Gruppo Riva: la storia di una delle più grandi realtà siderurgiche italiane

Le radici di Gruppo Riva affondano nei primi anni ‘50, quando Emilio Riva e il fratello Adriano intuiscono il potenziale dell’acciaio nell’Italia del dopoguerra, proiettata verso il “miracolo economico”. Partendo dalla compravendita di rottami ferrosi, l’azienda cresce insieme all’economia italiana e avvia contemporaneamente un’espansione all’estero, rilevando stabilimenti in Germania, Francia, Belgio e Spagna.

Gruppo Riva, leader nel settore siderurgico

Gruppo Riva: l’innovazione che ha cambiato la produzione dell’acciaio

Verso la metà degli anni ’60 il settore siderurgico italiano deve fronteggiare una concorrenza estera in crescita, spinta dalla diffusione di impianti a forno elettrico ad arco, molto efficienti sui costi. Per restare competitivo, Gruppo Riva investe in una tecnologia allora poco diffusa in Italia: la colata continua curva. Nel giugno 1964 entra in funzione a Caronno il primo impianto di questo tipo in Italia, capace di produrre billette direttamente dall’acciaio fuso, superando il sistema dei lingotti e migliorando nettamente efficienza e costi. Operare con un solo sito si rivela però un limite, spingendo il Gruppo verso nuove acquisizioni in Italia e all’estero. Il primo passo risale al 1966, con la rilevazione delle Acciaierie e Ferriere del Tanaro nel Cuneese e l’ingresso nella bresciana SEII di Malegno. A fine decennio la produzione annua raggiunge le 300mila tonnellate, aprendo la strada ai mercati internazionali.

Gruppo Riva, la crescita internazionale

Negli anni ‘70, segnati dalla crisi petrolifera e dal rallentamento della siderurgia europea, Gruppo Riva investe all’estero in controtendenza: nella spagnola Siderúrgica Sevillana. Nel 1974 sbarca in Nord America, mentre nel 1976 entra in Francia. Nel 1978 diventa il primo operatore europeo a esportare acciaio direttamente in Cina. Negli anni ‘80 la produzione supera 1,1 milioni di tonnellate annue, con l’ingresso nel 1981 della veronese Officine e Fonderie Galtarossa. Partecipa inoltre alla privatizzazione dello stabilimento genovese ex Italsider di Cornigliano. Tra fine anni ‘80 e primi ‘90 l’espansione tocca anche Belgio e Germania. Più di recente, nel gennaio 2023, Gruppo Riva ha acquisito diversi siti per la raccolta e lavorazione di rottami metallici, rafforzando il proprio impegno nella sostenibilità e nell’economia circolare del settore.

Antonio Schiro come rappresentante di Confindustria Serbia al Forum di Belgrado sulla sicurezza industriale

Membro del Consiglio Direttivo e tesoriere di Confindustria Serbia, Antonio Schiro ha preso parte lo scorso 22 maggio al CEE – Western Balkans Energy, Infrastructure & Industrial Security Forum, il Forum bilaterale su Energia, Infrastrutture e Sicurezza Industriale dell’Europa Centrale e Orientale e dei Balcani Occidentali, tenutosi a Belgrado presso la Camera di Commercio e Industria della Serbia.

Antonio Schiro

Antonio Schiro: il Forum di Belgrado su energia e infrastrutture

L’evento, organizzato con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, in partnership con SOGESID S.p.A. e FIRA, ha rappresentato un importante momento di dialogo e networking per rafforzare la cooperazione regionale e promuovere progetti sostenibili di lungo periodo in ambito energetico. L’incontro a cui ha partecipato Antonio Schiro ha riunito diversi rappresentanti istituzionali, imprese e operatori industriali e finanziari, che si sono confrontati sui principali temi connessi alla transizione energetica, allo sviluppo delle infrastrutture e alla sicurezza industriale nell’area dell’Europa centro-orientale, dei Balcani occidentali e lungo il corridoio Adriatico – Mar Nero – Asia Centrale. Sono stati oltre 200 i partecipanti provenienti da Serbia, Italia, Ungheria e dai Paesi della Regione. Tra le autorità presenti c’erano il Professor Đuro Macut, Primo Ministro della Repubblica di Serbia, S.E. Luca Gori, Ambasciatore d’Italia in Serbia, Mihailo Vesovic, Deputy President della Chamber of Commerce and Industry of Serbia, e l’Onorevole Marco Scurria, Segretario della Commissione del Senato per la Politica UE.

Antonio Schiro sulla partnership Italia-Serbia

Ritengo che detto evento sia evidentemente una conferma di come Italia e Serbia continuino con visione sinergica a rafforzare ogni possibile partnership economica anche nei settori dell’energia, della logistica e della sicurezza della catena di approvvigionamento, con l’obiettivo che l’Italia diventi il principale partner della Serbia in tali ambiti”, ha commentato Antonio Schiro. Questo scenario, ha aggiunto, potrà tradursi in concrete occasioni di crescita per le imprese italiane del settore, favorendo anche nuovi flussi di investimento verso il mercato serbo.

General Trasporti e il modello di crescita firmato da Lazzaro Ventrone

Nel trasporto merci su strada, e in particolare nella movimentazione di materie prime, materiali sfusi e semilavorati destinati all’industria, la qualità del servizio non dipende soltanto dalla disponibilità dei mezzi o dalla puntualità delle consegne. Sicurezza, organizzazione, continuità operativa e controllo dei processi sono diventati elementi determinanti per garantire alle imprese flussi logistici affidabili. È su questi principi che Lazzaro Ventrone, Amministratore Unico di General Trasporti, ha sviluppato negli anni il modello organizzativo dell’azienda, con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, e specializzata nel trasporto merci e nella movimentazione di materiali destinati ai processi produttivi. L’esperienza imprenditoriale da cui nasce General Trasporti affonda le proprie radici nel 1966 e si è progressivamente evoluta accompagnando alle competenze maturate nel trasporto investimenti nella flotta, nella sicurezza, nella formazione del personale, nelle tecnologie di monitoraggio e nella certificazione dei processi.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone e General Trasporti: organizzazione al servizio dell’industria

Per Lazzaro Ventrone, il trasporto rappresenta una componente della continuità produttiva del cliente. La movimentazione di una materia prima, infatti, non termina con il trasferimento del materiale da un punto all’altro: tempi, sicurezza, disponibilità dei mezzi e capacità di programmazione possono incidere direttamente sull’operatività degli impianti serviti. General Trasporti ha quindi sviluppato un’organizzazione specializzata nella movimentazione di merci sfuse, materie prime, semilavorati e rifiuti, lavorando al servizio di differenti filiere industriali e coordinando i flussi tra luoghi di produzione, cave, impianti e siti di destinazione. Alla capacità operativa si affianca una gestione strutturata dei processi. Formazione del personale, manutenzioni programmate, verifiche documentali e sistemi di monitoraggio della flotta consentono di integrare mezzi, persone e procedure all’interno di un unico modello organizzativo. La flotta di General Trasporti è composta da veicoli Euro 6 ed è sottoposta a programmi di manutenzione e aggiornamento. I mezzi sono inoltre supportati da tecnologie che consentono il monitoraggio di parametri operativi e di sicurezza, con particolare attenzione allo stile di guida, ai consumi e alla tracciabilità.

