Iren, Gianluca Bufo: quali sono gli investimenti chiave per la transizione energetica

Tra i relatori della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia”, l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo ha sottolineato l’importanza di pianificare investimenti strategici per affrontare la transizione energetica con il giusto equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: fondamentale programmare gli investimenti

Si è tenuta a inizio marzo la conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia - Territori, flessibilità e infrastrutture per la sicurezza energetica”, evento promosso da Luca Squeri in collaborazione con Oliver Wyman e il World Energy Council allo scopo di dialogare su come affrontare la necessità di bilanciare sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica. Tra i presenti, anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo, che è intervenuto nell’ambito della tavola rotonda “Le risorse del territorio come leve di sostenibilità e sicurezza”. “Quella che viviamo – ha affermato il manager – è un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui i trend globali, la digitalizzazione e le tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni. In questo contesto, poter programmare, pianificare e dibattere quelli che sono i giusti investimenti per il Paese, per guidare queste transizioni, è rilevante ed è fondamentale”. L’AD ci ha tenuto a ribadire poi il ruolo di primo piano che la multiutility intende ricoprire nella transizione energetica dell’Italia. “Siamo attivi su tutti i fronti – ha sottolineato – dallo sviluppo delle rinnovabili a tutto ciò che riguarda la flessibilità richiesta da un Paese in cui le infrastrutture energetiche devono diventare sempre più green”.

Gianluca Bufo: cosa aspettarsi nel prossimo futuro

Secondo l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo, sviluppare le rinnovabili e migliorare la flessibilità delle infrastrutture è un ottimo punto di partenza ma non basta. Per il manager, “c’è bisogno che le reti e gli elementi di flessibilità, sia nella produzione sia nell’accumulo dell’energia, seguano questo trend di decarbonizzazione, che è un tema a monte”, al quale segue la domanda a valle, in continua evoluzione. Lo dimostra la richiesta crescente legata ai data center. “Solo per i data center – ha confermato Bufo – stimiamo che anche nel nostro Paese possa accadere ciò che è accaduto negli Stati Uniti, cioè un ulteriore forte aumento della domanda di consumo di energia elettrica”. Ecco perché “servono investimenti nelle reti, investimenti nella decarbonizzazione e una forte spinta sulla transizione energetica”, da accompagnare con una pianificazione e l’utilizzo di tecnologie come l’IA che permettono maggiore flessibilità. Guardando al futuro, Gianluca Bufo ritiene che gli scenari potrebbero essere due: uno sviluppo lento e graduale o uno più repentino. In entrambi i casi, ha evidenziato il manager, Iren farà la sua parte: “Gestendo le reti, essendo fornitori di energia e potendo anche recuperare il calore utilizzato per raffreddare i data center siamo ben posizionati sui nostri territori”.

Riva Acciaio: oltre 70 anni di eccellenza nella siderurgia italiana

Con una storia che supera i 70 anni e un’identità costruita su innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, Riva Acciaio si è affermata come il principale operatore siderurgico italiano e uno dei leader a livello europeo.

Gruppo Riva

Il ruolo di Riva Acciaio nel settore siderurgico

Fin dalle sue origini, Riva Acciaio ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della siderurgia italiana, distinguendosi per la capacità di introdurre innovazioni tecnologiche in grado di ridefinire gli standard del settore. Tra queste, la più significativa è senza dubbio la colata continua curva, entrata in funzione per la prima volta il 2 giugno 1964 nello stabilimento di Caronno Pertusella. Tale innovazione ha segnato una svolta epocale nei processi produttivi, contribuendo a migliorare efficienza e qualità dei prodotti siderurgici. Guidato da una visione orientata verso l’eccellenza, il Gruppo è oggi un punto di riferimento per settori industriali che richiedono standard qualitativi elevati, come l’automotive, la meccanica e il movimento terra. La capacità di rispondere alle esigenze di questi comparti è sostenuta da un costante impegno negli investimenti, finalizzati al miglioramento continuo dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi, oltre che al mantenimento dei più elevati standard di sicurezza e alla sostenibilità ambientale.

L’espansione di Riva Acciaio a livello internazionale

Fondata nel 1954 grazie all’intuito imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano, Riva Acciaio ha saputo cogliere le opportunità offerte dal contesto economico del dopoguerra, avviando un percorso di crescita progressivo e strutturato. Nel corso dei decenni, una strategia basata su espansione internazionale e innovazione costante ha permesso all’azienda di consolidare la propria presenza in numerosi mercati europei e oltre. Oggi, con capitale interamente privato, il Gruppo dispone di una rete produttiva articolata che comprende stabilimenti in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Una presenza internazionale che riflette la solidità del modello industriale adottato e la capacità di Riva Acciaio di competere su scala globale.

