In un’intervista rilasciata a “Grazia”, Alessandro Benetton ha parlato della figlia Luce Benetton, impegnata in progetti ad alto impatto sociale. Da quello in India all’attività nel programma TIP presso la Cornell University, la sua esperienza ha spinto il Presidente di Edizione a valorizzare il ruolo dei giovani nella costruzione di un futuro inclusivo e sostenibile.
L’impegno nel sociale di Luce Benetton che ha ispirato papà Alessandro
Luce Benetton, figlia dell’imprenditore Alessandro Benetton, viene descritta dal padre, in un’intervista rilasciata a “Grazia”, come grande fonte di ispirazione, insieme ai suoi fratelli Tobias e Agnese. In particolare, il Presidente di Edizione parla della sua forte propensione per il volontariato e delle esperienze che ha fatto all’estero, come quella in India. Un progetto, quest’ultimo, che ha profondamente influenzato il suo modo di vedere il mondo, alimentando ancora di più una già spiccata sensibilità verso i temi sociali. L’attenzione di Luce per gli altri e l’attrazione verso progetti ad alto impatto sociale si riflettono anche attraverso il suo impegno in uno dei più antichi e vasti programmi di traduzione e interpretariato gestito da studenti negli Stati Uniti, il Translator Interpreter Program (TIP) della Cornell University. È proprio lei a parlarne in un post su LinkedIn. La missione del programma è abbattere le barriere linguistiche e culturali, fornendo supporto in situazioni di necessità.
Alessandro Benetton: i giovani, come la figlia Luce Benetton, sono motore di cambiamento
Dal dialogo con i figli, Alessandro Benetton racconta di aver maturato la consapevolezza di quanto le nuove generazioni vogliano contribuire attivamente alla costruzione di un futuro inclusivo, sostenibile e attento all’innovazione sociale. Per l’imprenditore, l’esperienza di Luce Benetton nel volontariato internazionale ne è la dimostrazione. Riferendosi ai figli, dice: “Il loro modo di guardare il mondo, di farsi domande, di cercare senso e futuro per tutti i ragazzi della loro generazione mi spinge a non smettere mai di evolvere”. Da qui è nata l’idea di aiutare i giovani a diventare protagonisti del cambiamento sociale con il rilancio di UnHate Foundation. Nata nel 2011, di recente è stata ripresa focalizzando maggiormente l’attenzione sulle nuove generazioni e sul dare loro la possibilità di essere davvero “motore di cambiamento”. La priorità della Fondazione è, appunto, coinvolgere i giovani in occasioni di crescita e sviluppo del proprio potenziale, promuovendo solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità mediante una serie di progetti innovativi.
