Ares Ambiente: la leadership nell’esportazione dei rifiuti

Grazie a un approccio integrato e a una solida rete di partner internazionali, Ares Ambiente garantisce soluzioni complete per l’esportazione dei rifiuti, promuovendo l’economia circolare e il rispetto dei più elevati standard ambientali.

Ares Ambiente

Ares Ambiente, realtà leader nell’esportazione dei rifiuti

Fondata a Treviolo nel 2008 da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente è specializzata nell’intermediazione di rifiuti pericolosi e non pericolosi, nella conduzione di impianti autorizzati e figura tra gli attori chiave nel servizio di esportazione di rifiuti, un ambito particolarmente complesso a causa delle tante regolamentazioni che lo caratterizzano. Richiede infatti competenze specifiche e una preparazione rigorosa in materia di normative internazionali. Operando in conformità al Regolamento Europeo (CE) n. 1013/2006 sulle procedure e i controlli per la spedizione dei rifiuti e alla Convenzione di Basilea, il trattato che regola i movimenti transfrontalieri, Ares Ambiente assicura processi sicuri ed efficienti, promuovendo una gestione responsabile in grado di rispondere alle esigenze delle imprese sul territorio. Negli anni, l’azienda è arrivata ad affermarsi quale partner affidabile di tutte quelle realtà che necessitano di soluzioni sostenibili per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti.

L’approccio integrato di Ares Ambiente e la rete di partnership

L’attività di esportazione dei rifiuti di Ares Ambiente si contraddistingue per un approccio integrato che consente di fornire un servizio completo, assicurando la tracciabilità lungo tutta la filiera, dal punto di origine a quello di destinazione finale. In questo modo, l’azienda riesce a garantire il pieno rispetto dei più alti standard durante ogni fase del processo, riducendo al minimo i rischi ambientali e favorendo l’economia circolare. Grazie al supporto di un team altamente qualificato e a un network di collaborazioni con impianti esteri, vanta la capacità di fornire delle risposte concrete e adatte alle esigenze di smaltimento delle realtà produttive italiane. La fitta rete di partnership, in particolare, è un grande valore aggiunto per la sua offerta di soluzioni sostenibili su misura, permettendo di assicurare la massima cura e conformità normativa in ogni momento.

Affidata a Tecnicaer Engineering la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Bologna

Tecnicaer Engineering si è aggiudicata nel 2025 l’Accordo Quadro per il completamento del Tecnopolo Manifattura Tabacchi - Lotto 1, confermando il proprio ruolo di riferimento nella progettazione architettonica e strutturale di interventi complessi e ad alto valore strategico.

Tecnicaer Engineering

Il progetto affidato a Tecnicaer Engineering

Il progetto di Tecnicaer Engineering riguarda la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Bologna, uno dei più significativi interventi di rigenerazione urbana a livello nazionale, destinato a diventare un hub internazionale di ricerca e innovazione tecnologica. All’interno del Tecnopolo troveranno spazio il supercomputer Leonardo, centri di calcolo avanzato e ambienti dedicati alla ricerca industriale, rafforzando il posizionamento dell’Emilia-Romagna come polo scientifico e digitale di eccellenza. Il progetto prevede inoltre il recupero dell’edificio “Ballette” di Pier Luigi Nervi. “Siamo orgogliosi di contribuire a un intervento strategico per lo sviluppo scientifico e digitale della Regione EmiliaRomagna”, si legge in un post LinkedIn pubblicato sul profilo di Tecnicaer Engineering.

Tecnicaer Engineering: competenza multidisciplinare e centralità delle persone

Tecnicaer Engineering è guidata dal 2001 da Fabio Inzani, Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico, ingegnere specializzato nella progettazione ospedaliera. La mission aziendale è offrire soluzioni di progettazione integrata e coordinata, mettendo al centro le persone e il loro benessere. L’azienda opera con precisione e visione sistemica in tutti gli ambiti disciplinari: dall’inserimento nel territorio all’urbanistica, dal design alle tecnologie impiantistiche, dagli aspetti energetici alle strutture e all’ingegneria clinica. Il Gruppo è fortemente impegnato nella transizione ecologica, sviluppando soluzioni orientate all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale. Oggi, Tecnicaer Engineering è coinvolta in oltre 100 progetti in Italia e all’estero, a conferma di una crescita costante fondata su competenza tecnica, innovazione e valorizzazione delle professionalità interne.

Pier Silvio Berlusconi: ascolti record per Mediaset durante le feste, leader anche in prima serata

L’analisi dello Studio Frasi per “Il Sole 24 Ore” conferma la capacità del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi nel presidiare in modo strutturale il prime-time, fascia di massimo consumo televisivo.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi, Mediaset leader di ascolti durante le Strenne natalizie

Mediaset chiude un anno memorabile non solo per le operazioni portate avanti con successo all’estero ma anche sul fronte degli ascolti: l’evoluzione dei palinsesti avviata dal CEO Pier Silvio Berlusconi ha completamente ridisegnato in questi mesi lo scenario e ora, a impreziosire ulteriormente questo percorso, arriva l’analisi dello Studio Frasi pubblicata da “Il Sole 24 Ore” che ne certifica la leadership anche durante le Strenne natalizie. Sulla base dei dati Auditel relativi al periodo compreso tra il 14 dicembre e il 3 gennaio emerge, infatti, come per la prima volta nella storia della televisione italiana il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi abbia chiuso il periodo al vertice degli ascolti anche nella fascia più competitiva della giornata, il prime time, conquistando la leadership. 

Pier Silvio Berlusconi: lo storico sorpasso in prima serata e il valore nel percorso di evoluzione dei palinsesti

Mediaset supera il servizio pubblico nella fascia serale e nel totale giornata, arrivando a registrare nelle 24 ore uno share del 38,6%: un primato già conseguito anche nei due anni precedenti. Sorprendente però è il prime-time, dove il Gruppo raggiunge il 42,4% di share: un risultato che lo Studio Frasi non esita a definire “senza precedenti”. Ma basterebbe guardare alle sole reti generaliste per avere conferma della forza di Mediaset nel presidiare in modo strutturale la fascia di massimo consumo televisivo. Sono infatti Canale 5, Italia 1 e Rete 4 a risultare le più seguite in prime time. Fondamentale nel rafforzare la leadership di Mediaset c’è sicuramente la ridefinizione dell’offerta, come fatto notare anche dal CEO Pier Silvio Berlusconi: “La Ruota della Fortuna” ne rappresenta la conferma più evidente. Ma al di là dei numeri è da sottolineare anche come in settimane dense di eventi l’informazione Mediaset non si sia mai spenta garantendo, attraverso speciali di telegiornali e programmi informativi, tutti gli aggiornamenti puntuali sui principali fatti di cronaca. E se a riconoscerlo sono gli stessi telespettatori, come confermano diversi post scritti anche sui social network, la soddisfazione è ancora più grande. 

“Benetton Formula”: Alessandro Benetton ripercorre l’epopea del suo team nel documentario

L’avventura della Benetton Formula ripercorsa in un documentario nato quasi per caso e diventato il racconto celebrativo di una stagione indimenticabile della Formula 1. Alessandro Benetton ne ha parlato in un’intervista rilasciata lo scorso novembre alla “Gazzetta dello Sport”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il ricordo della Benetton Formula celebrato in un documentario

Era il 1985 quando si discusse di mettere in pista una macchina con sopra il nome di un’azienda di vestiti. L’anno dopo la Benetton entrò in gara in Formula 1 e nel 1995 divenne Campione del Mondo con Michael Schumacher. Sono trascorsi più di 30 anni da quegli esaltanti momenti e Alessandro Benetton, allora Presidente del team, ha pensato di celebrarne il ricordo con un post sui social. Le emozioni da raccontare erano troppe, le idee pure. Allora quello che doveva essere un reel è diventato un documentario dal titolo “Benetton Formula”. Disponibile dallo scorso novembre su Sky e NOW, dopo un’anteprima in alcune sale cinematografiche selezionate, ripercorre l’epopea della scuderia. “Inizialmente doveva essere una cosa molto più semplice anche solo per raccontare la discontinuità che rappresenta quel progetto, l’energia e la disponibilità al rischio di quegli anni – ha evidenziato in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta dello Sport” l’imprenditore – E in definitiva anche ‘Benetton Formula’ è nato con lo stesso spirito di discontinuità: i giovanissimi registi non avevano mai prodotto un documentario, abbiamo sentito che era il mezzo più giusto per il racconto che avevamo in mente. E lo abbiamo fatto”. Alessandro Benetton ha proseguito quindi ricordando come nacque quella bizzarra idea di usare la F1 come una vetrina per il Gruppo e della sua improvvisa nomina a Presidente.

