Come Luce Benetton ha ispirato e influenzato la visione progettuale del padre Alessandro

Nuove generazioni, il dialogo che diventa motore del cambiamento: l’esempio di Luce Benetton e le sue esperienze nel volontariato hanno ispirato il padre a promuovere progetti rivolti ai giovani.

Luce Benetton

Come il dialogo con Luce Benetton e i suoi fratelli Tobias e Agnese ha cambiato la prospettiva di Alessandro Benetton

Luce Benetton, insieme ai suoi fratelli Tobias e Agnese, ha ispirato al padre Alessandro la nascita di numerose iniziative dedicate ai giovani. In “Mai Fermi”, il libro in cui riflette sulla necessità del cambiamento, l’imprenditore racconta proprio anche di come grazie a loro, attraverso il dialogo costruito negli anni, abbia maturato la consapevolezza che “le nuove generazioni sono il vero motore del cambiamento”. Esempio concreto è il progetto di rilancio di UnHate Foundation: avviato nel 2011, ha recentemente inaugurato una nuova fase che vede al centro proprio giovani talenti under 30. La Fondazione si propone di supportare la realizzazione di progetti innovativi di solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità impegnandosi concretamente a disegnare il futuro del Pianeta: un’iniziativa che si inserisce in un percorso più ampio promosso nell’ottica di sostenere le nuove generazioni e di valorizzarne il talento anche sotto il profilo professionale. Fonte di ispirazione per il padre, come ha raccontato in diverse occasioni, è stata anche l’esperienza nel volontariato di Luce Benetton: “Ho capito che c’è sempre bisogno di un dialogo orizzontale. Prendermi cura di ogni cosa che li riguardava mi ha permesso di comprendere meglio le difficoltà che un giovane affronta quando si inserisce nel mondo del lavoro. Per questa e altre ragioni, ho pensato alla creazione di una Fondazione governata dai giovani, in cui loro stessi abbiano l’opportunità di farci andare oltre la classica filantropia, che è un argomento centrale, ma non sufficiente. Vorrei che fossero loro a farci capire di cosa hanno bisogno”, ha spiegato in occasione del lancio di UnHate Foundation.

Luce Benetton: il volontariato e l’impegno nel sociale

Benetton ha parlato di Luce, Tobias e Agnese in qualche occasione anche con la sua community social: “Ci sono alcuni temi di cui non bisognerebbe parlare su LinkedIn, dicono. Tra questi ci sarebbe, ad esempio, la famiglia. Eppure, da quando ho intensificato la mia presenza qui su LinkedIn, ho imparato ad apprezzare anche il risvolto più umano di manager e imprenditori. Dopotutto, prima ancora di essere lavoratori siamo persone”. Lo fa raramente, raccontando ad esempio di come lo ispirino nella sua attività professionale ma anche condividendo traguardi personali, come i suoi 60 anni: “Sono una cifra bella tonda, una di quelle importanti. Un po’ come i 50, che tra l’altro mi sembra di aver compiuto giusto ieri. Eppure il tempo è passato. Questi ultimi dieci anni sono stati un periodo di incredibile accelerazione, sia nella mia vita personale che in quella imprenditoriale”. Nel post del 2024 ha dedicato un pensiero anche a Luce Benetton e ai suoi fratelli: “Un aspetto che mi sta a cuore è il legame sempre più stretto con i miei figli, Agnese, Tobias e Luce. Ho avuto il privilegio di avvicinarmi ancora di più a loro, scoprendo e sostenendo i loro talenti e le loro passioni”. E lo fa ancora oggi perché “mettere i giovani al centro significa ascoltarli e comprendere i loro bisogni”: la felicità di Luce e dei suoi fratelli sono la sua “priorità assoluta”.

Heritage e nuove sedi: la strategia internazionale di Elia Bonacina

Tra tradizione manifatturiera e sviluppo internazionale, Bonacina 1889 consolida un posizionamento di nicchia nel design Made in Italy. Con una governance di quarta generazione e un catalogo d’autore, Elia Bonacina orienta scelte industriali e commerciali verso una crescita selettiva.

Elia Bonacina

Elia Bonacina e la visione per Bonacina 1889

Bonacina 1889 rafforza la propria identità nel design italiano attraverso una direzione che tiene insieme cultura del progetto, gestione d’impresa e conoscenza dei mercati. In questo percorso, Elia Bonacina (classe 1991) porta avanti un modello che tutela il saper fare e, allo stesso tempo, aggiorna processi e relazioni con la filiera creativa e con i committenti. La leadership si fonda su una gestione diretta del mercato e su un presidio costante dei clienti professionali, con particolare attenzione a studi di architettura e interior design, oltre a un’organizzazione commerciale internalizzata.

Nel quadro della continuità familiare, l’ingresso operativo in azienda avviene nel 2012, con un coinvolgimento anche sul prodotto: la lampada ERIS© diventa un progetto chiave per mettere in evidenza una specifica tecnica di lavorazione del midollino e una ricerca formale centrata sul dialogo tra pieni e vuoti. In questo contesto, la traiettoria aziendale resta ancorata a una coerenza precisa tra marchio, qualità manifatturiera e proiezione internazionale.

Elia Bonacina tra heritage, prodotto e presenza globale

La nascita di Bonacina 1889 nel 2015 segna un passaggio strutturale nell’evoluzione del perimetro industriale e del brand: l’iniziativa di Elia e Margherita Bonacina segue l’acquisizione di Pierantonio Bonacina da parte di Vittorio Bonacina e apre una fase di consolidamento del marchio, capace di presentarsi, in occasione dei 135 anni di storia, con un’offerta ampia e riconoscibile. Parallelamente, l’azienda sviluppa un presidio internazionale con l’apertura di una presenza societaria a New York (Bonacina Inc) e un orientamento a futuri insediamenti in capitali europee, mantenendo una linea di crescita selettiva, coerente con una produzione di nicchia. La manifattura in giunco e midollino resta il fulcro, insieme al sito produttivo di Lurago d’Erba (Como), valorizzato come luogo di competenze e memoria d’impresa: un’impostazione che si riflette anche nella presenza di pezzi in contesti museali e nella costruzione di progetti dedicati all’heritage. Dal 2022, inoltre, Elia Bonacina ricopre il ruolo di Senior Partner di Smart Capital, fondo brianzolo focalizzato su PMI e imprese familiari; nello stesso anno rientra tra i riconoscimenti speciali del progetto Maestro d’Arte e Mestiere, a conferma dell’attenzione verso i mestieri d’arte e l’artigianato.

Foto: Elia Bonacina — Autore: sconosciuto — Fonte: Wikimedia Commons — Licenza: CC BY-SA 4.0 .

Pietro Colucci: gli investimenti del Gruppo Haiki+ per ridurre l’inquinamento

Il progetto a Marcianise di Haiki Metals, guidata da Pietro Colucci, rappresenta un simbolo di convivenza tra industria e territorio, basato sull’economia circolare e il recupero del piombo e del litio delle batterie esauste raccolte dal suolo. Il Gruppo Haiki+ ha previsto per il 2026 un investimento di 10 milioni di euro per il progetto, con l’intenzione di arrivare a 30 milioni per i prossimi tre anni.

Pietro Colucci

Pietro Colucci: il progetto di Haiki Metals a Marcianise

Intervenuto ai microfoni di “Italpress” lo scorso dicembre, il Presidente di Haiki Metals Pietro Colucci ha illustrato come la divisione del Gruppo Haiki+ abbia avviato un’operazione sul territorio casertano, a Marcianise, per liberare la superfice dalle ricadute di piombo causate dalle precedenti attività aziendali e ridurre gli effetti dell’inquinamento, nell’ambito del piano di caratterizzazione e in partnership con la Provincia. Haiki Metals ha infatti sviluppato un progetto innovativo e sostenibile, incentrato sul riciclo e recupero delle batterie esauste, in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II. Il progetto “è diventato un simbolo del nostro modo di far convivere aziende di produzione, di trasformazione industriale, con una realtà ambientale in cui si inserisce in modo autonomo”, ha evidenziato Pietro Colucci.

Pietro Colucci: la valorizzazione delle batterie esauste, un esempio di economia circolare

Il Gruppo Haiki+ opera da sempre nel settore del trattamento e della gestione dei rifiuti ma, di recente, ha ampliato e trasformato le soluzioni offerte su un modello strategico di economia circolare, atto al raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica. I servizi che prima includevano il trattamento dei rifiuti sono stati estesi al recupero del piombo e del litio delle batterie riciclate, che vengono trasformati in materia prima e seconda. “Non si può pensare di estrarre valore da un’azienda senza fare investimenti”, ha ribadito Pietro Colucci a “Italpress”. Il Gruppo Haiki+ ha infatti stanziato per il 2026 un investimento di 10 milioni di euro per il progetto di Marcianise, con la possibilità di estenderlo fino a 30 milioni di euro per i prossimi tre anni.

Roberto Tribuno tra i protagonisti dei Le Fonti Awards 2025 con Health Invest

Nel 2025 Roberto Tribuno ha celebrato il raggiungimento di un traguardo che rafforza il ruolo di Health Invest come partner specializzato nella consulenza integrata per le strutture socio-sanitarie e le iniziative di senior housing: il premio ricevuto ai Le Fonti Awards.

