McFIT: inaugurata la prima palestra interna al Teatro alla Scala di Milano

Lo scorso novembre, McFIT ha inaugurato la prima palestra all’interno del Teatro alla Scala di Milano, interamente dedicata al corpo di ballo, mettendo a disposizione attrezzi per il corpo libero, cardio e forza.

McFIT

McFIT: la prima palestra al Teatro alla Scala su misura per il corpo di ballo

Dopo le numerose richieste del corpo di ballo della Scala di Milano, lo scorso 25 novembre è stato inaugurato il primo centro di fitness all’interno del Teatro, targato McFIT. La palestra è stata progettata appositamente per consentire l’allenamento personalizzato ai ballerini. Uno spazio di 60 mq con pavimentazione tecnica, attrezzature professionali per cardio, corpo libero e forza. La danza è un’arte che necessita di allenamento fisico anche per prevenire infortuni e, grazie al nuovo spazio di McFIT, gli artisti potranno sfruttarlo per la fase di defaticamento post prove o per riprendersi dopo una pausa. “Sostenere un’eccellenza come il corpo di ballo della Scala è per noi di grande valore. La danza richiede una preparazione fisica eccezionale — ha sottolineato Samuele Frosio — e offrire la prima palestra interna del Teatro significa dare un contributo concreto alla loro quotidianità”.

McFIT: soddisfatte le richieste di ballerini e ballerine

“Questa partnership riflette perfettamente la visione di McFIT: creare spazi che aiutino le persone a esprimere al massimo il proprio potenziale”, ha aggiunto l’Amministratore Unico Samuele Frosio. “La nostra arte ha una componente anche fisica, è importante allenare il corpo per prevenire infortuni e soprattutto per essere pronti per affrontare le difficoltà dei balletti che sono molto impegnativi. Qui si respira una bella atmosfera che porta a concentrarsi su noi stessi”, ha evidenziato la prima ballerina del corpo di ballo Martina Arduini. Grazie alla nuova partnership, McFIT è diventata il primo sponsor tecnico per la palestra del Teatro alla Scala di Milano per i prossimi due anni.

 

Snack e sostenibilità: la crescita di Amica Chips dal 1990 a oggi

Dal polo di Castiglione delle Stiviere al mercato internazionale, Amica Chips racconta una crescita fatta di filiera controllata, innovazione e scelte concrete in termini di qualità e sostenibilità. Tra nuove ricette, sport e cultura pop, il brand continua a presidiare la convivialità italiana, con uno sguardo al futuro.

Amica Chips

Amica Chips: dal 1990 crescita e filiera controllata

Amica Chips nasce nel 1990 a Castiglione delle Stiviere (MN) per iniziativa di Alfredo Moratti e, in pochi anni, entra nella GDO avviando un percorso di espansione che unisce scala industriale e presidio della qualità. Nel tempo, il polo mantovano integra marchi e competenze attraverso acquisizioni mirate - tra cui Dorita, Mia e Pandal - rafforzando capacità produttiva e distribuzione. Oggi, l’azienda conta oltre 350 collaboratori e collaboratrici, esporta in 22 Paesi e nel 2023 ha registrato un fatturato di circa 140 milioni di euro, con uno stabilimento che supera gli 80.000 m². Per “la patatina amica degli italiani” la crescita è sostenuta da materie prime selezionate, processi controllati e sviluppo continuo della gamma: un posizionamento che, tra le principali marche di patatine, punta a rendere riconoscibile ogni esperienza di consumo, facendo leva su convivialità e identità del brand. Sul piano organizzativo, l’attenzione alle persone si traduce in iniziative di benessere interno e in strumenti di formazione e misurazione, come indicato dal riconoscimento BP1ST (Best People First) legato a un tasso di felicità oltre le aspettative. Sul fronte ambientale, l’impegno passa da soluzioni concrete: packaging con il 30% di plastica riciclata e sistemi di depurazione, in una logica di continuità tra produzione e responsabilità.

Amica Chips: linee, qualità e sostenibilità del brand a Castiglione delle Stiviere

La qualità delle patatine parte dalla filiera e dalla continuità operativa: le patate provengono da fornitori europei qualificati, con l’obiettivo di garantire una lavorazione “a fresco” per 365 giorni; vengono poi stoccate in ambienti a temperatura e umidità controllate e lavorate quotidianamente. Dopo lavaggio e taglio, la frittura avviene in olio di semi di girasole con parametri definiti per preservare costanza di resa e profilo sensoriale e la temperatura all’interno della friggitrice è impostata a 180°C per ottenere la leggerezza, la croccantezza e la doratura che da sempre caratterizzano il prodotto. La tracciabilità è supportata anche da indicazioni di lotto e stabilimento in etichetta, utili per risalire al ciclo produttivo e alla sede di confezionamento. Sul fronte della sicurezza alimentare, l’azienda opera con certificazioni IFS Food e HACCP; per le referenze biologiche è presente anche la certificazione CCPB. L’offerta si articola tra classiche e proposte a maggior carattere: dalla linea Eldorada, con taglio più spesso e consistenza decisa, alle varianti al tartufo nero, fino alle ricette ispirate alla cucina orientale come MASALA; completano la gamma formati e brand dedicati, tra cui AMI’ in pack a cono, Señorita Tortilla, LITTLE RANCH e PARTYBOX. Per chi cerca opzioni specifiche, vi sono anche le patatine senza glutine, con verifica consigliata tramite pittogramma o dicitura dedicata sulla singola confezione. L’acquisto resta fortemente legato ai punti vendita fisici e ai canali della grande distribuzione, ma dal 2023 è attivo anche il canale diretto con e-commerce; per i multipack, restano rilevanti gli store online delle principali catene e i marketplace partner della GDO. Inoltre, accanto al prodotto, il brand consolida la propria riconoscibilità anche fuori dallo scaffale. Da un lato, attraverso gli investimenti nello sport, con i cycling team e, più di recente, con la presenza come Silver Sponsor di AC Monza per la stagione 2024-25 e degli Stings Mantova nel 2025-26. Dall’altro, tramite richiami di cultura pop, come la “canzone Amica Chips” nella campagna pubblicitaria “DADDY COOL”, rafforzano la memorabilità del marchio e la familiarità dei suoi snack nella quotidianità.

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset, il valore umano nel messaggio di Natale

Mercoledì 17 dicembre, presso gli studi di Cologno Monzese e in collegamento con le sedi di Roma, il CEO di Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha incontrato oltre 1.500 dipendenti e collaboratori per gli auguri di fine anno, un momento di grande partecipazione che celebra i traguardi raggiunti e riafferma il senso di appartenenza al Gruppo.

Pier Silvio Berlusconi

Il messaggio di Pier Silvio Berlusconi al team Mediaset

“Oggi, attraversando il mondo di Mediaset, che è fatto da voi, ancora una volta siete riusciti a emozionarmi. Ed emozionarsi nell’incontrare le persone di Mediaset è una cosa bellissima”. A sottolinearlo è Pier Silvio Berlusconi, CEO di Mediaset, in occasione del tradizionale appuntamento di fine anno per lo scambio degli auguri natalizi. Un momento speciale per l’intero team, composto da oltre 1.500 dipendenti e collaboratori, che si sono riuniti mercoledì 17 dicembre presso gli studi di Cologno Monzese e in collegamento con le sedi di Roma. “Questo affetto fa bene a me, ma sono convinto che faccia bene a tutti noi. Il lavoro richiede impegno e spesso comporta stress, ma lavorare insieme, sentirsi parte di una grande famiglia, è una delle nostre forze”, ha evidenziato il CEO, aggiungendo: “Chi arriva in Mediaset dopo poco si sente parte di un progetto e di una visione comune. Sì, siamo una grande azienda e una grande famiglia. Vi abbraccio tutti”. Nel corso dell’evento, in un’atmosfera conviviale arricchita da brindisi, dolci tipici e dall’intrattenimento musicale di Max Giusti con la sua band, Pier Silvio Berlusconi ha tracciato anche un bilancio sul 2025: “Ci siamo visti un anno fa. Quante cose abbiamo fatto in un solo anno. Dovessi fare l’elenco e raccontarvele una per una, staremmo qui fino al prossimo Natale. Perché quest’anno abbiamo davvero messo un’altra marcia, sia per i risultati in Italia, che per il nostro sogno che guarda all’internazionale. Oggi la competizione è globale, bisogna avere il coraggio e l’ambizione di crescere. Noi ci stiamo lavorando da un po’ di tempo”.

