Fusione a confinamento magnetico, supercalcolo e quantum computing: i tre asset su cui il Gruppo guidato da Claudio Descalzi sta costruendo la propria strategia di innovazione energetica.
Claudio Descalzi: innovazione tecnologica e vision di Eni
Sicurezza energetica, competitività economica, sostenibilità ambientale e sociale sono le sfide che delineano la strategia di Eni: “Il perseguimento bilanciato di questi obiettivi, senza i quali non c’è transizione giusta per le persone e i territori, richiede scelte industriali guidate da una visione di lungo periodo”, spiega il CEO Claudio Descalzi nel report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 - A Just Transition”, presentato nei giorni scorsi. Dalle pagine del report emerge il ruolo crescente che gioca lo sviluppo di nuove soluzioni operative, industriali e tecnologiche, nonché di nuove filiere industriali nell’accompagnare la trasformazione energetica di Eni. Tra queste anche sistemi di accumulo, supercalcolo, cybersecurity, bioraffinerie. Tecnologie considerate fondamentali per affrontare le sfide della transizione energetica, a partire dalla gestione delle intermittenze legate alle fonti rinnovabili e dall’elaborazione di quantità sempre più complesse di dati industriali.
Sistemi di supercalcolo, fusione e quantum computing per accelerare la decarbonizzazione
Informazioni geologiche, simulazioni, monitoraggio ambientale, modelli predittivi, analisi operative e gestione dei flussi energetici: il supercalcolo e l’Intelligenza Artificiale sono asset sempre più centrali nella strategia di Eni poiché permettono di analizzare e gestire in modalità avanzata quantità sempre maggiori di dati, ottimizzando i processi energetici. Un approccio, come ricordato in più occasioni anche da Claudio Descalzi, che sostiene sia la competitività delle attività tradizionali del Gruppo sia lo sviluppo di tecnologie dedicate alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Tredici anni fa Eni ha realizzato il Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, oggi centro strategico per il supercalcolo della Società: il completamento del sistema HPC6, avvenuto a novembre 2024, ha consolidato il posizionamento di Eni tra i leader mondiali della capacità computazionale industriale, grazie a una potenza di elaborazione pari a 606 PetaFlops di picco. Il supercalcolatore HPC6 è attualmente il primo al mondo per capacità di calcolo tra quelli destinati a scopi industriali e rappresenta un caso unico nel panorama energetico globale. Parallelamente, anche il rafforzamento della cybersecurity assume un ruolo sempre più rilevante nella strategia di Eni, a fronte di uno scenario industriale caratterizzato da infrastrutture digitali interconnesse e sistemi energetici evoluti. Il supercalcolo è parte del cosiddetto “triangolo dell’innovazione di frontiera” di Eni, di cui le altre due direttrici strategiche sono la fusione a confinamento magnetico e il calcolo quantistico. L’obiettivo è combinare capacità computazionale, ricerca avanzata e sviluppo industriale per accelerare lo sviluppo di tecnologie breakthrough, con potenziali applicazioni nei settori dell’energia, della decarbonizzazione e dell’ottimizzazione dei processi industriali. Una vision che plasma il “modello industriale distintivo” di Eni che “combina, in modo pragmatico, business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore”, come spiega il CEO Claudio Descalzi nel report.