Roberto Tribuno

Health Invest: la realtà guidata da Roberto Tribuno “Eccellenza dell’Anno” ai Le Fonti Awards 2025

Lo scorso maggio, il fondatore di Health Invest Roberto Tribuno riceveva il premio come “Eccellenza dell’Anno - Innovazione & Leadeship - Settore Long Term Care” durante la quindicesima edizione dei Le Fonti Awards. L’appuntamento, che ha riunito professionisti, imprese e realtà della consulenza nella cornice di Palazzo Mezzanotte, storica sede di Piazza Affari a Milano, ha rappresentato un’occasione per confrontarsi su come migliorare la qualità dei servizi nel mercato italiano. L’evento ha infatti dato spazio a dibattiti e interviste con top lawyer e CEO incentrati su temi di attualità come l’innovazione, la tecnologia, la leadership e l’evoluzione normativa. La cerimonia di premiazione ha invece visto la valorizzazione di progetti e percorsi imprenditoriali che hanno dimostrato la capacità di guidare il cambiamento, ottenendo risultati memorabili. In tale contesto, a Health Invest è stata riconosciuta la “competenza e professionalità nell’attività di consulenza, sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione di strutture sociosanitarie e senior housing”, nonché “la capacità di fornire ai propri clienti assistenza professionale multidisciplinare, in particolare: ricerche di mercato, analisi di studio di fattibilità tecnica ed economico-finanziaria e operazioni di M&A”.

Roberto Tribuno: la conferma di Health Invest come partner specializzato

Il premio ha confermato dunque il ruolo di Health Invest come partner specializzato nella consulenza integrata per le strutture socio-sanitarie e le iniziative di senior housing. L’azienda, che vanta competenze avanzate nella progettazione di RSA, senior housing, cliniche riabilitative, centri diagnostici e poliambulatori, supporta investitori, operatori e istituzioni nella realizzazione di strutture moderne e funzionali. “Siamo veramente onorati e soddisfatti di aver raggiunto questo traguardo molto ambizioso. Per noi è un onore perché lavoriamo in questo settore da oltre 25 anni come team e da otto come Health Invest”, aveva commentato Roberto Tribuno.  Il fondatore di Health Invest aveva poi sottolineato come il riconoscimento, oltre a essere un’importante conquista, rappresentasse anche un’ulteriore spinta a proseguire nel proprio percorso di sviluppo e innovazione: “Questo premio ci stimola a migliorarci ancora di più e a realizzare progetti nell’ambito clinico, sanitario, RSA e Senior Housing sempre più moderni e innovativi”.

Federico Motta Editore: Verdi tra censura e identità nazionale nella collana “La storia della civiltà europea”

Federico Motta Editore: a gennaio si è ricordato il 125esimo anniversario dalla morte di Giuseppe Verdi, figura che ancora oggi rappresenta un riferimento per la determinazione dell’identità italiana e per la cultura europea. Il suo contributo alla storia della musica e del teatro, e la sua capacità di cogliere lo spirito del tempo, è raccontato in un saggio della collana “La storia della civiltà europea”.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: l’influenza di Giuseppe Verdi sulla cultura europea nel saggio della collana “La storia della civiltà europea”

Giuseppe Verdi ha segnato non solo la storia della musica e del teatro, ma ha anche influito sull’identità italiana e sulla cultura europea dell’Ottocento. In un saggio contenuto nella collana “La storia della civiltà europea” di Federico Motta Editore viene analizzata la sua cifra stilistica e come le sue opere siano state suggestionate dai moti risorgimentali del Paese di metà Ottocento e oggetto degli inasprimenti della censura politica e religiosa. “Sono notissime le peripezie di Verdi alle prese con una censura ottusa. Nel “Ballo in maschera”, l’intreccio originale di Augustin Eugène Scribe è improponibile — si legge nel saggio — e la censura impone di trasportare la storia dalla Svezia alla lontana Boston e di trasformare il re in governatore, Riccardo”.

Federico Motta Editore: il ruolo di Verdi nel racconto del desiderio di libertà degli italiani

La grandezza di Giuseppe Verdi risiede, in quanto uomo di teatro, nella sua capacità di cogliere in anticipo lo spirito del suo tempo. Il saggio pubblicato nella collana di Federico Motta Editore si sofferma anche su questi aspetti: le opere “Nabucco” e “I lombardi alla prima crociata” di Verdi trasudano infatti del desiderio di libertà degli italiani, che viene convogliato nel racconto di popoli oppressi. Questo elemento ha contribuito alla nascita dell’idea di Verdi come patriota. Il saggio è inserito nella collana “La storia della civiltà europea”, nel volume dedicato all’età moderna. L’opera pubblicata da Federico Motta Editore è stata curata da Umberto Eco ed è costituita da sei volumi che raccontano l’evoluzione della storia europea, componendosi con una cronologia del periodo, un’introduzione, saggi raccolti per area tematica e singole cronologie di temi specifici relativi a ogni sfera del sapere e della cultura europea, dalla fine del XV secolo a oggi.

Competenza, innovazione e sanità: la carriera di Fabio Inzani

Originario di Rimini ma cresciuto ad Aosta, Fabio Inzani ha compiuto un percorso professionale che coniuga competenze ingegneristiche avanzate, visione manageriale e una profonda specializzazione nel settore dell’edilizia sanitaria.

Fabio Inzani

Fabio Inzani, formazione e primi incarichi professionali

Laureato in Ingegneria Aeronautica e Spaziale presso il Politecnico di Torino, Fabio Inzani consegue l’abilitazione alla professione e arricchisce successivamente la propria formazione specializzandosi in Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri all’Università degli Studi di Bologna. Già nel 1994 viene nominato responsabile delle infrastrutture, ai sensi del D.Lgs. 626/94, dalla USL della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Nel 1999 entra a far parte dell’Azienda Ospedaliera CTO - CRF - Maria Adelaide di Torino, dove ricopre incarichi di crescente responsabilità come Ingegnere Capo, Responsabile dell’Ufficio Tecnico, Coordinatore del ciclo e Responsabile del procedimento, maturando un’esperienza diretta nella gestione di grandi opere sanitarie e nel rapporto con enti pubblici e istituzioni. Dal 2001 è alla guida di Tecnicaer Engineering, società di ingegneria attiva nella progettazione e direzione lavori di strutture civili, residenziali e ospedaliere, in qualità di Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico. Nel 2008 Fabio Inzani assume anche il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Tecnico del Consorzio Stabile Mythos, incarico che ricopre tuttora, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel settore delle grandi progettazioni integrate.

Fabio Inzani: altri incarichi e riconoscimenti

Nel corso della sua carriera, Fabio Inzani si è distinto per l’approccio multidisciplinare e per l’attenzione ai temi dell’efficienza energetica e della sicurezza. È Energy Manager abilitato presso il Ministero dell’Industria, Tecnico Abilitato presso il Ministero degli Interni come esperto in prevenzione incendi e membro dell’International Federation of Hospital Engineer (I.F.H.E.). Nel 2004, nell’ambito del progetto “Buoni Esempi”, l’Università Bocconi di Milano gli conferisce il premio per il miglior progetto in sanità in materia di finanza, relativo al Project Financing della Nuova Unità Spinale Unipolare di Torino. Accanto all’attività professionale, Fabio Inzani porta avanti un costante impegno nella formazione e nella divulgazione scientifica. Autore di articoli e pubblicazioni sui temi della sanità e dell’edilizia ospedaliera, è relatore in numerosi convegni di settore. Completa il suo profilo la partecipazione al Consiglio Nazionale del Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera, a conferma di un percorso professionale che si distingue per autorevolezza, continuità e impatto concreto sull’evoluzione delle strutture sanitarie in Italia.

Luca Dal Fabbro: leadership industriale tra energia, sostenibilità e visione globale

Industria, finanza ed energia non sono ambiti separati, ma parti di un unico ecosistema che oggi deve confrontarsi con la sostenibilità, la transizione energetica e i criteri ESG. È su questa integrazione che si fonda il percorso professionale di Luca Dal Fabbro, ingegnere chimico e manager italiano con oltre 30 anni di esperienza ai vertici di grandi gruppi industriali e utility.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: formazione e leadership nelle grandi utility

Luca Dal Fabbro è Presidente di Iren, una delle principali multiutility quotate alla Borsa di Milano, attiva nei settori dell’energia elettrica, del gas, del ciclo idrico integrato, dei servizi ambientali e dell’efficienza energetica. Nato a Milano l’8 febbraio 1966, ha costruito una solida base accademica: laureato in Ingegneria Chimica all’Università La Sapienza di Roma, ha completato la sua formazione con un Master in Politica Internazionale presso l’ULB - Centre des Études Internationales et Stratégiques di Bruxelles e, nel 2011, con l’Advanced Management Program del MIT Sloan School of Management di Boston. Il suo percorso professionale ha preso avvio in contesti multinazionali come Procter & Gamble, CTIP, Tenaris Group ed Enron Capital & Trade. Nel 2001 è entrato in Enel, assumendo incarichi di crescente responsabilità fino alla nomina ad Amministratore Delegato di Enel Energia. Luca Dal Fabbro è poi passato a E.ON Italia come Amministratore Delegato di E.ON Energia e, successivamente, è stato promosso alla guida dell’intero Gruppo. La sua carriera è proseguita con ruoli apicali e di governance in aziende strategiche per il sistema energetico e industriale italiano: Presidente di Electro Power System, membro del Consiglio di Amministrazione di Terna dal 2014 al 2019, Amministratore Delegato di GRT Group, Presidente di Tamini Trasformatori e Consigliere di Amministrazione di Buzzi Unicem.

