Iren, Gianluca Bufo: quali sono gli investimenti chiave per la transizione energetica

Tra i relatori della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia”, l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo ha sottolineato l’importanza di pianificare investimenti strategici per affrontare la transizione energetica con il giusto equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: fondamentale programmare gli investimenti

Si è tenuta a inizio marzo la conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia - Territori, flessibilità e infrastrutture per la sicurezza energetica”, evento promosso da Luca Squeri in collaborazione con Oliver Wyman e il World Energy Council allo scopo di dialogare su come affrontare la necessità di bilanciare sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica. Tra i presenti, anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo, che è intervenuto nell’ambito della tavola rotonda “Le risorse del territorio come leve di sostenibilità e sicurezza”. “Quella che viviamo – ha affermato il manager – è un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui i trend globali, la digitalizzazione e le tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni. In questo contesto, poter programmare, pianificare e dibattere quelli che sono i giusti investimenti per il Paese, per guidare queste transizioni, è rilevante ed è fondamentale”. L’AD ci ha tenuto a ribadire poi il ruolo di primo piano che la multiutility intende ricoprire nella transizione energetica dell’Italia. “Siamo attivi su tutti i fronti – ha sottolineato – dallo sviluppo delle rinnovabili a tutto ciò che riguarda la flessibilità richiesta da un Paese in cui le infrastrutture energetiche devono diventare sempre più green”.

Gianluca Bufo: cosa aspettarsi nel prossimo futuro

Secondo l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo, sviluppare le rinnovabili e migliorare la flessibilità delle infrastrutture è un ottimo punto di partenza ma non basta. Per il manager, “c’è bisogno che le reti e gli elementi di flessibilità, sia nella produzione sia nell’accumulo dell’energia, seguano questo trend di decarbonizzazione, che è un tema a monte”, al quale segue la domanda a valle, in continua evoluzione. Lo dimostra la richiesta crescente legata ai data center. “Solo per i data center – ha confermato Bufo – stimiamo che anche nel nostro Paese possa accadere ciò che è accaduto negli Stati Uniti, cioè un ulteriore forte aumento della domanda di consumo di energia elettrica”. Ecco perché “servono investimenti nelle reti, investimenti nella decarbonizzazione e una forte spinta sulla transizione energetica”, da accompagnare con una pianificazione e l’utilizzo di tecnologie come l’IA che permettono maggiore flessibilità. Guardando al futuro, Gianluca Bufo ritiene che gli scenari potrebbero essere due: uno sviluppo lento e graduale o uno più repentino. In entrambi i casi, ha evidenziato il manager, Iren farà la sua parte: “Gestendo le reti, essendo fornitori di energia e potendo anche recuperare il calore utilizzato per raffreddare i data center siamo ben posizionati sui nostri territori”.

Riva Acciaio: oltre 70 anni di eccellenza nella siderurgia italiana

Con una storia che supera i 70 anni e un’identità costruita su innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, Riva Acciaio si è affermata come il principale operatore siderurgico italiano e uno dei leader a livello europeo.

Gruppo Riva

Il ruolo di Riva Acciaio nel settore siderurgico

Fin dalle sue origini, Riva Acciaio ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della siderurgia italiana, distinguendosi per la capacità di introdurre innovazioni tecnologiche in grado di ridefinire gli standard del settore. Tra queste, la più significativa è senza dubbio la colata continua curva, entrata in funzione per la prima volta il 2 giugno 1964 nello stabilimento di Caronno Pertusella. Tale innovazione ha segnato una svolta epocale nei processi produttivi, contribuendo a migliorare efficienza e qualità dei prodotti siderurgici. Guidato da una visione orientata verso l’eccellenza, il Gruppo è oggi un punto di riferimento per settori industriali che richiedono standard qualitativi elevati, come l’automotive, la meccanica e il movimento terra. La capacità di rispondere alle esigenze di questi comparti è sostenuta da un costante impegno negli investimenti, finalizzati al miglioramento continuo dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi, oltre che al mantenimento dei più elevati standard di sicurezza e alla sostenibilità ambientale.

L’espansione di Riva Acciaio a livello internazionale

Fondata nel 1954 grazie all’intuito imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano, Riva Acciaio ha saputo cogliere le opportunità offerte dal contesto economico del dopoguerra, avviando un percorso di crescita progressivo e strutturato. Nel corso dei decenni, una strategia basata su espansione internazionale e innovazione costante ha permesso all’azienda di consolidare la propria presenza in numerosi mercati europei e oltre. Oggi, con capitale interamente privato, il Gruppo dispone di una rete produttiva articolata che comprende stabilimenti in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Una presenza internazionale che riflette la solidità del modello industriale adottato e la capacità di Riva Acciaio di competere su scala globale.

Fondazione Unhate, Alessandro Benetton: presentata a Roma la ricerca “Fragile”

Alessandro Benetton ha presentato “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, l’indagine che fotografa la condizione giovanile in Italia promossa dalla Fondazione Unhate.

Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e della Fondazione UnHate

Alessandro Benetton: uno strumento che aiuta a intervenire sulle cause di violenza e odio

Il mondo di oggi sembra pieno di possibilità, al contempo però anche ricco di fratture. Un contesto che vede le nuove generazioni districarsi tra una libertà e facilità di accesso all’informazione mai viste prima e un forte senso di disorientamento e inadeguatezza. È a loro che guarda “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, la prima ricerca presentata dall’Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia promosso dalla Fondazione Unhate, la realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma. Lo studio analizza il modo in cui i giovani reagiscono a uno scenario caratterizzato da trasformazioni repentine, discontinuità tecnologiche e cambiamenti geopolitici. Tutti fattori che influiscono sulla crescita individuale della persona. “Abbiamo voluto dotarci di uno strumento coerente con la missione della Fondazione Unhate: contrastare odio e violenza intervenendo sulle loro cause profonde e generando opportunità concrete per le giovani generazioni”, ha sottolineato Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton: i giovani sono il presente e il futuro del Paese

La ricerca, ha spiegato il Presidente di Edizione, nasce “per offrire una fotografia puntuale della condizione in cui vivono, comprenderne necessità, disagi e bisogni reali, e mettere queste evidenze a disposizione di istituzioni, servizi educativi, imprese e territori L’obiettivo è costruire dei contesti che siano in grado di attivare il loro potenziale attraverso piani e progetti consapevoli, capaci di rispondere in modo concreto alle loro esigenze. “Ho sempre creduto che i giovani siano il presente, oltre che il futuro, del nostro Paese e del Pianeta – ha aggiunto Alessandro BenettonCome imprenditore, ma prima di tutto come uomo, cittadino e padre, voglio continuare a fare la mia parte affinché vengano ascoltati, coinvolti e accompagnati a scoprire ed esprimere il proprio talento. In un contesto globale così complesso e segnato dall’inverno demografico, investire in relazioni, orientamento e continuità educativa non è solo una responsabilità sociale: è una scelta strategica. Ogni energia che resta inespressa è valore che l’Italia non riesce a trasformare in crescita, innovazione e impatto positivo”.

Snam e Carabinieri, Agostino Scornajenchi: sinergia strategica per la sicurezza energetica

Un’importante occasione di confronto tra istituzioni e industria energetica si è tenuta nei giorni scorsi tra Snam, guidata dall’AD Agostino Scornajenchi, e l’Arma dei Carabinieri, nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato lo scorso ottobre per rafforzare la collaborazione strategica tra le due realtà.

Agostino Scornajenchi, AD di Snam

Agostino Scornajenchi: focus su sicurezza energetica e infrastrutture strategiche

Per l’occasione, Snam ha aperto le porte del proprio centro di dispacciamento di San Donato Milanese e della sede The Energy House di Milano al Comandante della Legione Carabinieri Giuseppe De Riggi, accompagnato dai Comandanti Provinciali della Lombardia. Al centro dell’incontro, l’intervento dell’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, che ha parlato delle principali trasformazioni in atto nei mercati energetici, evidenziando il ruolo sempre più strategico delle infrastrutture nella gestione delle sfide globali. La sicurezza degli approvvigionamenti rappresenta oggi una priorità non solo nazionale ma europea, richiedendo un approccio integrato tra operatori industriali e istituzioni.

Agostino Scornajenchi: Snam rafforza la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri

Accanto all’intervento di Agostino Scornajenchi, il Chief Infrastructure Operations Officer Massimo Derchi e l’Executive Director Dispatching & Metering Maria Luisa Cassano hanno approfondito gli aspetti tecnici e operativi legati alla gestione delle reti e all’evoluzione del sistema energetico, con un focus sulla resilienza delle infrastrutture. Nel corso del confronto è inoltre emersa l’importanza di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Snam e l’Arma dei Carabinieri in ambiti chiave quali la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza del personale, la tutela ambientale e la security aziendale. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio volto a consolidare sinergie operative e istituzionali, con l’obiettivo condiviso di contribuire alla stabilità, alla sicurezza e allo sviluppo del Paese.