Certificazioni e sicurezza nel modello di Lazzaro Ventrone

Un elemento centrale del percorso sviluppato da Lazzaro Ventrone è rappresentato dalla scelta di affiancare all’esperienza operativa sistemi di gestione verificabili e riconosciuti. General Trasporti ha adottato la ISO 9001 per la gestione della qualità, la ISO 14001 per la gestione ambientale, la ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro e la ISO 39001, specificamente dedicata alla gestione della sicurezza stradale. A queste si aggiungono la certificazione SA8000, relativa alla responsabilità sociale, e la registrazione europea EMAS, attraverso la quale l’azienda rende verificabili anche gli impegni e i risultati relativi alla propria gestione ambientale. Le certificazioni non vengono considerate esclusivamente come attestazioni formali, ma come strumenti attraverso i quali tradurre principi di qualità, sicurezza e sostenibilità in procedure operative, responsabilità definite e controlli periodici. «Le certificazioni, il Modello 231, il Codice Etico e il nostro sistema di governance non rappresentano semplici riconoscimenti, ma il modo con cui abbiamo scelto di fare impresa. Crediamo che trasparenza, responsabilità e controllo dei processi siano il presupposto per offrire ai clienti un servizio affidabile e costruire rapporti duraturi basati sulla fiducia».

Lazzaro Ventrone: governance e trasparenza nella crescita di General Trasporti

Accanto alle certificazioni, il modello organizzativo di General Trasporti comprende il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001, il Codice Etico e l’Organismo di Vigilanza. L’obiettivo è inserire compliance, prevenzione dei rischi e tracciabilità all’interno della gestione ordinaria dell’impresa, definendo procedure e responsabilità coerenti con la crescita dell’organizzazione. La stessa impostazione viene applicata alla rendicontazione. Attraverso strumenti quali il Bilancio di Sostenibilità, il Bilancio SA8000 e la Dichiarazione Ambientale EMAS, General Trasporti rende disponibili informazioni sulle proprie attività e sugli impegni assunti nei confronti di lavoratori, clienti, ambiente e stakeholder. Il percorso costruito negli anni trova riscontro anche nei riconoscimenti ottenuti dall’impresa. General Trasporti è presente dal 2022 nelle edizioni pubblicate della classifica delle 1.000 Imprese Best Performer della provincia di Bergamo, ha ottenuto il riconoscimento di Impresa Best di distretto e si è posizionata al 4° posto nel settore Logistica della graduatoria Skille 2000, promossa da L’Eco di Bergamo in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo.

General Trasporti: dal trasporto alla continuità dei processi produttivi

Il modello sviluppato da Lazzaro Ventrone in General Trasporti parte quindi da una concezione precisa del trasporto industriale: non una semplice movimentazione di merci, ma un servizio integrato nella catena produttiva del cliente. Per un’impresa che utilizza quotidianamente materie prime e semilavorati, poter contare su un trasportatore organizzato significa ridurre il rischio di interruzioni, programmare con maggiore precisione gli approvvigionamenti e mantenere continuità nei processi produttivi. È in questa prospettiva che organizzazione, flotta, tecnologie, certificazioni, sicurezza e governance convergono in un unico sistema. Un approccio attraverso il quale Lazzaro Ventrone ha accompagnato l’evoluzione di General Trasporti, mantenendo al centro un principio: nel trasporto moderno l’affidabilità non dipende soltanto dal mezzo utilizzato, ma dalla qualità dell’organizzazione che rende possibile ogni singolo viaggio.

Tecnicaer Engineering: eccellenza italiana nella progettazione integrata

Attiva nel campo della progettazione integrata, Tecnicaer Engineering S.r.l., fondata ad Aosta nel 2004 da Fabio Inzani e Stefano Bonfante, ha ampliato progressivamente le proprie competenze fino a operare con successo anche a livello internazionale, mantenendo un forte orientamento verso i progetti pubblici civili.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering e il consorzio Mythos

Tecnicaer Engineering è fondatrice del consorzio Mythos, all’interno del quale ricopre un ruolo di primo piano. La società è specializzata nella progettazione e realizzazione di interventi di grande portata nel settore delle opere pubbliche, seguendo l’intero processo: dall’analisi di fattibilità fino alla gestione operativa. Particolare cura viene riservata agli aspetti architettonici, ingegneristici, strutturali, impiantistici e urbanistici. Con sedi a Torino, Milano e Firenze, Tecnicaer Engineering opera in numerosi ambiti, tra cui quello ospedaliero e sanitario, universitario, scolastico, sportivo, militare e carcerario, con l’obiettivo costante di migliorare gli standard qualitativi e funzionali dei propri interventi.

Sostenibilità e certificazioni di Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering integra creatività e soluzioni tecniche avanzate per garantire servizi conformi ai più elevati standard di qualità, tutela ambientale e sicurezza sul lavoro, supportati da certificazioni come ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001 - UNI ISO 45001. L’azienda si distingue inoltre per la realizzazione di infrastrutture eco-sostenibili, pensate per migliorare la qualità della vita delle comunità. Membro del Green Building Council, si distingue per l’eccellenza nel Rating di Legalità e promuove le migliori pratiche di sostenibilità ambientale secondo i protocolli LEED, ITACA, WEEL e BREAM. Attiva anche nei settori di Project Financing, Global Services e Facilities Management, l’azienda si conferma partner ideale per progetti complessi, combinando precisione, innovazione e attenzione alla sostenibilità in ogni ambito disciplinare.

McFIT, il brand che ha rivoluzionato le palestre in Italia

Con quasi 900 palestre in 30 Paesi e oltre 4,5 milioni di iscritti, McFIT è oggi uno dei marchi fitness più riconoscibili d’Europa. Fa parte della holding tedesca RSG Group GmbH, leader mondiale del settore.

McFIT, brand di punta nel panorama del fitness europeo

Le origini e la crescita di McFIT

McFIT nasce in Germania nel 1997 dall’idea di Rainer Schaller, imprenditore che ha voluto rivoluzionare il modo di vivere la palestra. Il suo approccio innovativo ha conquistato rapidamente un pubblico sempre più ampio, tanto da rendere McFIT la catena fitness con più iscritti in Europa. In Italia il marchio è sbarcato il 7 gennaio 2014, con l’apertura del primo centro a Verona, seguito, il 29 agosto dello stesso anno, da una seconda struttura a Bari. In dieci anni la rete italiana è cresciuta fino a contare 42 centri, distribuiti in città come Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Bologna e Catania.