Luca Dal Fabbro: gli incarichi più recenti e le pubblicazioni

Nel 2018 Luca Dal Fabbro è stato nominato Presidente di Snam e Amministratore Delegato di INSO, mentre negli anni successivi ha ricoperto il ruolo di Presidente Esecutivo di Renovit, fino all’ingresso in Iren. Dal 2025 è inoltre Presidente di Utilitalia, la Federazione delle imprese dei servizi di acqua, ambiente ed energia. Accanto all’attività manageriale, ha assunto numerosi incarichi istituzionali e associativi: ha guidato il desk Far East dell’Istituto Affari Internazionali, è stato Vicepresidente di AssoESCo e Aiget, membro del Consiglio Direttivo di Assofranchising, Confindustria Assoelettrica e Confindustria Provinciale. Il suo impegno sui temi ESG si riflette anche nella produzione editoriale. È autore di “L’economia del Girotondo” (2017), “ESG - La Misurazione della Sostenibilità” (2022) e “Proteggere il futuro - Sicurezza energetica, resilienza economica e ambientale nell’era delle tre transizioni globali” (2025). Nel 2023 gli è stato conferito il Premio Manager Utilities “Andrea Gilardoni” per il settore dei Servizi Pubblici Locali, a riconoscimento di una carriera costruita su competenza, visione strategica e capacità di leadership. Alla base del percorso di Luca Dal Fabbro c’è la convinzione che la transizione energetica e la sostenibilità siano leve fondamentali per la competitività industriale, lo sviluppo dei territori e la sicurezza energetica del Paese. Economia circolare, rinnovabili, innovazione tecnologica e valorizzazione del capitale umano rappresentano i pilastri di una visione che guarda al futuro con pragmatismo e responsabilità.

Fabrizio Ruggiero: l’attuazione della strategia AMPLIFY 25-28 di Edenred Italia

L’AD di Edenred Italia Fabrizio Ruggiero ha parlato dei punti cardine che caratterizzano il nuovo Piano Strategico AMPLIFY 25-28, che si prefissa lo scopo di: raggiungere nuovi mercati, valorizzare l’ecosistema del Gruppo e migliorare l’esperienza utenti.

 Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero: i punti del Piano AMPLIFY 25-28 di Edenred Italia

“Amplificare ciò che siamo. Ciò che facciamo. E, soprattutto, il valore che generiamo per aziende, persone e territorio”, lo ha dichiarato l’AD di Edenred Italia Fabrizio Ruggiero lo scorso novembre in un post pubblicato su LinkedIn correlato al Piano strategico AMPLIFY 25-28 del Gruppo. Con questo Piano, Edenred Italia si prefissa il raggiungimento di importanti traguardi, tra i quali il superamento della soglia di 5 miliardi di euro di ricavi entro il 2030. “Attract”, “Enrich” e “Activate” sono le tre parole chiave che dettano la strategia di AMPLIFY 25-28. Questi tre elementi si traducono: nell’apertura ed espansione verso nuovi mercati, con la conseguente acquisizione di nuovi clienti; nell’efficientamento dell’esperienza degli utenti, offrendo loro maggiori soluzioni; nella valorizzazione dell’ecosistema del Gruppo per creare maggiori benefici per utenti e partner.

Fabrizio Ruggiero: l’applicazione del Piano in Italia

“In Italia questo significa rafforzare il nostro ruolo di leader nel mercato dei benefit e dell’engagement dei dipendenti — ha specificato Fabrizio RuggieroPerché quando le persone stanno bene, sono soddisfatte e motivate, le imprese crescono e diventano più competitive, e tutto l’ecosistema sociale ne trae beneficio”.

Acea è una water company, Fabrizio Palermo: il nostro know-how nel settore è unico

In un’intervista rilasciata a “Il Foglio”, l’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo ha parlato della rivoluzione del settore idrico guidata da Acea, da poco divenuta a tutti gli effetti una water company. Tra le priorità ci sono l’ammodernamento delle infrastrutture datate e la costruzione di una rete flessibile per far fronte ai cambiamenti climatici.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo sulla trasformazione di Acea in water company

Dopo aver contribuito a portare la resilienza idrica tra le priorità europee, Acea cambia missione diventando una water company, il primo operatore idrico in Italia e il secondo in Europa. Nella sua nuova versione, l’azienda pubblica italiana è organizzata in tre holding: una per l’acqua, una per la gestione della rete elettrica e l’altra per il ciclo dei rifiuti. Poi c’è a.Quantum che fornisce servizi sul mercato non regolato. Da municipalizzata romana a impresa che gestisce grandi infrastrutture, garantendone la sicurezza. Un progetto che prende forma sotto la guida dell’AD Fabrizio Palermo. “L’acqua ha segnato le mie maggiori esperienze professionali – ha raccontato nell’intervista a “Il Foglio” – alla Fincantieri che costruisce navi, alla Cassa depositi e prestiti che finanzia anche le infrastrutture idriche e adesso in questa nuova sfida”. Una risorsa tanto vitale quanto strategica, che è stata trascurata troppo a lungo. “Gli investimenti sono vecchi, hanno fino a 90 anni, finanziati con i bilanci pubblici – ha sottolineato il manager – Ma al deteriorarsi naturale delle infrastrutture si è aggiunto il fattore climatico. Piove in misura diversa e in luoghi diversi, quindi c’è bisogno di una rete flessibile”.

Fabrizio Palermo: servono investimenti nelle infrastrutture per ridurre le perdite

È un prosieguo naturale per il Gruppo, il cui utile dipende per due terzi dalla distribuzione idrica. “L’azienda ha un know how unico nel settore idrico – ha rimarcato Fabrizio Palermoche avrà una trasformazione al pari se non anche più impattante di quella energetica”. Al momento, in cima alla lista delle urgenze c’è il tema delle perdite. “Il problema da noi sono i tubi che provocano una perdita media del 42 per cento – ha spiegato l’AD – Cominciamo con il ripararli prima di passare ad altre soluzioni come ad esempio la desalinizzazione. A Roma siamo riusciti a ridurre le perdite sotto il 27 per cento”. Ecco perché c’è un bisogno crescente di investimenti e innovazione tecnologica ma anche una o più grandi imprese come punto di riferimento insieme a un progetto di sistema che intervenga a vari livelli, in modo da eliminare la frammentazione dei 2.400 operatori che fanno capo ai Comuni. Si potrebbero, infine, aggiungere misure di sostegno alla ristrutturazione edilizia che comprenda il riuso, magari con un sistema a doppio circuito. “L’acqua è un bene pubblico e non si paga, tutto il resto però sì, dalla depurazione alla distribuzione – ha chiarito Fabrizio Palermo – Il servizio va remunerato per finanziarie le infrastrutture”.

Andrea Mascetti: i progressi del Basket Bond Lombardia per le PMI

Il Basket Bond Lombardia di Finlombarda, realtà presieduta da Andrea Mascetti, sta mostrando già i progressi nel sostegno delle PMI del territorio. Il primo slot ha erogato 12 milioni di euro a quattro imprese attive in settori strategici.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’iniziativa Basket Bond di Finlombarda a sostegno delle PMI

Presieduta da Andrea Mascetti, Finlombarda è attiva nel sostegno e nel rilancio della crescita industriale del territorio lombardo, attraverso iniziative atte al supporto delle PMI e del loro ingresso nei mercati capitali. Lo scorso gennaio, presso Palazzo Lombardia, l’Assessore allo Sviluppo della Regione Guido Guidesi ha presentato i progressi delle misure davanti agli enti eroganti, tra cui anche Finlombarda. In riferimento al Basket Bond Lombardia, Andrea Mascetti ha evidenziato come rafforzi “l’attrattività dell’intero sistema economico regionale”. È fondamentale creare un ecosistema all’interno del quale le piccole e medie imprese possano crescere su aspetti chiave quali la digitalizzazione e la sostenibilità.

Andrea Mascetti: i dettagli del primo slot del Basket Bond Lombardia

Sotto la guida di Andrea Mascetti, Finlombarda ha erogato il Basket Bond Lombardia per una somma totale di 32 milioni di euro, che permette di attivare fino a 108 milioni di euro di minibond per le imprese garantiti dalla Regione. Lo scopo è sostenere progetti relativi agli ambiti della transizione energetica, della logistica sostenibile e della manifattura circolare. Il programma è già entrato nel vivo e la prima tranche di emissioni è stata erogata per un valore di 12 milioni di euro per quattro società attive in settori strategici: CAA - Cooperativa Autotrasporti Alimentari Scarl (logistica alimentare a basse emissioni), Cloudia Research S.p.A. (applicazioni dell’IA generativa), Eco Fotovoltaico S.r.l. (agrivoltaico di nuova generazione) e Poliplast S.r.l. (recupero delle plastiche post-consumo con tecnologie di reverse engineering). “Partecipando come investitore al programma di Basket Bond regionale — ha aggiunto Andrea Mascetti — Finlombarda conferma il proprio impegno nel sostenere progetti con impatti positivi sul sistema economico regionale”.

