Il 28 febbraio 1953 è una data che ha cambiato per sempre la storia della medicina e della biologia: quel giorno James Watson e Francis Crick giunsero alla conclusione che il DNA possedeva una struttura a doppia elica. A ripercorrere questa scoperta è Federico Motta Editore, attraverso il saggio “La biologia molecolare” di Fabio De Sio, contenuto nel volume “Il Novecento” di “Historia”, opera curata da Umberto Eco.
Watson e Crick e la doppia elica: Federico Motta Editore racconta come nacque la scoperta
Al momento della scoperta, nel 1953, James Watson aveva soltanto 23 anni e Francis Crick 35. I due si erano conosciuti nel 1951 al Dipartimento di Fisica di Cambridge, accomunati dal medesimo obiettivo: indagare sulla struttura del DNA. L’intuizione decisiva arrivò il 28 febbraio 1953, quando giunsero alla conclusione che il DNA doveva avere una struttura a doppia elica. Nei giorni successivi costruirono anche un modellino in filo di ferro e cartone, prima rappresentazione fisica della molecola. Come sottolinea Fabio De Sio nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore, il lavoro di Watson e Crick è stato riconosciuto come il vero inizio della biologia molecolare, soprattutto per lo stile di ricerca adottato: limitando al massimo il lavoro sperimentale, i due si concentrarono sull’elaborazione di modelli strutturali, interpretando i dati disponibili alla luce delle funzioni biologiche del DNA, ovvero l’autoreplicazione e la direzione dello sviluppo cellulare. La struttura a doppia elica fornì una risposta semplice ed efficace a entrambe le questioni. Nel 1962 Watson e Crick vinsero il Premio Nobel per la Medicina, riconoscimento condiviso con Maurice Wilkins.
Il ruolo di Rosalind Franklin: Federico Motta Editore ricoastruisce la storia della scienziata dimenticata
Watson e Crick non erano però gli unici a lavorare sulla struttura del DNA in quegli anni. Al King’s College, Maurice Wilkins e Rosalind Franklin utilizzavano le diffrazioni ai raggi X per cercare di comprendere la struttura della molecola. Franklin, specializzata nello studio dei solidi cristallini e delle molecole organiche, stava producendo immagini di diffrazione ai raggi X di altissima qualità, capaci di dimostrare la struttura elicoidale del DNA. Tuttavia, mentre Franklin e Wilkins erano ancora impegnati nei loro esperimenti, Watson e Crick arrivarono a una conclusione. In particolare, i due formularono il modello a doppio filamento dopo che Wilkins aveva mostrato a Watson, senza il permesso di Franklin, la cosiddetta “Foto 51”, un’immagine scattata proprio da Franklin che rappresentava la prova chiave della struttura elicoidale del DNA. Franklin non vinse il Nobel perché morì prematuramente nel 1958, prima che il riconoscimento venisse assegnato. I suoi esperimenti e le sue ricerche, come emerge anche dalla ricostruzione di Federico Motta Editore, hanno tuttavia posto le basi per una delle scoperte più importanti del Novecento.