I punti di forza e l’impegno sociale di McFIT

McFIT si distingue per alcuni elementi chiave: trainer competenti a disposizione degli iscritti, attrezzature di qualità per ogni tipo di allenamento, un design delle palestre pensato per coinvolgere, e centri aperti 365 giorni l’anno. Oltre all’attività sportiva, il brand partecipa a iniziative di responsabilità sociale: la collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi per la prevenzione dei tumori femminili, e la sponsorizzazione nel 2022 dell’evento “Integration Heroes” a San Siro, a sostegno di progetti di istruzione e integrazione sociale in comunità africane. Un percorso, quello di McFIT, che in dieci anni ha portato il marchio da due soli centri a una rete di 42 palestre in tutta Italia, a conferma di un obiettivo che resta invariato: rendere il fitness accessibile a tutti.

Enrico Vita: Amplifon cresce anche grazie all’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing

I risultati semestrali hanno rafforzato le prospettive di Amplifon, generando una reazione positiva sul titolo. Sotto la guida di Enrico Vita, il Gruppo sta raccogliendo valutazioni favorevoli da diversi operatori, tra cui Equita, Citi, JP Morgan, Kepler e Intesa Sanpaolo, con revisioni dei rating e dei target price.

 Enrico Vita, AD e DG di Amplifon

Enrico Vita: la crescita di Amplifon e la spinta del titolo

Guidato dall’AD e DG Enrico Vita, il leader dell’hearing care Amplifon è pronto a trasformare il suo business dopo l’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing, che sarà completata entro il 2026. A distribuzione, retail e competenze nella gestione dei clienti, si aggiunge quindi la produzione di apparecchi acustici. Il Gruppo, diventando verticalmente integrato, ha generato una crescita in tutte le aree geografiche, ottenendo ottimi risultati, confermati dalla semestrale. Diversi azionisti hanno promosso la realtà guidata da Enrico Vita, a partire da Equita, che ha alzato il rating a buy e il target price da 12 a 14 euro. Anche Citi ha alzato il rating a buy, diminuendo però il target price da 17 a 16,5 euro; JP Morgan, invece, ha alzato il prezzo obiettivo a 16,7 euro e alzato il giudizio a overweight. A seguire, Kepler ha cambiato il rating in buy, con target price a 13,5 euro; mentre Intesa Sanpaolo ha fatto lo stesso ma con target price a 14,7 euro.

Enrico Vita: sviluppo internazionale di Amplifon e prospettive future

Crescono le performance del Gruppo guidato da Enrico Vita in tutte le regioni in cui è attivo, tra cui Europa, in particolar modo i Paesi mediterranei, Asia, soprattutto in Cina e Australia, e Stati Uniti, area in cui Amplifon è presente con il brand Miracle-Ear. A seguito dell’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing, sono proprio gli USA il Paese in cui è prevista una maggiore crescita del mercato. I motivi della recente ripresa vanno riscontrati anche nel piano di efficientamento avviato lo scorso anno. I futuri risultati di business dipendono soprattutto dagli investimenti in innovazione: in questo ambito GN Hearing porterà il proprio contributo grazie al lancio di un nuovo apparecchio acustico di dimensioni ridotte e basato sull’IA, che consente di concentrarsi su una singola voce in ambienti rumorosi.

“Forme nel Verde”, DEAS: la cybersicurezza incontra l’arte

DEAS, azienda italiana leader nel settore della cybersicurezza, è tra i sostenitori della 55ª edizione di “Forme nel Verde”, la storica rassegna che fino al 1° novembre 2026 porta l’arte contemporanea nel paesaggio di San Quirico d’Orcia.

"Forme nel verde" 2026, Stefania Ranzato (DEAS) con gli Studenti delle Accademie

DEAS tra cybersicurezza e arte contemporanea

Accanto alle opere di Gianfranco Meggiato e alla satira plastica di Emilio Giannelli, quest’anno la manifestazione ospita YOUNG 2026, un progetto che riunisce 20 studenti provenienti da dieci Accademie statali di Belle Arti italiane. A sostenerlo è proprio DEAS, con l’obiettivo dichiarato di offrire ai giovani non solo uno spazio espositivo, ma una reale occasione di confronto e crescita. A raccontare le ragioni di questo impegno è stata la fondatrice dell’azienda Stefania Ranzato, che in un’intervista rilasciata ad “Artuu” ha collegato il mondo della cybersicurezza a quello della cultura, sottolineando come l’impresa creda nel valore delle idee prima ancora che nei risultati. Secondo l’imprenditrice, cybersicurezza e arte contemporanea appartengono solo in apparenza a mondi distanti: “In realtà condividono un elemento fondamentale: entrambe nascono dalla capacità di leggere la complessità”. Nel settore in cui opera DEAS, ha spiegato la fondatrice, è necessario interpretare scenari in continua evoluzione e anticipare minacce che ancora non esistono, un esercizio che trova un parallelo nell’arte, chiamata a osservare il presente per immaginare il futuro attraverso linguaggi nuovi. È questa tensione verso la ricerca, più che una risposta definitiva, ad aver avvicinato l’imprenditrice al linguaggio artistico. Stefania Ranzato ha ricordato inoltre che la tecnologia deve mantenere una forte dimensione umana: la cybersicurezza protegge dati e infrastrutture, ma il suo fine ultimo è tutelare le persone, proprio come l’arte custodisce valori, emozioni e identità.

DEAS: l’investimento sui giovani talenti

Per DEAS sostenere “Forme nel Verde” significa anche esercitare una responsabilità culturale che, come evidenziato da Stefania Ranzato, oggi appartiene a ogni impresa: non limitarsi a generare risultati economici, ma contribuire alla crescita culturale della società, promuovendo valori, conoscenza e senso di appartenenza. All’interno dell’azienda lavora un’organizzazione dall’età media molto giovane, nella quale ai professionisti della cybersicurezza e dell’Intelligenza Artificiale si affiancano persone con percorsi e sensibilità diverse: una pluralità che, secondo la fondatrice, rende l’azienda più capace di affrontare la complessità. È in questa logica che DEAS sceglie di sostenere anche giovani provenienti da ambiti apparentemente lontani dal proprio, come l’arte e le discipline umanistiche, riconoscendo che il talento va coltivato ovunque si manifesti. “Quando artisti, istituzioni, imprese e comunità lavorano insieme, il territorio diventa un motore di sviluppo, non soltanto economico ma anche sociale e culturale – ha concluso Stefania Ranzato – Per questo considero San Quirico d’Orcia un protagonista della manifestazione e non il suo sfondo. La forza di “Forme nel Verde” risiede proprio nella capacità di far dialogare l’arte con un paesaggio riconosciuto in tutto il mondo, trasformando la bellezza in un’esperienza di riflessione, partecipazione e crescita collettiva”.