Pier Silvio Berlusconi: il ringraziamento al Gruppo Mediaset

Senso di appartenenza, grande affetto e celebrazione dei traguardi raggiunti, dunque, nel corso dell’appuntamento di fine anno: un evento che ribadisce l’unione del team tra condivisione, partecipazione e visione al futuro, confermando Mediaset come realtà pronta a confrontarsi con le sfide globali senza mai smarrire i valori umani. In questo, il CEO Pier Silvio Berlusconi ha condiviso anche un ricordo personale legato al padre: “Anni fa mio padre parlava del suo sogno di una TV europea. Avevo 16 anni, oggi ne ho 56. Quando, negli ultimi anni raccontavo a mio papà quale fosse la nostra idea per crescere in Europa, più volte, mettendomi la mano sulla spalla, mi diceva: «È un sogno meraviglioso, figlio mio, ma è troppo ambizioso. La Germania è la Germania. Non voglio che tu rimanga deluso. Vai avanti perché devi crederci, ma tieni i piedi per terra»”. Il sogno oggi si concretizza con MFE - MEDIAFOREUROPE che opera con successo in sei mercati continentali – Italia, Spagna, Germania, Svizzera, Austria e Portogallo – grazie al merito collettivo dell’intera squadra: “Nessun manager, nessun imprenditore, nessun uomo, senza una squadra, senza una famiglia che gli dà sostegno e forza, va da nessuna parte”, ha specificato il CEO, definendo il 2025 come “un anno straordinario” che ha consolidato ulteriormente il Gruppo su scala internazionale. “Oggi MFE - MEDIAFOREUROPE è l’unica multinazionale italiana nel settore dei media”, ha affermato Pier Silvio Berlusconi, ricordando tre pilastri fondamentali come qualità dei prodotti e servizi, sistema crossmediale e crescita internazionale. Questo consente al Gruppo di confermarsi come editore all’avanguardia con numeri di grande rilevanza: bacino d’utenza raddoppiato a 220 milioni di persone, collaboratori cresciuti a oltre 13.000, ricavi da 7 miliardi di euro, risultato operativo da 729 milioni. “Abbiamo cambiato dimensione: oggi siamo il più grande player media in Europa”, ha aggiunto il CEO, puntando verso nuove sfide come quella di “continuare a crescere e diventare una realtà globale”. Il valore umano sempre al centro: “Ora voglio stare con voi. Stiamo un po’ insieme. Vi ringrazio. Buon Natale, vi voglio bene”.

Pellegrini S.p.A., metà degli utili ai dipendenti: la scelta di Valentina Pellegrini

Un gesto concreto, dal forte valore simbolico e sociale, che va oltre il tradizionale premio di risultato. Sotto la guida di Valentina Pellegrini, la Pellegrini S.p.A. ha deciso di condividere con i propri dipendenti la metà dei profitti aziendali. Una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni di euro e che sarà distribuita tra gli 11mila collaboratori e collaboratrici in base agli anni di servizio.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini: dalla storia familiare a una visione di impresa condivisa

Ad annunciare la decisione è stata Valentina Pellegrini, che ha voluto presentare l’iniziativa come un vero e proprio riconoscimento collettivo. “Se siamo qui oggi è perché nel 1965 è stata tracciata una strada che molte donne e uomini hanno scelto di percorrere insieme a noi”, ha dichiarato, ricordando le radici dell’azienda fondata dal padre Ernesto Pellegrini e sottolineando il ruolo centrale delle persone nella crescita. La scelta assume un significato ancora più forte se letta nel contesto attuale, in cui il dibattito su salari, partecipazione agli utili e responsabilità sociale delle imprese è sempre più acceso. In questo caso, la redistribuzione non è solo un premio economico, ma l’espressione di una visione precisa: quella di un’azienda che si definisce e agisce come una “Welfare Company”.

Valentina Pellegrini: “Siamo una welfare company

Abbiamo superato il concetto di azienda che fornisce servizi – ha spiegato Valentina PellegriniAdesso poniamo la massima attenzione al benessere e ci caratterizziamo come fornitori di welfare, pensiamo ad esempio alle 400mila persone che mettiamo a tavola ogni giorno. Posso dire: siamo una Welfare Company”. Un modello che intreccia performance economica e responsabilità sociale e che punta a creare valore condiviso, dentro e fuori l’azienda. Fondata nel 1965, la Pellegrini S.p.A. opera oggi in Italia e all’estero fornendo servizi a imprese, scuole, ospedali, RSA e istituzioni. Nel 2024, ha superato il miliardo di euro di ricavi, con una presenza diffusa tra le sedi di Milano, Roma e Mendrisio. Le attività spaziano dalla ristorazione e vending alle welfare solutions, dai servizi di pulizia e facility management fino alle forniture alimentari e alla lavorazione delle carni fresche.

Esportazione dei rifiuti: l’impegno per l’ambiente di Marco Nicola Domizio (Ares Ambiente)

Ares Ambiente, fondata dall’imprenditore Marco Nicola Domizio, è un’azienda leader in Italia nella gestione e nell’esportazione dei rifiuti. In grado di rispondere concretamente alle esigenze di smaltimento responsabile dei rifiuti, è partner di numerose realtà produttive del territorio.

Marco Nicola Domizio

Gestione ed esportazione responsabile dei rifiuti secondo Marco Nicola Domizio

La mission di Ares Ambiente è fornire soluzioni etiche e sostenibili nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti, in modo da contribuire attivamente alla protezione dell’ambiente. Priorità di Governi, aziende e cittadini, quello della sostenibilità ambientale è sempre stato un tema caro a Marco Domizio, che nel settore ha costruito la sua intera carriera, investendo poi energie e risorse per la realizzazione del suo sogno imprenditoriale. Fondata nel 2008 a Treviolo, in provincia di Bergamo, l’azienda è presto divenuta una delle principali realtà specializzate nella gestione e nell’esportazione dei rifiuti, pericolosi e non pericolosi. Operando in conformità con il Regolamento Europeo (CE) n. 1013/2006 e la Convenzione di Basilea, si contraddistingue per l’impegno nel garantire un approccio sicuro e responsabile mediante pratiche e soluzioni davvero funzionali alla tutela dell’ambiente. Ogni fase della catena di smaltimento viene gestita da Ares Ambiente in modo etico e conforme alle normative vigenti in materia.

Le soluzioni etiche e sostenibili della realtà fondata da Marco Domizio

Nell’ambito dell’esportazione dei rifiuti – attività complessa che richiede un alto grado di specializzazione e competenze elevate – Ares Ambiente è in grado di assistere le aziende garantendo la massima efficienza e sicurezza dell’intero processo, monitorando la conformità di ogni fase alle normative vigenti e assicurando la completa tracciabilità dei rifiuti, dalla fonte alla destinazione finale. La società fondata da Marco Nicola Domizio si fa carico di tutte le pratiche burocratiche, riuscendo a far fronte con successo alle sfide legate alla notifica e all’organizzazione delle spedizioni. Grazie a varie partnership con impianti di smaltimento all’estero, Ares Ambiente può rispondere in maniera efficace alle esigenze di smaltimento di diverse realtà produttive italiane, alle quali offre soluzioni sicure e personalizzate. La vision del fondatore Marco Domizio si estende però ben oltre l’attività di gestione dei rifiuti: attraverso la promozione di pratiche ambientali sostenibili e responsabili da parte dell’azienda, l’imprenditore vuole dimostrare che è possibile coniugare efficienza operativa e rispetto per l’ambiente.

Fabrizio Ruggiero e la visione di Edenred Italia: impresa, persone e comunità

Sotto la guida di Fabrizio Ruggiero, Direttore Generale e Amministratore Delegato di Edenred Italia, il concetto di leadership si traduce in azioni concrete capaci di generare valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale. Un approccio che mette al centro le persone, la comunità e il territorio, rafforzando il ruolo dell’impresa come attore responsabile e consapevole.

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero: un nuovo spazio verde a Milano

Ne è un esempio il recente progetto realizzato a Milano, davanti alla sede dell’azienda, dove un’area verde è stata trasformata in uno spazio che racconta inclusione, cura e rispetto. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con Verbena Società Benefit, ha restituito valore a un luogo della città, rendendolo simbolo di attenzione verso la comunità e l’ambiente. Il progetto ha avuto anche una forte dimensione sociale grazie al supporto di Cena dell’Amicizia, associazione impegnata nel sostegno alle persone emarginate e senza dimora. La realtà guidata da Fabrizio Ruggiero ha ospitato presso la propria sede milanese il banchetto natalizio dell’associazione e ha contribuito a dare visibilità alle storie di chi ogni giorno si prende cura delle persone più fragili. “In Edenred Italia crediamo che ogni gesto, piccolo o grande, possa fare la differenza”, ha scritto l’azienda.

La leadership di Fabrizio Ruggiero: innovazione, persone e responsabilità sociale

Queste iniziative riflettono l’approccio promosso da Fabrizio Ruggiero: un modello di leadership che considera l’impresa come attore attivo nel tessuto sociale, capace di generare un impatto positivo attraverso gesti concreti e collaborazioni virtuose. Da oltre 50 anni, Edenred Italia semplifica la vita quotidiana con soluzioni innovative che migliorano il benessere delle persone e la produttività delle imprese. L’azienda ha rivoluzionato la pausa pranzo con i buoni pasto Ticket Restaurant® ed è oggi leader nelle soluzioni che innovano e semplificano il mondo del lavoro. La guida di Fabrizio Ruggiero rafforza un posizionamento che unisce innovazione, attenzione alle persone e impegno verso il territorio.