Enrico Vita: Amplifon prima azienda italiana a ottenere il titolo di Global Top Employer

Amplifon è stata riconosciuta come Global Top Employer 2026, rientrando tra le 17 eccellenze a livello mondiale per gestione delle risorse umane. Per il CEO Enrico Vita è un risultato che conferma l’impegno del Gruppo su persone, benessere, inclusione, ambiente di lavoro, formazione e sviluppo dei talenti.

Amplifon: gli effetti dell'era Enrico Vita

Amplifon: Top Employer per il sesto anno sotto la guida di Enrico Vita

Amplifon si è conquistata un posto tra le 17 aziende mondiali della Global Top Employer 2026, la classifica delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie per lo sviluppo delle risorse umane e per il miglioramento dell’ambiente di lavoro. Creato dall’organizzazione globale Top Employers Institute, il programma ha certificato e classificato più di 2.400 aziende in 125 Paesi. Soltanto quelle in grado di soddisfare i più elevati standard nelle sei macroaree interessate – people strategy, ambiente di lavoro, acquisizione di talenti, formazione, diversità e inclusione, benessere – possono accedere alla certificazione. Unica con sede legale in Italia a ottenere il riconoscimento, quest’anno la realtà guidata da Enrico Vita ha ottenuto la certificazione anche nella regione Asia Pacifico, che si va ad aggiungere a quelle conseguite negli anni scorsi in Europa, Nord America e America Latina. Nello specifico, il leader delle soluzioni per l’hearing care si è aggiudicato il riconoscimento di Top Employer in Cina, India, Singapore e Svizzera, portando a 20 il numero complessivo di Paesi in cui è certificata. Gli altri sono: Italia, Spagna, Francia, Germania, Portogallo, Belgio, Olanda, Canada, Stati Uniti, Colombia, Panama, Cile, Argentina, Ecuador, Australia e Nuova Zelanda.

Enrico Vita: “Premiato il costante impegno della nostra azienda nello sviluppo delle persone”

Questo importante riconoscimento – ha commentato il CEO di Amplifon Enrico Vita – premia il costante impegno della nostra azienda nello sviluppo delle persone, la coerenza con i nostri valori e la capacità di tradurli ogni giorno nella nostra missione: migliorare la qualità della vita dei clienti. La certificazione Top Employer rappresenta per noi una tappa significativa di un percorso di lungo periodo e, allo stesso tempo, uno stimolo a continuare a fare sempre meglio”. A esprimere l’enorme soddisfazione anche il Chief HR Officer del Gruppo Giovanni Buonajuto, che ha definito il fatto di “essere la prima azienda italiana a conseguire su scala mondiale” il riconoscimento “motivo di grande orgoglio”. Grazie alla certificazione Global Top Employer, Amplifon ha inoltre raggiunto, con un anno di anticipo, uno degli obiettivi del suo Piano di Sostenibilità “Listening Ahead”.

TLC, Pietro Labriola: trovare una “European Way” per stimolare l’innovazione e consolidare il mercato

Il convegno Restart ha offerto l’occasione a Pietro Labriola di intervenire sulle prospettive delle telecomunicazioni in Europa. Il CEO di TIM ha evidenziato come il consolidamento del mercato e una regolamentazione più equa siano essenziali per il futuro del settore.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: l’intervento al convegno sul futuro delle TLC

Si è tenuto a Roma il convegno di Restart “Shaping Horizons in Future Telecommunications”, nel corso del quale si è parlato, tra le altre cose, del valore del mercato europeo delle telecomunicazioni e dei tassi di crescita fino al 2030, e dei possibili scenari futuri alternativi nel settore delle TLC. Un momento chiave dell’incontro è stato sicuramente il confronto con gli stakeholder pubblici, inclusi i rappresentanti del Governo italiano e della Commissione europea, e privati, partendo dai CEO delle società di telecomunicazioni. Al dibattito hanno preso parte gli Amministratori Delegati dei principali player del settore, compreso Pietro Labriola, CEO di TIM e Presidente di Asstel. I temi affrontati sono stati il consolidamento del mercato, il Mercato Unico europeo, i nuovi modelli di network sharing, il ruolo emergente delle NetCo e dei Neutral Host, la gestione delle frequenze radio. Il convegno ha avuto luogo in un contesto particolarmente rilevante per le TLC, tornate a occupare una posizione di rilievo nel discorso europeo.

L’appello di Pietro Labriola per una regolamentazione più equa

Secondo il manager, che dal 2022 guida TIM, “non è accettabile che gli operatori tradizionali siano sottoposti a vincoli e obblighi molto più stringenti rispetto alle piattaforme Ott”. Una situazione che continua a creare “distorsioni” penalizzando gli operatori che investono nelle infrastrutture. Bisognerebbe, invece, trovare una “European Way” per stimolare l’innovazione e favorire il consolidamento del mercato. “Il fatto che in Europa ci siano 120 operatori mentre negli Stati Uniti, in Brasile o in Cina solo tre fa capire quale deve essere la strada da seguire”, ha affermato Pietro Labriola. Ha poi aggiunto: “Non vogliamo competere solo sul prezzo, ma dobbiamo investire in qualità e comunicare efficacemente il valore aggiunto dei nostri servizi”. Troppo spesso, ha fatto notare il manager, gli operatori italiani si sono concentrati su una concorrenza al ribasso, trascurando l’importanza di offrire servizi premium e fidelizzare la clientela. Per il CEO di TIM, “è ora di puntare su un modello di business più sostenibile, basato sulla qualità e sull'innovazione”.

Ares Ambiente: le cinque competenze chiave per l’intermediazione dei rifiuti

Fondata da Marco Domizio, Ares Ambiente ha messo in evidenza le cinque skills cruciali che le hanno permesso di distinguersi nel settore dell’intermediazione dei rifiuti: dinamismo normativo, competenza tecnica trasversale, gestione delle relazioni e competenze digitali e ESG.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: le skills essenziali per competere nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi sono i servizi in cui è specializzata Ares Ambiente. L’azienda attiva nel settore dell’intermediazione dei rifiuti ha stilato le cinque competenze essenziali per operare con efficacia e competitività in questo ambito. Un aspetto fondamentale riguarda la regolamentazione ambientale: sviluppare un’attitudine nel leggere e interpretare le norme diventa un asset necessario, poiché aggiornarsi sulle nuove leggi in un contesto in rapido cambiamento disciplinare non è più sufficiente. Un operatore competente è quello che può prevedere i cambiamenti e il modo in cui le nuove normative impattano su tutta la filiera, dagli stabilimenti ai produttori. Accanto all’approccio normativo, va di pari passo la “competenza tecnica trasversale”, ha sottolineato il fondatore di Ares Ambiente Marco Domizio, ovvero l’abilità di trovare la migliore soluzione di trattamento, valorizzazione o smaltimento in base alle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti. 

Ares Ambiente: relazioni, digitale e ESG come leve strategiche

Nell’ambito dell’intermediazione dei rifiuti una competenza di vitale importanza secondo Ares Ambiente riguarda la “gestione delle relazioni”. La fiducia costituisce un aspetto strategico che fa da pilastro alla reputazione, alla capacità di negoziare ed è un vero e proprio sinonimo di affidabilità. Le ultime due competenze che rendono efficiente una realtà attiva nel settore riguardano gli aspetti legati al digitale e all’ESG. Software di tracciabilità, piattaforme per la gestione dei formulari e dei sistemi di reporting sono strumenti non solo da padroneggiare, ma da integrare con successo nei processi aziendali in modo da creare valore. Come ha specificato il fondatore di Ares Ambiente Marco Nicola Domizio: “L’intermediazione oggi non è quindi soltanto gestione e innovare per l’ambiente, significa crescere insieme al cambiamento in una visione integrata. Tecnica, normativa, digitale, relazionale e strategica: è l’insieme di queste capacità che trasforma ogni attività di intermediazione efficace in un punto di riferimento per l’economia circolare. E che rende davvero competitiva un’azienda del settore”.

McFIT racconta il lato eroico dell’allenamento quotidiano

Il fitness non è fatto solo di record, performance estreme o corpi perfetti. Per McFIT è soprattutto una pratica quotidiana, costruita su disciplina, motivazione e piccoli traguardi personali. È da questa visione che nasce il contenuto pubblicato sul canale YouTube del brand, ambientato nella palestra di Torino Politecnico.

McFIT

McFIT racconta il valore dell’allenamento quotidiano

Il video “I supereroi della McFIT di Torino Politecnico” mette al centro tre figure della community locale (Laura, Maximilian ed Emanuele) trasformandoli in “supereroi” contemporanei. Non per ciò che mostrano, ma per ciò che rappresentano: la capacità di impegnarsi con costanza, di superare i propri limiti e di rendere l’allenamento parte integrante della propria identità. La narrazione è essenziale e diretta. Nessuna voce narrante, nessuna spiegazione, solo immagini potenti che seguono i gesti dell’allenamento, i tempi di recupero, la concentrazione prima di una serie. Il montaggio veloce e la colonna sonora “Byrd” di HDBeenDope amplificano l’intensità delle scene, restituendo allo spettatore l’atmosfera reale della palestra, fatta di fatica, focus e determinazione. In questo racconto visivo, McFIT ribadisce uno dei suoi messaggi chiave: il miglioramento personale è una sfida continua, che si gioca giorno dopo giorno. Ogni esercizio diventa una scelta, ogni allenamento un passo avanti.