Renato Mazzoncini: A2A, risultati solidi e nuovi progetti per la transizione ecologica

Un modello industriale solido e volto alla transizione ecologica quello di A2A che, sotto la guida dell’AD e DG Renato Mazzoncini, ha restituito robustezza nei risultati del primo semestre del 2026, con investimenti in aumento del 5% rispetto al periodo del 2025.

 Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: A2A chiude il primo semestre 2026 con risultati solidi e investimenti in crescita

Sotto la guida di Renato Mazzoncini, A2A ha chiuso il primo semestre del 2026 con la tenuta dei principali indicatori economico-finanziari, rimarcando la stabilità e la solidità del modello industriale adottato. "In un contesto di perdurante incertezza dei mercati energetici e dello scenario geopolitico internazionale abbiamo continuato a garantire una performance robusta — ha sottolineato Renato Mazzoncini lo scorso luglio — traducendo gli obiettivi del Piano Strategico in risultati concreti e confermando il nostro impegno nella transizione ecologica". Tra i dati del primo semestre spicca l’aumento degli investimenti, pari a 718 milioni di euro e in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, diventa sempre più forte l’impegno della Life Company verso la decarbonizzazione del Paese: ha intensificato infatti la capacità installata da fonti rinnovabili e aumentato l’energia green venduta.

Renato Mazzoncini: A2A punta sui data center e sul recupero di calore per accelerare la transizione energetica

Sul fronte innovazione, per A2A "si sta concretizzando la strategia sui data center delineata lo scorso novembre. Abbiamo già la disponibilità delle aree per i primi due progetti e sono in fase di avvio gli iter autorizzativi", ha aggiunto Renato Mazzoncini. L’innovazione tecnologica diventa anche supporto alla transizione energetica attraverso la collaborazione raggiunta dal Gruppo con Equinix, uno degli operatori più importanti nelle infrastrutture digitali. Alla base della partnership il recupero di calore generato dai data center, trasformato in teleriscaldamento per la città di Milano. "Un passo significativo — ha concluso Renato Mazzoncini — verso un ecosistema in cui transizione energetica e digitale si rafforzano a vicenda".

Teva Italia: innovazione, sostenibilità e inclusione nel settore farmaceutico

Presente sul mercato nazionale dal 1996, Teva Italia è la filiale di un Gruppo farmaceutico multinazionale di grande rilievo. L’azienda si posiziona tra i leader del settore grazie a un approccio che unisce ricerca, inclusività e sostenibilità, con la mission di tutelare il benessere e la salute delle persone.

Teva Italia, filiale italiana di un’azienda farmaceutica multinazionale

Teva Italia: storia e leadership nel settore farmaceutico nazionale

Dal 1996, anno del suo approdo in concomitanza con l’avvio del mercato dei farmaci equivalenti nel Paese, Teva Italia è cresciuta fino a diventare leader nazionale del settore. L’azienda sviluppa, produce e distribuisce medicinali destinati a pazienti, caregiver e professionisti sanitari, assicurando ogni giorno la continuità delle cure e una diffusione capillare sul territorio. Con un portfolio di 262 molecole che copre la quasi totalità delle aree terapeutiche attraverso equivalenti, farmaci specialistici e prodotti di automedicazione, Teva Italia garantisce trattamenti sicuri ed efficaci grazie a rigidi controlli e a una filiera improntata alla massima tracciabilità e trasparenza. L’impatto della sua attività è confermato dai volumi registrati: nel solo 2025 ha distribuito oltre 101 milioni di confezioni nel canale retail e quasi 150 milioni di unità in quello ospedaliero, superando complessivamente nel quadriennio 2022-2025 i 400 milioni di confezioni (retail) e 552 milioni di unità (ospedale). Attualmente, un farmaco equivalente su quattro distribuito in Italia è prodotto da Teva.

Sostenibilità e responsabilità sociale: l'impegno concreto di Teva Italia

La sostenibilità rappresenta un asse portante della strategia di Teva Italia, che nel 2025 ha generato circa 350 milioni di euro di risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale, portando il totale a 1,16 miliardi di euro tra il 2022 e il 2025. Risorse preziose che hanno consentito di reinvestire in nuove tecnologie, trattamenti e servizi alla persona. L’impegno dell’azienda verso la comunità si concretizza anche attraverso una fitta rete di collaborazioni con istituzioni e associazioni per promuovere il benessere collettivo mediante iniziative di responsabilità sociale e progetti ad alto valore sociale. Ne è un esempio il programma “Humanizing Health Awards”, a supporto del no-profit nell’umanizzazione delle cure, e il sodalizio ultradecennale con “A Casa Lontani da Casa”, per l'assistenza ai pazienti in mobilità sanitaria. Tra le altre iniziative supportate da Teva Italia figurano anche “Nuota con Noi” e “Non solo occhi per crescere” di Pavia Nuoto A.S.D., con cui si avvicinano i giovani con disabilità all’attività agonistica, e “I Bambini delle Fate”, progetto per l’inclusione di bambini e ragazzi con autismo e disabilità.

Riva Acciaio: la leadership nella siderurgia tra tecnologia, qualità e sviluppo sostenibile

Radicata nel tessuto industriale italiano fin dal 1954 e parte di Gruppo Riva, Riva Acciaio si conferma oggi come una delle realtà di massimo rilievo nel panorama siderurgico del Paese. Forte di oltre 70 anni di storia e di un processo evolutivo nella manifattura di acciai, l'azienda ha saputo conquistare e consolidare il ruolo di primo piano nel settore.

Riva Acciaio

La rete produttiva di eccellenza e gli impianti certificati di Riva Acciaio

L’attività di Riva Acciaio si sviluppa su cinque siti produttivi dislocati sul territorio italiano: Caronno Pertusella in provincia di Varese, Lesegno in provincia di Cuneo, e i tre impianti situati nella Valle Camonica in provincia di Brescia, ovvero Sellero, Malegno e Cerveno. Ognuna di queste strutture si distingue per un elevato livello di innovazione tecnologica e per il forte focus sulla qualità. Gli stabilimenti di Caronno Pertusella, Lesegno, Malegno e Cerveno vantano la certificazione IATF 16949, lo standard internazionale di riferimento per la filiera dell'industria automotive. Lo stabilimento bresciano di Sellero opera nel rispetto della norma UNI EN ISO 9001, a conferma della dedizione da verso il miglioramento continuo dei processi aziendali. Un elemento distintivo di Riva Acciaio è rappresentato dall'avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo situato all'interno del sito di Lesegno, che ospita tra le sue dotazioni tecnologiche il simulatore termomeccanico Gleeble 3800. Questo strumento d’avanguardia permette di simulare con estrema precisione in ambiente di laboratorio le condizioni termomeccaniche che i materiali subiscono durante la lavorazione industriale. Il centro ha favorito importanti collaborazioni con diverse università.