Alessandro Benetton: l’esperienza della Benetton Formula insegna il valore della discontinuità

La storia della Benetton Formula è anche fatta di persone giuste al momento giusto. Da Michael Schumacher a Flavio Briatore: senza di loro, molto probabilmente, le cose sarebbero andate in modo diverso. La passione che ognuno di loro mise nel progetto, unita a quel “coraggio della discontinuità” che ha fatto da mantra alla famiglia Benetton, ha contribuito a scrivere una pagina indimenticabile della F1 e continua tutt’oggi a rappresentare un’interessante lezione da applicare nel mondo dell’imprenditoria. Alessandro Benetton ha portato l’esempio di Edizione. “Sono stato chiamato quattro anni fa e ho cambiato l’80% del management e il 75% delle attività. Per discontinuità e ‘Mai fermi’, non come obbligo ma per avere nuove risposte, per evitare il declino”. Secondo l’imprenditore si tratta di un insegnamento prezioso: “Se diventi autoreferenziale, se ripeti i soliti schemi, arriva qualcun altro che ti supera”. Sul tema delle persone giuste, il Presidente di Edizione ha ribadito l’importanza di non confondere il gioco di squadra con l’energia dei singoli. “L’efficienza di una squadra non è il risultato matematico, è il derivato di un insieme di energie – ha sottolineato – Della loro abilità e della loro intelligenza che vengono accresciute dall’operato comune. Gli individui devono essere detonatori di energia collettiva. Noi abbiamo vinto così, prima con Collins e John Barnard, poi, rendendoci conto che così non bastava, con Briatore, Rory Byrne, Tom Walkinshaw che porta Ross Brawn, io, i piloti, tutti fino a Michael Schumacher”.

Pellegrini S.p.A. festeggia 60 anni con un gesto di grande generosità da parte di Valentina Pellegrini

La presidenza di Valentina Pellegrini si apre con un gesto di forte impatto sociale: la distribuzione della metà degli utili 2025 ai dipendenti. Un segnale di continuità con l’eredità di Ernesto Pellegrini e la sua attenzione alla dimensione umana dell’impresa.

Valentina Pellegrini

Un “regalo” speciale per i dipendenti da parte della Presidente Valentina Pellegrini

A pochi mesi dal suo insediamento al vertice della Pellegrini S.p.A. nel ruolo di Presidente e AD, Valentina Pellegrini ha mostrato la sua attenzione alla componente umana con un gesto che sembra indicare la direzione che la manager intende dare all’azienda. In occasione dei 60 anni di storia della società fondata dal padre Ernesto Pellegrini, la figlia ha deciso di condividere i profitti realizzati nel 2025 con tutti i lavoratori. Come ci ha tenuto a sottolineare in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, non si tratta di un premio di produzione, bensì di un “riconoscimento economico straordinario”, il cui importo è proporzionato all’anzianità di servizio. Un modo per ricompensare la fedeltà di coloro che ogni giorno, da anni, contribuiscono alla crescita dell’azienda. Un’operazione di sostenibilità sociale concreta che inaugura la nuova era della Pellegrini S.p.A.

La continuità dell’eredità morale e industriale attraverso la presidenza di Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini rappresenta la seconda generazione della famiglia Pellegrini. Da tempo operativa in azienda in qualità di Vicepresidente e Consigliera Delegata, è subentrata al padre Ernesto Pellegrini a seguito della sua scomparsa nel 2025. Fu lui a fondare nel 1965 la Pellegrini S.p.A., diventata poi leader in Italia nei servizi di ristorazione collettiva e altri servizi integrati per aziende, scuole, ospedale ed enti. Oltre a costituire un riassetto dell’organigramma, la nomina di Valentina Pellegrini a Presidente e AD simboleggia pure la presa in carico di una grande eredità morale e industriale. L’intenzione della manager è quella di proseguire sulla stessa strada tracciata dal padre, guidata dalla ferma volontà di “coniugare visione imprenditoriale e attenzione profonda verso le persone”. Un'affermazione di intenti volta a consolidare la fiducia di stakeholder e dipendenti sulla stabilità della cultura aziendale, portando avanti l’attività “con gratitudine, orgoglio e grande senso di responsabilità”.

Giuseppina Di Foggia guida Terna verso il futuro: persone e competenze al centro della crescita

Sotto la guida dell’AD e DG Giuseppina Di Foggia, Terna consolida il proprio ruolo come modello di riferimento nella valorizzazione del capitale umano. Per il secondo anno consecutivo, l’azienda è stata premiata come Top Employer, a testimonianza di un percorso di trasformazione profondo, in cui le persone rappresentano il motore strategico dell’innovazione e dello sviluppo industriale.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: People Strategy e crescita

La visione di Giuseppina Di Foggia si fonda su una People Strategy integrata, capace di connettere lo sviluppo delle competenze, l’attrazione dei giovani talenti e l’esecuzione del Piano Industriale 2024-2028. In un contesto di forte evoluzione del sistema energetico, Terna ha scelto di investire con decisione sul know-how interno, rafforzando la propria struttura organizzativa per affrontare le sfide della transizione energetica e della sicurezza della rete. I numeri confermano l’efficacia di questa strategia: il Gruppo conta oggi circa 7.000 persone e ha avviato un ambizioso piano di crescita che prevede 1.400 nuove assunzioni nell’arco del Piano Industriale. Solo nel 2025 sono entrate in azienda oltre 800 nuove risorse. Accanto alla crescita occupazionale, Terna pone grande attenzione al benessere organizzativo.

Giuseppina Di Foggia: benessere, inclusione e flessibilità

Il modello di lavoro promosso da Giuseppina Di Foggia valorizza flessibilità, responsabilizzazione e orientamento ai risultati, anche attraverso lo smart working fino a 10 giorni al mese. Centrale è poi il supporto alle famiglie, con iniziative concrete come l’asilo nido presso l’headquarter di Roma e il contributo economico esteso a livello nazionale per sostenere le spese dei servizi per l’infanzia. L’azienda coinvolge, inoltre, attivamente le persone nei processi di miglioramento aziendale. Con il lancio degli Employee Resource Group, Terna ha aperto nuovi spazi di partecipazione, a partire dal gruppo dedicato alla genitorialità, pensato per accompagnare mamme e papà nel delicato momento del rientro al lavoro. A questo si affianca un programma di supporto al benessere psicologico ed emotivo, che offre percorsi personalizzati con professionisti qualificati. La certificazione Top Employer 2026 riconosce i risultati raggiunti nelle principali aree delle risorse umane, dall’attrazione dei talenti allo sviluppo delle competenze, fino all’engagement e all’ascolto delle persone, a conferma della solidità di un modello che mette al centro l’individuo.

Comtel, Fabio Lazzerini: crescita solida e focus su consolidamento, nuove operazioni nel 2026

Comtel si presenta al mercato come un’azienda profondamente trasformata rispetto al passato. A sottolinearlo è stato Fabio Lazzerini, AD del Gruppo, intervenuto lo scorso ottobre ai microfoni di “Teleborsa” in occasione della sesta edizione di NextGems

Fabio Lazzerini

Fabio Lazzerini: numeri in crescita e perimetro trasformato dopo le operazioni straordinarie

Abbiamo presentato la semestrale di un'azienda praticamente completamente nuova”, ha spiegato Fabio Lazzerini, ricordando come il 2024 si sia chiuso con 42 milioni di euro di fatturato, riferiti però a un perimetro esclusivamente locale e italiano. Comtel ha oggi dimensioni e caratteristiche tali da rendere impossibile una comparazione con il 2024, proprio per la profonda discontinuità del perimetro aziendale. I numeri confermano una fase positiva. La capogruppo ha registrato una crescita del fatturato attorno al 15%, con ordini che hanno portato i ricavi a 32,3 milioni di euro. Il backlog ha raggiunto quasi 46 milioni, in aumento rispetto ai circa 41 milioni di inizio 2025, delineando un’azienda “molto robusta, molto sana dal punto di vista commerciale e industriale”. Comtel è stata inoltre fortemente impegnata in operazioni straordinarie. L’AD Fabio Lazzerini ha ricordato la quotazione in Borsa del 19 febbraio, l’acquisizione del 60% di NovaNext il 21 febbraio e, successivamente, il signing e il closing dell’acquisizione della divisione communication di NEC Corporation per l’area Europa, Medio Oriente e Africa. Un’intensa attività di M&A che rientra pienamente nella strategia annunciata al momento dello sbarco in Borsa, finalizzata a sostenere la crescita sia organica sia per linee esterne.