McFIT in Italia: un modello di fitness accessibile e flessibile

McFIT, fondata in Germania nel 1997, è presente in Italia dal 2014. Guidata da Samuele Frosio, ha costruito nel tempo un posizionamento basato su accessibilità, flessibilità e qualità dei servizi. Oggi il network coinvolge oltre 300 dipendenti diretti, circa 170 istruttori freelance e una community di circa 160.000 abbonati sul territorio nazionale. “Due sono gli elementi su cui focalizziamo la nostra attività: la loro motivazione e il divertimento durante l’allenamento – scrive l’azienda – L’obiettivo che ci siamo posti è offrire possibilità di allenamento che soddisfino le richieste e le esigenze degli abbonati che, per esempio, possono decidere in modo flessibile quando e dove allenarsi”.

Alessandro Albano: la carriera del Senior Advisor e Presidente di GreenYellow

Alessandro Albano ha costruito una carriera trasversale tra istituzioni, industria e finanza, arrivando ad affermarsi come Senior Advisor per importanti Gruppi. Presidente Equiter, della Fondazione CERM e di GreenYellow, oggi affianca aziende e CdA con competenze strategiche, finanziarie e di governance.

Alessandro Albano

Alessandro Albano: i primi passi professionali

Presidente di Equiter e della Fondazione CERM, Alessandro Albano ha maturato nel corso della sua carriera professionale, tra incarichi nel settore energetico, ingegneristico e commerciale, competenze che lo hanno portato oggi a ricoprire il ruolo di Senior Advisor per diverse aziende. Laureato in Scienze dell’Economia e della Gestione presso l’Università degli Studi di Torino, durante i primi anni è stato impegnato anche in ambito istituzionale, rivestendo la carica di Consigliere Provinciale e Vicepresidente Commissione Società Partecipate per la Provincia di Torino (2009-2014) e quella di Consulente parlamentare con focus sulle politiche energetiche presso il Parlamento Europeo (2011-2012). Successivamente, si è occupato del settore industriale, in particolare nei campi Health & Science, commerciale e ingegneristico, per poi passare al Public Affairs, alla consulenza globale d’impresa, alla consulenza per l’internazionalizzazione di PMI italiane e alla finanza. Partner di Business HUB S.p.A. dal 2014 al 2017 e Responsabile Commerciale e delle Relazioni Istituzionali presso Servizi Italia S.p.A. dal 2014 al 2015, è stato Direttore Commerciale di Higèa S.p.A. e di Proger S.p.A.

Alessandro Albano: l’attività di consulenza

L’esperienza e le conoscenze acquisite grazie alle relazioni con partner e clienti esteri e istituzionali hanno portato alla nomina di Alessandro Albano in diversi CdA, oltre a sviluppare competenze nella consulenza strategica nel ruolo di Senior Advisor. In passato membro del CdA di Autostrada Asti-Cuneo S.p.A. e di Autostrada dei Fiori S.p.A., tutt’ora è membro del CdA di Cantina Damilano Azienda Agricola S.r.l., di Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. e di Italtel S.p.A. Ha condotto, invece, la sua attività di Senior Advisor per il Gruppo ASTM S.p.A. - S.A.T.A.P. S.p.A. fino al 2024 e opera ancora per P.w.c. S.p.A. Dal 2023 al 2025 è stato membro dell’Advisory Board di Azzura Capital e dal 2024 ricopre il medesimo ruolo per Spencer Stuart. Amministratore Delegato di Indexway S.p.A. dal 2019 al 2020, Alessandro Albano è, inoltre, Presidente di GreenYellow, azienda in espansione attiva nel settore delle rinnovabili con circa 10 MWp di capacità fotovoltaica operative.

Pier Silvio Berlusconi nella sede di ProSiebenSat.1, visita a sorpresa del CEO di MFE

Visita a sorpresa di Pier Silvio Berlusconi, che incontra i professionisti di ProSiebenSat nella sede dell’emittente tedesca: “Il mio desiderio è quindi che iniziamo a guidarci l’un l’altro come una squadra sempre più unita, che lavori sempre di più insieme e che guardi al futuro con speranza, entusiasmo e tanta energia”.

Pier Silvio Berlusconi

Nessun incontro programmato: Pier Silvio Berlusconi a sorpresa nella sede di ProSiebenSat

Come riportato da diverse testate tedesche, il 22 gennaio il CEO di MFE Pier Silvio Berlusconi ha raggiunto a sorpresa la sede di ProsiebenSat in Germania per incontrare i professionisti del Gruppo. Tra loro anche il CEO Marco Giordani. “Devo dirvi che sono molto felice di essere qui in ProSieben. È un vero onore per me essere qui con voi. Sono anni che crediamo nel progetto di un nostro broadcaster europeo. Continuiamo a pensare che sia una grande opportunità di sviluppo”, ha detto Pier Silvio Berlusconi. Nessun incontro ufficiale: il CEO si è intrattenuto con i professionisti di ProsiebenSat e ha dialogato con loro in un clima informale e cordiale ribadendo il valore che l’emittente tedesca riveste all’interno del grande progetto che MFE sta portando avanti in Europa.

Pier Silvio Berlusconi: “Sono ancora più convinto che esista un potenziale incredibile

Devo dirvi che non è stato facile; abbiamo studiato l’azienda e il mercato tedesco per sette anni. Alla fine, è stato un bene non avere avuto fretta, perché con il passare degli anni e comprendendo che cosa ProSieben è e rappresenta, sono ancora più convinto — soprattutto ora che Marco Giordani è qui — che esista un potenziale incredibile. Questa è una grande azienda e troveremo — anzi, voi lo avete già, ma lo troveremo ancora di più insieme — lo slancio, l’entusiasmo e la fiducia per guardare al futuro e diventare più forti e più grandi”, ha detto Pier Silvio Berlusconi. Infine, il CEO di MFE ha rivolto un pensiero ai collaboratori e alle collaboratrici del broadcaster tedesco: “Ora sono ancora più felice di essere qui e penso che abbiate un grande valore, sia professionale sia umano. Il mio desiderio è quindi che iniziamo a guidarci l’un l’altro come una squadra sempre più unita, che lavori sempre di più insieme e che guardi al futuro con speranza, entusiasmo e tanta energia. Grazie per questa accoglienza così calorosa”.

Snack italiani: gusto e filiera, la storia di Amica Chips

Dalla convivialità dell’aperitivo alle scelte più consapevoli su filiera e ingredienti, Amica Chips unisce gusto, innovazione e attenzione all’impatto. Tra identità del nome, linee di prodotto, dati nutrizionali e un polo produttivo cresciuto nel tempo, prende forma una visione concreta dello snack italiano.

Amica Chips

Amica Chips: il rito dello snack e la gamma

Nel panorama degli snack salati, Amica Chips è spesso legata a un gesto quotidiano: aprire una busta, condividere e creare un momento leggero. Non è solo croccantezza: è il rito che accompagna un aperitivo improvvisato, una partita in TV o una pausa veloce. Accanto alle classiche – patatine lisce o rigate – la proposta si articola in varianti più caratterizzate, dal ketchup alla paprika, dal gusto pizza a combinazioni fresche come pepe e lime o limone e basilico. Non mancano richiami ai trend internazionali, come sour cream & onion, e alternative mediterranee come il pomodoro. Le linee con identità propria, tra cui Eldorada, estendono il catalogo con opzioni aromatizzate e una referenza senza sale aggiunto. Inoltre, sulle patatine fritte classiche e aromatizzate è indicata l’assenza di glutine, elemento utile per orientare la scelta a scaffale.

 

Amica Chips: filiera, stabilimento e valori

Dietro la familiarità del prodotto c’è una traiettoria industriale nata a Castiglione delle Stiviere (provincia di Mantova), dove Amica Chips comincia il suo percorso nel 1990 per iniziativa di Alfredo Moratti e cresce rapidamente nella GDO, puntando su processi controllati e continuità qualitativa. Nel tempo, acquisizioni e integrazione produttiva rafforzano un polo sempre più strutturato, mentre l’espansione oltreconfine consolida la presenza in oltre 22 Paesi e una squadra di più di 350 persone, con un impianto che supera i 70.000 m². Sul fronte dell’impatto ambientale, vengono affiancati interventi concreti: packaging con il 30% di plastica riciclata, sistemi di depurazione e progetti green. Per chi guarda anche ai numeri, i valori energetici variano in base a ricetta e aromi: si va da 480 kcal/100 g per la versione Eldorada Senza Sale a 503 per Blanca (snack a base di fecola di patate), fino a 531 per AMI’ Original e 555 per le classiche. Una media indicativa tra esempi rappresentativi si colloca intorno a 516 kcal/100 g. La lettura più utile resta però la porzione reale, perché 25-30 g cambiano l’impatto più di molte differenze di ricetta. La sede e i contatti sono in Via dell’Industria 57, 46043 Castiglione delle Stiviere e le integrazioni successive hanno mantenuto centrale il sito mantovano come riferimento per la produzione.