Riva Acciaio: innovazione continua, centralità del cliente e politiche ambientali

Tra i vari complessi produttivi, lo stabilimento di Lesegno riveste un ruolo di primario rilievo. Operativo sin dai primi anni ‘60, si è evoluto costantemente fino a diventare un punto di riferimento in Italia e in Europa, ulteriormente valorizzato dai recenti piani di investimento orientati al potenziamento della capacità produttiva e tecnologica. Al centro della strategia di lungo periodo di Riva Acciaio vi sono la qualità, il dialogo trasparente con gli stakeholder e la sostenibilità ambientale. L'azienda risponde alle sfide ecologiche contemporanee mediante il monitoraggio continuo dei processi, l'uso di tecnologie all’avanguardia e una costante attenzione alle esigenze dei clienti.

Samuele Frosio: RSG Group tra memoria storica, futuro e sviluppo sostenibile

Intervenuto in occasione del 150esimo anniversario del “Corriere della Sera”, l’Amministratore Unico di RSG Group Italia Samuele Frosio ha posto il futuro al centro della sua visione, ribadendo l’importanza del passato e della memoria storica per interpretare il presente. Anche il Gruppo leader del fitness guarda al futuro e alle nuove generazioni, concentrandosi sullo sviluppo sostenibile delle periferie urbane dove le persone sono alla ricerca di aggregazione e socialità.

 Samuele Frosio

Samuele Frosio: il valore della memoria storica per costruire il futuro di RSG Group

Il futuro è al centro della riflessione che l’Amministratore Unico di RSG Group Italia Samuele Frosio ha condiviso per il 150esimo anniversario del “Corriere della Sera” e sia al centro della strategia che guida il Gruppo nel Paese. Per guardare al futuro è necessario volgere prima uno sguardo al passato, come in un cerchio, ciò che è già avvenuto costituisce una memoria storica e collettiva, una conoscenza di esperienze, di cui far tesoro e da cui partire per interpretare e comprendere il presente. È proprio nel momento storico presente che avviene la trasformazione e ci si prepara ad un prossimo cambiamento. In questo sguardo al futuro, secondo Samuele Frosio, è cruciale ricordare il valore della memoria storica. Seguendo questa dinamica rivolta al futuro che RSG Group, attraverso i suoi brand di fitness, costruisce una strategia che guarda ad uno sviluppo urbano sostenibile e equo.

Samuele Frosio: RSG Group punta su comunità, sostenibilità e riqualificazione urbana

In questo momento stiamo cercando di creare una comunità — ha rimarcato Samuele Frosiouna comunità di persone che si allenano, vivono gli stessi luoghi, condividono gli stessi valori e hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della propria vita”. Con le sue 44 palestre in Italia, e lo sguardo rivolto a quota 100, il Gruppo persegue un piano di sviluppo che pone al centro le periferie urbane, luoghi in cui le persone sono alla ricerca di spazi di incontro e aggregazione sociale. “L’azienda che sogniamo è un’azienda etica è un’azienda che guarda verso la sostenibilità, il nostro deve essere un messaggio di pace per le nuove generazioni che guardano verso il futuro”, ha ribadito Samuele Frosio. Questo approccio sociale è guidato da un impegno verso la pianificazione urbanistica e la riqualificazione di immobili abbandonati, puntando allo sviluppo del territorio oltre che sociale.

Pasqualino Monti: i risultati del primo semestre confermano la solidità di Terna

Sotto la guida dell’AD e DG Pasqualino Monti, Terna registra un primo semestre 2026 all’insegna della solidità e dell’impegno verso la transizione energetica del Paese e l’innovazione. Procedono, infatti, gli investimenti per creare una rete elettrica moderna, digitale e resiliente capace di affrontare le sfide future e garantire sicurezza e risparmio per le famiglie italiane e le imprese.

 Pasqualino Monti

Pasqualino Monti: Terna, i risultati del primo semestre tra solidità, innovazione e transizione energetica

Stabilità, innovazione e impegno nella transizione energetica del Paese. Questi sono i capisaldi di Terna che, sotto la guida dell’AD e DG Pasqualino Monti, si riflettono nei risultati del primo semestre al 30 giugno. “Sono risultati che nascono dall’impegno e dalla professionalità delle nostre persone, il patrimonio più prezioso dell’azienda. I risultati del primo semestre ribadiscono la solidità e la capacità del Gruppo di generare valore per il Paese attraverso investimenti, innovazione e competenze distintive — ha sottolineato Pasqualino Monti, alla guida del Gruppo dallo scorso maggio — a conferma del nostro ruolo fondamentale di abilitatori della trasformazione energetica e digitale del sistema elettrico”.

Pasqualino Monti: Terna accelera con gli investimenti per una rete elettrica più moderna e resiliente

Commentando i risultati del primo semestre, Pasqualino Monti ha rimarcato gli investimenti che Terna sta effettuando per migliorare l’infrastruttura elettrica del Paese, supportando la trasformazione energetica, verso una rete elettrica più digitale, moderna e resiliente, capace di integrare sempre più energia rinnovabile. "In un contesto energetico e tecnologico in rapida evoluzione, continuiamo a investire con determinazione in infrastrutture che consentiranno all’Italia di affrontare con successo le sfide dei prossimi decenni — ha evidenziato Pasqualino Monti — In questo modo potremo favorire la riduzione del costo delle bollette per famiglie e imprese, sostenere l’elettrificazione dei consumi e garantire sicurezza, qualità ed efficienza del servizio di trasmissione, supportando l’indipendenza energetica, la crescita e la competitività del sistema economico del Paese".

Pier Silvio Berlusconi: “RadioMediaset, a 10 anni dalla nascita, è leader del settore”

A 10 anni dalla sua fondazione, RadioMediaset si è confermata il primo gruppo radiofonico italiano, secondo i dati Audiradio relativi al secondo trimestre del 2026. Il commento di Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi, Presidente e AD di Mediaset Italia

Pier Silvio Berlusconi: i numeri di RadioMediaset

Secondo quanto riportato dai dati Audiradio del secondo trimestre 2026, le sei emittenti che compongono il Gruppo – Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Monte Carlo, Radio Subasio e Radio Norba – hanno raggiunto complessivamente oltre il 20% di share nel quarto d’ora medio e quasi il 50% degli ascoltatori nel giorno medio. Dati che, come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi, confermano il ruolo di leadership del gruppo radiofonico nel panorama italiano.

Pier Silvio Berlusconi sul modello crossmediale

Nel suo intervento andato in onda al TG5, Pier Silvio Berlusconi ha ricordato che RadioMediaset “è nata 10 anni fa con l’obiettivo di costruire un grande gruppo radiofonico” e che oggi rappresenta “un tassello fondamentale del sistema Mediaset”, nonché “la realtà leader del settore in Italia”. Il manager ha inoltre evidenziato come questa leadership rafforzi “il modello crossmediale del Gruppo, capace di integrare televisione, radio, piattaforme digitali e digital out of home per raggiungere ogni settimana praticamente tutti gli italiani”.