Alessandro Benetton a Orbits 2025: perché le certezze vanno messe in discussione

Mettere in discussione le certezze non è un atto di rottura, ma una condizione necessaria del progresso. È questo il filo conduttore dell’intervento di Alessandro Benetton a Orbits 2025 - Dialogues with Intelligence.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il progresso nasce dai passaggi, non dalle verità definitive

Nel dialogo con Floridi, Alessandro Benetton affronta il tema del cambiamento non come semplice adattamento tecnologico od organizzativo, ma come processo culturale profondo, che trova senso solo se interpretato attraverso quello che viene definito “capitale semantico”: l’insieme di idee, memoria storica e visione che consente di trasformare l’esperienza in conoscenza e orientare le decisioni future. Richiamando figure cardine del pensiero umano come Aristotele, Tolomeo, Copernico e Newton, Alessandro Benetton sottolinea come la storia del sapere sia fatta di passaggi, più che di verità definitive. Pensatori che oggi sappiamo essere stati “superati” non erano affatto in errore nel senso comune del termine: hanno rappresentato, piuttosto, gradini fondamentali di una scala che ha permesso ad altri di vedere più lontano. Il loro valore non risiede nell’aver detto l’ultima parola, ma nell’aver reso possibile quella successiva.

Alessandro Benetton: il coraggio di lasciare spazio al futuro

Da qui nasce una riflessione che Alessandro Benetton estende ai passaggi generazionali, in famiglia come nelle aziende. Una delle difficoltà più grandi è accettare la relatività del proprio ruolo: riconoscersi come testimoni e traghettatori, non come custodi di verità immutabili. È in questo contesto che l’imprenditore introduce un paradosso solo apparente: “Il successo è nemico del successo”. Quando una conquista si cristallizza in certezza, il rischio è quello di voler fermare il mondo, difendendo lo status quo invece di continuare a interrogarsi. Le resistenze al cambiamento, osserva Alessandro Benetton, nascono spesso in buona fede. L’idea di aver finalmente raggiunto una stabilità rassicurante porta a considerare le certezze come un punto di arrivo, mentre dovrebbero essere viste come strumenti temporanei, utili proprio perché destinati a essere messi in discussione. È questo esercizio continuo di dubbio che alimenta il progresso e rende il cambiamento non una minaccia, ma una parte “divertente” e vitale dell’esperienza umana. Anche il riferimento alla fisica quantistica diventa, in questo senso, una metafora potente: ciò che la nostra mente fatica a concepire non è per questo impossibile. L’intuizione può portarci oltre i confini della conoscenza attuale, senza per questo entrare in conflitto con il passato. Al contrario, è proprio il dialogo con ciò che è stato a rendere possibile ciò che sarà.

General Trasporti: l’azienda guidata da Lazzaro Ventrone è un’eccellenza, come confermato da “ItalyPost”

General Trasporti, fondata da Lazzaro Ventrone, è stata riconosciuta da “ItalyPost” come Impresa Best Performer 2025 per la provincia di Bergamo. L’azienda si distingue per affidabilità, continuità operativa, competenze tecniche, puntualità e precisione nel trasporto merci su gomma.

Lazzaro Ventrone

General Trasporti Impresa Best Performer 2025: il riconoscimento all’azienda fondata da Lazzaro Ventrone

General Trasporti, azienda specializzata nel trasporto merci su strada fondata da Lazzaro Ventrone, è Impresa Best Performer 2025 per la provincia di Bergamo. Il riconoscimento, che si rinnova ormai dal 2022, non fa che confermare la solidità e l’efficacia della visione strategica del Gruppo. Valori come l’affidabilità, la continuità operativa, la competenza tecnica, la puntualità e la precisione nel trasporto di merci sfuse hanno continuato dunque a contraddistinguere l’attività di General Trasporti nel panorama logistico italiano anche nel 2025. La premiazione delle 20.000 imprese selezionate, che si inserisce nell’ambito dell’iniziativa di “ItalyPost” Tour delle 20.000 imprese “Best Performer”, è avvenuta a seguito di un’analisi approfondita dei bilanci degli ultimi tre anni basata su fattori cruciali come il tasso di crescita annuale, l’EBITDA, il rapporto Pfn/EBITDA, utile netto positivo e fatturato, con l’obiettivo di identificare le aziende con una solida crescita e una gestione finanziaria equilibrata. Da questa selezione, General Trasporti ne è uscita, ancora una volta, come una delle realtà più virtuose del territorio.

I valori della realtà guidata da Lazzaro Ventrone

General Trasporti S.r.l. è un’azienda specializzata nel trasporto su strada di materiali sfusi e nella gestione di operazioni logistiche ad elevata complessità per il settore industriale. Le soluzioni proposte, rivolte esclusivamente al mercato B2B, sono progettate per garantire affidabilità, sicurezza e un alto livello di personalizzazione. Con più di cinque hub operativi e oltre 500 siti serviti, l’azienda movimenta quotidianamente un’ampia gamma di materiali impiegati nei processi produttivi, nei cicli di trasformazione e nelle filiere industriali ed energetiche. L’offerta di General Trasporti comprende inoltre una serie di servizi complementari pensati per assicurare una gestione completa e integrata del trasporto, come il supporto documentale, la tracciabilità dei carichi tramite sistemi di monitoraggio video a bordo e il pronto intervento operativo. Tra il 2022 e il 2025, l’azienda è stata inserita per quattro anni consecutivi tra le imprese top performer di Bergamo da “ItalyPost”. “Restiamo fedeli ai nostri pilastri. E continuiamo a crescere”, si legge in un post pubblicato su LinkedIn da General Trasporti, nel quale l’azienda conferma l’importanza di una gestione orientata alla qualità del servizio e a un percorso di crescita solido e sostenibile.

Vitali Spa cambia il volto di Bergamo riqualificando un’area di oltre 1 milione di metri quadri

Con il progetto “Bergamo Porta Sud”, Vitali Spa punta a rendere Bergamo una smart city. L’intervento interessa un’area di oltre 1 milione di metri quadri e riconnetterà il centro cittadino con la zona al di là della ferrovia.

Vitali Spa

Bergamo diventa una smart city con il progetto di Vitali Spa

Bergamo è pronta a trasformarsi in una smart city. L’obiettivo principale del progetto “Bergamo Porta Sud”, attraverso cui Vitali Spa collegherà il centro cittadino con l’area al di là della ferrovia, è migliorare la vita dei cittadini, conciliando le loro esigenze con quelle di imprese e istituzioni nei campi della tecnologia, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica. Il piano della realtà leader nel settore dello sviluppo immobiliare e delle grandi infrastrutture per la mobilità prevede la riqualificazione e la valorizzazione di un’area urbana di oltre 1 milione di metri quadri, situata a cavallo dell’asse ferroviario e della stazione. Il punto focale dell’intervento sarà il superamento della barriera dell’asse ferroviario, che oggi rappresenta un elemento divisivo della città, e la riconnessione organica della parte di città a sud dell’asse ferroviario con il centro piacentiniano. Saranno realizzati inoltre miglioramenti all’assetto viabilistico attraverso nuove connessioni tra i diversi sistemi di trasporto presenti, e una suddivisione delle aree con la distribuzione dei lotti e delle destinazioni funzionali nell’ottica di valorizzare la zona e creare ambiti urbani di elevata qualità.

Vitali Spa campione nella realizzazione di progetti di rigenerazione urbana al passo coi tempi

Vitali Spa si conferma un punto di riferimento in Italia nella realizzazione di progetti complessi con cui far fronte ai nuovi scenari urbani, come quello di “Bergamo Porta Sud”. Il Gruppo figura tra i partner ideali nell’esecuzione “chiavi in mano” dell’opera, offrendo un servizio di progettazione e consulting, nonché direzione dei lavori e realizzazione delle opere stesse, che garantisce efficienza, sostenibilità e valorizzazione qualitativa del progetto. Grazie alla solida esperienza acquisita in anni di attività e al supporto di strumentazioni innovative come il BIM, Vitali Spa è in grado di individuare le potenzialità di qualsiasi area e ipotizzare possibili sviluppi, proponendo soluzioni efficienti, certificate e all’avanguardia. L’azienda vanta collaborazioni con i più importanti studi di architettura internazionali.

Terna: Giuseppina Di Foggia racconta l’evoluzione del sistema elettrico negli ultimi 20 anni

Negli ultimi 20 anni, la quota di rinnovabili in Italia è salita dal 20% al 42%, cambiando radicalmente il sistema elettrico. Terna ha guidato questa trasformazione investendo in rete, innovazione e digitalizzazione per garantire sicurezza, efficienza e affidabilità del servizio: l’intervista all’AD e DG Giuseppina Di Foggia.

