L’avventura della Benetton Formula ripercorsa in un documentario nato quasi per caso e diventato il racconto celebrativo di una stagione indimenticabile della Formula 1. Alessandro Benetton ne ha parlato in un’intervista rilasciata lo scorso novembre alla “Gazzetta dello Sport”.
Alessandro Benetton: il ricordo della Benetton Formula celebrato in un documentario
Era il 1985 quando si discusse di mettere in pista una macchina con sopra il nome di un’azienda di vestiti. L’anno dopo la Benetton entrò in gara in Formula 1 e nel 1995 divenne Campione del Mondo con Michael Schumacher. Sono trascorsi più di 30 anni da quegli esaltanti momenti e Alessandro Benetton, allora Presidente del team, ha pensato di celebrarne il ricordo con un post sui social. Le emozioni da raccontare erano troppe, le idee pure. Allora quello che doveva essere un reel è diventato un documentario dal titolo “Benetton Formula”. Disponibile dallo scorso novembre su Sky e NOW, dopo un’anteprima in alcune sale cinematografiche selezionate, ripercorre l’epopea della scuderia. “Inizialmente doveva essere una cosa molto più semplice anche solo per raccontare la discontinuità che rappresenta quel progetto, l’energia e la disponibilità al rischio di quegli anni – ha evidenziato in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta dello Sport” l’imprenditore – E in definitiva anche ‘Benetton Formula’ è nato con lo stesso spirito di discontinuità: i giovanissimi registi non avevano mai prodotto un documentario, abbiamo sentito che era il mezzo più giusto per il racconto che avevamo in mente. E lo abbiamo fatto”. Alessandro Benetton ha proseguito quindi ricordando come nacque quella bizzarra idea di usare la F1 come una vetrina per il Gruppo e della sua improvvisa nomina a Presidente.
Alessandro Benetton: l’esperienza della Benetton Formula insegna il valore della discontinuità
La storia della Benetton Formula è anche fatta di persone giuste al momento giusto. Da Michael Schumacher a Flavio Briatore: senza di loro, molto probabilmente, le cose sarebbero andate in modo diverso. La passione che ognuno di loro mise nel progetto, unita a quel “coraggio della discontinuità” che ha fatto da mantra alla famiglia Benetton, ha contribuito a scrivere una pagina indimenticabile della F1 e continua tutt’oggi a rappresentare un’interessante lezione da applicare nel mondo dell’imprenditoria. Alessandro Benetton ha portato l’esempio di Edizione. “Sono stato chiamato quattro anni fa e ho cambiato l’80% del management e il 75% delle attività. Per discontinuità e ‘Mai fermi’, non come obbligo ma per avere nuove risposte, per evitare il declino”. Secondo l’imprenditore si tratta di un insegnamento prezioso: “Se diventi autoreferenziale, se ripeti i soliti schemi, arriva qualcun altro che ti supera”. Sul tema delle persone giuste, il Presidente di Edizione ha ribadito l’importanza di non confondere il gioco di squadra con l’energia dei singoli. “L’efficienza di una squadra non è il risultato matematico, è il derivato di un insieme di energie – ha sottolineato – Della loro abilità e della loro intelligenza che vengono accresciute dall’operato comune. Gli individui devono essere detonatori di energia collettiva. Noi abbiamo vinto così, prima con Collins e John Barnard, poi, rendendoci conto che così non bastava, con Briatore, Rory Byrne, Tom Walkinshaw che porta Ross Brawn, io, i piloti, tutti fino a Michael Schumacher”.