Susan Carol Holland: Fondazione Amplifon porta la Biennale di Venezia nelle RSA italiane

Sotto la guida di Susan Carol Holland, Presidente di Fondazione Amplifon, il progetto “Ciao!” ha compiuto un nuovo passo avanti unendo arte e inclusione sociale. Lo scorso 22 giugno, gli ospiti di circa 300 RSA italiane hanno preso parte a una visita virtuale della mostra “Con te con tutto” dell’artista Chiara Camoni, allestita nel Padiglione Italia della 61° Biennale di Venezia. Ad accompagnare gli anziani lungo il percorso espositivo è stata la curatrice del Padiglione Italia, Cecilia Canziani.

 Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: gli anziani diventano co-autori dell’opera con Chiara Camoni

Con questa nuova iniziativa, gli anziani non si limiteranno a osservare la vita culturale, ma diventeranno protagonisti attivi. Dopo la visita virtuale, da luglio a novembre i residenti delle RSA coinvolte nel progetto parteciperanno a laboratori di arte-terapia, realizzando piccole sculture ispirate ai temi del Padiglione Italia. Questi lavori saranno poi inviati all’atelier di Chiara Camoni per contribuire alla creazione di una nuova “Sister”, la forma scultorea simbolo della sua ricerca artistica. L’opera finale, frutto del contributo collettivo degli ospiti e assemblata dall’artista, sarà presentata nel 2027 in occasione della cena di beneficenza della Fondazione presieduta da Susan Carol Holland. Come sottolineato da Maria Cristina Ferradini, consigliera delegata della Fondazione, l’obiettivo non è solo avvicinare gli anziani all’arte, ma “portare l’arte di Chiara Camoni dentro le RSA”, trasformando gli ospiti in veri contributori di un’opera che avrà vita propria.

Susan Carol Holland e la nascita del progetto “Ciao!”

Il progetto “Ciao!”, fortemente voluto dalla Presidente Susan Carol Holland, è nato durante la pandemia con l’obiettivo di permettere agli anziani ospiti delle RSA italiane di restare in contatto con le proprie famiglie. Nel corso degli anni l’iniziativa si è ampliata per rispondere anche a un bisogno più ampio di inclusione sociale. Attualmente coinvolge circa 30mila anziani in 300 strutture italiane e oltre 30 residenze in Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera, a conferma di come la visione di Susan Carol Holland abbia trovato applicazione anche a livello internazionale.

Luca de Meo: Kering torna a crescere nel secondo trimestre

Con Luca de Meo alla guida di Kering, il Gruppo francese del lusso comincia a mostrare i primi segnali concreti di svolta, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno.

Luca de Meo

Luca de Meo e la nuova rotta di Kering

Le vendite del Q2 si attestano a 3,652 miliardi di euro, in aumento dell’1% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili: una ripartenza ancora contenuta ma significativa, che permette al semestre di arginare il segno negativo nel fatturato, passando da un -3% a tassi correnti a un +1% a tassi comparabili, per un totale di 7,22 miliardi di euro. Le vendite nella rete diretta restano stabili a tassi comparabili, mentre quelle nella rete wholesale crescono del 5%. Luca de Meo ha commentato i risultati sottolineando come riflettano l’impatto positivo delle misure adottate per rafforzare la desiderabilità e l’unicità dei marchi del Gruppo, oltre alla semplificazione dell’organizzazione e all’aumento dell’efficienza. Il tutto avviene in un contesto di forte riduzione del debito, sceso a 3,3 miliardi di euro, cioè 4,7 miliardi in meno rispetto a fine 2025, grazie a operazioni immobiliari e alla cessione di Kering Beauté a L’Oréal, completata il 31 marzo 2026 con un incasso di 4 miliardi di euro. Sul fronte della marginalità, il semestre registra un margine operativo corrente stabile al 12,8%, pari a 921 milioni di euro. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: all’indomani della pubblicazione dei conti, il titolo Kering è balzato di oltre dieci punti percentuali in apertura di seduta a Parigi. A livello geografico, il Nord America si conferma l’area più performante con un incremento del 9% nel semestre, seguito dal Giappone (+2%). L’Asia Pacifico chiude invece il semestre senza variazioni significative, mentre l’Europa occidentale segna un calo di due punti percentuali e il resto del mondo arretra dell’8%.

Luca de Meo: Gucci rallenta la flessione, bene gioielleria e eyewear

Nel percorso tracciato da Luca de Meo, il segmento Fashion & Leather Goods mostra segnali di miglioramento, pur restando l’eyewear e soprattutto la gioielleria le divisioni più brillanti in termini di crescita. Nel secondo trimestre, Fashion & Leather Goods registra ricavi per 2,9 miliardi di euro, in calo dell’1% a tassi correnti ma stabile su base comparabile, un risultato superiore alle attese degli analisti. Secondo la nota del Gruppo, Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni hanno proseguito il miglioramento sequenziale con una forte accelerazione rispetto al primo trimestre, mentre Balenciaga resta impegnata nella transizione creativa e commerciale e Alexander McQueen prosegue il riposizionamento strategico sotto la guida del nuovo CEO. All’interno della divisione moda, Gucci mostra segnali di rallentamento della sua flessione: nel Q2 il fatturato del marchio si attesta a 1,41 miliardi di euro, in calo del 3% a tassi correnti e del 2% a tassi comparabili, un risultato negativo ma nettamente migliore rispetto ai trimestri precedenti. A brillare è invece Kering Jewelry, che nel secondo trimestre realizza una performance definita “eccellente”, con un fatturato di 252 milioni di euro e vendite in crescita del 18% a tassi comparabili. Bene anche Kering Eyewear, che raggiunge 476 milioni di euro nel trimestre, in crescita dell’8% a tassi comparabili. Sul fronte della redditività netta, invece, il quadro resta meno confortante: l’utile netto crolla a 189 milioni di euro, contro i 474 milioni dello stesso periodo del 2025, penalizzato da oneri non ricorrenti legati soprattutto alla cessione dell’immobile di via Montenapoleone a Milano. Per il 2026, Luca de Meo ha confermato la guidance annunciata a inizio anno, dicendosi inoltre fiducioso sul futuro di Gucci, definito “un marchio incredibilmente popolare”.

Pietro Labriola: il piano Tim da 550 milioni per azzerare l’impatto ambientale

Tim ha varato un piano di transizione climatica pensato per contenere l’impatto ambientale di un settore digitale in continua espansione, tra connettività, cloud e servizi basati sull’intelligenza artificiale. A illustrarlo è Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo, che ha definito una strategia da 550 milioni di euro destinata a ridurre gradualmente le emissioni nei prossimi decenni.