Terna

Terna protagonista dell’evoluzione del sistema elettrico negli ultimi 20 anni

Il 2025 è stato per Terna un anno significativo poiché ha coinciso con suoi i 20 anni di attività. L’AD e DG Giuseppina Di Foggia ha raccontato al “Corriere della Sera” come sia cambiato il sistema elettrico negli ultimi due decenni e quale sia stato il ruolo del Gruppo. “Oggi la domanda elettrica nazionale è coperta al 42% da fonti rinnovabili, all’epoca valevano meno del 20% – ha rimarcato la manager – Questo ha cambiato tutto: a partire dalle infrastrutture e dalla necessità di digitalizzare la rete”. Il nuovo scenario ha costretto a modificare il modo in cui si lavora e a sviluppare le skills necessarie alla trasformazione. È mutato, inoltre, l’approccio dell’Authority che regola il settore. “In passato – ha proseguito Giuseppina Di Foggiaalla crescita degli investimenti corrispondeva un aumento delle tariffe. Oggi, la remunerazione del nostro servizio è parametrata sulla capacità di garantire maggiori efficienze e benefici al Paese”. L’incremento delle rinnovabili è stato accompagnato da una crescente necessità di stoccare energia. Con la partecipazione alla prima asta del Macse – il meccanismo di approvvigionamento per lo stoccaggio elettrico – Terna ha avuto la conferma dell’interesse da parte del mercato per l’energy storage in Italia. “Abbiamo avuto domande quattro volte superiori alla disponibilità – ha riportato l’AD e DG – con un prezzo di aggiudicazione del 65% più basso del prezzo di riferimento”.

Giuseppina Di Foggia: il punto sulle grandi infrastrutture di Terna

Tyrrhenian Link, Adriatic Link ed Elmed sono le grandi opere di collegamento elettrico sottomarino a cui Terna sta lavorando. Si tratta di infrastrutture strategiche per la transizione energetica che consentiranno di potenziare la rete elettrica, integrare in modo massiccio le fonti rinnovabili, aumentare la sicurezza e l’affidabilità del sistema e rafforzare il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo. “Stiamo ampiamente rispettando gli obiettivi e completando il Tyrrhenian Link – ha affermato Giuseppina Di Foggia – e lo stesso vale per l’Adriatic Link. Elmed per il collegamento sottomarino con la Tunisia procede secondo i piani e oltre a fare la nostra parte stiamo lavorando su formazione e innovazione specialistica di tecnici e manodopera locale”. Terna, intanto, si appresta a chiudere l’anno con un margine operativo, secondo previsioni, pari a 2,7 miliardi di euro. “Il trend è positivo quindi non mi aspetto sorprese negative – ha concluso la manager – siamo nella giusta traiettoria”.

Enrico Vita: AmplifonX e AmplifAI al centro della strategia sull’Intelligenza Artificiale

L’AD di Amplifon Enrico Vita si è soffermato sull’impatto che l’IA può avere nella società e nel lavoro. Da un lato, è in grado di migliorare tutti i settori, tra cui quello sanitario, dando già evidenti riscontri nell’ambito dell’udito. Dall’altro, trasformerà il lavoro, creando nuove professioni e competenze e supportando i professionisti, come già accade in Amplifon. Il Gruppo, inoltre, ha avviato AmplifonX e AmplifAI, progetti interni dedicati all’innovazione e alla divulgazione dell’IA.

Enrico Vita

Enrico Vita: la nuova rivoluzione caratterizzata dall’IA

Una delle forze più dirompenti del nostro tempo”, così l’AD di Amplifon Enrico Vita ha definito l’IA, che è in grado di dare vita a una nuova rivoluzione industriale, ottimizzando processi e qualità della vita. La nuova tecnologia sarà un abilitatore orizzontale in grado di influenzare tutti i settori, a partire da quello sanitario. Enrico Vita si è soffermato in un’intervista sull’impatto dell’IA sulla società e sul mondo del lavoro. Quest’ultimo ambito sarà soggetto a una trasformazione radicale, disegnando nuove professioni e competenze e richiedendo una formazione costante. In Amplifon, l’IA rappresenta infatti un sostegno per i collaboratori e le collaboratrici, poiché offre loro più tempo per creare una maggiore empatia con il paziente.

Enrico Vita: l’implementazione dell’IA in Amplifon

Tra tutti i settori, la forza impattante dell’IA potrà migliorare maggiormente quello sanitario. Nell’ambito dell’hearing care, l’IA agisce già sugli apparecchi acustici, andando a incrementarne le capacità di adattamento a diversi ambienti sonori. “Discreta e pervasiva”, così Enrico Vita immagina l’integrazione della nuova tecnologia nella vita quotidiana in un futuro prossimo, a favore della sicurezza e del benessere delle persone. Per quanto riguarda l’implementazione dell’IA, il Gruppo ha avviato due progetti, ovvero: AmplifonX, una business unit dedicata all’innovazione, e AmplifAI, un piano aziendale interno per promuovere e divulgare competenze sull’argomento. “La tecnologia deve essere al servizio delle persone e non il contrario”, ha sottolineato Enrico Vita, garantendo allo stesso tempo un’etica dei dati e regole chiare e sicure a riguardo, come l’AI Act europeo si è prefissato di fare.

Banca Generali, anche la raccolta di novembre in crescita: l’analisi di Gian Maria Mossa

Il CEO Gian Maria Mossa: “Dopo un dato di ottobre caratterizzato dall'inserimento di top banker sia sul mercato italiano sia su quello svizzero, novembre si caratterizza per una raccolta molto forte della struttura esistente e un livello totale di flussi di periodo nettamente in crescita rispetto all'anno precedente”.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: il dettaglio sulla composizione della raccolta di novembre

Siamo fiduciosi di chiudere positivamente l’anno e, ancor di più, di aver avviato iniziative che ci accompagneranno con entusiasmo verso il prossimo”: lo ha sottolineato Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali, in considerazione dei numeri registrati a novembre, mese che si è contraddistinto per “una raccolta molto forte della struttura esistente e un livello totale di flussi nettamente in crescita rispetto all’anno precedente”. Nel mese di novembre, l’Istituto ha realizzato una raccolta netta pari a 649 milioni di euro, in aumento del 27% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Da inizio anno sono stati superati i 6,2 miliardi (+10% su base annua). In merito alla composizione, novembre ha evidenziato una forte domanda di fondi di casa (176 milioni nel mese): in particolare, i fondi LUX IM hanno raccolto 176 milioni nel mese grazie al successo delle nuove strategie lanciate a fine settembre. Positivo anche il contributo dei contenitori finanziari, che hanno registrato altri 57 milioni. Nel complesso, fondi interni e contenitori hanno raggiunto da inizio anno 2,5 miliardi (+19% a/a), rappresentando il 78% degli interi Assets under Investments a fine novembre. Da sottolineare, inoltre, la performance significativa della consulenza evoluta (AUC e banking), che contribuisce con 98 milioni a novembre e 367 milioni da inizio anno, controbilanciando parzialmente deflussi da polizze tradizionali per 96 milioni, che si mantengono comunque ampiamente in positivo con 437 milioni da inizio anno. Gli Altri Attivi totalizzano 393 milioni nel mese, trainati soprattutto dalla liquidità per 357 milioni.

Gian Maria Mossa: ci sono i presupposti per conquistare quote di mercato in diversi segmenti

Nel rimarcare il valore della performance di novembre, il CEO Gian Maria Mossa ha spiegato che “il clima interno è molto positivo, sostenuto dal venire meno delle incertezze dell'OPS e dalle molteplici progettualità in corso”. Anche nei numeri di novembre si riflette l’efficacia delle strategie di crescita implementate dal CEO: “Nel breve, la nuova offerta a protezione del capitale e la normalizzazione del contesto garantiscono crescita e qualità della raccolta; nel medio-lungo termine, Intermonte, Alleanza e l'AI ampliano il bacino dei clienti, l'efficacia dei nostri banker e ci proiettano verso un nuovo paradigma di crescita”. Mai come oggi, ha ribadito infine il CEO Gian Maria Mossa, ci sono “i presupposti per conquistare quote di mercato in diversi segmenti, grazie alla forza delle nostre persone e del nostro brand”.

Cristina Scocchia: “La crescita non basta. Il futuro di Illycaffè si costruisce con coerenza”

In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, materie prime alle stelle e un clima economico instabile, il ruolo del leader aziendale cambia pelle. Non è più solo una questione di performance. È una questione di responsabilità. Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, ne è convinta: “Guidare non è esercitare potere, ma assumersi la responsabilità di servire e supportare chi lavora con te, e le comunità in cui operi”.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: la forza della leadership responsabile tra scelte difficili e pregiudizi da abbattere

La manager, con un passato ai vertici di Procter & Gamble, L’Oréal Italia e KIKO Milano, parla di leadership responsabile, una filosofia che vive di scelte difficili, spesso controcorrente. “Il profitto è giusto e necessario – chiarisce Cristina ScocchiaMa non può essere né il fine unico né l’ultimo. L’obiettivo di un leader è integrare valore economico e valori etici, sociali e morali”. È questo che crea un vantaggio competitivo duraturo, soprattutto nelle crisi. È un principio che la manager non ha mai esitato a tradurre in decisioni difficili. Come nel 2020 quando, alla guida di KIKO Milano, scelse di chiudere l’e-commerce durante il lockdown perché i fornitori della Val Seriana erano privi dei dispositivi di protezione. Una scelta controcorrente, non condivisa da tutti, ma sostenuta dall’allora Presidente Antonio Percassi: “Il comandante della nave non si mette in discussione, soprattutto quando infuria la tempesta. Quindi se la dottoressa ha scelto di chiudere l’e-commerce, io supporto la sua scelta”, disse. Nel corso della sua carriera, Cristina Scocchia ha spesso dovuto affrontare pregiudizi inconsistenti ma radicati, soprattutto al rientro in Italia dopo anni all’estero. Secondo l’AD, non esistono leadership maschili o femminili. Esistono persone. Un leader deve essere situazionale: empatico quando si può, deciso quando serve. E l’ambizione non deve più essere una colpa per le donne. Nel suo secondo mandato alla guida di Illycaffè, Cristina Scocchia si confronta con uno scenario complesso: il caffè verde oggi costa tre volte rispetto al periodo 2015–2021. A questo si sommano inflazione e tensioni globali. Eppure, la strategia dell’azienda è chiara: non chiudersi, ma investire. “Abbiamo acquisito il nostro distributore in Svizzera: è un mercato strategico per noi, e vogliamo controllarne direttamente lo sviluppo – spiega – L’Europa torna al centro della nostra mappa di crescita, accanto all’Italia che resta il cuore pulsante dell’azienda”. L’acquisizione non è un punto di arrivo. È un inizio. L’azienda è pronta a valutare nuove opportunità di crescita, anche inorganica, sia nei mercati consolidati sia in quelli ad alto potenziale come la Cina, dove già opera con una filiale a Shanghai.