Fabio Lazzerini: acquisizioni industriali, sinergie e nuove operazioni attese nella prima metà del 2026

Abbiamo una politica di acquisizione molto industriale”, ha confermato Fabio Lazzerini. Pur considerando la componente finanziaria, Comtel si concentra soprattutto sulle operazioni con forti sinergie industriali. NovaNext opera nello stesso ambito della capogruppo, ma con tecnologie complementari, mentre l’acquisizione delle attività Unified Communication EMEA di NEC rappresenta un ritorno diretto al DNA storico dell’azienda, da 30 anni attiva nel mondo nel settore e, soprattutto, l’inizio del percorso di internazionalizzazione del Gruppo. Le sinergie attese non riguardano solo l’ottimizzazione dei costi, ma soprattutto le efficienze commerciali e l’ampliamento del portafoglio di soluzioni. Guardando al futuro, l’AD ha confermato la presenza di nuovi dossier sul tavolo, in linea con l’obiettivo di crescita dichiarato. Con l’aumento delle dimensioni del Gruppo, l’attenzione si sta spostando anche su operazioni di dimensioni maggiori. Il focus dei prossimi mesi sarà però il consolidamento delle acquisizioni già effettuate. “Le prossime operazioni le faremo nella prima metà del 2026”, ha precisato l’AD. Fabio Lazzerini ha infine commentato positivamente l’esperienza in Borsa, sottolineando l’importanza di costruire una storia di prevedibilità e competenza. Il mercato, ha spiegato, sta dimostrando fiducia nel management, anche grazie al percorso di managerializzazione che ha trasformato Comtel da azienda operativa a holding strutturata. Gli incontri con gli investitori rappresentano un’occasione preziosa non solo per presentare il Gruppo, ma anche per comprendere le aspettative del mercato e rafforzare il dialogo con gli stakeholder.

Vitali Spa: produzione e installazione delle 36 pensiline della nuova linea e-Brt

Il 12 gennaio, è stata avviata l’installazione di tutte le pensiline delle fermate del nuovo sistema di bus elettrici e-Brt, realizzate da Vitali Spa. Tre diverse tipologie dotate di monitor e schermi, sistemi digitali e pannelli fotovoltaici, all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità.

 Vitali Spa lavori e-Brt

Vitali Spa: la realizzazione di pensiline innovative per il sistema di autobus elettrici e-Brt

Ancora una volta, Vitali Spa si conferma come protagonista nell’ambito dell’innovazione urbanistica. La e-Brt è l’importante nuovo sistema di autobus elettrici che collegherà Bergamo a Dalmine-Verdellino, il cui cantiere procede speditamente. Il 12 gennaio, è iniziata la fase di installazione delle pensiline di tutte e 36 le fermate (16 a Bergamo, due a Lallio, nove a Dalmine, due a Osio Sopra, quattro a Osio Sotto e tre a Verdellino), in entrambe le direzioni della nuova linea. A occuparsi della realizzazione delle pensiline è stata Vitali Spa, che ne ha prodotte tre diverse tipologie, dotate di paline, sedute, tettorie e monitor per le informazioni ai fruitori e le campagne di comunicazione: quelle di tipo A dalla lunghezza di 5 metri; le tipo B sono le più lunghe con una misura di 8 metri; mentre le tipo C le più corte, pari a 3 metri di lunghezza. 

Vitali Spa: tre diversi progetti per le pensiline

Nel progetto delle pensiline Vitali Spa ha riversato tutte le sue competenze tecniche e innovative. Le pensiline più grandi, di tipo A e B, prevedono la presenza di diversi monitor: uno touch screen da 49 pollici a scopo informativo; due schermi bifacciali per le campagne di comunicazione e schermi relativi al servizio del trasporto pubblico con orari degli autobus in tempo reale, variazioni di servizio e programmazione, grazie alla tecnologia e-Ink. Le pensiline di tipo C avranno una composizione simile, ma adattate allo spazio ridotto. La sostenibilità ambientale ha avuto un ruolo rilevante nella progettazione: le fermate sono dotate infatti di paline digitali alimentate da pannelli fotovoltaici. Vitali Spa ha prodotto le pensiline presso la sede di Bonate Sotto, dove sono state montate e sottoposte a un processo di zincatura a caldo, a cui è seguita la fase di montaggio della struttura per i monitor. Una volta completata l’installazione, sono previste altre tre settimane per il completamento dei lavori con l’aggiunta di vetrate, impianto elettrico e monitor.

Federico Motta Editore: storia e scoperte del pianeta rosso raccontate nell’opera “Primo Decennio del Terzo Millennio”

La storia delle missioni su Marte è raccontata in un saggio del “Primo Decennio del Terzo Millennio”, edito da Federico Motta Editore, che illustra l’esplorazione del pianeta rosso, dalle prime scoperte scientifiche fino a quelle più recenti.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: “Primo Decennio del Terzo Millennio” raccoglie un saggio alla scoperta di Marte

Nel corso della storia, Marte, il pianeta rosso, è stato oggetto di diverse missioni che ne hanno esplorato la superficie e i segreti. Tutto il resoconto delle imprese alla scoperta del pianeta del primo decennio degli anni Duemila è stato raccolto da Federico Motta Editore in un saggio dedicato all’interno dell’opera intitolata “Primo Decennio del Terzo Millennio”. La terra rossa del pianeta più attenzionato del sistema solare è stata battuta dai rover Opportunity e Spirit, mentre nell’atmosfera orbitavano Mars Reconnaissance Orbiter, Mars Odissey 2001 e Mars Express. Nel corso degli ultimi anni, diverse sono state le scoperte che hanno riguardato Marte, come raccontato nel saggio di Federico Motta Editore: il pianeta rosso presenta una morfologia variegata, la superfice è caratterizzata da una forte radioattività e il metano scarseggia nell’atmosfera. Tra le ultime scoperte più stimolanti, quella sulla presenza di acqua allo stato liquido.

Federico Motta Editore: la raccolta di saggi sulle missioni spaziali che hanno esplorato il pianeta rosso

Come specificato nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore, è stata la sonda Phoenix, “atterrata” su Marte il 25 maggio 2008, che ha rilasciato un lander grazie al quale sulla calotta artica del pianeta sono state trovate tracce di acqua. Missione più recente è la “Mars 2020” della NASA. Questa missione, datata 18 febbraio 2021, ha visto l’atterraggio sul suolo marziano del rover Perseverance. Il 9 e il 10 febbraio dello stesso anno, sono atterrate inoltre le sonde di Emirati Arabi Uniti e Cina sulla superfice di Marte. Per il futuro, il pianeta rosso sarà ancora protagonista di esplorazioni spaziali: la NASA sta portando avanti il suo programma di ricerca, così come l’agenzia russa e quella europea stanno progettando missioni, e lo stesso vale per Cina, India ed Emirati Arabi.

Gruppo Riva tra tradizione industriale e sviluppo internazionale

Fondata su una visione imprenditoriale solida e orientata al futuro, la storia di Gruppo Riva è un esempio di crescita industriale costruita nel tempo attraverso innovazione, qualità e responsabilità.

Gruppo Riva

Le origini e l’espansione europea di Gruppo Riva

La nascita di Gruppo Riva risale al 1954, anno in cui Emilio Riva, affiancato dal fratello Adriano, avvia un’attività imprenditoriale mossa da una forte fiducia nel futuro industriale dell’Italia del dopoguerra. In un Paese impegnato nella ricostruzione economica e sociale, i fratelli Riva colgono con anticipo le potenzialità del settore siderurgico, iniziando dal commercio di rottami ferrosi e ponendo le basi per uno sviluppo che si rivelerà rapido e strutturato. Fin dalle origini, la scelta strategica di puntare sugli acciai lunghi prodotti tramite forni ad arco elettrico si dimostra vincente, consentendo al Gruppo di crescere in modo sostenibile e di distinguersi per efficienza produttiva e qualità. Durante gli anni del “miracolo economico” italiano, Gruppo Riva consolida il proprio ruolo nel panorama industriale nazionale e avvia un progressivo percorso di espansione internazionale. L’acquisizione e lo sviluppo di siti produttivi in Germania, Francia, Belgio e Spagna rafforzano la presenza del Gruppo in Europa, trasformandolo in uno dei principali operatori siderurgici del continente. Parallelamente alla crescita dimensionale, l’azienda investe con continuità in innovazione tecnologica, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, rendendo questi valori parte integrante della propria cultura industriale.

Gruppo Riva oggi: una realtà globale con una visione strategica

Oggi, Gruppo Riva è una realtà siderurgica privata di respiro globale, presieduta dal 2014 da Claudio Riva. I suoi stabilimenti, distribuiti tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, producono una gamma articolata di prodotti, dai laminati a freddo ai trafilati, pelati e rettificati, destinati a settori altamente specializzati come l’automotive, l’oil and gas, la meccanica e il movimento terra. Con oltre 70 anni di storia alle spalle, il Gruppo, che può contare sull’esperienza di oltre 5.300 tra collaboratori e collaboratrici, continua a distinguersi per la capacità di unire competenza industriale, visione strategica e attenzione alle persone, rappresentando un esempio di eccellenza italiana nel settore siderurgico internazionale.

Banca Generali inizia il 2026 con risultati in crescita: la strategy di Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: “Siamo fiduciosi di chiudere positivamente l’anno e, ancor di più, di aver avviato iniziative che ci accompagneranno con entusiasmo e determinazione verso il prossimo”. 

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: la strategia alla base della crescita di Banca Generali

Integrazioni strategiche, nuove partnership e un utilizzo sempre più avanzato della tecnologia e delle soluzioni di AI a supporto dei banker: a disegnare il percorso di trasformazione strutturale attraverso cui prende forma il futuro di Banca Generali è l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa che, parlando recentemente dei risultati della raccolta di novembre, ha ribadito la centralità dell’innovazione e delle sinergie nel modello di sviluppo dell’Istituto. “Intermonte, Alleanza e l’AI ampliano il bacino dei clienti, l’efficacia dei nostri banker e ci proiettano verso un nuovo paradigma di crescita”, ha spiegato Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa: in che modo i risultati confermano la vision del CEO?

