Idroelettrico e repowering: le chiavi per un’energia più sostenibile secondo Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro ha recentemente rilasciato un’intervista a “Repubblica” in cui ha analizzato le sfide e le opportunità del settore energetico italiano. Secondo il Presidente di Iren, per contenere il caro energia è necessario puntare su una strategia basata sul repowering delle fonti rinnovabili esistenti e sulla valorizzazione del settore idrico.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: meno gas e più rinnovabili con il repowering

Il sistema energetico italiano, ha rimarcato Luca Dal Fabbro, soffre di una forte dipendenza dal gas, rendendo il Paese vulnerabile alla volatilità dei prezzi sul mercato internazionale. La speculazione finanziaria sulla Borsa di Amsterdam ha amplificato le oscillazioni dei costi, rendendo indispensabile un intervento da parte dell’Unione Europea per limitare l’influenza dei trader non industriali. Disaccoppiare il prezzo dell’energia da quello del gas “vorrebbe dire separare l’Italia dal resto del mercato europeo”, ha fatto sapere il Presidente. Un punto chiave dell’intervista riguarda il potenziamento degli impianti rinnovabili esistenti attraverso il cosiddetto “repowering”. “Sviluppare aste nazionali, sia di Stato sia tra privati e solo su base volontaria fra produttori che fanno il repowering della capacità installate, rappresenterebbe una valida opzione per liberare il potenziale di sviluppo delle fonti rinnovabili, tra i 15 e i 20 TWh, e così soddisfare i fabbisogni della domanda di energia verde a prezzi stabili ed adeguati”, ha fatto sapere Luca Dal Fabbro. Questo approccio consentirebbe una maggiore sicurezza energetica, riducendo la dipendenza da fonti fossili e abbassando i costi per i consumatori.

Gestione idrica e investimenti: la visione di Luca Dal Fabbro

L’idroelettrico, secondo Luca Dal Fabbro, rappresenta una risorsa essenziale per il mix energetico nazionale. Con un investimento di circa 15 miliardi di euro, l’Italia potrebbe aumentare del 30% la produzione di energia idroelettrica rispetto ai livelli del 2023, garantendo una produzione aggiuntiva di 10-12,5 TWh all’anno. Questo investimento non solo migliorerebbe la stabilità della rete, ma favorirebbe anche una gestione più efficiente delle risorse idriche, utile per affrontare le sempre più frequenti emergenze legate alla siccità. Il Presidente ha poi commentato l’idea di aprire gare pubbliche per le concessioni idroelettriche: “Indire gare aperte ad operatori meramente finanziari non presenti nel territorio è un errore a danno del Paese”. “Non è un discorso sovranista, ma di buon senso e tutela del bene comune”, ha ribadito. Nell’intervista, il manager ha citato anche la a recente acquisizione del 100% di Iren Acqua, che ha confermato l’interesse di Iren per la gestione delle risorse idriche. Il settore, ha fatto sapere il Presidente, necessita di una forte industrializzazione per garantire maggiore efficienza e qualità del servizio. “Il servizio idrico è un settore importante, su cui andranno investite ingenti risorse, partendo dal contenimento delle perdite, che in Italia sono al 40%. Gli enti pubblici spesso non hanno capacità di investimento, bisogna trovare altre soluzioni”, ha affermato. Luca Dal Fabbro ha infine escluso il nucleare come soluzione a breve e medio termine, sottolineando la necessità di investire in tecnologie più sicure. “Vedo poi priorità più urgenti. Penso all’efficienza energetica del patrimonio immobiliare che, da sola, potrebbe farci risparmiare tra il 5 e il 7% dei consumi nelle città”, ha dichiarato. Un esempio è il progetto di Iren a Torino, con la riqualificazione di oltre 800 edifici pubblici.

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