Cristina Scocchia: non è il momento della Borsa, la coerenza guida le scelte di Illycaffè

Una delle domande più ricorrenti riguarda la quotazione in Borsa. La risposta è netta: non è il momento. “Siamo pronti dal punto di vista aziendale, abbiamo risultati solidi e un’organizzazione internazionale strutturata. Tuttavia – chiarisce l’AD – le condizioni macroeconomiche e geopolitiche non sono favorevoli. Quotarsi ora, con il prezzo del caffè triplicato rispetto a tre anni fa, sarebbe irrazionale. È un’opportunità che si coglie una volta sola e va fatta al momento giusto”. Con il prezzo delle materie prime alle stelle, molte aziende hanno aumentato i listini in modo significativo. Illycaffè ha invece scelto una strada più prudente. “Abbiamo scelto di non scaricare completamente a valle l’aumento dei costi – aggiunge Cristina ScocchiaCerto, questo comporterà una contrazione dei margini nel 2025, ma è una scelta coerente con il nostro posizionamento di B Corp. Abbiamo deciso di assorbirne una parte per rimanere fedeli ai nostri valori”. Coerenza che si riflette anche nei rapporti con i produttori: agronomi in campo, collaborazione su tecniche rigenerative, progetti sociali e comunitari. Non sono relazioni solo economiche, sono “un dovere morale e sociale”. Illycaffè punta molto al mercato cinese, ma senza forzature culturali. “Non vogliamo imporre l’espresso. Lavoriamo con partner locali, investiamo in prodotti come l’instant coffee. L’obiettivo è accompagnare l’evoluzione del gusto, non sostituirlo”, conferma la manager. La stessa attenzione vale per i giovani consumatori occidentali. Negli Stati Uniti, per esempio, cresce la domanda di bevande aromatizzate. La Gen Z vuole esperienze diverse. “Abbiamo creato linee estive con caffè aromatizzati al cocco, alla menta, alla fragola. È un modo per avvicinare i giovani a una cultura del caffè più ampia, mantenendo alta la qualità”. Alla fine, il filo rosso è uno: la coerenza. “Le scelte davvero difficili – conclude Cristina Scocchianon si prendono mai per convenienza, ma per coerenza”.

Il CEO Claudio Descalzi: Eni in prima linea nel rafforzare la competitività del Paese

Il CEO di Eni Claudio Descalzi alla convention “Il Futuro in Movimento: strategie per un’Italia protagonista”: al centro del suo intervento, la necessità di ridare slancio all’industria attraverso semplificazione burocratica e più investimenti in ricerca e innovazione “senza sacrificare la transizione”.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: la visione strategica del CEO di Eni per rafforzare la competitività del Paese

Il CEO di Eni Claudio Descalzi, intervistato dal Direttore di “AGI” Rita Lofano lo scorso 28 novembre nel corso della convention “Il Futuro in Movimento: strategie per un’Italia protagonista. Dall’energia all’impresa, come competere nello scenario globale”, ha ribadito la necessità di “dare nuovo slancio all’industria con un grande sforzo di semplificazione burocratica e un serio impegno sulla ricerca e l’innovazione, senza sacrificare la transizione”. Nella Sala Koch del Senato della Repubblica dove ha avuto luogo l’evento promosso dalla Fondazione Guido Carli si sono riuniti leader del mondo dell’industria e rappresentanti delle istituzioni con l’obiettivo di delineare insieme una efficace visione strategica per supportare il Paese nell’affrontare le sfide globali con etica, responsabilità e competitività. Il confronto ha portato al Manifesto sulla competitività etica, articolato in sei punti: nell’iniziativa, inserita nel quadro più ampio del “Patto per l’Italia”, si riflette l’impegno di top manager e istituzioni per un’Italia sempre più giusta, competitiva e protagonista nel panorama internazionale.

Claudio Descalzi: le strategie di Eni per rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario globale

L’Europa per anni ha sacrificato l’industria puntando su un’economia basata sul commercio e i servizi ma questa scelta si rivela fragile in un momento in cui la globalizzazione perde colpi”, ha spiegato Claudio Descalzi nel suo intervento, rimarcando l’urgenza di un dialogo più efficace tra istituzioni e imprese. Nel sottolineare l’importanza di semplificazione, ricerca e innovazione quali pilastri per la competitività del Paese, il CEO Claudio Descalzi si è soffermato sulla strategia di Eni che guarda proprio in questa direzione: “Da una parte produciamo energia per soddisfare la domanda di oggi, decarbonizzando il nostro business tradizionale dell’oil&gas, dall’altra abbiamo scorporato le attività legate alla mobilità e alla generazione di energia, sviluppando bioraffinerie e rinnovabili, offrendo ai nostri clienti prodotti decarbonizzati”. Un modello che, come ha sottolineato diverse volte il CEO di Eni, “ci dà grande solidità e ci permette di portare avanti un concreto percorso di transizione energetica senza chiedere sussidi e senza sacrificare i profitti”.

Annalaura Lettieri, General Counsel di Meridie S.p.A. e membro del CdA di Atitech

Laureata in Giurisprudenza, Annalaura Lettieri ha avviato il suo percorso professionale in ambito legale, prima di specializzarsi nel ramo finanziario, negli ambiti M&A, diritto societario e mercati finanziari.

Annalaura Lettieri

Annalaura Lettieri: le prime esperienze professionali

Annalaura Lettieri è General Counsel di Meridie S.p.A. e membro del CdA di Atitech. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2001, anno in cui ha avviato il suo percorso professionale nella sede di Napoli di PricewaterhouseCoopers, ricoprendo il ruolo di Assistant e svolgendo attività di revisione contabile e analisi di bilancio. In seguito, Annalaura Lettieri ha proseguito la sua carriera a Milano in qualità di Junior Assistant del Dipartimento di Diritto Bancario e Finanziario dello Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo. L’incarico le ha consentito di sviluppare le proprie competenze nella redazione di contratti, documenti e prospetti informativi.  Nel 2004, ha ottenuto l’abilitazione all’esercizio dell’attività forense, iscrivendosi all’ordine degli avvocati di Napoli.

Annalaura Lettieri: il contributo in Meridie e Atitech

Nel 2005, Annalaura Lettieri è stata nominata General Counsel della divisione immobiliare di MCM Holding S.p.A. Grazie al know-how e alle esperienze sviluppate in precedenza, è stata in grado di guidare un importante progetto, dal valore di 150 milioni di euro, per la conversione di aree industriali dismesse della città di Salerno in spazi commerciali e residenziali. Successivamente, nel 2008, è passata in Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata sul segmento MIV di Borsa Italina, ricoprendo l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Legale. In questo ruolo, Annalaura Lettieri ha gestito le operazioni di M&A, private equity, project finance e corporate governance, diventando poi membro del CdA dell’azienda. Nell’ultimo periodo, ha contribuito allo sviluppo di Atitech attraverso la ricerca di finanziamenti per la realizzazione di progetti legati all’efficientamento energetico e alla promozione dello sviluppo sostenibile.

Atitech guarda al futuro: nuova joint venture per servire il mercato aeronautico SEMEA

Atitech rafforza la strategia di crescita internazionale e punta con decisione sull’Arabia Saudita. Il Gruppo italiano leader nella manutenzione aeronautica ha firmato una Lettera di Intenti con Alnimr Alarabi Holding per la creazione di una joint venture dedicata allo sviluppo di un centro di eccellenza per la manutenzione e revisione di aeromobili e componenti nel Regno saudita.