Il valore della strategia disegnata dal CEO Gian Maria Mossa è nei numeri che Banca Generali continua a registrare: da inizio 2025 la raccolta netta si attesta a oltre 6,2 miliardi di euro (+10% su base annua). Isolando anche solo novembre, con 649 milioni di euro, si rileva una crescita del 27% rispetto allo stesso periodo del 2024. “Nel breve, la nuova offerta a protezione del capitale e la normalizzazione del contesto garantiscono crescita e qualità della raccolta”, ha spiegato il CEO rimarcando il ruolo che l’integrazione di Intermonte, la partnership con Alleanza e gli investimenti sull’AI giocheranno nel medio-lungo periodo per rafforzare ulteriormente il posizionamento di Banca Generali. “Siamo fiduciosi di chiudere positivamente l’anno e, ancor di più, di aver avviato iniziative che ci accompagneranno con entusiasmo verso il prossimo”, ha aggiunto Gian Maria Mossa ricordando inoltre che “mai come oggi esistono i presupposti per conquistare quote di mercato in diversi segmenti, grazie alla forza delle nostre persone e del nostro brand”.

Fabrizio Di Amato: MAIRE simbolo dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo

Fabrizio Di Amato, Presidente e fondatore di MAIRE, ha ricevuto lo scorso aprile il Premio Qualità Italia dal Comitato Leonardo, riconoscimento che celebra la visione imprenditoriale, l’innovazione e l’impegno per la sostenibilità come pilastri dell’eccellenza del Made in Italy.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato premiato dal Comitato Leonardo

Lo scorso aprile, il Presidente, fondatore e azionista di maggioranza di MAIRE Fabrizio Di Amato è stato insignito del prestigioso Premio Qualità Italia dal Comitato Leonardo. Il riconoscimento unisce più di 160 tra imprenditori, artisti, scienziati e uomini di cultura che condividono l’obiettivo di valorizzare l’Italia e la sua originalità portando avanti iniziative di alto profilo. Il premio è un simbolo dell’eccellenza del Paese nel mondo, caratterizzata da visione imprenditoriale, propensione all’innovazione e impegno per la sostenibilità. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo presso la Sala della Loggia a Villa Madama, nella Giornata Nazionale del Made in Italy, dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana, e celebrata nel giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. L’evento si è svolto alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Presidente del Comitato Leonardo Sergio Dompé, del Presidente di Confindustria Emanuele Orsini e del Presidente di Ice Matteo Zoppas.

Fabrizio Di Amato: l’impegno verso l’eccellenza e la sostenibilità è il motore di MAIRE

Sono profondamente onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento che vorrei idealmente estendere a tutte le persone di MAIRE che hanno reso possibile il nostro progetto – aveva dichiarato Fabrizio Di AmatoL’impegno verso l’eccellenza e la sostenibilità è il motore del nostro Gruppo. Continueremo a innovare e a promuovere il valore del Made in Italy nel mondo”. Il Gruppo MAIRE costituisce un modello esemplare nel settore dell’ingegneria industriale e della transizione energetica. Impegnato nella progettazione e nella realizzazione di infrastrutture tecnologicamente avanzate e sostenibili, è un esempio a livello internazionale della capacità dell’Italia di coniugare innovazione, ricerca e tecnologie applicate, facendo figurare il Paese come protagonista autorevole e competitivo sullo scenario globale.

Raffaele Pio de Nittis: l’importanza del percorso di riabilitazione dopo un evento acuto

Nel contesto di una popolazione sempre più anziana, Raffaele Pio de Nittis aveva evidenziato, nel corso di un convegno sul tema tenutosi nel 2023, l’importanza della riabilitazione dopo eventi acuti, sottolineando il rischio di perdita dell’autonomia e di ri-ospedalizzazione senza un adeguato percorso di recupero.

Raffaele Pio de Nittis

Le necessità riabilitative dell’età involutiva: l’incontro che ha visto la partecipazione di Raffaele Pio de Nittis

La continuità dell’assistenza ai pazienti anziani che necessitano di attività riabilitativa dopo aver superato un evento acuto provocato da patologie o traumi fisici è un tema parecchio attuale in una società la cui popolazione invecchia a un ritmo spaventosamente rapido. In Italia, il Paese europeo con il più alto indice di vecchiaia, secondo i dati Istat 2024 si parla di quasi 200 anziani ogni 100 giovani. Le patologie acute (degenerative, neurologiche, cerebro e cardiovascolari, eventi fratturativi) possono accelerare il progressivo decadimento delle funzioni biologiche, nonché delle capacità psichiche e sociali, a cui l’individuo va incontro con il raggiungimento dell’età evolutiva. Le problematiche più serie, come ad esempio l’artrosi delle grandi articolazioni, gli ictus cerebrali e gli infarti miocardici acuti, si verificano con più frequenza in età senile e presenile, andando spesso a insistere su quadri di salute generale già complessi. Data l’importanza dell’argomento, negli ultimi anni sono stati organizzati diversi eventi dedicati, come il congresso “Necessità riabilitative dell’età involutiva: dall’evento acuto al rientro a domicilio”. Tenutosi a Bari nel 2023, ha rappresentato un interessante momento di confronto tra gli esperti e i professionisti del settore. Tra i partecipanti, anche il General Manager del Presidio di riabilitazione San Giovanni di Dio di Adelfia Raffaele Pio de Nittis.

Raffaele Pio de Nittis: i rischi di un mancato recupero totale delle abilità da parte del paziente

Spesso al termine di un ricovero ospedaliero, a seguito di un evento acuto – aveva sottolineato Raffaele Pio de Nittis durante l’evento – non è garantito un pieno recupero delle abilità funzionali del paziente. Questo deficit rende difficoltoso il rientro a casa, incidendo su una percezione di impotenza, alla quale si aggiunge inoltre un concreto rischio di ri-ospedalizzazione”. Partendo dalla necessità, sancita dall’OMS, di garantire la salute nel senso più completo del termine – benessere fisico, mentale e sociale – la riabilitazione svolge un ruolo cruciale nel restituire alla persona il maggior stato di autonomia e il godimento del massimo livello di vita raggiungibile. Soprattutto in virtù dell’allungamento della prospettiva di vita e dell’attività lavorativa, supportare l’individuo nei suoi bisogni personali, famigliari e sociali, riducendo la fragilità legata a condizioni di salute cronico/acute e socio-economiche, dovrebbe essere un obiettivo primario della società odierna. Un traguardo conquistabile pure attraverso la collaborazione tra ospedali e territorio.

Andrea Mascetti: protocollo d’intesa con ODEC Milano per la crescita delle imprese lombarde

Presieduta da Andrea Mascetti, Finlombarda ha siglato il nuovo accordo con ODEC Milano lo scorso dicembre, operazione che sostiene le PMI del tessuto industriale lombardo attraverso iniziative di acceso al credito. Sottoscritto per la prima volta nel 2021, il protocollo si impegna a supportare le PMI nelle sfide contemporanee legate a IA, digitale e sostenibilità.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: rinnovato l’accordo tra Finlombarda e ODEC Milano per il sostegno alle PMI regionali

A seguito del primo accordo stipulato nel 2021, Finlombarda ha rinnovato il protocollo d’intesa con l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano lo scorso dicembre. Il focus dell’intesa è sostenere le PMI della Regione tramite programmi di accesso al credito. “Questo accordo è importante alla luce del ruolo svolto dai commercialisti quali referenti delle aziende in tutte le fasi della loro attività — ha dichiarato il Presidente Andrea Mascettiper dare ampia diffusione alle iniziative di finanziamento in gestione a favore della competitività e della crescita delle imprese della nostra Regione". La collaborazione tra Finlombarda e ODEC Milano si pone l’obiettivo di venire incontro al sistema produttivo industriale della Lombardia, accompagnandolo a superare le sfide internazionali legate a IA, sostenibilità e digitale.

Andrea Mascetti: gli incarichi professionali del Presidente di Finlombarda

Andrea Mascetti ha conseguito una laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano e successivamente si è iscritto all’ordine degli avvocati di Varese. Ha avviato il suo percorso professionale presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, esperienza che gli ha fornito le competenze e il know-how che ha poi capitalizzato nella fondazione del suo Studio Legale. Specializzato in diritto commerciale, amministrativo e penale, lo Studio Legale Mascetti garantisce un’assistenza legale diversificata grazie a un team qualificato in più discipline. Impegnato in ambito istituzionale, l’avvocato è attivo in qualità di arbitro davanti ai collegi arbitrali e a diversi Organismi di vigilanza ed è membro di collegi sindacali e di CdA di banche e società italiane e estere. Dal 2023, Andrea Mascetti ricopre la carica di Presidente di Finlombarda. Dal 2022 è membro dell’Advisory Board di Valore Italia, dal 2024 fa parte del CdA di BPER Banca e dal 2025 è membro indipendente del CdA di Snam.

