Alessandro Benetton ha presentato “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, l’indagine che fotografa la condizione giovanile in Italia promossa dalla Fondazione Unhate.
Alessandro Benetton: uno strumento che aiuta a intervenire sulle cause di violenza e odio
Il mondo di oggi sembra pieno di possibilità, al contempo però anche ricco di fratture. Un contesto che vede le nuove generazioni districarsi tra una libertà e facilità di accesso all’informazione mai viste prima e un forte senso di disorientamento e inadeguatezza. È a loro che guarda “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, la prima ricerca presentata dall’Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia promosso dalla Fondazione Unhate, la realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma. Lo studio analizza il modo in cui i giovani reagiscono a uno scenario caratterizzato da trasformazioni repentine, discontinuità tecnologiche e cambiamenti geopolitici. Tutti fattori che influiscono sulla crescita individuale della persona. “Abbiamo voluto dotarci di uno strumento coerente con la missione della Fondazione Unhate: contrastare odio e violenza intervenendo sulle loro cause profonde e generando opportunità concrete per le giovani generazioni”, ha sottolineato Alessandro Benetton.
Alessandro Benetton: i giovani sono il presente e il futuro del Paese
La ricerca, ha spiegato il Presidente di Edizione, nasce “per offrire una fotografia puntuale della condizione in cui vivono, comprenderne necessità, disagi e bisogni reali, e mettere queste evidenze a disposizione di istituzioni, servizi educativi, imprese e territori” L’obiettivo è costruire dei contesti che siano in grado di attivare il loro potenziale attraverso piani e progetti consapevoli, capaci di rispondere in modo concreto alle loro esigenze. “Ho sempre creduto che i giovani siano il presente, oltre che il futuro, del nostro Paese e del Pianeta – ha aggiunto Alessandro Benetton – Come imprenditore, ma prima di tutto come uomo, cittadino e padre, voglio continuare a fare la mia parte affinché vengano ascoltati, coinvolti e accompagnati a scoprire ed esprimere il proprio talento. In un contesto globale così complesso e segnato dall’inverno demografico, investire in relazioni, orientamento e continuità educativa non è solo una responsabilità sociale: è una scelta strategica. Ogni energia che resta inespressa è valore che l’Italia non riesce a trasformare in crescita, innovazione e impatto positivo”.