Leadership al femminile: il percorso professionale di Diana Bracco

Visione industriale, innovazione scientifica e impegno civile sono gli elementi distintivi che hanno sempre caratterizzato il percorso professionale di Diana Bracco, figura di riferimento nel settore health care e Presidente e CEO del Gruppo Bracco.

Diana Bracco

Diana Bracco, dalla laurea alla guida dell’azienda di famiglia

Laureata in Chimica all’Università di Pavia, Diana Bracco entra nel 1966 nell’azienda di famiglia, una realtà già proiettata sul mercato globale della diagnostica per immagini. Fin dai primi anni contribuisce in modo diretto allo sviluppo strategico del Gruppo, assumendo nel 1977 il ruolo di DG. Nel 1999 raccoglie l’eredità del padre Fulvio, diventando Presidente e CEO. Sotto la sua guida, l’azienda rafforza la propria leadership internazionale, raggiungendo un fatturato consolidato che supera i 2 miliardi di euro, con oltre 3.900 collaboratori e collaboratrici e un patrimonio tecnologico di più di 2.000 brevetti. Parallelamente all’attività imprenditoriale, Diana Bracco ha svolto un ruolo di primo piano nell’associazionismo industriale italiano. È stata Vicepresidente di Confindustria con delega a Ricerca e Innovazione in più mandati, Presidente di Federchimica e successivamente di Assolombarda, diventando in entrambi i casi la prima donna a ricoprire tali incarichi. Un capitolo particolarmente significativo della sua carriera è legato a Expo Milano 2015, di cui ha assunto la presidenza e il ruolo di Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia. Oltre al successo dell’evento, la sua azione ha dato impulso a iniziative di forte valore simbolico e sociale, come il progetto Women for Expo, dedicato al ruolo delle donne nello sviluppo sostenibile e nella sicurezza alimentare.

Diana Bracco tra incarichi, cultura e riconoscimenti

Accanto alla dimensione industriale, l’impegno sociale e culturale di Diana Bracco è stato altrettanto centrale. Già in giovane età ha presieduto il programma Responsible Care di Federchimica, anticipando temi oggi fondamentali come sostenibilità e responsabilità d’impresa. Nel 2010 ha avviato la Fondazione Bracco, con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica, la valorizzazione del patrimonio culturale e le pari opportunità, con una particolare attenzione a donne e giovani. Diana Bracco ha inoltre ricoperto ruoli di rilievo in ambito accademico e culturale, ha fatto parte di importanti advisory board, tra cui quelli della Filarmonica della Scala e del Museo Poldi Pezzoli ed è stata membro della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Nel 2011, è stata la prima italiana a entrare nel Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington, DC. Diana Bracco è membro del nuovo Consiglio di Amministrazione del Teatro alla Scala, inoltre, è Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala. Il valore del suo percorso è stato riconosciuto da numerosi premi e onorificenze, tra cui diverse lauree honoris causa, la nomina a Cavaliere del Lavoro, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana e importanti riconoscimenti in ambito scientifico e sportivo. Il 21 giugno 2024 è stata insignita della Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) e Il 29 settembre 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano.

Renato Mazzoncini, per A2A parte la sfida europea

Con l’aggiornamento del Piano Industriale al 2035, Renato Mazzoncini ha chiarito che A2A avvierà una fase di espansione oltre i confini nazionali, con l’obiettivo di diventare un operatore europeo.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: progetti oltre i confini nazionali e 23 miliardi per la crescita di A2A

Dopo anni di crescita concentrata sull’Italia, con quasi 13 miliardi di ricavi nel 2024, un market cap superiore ai 7 miliardi e un forte rafforzamento industriale, per Renato Mazzoncini è arrivato il momento di tornare a guardare all’Europa. Una scelta che recupera una visione già espressa nel 2021, temporaneamente riorientata verso l’orizzonte nazionale a causa ella necessità di concentrare gli investimenti sulla sicurezza energetica interna. “Le grandi aziende devono avere un’impronta europea – ha commentato – Ora è il momento di tornare a guardare all’Europa e di considerarla una casa comune”. A2A ha già avviato attività di scouting in alcuni mercati chiave: Spagna, Portogallo e Regno Unito per il settore ambiente, dove la Life Company intende valorizzare la propria competenza nella filiera integrata dei rifiuti; Germania e Polonia per le rinnovabili, mercati con ampi margini di crescita legati all’uscita dal carbone. Nella visione di Renato Mazzoncini nel perimetro europeo anche la gestione degli impianti e la vendita di energia ai clienti finali, sia elettricità sia gas, ampliando il posizionamento commerciale del Gruppo. I progetti saranno selezionati sulla base di criteri chiari: rendimenti superiori rispetto a iniziative analoghe in Italia e tempi di realizzazione più rapidi.  Il Piano Industriale al 2035 prevede investimenti complessivi per 23 miliardi di euro. La maggioranza delle risorse resterà nel Paese, ma l’apertura all’Europa amplia in modo significativo il raggio d’azione strategico di A2A.

Data center e reti, Renato Mazzoncini: la crescita passa dalle infrastrutture

Accanto all’espansione internazionale, Renato Mazzoncini individua nelle infrastrutture digitali un nuovo motore di crescita domestica. A2A punta a entrare nel business dei data center non solo come fornitore di energia, ma come partner industriale per la progettazione e la realizzazione di infrastrutture ottimizzate dal punto di vista energetico. Le richieste di connessione (280 megawatt solo nella provincia di Milano) confermano l’accelerazione di una domanda destinata a incidere profondamente sui piani di sviluppo. Per sostenere digitalizzazione e transizione energetica, la Life Company prevede la posa di oltre 800 chilometri di nuove reti all’anno fino al 2035 e investimenti per quasi 5 miliardi di euro nelle reti elettriche. Una visione che l’AD lega direttamente alla competitività europea: infrastrutture adeguate sono fondamentali perché l’innovazione sia assorbita dal sistema industriale. L’espansione dei data center e l’aumento dei consumi impongono anche un approccio pragmatico alla transizione. Accanto allo sviluppo accelerato delle rinnovabili, Renato Mazzoncini riconosce la necessità di mantenere una quota di produzione termoelettrica per garantire sicurezza e continuità del sistema. Anche sul fronte finanziario A2A continua a rafforzare il proprio profilo ESG. Dei 23 miliardi di investimenti, circa 17 sono allineati alla tassonomia europea. Oggi, l’82% del debito lordo è rappresentato da strumenti sostenibili, con l’obiettivo di superare il 90% entro il 2030 e arrivare al 100% entro il 2035.

Paolo Gallo: il libro “Diario di volo” e la trasformazione digitale di Italgas

L’AD e DG di Italgas Paolo Gallo ha raccontato la visione manageriale che ha caratterizzato il suo percorso professionale e che ha guidato la trasformazione del Gruppo nel libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”, pubblicato nel 2022.

 Paolo Gallo

Paolo Gallo: l’esperienza in Italgas raccontata nel libro “Diario di volo”

AD e DG di Italgas, Paolo Gallo ha pubblicato nel 2022 il libro “Diario di volo. Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”, edito da Luiss University Press, in cui racconta anche la vision che ha caratterizzato il suo percorso professionale. Il manager vanta oltre 20 anni di esperienza alla guida di importanti imprese italiane, che gli hanno dato modo di incrementare competenze in ambito manageriale, di sviluppo aziendale, economico e di marketing. Paolo Gallo ha ricoperto ruoli di rilievo per progetti di larga scala a livello internazionale, per aziende infrastrutturali, energetiche e utility companies. “Credo nel potere dell’innovazione e sostengo la digitalizzazione della distribuzione del gas. Sono orgoglioso di far parte di un’azienda che guida lo sviluppo economico e sociale in Italia, promuovendo una crescita sostenibile da oltre 180 anni”, ha sottolineato il manager.

Paolo Gallo: la visione manageriale che ha caratterizzato la sua carriera

Laureatosi in Ingegneria Aeronautica al Politecnico di Torino, Paolo Gallo ha perfezionato la sua formazione con un MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA - Università degli Studi di Torino). Dopo aver ricoperto il ruolo di AD per Fiat Energia, è stato impegnato in incarichi di vertice in Edison, Edipower e Acea S.p.A. In seguito, ha assunto la carica di AD di Grandi Stazioni dal 2014 al 2016, portandone a termine la privatizzazione. Dal 2016 Paolo Gallo è entrato a far parte di Italgas, contribuendo alla trasformazione digitale ed ecologica del Gruppo. Nell’aprile del 2025 è stato confermato per il quarto mandato consecutivo alla guida di Italgas, grazie ai risultati ottenuti attraverso la sua visione manageriale. Dopo l’acquisizione di 2i Rete Gas, avvenuta con successo lo scorso anno, il prossimo obiettivo del Gruppo, sotto la guida del manager, è quello di creare la prima realtà di distribuzione di gas in Europa.

