Nel segno della memoria e della responsabilità, l’Università LUMSA ha ospitato un incontro per rilanciare l’appello al disarmo. Vescovi, associazioni e accademici hanno richiamato la necessità di una conversione totale, dal nucleare militare a “un’energia di Pace per tutti”.
Università LUMSA: l’80° anniversario di Hiroshima come occasione per educare alla pace
A 80 anni dal lancio della bomba atomica su Hiroshima, la memoria si fa monito. Nella sala Pia dell’Università LUMSA di Roma si sono ritrovati rappresentanti di associazioni cristiane, studiosi ed esponenti del mondo ecclesiale per ribadire con forza la necessità di un futuro di pace e di disarmo nucleare. L’evento, celebrato in concomitanza con la festa liturgica della Trasfigurazione, ha voluto non solo ricordare la tragedia del 1945, ma rilanciare un impegno concreto e condiviso: trasformare l’energia di distruzione in energia di vita. “L’80° anniversario di Hiroshima è fondamentale per ricordare ma anche per progettare un mondo diverso e porta noi a riflettere e a testimoniare quello che Papa Leone ha detto domenica scorsa nella spianata di Tor Vergata: un mondo diverso è possibile – ha esordito il Rettore dell’Università LUMSA Francesco Bonini – Per fare questo è necessaria la riflessione, l’elaborazione del pensiero, l’educazione, quello che fa l’università, un’università come la nostra e come tutte le università dovrebbero fare”.
Università LUMSA: il nucleare civile non sia arma di guerra
A ricordare il peso delle ferite lasciate dall’atomica è stato monsignor Gianni Fusco, assistente di “Ditelo Sui Tetti”. “I sopravvissuti di Hiroshima sono moniti viventi, cicatrici umane, ferite nel corpo, spirituali, psicologiche – ha ribadito – Con l’incontro di oggi vogliamo costruire un presente e un futuro che sia il più lontano possibile da questi eventi disastrosi che trasformano il progresso umano in una cultura di morte. Il nucleare per uso civile è una delle fonti energetiche alle quali prestare attenzione, ma non può e non deve essere associato all’uso per la guerra, bensì per il bene e per il progresso delle persone e della sicurezza umana”. Un appello condiviso anche da Giuseppe Rotunno, Presidente del Comitato Per una Civiltà dell’Amore, e da Antonino Giannone, Presidente di Umanesimo ed Etica per la Società Digitale. “Questa terribile arma distruttiva si è sviluppata in ambito cristiano. Ci domandiamo come sia stato possibile – ha concluso monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Abbiamo fatto passi vertiginosi nella tecnologia e passi abissali nella decrescita dell’umano. La conversione non può essere parziale: deve partire dai valori, prima ancora che dalle strategie tecnologiche. Iniziamo dal disarmo, per avviare una conversione profonda e totale”. Il vescovo ha inoltre annunciato il prossimo appuntamento del Tavolo di Pace Nucleare Est/Ovest, che si terrà ad Assisi il 15 settembre nella Sala della Spogliazione del Vescovado, in continuità ideale con i lavori dell’Università LUMSA e in sintonia con due momenti simbolici: la canonizzazione del beato Carlo Acutis (7 settembre) e le celebrazioni per gli 800 anni del “Cantico delle Creature”.