Pietro Labriola

Pietro Labriola e gli obiettivi al 2030, 2040 e 2050

Il piano promosso da Pietro Labriola traccia un percorso di riduzione progressiva delle emissioni con tappe intermedie fissate al 2030 e al 2040, fino al raggiungimento del Net Zero nel 2050. L’intervento riguarda tutte le principali fonti di emissione del Gruppo, compresa la filiera, da cui proviene oltre il 90% dell’impronta carbonica complessiva di Tim. Il punto di partenza, secondo quanto precisato in una nota, sono interventi già pianificati, risorse economiche identificate e tecnologie già disponibili per il Gruppo in Italia e in Brasile. Secondo i dati, nel 2025 l’azienda ha prodotto 2.223,5 kilotonnellate di biossido di carbonio equivalente.

Le tecnologie al centro della strategia di Pietro Labriola

La strategia aziendale punta sull’efficientamento delle infrastrutture, sull’adozione di tecnologie a minore impatto ambientale, sul mantenimento dell’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili e su un percorso di allineamento agli obiettivi ESG di Tim insieme alla filiera. Tra gli interventi già previsti rientrano l’accelerazione della migrazione verso il 5G, utile a contenere i consumi energetici per unità di traffico trasportato, e l’ammodernamento dei data center con sistemi di raffreddamento e gestione dell’energia più efficienti. “Cloud e intelligenza artificiale stanno facendo crescere la domanda di connettività e capacità di calcolo a una velocità mai vista. Non possiamo ignorarlo”, ha spiegato Pietro Labriola, specificando che il piano traccia la strada per ridurre le emissioni accompagnando la crescita del digitale, rendendo più efficienti processi e infrastrutture e adottando tecnologie a minore impatto ambientale. “Più il sistema saprà creare le condizioni economiche per sostenere questa sfida – ha concluso l’AD – più ambiziosi saranno i risultati che potremo raggiungere”.

Illycaffè, record di fatturato e premio di risultato: il commento della CEO Cristina Scocchia

Sotto la guida della CEO Cristina Scocchia, Illycaffè introduce il primo premio di risultato della sua storia, un'intesa sindacale che riconosce l'impegno dei dipendenti che nel 2025 hanno contribuito a raggiungere un fatturato record a 700 milioni di euro.

Cristina Scocchia

Premio di risultato ai dipendenti di Illycaffè: le parole della CEO Cristina Scocchia

Un premio che “riconosce il contributo collettivo”, ma anche un “modo per dire che il successo dell’azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione”. Così la CEO Cristina Scocchia definisce il premio di risultato condiviso con i dipendenti, il primo nella storia di Illycaffè. Parlando ai quotidiani locali, la manager ha espresso riconoscimento verso i collaboratori dell’azienda che con il proprio impegno hanno consentito di performare molto bene nonostante il complesso contesto economico e geopolitico. “Abbiamo visto nell’intesa con i sindacati per la definizione di un premio di risultato per gli impiegati e le maestranze un passo in avanti importante per offrire alle nostre persone una partecipazione concreta ai risultati del gruppo – afferma –, riconoscendo il contributo che ciascuno fornisce ogni giorno alla crescita e al successo dell’azienda”. L’intesa – sottoscritta con le rappresentanze sindacali aziendali e le strutture territoriali di Fai Cisl e Flai Cgil di Trieste e Milano – prevede un premio fino a 1.800 euro, assegnato sulla base dell’inquadramento professionale e del raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita e redditività. I dipendenti hanno, inoltre, la possibilità di scegliere se convertirlo, tutto o in parte, in welfare aziendale, ottenendo in questo modo un’integrazione del 10% sulla quota trasformata.

Cristina Scocchia sull’accordo con la statunitense Westrock Coffee Company

L’accordo è stato stipulato in un momento particolarmente significativo per Illycaffè, che nel 2025 ha registrato un fatturato record a 700 milioni di euro. La strategia guidata dalla visione di Cristina Scocchia ha portato a una crescita delle vendite in tutti i mercati di riferimento (Italia, Usa, Europa), dove si concentrano anche gli investimenti con le acquisizioni del distributore svizzero e delle macchine da caffè di Capitani in Italia. A Trieste è poi entrata in funzione la terza linea di montaggio dedicata all’iconico barattolo da 250 grammi ed è attesa l’attivazione dei un nuovo impianto di tostatura. Tra le recenti operazioni più interessanti di Illycaffè c’è la sottoscrizione di un accordo di produzione pluriennale con Westrock Coffee Company, società statunitense attiva nel settore del beverage, con focus sui prodotti caffè, tè e ready-to-drink. “Gli Stati Uniti – ha spiegato la CEO – rappresentano per noi un mercato prioritario, nel quale siamo cresciuti a doppia cifra negli ultimi quattro anni. L’avvio della relazione con Westrock costituisce una tappa chiave del nostro piano di crescita: contribuirà a potenziare le operations in Nord America, a sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati al mercato locale e a migliorare ulteriormente il livello di servizio in una geografia strategica”. L’intesa ha come obiettivo lo sviluppo e il confezionamento di prodotti destinati al mercato nordamericano.

“Forme nel Verde”: Stefania Ranzato con DEAS promuove l’arte e il territorio

“Forme nel Verde” si conferma la manifestazione più longeva del nostro Paese nell’ambito dell’arte ambientale. Con l’obiettivo di stimolare la crescita e lo sviluppo della cultura, l’edizione 2026 si avvale del contributo di Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS.

 Stefania Ranzato

“Forme nel verde”: l’edizione 2026 supportata da Stefania Ranzato e DEAS

San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, ospita la 55ª edizione di “Forme nel Verde”, l’evento culturale più longevo in Italia nel campo dell’arte legata alla natura. A partire dal 25 luglio 2026, il territorio senese si è trasformato infatti nel palcoscenico ideale per un itinerario che unisce scultura contemporanea, satira e creatività. L’edizione di quest’anno è supportata da Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS e figura di riferimento nel settore della sicurezza informatica, affiancando la sua visione operativa ed imprenditoriale con un costante approccio umanocentrico. “Forme nel Verde”, nata nel 1971 da un’idea di Mario Guidotti, è promossa dal Comune di Siena con la direzione artistica di Carlo Pizzichini: la manifestazione mette in relazione le sculture monumentali di Gianfranco Meggiato con le vignette di Emilio Giannelli e le opere degli studenti iscritti alle Accademie di Belle Arti italiane. In tale sinergia si inserisce anche la qualità del contributo di Stefania Ranzato. DEAS porta avanti, infatti, una filosofia incentrata sull’essere umano anche per la gestione delle grandi sfide tecnologiche: un investimento sociale e culturale per il quale il Sindaco di San Quirico d’Orcia, Marco Bartoli, ha rimarcato l’attenzione dimostrata verso l’evento e verso le importanti tematiche sociali trattate.