McFIT a Sanremo: la visione di Samuele Frosio tra fitness e cultura

Il Festival di Sanremo 2026 non è stato soltanto il palcoscenico della musica italiana, ma anche un punto d’incontro tra business, benessere e nuove visioni culturali. In questo contesto si è inserita la presenza di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group, che ha portato a Sanremo il format innovativo di McFIT, ridefinendo il concetto stesso di palestra.

Samuele Frosio

Samuele Frosio: la palestra come spazio sociale e culturale

In occasione dei talks organizzati da “Forbes Italia” in collaborazione con Warner Music Italy, Samuele Frosio ha raccontato come la presenza di McFIT al Festival non sia stata casuale, ma parte di una strategia ben precisa. L’obiettivo è trasformare la palestra in un luogo che va oltre il semplice allenamento fisico: uno spazio di aggregazione, crescita personale e connessione tra individui. Secondo il manager, Sanremo rappresenta un’eccellenza nazionale capace di parlare a tutte le generazioni, proprio come il modello McFIT. Un ambiente inclusivo in cui, dai più giovani fino agli over 80, si può trovare un percorso adatto alle proprie esigenze, in un contesto dinamico e aperto. Uno dei pilastri della visione di Samuele Frosio è il forte legame tra musica e performance sportiva. La musica, infatti, non solo migliora l’umore, ma aumenta la motivazione, la resistenza e riduce la percezione della fatica. Non è un caso che McFIT abbia integrato DJ set e contaminazioni artistiche all’interno delle proprie strutture. Un approccio che rappresenta un’evoluzione del concetto di azienda: non più solo orientata al profitto, ma anche alla diffusione di cultura e innovazione.

Samuele Frosio: l’impatto degli eventi culturali sul brand

La partecipazione a eventi come Sanremo ha avuto effetti concreti: maggiore riconoscibilità del marchio e un rafforzamento del suo significato. Allenarsi in un ambiente frequentato anche da artisti e creativi trasforma l’esperienza in qualcosa di più profondo, capace di coinvolgere le persone a livello emotivo e sociale. La missione di McFIT, ha ricordato Samuele Frosio, è migliorare la qualità della vita delle persone, offrendo non solo un servizio ma un’esperienza completa. Se McFIT fosse un genere musicale? Secondo il manager sarebbe una hit pop. Un simbolo di contemporaneità, accessibilità e freschezza, capace di rimanere attuale nel tempo proprio come le canzoni che segnano un’epoca.

Tommaso Putin: la crescita di Serenissima Ristorazione tra innovazione e sviluppo internazionale

Tommaso Putin: Serenissima Ristorazione è cresciuta nell’ambito della ristorazione collettiva, diventando leader del settore grazie a un modello basato sull’innovazione tecnologica. Questo approccio ha consentito all’azienda di approdare in nuovi mercati con il brand Imperiali Chef, che coniuga la cucina Made in Italy con la produzione su larga scala.

 Tommaso Putin

Tommaso Putin: la crescita di Serenissima Ristorazione

“La nostra storia in Serenissima Ristorazione nasce da un’intuizione di nostra madre — sottolinea il Vicepresidente Tommaso PutinEravamo proprietari dell’immobile dove allora operava questa piccola azienda attiva nella ristorazione aziendale nell’area di Vicenza”. Oggi Serenissima Ristorazione è leader nel settore della ristorazione collettiva, nello specifico in quella scolastica, socio-sanitaria, aziendale e commerciale, e può contare su oltre 11.000 collaboratori e collaboratrici e 14 società tra l’Italia e l’estero. L’innovazione tecnologica ha rappresentato da sempre un elemento cruciale per la crescita aziendale e il riscontro di questa modello è lo stabilimento di Boara Pisani, “uno dei più grandi centri di produzione in legame refrigerato in Europa — evidenzia Tommaso Putinutilizzando l’innovativa tecnologia del Cook&Chill”.

Tommaso Putin: l’innovazione tecnologica al centro del modello di Serenissima Ristorazione

Sono tre i valori portanti che hanno reso grande Serenissima Ristorazione: innovare, crescere e lavorare. È proprio seguendo questo approccio che il centro di Boara Pisani è diventato un punto di riferimento non solo per l’uso della tecnologia Cook&Chill, ma anche per l’avanguardia della sostenibilità ambientale. I rifiuti organici vengono infatti recuperati secondo appositi percorsi di economia circolare, l’impatto ambientale dei processi produttivi è stato abbattuto e sono state promosse iniziative per combattere lo spreco alimentare. Il legame refrigerato ha consentito a Serenissima Ristorazione di “soddisfare le esigenze di nuovi mercati, puntando a nuove linee di produzione”, come sottolineato da Tommaso Putin. Un esempio è rappresentato dal brand Imperiali Chef, che punta al mercato estero, coniugando la genuinità della tradizione culinaria italiana con la produzione per la GDO.

Leadership e visione strategica: il percorso imprenditoriale di Stefania Ranzato

Nel panorama della sicurezza tecnologica e della protezione delle infrastrutture strategiche, Stefania Ranzato si distingue per un percorso imprenditoriale costruito su competenza manageriale, visione strategica e profonda conoscenza dei contesti istituzionali.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: formazione, leadership e visione imprenditoriale

Imprenditrice italiana e fondatrice di DEAS - Difesa e Analisi Sistemi S.p.A., Stefania Ranzato ha contribuito allo sviluppo di soluzioni avanzate negli ambiti della cybersecurity e dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei sistemi critici e degli asset strategici del Paese. Laureata in Economia e Scienze Politiche presso l’Università di Padova, ha costruito negli anni una carriera caratterizzata dalla capacità di coniugare competenze gestionali con una visione sistemica delle dinamiche istituzionali e della sicurezza nazionale. Una combinazione di conoscenze che si è rivelata fondamentale nello sviluppo di iniziative imprenditoriali in settori altamente complessi, dove affidabilità operativa, continuità organizzativa e responsabilità strategica rappresentano elementi imprescindibili. Alla guida di DEAS, Stefania Ranzato ha promosso un modello di leadership fondato su disciplina, responsabilità e pianificazione strategica di lungo periodo. Il suo approccio punta a rafforzare la cultura della sicurezza in Italia, contribuendo allo sviluppo di una maggiore resilienza nazionale di fronte alle minacce emergenti, sempre più sofisticate e multidimensionali.

Stefania Ranzato: cybersecurity e difesa nazionale

La strategia che guida l’azienda fondata da Stefania Ranzato si basa su una visione strutturata e sistemica della cybersecurity, intesa non solo come protezione tecnologica ma come componente fondamentale delle moderne architetture di difesa e sicurezza nazionale. In questo contesto, DEAS Cyber+ opera con un approccio integrato alla sicurezza, pensato per supportare decisori istituzionali e industriali nella definizione di strategie capaci di rispondere ai requisiti di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. Attraverso questo modello, l’azienda non si limita a offrire competenze tecniche specialistiche, ma assume anche un ruolo strategico e culturale nel processo di evoluzione della cybersecurity. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema di difesa più consapevole, capace di affrontare le vulnerabilità e le sfide poste dall’ecosistema digitale contemporaneo.

MFE oltre le previsioni: le dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi

In un recente incontro con la stampa, Pier Silvio Berlusconi ha evidenziato come il 2025 di MFE - MEDIAFOREUROPE abbia tutti gli elementi per rivelarsi ben oltre le previsioni, anche considerando un utile più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. Una performance che spinge con forza il progetto verso il network media paneuropeo.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: 2025 anno straordinario, performance oltre le attese

Innovazione, tecnologia e sinergie europee si confermano alla base della crescita che MFE - MEDIAFOREUROPE ha intrapreso ormai anno su anno, ribadendo performance positive con sempre maggiore forza. Un trend verso l’alto che Pier Silvio Berlusconi ha ricordato nel recente incontro con la stampa presso la sede Mediaset di Cologno Monzese, in cui il Group CEO ha prospettato per il 2025 un utile più che raddoppiato: nello specifico, il valore registrato nel 2024 ammontava a 138 milioni di euro. “Sapevamo che il 2025 è stato un anno straordinario, ma se mi avessero detto questo risultato a inizio anno non ci avrei creduto”, ha evidenziato Pier Silvio Berlusconi rimarcando la natura eccellente dei risultati. Proseguendo nell’intervento, il Group CEO ha posto l’accento su alcuni elementi significativi del bilancio, dichiarando a tal proposito come “l’ultima linea sia quella che conta di più e mi fa piacere poter dire che considerando tutto, cioè il risultato gestionale, tutte le valutazioni e svalutazioni, e tutte le voci one off, il Gruppo ottiene un utile più che raddoppiato”.