Fondazione Unhate, Alessandro Benetton: presentata a Roma la ricerca “Fragile”

Alessandro Benetton ha presentato “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, l’indagine che fotografa la condizione giovanile in Italia promossa dalla Fondazione Unhate.

Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e della Fondazione UnHate

Alessandro Benetton: uno strumento che aiuta a intervenire sulle cause di violenza e odio

Il mondo di oggi sembra pieno di possibilità, al contempo però anche ricco di fratture. Un contesto che vede le nuove generazioni districarsi tra una libertà e facilità di accesso all’informazione mai viste prima e un forte senso di disorientamento e inadeguatezza. È a loro che guarda “Fragile - Mappae mundi di una nuova generazione”, la prima ricerca presentata dall’Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia promosso dalla Fondazione Unhate, la realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma. Lo studio analizza il modo in cui i giovani reagiscono a uno scenario caratterizzato da trasformazioni repentine, discontinuità tecnologiche e cambiamenti geopolitici. Tutti fattori che influiscono sulla crescita individuale della persona. “Abbiamo voluto dotarci di uno strumento coerente con la missione della Fondazione Unhate: contrastare odio e violenza intervenendo sulle loro cause profonde e generando opportunità concrete per le giovani generazioni”, ha sottolineato Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton: i giovani sono il presente e il futuro del Paese

La ricerca, ha spiegato il Presidente di Edizione, nasce “per offrire una fotografia puntuale della condizione in cui vivono, comprenderne necessità, disagi e bisogni reali, e mettere queste evidenze a disposizione di istituzioni, servizi educativi, imprese e territori L’obiettivo è costruire dei contesti che siano in grado di attivare il loro potenziale attraverso piani e progetti consapevoli, capaci di rispondere in modo concreto alle loro esigenze. “Ho sempre creduto che i giovani siano il presente, oltre che il futuro, del nostro Paese e del Pianeta – ha aggiunto Alessandro BenettonCome imprenditore, ma prima di tutto come uomo, cittadino e padre, voglio continuare a fare la mia parte affinché vengano ascoltati, coinvolti e accompagnati a scoprire ed esprimere il proprio talento. In un contesto globale così complesso e segnato dall’inverno demografico, investire in relazioni, orientamento e continuità educativa non è solo una responsabilità sociale: è una scelta strategica. Ogni energia che resta inespressa è valore che l’Italia non riesce a trasformare in crescita, innovazione e impatto positivo”.

Snam e Carabinieri, Agostino Scornajenchi: sinergia strategica per la sicurezza energetica

Un’importante occasione di confronto tra istituzioni e industria energetica si è tenuta nei giorni scorsi tra Snam, guidata dall’AD Agostino Scornajenchi, e l’Arma dei Carabinieri, nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato lo scorso ottobre per rafforzare la collaborazione strategica tra le due realtà.

Agostino Scornajenchi, AD di Snam

Agostino Scornajenchi: focus su sicurezza energetica e infrastrutture strategiche

Per l’occasione, Snam ha aperto le porte del proprio centro di dispacciamento di San Donato Milanese e della sede The Energy House di Milano al Comandante della Legione Carabinieri Giuseppe De Riggi, accompagnato dai Comandanti Provinciali della Lombardia. Al centro dell’incontro, l’intervento dell’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, che ha parlato delle principali trasformazioni in atto nei mercati energetici, evidenziando il ruolo sempre più strategico delle infrastrutture nella gestione delle sfide globali. La sicurezza degli approvvigionamenti rappresenta oggi una priorità non solo nazionale ma europea, richiedendo un approccio integrato tra operatori industriali e istituzioni.

Agostino Scornajenchi: Snam rafforza la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri

Accanto all’intervento di Agostino Scornajenchi, il Chief Infrastructure Operations Officer Massimo Derchi e l’Executive Director Dispatching & Metering Maria Luisa Cassano hanno approfondito gli aspetti tecnici e operativi legati alla gestione delle reti e all’evoluzione del sistema energetico, con un focus sulla resilienza delle infrastrutture. Nel corso del confronto è inoltre emersa l’importanza di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Snam e l’Arma dei Carabinieri in ambiti chiave quali la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza del personale, la tutela ambientale e la security aziendale. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio volto a consolidare sinergie operative e istituzionali, con l’obiettivo condiviso di contribuire alla stabilità, alla sicurezza e allo sviluppo del Paese.

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