Gianluca Bufo: l’AD e DG di Iren ospite del programma TV “Close Up”

L’AD e DG di Iren Gianluca Bufo è stato intervistato lo scorso dicembre nel corso del programma TV “Close Up”, in onda sull’emittente genovese Telenord, e ha illustrato la crescita e la storia del Gruppo, con focus sui futuri investimenti previsti dal Piano Industriale al 2030 e sulla collaborazione con il territorio.

 Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: l’AD e DG sulla storia ed evoluzione di Iren

“Garantire ancora questi elevatissimi standard con una domanda di servizi sempre più alta, in una maniera efficiente e quindi invisibile al cittadino stesso”, ha rimarcato Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, in un’intervista rilasciata lo scorso dicembre alla trasmissione televisiva “Close Up”, in onda sull’emittente genovese Telenord. L’AD e DG si è soffermato sulla crescita e sulla storia del Gruppo, che ha accompagnato lo sviluppo del Paese, abilitando quei servizi che fanno parte della vita di tutti i giorni. Oggi le sfide dell’azienda multiutility sono sensibilmente cambiate: tra queste, l’obiettivo di garantire gli stessi servizi ma in un mondo più veloce e dinamico. Per riuscire in questo intento, un aspetto cruciale per la multiutility è la collaborazione con il territorio, che passa anche dallo sviluppo dell’imprenditoria locale e del tessuto cittadino. “Del miliardo di euro all’anno di investimenti sui nostri territori — ha aggiunto Gianluca Bufo — il 60% diventa fatturato per quelle imprese che lavorano con Iren e che a loro volta sono cresciute e hanno dato nuova occupazione”.

Gianluca Bufo: gli interventi programmati da Iren per l’apparato idrico ligure

Iren ha presentato lo scorso novembre un nuovo Piano Industriale al 2030, che prevede un totale di 6,4 miliardi di euro di investimenti, che include anche la Liguria. Gli interventi strategici programmati per il territorio ligure coinvolgono principalmente infrastrutture per le reti idriche e gas. La maggior parte degli investimenti sarà finalizzata a migliorare il servizio idrico e diminuire le perdite, aumentare la qualità dell’acqua con impianti di depurazione, efficientare il servizio nei periodi di massimo consumo e agire sulle fognature e sulle sorgenti di captazione dell’acqua. “L’acqua è un bene essenziale, che a volte diamo per scontato — ha ribadito Gianluca Bufo però è fondamentale, a partire dalla nostra stessa sopravvivenza”.

Terna: oltre 2 miliardi di euro di interventi per il rafforzamento della rete elettrica nazionale dal 2023

In prima linea per l’efficientamento della rete elettrica e la transizione energetica, Terna ha realizzato nel 2025 interventi per un valore di 1 miliardo di euro, che si sommano ai quasi 2 miliardi già realizzati dal 2023. Per il futuro sono già stati approvati 84 nuovi progetti dal valore di 6 miliardi di euro per la sicurezza e la sostenibilità della rete elettrica.

Terna

Terna: gli interventi realizzati nel 2025 per la rete elettrica

Tra i principali operatori delle reti e trasmissione dell’energia elettrica nazionale, Terna prosegue nella realizzazione dei suoi obiettivi di consolidamento e rafforzamento della sicurezza della rete di trasmissione del Paese. Tutte queste iniziative trainano e fanno parte del progetto di raggiungimento della transizione energetica. Nel 2025, il Gruppo ha realizzato circa 300 chilometri di collegamenti elettrici e ha ottenuto il via libera per 36 progetti, per un valore totale di circa 1 miliardo di euro. A questi si aggiungono gli interventi portati a termine, e già operativi, a partire dal 2023, tra cui le interconnessioni in cavo interrato tra Italia e Francia e quella tra Italia e Austria. “A partire dal 2023 abbiamo messo in esercizio nuove opere per oltre due miliardi di euro — ha dichiarato l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia — e sono interventi concreti che rendono la trasmissione dell’energia più sicura e flessibile in molte aree del Paese. Penso al nuovo collegamento sottomarino con l’Elba, al potenziamento della rete siciliana”.

Terna: approvati 84 nuovi progetti per la rete elettrica dal valore di 6 miliardi di euro

Quelle di Terna sono “infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare più energia rinnovabile”, garantendo al tempo stesso innovazione e sicurezza. Il Piano del Gruppo introduce infatti tecnologie di monitoraggio e controllo, oltre alla digitalizzazione delle infrastrutture. Parallelamente, Terna ha ottenuto l’approvazione per 84 nuovi progetti dal valore di 6 miliardi di euro, proseguendo nel percorso di rendere la rete elettrica del Paese più efficiente e indipendente energeticamente, oltre che sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. “È la conferma della nostra capacità di esecuzione e continueremo così per garantire all’Italia un sistema elettrico più affidabile e pronto per le sfide del futuro”, ha aggiunto Giuseppina Di Foggia.

Energia, Agostino Scornajenchi (Snam): il gas come leva industriale

Ruolo del gas, sicurezza degli approvvigionamenti e una visione che riporta l’Italia al centro della geografia energetica europea. È attorno a questi pilastri che prende forma la strategia di Snam sotto la guida dell’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, presentata dalla nuova “Energy House” di Milano, simbolo di una fase diversa rispetto alle incertezze che hanno segnato il recente passato.

Agostino Scornajenchi

Il ritorno del gas, Agostino Scornajenchi: domanda in crescita, stoccaggi chiave e nuove certezze per l’industria

Dopo anni di previsioni improntate alla contrazione strutturale dei consumi, il gas naturale ha riconquistato un ruolo centrale nel sistema energetico italiano. I dati più recenti mostrano una crescita della domanda e una solidità finanziaria che ha consentito a Snam di rivedere al rialzo le proprie prospettive, riducendo al contempo l’indebitamento. Una dinamica che smentisce le letture più pessimistiche emerse all’indomani della crisi energetica. Per Agostino Scornajenchi, il gas è uno strumento ancora indispensabile per un Paese manifatturiero come l’Italia. La contrazione dei consumi registrata negli anni scorsi è stata il frutto della perdita di capacità produttiva. Un costo economico e sociale che oggi emerge con maggiore evidenza. Non a caso, circa metà dell’energia elettrica prodotta nel Paese continua a dipendere dal gas che transita attraverso le infrastrutture Snam. In questo quadro, un ruolo chiave è svolto dagli stoccaggi, spesso trascurati nel dibattito pubblico ma essenziali per la stabilità del sistema. A differenza delle batterie elettriche, capaci di garantire energia per poche ore, gli stoccaggi assicurano continuità per mesi, rappresentando una vera garanzia contro shock geopolitici e climatici. La prospettiva europea rafforza questa impostazione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato un imponente programma di nuova capacità termoelettrica, confermando come il gas resti un pilastro del mix continentale. In parallelo, Snam ha completato un percorso di diversificazione che ha ridotto drasticamente la dipendenza dalla Russia: dal gasdotto Tap ai rigassificatori di Piombino e Ravenna, fino alla crescita del gas naturale liquefatto, che oggi rappresenta circa un terzo delle forniture, con un ruolo sempre più rilevante degli Stati Uniti.

Agostino Scornajenchi: Italia snodo dei flussi energetici tra export, integrazione e nuove infrastrutture

Il divieto europeo al gas russo previsto dal 2027 accelera ulteriormente questo cambio di paradigma. Non tutti i Paesi sono pronti allo stesso ritmo, e proprio questa asimmetria apre nuove opportunità per l’Italia. Da terminale di consumo, il Paese sta progressivamente assumendo il ruolo di pilastro di transito verso il Nord e l’Est Europa. Per sostenere questa trasformazione, Snam sta investendo nel potenziamento delle centrali di compressione, con l’obiettivo di arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi l’anno entro la fine del decennio. Il nuovo Piano Industriale si muove lungo una direttrice di integrazione dei vettori energetici. Gas naturale, biometano e, in prospettiva, idrogeno convivono in una visione che punta alla disponibilità continua dell’energia, più che a contrapposizioni ideologiche tra fonti. In questo contesto si inserisce anche la cattura e lo stoccaggio della CO₂, una tecnologia già matura a livello industriale, chiamata a diventare uno strumento strategico per conciliare competitività e obiettivi climatici, a patto di un quadro regolatorio chiaro e di costi sostenibili. Accanto agli investimenti infrastrutturali, Agostino Scornajenchi rivendica anche un risultato sul fronte interno: il piano di azionariato diffuso ha coinvolto oltre la metà dei dipendenti, rafforzando il legame tra azienda e persone. Un segnale di coesione che accompagna una fase di profonda trasformazione.

Alessandro Viglione: ambiti di attività e servizi legali dello Studio Lauri Viglione

Specializzato nel diritto penale dell’economia, Alessandro Viglione è Partner dello Studio Legale Lauri Viglione, che offre una difesa ai propri assistiti nell’ambito del diritto penale, anche in processi all’estero.