Il progetto MFE - MEDIAFOREUROPE di Pier Silvio Berlusconi

MFE - MEDIAFOREUROPE è il risultato del progetto nato nel 2021 per opera di Pier Silvio Berlusconi che, grazie anche a una lunga serie di operazioni, iniziative e attività intraprese su più fronti, ha dato vita a una realtà attiva nel settore media con spiccata vocazione internazionale. Progetto in costante crescita che guarda al Continente come a un unico mercato domestico, pur valorizzando il legame con le radici nazionali nel contesto di una rete paneuropea integrata. MFE - MEDIAFOREUROPE si distingue oggi come caso unico in Europa, considerando anche il contesto non sempre positivo – anzi a tratti molto complicato – del settore media e delle nuove tecnologie di comunicazione. A partire dalla trasformazione di Mediaset in MFE, invece, il Gruppo ha impresso un forte input di crescita fino a oltrepassare i confini nazionali, con attività in sei nazioni europee: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Due i passaggi più recenti in quest’ottica: l’espansione nel mercato tedesco con l’OPA sul broadcaster ProSiebenSat.1, oggi pienamente integrato nel Gruppo, e l’operazione perfezionata a marzo 2026 con la portoghese Impresa, di cui MFE ha acquisito il 32,9% del capitale. Tali iniziative si inseriscono nel progetto su scala europea di Pier Silvio Berlusconi: strutturare un sistema di efficienze transfrontaliere per ottimizzare le sinergie tecnologiche e industriali, nell’orizzonte di un grande broadcaster continentale che garantisca sostenibilità e competitività anche all’intero settore.

Amplifon acquisisce GN Hearing, Susan Carol Holland: nasce un gigante globale dell’audiologia

Sotto la presidenza di Susan Carol Holland, Amplifon ha raggiunto un traguardo importante: l’acquisizione di GN Hearing, controllata dal Gruppo danese GN Store Nord, per un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. Un’operazione che non rappresenta soltanto una crescita dimensionale, ma ridisegna l’intero equilibrio del settore globale dell’hearing care.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: “Realizziamo un sogno che rafforza la nostra ambizione”

Per Susan Carol Holland, erede della famiglia fondatrice e figura centrale nella strategia del Gruppo, questa acquisizione è molto più di una mossa finanziaria: è il compimento di una visione di lungo periodo. “Realizziamo un sogno”, ha dichiarato la Presidente, sottolineando come l’integrazione tra tecnologia avanzata e conoscenza profonda dei pazienti rappresenti la chiave per il futuro dell’hearing care. Un approccio coerente con la missione originaria di Amplifon, fondata oltre 75 anni fa: migliorare concretamente la qualità della vita delle persone attraverso l’ascolto. L’operazione darà vita a un Gruppo con circa 3,3 miliardi di euro di ricavi e una presenza in oltre 100 Paesi nel mondo. Per la prima volta, Amplifon integrerà verticalmente produzione e distribuzione, combinando le competenze retail e la rete globale di Amplifon, oltre alla capacità tecnologica e di ricerca di GN Hearing. La nuova realtà potrà contare su oltre 20.000 dipendenti, più di 700 professionisti in ricerca e sviluppo e oltre 2.800 brevetti, configurandosi come una piattaforma globale unica nel settore.

Susan Carol Holland: sinergie, crescita e leadership nel mercato globale

L’acquisizione riflette la strategia di anticipare la crescente domanda globale di soluzioni per la salute uditiva, trainata dall’invecchiamento della popolazione e dall’innovazione tecnologica. Sinergie operative tra 60 e 80 milioni di euro entro il 2029, maggiore controllo della filiera produttiva, accelerazione nello sviluppo di prodotti di nuova generazione e rafforzamento della capacità di investimento rientrano tra i principali benefici attesi. Come evidenziato dall’Amministratore Delegato Enrico Vita, si tratta dell’acquisizione “più trasformativa” nella storia di Amplifon. Anche Peter Karlstromer, CEO di GN, ha definito l’accordo un’opportunità per creare un campione globale dell’hearing care. Il closing è previsto entro la fine del 2026, subordinato alle autorizzazioni regolatorie e al completamento dello scorporo di GN Hearing. “Questo traguardo – ha concluso Susan Carol Hollandci consente di perseguire con ancora maggiore efficacia la missione con cui la mia famiglia ha fondato Amplifon oltre 75 anni fa e ne ha guidato la crescita nel tempo: offrire cure di eccellenza a un numero sempre più ampio di persone, aiutandole a riscoprire tutte le emozioni dei suoni e a vivere pienamente la propria vita".

Diana Bracco: la mostra “Una vita da scienziata” a Palazzo Madama

Presieduta da Diana Bracco, la Fondazione Bracco è attivamente impegnata nel contrasto alla disparità di genere, promuovendo numerose iniziative. Tra queste anche “Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte”, una mostra fotografica inaugurata il 10 marzo a Palazzo Madama che ha l’obiettivo di dare voce alle donne in settori strategici.

 Diana Bracco

Diana Bracco: la mostra fotografica della Fondazione Bracco inaugurata a Palazzo Madama

“La disparità di genere in ambito scientifico nasce già tra i banchi di scuola, dove le ragazze scelgono altre carriere, che offrono meno opportunità nel mercato del lavoro”, ha sottolineato Diana Bracco. Le sue parole sono state lette infatti durante l’inaugurazione della mostra fotografica “Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte”, un progetto inserito in un più ampio palinsesto di iniziative portate avanti da Fondazione Bracco per una sorta di “8 marzo diffuso”.  La mostra fa parte di un disegno più grande, avviato dalla Fondazione nel 2016, che prende il nome di “100 donne contro gli stereotipi” e ha l’obiettivo di combattere gli stereotipi e valorizzare le donne attive in ambiti strategici, come quelli della scienza, dell’economia, della politica internazionale e delle istituzioni culturali. “È dunque fondamentale superare stereotipi e pregiudizi — ha aggiunto Diana Braccoe incoraggiare le studentesse a scegliere dei percorsi formativi nelle lauree STEM, per garantire la costruzione di una società più competitiva e realmente paritaria”.

Diana Bracco: l’impegno del Gruppo Bracco per la parità di genere

L’impegno della Fondazione Bracco si estende ad altre iniziative volte alla promozione dell’accessibilità delle donne in quelle discipline più strategiche, per combattere la disparità di genere nel mondo del lavoro. Una di queste è la mostra itinerante “Mind the STEM Gap - Together”, una mostra itinerante che coinvolge studenti e studentesse nell’interpretazione del Manifesto scritto dalla Fondazione Bracco sull’accesso femminile nell’ambito STEM. Il Gruppo Bracco ha aderito, inoltre, a Women’s Empowerment Principles (WEPs) di UN Women e United Nations Global Compact. “Per me che sono stata B20 Ambassador for Women Empowerment al G7 e che mi sono sempre battuta per la parità di genere è un passaggio naturale — ha evidenziato la Presidente e AD del Gruppo Diana BraccoIn Bracco da quasi un secolo promuoviamo attivamente il women empowerment attraverso una cultura aziendale inclusiva che valorizza il talento delle donne in tutti i settori”.

Vitali Spa, depositato il piano urbanistico di Porta Sud: avviata la valutazione ambientale del progetto

Prende ufficialmente il via una nuova fase per il progetto di Porta Sud, uno dei principali interventi di rigenerazione urbana previsti dal Piano di governo del territorio di Bergamo. La Giunta comunale ha infatti approvato l’avvio della Valutazione ambientale strategica (Vas), dopo il deposito della proposta di Programma integrato di intervento presentata da Vitali Spa.

Vitali Spa

Vitali Spa: il progetto Porta Sud

Si tratta di un passaggio amministrativo fondamentale che apre l’iter di analisi ambientale e tecnica del progetto, destinato a trasformare l’area ferroviaria attorno alla stazione di Bergamo in un nuovo hub della mobilità integrata. Il progetto promosso da Vitali Spa interessa l’ambito ferroviario e le aree limitrofe alla stazione cittadina. L’obiettivo è realizzare un grande nodo di interscambio per il trasporto pubblico, capace di integrare diversi sistemi di mobilità su scala locale, regionale e nazionale. Il piano prevede il collegamento tra il sistema ferroviario, il tram, compresa la futura linea T2 Bergamo-Villa d’Almè, il sistema E-BRT, il trasporto pubblico urbano ed extraurbano e i collegamenti con l’aeroporto di Orio al Serio. Elemento centrale dell’intervento sarà la nuova stazione del Trasporto pubblico locale (Tpl), prevista accanto alla stazione ferroviaria e destinata a sostituire l’attuale stazione delle autolinee. La nuova struttura dovrebbe migliorare l’organizzazione dei flussi di mobilità e facilitare l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto.