Sequestro del carbonio e territori rurali, Marco Domizio: la visione sostenibile di Ares Ambiente

In un momento storico in cui la crisi climatica richiede risposte concrete e misurabili, Marco Domizio rilancia il ruolo del compostaggio come strumento chiave della transizione ecologica.

Marco Domizio

Il compost di qualità come leva climatica: la proposta di Marco Domizio per i suoli agricoli

Attraverso un intervento pubblicato sul canale LinkedIn di Ares Ambiente, Marco Nicola Domizio pone l’accento su un tema ancora poco esplorato nel dibattito pubblico: il sequestro del carbonio nei suoli agricoli come opportunità ambientale, economica e sociale per le aree rurali. Tradizionalmente, il compost è associato al miglioramento della fertilità del terreno e alla gestione sostenibile dei rifiuti organici. Ma la visione proposta dall’imprenditore va oltre l’approccio agronomico classico. La sostanza organica contenuta nel compost di qualità è infatti in grado di immagazzinare carbonio nel suolo per lunghi periodi, sottraendolo all’atmosfera e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂. Un processo che trasforma due settori spesso considerati separati, agricoltura e gestione dei rifiuti, in alleati strategici contro il cambiamento climatico. “Più il compost è di qualità, prodotto a partire da matrici selezionate e secondo processi controllati, più efficace sarà questo contributo alla stabilità del carbonio nel suolo”, si legge nel post pubblicato, che fa riferimento anche all’impianto di compostaggio di Piedimonte San Germano.

Marco Nicola Domizio: il compost come bene comune e motore di innovazione territoriale

Il compost diventa così un ponte tra economia circolare, pratiche agricole sostenibili e politiche climatiche territoriali, restituendo centralità alle comunità locali. In questo scenario, gli impianti di compostaggio assumono un ruolo nuovo. Non più semplici strutture di trattamento dei rifiuti, ma hub di innovazione ambientale, capaci di generare valore condiviso, benefici ecosistemici e nuove opportunità per il territorio. Secondo l’azienda fondata da Marco Domizio, la sfida principale non è solo tecnologica, ma soprattutto culturale: riconoscere il compost come un bene comune rigenerativo, in grado di migliorare la resilienza dei suoli e contrastare gli effetti della crisi climatica. Da qui l’invito rivolto ad amministrazioni locali, aziende agricole, consorzi, associazioni ed enti di ricerca: costruire filiere locali del compost orientate al sequestro del carbonio, promuovere protocolli condivisi, investire nella formazione e misurare gli impatti con strumenti scientifici.

Alessandro Viglione: dal libro sui reati tributari al seminario universitario

Con competenze nel ramo del diritto penale dell’economia, Alessandro Viglione ha presentato lo scorso ottobre il suo libro “I reati tributari: casi giurisprudenziali” a Milano. È poi intervenuto in occasione del seminario sul diritto tributario organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, lo scorso 6 novembre

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: reati e diritto tributario, la presentazione del libro e la partecipazione a un seminario

Forte dell’esperienza maturata nell’ambito del diritto penale dell’economia, l’avvocato Alessandro Viglione ha affiancato alla carriera forense quella di ricerca e formazione. Già autore di diverse pubblicazioni, lo scorso 30 ottobre ha presentato presso la Biblioteca “Avv. Giorgio Ambrosoli” del Palazzo di Giustizia di Milano il suo nuovo libro, dal titolo “I reati tributari: casi giurisprudenziali”. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano e parte del programma di formazione continua degli avvocati, ha rappresentato un momento di approfondimento e confronto sul tema dei reati tributari. Lo scorso 6 novembre, Alessandro Viglione ha poi partecipato al seminario organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza in partnership con la Facoltà di Economia e Giurisprudenza e i corsi di Laurea in Giurisprudenza e Doppia Laurea in Diritto ed Economia, sempre sul diritto tributario.

Alessandro Viglione: la carriera professionale

Partner dello Studio Legale Lauri Viglione, Alessandro Viglione ha conseguito la laurea in Giurisprudenza nel 2006 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 2015, ha rifinito la sua formazione con il Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa presso la stessa Università. È stato abilitato all’attività di avvocatura al patrocinio davanti le Giurisdizioni Superiori. Nel corso della sua carriera, si è specializzato nel diritto penale dell’economia, nello specifico nei rami del diritto penale tributario, del diritto penale dei mercati finanziari, dei reati fallimentari, del diritto penale bancario e societario, degli infortuni sul lavoro, del diritto penale ambientale e della responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001, ambito in cui ha maturato un know-how sulla costruzione di Modelli Organizzativi. Alessandro Viglione è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

Tax Transparency Benchmark 2025: Enel al vertice sotto la guida di Flavio Cattaneo

Enel, guidata dall’AD e DG Flavio Cattaneo, si conferma al vertice del Tax Transparency Benchmark di VBDO, conquistando il primo posto insieme a Philips e Repsol. Un importante riconoscimento che ne attesta il percorso di trasparenza fiscale portato avanti da anni.

Flavio Cattaneo

Tax Transparency Benchmark 2025: la vision di Flavio Cattaneo per Enel

Enel prima in Europa in materia di trasparenza fiscale. È quanto emerge dal Tax Transparency Benchmark 2025 condotto da VBDO, la principale associazione di investitori istituzionali del continente con focus sulla sostenibilità. Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ribadisce in tal modo i risultati già raggiunti negli scorsi anni, che hanno visto Enel come unica realtà italiana ai vertici della classifica: un traguardo che testimonia la solidità della strategia orientata alla trasparenza. L’analisi realizzata da VBDO, giunta all’undicesima edizione, colloca Enel al primo posto tra 116 grandi società quotate europee, tra le quali solo nove italiane. Il Benchmark evidenzia, tra l’altro, un progressivo miglioramento globale nelle pratiche di rendicontazione tributaria, con un buon risultato ottenuto dai Paesi Bassi che guidano la graduatoria con un punteggio medio del 54%, seguiti dall’Italia (51%) e dalla Spagna (48%). In tale scenario di crescita, la governance di Flavio Cattaneo ha consentito a Enel di raggiungere un 98% di aderenza ai criteri di analisi, con attività eccellenti per quanto concerne la divulgazione della propria politica di fiscalità d’impresa, premiando in particolare la trasparenza nella rendicontazione tra attività e imposte pagate, includendo anche l’impiego degli incentivi fiscali. Non da ultimo, Enel ha superato nettamente altre utility europee come RWE (47ª), Engie (52ª) ed EDF (73ª). 

Flavio Cattaneo: trasparenza fiscale, ambientale e industriale nell’identità di Enel

Il traguardo ottenuto giunge a breve distanza da un ulteriore successo conseguito a livello internazionale, riferito a un importante pilastro della sostenibilità. Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo si è infatti posizionato al primo posto, tra 164 aziende, nel Net Zero Company Benchmark realizzato da Climate Action 100+, il più importante network mondiale che aggrega oltre 600 investitori istituzionali. Il risultato, che evidenzia la qualità e la completezza delle informazioni in tema di cambiamento climatico, è basato su tre elementi essenziali per il futuro del settore energetico: l’abbattimento delle emissioni, una solida struttura di governance climatica e l’affidabilità dei piani industriali per il raggiungimento del net zero. In tal senso, con la guida dell’AD e DG Flavio Cattaneo, Enel continua a sottolineare quanto la trasparenza su più livelli (fiscale, ambientale e industriale) rappresenti un elemento imprescindibile della propria identità societaria, configurandosi come motore competitivo nelle attività a livello internazionale.

Paolo Arrigoni guida il GSE nella transizione energetica italiana

Tecnico, ingegnere, amministratore pubblico: il percorso di Paolo Arrigoni riflette una traiettoria che lo ha portato oggi alla presidenza del GSE, ente centrale nella promozione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Paolo Arrigoni

Paolo Arrigoni: formazione e percorso professionale del manager alla guida del GSE

Paolo Arrigoni è Presidente del GSE, l’ente pubblico che promuove le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile, coordinandosi con i Ministeri dell’Economia e dell’Ambiente. Nato a Lecco il 14 giugno 1964 e cresciuto a Calolziocorte, ha avviato la propria carriera professionale a 16 anni come tecnico per impianti elettrici industriali. Dopo aver conseguito il diploma di Tecnico delle Industrie Elettriche ed Elettroniche e la laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano, si è iscritto all’Ordine degli Ingegneri, svolgendo anche un anno come docente. Tra il 1992 e il 2000, ha lavorato come Project Engineer presso Italcementi Group, per poi avviare attività di consulenza in progettazione e automazione. Tra il 2002 e il 2006, ha ricoperto incarichi di Consigliere di Amministrazione in NORDCOM e GRTN (oggi Gestore del Sistema Elettrico). In quegli anni, è arrivato il riconoscimento come Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Parallelamente alla carriera professionale, Paolo Arrigoni ha coltivato anche la passione e l’impegno politico: dal 2003 al 2013, è stato infatti Sindaco della sua città natale, poi Consigliere Provinciale e infine Senatore della Repubblica nel 2013, legislatura durante la quale ha assunto anche l’incarico di Questore e membro del COPASIR.