Atitech

Atitech e Alnimr Alarabi uniscono competenze e capitali per creare un leader MRO nell’area SEMEA

L’accordo segna un passaggio chiave nel percorso di espansione di Atitech, che metterà a disposizione della nuova società il proprio consolidato know-how industriale maturato in oltre dieci anni di attività. Con sedi operative a Napoli, Roma e Olbia, 12 hangar e un portafoglio che supera i 100 clienti tra compagnie aeree, enti governativi, lessor e proprietari di business jet, il Gruppo è oggi il principale operatore MRO indipendente nell’area EMEA. Accanto all’expertise tecnica di Atitech, la joint venture potrà contare sulla solidità finanziaria e sulla profonda conoscenza del mercato locale di Alnimr Alarabi Holding, Gruppo di investimenti diversificati con base in Arabia Saudita e un forte focus sui settori aerospaziale e delle tecnologie avanzate. L’obiettivo condiviso è ambizioso: creare un player di riferimento nella manutenzione aeronautica per l’area SEMEA (Sud Asia, Medio Oriente e Africa), intercettando una domanda in forte crescita.

Espansione, investimenti e occupazione: Atitech accelera tra Arabia Saudita e Italia

L’accordo rappresenta un importante passo avanti nella nostra strategia di espansione. Questa partnership ci consente, infatti, di rafforzare la nostra presenza nel mercato locale e di capitalizzare le opportunità offerte dal settore aeronautico saudita, che sta facendo registrare una crescita significativa – ha commentato Gianni Lettieri, Presidente e Amministratore Delegato di Atitech – Siamo orgogliosi di collaborare con Alnimr Alarabi, una società con un forte radicamento nella regione, e di contribuire allo sviluppo del settore aeronautico dell’Arabia Saudita”. Sulla stessa linea Arwa Alalim, Chairman di Alnimr Alarabi, che sottolinea il valore strategico dell’operazione: “Combinando la grande capacità di investimenti di Alnimr Alarabi con l’esperienza e la competenza di Atitech, daremo vita a un ecosistema manutentivo sostenibile, innovativo e tecnologicamente avanzato”. L’iniziativa saudita si inserisce in una fase di forte dinamismo per il Gruppo italiano. Solo poche settimane fa la società ha annunciato un investimento da 16 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo centro di manutenzione per jet privati a Olbia, progetto che prevede 330 nuove assunzioni e un fatturato stimato di 60 milioni di euro.

Renato Mazzoncini: A2A pronta a espandersi in Europa

Durante la presentazione dell’Aggiornamento del Piano Industriale al 2035, l’AD Renato Mazzoncini ha sottolineato come sia arrivato per A2A il momento di tornare ad una visione europea. Dopo la fase di focus sull’Italia legata alla crisi energetica e alla guerra in Ucraina, il Piano al 2035 apre all’espansione verso nuovi Paesi.

Renato Mazzoncini

A2A, Renato Mazzoncini: le grandi aziende devono avere un’impronta europea

Secondo Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A dal 2020, “le grandi aziende devono avere un’impronta europea”. “Ne sono sempre stato convinto – ha affermato nel corso della conferenza stampa per la presentazione dell’aggiornamento del Piano al 2035 – Poi con la guerra in Ucraina abbiamo ritenuto di riportare tutti i capex in Italia perché in quel momento era fondamentale contribuire alla sovranità energetica del Paese”. Adesso, però, il manager ritiene sia giunta l’ora di volgere nuovamente lo sguardo oltre confine. “È il momento di tornare a guardare all’Europa e di considerarla casa”, ha sottolineato. Nel Piano Strategico aggiornato, la Life Company punta infatti a una maggiore diversificazione geografica con l’espansione verso nuovi Paesi.

Renato Mazzoncini: quali sono i Paesi in cui A2A intende espandersi

I Paesi in cui A2A intende espandersi sono selezionati in base al potenziale di mercato, nonché a criteri di rendimento e velocità di sviluppo, così da ridurre il rischio di esecuzione e massimizzare il ritorno. Nel radar della Life Company ci sono Spagna, Portogallo e Regno Unito, ma anche Germania e Polonia. I progetti di espansione si focalizzeranno soprattutto sui settori chiave delle filiere Waste-to-Energy e Power, consentendo ad A2A di sfruttare le proprie competenze nel recupero di energia da rifiuti e nella generazione di energia. “Guardiamo a Spagna, Portogallo e UK per quanto riguarda il segmento Waste-to-Energy – ha precisato Renato MazzonciniGuardiamo a Germania e Polonia per le rinnovabili”. Il Gruppo seguirà una strategia basata sul modello di “anchoring platform”, con il quale l’internazionalizzazione avviene attraverso acquisizioni o partnership nelle filiere prioritizzate ed è poi seguita da uno sviluppo organico a step successivi per consolidare la presenza nel medio e lungo termine.

Blu Banca, il DG Fabrizio Giallatini è intervenuto al convegno di salone.SRI dello scorso ottobre

Al convegno “Diversità, purpose ed ESG: nuove prospettive per una stewardship credibile” dello scorso ottobre, il Direttore Generale di Blu Banca Fabrizio Giallatini ha sottolineato l’importanza di portare i temi della sostenibilità nei processi di valutazione del merito creditizio: “Sul territorio c’è ancora molto da fare”.

Blu Banca

La partecipazione di Fabrizio Giallatini, Direttore Generale di Blu Banca, al convegno di salone.SRI

Si è tenuto lo scorso ottobre presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma il quarto appuntamento capitolino di salone.SRI, che ha dato il via alla X edizione dell’evento di riferimento in Italia sulla finanza sostenibile. Organizzato in collaborazione con ERMES - Startup universitaria della Sapienza Università di Roma, l’evento ha messo in luce l’evoluzione del modello ESG quale strumento di business, evidenziando come i fattori ambientali, sociali e di governance rappresentino oggi un driver della creazione di valore. Dopo la presentazione dei risultati della ricerca “L’ESG nei Fondi Pensione”, sviluppata da ET.Group e Assofondipensione, si è tenuta la sessione plenaria “Diversità, purpose ed ESG: nuove prospettive per una stewardship credibile”. La conferenza ha riunito accademici e rappresentanti del mondo delle imprese e della finanza che hanno parlato di come diversity, purpose e integrazione ESG possano trasformarsi in veri e propri driver di governance e competitività. Tra i presenti c’era anche il Direttore Generale di Blu Banca Fabrizio Giallatini.

L’intervento del DG di Blu Banca: “Il cambiamento è in atto e va accompagnato con responsabilità

A margine del dibattito, che si è rivelato un momento di riflessione strategica per anticipare i trend e guidare il cambiamento verso un’economia più sostenibile, il Direttore Generale di Blu Banca ha rilasciato una breve intervista in cui ha sottolineato l’importanza di portare i temi della sostenibilità all’interno dei processi di valutazione del merito creditizio. “Le grandi corporate si sono già adeguate da tempo ai nuovi standard, ma sul territorio c’è ancora molto da fare. Serve il contributo di tutti – imprese, professionisti e consulenti – per diffondere una vera cultura della sostenibilità. Noi la integriamo già nei nostri processi, dalla valutazione del credito ai prodotti dedicati, perché il cambiamento è in atto e va accompagnato con responsabilità”, ha affermato Fabrizio Giallatini. Il DG di Blu Banca ha infine ribadito l’impegno nel voler rendere la transizione ecologica un’opportunità anche per le PMI.

L’espansione europea di Gruppo Riva tra innovazione e leadership

Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano e uno dei principali protagonisti del panorama europeo nel settore dell’acciaio.

Gruppo Riva

Dal commercio di rottami ferrosi alla leadership europea: le origini di Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva inizia nel 1954, quando Emilio Riva, insieme al fratello Adriano, fonda l’azienda con una visione chiara: contribuire alla ricostruzione dell’Italia del dopoguerra e anticipare le enormi prospettive di sviluppo del settore siderurgico. Quella che nasce come un’attività di commercio di rottami ferrosi si trasformerà, nel corso di pochi decenni, in un Gruppo internazionale di riferimento. Nei primi anni, l’intuizione imprenditoriale dei fratelli Riva si inserisce perfettamente nel contesto del cosiddetto “miracolo economico” italiano, un periodo di straordinaria crescita industriale e sociale. Gruppo Riva, puntando fin dall’inizio sulla produzione di prodotti lunghi mediante acciaierie ad arco elettrico, riesce a consolidare una posizione di leadership grazie alla qualità dei processi produttivi e a una strategia di espansione costante. Con il passare del tempo, il Gruppo amplia la propria presenza oltre i confini italiani, acquisendo realtà produttive in Germania, Francia, Belgio e Spagna, e affermandosi come uno dei principali gruppi siderurgici europei. La crescita internazionale si accompagna a un forte impegno nella qualità e nell’innovazione: ogni anno vengono infatti realizzati significativi investimenti volti a migliorare i prodotti e i processi, la sicurezza negli stabilimenti e la compatibilità ambientale della produzione.

Gruppo Riva, eccellenza italiana tra tradizione e innovazione

Oggi, Gruppo Riva, presieduto dal 2014 da Claudio Riva, è interamente privato e conta oltre 5.300 dipendenti, con un’attenzione crescente alla formazione e all’inserimento di giovani laureati e diplomati. I siti produttivi sono distribuiti tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, e la produzione spazia dai laminati a freddo ai trafilati, pelati e rettificati, destinati a settori ad alto valore aggiunto come la meccanica, l’automotive e il movimento terra. La forza del Gruppo risiede nella sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, mantenendo una posizione di leadership nei prodotti lunghi e rispondendo con precisione alle esigenze dei diversi comparti industriali. In più di 70 anni di storia, Gruppo Riva ha dimostrato come una visione imprenditoriale lungimirante e una strategia di crescita solida possano trasformare un’attività familiare in un colosso siderurgico internazionale, simbolo di eccellenza italiana nel mondo.