Il ruolo di Vitali Spa nel progetto

La proposta di Programma integrato di intervento è stata depositata da Vitali Spa, società incaricata da FS Sistemi Urbani, proprietaria di una parte significativa delle aree ferroviarie interessate dall’intervento. Le superfici destinate alla nuova stazione Tpl sono oggi suddivise tra FS Sistemi Urbani e Rete Ferroviaria Italiana. Secondo quanto previsto dal piano, tali aree passeranno nella disponibilità del Comune attraverso una permuta con l’attuale area delle pensiline delle autolinee. Con l’avvio della procedura amministrativa inizieranno ora le verifiche ambientali previste dalla normativa, tra cui la Valutazione ambientale strategica (Vas), la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione di incidenza (Vinca). Nel processo saranno coinvolti diversi enti istituzionali, tra cui Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Arpa, Ats, Parco dei Colli, Soprintendenza ed Enac. Nei prossimi mesi è previsto anche un percorso di partecipazione con i quartieri interessati, che erano già stati coinvolti durante la fase di elaborazione del nuovo Piano di governo del territorio. “Il deposito di questo piano urbanistico è il risultato di un lavoro lungo e complesso – ha dichiarato l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini Ora si apre una fase altrettanto importante di confronto con gli enti istituzionali e con i quartieri”.

Giuseppina Di Foggia (Terna): “La rete elettrica leva strategica per crescita e sicurezza”

La rete elettrica nazionale si conferma una delle infrastrutture chiave per sostenere la transizione energetica e rafforzare la competitività dell’Italia. Il commento dell’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: la rete elettrica strategica per la transizione

Ogni euro investito nello sviluppo della rete di trasmissione genera circa 1,3 euro di PIL, dimostrando l’impatto economico diretto di questi interventi sul sistema Paese. È quanto ha sottolineato Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, intervenendo a Roma in occasione della presentazione dello studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da TEHA Group. Secondo il rapporto, la Rete di Trasmissione Nazionale rappresenta un elemento centrale per garantire sicurezza, efficienza e integrazione delle nuove fonti energetiche, in un contesto europeo caratterizzato da una rapida crescita delle rinnovabili. Nel 2025 la produzione di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto circa il 50% del totale nazionale, un risultato trainato soprattutto dall’espansione di fotovoltaico ed eolico, favorita dal calo dei costi tecnologici registrato negli ultimi anni.

Giuseppina Di Foggia: le rinnovabili sono il motore dell’indipendenza energetica, ma serve un mix equilibrato

Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica – ha spiegato Giuseppina Di FoggiaLe rinnovabili rappresentano oggi la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, nel medio periodo, anche per la riduzione del prezzo dell’energia per famiglie e imprese”. In questo scenario, la rete di trasmissione diventa il fattore abilitante della trasformazione energetica. L’infrastruttura gestita da Terna consente infatti di integrare nuova capacità rinnovabile, migliorare gli scambi tra aree del Paese e rafforzare la sicurezza del sistema elettrico. “Guardando al lungo termine – ha concluso Giuseppina Di Foggia – è opportuno garantire un mix equilibrato fra energia eolica e solare, integrato con una percentuale adeguata di generazione programmabile a basse emissioni. Terna affronta sfide sempre più complesse, dando il proprio contributo al progresso del Paese”. 

Luca Dal Fabbro: le tensioni geopolitiche e l’impatto sulle bollette

Intervistato dal quotidiano “La Stampa”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha parlato dell’attuale situazione energetica e dell’impatto generato sui costi di luce e gas dal conflitto in Iran. Per garantire la sicurezza europea è cruciale aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.

 Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren

Luca Dal Fabbro: più energia da fonti rinnovabili per aumentare l’indipendenza energetica

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Stampa”, pubblicata lo scorso 4 marzo, in cui è intervenuto sulle ripercussioni che la guerra in Iran potrebbe generare sulle bollette di luce e gas in Italia. “L’aumento dei costi si potrà riflettere sulle bollette, è inevitabile. L’unico modo per non essere dipendenti da fattori geopolitici è aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili”, ha sottolineato il manager. Le vulnerabilità europee sul fronte energetico emerse allo scoppio della guerra in Ucraina nel 2021 rischiano di essere maggiormente enfatizzate con il nuovo conflitto in Iran, dato che un quinto del petrolio e del gas mondiale transita per lo Stretto di Hormuz. “La volatilità dei prezzi del gas è un moltiplicatore della crisi — ha aggiunto Luca Dal Fabbro — influenzando non solo i costi, ma anche le aspettative macroeconomiche globali”.

Luca Dal Fabbro: la sicurezza e la stabilità di Iren

Secondo Luca Dal Fabbro, il gas rappresenta un fattore cruciale che incide sul prezzo dell’energia e, di conseguenza, su quei settori maggiormente energivori, come quello della ceramica, dell’acciaio e del vetro. In merito alle capacità di stoccaggio, l’Italia può contare su numerose fonti diversificate di approvvigionamento. A preoccupare il Presidente non è la quantità di gas, ma il prezzo potenziale, anche se “Iren è in una posizione tranquilla dal punto di vista dei volumi, grazie ai contratti già stabiliti”. Forte anche della stabilità assicurata ai propri clienti da contratti a prezzo fisso, la multiutility è in grado di garantire sicurezza alle famiglie italiane in un periodo di incertezza. In caso di prosecuzione della guerra in Iran, l’Europa dovrebbe correre ai ripari puntando sulle rinnovabili e su fonti alternative. “Serve soprattutto una revisione strutturale delle nostre dipendenze strategiche — ha specificato Luca Dal Fabbro — Oggi siamo davanti a un potenziale choc “multidimensionale”: sia energetico, sia logistico, sia finanziario”.

Ares Ambiente: responsabilità sociale, etica e ambientale nel settore dei rifiuti

L’alta qualità e affidabilità dei servizi offerti da Ares Ambiente nell’intermediazione dei rifiuti è accompagnata da un costante impegno verso il rispetto e l’adozione di pratiche sociali, etiche e ambientali. Un approccio strategico basato sulla trasparenza delle attività verso le comunità locali e il rispetto delle normative in vigore consentono di salvaguardare territorio e ambiente.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: la responsabilità sociale, ambientale ed etica

L’impegno di Ares Ambiente nel settore dell’intermediazione dei rifiuti è sinonimo anche di responsabilità sociale, etica e ambientale, approccio che permette di efficientare maggiormente le proprie performance. Ogni attività è sottoposta periodicamente alle verifiche di soggetti terzi, che attestano il rispetto delle norme vigenti e la soddisfazione dei clienti. Quello di Ares Ambiente è un modello di trasparenza che si concretizza con l’utilizzo dello strumento “Bilancio SA8000”, tramite cui trasmette le attività, i valori e le performance aziendali. In questo modo, si consolida sia l’affidabilità nei confronti degli stakeholder, sia la qualità dei servizi offerti, migliorando la reputazione nel settore di riferimento tramite la valorizzazione dell’impegno verso l’ambiente e il territorio.

Ares Ambiente: trasparenza verso le comunità locali

Uno dei capisaldi di Ares Ambiente è proprio la tutela e la trasparenza verso le comunità locali, che viene perseguita attraverso l’adozione della dichiarazione ambientale, in rispetto del Regolamento EMAS CE n.1221/2009. Tramite il documento, infatti, la comunità viene messa a conoscenza delle attività, dei programmi e degli obiettivi ambientali aziendali, rendendo il territorio un attore consapevole. Di pari passo, l’azienda porta avanti una politica condivisa nel rispetto della sostenibilità ambientale, rendendo partecipi tutti i membri della filiera, dai dipendenti ai fornitori, fino ai clienti. Per sostenere l’efficienza di queste pratiche, Ares Ambiente ha avviato un programma interno molto ferreo atto a migliorare la qualità dei servizi e basato su formazione costante del personale, suddivisione dei compiti, protocolli di controllo e processi definiti.

Claudio Descalzi racconta “Il Mio Corriere”: l’intervento del CEO di Eni

“Nel Corriere vedo ancora un’energia importante: quella che le vostre firme impiegano nel mantenere una tradizione di autorevolezza, passione e contestuale pacatezza, anche a fronte degli eventi più importanti e determinanti”, spiega Claudio Descalzi nel numero speciale del “Corriere della Sera” per i 150 anni.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

Claudio Descalzi e i 150 anni del “Corriere della Sera”: il ruolo dell’informazione nel mondo dell’energia

Tra i personaggi di spicco che hanno reso omaggio al “Corriere della Sera” in occasione dei 150 anni dalla nascita della testata c’è anche il CEO di Eni Claudio Descalzi: “Il Corriere mi ha aiutato a capire le dinamiche della politica, dell’economia e della società. Slogan gridati e ricerca di consenso non servono a spiegare le grandi complessità del mondo dell’energia, alla base degli sviluppi geopolitici”, ha sottolineato il manager nel suo intervento. “Come Eni siamo tra i protagonisti globali di questo scenario, e per questo sentiamo una grande responsabilità verso quello che facciamo e le decisioni che prendiamo. E crediamo che un po’ di responsabilità sia anche in carico a chi l’energia la racconta: voi ve la state assumendo portando ai vostri lettori semplicità, trasparenza e competenza”, ha aggiunto il CEO.