Paolo Arrigoni: affidabilità, prossimità e innovazione al centro dell’azione del GSE

Nominato alla guida del GSE, Paolo Arrigoni ha subito indirizzato la strategia dell’ente su tre direttrici: affidabilità, prossimità e innovazione. Principi che il Presidente ha richiamato anche in occasione delle celebrazioni per i 20 anni della società, indicando la necessità di rendere la transizione energetica più inclusiva e accessibile. Negli ultimi anni, segnati dall’emergenza energetica e da una forte instabilità dei mercati, il GSE ha rafforzato il proprio ruolo di presidio operativo e istituzionale a supporto di cittadini, imprese e istituzioni, garantendo continuità nell’accesso agli incentivi e nelle misure di sostegno. Allo stesso tempo, l’ente ha accompagnato la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, contribuendo a rendere più accessibili nuovi modelli sociali e industriali legati alla transizione energetica. Un percorso che, come sottolineato da Paolo Arrigoni, ha confermato il GSE come uno degli snodi centrali per la stabilità del settore e per l’evoluzione del sistema energetico del Paese verso un modello più sostenibile e resiliente.

Atitech: il percorso di crescita internazionale tra difesa e manutenzione aeronautica

Atitech, la più grande MRO indipendente dell’area EMEA, ha finalizzato una serie di operazioni che mirano ad espanderne la leadership a livello internazionale verso nuovi mercati. In seguito agli accordi con Airbus Defence and Space e con Alnimr Alarabi Holding, il Gruppo estende i propri servizi nell’ambito della difesa militare e nell’area SEMEA.

 Atitech

Atitech: l’espansione internazionale, dall’Arabia all’ambito militare

Atitech ha rafforzato nel 2025 la propria posizione internazionale, consolidando competitività e affidabilità grazie a una serie di nuove collaborazioni. Lo scorso ottobre, a Londra, Gianni Lettieri ha siglato un nuovo accordo con Airbus Defence and Space per quanto concerne i servizi di MRO, manutenzione, riparazione e revisione di aerei militari. Forte della sua solidità e garanzia, l’azienda può contribuire stabilmente alla filiera della difesa europea. Nello stesso mese, Atitech ha stretto un’altra importante partnership, firmando una lettera d’intenti con la società di investimenti saudita Alnimr Alarabi Holding, finalizzata alla creazione di una joint venture dedicata alla manutenzione e revisione di aeromobili e componenti dell’Arabia Saudita. Nell’accordo è inclusa la realizzazione di un centro d manutenzione nell’area SEMEA.

Atitech: i vantaggi e le sfide dell’espansione per l’occupazione del Sud Italia

Le recenti operazioni internazionali di Atitech possono generare un impatto anche dal punto di vista occupazionale. La collaborazione siglata con Airbus in ambito militare rappresenta infatti un passo avanti nel favorire l’inserimento di quelle figure qualificate presenti nel Sud Italia. Ad assumere un ruolo cruciale saranno, inoltre, i piani di formazione e gli investimenti tecnologici, che svilupperanno le attuali competenze, soprattutto quelle attinenti all’ambito ingegneristico, elettronico, logistico e delle maestranze del territorio. Divenuta la più importante MRO indipendente dell’area EMEA, Atitech mira a consolidare la propria leadership anche a livello internazionale, aprendosi a nuovi mercati e mirando a diventare un punto di riferimento in Italia nel proprio settore.

Enrico Vita al Graduation Day: i tre principi per una carriera manageriale

In occasione del Graduation Day della School of Management del Politecnico di Milano, l’AD e DG di Amplifon Enrico Vita ha parlato davanti alla platea di studenti, illustrando le caratteristiche fondamentali che un manager deve avere per guidare un’azienda con successo.

Enrico Vita

Enrico Vita: le tre caratteristiche strategiche per diventare un manager competente

“Le persone, la curiosità e il coraggio sono tre elementi essenziali di un percorso di leadership che la tecnologia non potrà mai sostituire”, ha evidenziato Enrico Vita. Queste sono le caratteristiche principali che un manager deve possedere per diventare un bravo leader, secondo l’AD e DG di Amplifon, intervenuto lo scorso settembre al Teatro Dal Verme in occasione del Graduation Day degli MBA ed Executive MBA della School of Management del Politecnico di Milano. Il discorso di Enrico Vita ha ispirato i 300 studenti presenti, illustrando loro le qualità necessarie per governare un’azienda e resistere agli impatti delle onde del mare agitato del mondo, superando sfide come IA, sostenibilità e geopolitica. L’importante è costruire una squadra competitiva ed efficiente, avendo intorno persone preparate.

Enrico Vita: mettersi in discussione ed essere pronti a imparare sono aspetti essenziali per una carriera manageriale

Il percorso professionale del manager è costantemente attraversato da sfide e difficoltà, ma dietro ognuna di queste si nasconde un’occasione di crescita personale. Secondo Enrico Vita, “i leader aziendali devono essere coraggiosi poiché ogni carriera presenta dei momenti difficili e la crescita reale avviene fuori dalla nostra zona di comfort. Il mondo cambia più velocemente delle nostre certezze”. La certezza assoluta può diventare la nemica numero uno di un manager. Essere bravi leader significa anche mettersi costantemente in discussione ed essere propensi a imparare. Per questo motivo i tre principi cardini per avviare una carriera manageriale sono curiosità, coraggio e persone. “Non bisogna mai smettere di essere curiosi — ha ricordato Enrico Vita — di imparare e di sfidare se stessi”.

Fabrizio Ruggiero: il welfare, uno strumento efficace per attrarre talenti

Per le aziende italiane è sempre più difficile trovare personale. Oggi lo stipendio non basta più, il welfare diventa un fattore sempre più decisivo per attrarre e trattenere i talenti: l’intervista de “Il Messaggero” all’AD di Edenred Italia Fabrizio Ruggiero.

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero: il welfare come strumento per attrarre talenti

Se fino a qualche tempo fa si faticava a trovare lavoro, oggi pare la situazione si sia ribaltata. Sono le aziende, adesso, ad avere difficoltà nel reclutare personale. Fabrizio Ruggiero, Amministratore Delegato di Edenred Italia, società leader nel settore degli employee benefit, ha condiviso il suo punto di vista con “Il Messaggero”. “Nel dialogo con le aziende con cui lavoriamo – ha confermato il manager – vediamo un comune denominatore: il fatto che su alcune professionalità, e ancora di più in alcuni territori, fare recruiting è diventato complesso. Ed è complicato anche tenersi le persone migliori”. I tempi ormai sono cambiati e sono mutate le priorità di chi cerca lavoro. Prima, in fase di colloquio, la comunicazione girava intorno a due punti fondamentali, ovvero il tipo di contratto e la retribuzione. “Oggi questo non basta”, sottolinea Fabrizio Ruggiero. Nell’attuale contesto, il welfare è passato dall’essere “la ciliegina sulla torta” di un’offerta lavorativa a costituire una fetta importante della torta.

Fabrizio Ruggiero: investire nelle persone fa crescere il fatturato

La crisi del recruiting è inoltre, in qualche modo, legata a un’altra crisi che è spesso nei titoli di giornale: quella demografica. La diminuzione della popolazione in età lavorativa riduce, di fatto, l’offerta complessiva di manodopera. Alcune aziende stanno cercando di trovare una soluzione investendo in due grandi aree. La prima è quella dell’inclusione e ha a che fare soprattutto con il mantenimento delle donne sul posto di lavoro. “Oggi – afferma Fabrizio Ruggiero – ci sono 7.8 milioni di donne che non hanno attività professionale, che ovviamente lavorano a casa, ma che rappresentano, in un Paese con un saldo negativo al 2040 di tre milioni di lavoratori, un tesoro da riattivare”. Molte realtà stanno quindi facendo leva sul welfare, utilizzandolo come uno strumento per supportare le donne, in particolare nelle prime fasi di vita dei figli. L’altro grande filone è quello pensionistico, con soluzioni di previdenza complementare da integrare alla pensione pubblica. Investire nel welfare significa pure investire nella crescita della propria azienda. Secondo un’analisi condotta da SDA Bocconi sulle medie e grandi imprese italiane, le aziende che investono in welfare crescono di fatturato del 10% più velocemente rispetto a quelle che non lo fanno.

Gruppo Vitali, la sostenibilità entra nel cuore della strategia aziendale

La sostenibilità non è più solo un obiettivo, ma un principio strutturale che guida le scelte strategiche di Vitali Spa. Lo conferma il Bilancio di Sostenibilità 2024, il terzo documento di rendicontazione ESG presentato dall’azienda, che fotografa un anno chiave nel percorso di evoluzione del Gruppo: il 2024 ha infatti segnato la trasformazione ufficiale dell’azienda in Società Benefit.