Stefania Ranzato: approccio umanocentrico in DEAS

Il tema di “Forme nel Verde” si connette al legame tra individuo e interiorità. Tale dialogo, in particolar modo nell’epoca dell’intelligenza artificiale, trova un corrispettivo anche nella sfera virtuale: si tratta di un ambito in cui Stefania Ranzato e DEAS si contraddistinguono per una visione olistica e umanocentrica alla sicurezza digitale. Come reso noto, l’edizione 2026 valorizza le sculture monumentali di Meggiato, nel contesto di un progetto intitolato “In Itinere. L’Uomo quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la Via Francigena”. L’iniziativa propone un contributo critico a cura di Domenico Piraina (direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale) in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery, attraversando i cinquecenteschi Horti Leonini fino a Palazzo Chigi Zondadari in centro storico. Il progetto celebra anche i 1150 anni della Via Francigena, in un parallelismo tra i 3000 chilometri del tragitto che collega Canterbury a Roma e le teorie della fisica quantistica: un’esperienza che gli stessi promotori definiscono come un cammino fisico e interiore assieme.

Vitali Spa: crescita nel 2025 e nuovi progetti tra rigenerazione urbana, mobilità ed energia

Il bilancio del 2025 di Vitali Spa ha restituito ottimi risultati di crescita (+16% di ricavi consolidati e +20% di EBITDA) e record di investimenti pari a 90 milioni di euro. Questi dati permettono al Gruppo di guardare al futuro, investendo in progetti cruciali per il Paese, tra cui rigenerazione urbana, infrastrutture e mobilità e transizione energetica.

 Vitali Spa

Vitali Spa punta sul futuro: grandi progetti in rigenerazione urbana, mobilità sostenibile ed energia rinnovabile

Dopo aver chiuso il 2025 con 180 milioni di euro di ricavi consolidati e con un boom di investimenti, Vitali Spa si concentra sul futuro, concentrandosi su progetti strategici di rilevanza nazionale, attraverso operazioni che coinvolgono le sfere d’azione più importanti. Nell’ambito della rigenerazione urbana, il Gruppo è impegnato nel progetto di Bergamo Porta Sud: 1,1 miliardi di euro di valore complessivo per uno dei progetti più importanti del Paese di trasformazione urbana con un’area di oltre 1 milione di mq; a questo si aggiunge la riqualificazione dell’edificio Hennebique a Genova per un valore di 150 milioni di euro. Inoltre, Vitali Spa si impegna nel settore infrastrutture e mobilità nella realizzazione, e poi futura gestione, dell’autostrada Bergamo–Treviglio; nello sviluppo del sistema e-BRT Bergamo–Dalmine–Verdellino per la mobilità sostenibile e in interventi della reta stradale sarda. Il Gruppo consolida la sua attività anche nella produzione di energia da fonti rinnovabili, con un investimento da 200 milioni di euro per un portafoglio nazionale di impianti fotovoltaici in sviluppo da 500 MW.

Vitali Spa, bilancio 2025 positivo: crescita economica, 90 milioni di investimenti e sviluppo del capitale umano

Un modello di business integrato e sostenibile quello di Vitali Spa che nel bilancio annuale al dicembre 2025 ha visto la crescita di tutti gli indicatori economico finanziari. In linea con il Piano Industriale, i ricavi consolidati sono aumentati del 16%, l’EBITDA, invece, del 20%. Il 2025 è stato anche l’anno con le maggiori risorse investite. Ammontano a 90 i milioni di euro allocati per lo sviluppo di attività, soprattutto per acquisizioni di nuove aree per cui sono stati investiti 20 milioni di euro. Aumenta del 51% la disponibilità finanziaria, pari a 37,9 milioni di euro, mentre il patrimonio netto si stanzia a 126 milioni. Vitali Spa consolida la sua crescita e modello di business, forte delle 80 nuove figure altamente specializzate entrate a far parte del proprio organico con lo scopo di aumentare le competenze, lo sviluppo del capitale umano e il ricambio generazionale.

Euroristorazione: i pilastri dell’azienda

Fondata a Vicenza nel 1996, Euroristorazione è cresciuta ascoltando le esigenze dei suoi clienti fino a diventare un punto di riferimento nella ristorazione collettiva. Oggi guarda al futuro con una presenza sempre più capillare in tutta Italia.

Euroristorazione

Euroristorazione: la storia

Euroristorazione opera nell’ambito della ristorazione collettiva dal 1996, anno della sua fondazione a Vicenza. La professionalità, la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, e il riconosciuto apprezzamento da parte della clientela hanno guidato l’azienda verso un percorso di grande espansione, spinto anche dal desiderio incessante di conquistare nuovi mercati. Grazie all’apertura di nuovi centri cottura, ha ampliato la propria presenza in tutto il Paese, consolidando la leadership nel settore. Le diverse sedi produttive dislocate sul territorio nazionale consentono, infatti, a Euroristorazione di servire sia le aree ad alta affluenza sia le zone più circoscritte, assicurando in ogni caso un supporto rapido e puntuale. Nel corso degli anni, l’attenzione per l’innovazione e la tecnologia, unita alla ricerca costante e al controllo qualità delle materie prime, hanno permesso all’azienda di distinguersi. Al centro della strategia aziendale si conferma il fattore umano, considerato “la colonna portante della business organization” e ritenuto determinante per i risultati conseguiti.

Euroristorazione: la filosofia

L’attività quotidiana di Euroristorazione risulta guidata da un approccio orientato all’innovazione tecnologica, alla ricerca costante della qualità e alla valorizzazione delle risorse umane. La società, che gestisce il servizio di ristorazione per più di 160 Comuni e oltre 2.000 enti, garantisce la conformità dei menu alle linee guida nutrizionali nazionali e regionali. I pasti proposti privilegia il modello della dieta mediterranea, caratterizzato da materie prime di stagione e di provenienza locale, una scelta mirata a incentivare la filiera corta e a ridurre le emissioni connesse ai trasporti. Il servizio si estende inoltre alla gestione di regimi dietetici specifici per il settore sanitario e assistenziale. Per le aziende sprovviste di cucine interne, l’organizzazione fornisce servizi di progettazione e riqualificazione degli spazi mensa. Si avvale di software gestionali evoluti e di una piattaforma digitale per la tracciabilità, la trasparenza e l’ottimizzazione dei processi. Sul fronte della sostenibilità ambientale, Euroristorazione adotta protocolli mirati alla riduzione degli sprechi tramite software predittivi, alla donazione delle eccedenze alimentari, all’impiego di packaging ecocompatibili, di detergenti Ecolabel, di energia fotovoltaica e di una logistica a basse emissioni. Nel 2023 l’azienda ha ricevuto il Premio Industria Felix come Miglior impresa del settore ristorazione per performance gestionale, affidabilità finanziaria Cerved e sostenibilità tra le aziende con sede legale in Veneto.

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