 Alessandro Viglione (Avvocato)

Alessandro Viglione: i servizi dello Studio Legale Lauri Viglione

Alessandro Viglione è Partner dello Studio Legale Lauri Viglione, specializzato in vari ambiti del diritto penale, tra cui quello societario, commerciale, ambientale, reati contro la PA e informatici. Nel corso degli anni, lo Studio ha maturato una consolidata esperienza nell’offrire ai propri clienti una difesa solida in sede processuale, che si aggiunge all’attività stragiudiziale dei più importanti temi giuridici. In aggiunta, offre servizi anche nella difesa degli assistiti dalle implicazioni sulla reputazione causate dalle vicende giudiziarie. Tra i servizi offerti dallo Studio di cui Alessandro Viglione è Partner rientra anche la difesa transnazionale in processi all’estero, con focus sulla predisposizione diretta di report, sulla scelta e selezione dei professionisti e sul coordinamento tra diversi team legali, collaborando con professionisti indipendenti in Europa, Stati Uniti d’America, Sud America e Asia. 

Alessandro Viglione: la carriera professionale dell’avvocato

Alessandro Viglione ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con tesi in diritto penale commerciale e, presso la stessa Università, ha completato la sua formazione con il Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa, con tesi in diritto penale tributario. Abilitato al patrocinio davanti le Giurisdizioni Superiori, svolge attività come avvocato. Partner dello Studio Legale Lauri Viglione, Alessandro Viglione si è specializzato in diritto penale dell’economia, nello specifico nell’ambito del diritto penale tributario, del diritto penale dei mercati finanziari, dei reati fallimentari e del diritto bancario e societario, degli infortuni sul lavoro, del diritto penale ambientale, della responsabilità amministrativa dell’ente e della compliance ex d.lgs. n. 231/2001. In questo ambito ha perfezionato un know-how nell’attività di costruzione di Modelli Organizzativi. È autore di pubblicazioni e contributi in materia di diritto penale dell’economia ed è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

MARCA 2026, Tommaso Putin (Serenissima Ristorazione) racconta gli obiettivi di Imperiali Chef

Tra gli stand protagonisti di MARCA 2026 a Bologna, Serenissima Ristorazione ha presentato l’offerta del brand Imperiali Chef per GDO, horeca, compagnie aeree e crociere, conciliando tradizione italiana e innovazione industriale. Il Vicepresidente Tommaso Putin: “I nostri prodotti sono italiani, genuini e con una grande appetibilità nel mercato internazionale”.

Tommaso Putin

Tommaso Putin: portiamo l’esperienza di Serenissima Ristorazione in GDO, horeca, compagnie aeree e crociere

Il 14 e il 15 gennaio si è tenuta a Bologna la 22esima edizione di MARCA, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore. Un appuntamento irrinunciabile per gli attori della Private Label che ha contato 10 padiglioni, 28 Insegne della DMO, 1.540 espositori e circa 25.000 visitatori. Tra i protagonisti anche Serenissima Ristorazione che con il brand Imperiali Chef sta conducendo una piccola rivoluzione gastronomica: portare la tradizione italiana, quella vera, nata nelle case delle nostre nonne, nella grande distribuzione con il supporto dell’innovazione industriale. A parlarne è stato Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione. “Il nostro Gruppo ha un fatturato di oltre 700 milioni di euro e conta più di 12.000 collaboratori e collaboratrici. Noi spaziamo dalla ristorazione ospedaliera a quella scolastica, aziendale e commerciale. Abbiamo realizzato oltre 20 anni fa a Boara Pisani uno dei più grandi stabilimenti in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato 'cook & chill'. Sulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l'ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l'horeca, per la gdo, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche”.

Tommaso Putin: i nostri prodotti Made in Italy pronti a conquistare il mercato estero

Conciliare la produzione su larga scala con la genuinità di un piatto fatto in casa. Un obiettivo ambizioso che Serenissima Ristorazione ha raggiunto grazie ai suoi notevoli investimenti in innovazione. È infatti grazie a una speciale tecnologia che l’azienda è riuscita nell’impresa. “Il nostro slogan è innovazione della tradizione – ha evidenziato il Responsabile Sviluppo Commerciale di Imperiali Chef Alessandro Febo – perché l'idea è quella di avere un ritorno alla tradizione culinaria italiana e senza l'utilizzo di additivi, conservanti e aromi. Utilizziamo importanti investimenti fatti nel mondo della tecnologia per avere un risultato che sia quanto più vicino ai prodotti che facevano le nostre nonne”. Con quegli stessi prodotti, tanto apprezzati in tutti quei Paesi in cui il Made in Italy è sinonimo di qualità ed eccellenza gastronomica, Serenissima Ristorazione è pronta a conquistare i mercati oltre confine. “Il mercato estero – ha rimarcato Tommaso Putin – è particolarmente interessante per il nostro Gruppo in seguito all’esperienza e anche alle capacità nella preparazione dei nostri prodotti che sono italiani, genuini e con una grande appetibilità nel mercato internazionale”.

Dalla progettazione alla cura, Roberto Tribuno: l’approccio integrato di Health Invest

Nel 2025 “The Empire Magazine” ha inserito Roberto Tribuno, Fondatore e Presidente di Health Invest S.r.l., tra i protagonisti più innovativi del real estate italiano.

Roberto Tribuno

La visione di Roberto Tribuno per una longevità inclusiva

Un riconoscimento che premia una visione chiara e controcorrente: considerare l’immobiliare non come semplice asset finanziario, ma come leva strategica per ripensare il modo in cui la società si prende cura delle persone. Roberto Tribuno guida un modello che integra real estate, sanità e impatto sociale, con particolare attenzione a RSA, senior housing e strutture riabilitative. L’aumento dell’aspettativa di vita sta ridefinendo bisogni, priorità e modelli abitativi. Secondo il Presidente, non si tratta solo di costruire nuove strutture, ma di ripensare gli ambienti in cui le persone anziane vivono, si curano e restano parte attiva della comunità. Comfort, connessione e dignità diventano quindi elementi centrali nella progettazione di spazi che devono rimanere profondamente umani e offrire una vita inclusiva a una generazione che ha ancora molto da dare. Il real estate è uno strumento per ridefinire il modo in cui una società si evolve, si connette e si prende cura delle persone, ed è il principio che guida l’approccio promosso da Roberto Tribuno. Design, tecnologia ed empatia convivono in una visione che mette al centro la persona. Health Invest è stata concepita come una piattaforma di servizi integrati a supporto degli operatori sanitari lungo l’intero ciclo di vita del progetto. Dalla selezione delle location al finanziamento, dalla progettazione alla costruzione, fino alle autorizzazioni normative e all’avvio operativo delle strutture, il Gruppo gestisce un processo completo e coordinato.

Roberto Tribuno: un sistema integrato per il futuro della sanità e dell’abitare

Il nostro obiettivo era quello di riunire sotto un’unica struttura finanza, edilizia e operazioni sanitarie – ha spiegato Roberto TribunoQuesto è ciò che rende Health Invest diverso. Non è solo un servizio, è un sistema completo”. Un approccio maturato attraverso anni di lavoro sul campo, che ha consentito di trasformare progetti complessi in strutture operative, conformi alle normative e sostenibili dal punto di vista economico. La sfida principale è stata proprio l’integrazione. Coordinare competenze, tempi e responsabilità diverse in un unico modello affidabile ha richiesto disciplina, processi chiari e una costruzione graduale della fiducia, sia con gli investitori sia con gli operatori sanitari. Il risultato è un sistema capace di trasformare un percorso frammentato in una filiera solida e replicabile. Anche la tecnologia gioca un ruolo chiave, ma sempre come strumento di supporto. Da un lato, ottimizza la progettazione e la realizzazione degli edifici; dall’altro, migliora l’efficienza operativa una volta che le strutture sono attive. Sistemi digitali supportano la gestione quotidiana e la qualità della cura, senza mai rimpiazzare il valore insostituibile della relazione umana. Un altro pilastro fondamentale è la sostenibilità, e i principi ESG sono parte integrante di ogni progetto. Riduzione dei consumi energetici e idrici, utilizzo di materiali responsabili e attenzione all’impatto ambientale guidano le scelte del team. Questo approccio ha portato Health Invest a ricevere importanti riconoscimenti per l’innovazione, che Roberto Tribuno ha attribuito al lavoro collettivo: una cultura aziendale basata sul confronto, dove ogni competenza contribuisce a rafforzare il risultato finale. Emblema di questa visione sono due progetti recentemente completati a Milano. Le strutture, certificate LEED Gold, rappresentano un benchmark per efficienza, sostenibilità e qualità degli spazi. “Ogni struttura che costruiamo è più di un semplice edificio – ha dichiarato il Presidente – È una piattaforma che eroga servizi sanitari in modo efficiente, rispettando normative rigorose e garantendo dignità e comfort alle persone che vi abitano”. Guardando al futuro, le sfide e opportunità sono chiare. L’invecchiamento della popolazione continuerà ad alimentare la domanda di servizi dedicati, in particolare nel senior housing: comunità progettate per mantenere l’indipendenza degli ospiti, offrendo al contempo ristorazione, servizi, assistenza e spazi di socialità. Parallelamente, ha concluso Roberto Tribuno, cresce l’attenzione verso la riabilitazione psichiatrica per i più giovani, una risposta necessaria alle pressioni della vita moderna. La visione rimane coerente: crescere, sì, ma con uno scopo preciso. Investire dove i bisogni sono reali e costruire sistemi destinati a durare.

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