Fabrizio Ruggiero: il welfare, uno strumento efficace per attrarre talenti

Per le aziende italiane è sempre più difficile trovare personale. Oggi lo stipendio non basta più, il welfare diventa un fattore sempre più decisivo per attrarre e trattenere i talenti: l’intervista de “Il Messaggero” all’AD di Edenred Italia Fabrizio Ruggiero.

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero: il welfare come strumento per attrarre talenti

Se fino a qualche tempo fa si faticava a trovare lavoro, oggi pare la situazione si sia ribaltata. Sono le aziende, adesso, ad avere difficoltà nel reclutare personale. Fabrizio Ruggiero, Amministratore Delegato di Edenred Italia, società leader nel settore degli employee benefit, ha condiviso il suo punto di vista con “Il Messaggero”. “Nel dialogo con le aziende con cui lavoriamo – ha confermato il manager – vediamo un comune denominatore: il fatto che su alcune professionalità, e ancora di più in alcuni territori, fare recruiting è diventato complesso. Ed è complicato anche tenersi le persone migliori”. I tempi ormai sono cambiati e sono mutate le priorità di chi cerca lavoro. Prima, in fase di colloquio, la comunicazione girava intorno a due punti fondamentali, ovvero il tipo di contratto e la retribuzione. “Oggi questo non basta”, sottolinea Fabrizio Ruggiero. Nell’attuale contesto, il welfare è passato dall’essere “la ciliegina sulla torta” di un’offerta lavorativa a costituire una fetta importante della torta.

Fabrizio Ruggiero: investire nelle persone fa crescere il fatturato

La crisi del recruiting è inoltre, in qualche modo, legata a un’altra crisi che è spesso nei titoli di giornale: quella demografica. La diminuzione della popolazione in età lavorativa riduce, di fatto, l’offerta complessiva di manodopera. Alcune aziende stanno cercando di trovare una soluzione investendo in due grandi aree. La prima è quella dell’inclusione e ha a che fare soprattutto con il mantenimento delle donne sul posto di lavoro. “Oggi – afferma Fabrizio Ruggiero – ci sono 7.8 milioni di donne che non hanno attività professionale, che ovviamente lavorano a casa, ma che rappresentano, in un Paese con un saldo negativo al 2040 di tre milioni di lavoratori, un tesoro da riattivare”. Molte realtà stanno quindi facendo leva sul welfare, utilizzandolo come uno strumento per supportare le donne, in particolare nelle prime fasi di vita dei figli. L’altro grande filone è quello pensionistico, con soluzioni di previdenza complementare da integrare alla pensione pubblica. Investire nel welfare significa pure investire nella crescita della propria azienda. Secondo un’analisi condotta da SDA Bocconi sulle medie e grandi imprese italiane, le aziende che investono in welfare crescono di fatturato del 10% più velocemente rispetto a quelle che non lo fanno.

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