Responsabilità sociale d’impresa: il modello Ares Ambiente

Fondata da Marco Domizio nel 2008 a Treviolo, in provincia di Bergamo, Ares Ambiente si distingue nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e della gestione di impianti autorizzati grazie a un modello imprenditoriale che pone al centro etica, trasparenza e responsabilità sociale. L’azienda non si limita a fornire servizi di qualità, ma promuove una cultura condivisa di rispetto verso l’ambiente e la comunità, e ha consolidato negli anni la propria reputazione come realtà affidabile e sostenibile.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: l’importanza della trasparenza

Al fine di garantire il massimo livello di qualità e di affidabilità, Ares Ambiente sottopone regolarmente le proprie attività a verifiche da parte di soggetti terzi qualificati. Questa scelta non solo assicura la piena conformità alle normative vigenti, ma rafforza anche la fiducia degli stakeholder, dimostrando l’impegno costante a migliorare le performance aziendali e a rispondere alle esigenze dei clienti in maniera trasparente ed etica. La trasparenza è infatti uno dei pilastri fondamentali della filosofia di Ares Ambiente e si concretizza nell’adozione del Bilancio SA8000, uno strumento che comunica in modo chiaro e dinamico le attività, i valori e i risultati dell’organizzazione. Attraverso questo documento, l’azienda mette in evidenza il proprio impegno verso la responsabilità sociale, consolidando la fiducia della comunità e degli stakeholder.

Dichiarazione ambientale: l’impegno sostenibile di Ares Ambiente

L’operato di Ares Ambiente si riflette anche nella dichiarazione ambientale, redatta in conformità con il Regolamento EMAS CE n.1221/2009. Questo documento fornisce un quadro completo delle attività, dei programmi e degli obiettivi ambientali dell’azienda, rendendo chiaro l’impatto delle operazioni e favorendo una maggiore consapevolezza sia all’interno sia all’esterno dell’organizzazione. Alla base dell’operatività dell’azienda vi è una rigorosa politica aziendale, strutturata su divisione dei compiti, processi definiti, protocolli di controllo e formazione continua di collaboratori e collaboratrici. Tale approccio garantisce elevati standard qualitativi e una gestione efficace delle pratiche adottate. Non solo, Ares Ambiente si impegna costantemente a coinvolgere tutti gli attori del sistema – dipendenti, fornitori e clienti – nella costruzione di una cultura condivisa orientata alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

Pier Silvio Berlusconi: MFE, nuove operazioni nel mercato iberico

A seguito della partnership avviata da Pier Silvio Berlusconi con Impresa, il raggio d’azione europeo di MFE - MEDIAFOREUROPE si estende sull’intera penisola iberica, dove il Gruppo è già presente con le attività di Mediaset España.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi rafforza la posizione di MFE in Europa: la partnership con Impresa

“Con questa operazione, MFE amplia il proprio raggio d’azione editoriale e commerciale all’intera penisola iberica”: ad annunciarlo è il CEO Pier Silvio Berlusconi in seguito all’acquisizione di una quota del 32,9% nel capitale di Impresa. Salgono così a sei le nazioni in cui il Gruppo è presente con attività nei settori TV, media e intrattenimento: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e ora anche Portogallo. A fronte di tale espansione, si consolida ulteriormente il progetto per la realizzazione del primo broadcaster di portata continentale. Ne ha parlato Pier Silvio Berlusconi, evidenziando come l’investimento in Impresa sia concepito per avviare fin da subito collaborazioni e sinergie in ambito tecnologico e commerciale. Inoltre, in coerenza con la strategia negli altri mercati europei, MFE valorizzerà la produzione di contenuti locali anche in Portogallo, puntando su un modello crossmediale incentrato su nuove tecnologie, sviluppo di piattaforme digitali e spinta sull’innovazione. “I grandi investitori pubblicitari considerano Spagna e Portogallo come un unico bacino”, ha aggiunto il CEO, specificando che “grazie a questa nuova partnership con Impresa e a Mediaset España, miglioreremo ulteriormente il nostro posizionamento nel mercato europeo”.

Pier Silvio Berlusconi: MFE e Impresa “insieme per un nuovo sviluppo”

Nello specifico dell’operazione, Impresa costituisce il principale polo multimediale portoghese, detentore di reti televisive (tra cui i canali SIC), del periodico Expresso e di pubblicazioni sia su editoria tradizionale che elettronica. Fondata da Francisco Pinto Balsemão, opera con otto canali e ha alle spalle una storia che si estende per quasi 50 anni. Lo ha rimarcato anche Pier Silvio Berlusconi, sottolineando come Impresa sia “un’azienda familiare con una lunga tradizione nei media. Da oggi lavoreremo insieme per un nuovo sviluppo con spirito imprenditoriale e concretezza”. A fargli eco Francisco Pedro Balsemão, Amministratore Delegato di Impresa, che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di entrare a far parte del principale Gruppo europeo dei media, condividendo una visione che mette al centro contenuti di qualità, produzione locale e innovazione tecnologica. Impresa porta in questo progetto la propria esperienza e il profondo legame con il Portogallo, con l’obiettivo di generare valore per tutte le parti coinvolte”. Un percorso di crescita che consolida l’intero Gruppo MFE inserendosi nel progetto internazionale del CEO Pier Silvio Berlusconi: crescere su scala europea valorizzando il sistema multipiattaforma di MFE – che comprende TV tradizionale, piattaforme digitali, radio e digital out of home – per la nascita del primo network televisivo e mediatico a impronta europea.

Caro vita, Fabrizio Ruggiero: “Serve un impegno condiviso per sostenere le famiglie”

In un contesto economico in cui l’inflazione rallenta ma il costo della vita continua a pesare sulle famiglie, il tema del potere d’acquisto resta al centro del dibattito pubblico. Fabrizio Ruggiero, Direttore Generale e Amministratore Delegato di Edenred Italia, ha pubblicato sul suo profilo LinkedIn un post in cui sottolinea come, nonostante i primi segnali di frenata dell’inflazione, “il carrello della spesa sia sempre più pesante”.

Fabrizio Ruggiero

Caro vita, Fabrizio Ruggiero: più welfare e sostegno salariale

Fabrizio Ruggiero richiama un dato citato da recenti articoli di stampa: per una coppia con due figli il costo dell’alimentazione annuale è aumentato sensibilmente. Un segnale chiaro di come l’impatto del caro vita continui a essere forte, in particolare sulle famiglie. L’Amministratore Delegato di Edenred Italia ha evidenziato come la difesa del potere d’acquisto non sia solo una questione istituzionale, ma una responsabilità condivisa, soprattutto da parte del sistema produttivo. “Difendere il potere di acquisto di lavoratori e famiglie è una priorità che il sistema produttivo deve avere, in particolare nei rinnovi contrattuali e nelle politiche di incremento salariale – ha chiarito – Questo è un impegno che chi gestisce le aziende, sottoscritto incluso, deve prendersi, soprattutto se convinto che far star bene le persone che lavorano con noi sia un elemento fondamentale per produrre crescita e valore”. Tra le misure discusse nel contesto della Legge di Bilancio 2026, Fabrizio Ruggiero ha richiamato l’attenzione sulla previsione di un incremento della soglia di detassazione dei buoni pasto da 8 a 10 euro al giorno (circa 500 euro di maggior reddito detassato per lavoratori e imprese). Si tratta, sottolinea, di una misura ancora in fase di definizione, ma potenzialmente molto rilevante per migliaia di lavoratori.

Il percorso professionale di Fabrizio Ruggiero

Il percorso professionale di Fabrizio Ruggiero è segnato da una consolidata esperienza nei settori Leisure, Travel & Transportation e Business & Financial Services. Laureato in Economia Aziendale all’Università “La Sapienza” di Roma e con un MBA del MIP - Politecnico di Milano, sviluppa una forte competenza sulla trasformazione digitale, sull’ottimizzazione dei processi e sulla gestione di grandi organizzazioni. Il suo percorso professionale inizia nella consulenza strategica, prima in Accenture e poi in Bain & Company, dove consolida capacità analitiche e visione internazionale. Nel 2004 entra in Leasys, arrivando a ricoprire la posizione di Direttore Generale. Nel 2011 Fabrizio Ruggiero assume il ruolo di AD e DG di Europcar Mobility Group Italia, fino a diventare nel 2016 Group Deputy Chief Executive Officer, con responsabilità globali sulle attività commerciali. Nel 2021 approda in Edenred Italia, dove oggi guida un processo di innovazione, digitalizzazione e sviluppo che punta a migliorare il benessere di chi lavora e la competitività delle imprese.