Claudio Descalzi: come il “Corriere della Sera” mi ha aiutato a capire il mondo

Claudio Descalzi è nato e cresciuto a Milano: “Per me il Corriere della Sera è sempre stato, come si suol dire, ‘il giornale che trovi a casa’. Le sue pagine e le sue firme, spesso storiche, mi hanno accompagnato fin da ragazzino attraverso gli eventi più importanti che hanno caratterizzato la storia del Paese e gli avvenimenti internazionali”. Nel suo intervento per i 150 anni della testata, il CEO lascia spazio anche ad aneddoti personali. “Ricordo la paura e lo smarrimento nel leggere la cronaca dell’attentato in Piazza Fontana, i racconti dei giorni drammatici del sequestro Moro: le ipotesi, l’attesa, il non sapere cosa pensare, cosa fosse giusto o sbagliato fare. Ma ricordo anche letture divertenti di articoli che trasmettevano l’euforia degli Anni 80, con le tante nuove idee e opportunità che nascevano”, ha raccontato Claudio Descalzi: il “Corriere della Sera” per lui non è stato solamente “una fonte di informazione, ma anche un approfondimento che spiegava e aiutava a capire le dinamiche della politica, dell’economia e della società”.

Gian Maria Mossa: 1,2 miliardi di raccolta da inizio anno per Banca Generali

I numeri della raccolta di febbraio di Banca Generali, parla il CEO Gian Maria Mossa: “Un mese molto solido che ha visto la robusta attività della struttura esistente e l’inserimento di ottimi profili. La forza dei nostri consulenti finanziari e le significative progettualità in corso ci fanno guardare con fiducia alle opportunità per i prossimi mesi”.

Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali

Banca Generali: raccolta da inizio anno a 1,2 miliardi, il commento di Gian Maria Mossa

Banca Generali archivia febbraio con una raccolta netta di 710 milioni di euro, portando il totale da inizio anno a 1,2 miliardi: per il CEO Gian Maria Mossa è stato “un mese molto solido che ha visto la robusta attività della struttura esistente e l’inserimento di ottimi profili”. Il manager, nel sottolineare il valore della performance, ha evidenziato anche come la qualità della raccolta sia “in costante miglioramento”: lo attesta l’aumento significativo dei flussi in Assets under Investment (AuI) rispetto a gennaio, pari a 322 milioni nel mese (384 milioni da inizio anno). Di questi oltre la metà è riferita ai contenitori finanziari (165 milioni nel mese), sempre particolarmente apprezzati dalla clientela private per il loro livello di personalizzazione, diversificazione e servizio. In crescita anche le nuove linee di fondi di casa (79 milioni nel mese), che complessivamente hanno rappresentato quasi il 90% della raccolta dei fondi da inizio anno (177 milioni sul totale di 199 milioni). Inoltre, Banca Generali segnala anche un aumento costante nella domanda di consulenza evoluta su AuC and banking, pari a 32 milioni nel mese (46 milioni da inizio anno). Nel febbraio dell’Istituto guidato da Gian Maria Mossa emergono anche i numeri in forte rialzo relativi ai Conti Amministrati che hanno registrato una raccolta per 374 milioni (545 milioni da inizio anno), sostenuti anche dalla proattiva offerta di prodotti finalizzati alla diversificazione dei portafogli.

Il CEO Gian Maria Mossa: “Qualità in costante miglioramento”

Il miglioramento costante nella qualità della raccolta, come evidenziato dal CEO Gian Maria Mossa, si deve anche alle nuove iniziative in ambito protezione finanziaria che si sposano particolarmente bene con la volatilità dei mercati e i timori geopolitici dall'escalation dei conflitti. “Siamo molto soddisfatti di come sta procedendo il progetto di integrazione con Intermonte, con un crescente numero di incontri con imprenditori e con una significativa accelerazione nell'ambito delle soluzioni di prodotti strutturati”, ha aggiunto Mossa. “A febbraio abbiamo anche completato la fase pilota del progetto di Insurbanking con Alleanza e siamo partiti con il roll out sulla loro rete dell'offerta bancaria. La forza dei nostri consulenti finanziari e le significative progettualità in corso ci fanno guardare con fiducia alle opportunità per i prossimi mesi”, ha concluso il CEO.

Illycaffè punta sull’AI, Cristina Scocchia: nuova piattaforma per la filiera “dal chicco alla tazzina”

La trasformazione digitale entra sempre più nel cuore del business di Illycaffè. Il Gruppo guidato da Cristina Scocchia ha avviato la realizzazione di una nuova Data & AI Platform, un’infrastruttura cloud-native progettata per unificare e valorizzare l’intero patrimonio di dati aziendali e integrare in modo strutturale l’AI nei processi chiave.

Cristina Scocchia, AD di Illycaffè

Cristina Scocchia: una piattaforma dati per rendere la filiera del caffè più efficiente e sostenibile

L’obiettivo è rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza dell’azienda in un contesto globale sempre più complesso. La piattaforma raccoglierà e metterà a sistema dati provenienti da tutte le fasi della filiera, dalla coltivazione del caffè alla produzione, dalla logistica fino ai canali retail, rendendo possibile un utilizzo avanzato dell’analisi dei dati a supporto delle decisioni strategiche. “La nuova Data & AI Platform rappresenta un passo strategico nella trasformazione digitale di illycaffè – ha confermato Cristina ScocchiaL’obiettivo è usare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per rendere la nostra supply chain più efficiente e resiliente, migliorare l’esperienza dei clienti e supportare la sostenibilità lungo tutta la filiera, dal chicco alla tazzina”. La piattaforma tecnologica sarà implementata da Lutech e basata sulle soluzioni Google Cloud.

Cristina Scocchia: così l’AI trasforma i processi di Illycaffè

Tra i principali risultati attesi vi è un significativo incremento dell’efficienza operativa. L’azienda potrà migliorare la previsione della domanda, la pianificazione degli approvvigionamenti e il controllo qualità. Gli algoritmi di AI permetteranno inoltre di individuare pattern nascosti nei dati, prevedere le rese agricole, analizzare le variabili ambientali che influenzano la qualità del chicco e anticipare eventuali criticità. Un secondo ambito riguarda il potenziamento della customer experience. L’analisi avanzata dei dati di vendita e dei comportamenti dei consumatori consentirà di sviluppare strategie commerciali più mirate, personalizzare l’esperienza nei canali digitali e fisici, migliorare le capacità di forecasting e rafforzare la relazione con i clienti professionali e retail. La piattaforma contribuirà inoltre alla riduzione dei rischi operativi, grazie a processi decisionali supportati dall’analisi integrata di dati interni ed esterni. Parallelamente, Illycaffè ha lanciato anche AI Explorer Community, un’iniziativa dedicata a un gruppo selezionato di collaboratori con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate sull’AI all’interno dell’organizzazione. Il progetto punta a identificare nuove opportunità di miglioramento dei processi aziendali attraverso l’AI, sperimentare tecnologie di mercato e promuovere un utilizzo efficace, etico e sicuro delle nuove soluzioni digitali, in linea con i valori aziendali e con l’evoluzione delle normative. “Non esiste trasformazione digitale senza persone – ha concluso Cristina Scocchia – Con l’AI Explorer Community vogliamo creare una generazione di “AI ambassador” interni, capaci di portare l’Intelligenza Artificiale dentro i processi quotidiani in modo consapevole e responsabile”.

Amica Chips: qualità e gusto in ogni confezione

Amica Chips propone un’ampia gamma di snack salati pensati per ogni momento: dall’aperitivo con amici a una pausa relax davanti alla TV. Accanto alle patatine classiche, offre fusti creativi e varianti aromatiche in grado di soddisfare ogni palato.

Amica Chips

Amica Chips: snack per tutti i gusti

Hai organizzato una serata con gli amici per guardare la partita, è troppo presto per la cena e decidi di fare aperitivo condividendo una busta di patatine. Oppure sei solo a casa, sei tornato presto da lavoro e vuoi goderti un momento di relax davanti a una serie TV, gustandoti i tuoi snack salati preferiti. È ispirandosi a questi spaccati di vita quotidiana che Amica Chips ha ideato i suoi famosissimi snack, facendoli diventare parte integrante di quello che può considerarsi un vero e proprio rito. Per andare incontro ai gusti e alle esigenze di tutti, l’azienda ha affiancato alle patatine classiche, lisce o rigate, una vasta scelta di varianti: da quelle dal sapore più deciso come ketchup o paprika, alle combinazioni più fresche come pepe e lime o limone e basilico. Ci sono poi richiami ai trend internazionali come sour cream & onion e alternative mediterranee come le patatine al pomodoro. L’offerta si arricchisce, inoltre, di linee con identità propria che ampliano il catalogo con opzioni aromatizzate o proposte per chi vuole ridurre il sale senza rinunciare al gusto.