Vitali Spa

Società Benefit, persone e sicurezza: il modello sostenibile di Vitali Spa

Un passaggio che formalizza un impegno già consolidato: generare valore economico insieme a benefici sociali e ambientali, integrando la sostenibilità nel modello industriale e nella governance. Attivo dal 1989, il Gruppo Vitali opera nello sviluppo e nella realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e immobiliari, con un presidio che spazia dalla produzione di energia rinnovabile (fotovoltaico, idrogeno e sistemi di accumulo) alle infrastrutture per la mobilità, fino ai data center e agli interventi di rigenerazione urbana, come il progetto di Porta Sud a Bergamo. “Da tempo abbiamo posto al centro della propria strategia i principi della Società Benefit e i pilastri ESG che rappresentano parte integrante e sostanziale del nostro modello industriale – ha commentato l’AD Alessio Parolari – L’azione del Gruppo, infatti, si basa su alcuni pilastri: persone, territorio, sostenibilità e governance trasparente come basi per generare e consegnare ai territori in cui si opera prodotti e manufatti di qualità che siano al servizio delle comunità di riferimento”. Le persone sono riconosciute come il vero motore dell’organizzazione. Per questo Vitali Spa ha rafforzato gli investimenti nella formazione, nello sviluppo delle competenze e nella valorizzazione del capitale umano, promuovendo un contesto di lavoro sempre più inclusivo e partecipato. In questo quadro, la salute e la sicurezza sul lavoro si confermano la priorità assoluta, considerate elementi imprescindibili per la sostenibilità di lungo periodo.

I risultati concreti di Vitali Spa nel 2024

Parallelamente, Vitali ha continuato a rafforzare i propri modelli di governance responsabile e trasparente, integrando in modo strutturato la valutazione degli impatti sociali e ambientali nei processi decisionali. “L’azienda si è preparata con anticipo al cambiamento profondo che oggi coinvolge tutte le organizzazioni – ha sottolineato Eleonora Sablone, membro del board con delega ESG – La trasformazione in Società Benefit è una prova concreta”. Sul fronte ambientale, il 2024 ha rappresentato un anno di forte avanzamento nella transizione energetica. È stato completato l’impianto fotovoltaico della Solar Factory di Caponago, entrato in funzione nel 2025 e in grado di coprire circa il 50% del fabbisogno energetico del Gruppo. Proseguono inoltre gli investimenti sugli impianti di Calusco d’Adda e sulla nuova sede green di Olbia, a conferma di una strategia orientata all’autoproduzione di energia rinnovabile e all’efficienza energetica lungo tutta la catena del valore. L’economia circolare resta uno dei pilastri del modello produttivo. Nel 2024 Vitali Spa ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 88:2020 per la produzione di calcestruzzo e conglomerato bituminoso in diversi siti, incrementando l’uso di materiali riciclati e sottoprodotti certificati. Particolarmente rilevanti anche i risultati nella gestione dei materiali da demolizione, con tassi di recupero che arrivano fino al 99% grazie all’impiego di impianti mobili di riciclo. Il legame con il territorio completa il quadro dell’impegno ESG del Gruppo. Oltre alle opere realizzate, Vitali promuove iniziative a valore sociale, sostenendo progetti benefici e coinvolgendo le comunità locali. Il Bilancio di Sostenibilità 2024 ha infine evidenziato un dialogo strutturato con gli stakeholder, attraverso survey, momenti di ascolto e l’aggiornamento della Matrice di Materialità, che orienta le priorità future. Un percorso riconosciuto anche da enti indipendenti: dal rating Silver EcoVadis al punteggio massimo nel Rating di Legalità AGCM, fino agli elevati score nelle piattaforme Synesgy e Open-Es e al Bollino Cassa Edile Awards 2024.

Riva Acciaio: investimenti e innovazione a supporto della ripresa industriale

Innovazione e investimenti sono stati gli elementi fondanti di Riva Acciaio che, nata nel 1954, ha prima supportato la ripresa e la ricostruzione postbellica del Paese e poi rafforzato, negli anni ’60, l’industria siderurgica italiana con l’introduzione della colata continua curva a tre linee.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: l’innovazione al servizio della ricostruzione postbellica del Paese

Alla fine della seconda guerra mondiale, il Paese era devastato dal conflitto e dai bombardamenti e richiedeva un’urgente necessità di ricostruzione. È in questo contesto che Emilio Riva, insieme al fratello Adriano, ha fondato Riva Acciaio nel 1954, che in origine prese il nome di Riva & C. s.a.s., operando nella raccolta e commercio di rottami ferrosi. La visione imprenditoriale dei fratelli li porta a intuire le prospettive di crescita del settore siderurgico, così che, nel 1956, dopo l’acquisto di un terreno a Caronno Pertusella in provincia di Varese, viene inaugurato il primo impianto siderurgico. Riva Acciaio, dal primo momento, ha puntato sull’innovazione tecnologica: il nuovo stabilimento era infatti dotato di un forno ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, ben dieci in più delle altre acciaierie. Attraverso un piano di investimenti e un’approfondita conoscenza del mercato, il Gruppo supportò la ricostruzione e il rilancio del Paese, con una produzione di acciaio di circa 190.000 tonnellate nel 1962.

Riva Acciaio: la prima colata continua curva a tre linee del Paese

Investimenti e innovazione sono stati gli aspetti chiave che hanno consentito a Riva Acciaio di superare le avversità e di crescere maggiormente nel corso della sua storia. Negli anni ’60, l’industria siderurgica italiana fu minacciata dalla concorrenza internazionale rappresentata dalle miniacciaierie. Fu in questo frangente che il Gruppo introdusse in Italia la colata continua curva a tre linee nello stabilimento di Caronno Pertusella, la prima a essere installata nel Paese, che entrò in funzione il 2 giugno 1964. Per Riva Acciaio, e per l’intera industria italiana, rappresentò un netto vantaggio in termini di riduzione dei costi, produzione più efficiente e aumento di competitività.

E-commerce, acquisizioni e investimenti, Cristina Scocchia: Illycaffè accelera

Ricavi record, crescita a doppia cifra e una nuova tappa strategica oltre Atlantico. Illycaffè chiude il 2025 con risultati sopra le attese e prepara lo sbarco produttivo negli Stati Uniti. A guidare la traiettoria di crescita è Cristina Scocchia, che archivia il 2025 con un fatturato di quasi 700 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto al 2024.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: Italia, USA ed Europa trainano la crescita

Un risultato che assume ancora più valore alla luce di un contesto macroeconomico complesso e di una filiera del caffè messa sotto pressione dall’aumento dei costi delle materie prime. Eppure Illycaffè non rallenta, anzi accelera: tutti i mercati e i canali distributivi indicano il segno più. “La nostra strategia sta funzionando – ha sottolineato Cristina Scocchia in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” – e siamo soddisfatti di questa chiusura di anno, 12 mesi in cui nonostante il contesto sfidante, in continua salita, non abbiamo frenato, anzi abbiamo accelerato”. La performance è particolarmente significativa in Italia, mercato maturo ma ancora centrale per il Gruppo, dove i ricavi crescono dell’11% grazie al rafforzamento nel canale horeca premium e a una forte espansione del consumo domestico, quasi raddoppiato. Ancora più marcata la crescita negli Stati Uniti, che a cambi costanti registrano un +19% e rappresentano oggi il 20% del fatturato complessivo. Determinante, in questo caso, lo sviluppo dell’e-commerce attraverso la partnership con Amazon, che ha spinto il canale online oltre il +20%. Buona anche la performance europea, diventata negli ultimi mesi un vero e proprio “porto sicuro” per Illycaffè. Dopo le prime tensioni legate ai dazi, l’azienda ha rafforzato la propria presenza nel continente, anche attraverso due acquisizioni strategiche: il distributore svizzero e l’italiana Capitani, specializzata in macchine da caffè. Il risultato è una crescita del 22%, trainata in particolare da Germania, Francia e Spagna.

Cristina Scocchia: Illycaffè guarda con fiducia al 2026

Sul fronte dei costi, il 2025 resta un anno difficile. Il prezzo del caffè verde è aumentato del 50% rispetto al 2024, stabilizzandosi nelle ultime settimane tra i 370 e i 380 centesimi di dollaro per libbra. Una dinamica che continua a comprimere i margini, anche a causa della speculazione finanziaria. “Abbiamo scelto di contenere l’aumento dei prezzi al consumatore finale – ha spiegato Cristina Scocchia – e, nonostante il costo della materia prima alle stelle abbia comportato una contrazione della marginalità, il business top line cresce”. Per il futuro, Illycaffè guarda con fiducia al 2026, pur sapendo che un eventuale calo dei prezzi delle materie prime produrrà effetti concreti solo nel 2027. La priorità resta la crescita organica e l’acquisizione di nuovi clienti. Tra le mosse più rilevanti in agenda c’è l’avvio della produzione negli Stati Uniti. Dopo un lungo processo di selezione, l’azienda è pronta a firmare un accordo con un partner locale: dal 2026 produrrà in loco il 15-20% del caffè destinato al mercato americano. Una scelta che punta a rendere la catena logistica più flessibile, a ridurre i rischi e ad avvicinare l’innovazione al consumatore finale. Parallelamente, proseguono gli investimenti in Italia e a Trieste, cuore storico del Gruppo. Nel primo trimestre del nuovo anno entrerà in funzione una nuova tostatrice, necessaria per far fronte a una capacità produttiva ormai prossima alla saturazione. “Abbiamo portato a termine cento assunzioni dirette nel 2025 anche in vista del raddoppio della capacità di tostatura e per la nuova linea di montaggio della porzionatura da 250 grammi – ha concluso Cristina Scocchia – Assunzioni sono previste anche nel nuovo anno”.