Alessandro Benetton, dalla presidenza di Benetton Formula a quella di Edizione: l’intervista

Nominato Presidente di Benetton Formula a soli 24 anni, Alessandro Benetton ha vissuto una stagione straordinaria della Formula 1. L’esperienza al fianco di campioni e figure iconiche come Michael Schumacher e Flavio Briatore hanno contribuito a plasmare la sua filosofia del “Mai fermi”, oggi centrale nella rifondazione di Edizione.

Alessandro Benetton

L’avventura di Alessandro Benetton in Formula 1: una nomina inaspettata

Il nostro Gruppo voleva espandersi nel mondo, cercavamo una vetrina ampia. Le Olimpiadi si fanno ogni quattro anni, lo strumento più adatto ci era sembrata la F1”. Così Alessandro Benetton motiva la decisione, presa nel 1985 dall’azienda di famiglia, della formazione di Benetton Formula. Dal 28 novembre è disponibile un documentario su Sky che racconta la storia della scuderia anglo-italiana, che si intreccia con il percorso personale dell’imprenditore che nel 1988 se ne trovò a capo in qualità di Presidente. La nomina, ha rivelato infatti in un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”, fu del tutto inaspettata. “Lavoravo a Londra alla Goldman Sachs, a quel tempo ero l’unico italiano, orientato a una carriera in ambito finanziario – ha ricordato – Mio padre mi ha detto: ‘Abbiamo questo team, ma lo zio Gilberto è molto preoccupato, stiamo spendendo troppo. C’è bisogno di qualcuno che dia un’occhiata ai numeri’. Allora un giorno vado in scuderia, a Witney, che in realtà era poco più di un’officina, Peter Collins mi indica quello che doveva essere il mio ufficio, dietro una vetrata con su scritto ‘Chairman’, Presidente. Così ho scoperto della nomina”. All’epoca non era neanche un appassionato. “Sono sempre stato più praticante dello sport che fruitore-spettatore. Mi appassionava un po’ l’epica dei piloti, ma non ero coinvolto dalla cronaca del tempo”. Dopo la grande epopea vissuta in prima persona, al fianco di personaggi come Michael Schumacher, Bernie Ecclestone e Flavio Briatore, il rapporto di Alessandro Benetton con la F1 è ovviamente cambiato. Quando è tornato nel paddock, lo scorso settembre, non ha potuto fare a meno di emozionarsi: “Ho avuto la nostalgia di come eravamo, di quel tipo di energia, di dinamismo. La Formula 1 ci ha dato una credibilità diversa. Ha detto al Gruppo, alla famiglia, e a tutti quelli che da fuori li guardavano che potevamo fare altre cose, oltre alle magliette. E che potevamo farle bene. Mi è piaciuto vedere come la F1 è cambiata, come si è evoluta. Ed è bello pensare che noi in quella fase abbiamo dato un contributo al cambiamento, così come siamo tornati a fare oggi con la rifondazione di Edizione”.

L’idea del “Mai fermi” nella vision di Alessandro Benetton

“Il coraggio della discontinuità” e “Mai fermi” sono i mantra che hanno sempre accompagnato l’imprenditore nelle proprie scelte, nella Formula 1 così come nella vita. “A 27 anni ho deciso di fare l’imprenditore per conto mio, scegliendo un settore che in pratica non esisteva come il private equity, quando magari da me ci si aspettava la cosa più naturale: cioè che entrassi nelle attività di famiglia”, ha evidenziato nell’intervista Alessandro Benetton. La stessa filosofia è oggi alla base di Edizione, la holding che riassume tutta l’attività della famiglia Benetton. “Sono stato chiamato quattro anni fa e ho cambiato l’80% del management e il 75% delle attività. Per discontinuità e ‘Mai fermi’, non come obbligo ma per avere nuove risposte, per evitare il declino”. Spesso si dice che il successo, come nel caso della Scuderia Benetton, sia questione di avere le persone giuste. Secondo l’imprenditore, bisogna però evitare di fare confusione tra gioco di squadra ed energia dei singoli: “L’efficienza di una squadra non è il risultato matematico, è il derivato di un insieme di energie. Della loro abilità e della loro intelligenza che vengono accresciute dall’operato comune. Gli individui devono essere detonatori di energia collettiva”. Sulla possibilità di replicare il modello Benetton Formula in altri sport, Alessandro Benetton risponde che oggi i risultati finanziari sono soprattutto la conseguenza di altri tipi di scelte: “Riguardano l’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, alla promozione dei giovani, al rapporto col territorio. Le attività che una volta definivamo filantropiche, di generosità, oggi sono una necessità, parte integrande dell’attività di un imprenditore. Ecco, io vedo questo tipo di evoluzione anche nell’interpretazione delle attività legate allo sport da parte delle aziende”. Tra i progetti che il Presidente di Edizione ritiene più interessanti in questo campo, c’è quello di NBA Europa.

Paolo Gallo: Italgas, interesse di efficienza energetica in Grecia con la controllata Enaon

In occasione della presentazione del Piano Industriale di Enaon, controllata di Italgas, l’AD e DG Paolo Gallo ha confermato l’interesse del Gruppo per l’avvio di attività di efficienza energetica (ESCo) in Grecia, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del RePowerEU.

 Paolo Gallo

Paolo Gallo: l’interesse di Italgas per attività di efficientamento energetico in Grecia

“Stiamo studiando il mercato in Grecia per mutuare la nostra esperienza e provare a creare valore anche qui, come già fatto in Italia", ha dichiarato l’AD e DG di Italgas Paolo Gallo. Lo scorso 4 dicembre, durante la presentazione del Piano Industriale della società controllata Enaon, il manager ha confermato l’interesse di Italgas nell’avviare un’attività di efficienza energetica in Grecia, proprio attraverso la controllata. "L'efficienza energetica è uno dei pillar del RePowerEU e una leva strategica per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica e decarbonizzazione dei consumi — ha aggiunto Paolo Gallo — In Italia abbiamo dimostrato cosa siamo in grado di fare nel settore e gli importanti risultati che possiamo raggiungere sia in ambito industriale sia a beneficio della Pubblica Amministrazione”.

Paolo Gallo: il percorso nel settore energetico fino al quarto mandato consecutivo in Italgas

Paolo Gallo si è laureato in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino, completando la sua formazione con un MBA conseguito nell’Università della stessa città. Nel 1988, è entrato a far parte di Fiat Avio S.p.A., azienda per cui, in 13 anni, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità. A partire dal 1997, ha spostato i suoi interessi verso il settore energetico, avviando progetti in Italia, India e Brasile e contribuendo alla nascita di Fiat Energia, di cui è stato AD fino al 2002. Dal 2002 al 2011, è stato Direttore Strategie e Innovazione del Gruppo Edison e AD di Edipower. Il 2011 ha siglato l’ingresso di Paolo Gallo in Acea S.p.A., che ha guidato in qualità di DG fino al 2014, prima di essere nominato nel 2016 AD di Grandi Stazioni S.p.A., società di cui ha curato la privatizzazione. Oggi è AD e DG di Italgas, confermato per il quarto mandato consecutivo dopo la prima nomina avvenuta nel 2016.

Luca Dal Fabbro: le tre transizioni globali al centro del libro “Proteggere il Futuro”

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha presentato, lo scorso giugno presso la Camera dei Deputati, il suo libro “Proteggere il Futuro - Sicurezza energetica, resilienza economica e ambientale nell’era delle tre transizioni globali”, illustrando gli approcci pragmatici per affrontare questa triplice transizione.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: le tre transizioni mondiali al centro del suo libro “Proteggere il Futuro”

La sala del Refettorio della Camera dei Deputati di Roma ha ospitato il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro per la presentazione del suo libro, intitolato “Proteggere il Futuro - Sicurezza energetica, resilienza economica e ambientale nell’era delle tre transizioni globali”. Il saggio ruota intorno alla necessità di fronteggiare con pragmatismo i cambiamenti che coinvolgono la nostra società: dagli aspetti economici, a quelli sociali e ambientali, evidenziando come gli ambiti della politica, dell’economia e della sicurezza energetica siano complementari tra loro. Il futuro può essere garantito e protetto solo se rivolgiamo l’attenzione a tre grandi fenomeni globali, ovvero la transizione energetica, quella digitale e la deglobalizzazione. “Questi tre fenomeni insieme costituiscono l’ecosistema in cui dobbiamo sopravvivere — ha ribadito Luca Dal FabbroE questo significa proteggere il futuro, significa, per esempio, fissare quali sono le priorità e i pilastri su cui fondarlo. L’industria è uno di questi pilastri, l’ambiente è un altro pilastro, la competitività del sistema economico è un altro”.

Luca Dal Fabbro: industria, competitività e ambiente per garantire il futuro

Il punto focale del libro scritto da Luca Dal Fabbro ruota intorno alle tre transizioni che chiamano in causa tutto il mondo. Le transizioni digitale, energetica e geopolitica possono essere affrontate e superate con successo solo usando un approccio pragmatico e sistemico, escludendo ogni tipo di ideologismo. Industria, competitività e ambiente sono le tre colonne portanti su cui costruire il futuro e “questo per avere quella sicurezza economica ed energetica, per avere anche una tenuta sociale, perché questo significa lavoro, significa formazione, significa dare un futuro ai nostri giovani”, ha aggiunto Luca Dal Fabbro.

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