal Fabbro, il gas rappresenta un fattore cruciale che incide sul prezzo dell’energia e, di conseguenza, su quei settori maggiormente energivori, come quello della ceramica, dell’acciaio e del vetro. In merito alle capacità di stoccaggio, l’Italia può contare su numerose fonti diversificate di approvvigionamento. A preoccupare il Presidente non è la quantità di gas, ma il prezzo potenziale, anche se “Iren è in una posizione tranquilla dal punto di vista dei volumi, grazie ai contratti già stabiliti”. Forte anche della stabilità assicurata ai propri clienti da contratti a prezzo fisso, la multiutility è in grado di garantire sicurezza alle famiglie italiane in un periodo di incertezza. In caso di prosecuzione della guerra in Iran, l’Europa dovrebbe correre ai ripari puntando sulle rinnovabili e su fonti alternative. “Serve soprattutto una revisione strutturale delle nostre dipendenze strategiche — ha specificato Luca Dal Fabbro — Oggi siamo davanti a un potenziale choc “multidimensionale”: sia energetico, sia logistico, sia finanziario”.