Amica Chips: la filiera e i valori

La visione di Amica Chips, o meglio del suo fondatore Alfredo Moratti, prende forma a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. È qui che nel 1990 comincia il suo percorso. L’azienda cresce rapidamente, conquistando la GDO in breve tempo, grazie al focus su processi controllati e continuità qualitativa. Con acquisizioni mirate e integrazione produttiva, il polo si rafforza sempre di più e arriva a espandersi oltre confine. Oggi vanta una presenza in più di 22 Paesi nel mondo, un team di oltre 350 persone e un’area superiore ai 700.000 m². Amica Chips è anche molto attenta al proprio impatto ambientale, motivo per il quale ha aderito a una serie di iniziative che guardano alla tutela dell’ambiente, compreso l’utilizzo di packaging con il 30% di plastica riciclata e l’impiego di sistemi di depurazione presso lo stabilimento.

Gruppo Riva: una storia industriale tra innovazione e sviluppo internazionale

Dalla raccolta e commercio di rottami ferrosi al consolidamento come uno dei più importanti operatori del settore dell’acciaio europeo. Il percorso di Gruppo Riva parte negli anni ’50, in un momento di ricostruzione per il Paese dopo la Seconda Guerra Mondiale.

 Gruppo Riva, tra i principali gruppi europei nel settore dell'acciaio

Gruppo Riva: il sostegno alla ripresa del Paese, l’espansione e le acquisizioni all’estero

Quella di Gruppo Riva è una storia che nasce negli anni ’50, quando è ancora una semplice azienda di raccolta e commercio di rottami ferrosi. Sviluppa in poco tempo una rapida crescita, diventando una delle più importanti realtà siderurgiche d’Europa. Il Gruppo ha saputo coniugare il sostegno alla ripresa del Paese con la crescita e l’espansione all’estero attraverso importanti acquisizioni in Germania, Francia, Belgio e Spagna. La visione e l’oculatezza imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano si sono basate sull’intuizione delle potenzialità di crescita del settore dell’acciaio, un elemento fondamentale per la ripresa del Paese. Con questo spirito, Gruppo Riva ha supportato il rilancio italiano nel periodo del boom economico.

L’innovazione al centro della strategia di Gruppo Riva

La leadership consolidata nel settore dell’acciaio raggiunta da Gruppo Riva è stata costruita su importanti investimenti in innovazione e modernizzazione degli asset produttivi e organizzativi. Questa è stata la visione imprenditoriale con cui negli anni ’60 si è arrivati all’introduzione della prima colata continua curva a tre linee in Italia, entrata in funzione presso lo stabilimento di Caronno Pertusella il 2 giugno 1964: una tecnologia che ha favorito l’ottimizzazione della produttività e, di conseguenza, dei costi. Guidato dal 2014 da Claudio Riva, Gruppo Riva ha rafforzato oggi la propria posizione nei mercati internazionali con impianti presenti in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Specializzato nella realizzazione di acciai lunghi, il Gruppo garantisce un’elevata qualità dei prodotti, rispondendo così ai più alti e rigorosi standard di comparti come quello dell’automotive e del movimento terra.

Agostino Scornajenchi (Snam): “Diversificazione unica difesa contro le crisi energetiche”

In uno scenario internazionale sempre più instabile, la sicurezza energetica torna al centro delle strategie industriali. Snam ha presentato un nuovo Piano da 14 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 per rafforzare la resilienza delle infrastrutture italiane. A illustrarlo è stato l’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, che ha sottolineato come la crisi geopolitica e le tensioni nello stretto di Hormuz rendano evidente la necessità di diversificare rotte e fonti di approvvigionamento del gas.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: Piano da 14 miliardi per la rete del gas e la sicurezza energetica

Il Piano Industriale prevede investimenti complessivi per 14 miliardi di euro con l’obiettivo di rafforzare il sistema energetico nazionale e la centralità dell’Italia nel mercato europeo del gas. “Il nostro Piano – ha spiegato Agostino Scornajenchipunta a rafforzare centralità e resilienza delle infrastrutture energetiche nazionali. Gli eventi geopolitici di questi giorni ci ricordano quanto la rete di trasporto del gas, insieme a rigassificatori e stoccaggio, sia strategica per l’indipendenza energetica dei Paesi”. La parte più consistente delle risorse, circa 9 miliardi, sarà destinata al potenziamento della rete di trasporto, che rappresenta il cuore del business del Gruppo. Tra i progetti principali c’è il completamento della Linea Adriatica, l’asse che consente di trasferire il gas dal Sud al Nord del Paese. Altri 2 miliardi saranno invece investiti negli stoccaggi, infrastrutture cruciali per gestire la stagionalità dei consumi. Secondo l’AD, l’Italia parte oggi da una posizione più solida rispetto al passato, soprattutto dopo la crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina. “Oggi disponiamo di un sistema molto più diversificato. L’Italia può contare su dieci punti d’ingresso del gas, cinque terrestri e cinque marini – ha precisato Agostino Scornajenchi – Il che consente di diversificare più facilmente le forniture”. Negli ultimi anni il Paese ha ampliato le proprie infrastrutture con nuovi terminali di rigassificazione e con il pieno utilizzo del Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto che porta gas dall’Azerbaigian.

Agostino Scornajenchi: le incognite sul mercato energetico

Le tensioni nel Golfo e il rischio di blocco dello Stretto di Hormuz restano però una variabile critica per i mercati energetici globali. Gran parte del gas naturale liquefatto proveniente dal Qatar attraversa infatti questo snodo strategico. “Per il momento le consegne previste sono confermate – ha spiegato Agostino ScornajenchiLe metaniere partite prima dell’escalation stanno completando il viaggio, anche passando dal Capo di Buona Speranza. I carichi destinati al terminale di Rovigo per marzo risultano regolari”. Le principali incertezze riguardano però i prossimi mesi: ad aprile alcuni carichi potrebbero saltare, anche se la stagione primaverile coincide con un calo dei consumi. Il vero punto critico, secondo l’AD, riguarda il riempimento degli stoccaggi in vista dell’inverno. L’Italia consuma circa 62-65 miliardi di metri cubi di gas all’anno e dispone di una capacità di stoccaggio che sfiora i 20 miliardi di metri cubi, pari a circa quattro mesi di consumi. Il Paese dovrebbe chiudere l’inverno con livelli di riserva tra il 40% e il 45%, sopra la media europea. “Il problema è che i prezzi elevati rendono meno conveniente acquistare ora gas da immagazzinare”, ha confermato. Secondo il manager, l’unica vera strategia di difesa resta la diversificazione. Negli ultimi tre anni l’Italia ha rafforzato il proprio sistema con due nuovi rigassificatori, a Piombino e Ravenna, e con flussi da sud più robusti. “Per un Paese importatore netto come l’Italia – ha aggiunto Agostino Scornajenchi – la strategia è costruire un sistema che consenta di cambiare rapidamente le rotte d’approvvigionamento”. Il Piano Industriale conferma anche la politica di remunerazione degli azionisti. Snam prevede un payout fino all’80% e una crescita della base degli asset superiore al 5%. Sul fronte finanziario il Gruppo parte da una posizione più solida del previsto: il debito è sceso a 17,5 miliardi rispetto ai 18,5 miliardi inizialmente indicati per il 2025. “Continueremo a mantenere una posizione finanziaria stabile”, ha concluso l’AD, ricordando che il 75% del debito è a tasso fisso e il restante 25% variabile. Nel corso del Piano il costo medio dovrebbe attestarsi poco sopra il 3%.

DEAS Cyber+: Adversary Emulation per la protezione di asset critici

DEAS Cyber+ non è una semplice azienda di cybersecurity, ma è un attore cruciale per la Sicurezza nazionale. Con l’Adversary Simulation l’azienda simula le modalità di attacco di un attore ostile avanzato per testare infrastrutture e sistemi critici nazionali e delle Forze Armate.