Alessandro Benetton: identità e successo, chi siamo oltre ciò che facciamo

Alessandro Benetton si sofferma sulla non coincidenza tra identità e lavoro. Nella rubrica “Un caffè con Alessandro” spiega perché identificarsi solo con la professione sia un limite, soprattutto per chi fa impresa, e invita a costruire il proprio valore anche oltre il ruolo.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: NON siamo ciò che facciamo

Siamo cresciuti con l’idea che siamo ciò che facciamo. Quando ci presentiamo a qualcuno, la prima cosa che diciamo dopo il nostro nome è il nostro mestiere. Lo facciamo per abitudine, senza neanche pensarci. È, in realtà, una consuetudine che nasconde una credenza molto radicata dentro di noi: l’identità coincide con la professione. Alessandro Benetton approfondisce l’argomento in un episodio della sua rubrica social “Un caffè con Alessandro”. A sbloccare questa riflessione nell’imprenditore è stato l’incontro con una persona che, anziché presentarsi con il proprio stato professionale, lo ha fatto condividendo una sua passione: “Piacere Luca, mi piace fare surf”. Un modo alquanto inusuale di introdursi, per lo meno rispetto a ciò a cui siamo abituati, che però mette in luce una verità fondamentale: “Il lavoro è importante ma non è tutto”. Come rimarca il Presidente di 21 Invest, per chi fa impresa si tratta di un tema parecchio delicato, poiché è ancora più semplice cadere nella trappola di identificarsi con quello che si fa. “Quando costruisci un’azienda – sottolinea Alessandro Benetton – ci metti l’anima e più vai avanti, più l’azienda diventa te, o almeno è quello che pensi. I successi e i problemi dell’azienda sono i tuoi. Se il progetto fallisce, allora sei un fallito anche tu”.

Alessandro Benetton: il valore di una persona, oltre la professione

L’imprenditore, fondatore della società di private equity 21 Invest e figura di rilievo nel panorama imprenditoriale italiano con i suoi ruoli in Edizione e Mundys, riconosce che “il valore di una persona non si misura con il bilancio di un’azienda”. Quest’ultima, continua Alessandro Benetton, “può fallire, un’idea può cambiare e un progetto può finire”. Soltanto “se ti sei costruito anche dentro, resti in piedi”. Ne è un esempio la ginnasta e campionessa olimpica Simone Biles. Con un totale di 41 medaglie vinte tra Mondiali e Olimpiadi, durante i giochi di Tokyo si fermò sostenendo che la propria salute mentale venisse prima di tutto il resto. Dopo lo stop, è tornata più forte di prima vincendo lo scorso anno a Parigi. “Smettere di fare qualche cosa – conclude Alessandro Benetton – non vuol dire smettere di essere qualcuno”. Ne consegue un’altra lezione essenziale: bisogna sapere anche quando è il momento di prendersi una pausa: “Non è facile, ma è necessario”.

Luca Dal Fabbro (Iren): l’Italia ha le competenze per essere una potenza industriale

Industria, energia e cybersicurezza nell’intervento di Luca Dal Fabbro alla 12esima tappa di “La Stampa è con voi”, a Torino. Il Presidente di Iren ha condiviso la sua visione: “Possediamo strumenti, tecnologie e capitale umano per tornare a essere una forza industriale”. Cybersicurezza? “Gli attacchi aumentano ma abbiamo competenze elevate”.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: il Paese può tornare a essere una forza industriale

Investire nell’industria e dare un futuro concreto ai nostri giovani. Dovrebbero essere queste le priorità dell’Italia secondo Luca Dal Fabbro. Il Presidente di Iren lo ha affermato nel corso del proprio intervento in occasione dell’evento “La Stampa è con voi”. L’incontro, tenutosi lo scorso dicembre al Museo del Risorgimento di Torino, ha rappresentato l’ultima delle 12 tappe dell’iniziativa del quotidiano pensata per raccontare il territorio attraverso l’incontro con i lettori e le lettrici del giornale. Nell’intervento, il manager ha condiviso la propria visione sul futuro dell’industria, dell’energia e della cybersicurezza. “Possediamo strumenti, tecnologie e capitale umano per tornare a essere una forza industriale – ha affermato Luca Dal FabbroPossiamo e dobbiamo dare ai nostri giovani un futuro nell’industria, perché da sempre siamo stati capaci di farla: si pensi a Olivetti o ad Agnelli. Lo dico sempre: non si lavora con la finanza, ma con l’industria”.

Luca Dal Fabbro: l’Italia ha competenze elevate nella difesa cibernetica

Sul tema della cybersicurezza, il Presidente di Iren ha confermato che “la minaccia cibernetica è concreta”, con il nostro Paese che registra tra il 5% e il 10% degli attacchi di tutta Europa. “Alcuni dicono che l’Italia sia un ottimo ‘poligono’ per testare gli attacchi – ha rimarcato Luca Dal Fabbroma questo significa anche che abbiamo competenze sviluppate”. Negli ultimi tempi, sono aumentati del 150%. L’Agenzia italiana per la cybersicurezza sta lavorando alla diffusione del know-how e delle linee guida. “È fondamentale – ha ribadito il manager – integrare queste attività con le istituzioni e i sistemi di difesa del Paese. Il percorso è appena iniziato, c’è molta strada da fare, ma l’Italia può dare soluzioni concrete”. Oggi, il 95% degli attacchi cibernetici viene sferrato attraverso robot basati sull’Intelligenza Artificiale, motivo per il quale è cruciale conoscere a fondo l’argomento. “I primi hacker etici sono nati in Italia – ha fatto notare Luca Dal Fabbroe abbiamo competenze di alto livello in materia”.

Sostenibilità, la strategia di Ares Ambiente coinvolge tutta la filiera

Dal 2008, Ares Ambiente opera nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e della gestione di impianti autorizzati. In oltre 15 anni di attività, l’azienda ha costruito la propria identità attorno a un principio guida preciso: unire competenza tecnica e responsabilità sociale, promuovendo una cultura diffusa di rispetto per l’ambiente e per le comunità in cui opera.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: l’approccio etico al centro della strategia aziendale

Per Ares Ambiente l’etica non è un concetto astratto, ma un metodo operativo. L’azienda sottopone regolarmente procedure e attività a verifiche condotte da enti terzi qualificati, una scelta che garantisce il pieno rispetto delle normative e un costante miglioramento delle performance. Questo meccanismo di controllo continuo rappresenta un elemento di garanzia per clienti, partner e stakeholder, che possono contare su standard elevati di qualità e affidabilità. Uno dei cardini della filosofia aziendale è la trasparenza. Per rendere concreto questo impegno, Ares Ambiente adotta il Bilancio SA8000, uno strumento attraverso cui comunica in maniera chiara e accessibile i valori, le attività, gli obiettivi e i risultati legati alla responsabilità sociale. Il documento diventa così un ponte tra l’azienda e il territorio, rafforzando la fiducia degli stakeholder e valorizzando il lavoro svolto dal team.

Ares Ambiente: EMAS, qualità e cultura sostenibile

Oltre al Bilancio SA8000, Ares Ambiente redige la dichiarazione ambientale conforme al Regolamento EMAS CE n.1221/2009. Si tratta di un documento pubblico che illustra nel dettaglio l’impatto ambientale delle attività aziendali, i programmi in corso e gli obiettivi futuri. La scelta di aderire allo schema EMAS conferma la volontà dell’azienda di mantenere un comportamento responsabile e trasparente, offrendo alla comunità locale uno strumento chiaro per comprendere le azioni intraprese. Alla base delle prestazioni dell’azienda c’è un sistema organizzativo strutturato su processi definiti, protocolli di controllo e formazione continua del personale. La divisione rigorosa dei compiti e la cura verso l’aggiornamento professionale contribuiscono a mantenere elevati standard di servizio, riducendo rischi e inefficienze e migliorando l'efficacia delle pratiche operative. Ares Ambiente promuove inoltre una cultura della sostenibilità coinvolgendo tutti gli attori della propria filiera: dipendenti, collaboratori esterni, fornitori e clienti. L’obiettivo è creare consapevolezza e favorire comportamenti responsabili a ogni livello, contribuendo così alla tutela dell’ambiente e al benessere delle comunità.

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