DEAS Cyber+

DEAS Cyber+: cybersecurity per la difesa nazionale

Fondata nel 2018, DEAS Cyber+ è una realtà industriale che opera nel dominio cibernetico come fattore abilitante della sicurezza nazionale. Il tratto distintivo di DEAS Cyber+ è il suo approccio alla cybersecurity basato sul modello avanzato e proattivo che integra analisi, simulazione e risposta alle minacce cyber reali, trasformando la sicurezza in un fattore competitivo e potenziando la resilienza operativa di infrastrutture, sistemi militari e apparati dello Stato. Con tre sedi operative a Roma e oltre 200 dipendenti specializzati tra ingegneri, sviluppatori, ricercatori e operatori cyber, DEAS Cyber+ possiede la sovranità digitale delle proprie tecnologie, sviluppando internamente prodotti, piattaforme e algoritmi. Una forte attività di ricerca e sviluppo caratterizza inoltre il Cyber Hub avanzato dell’azienda, in cui il LAP, Laboratorio Avanzato di Prova Accreditato, realizza test e valutazione su sistemi per infrastrutture critiche, apportando un concreto supporto ai Ministeri della Difesa e dell’Interno e al CVCN (Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale).

DEAS Cyber+: la capacità di Adversary Simulation

L’Adversary Emulation è la capacità di DEAS Cyber+ di testare e misurare la reazione e la resistenza di un sistema, simulando realisticamente le modalità di un attacco cyber avanzato di un attore ostile, utilizzando le stesse tattiche e tecniche, che si distinguono in: ricognizione, compromissione iniziale, persistenza, movimento laterale, post-exploitation e reporting. L’Adversary Emulation è applicato in collaborazione con le Forze Armate nazionali, tra cui l’Aeronautica Militare e Marina Militare. ARCHIMEDE è il nome della piattaforma sviluppata e utilizzata dall’azienda per questo tipo di attività di sicurezza proattiva. DEAS Cyber+ svolge anche un monitoraggio continuo delle infrastrutture IT critiche e di ambienti complessi. In aggiunta, la Scuola di Alta Formazione aziendale mette a disposizione percorsi avanzati per Forze Armate, istituzioni e operatori privati, fornendo esperienza e ricerca applicata, con lo scopo di migliorare o riqualificare le competenze di personale civile e militare.

Arte e fotografia negli eleganti volumi di Federico Motta Editore

Non solo enciclopedie e opere di consultazione: dalla lunga esperienza di Federico Motta Editore nel settore della tipografia prendono vita preziosi cataloghi dedicati all’arte e alla fotografia.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: esplorare la cultura attraverso l’arte, la fotografia e l’architettura

La Casa Editrice ha come simbolo il torcoliere che richiama le sue radici nell’arte della tipografia. L’esperienza storica nel settore, unita alla collaborazione di Federico Motta Editore con artisti e studiosi contemporanei, ha portato alla nascita di preziosi libri d’arte che giungono nelle case delle famiglie italiane in eleganti volumi realizzati con materiali di pregio. Oltre alle enciclopedie e alle opere di consultazione, l’Editore consente così di esplorare altri ambiti culturali del nostro mondo. I volumi di Federico Motta Editore si presentano come opere ricche di immagini a colori di alta qualità, accompagnate da testi autorevoli ed evocativi che raccontano realtà artistiche contemporanee e non. Tra le più recenti pubblicazioni c’è il volume a tiratura limitata intitolato “Omaggio a Canova – Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe”.

Federico Motta Editore: la presentazione dell’opera “Omaggio a Canova”

“Omaggio a Canova”, opera edita da Federico Motta Editore, è stata presentata lo scorso 29 gennaio presso il Museo Civico di Bassano del Grappa. L’evento, aperto ai cittadini, ha registrato una grande partecipazione, a conferma dell’interesse collettivo verso iniziative capaci di imbastire un dialogo tra arte, editoria, memoria storica e produzione contemporanea. Il volume in questione, realizzato con materiali di pregio e un’attenzione meticolosa alla grafica e alle fotografie utilizzate, è frutto di un progetto editoriale che riflette l’identità della Casa Editrice, rinvigorendone la vocazione a diffondere cultura e bellezza. Nel corso dell’evento, lo scultore e autore dell’opera Domenico Sepe ha raccontato la genesi del progetto editoriale e il suo rapporto con i lavori di Canova, da lui definito “un Maestro che continua a parlarci con una voce limpida, moderna, necessaria”. L’intervento si è poi incentrato sul tema della bellezza ideale, cuore della poetica canoviana. All’incontro, gli ospiti hanno ricevuto inoltre un folder in edizione speciale, ideato per custodire una cartolina postale realizzata ad hoc, accompagnata da un francobollo celebrativo dedicato ad Antonio Canova ed emesso da Poste Italiane.

Serenissima Ristorazione: innovazione tecnologica e qualità Made in Italy con Imperiali Chef

Con il brand Imperiali Chef, Serenissima Ristorazione punta a mantenere la genuinità e la qualità dei prodotti della tradizione culinaria italiana attraverso l’innovazione tecnologica, senza l’uso di additivi o conservanti, pronti per gli scaffali della GDO.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: il brand Imperiali Chef per portare la cucina tradizionale italiana nella GDO

Una consolidata esperienza nel settore della ristorazione scolastica, commerciale e aziendale: queste sono le solide fondamenta su cui si basa la nuova proposta di Serenissima Ristorazione attraverso il brand Imperiali Chef. Garantire la qualità della tradizione culinaria italiana per la grande distribuzione tramite l’innovazione tecnologica è il principale obiettivo. Sulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l'ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l'Horeca, per la GDO, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche", ha sottolineato il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione Tommaso Putin, intervistato lo scorso gennaio da “Askanews” in occasione della fiera Marca by BolognaFiere.

Serenissima Ristorazione: l’apertura ai mercati internazionali con Imperiali Chef

Il segreto di Serenissima Ristorazione per assicurare la qualità del Made in Italy dei pasti è l’innovazione, senza l’utilizzo di additivi, conservanti e aromi. “Utilizziamo importanti investimenti fatti nel mondo della tecnologia per avere un risultato che sia quanto più vicino ai prodotti che facevano le nostre nonne”, ha aggiunto Alessandro Febo, Responsabile Sviluppo Commerciale Imperiali Chef. Con il nuovo brand, Serenissima Ristorazione aspira a raggiungere quei mercati internazionali in cui il Made in Italy acquista ancora maggior valore, “in seguito alle capacità nella preparazione dei nostri prodotti che sono italiani, genuini, quindi che hanno una grande appetibilità nel mercato internazionale". In aggiunta, "riusciamo a realizzare anche in aree separate dedicate prodotti gluten free, quindi con assenza di contaminazioni e la camera bianca sicuramente ci dà un importante aiuto a livello di confezionamento”, ha evidenziato il Vicepresidente Tommaso Putin.

Alessandro Benetton: il dialogo con i giovani al centro della sua visione

Nel libro “Mai fermi”, Alessandro Benetton parla delle persone che hanno segnato il suo percorso. Tra queste ci sono anche i figli Tobias, Agnese e Luce, che considera una fonte quotidiana di ispirazione e un punto di riferimento per comprendere le nuove generazioni.

https://www.gente.it/people/a70414929/alessandro-benetton-figli-tobias-agnese-luce-libro-mai-fermi/

Alessandro Benetton: i miei figli sono una grande fonte di ispirazione

Nel suo ultimo libro “Mai fermi”, Alessandro Benetton racconta di alcune persone incontrate durante il cammino che, in un modo o nell’altro, hanno avuto un impatto decisivo sul suo percorso umano e professionale. Tra questi “maestri”, accanto ai nomi di figure come Michael Schumacher e Andy Wharol, ci sono anche i suoi tre figli Tobias, Agnese e Luce Benetton. L’imprenditore parla del rapporto con loro come una fonte continua di ispirazione. “La paternità mi ha arricchito. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo da loro”, sottolinea in un’intervista rilasciata a “Gente”. “Il loro modo di guardare il mondo, di farsi domande, di cercare senso e futuro per tutti i ragazzi della loro generazione mi spinge a non smettere mai di evolvere”. Grazie a questa relazione, basata su dialogo e reciprocità, Alessandro Benetton afferma di riuscire a comprendere meglio le trasformazioni della società e di avvicinarsi di più ai giovani. “In loro vedo la forza della discontinuità, quella capacità di rimettere in discussione ciò che diamo per acquisito e di aprire strade nuove. Mi interessa dialogare con loro, capire come ragionano, quali intuizioni hanno prima degli altri. E, allo stesso tempo, desidero condividere quello che ho imparato”.

Alessandro Benetton: le nuove generazioni hanno bisogno di esempi, vicinanza e opportunità

Per Alessandro Benetton, la fiducia nelle nuove generazioni non è soltanto un principio teorico ma una filosofia che guida le sue iniziative imprenditoriali. Ne è un esempio l’Innovation Hub di Fiumicino. Inaugurato tre anni fa, è uno spazio dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per il settore aeroportuale dove giovani startupper italiani e stranieri collaborano sul campo per testare nuovi servizi e tecnologie, insieme a tecnici e passeggeri. Un anno fa Alessandro Benetton ha inoltre rilanciato la “Unhate Foundation”, onlus che punta a contrastare la cultura dell’odio andando ad agire sulle sue cause più profonde attraverso iniziative educative e culturali indirizzate ai giovani. Allo scopo di amplificare i propri messaggi, la realtà si rivolge loro anche attraverso la lingua che conoscono meglio: quella del digitale. Basta guardare ai componenti del comitato scientifico di Unhate – podcaster, content creator, imprenditori, studenti, divulgatori, sportivi e musicisti under 30 – per vedere riflessa la convinzione di cui l’imprenditore si fa portavoce: i giovani non hanno bisogno di critiche, ma di esempi, vicinanza e opportunità.

Enrico Vita: ricavi 2025 di Amplifon a 2,4 miliardi, dividendo confermato

Nel 2025 Amplifon ha chiuso l’esercizio con risultati in crescita nei ricavi, in un contesto di mercato che il CEO Enrico Vita ha definito “sfidante per l’intero settore dell’hearing care”.

Enrico Vita

Enrico Vita: ricavi a 2,4 miliardi, dividendo confermato

Il Gruppo italiano leader mondiale nelle soluzioni per l’hearing care ha registrato ricavi consolidati pari a 2,4 miliardi di euro, in aumento dell’1,7% rispetto al 2024. L’utile netto adjusted si è invece attestato a 159,2 milioni di euro, in calo rispetto ai 188,1 milioni dell’anno precedente. Il margine operativo lordo (EBITDA) adjusted ha raggiunto 540,4 milioni di euro. Nel solo quarto trimestre 2025 i ricavi sono stati pari a 651,9 milioni, in crescita dell’1,4%, con un EBITDA di 145,5 milioni e un utile netto di 49,5 milioni di euro. Il CdA proporrà all’assemblea degli azionisti, convocata per il 23 aprile 2026, la distribuzione di un dividendo di 0,29 euro per azione, per un ammontare complessivo di 63,79 milioni di euro. Commentando i risultati, Enrico Vita ha sottolineato le difficoltà che hanno caratterizzato il mercato globale dell’hearing care nel corso dell’ultimo anno.

Enrico Vita: Amplifon rafforza ricavi e margini con Fit4Growth e cessione UK

Secondo Enrico Vita, il 2025 è stato un anno complesso per l’intero settore, cresciuto al di sotto dei livelli storici. A incidere sono state soprattutto le tensioni globali, che hanno ridotto la fiducia dei consumatori e rallentato la domanda. In risposta a questo scenario, il Gruppo ha avviato una serie di interventi mirati a rafforzare i ricavi e migliorare la redditività strutturale. “Abbiamo intrapreso una serie di azioni per accelerare i ricavi e migliorare strutturalmente la profittabilità che stanno già producendo dei risultati molto positivi”, ha spiegato il CEO. Tra le mosse strategiche più recenti, Amplifon ha completato nel marzo 2026 la cessione del proprio business nel Regno Unito a Hidden Hearing, società controllata dal Gruppo danese Demant e già ben radicata nel mercato britannico. L’operazione rientra nella strategia aziendale volta a razionalizzare il portafoglio geografico e concentrare gli investimenti nelle aree con maggiore potenziale di crescita. Guardando al nuovo esercizio, il management prevede un graduale miglioramento del mercato globale, con una domanda attesa in crescita intorno al 3% rispetto al 2025. Per l’intero anno Amplifon punta inoltre a un incremento significativo del margine EBITDA adjusted, sostenuto dal programma di efficienza “Fit4Growth”, pensato per ottimizzare costi e processi operativi.

ESG, Terna leader mondiale secondo S&P Global

Nuovo riconoscimento internazionale per Terna, che conquista il primo posto assoluto tra le utility elettriche globali nel “Sustainability Yearbook 2026” di S&P Global, ottenendo la qualifica massima “Top 1%”. Con un punteggio di 90 su 100 nel Corporate Sustainability Assessment 2025, il Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia si conferma leader mondiale nelle performance ESG.

Terna, prima società elettrica al mondo nel “Sustainability Yearbook 2026”

Terna: nove anni di leadership ESG nel “Sustainability Yearbook”

L’agenzia internazionale di rating ha analizzato oltre 9.200 aziende a livello globale, valutandone le strategie e i risultati in ambito ambientale, sociale e di governance. Tra le oltre 200 utility elettriche esaminate, che hanno registrato un punteggio medio di 42 punti, Terna ha ottenuto la valutazione più alta in assoluto. Si tratta del nono anno in cui il gestore della Rete di Trasmissione Nazionale raggiunge il massimo livello nel “Sustainability Yearbook”, a testimonianza di un impegno costante e strutturato nel tempo. La valutazione di S&P Global si fonda su parametri stringenti che coprono l’intero spettro ESG: impatti ambientali, strategia climatica, gestione del capitale umano, sicurezza sul lavoro, rapporto con le comunità, governance societaria, gestione dei rischi, tutela dei diritti umani e controllo della catena di fornitura. Il riconoscimento premia in particolare la qualità e l’affidabilità della reportistica di sostenibilità, le politiche di valorizzazione e sviluppo delle persone, le iniziative per la riduzione delle emissioni di CO₂ e l’impegno verso il raggiungimento del target Net Zero al 2050 secondo standard Science Based, confermato nell’ultimo aggiornamento del Piano Industriale 2024–2028.

Terna consolida il primato globale e guida la transizione energetica

Il primato mondiale consolida il ruolo di Terna quale abilitatore della transizione energetica italiana ed europea, attraverso lo sviluppo di una rete elettrica sempre più sostenibile, sicura e resiliente. La sostenibilità rappresenta uno dei driver strategici del Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia e costituisce un elemento centrale nella creazione di valore nel lungo periodo, sia per l’azienda sia per l’intero sistema Paese. Un dato significativo rafforza questo posizionamento: oltre il 99% degli interventi previsti da Terna è considerato sostenibile secondo i criteri di ammissibilità della Tassonomia Europea. Un risultato che riflette la piena integrazione degli obiettivi ambientali e sociali nella pianificazione industriale e negli investimenti infrastrutturali.

Soluzioni ICT: il modello one-stop shop di Comtel

Fondata nel 1992 come Intelrom, Comtel ha tracciato un percorso di crescita continuo culminato nel 2025 con la quotazione in Borsa e l’acquisizione di NovaNext. Guidato dal CEO Fabio Lazzerini, il Gruppo è un punto di riferimento nell’ambito delle soluzioni ICT.

Comtel

Comtel: le attività del Gruppo

Leader nell’integrazione di sistemi ICT, Comtel accompagna le aziende nelle evoluzioni tecnologiche fornendo loro soluzioni e servizi integrati che le aiutino a emergere in un mercato sempre più interconnesso. Collaborando con i grandi player del settore tecnologico, fornisce soluzioni personalizzate in grado di rispondere alle istanze di ogni impresa. Con un approccio basato sull’idea di multiconnessione, riesce a garantire efficienza operativa, sicurezza e flessibilità, affermandosi come partner affidabile a cui rivolgersi per evolvere in realtà digitalmente avanzate. Le sue soluzioni one-stop shop consentono alle aziende di raggiungere il loro massimo potenziale, soddisfacendo le esigenze di multiconnessione. La mission di Comtel è “offrire competenze consolidate e tecnologie innovative per organizzare connessioni globali, rendendo i dati accessibili ovunque e semplificando la gestione aziendale”.

L’evoluzione di Comtel

Comtel nasce nel 1992 sotto il nome di Intelrom. Questa e altre società convergono, nel 1998, in un unico Gruppo, dando così inizio a un percorso di evoluzione lungo oltre 20 anni. Nel 2002, attraverso l’acquisizione del ramo “Apparati di Trasmissione e Ponti Radio” da Alcatel Italia, l’azienda avvia la Divisione Carrier. Nella fase di espansione che segue, Comtel apre nuove sedi e dà vita ad altre divisioni strategiche come Enterprise e Voice (successivamente cambiata in VoIPCloud). Dall’acquisizione nel 2006 di “Assistenza Tecnica e Collaudo di Apparati di Trasporto” da Alcatel Italia, emerge il gruppo di Assurance di Comtel. Divenuta società per azioni, continua a crescere e introdurre nuove soluzioni, tra cui quelle di Network e SBC, vertical PA, Transmission & Access, Network Security. Nel 2020 entra nel Gruppo Nextaly, estendendo ulteriormente le proprie specializzazioni e ampliando l’offerta con il vertical Hospitality, Modern Work e Data Center Solutions & Services, i vertical Private e Finance e le soluzioni Cloud & IT Transformation e Cybersecurity. Nel 2025, sotto la guida del CEO Fabio Lazzerini, Comtel si quota sul mercato Euronext Growth Milan e acquisisce NovaNext, rafforzando ancora di più la leadership nel settore ICT.

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